Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------

martedì 31 luglio 2007

In perfetto stile Cobolli Gigli


Per Chiellini siamo fermi al "no" di stamane (Cobolli)
Ma siamo anche attenti a un eventuale rialzo nell'offerta del Manchester City (Gigli).

Blanc in incognito sta implementando il Project Ad Minchiam


Le ultime due geniali mosse prevedono la cessione di Chiellini (a titolo definitivo) e di Criscito (in prestito) per prendere due pipponi stranieri di quasi 30 anni.

Lapin Lapetto replica sul suo blog

Vedo che il mio post ha scatenato molti commenti e riflessioni.V edo anche che si tira in ballo la Juve. Spesso a sproposito. Vorrei ricordare che quando alla Juve si è sentito puzza di bruciato, sono stati allontantanati i dirigenti che sapete. E prima ancora del processo sommario di Calciopoli fui proprio io a fare le prime segnalazioni di ciò che stava accadendo. La juve è stata l’unica ad aver pagato, con la serie B e perdendo denaro, ma per fortuna non abbiamo perso la fiducia dei veri tifosi e degli sponsor.
Per il resto non voglio solo citare solo esempi negativi, perchè per fortuna lo sport con la s maiuscola, dove determinazione, coraggio e competizione (ma anche spettacolo) sono le regole principali, esiste ancora.Basti pensare a Lippi e ai suoi uomini che nonostante la bufera e la sfiducia sono riusciti a stravincere, a Pietro Mennea che ha continuato a combattere anche quando si è tolto la tuta, a Kelly Slater nel surf, ai fratelli Abbagnale nel canottaggio, alla Whitebread, il giro intorno al mondo in barca a vela meno glamour e più tosto della Coppa America, fino all’intero campionato di rugby dove sul campo scoppia la guerra e poi quando è finita la partita vanno tutti a prendersi una birra insieme.

Il pendolino del Mago

Oggi è in programma il sorteggio dei calendari di Serie A.

Ecco le mie previsioni per la prima giornata di campionato.

Primo tempo: Juve-Samp. Assiste il tifoso Cobolli.
Secondo tempo: Juve-Doria. Assiste il presidente Gigli

Alcune domande a Lapin Lapetto

A proposito di Sporc, la domanda sorge spontanea.
Come mai, caro Lapo, avete deciso di abbandonare (o accompagnare?) la Juventus al suo destino di vittima sacrificale? Come mai non vi siete (e non ci avete) difesi in quel processo vergognoso (degno di una Repubblica delle Banane) messo in piedi dal Commissario Interista Guido Rossi? Come mai la campagna mediatica contro la Juventus è stata organizzata soprattutto da giornali “di famiglia” (Gazzetta dello Sporc in primis, ma anche Corriere della Serva e La Tampa)? Come mai, a processi ancora in corso, è stata smantellata una squadra stellare (campione e vice-camopione del mondo a Berlino 2006)? Come mai non sono mai stati rivendicati gli scudetti che ci hanno illegittimamente sottratto? Come mai, per sostituire la Triade, vi siete affidati a dei dirigenti del tutto inesperti ed inadeguati (un esperto di tennis, due gemelli - Cobolli e Gigli - che non fanno altro che contraddirsi ripetutamente - ed un ragazzetto che sino all’anno scorso si limitava ad alzare i cartelli per le sostituzioni)?
Last but not least. Come mai ieri mattina, al Baretto di Abbiadori, parlando con la barista juventina, hai detto che è inutile che la Juventus spenda per altri giocatori perché avremo tutti gli arbitri contro (arbitri che, sempre parlando con la barista, tu vorresti fare fuori a fucilate)?
Juventus Delenda Est?
Non basta, caro Lapo, un tatuaggio per professarsi Juventini.

Project Ad Minchiam

Come tutti ricorderete, abbiamo atteso per mesi l'approvazione da parte dei coniglietti del famigerato piano industriale.
L'approvazione del documento slittava di settimana in settimana. Nel frattempo, il tennista ed i gemelli diversi ingannavano il tempo cambiando più volte il nome al documento. Da piano industriale si è passati a fermo industriale. Poi a fermo sportivo ed, infine, a piano sportivo.
Per evitare di confondere ancora di più le poche e già confuse idee dei colleghi di conigliera, il tennista ed i gemelli diversi hanno avuto un'idea geniale: diamo un nome in codice al documento, così che tutti possano capire immediatamente di che cosa si tratti.

E mai nome fu più azzeccato. Project Ad Minchiam.

Le regole di Collina - Il caffé

Non fa bene prendere un caffé prima della partita, ma se proprio non possono farne a meno, è meglio che si accontentino di quello, buono, che preparano da Meani piuttosto che di quello della tribuna d'onore.

Sic transit gloria Juventus


Il 31 luglio ricorre il quarto anniversario della scomparsa dell’avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano, storico vice-presidente e poi presidente della Juventus.

Se pensiamo che dopo di lui sono venuti Franzo Grande Stevens ed i gemelli diversi...

Lapo il Censore


Dal Blog di Lapin Lapetto nostro: http://blog.italiaindependent.com/2007/07/28/sporc/

"Sporc
(di Lapo)
Oggi sono costretto a cambiare argomento su questo blog.
Sono costretto a parlare di sport. Più che parlare, sfogarmi.
Leggo sui giornali quello che sta succedendo e rimango sconcertato. E’ un’offesa e una presa in giro verso tutti noi il chiamare tutto questo “sport”. Per questo ho voluto dare quel titolo al post.
Per chi come me, e sono sicuro anche voi, si è avvicinato allo sport legandolo a valori come dignità, rispetto delle regole e sana competizione, vedere ciò che sta succedendo nel ciclismo e nella formula uno, corrisponde ad un tradimento. Imbrogli, menzogne, corruzione e squallide messe in scena. Il ciclismo è ormai diventato una farsa, quasi come il wrestling. La F1 è addirittura grottesca, tanto è evidente l’inganno.
Al fine di preservare l’audience vengono richieste agli atleti performance che fisicamente e mentalmente sono impossibili da raggiungere senza additivi. Per lo stesso fine si nega l’evidenza dei fatti e succede che chi dovrebbe dettare le regole si trasforma in Ponzio Pilato.
Ma lo spettatore si sente tradito e con il tempo tenderà ad allontanarsi da tutto questo schifo.
E non solo lo spettatore si sente tradito, ma anche quelle aziende che associano allo sport il proprio marchio e i propri valori. Voglio essere chiaro fino in fondo: se una telecamera accesa giustifica comportamenti scorretti, allora un’azienda - come Italia Independent, ad esempio - non ha interesse ad associare il proprio marchio a società sportive che non si comportano come tali.
Sono le stesse società sportive che devono per prime tutelarsi da dirigenti e atleti che non rispettano le regole del gioco, non solo per difendere la propria immagine e i valori sportivi, ma anche per tenere a sè gli sponsor che, insieme ai tifosi, sono necessari per portare avanti l’attività."


Juventus Delenda Est.

lunedì 30 luglio 2007

Gentile accusa Rossi e Albertini

Tuttosport, 30 luglio 2007
Gentile, riavvolgiamo il na­stro, 20 luglio 2006.
«Se proprio dobbiamo riavvol­gerlo, partiamo da un po’ prima. Sono stato ingannato dal Com­missario Guido Rossi. E soprat­tutto da uno dei suoi vice...».
Parla di Albertini?
«Sì. Lo avevo informato che ave­vo un’importante alternativa professionale: una squadra di club. Mi assicurò che sarei ri­masto in azzurro, che si puntava su di me. Dopo il Mondiale e l’ad­dio di Lippi i giornali facevano il mio nome anche per la Nazio­nale maggiore. Ma io sarei ri­masto volentieri anche alla gui­da dell’Under. Poi il 20 luglio Rossi mi ha telefonato per dirmi che non rientravo nei program­mi. Ma ormai era sfumata an­che l’altra opportunità. Non me­ritavo questo trattamento, al di là dei risultati ottenuti. Una scorrettezza grave, una cattive­ria gratuita. Presto farò nomi e cognomi e racconterò bene come sono andate certe cose... Perché non mi è mai piaciuto essere preso in giro. Se non volevano confermarmi potevano dirmelo: rispetto le scelte. Ma così no, è stato inaccettabile».
Ha capito il ”perché”?
«Forse non ero sinergico a certe logiche. Non sono uno che si pie­ga e si presta... Qualcuno ha cre­duto di essere diventato il pro­prietario della Figc, dimentican­do che la Federazione non è un club di calcio, è un ente pubblico. Ha perso il senso del ruolo e si è montato la testa. I commissari traghettano, non rivoluzionano. Il risultato è che Albertini si è portato dietro gli ex compagni di squadra (riferimento a Donado­ni, ndr) e quelli di cui era amico (Casiraghi e Zola?, ndr). E meno male che altre cose non sono an­date in porto...»
Quali?
«Dirò tutto, ma non ora».
Era la Juve la squadra che l’aveva cercata?
«Non faccio nomi, dico solo che c’era una squadra di club che mi interessava moltissimo».
Quella squadra era in B?
«(Ride, ndr). Era una squadra importante, che mi sta nel cuore. Le basta?».
Cosa ha fatto Gentile nell’ul­timo anno oltre a smaltire la rabbia?
«Non l’ho smaltita tutta... E co­munque ho girato molto, sono andato all’estero a seguire squa­dre e nuove metodologie di alle­namento. Mi sono aggiornato per la prossima chance».

Ranieri, un allenatore da squadra provinciale

Questa la reazione di Ranieri alla notizia che la Juve sarà considerata testa di serie in sede di compilazione dei calendari di Serie A.
«Vi dico che avrei preferito che ci trattassero come una neopromossa, almeno avremmo affrontato prima le più forti, quando magari non erano ancora nelle condizioni migliori»
Complimenti a Badoglio & Co. Hanno preso un allenatore perfetto per una squadra provinciale...

Che peccato non giocare più a Caltagirone


(La famosa Scalinata di Santa Maria del Monte decorata con piastrelle in ceramica policroma)
-----------------------------------------------------------------------------------

LAPOteosi in Costa Smeralda

Lapin Lapetto nostro in un baretto di Abbiadori (Costa Smeralda)
Ore 9 del mattino
Barista tifosa juventina scatenata
Lapin Lapetto di rientro da una delle sue serate. Lucido come al solito.
Barista: Compriamo qualcun altro quest'anno?
Lapin Lapetto: No, non compriamo nessuno. Lasciamo che sia quel picio di Moratti a sprecare i soldi
Barista: Ma allora non vinceremo...
Lapin Lapetto: Non possiamo vincere, abbiamo tutti gli arbitri contro
Barista: Anche quest'anno?
Lapin Lapetto: Si. Io li farei fuori tutti gli arbitri a fucilate (mimando di avere un fucile in mano)

sabato 28 luglio 2007

Comunicato Ufficiale

L'Associazione Nazionale delle Prostitute con il Circolo Case Massaggi, il Club Privato delle Meretrici d'Italia, il Gruppo delle Donne dei Postriboli di Solfino di Sotto, la Cooperativa Passeggiatrici della Statale 27 e le Lucciole del Posteggio di Boccadoso desiderano chiarire all'opinione pubblica italiana che, anche se tutti i tifosi juventini pensano il contrario, Massimo Moratti, John Elkann, Luca Cordero di Montezemolo, Franzo Grande Stevens non sono figli di alcuna delle loro iscritte

Le prove del complotto

-------------------------------------------

ROSSI: pronto?
MORATTI: attenti, via!
ROSSI: ehm, Massimo, sono io, Guido…
MORATTI: Sì ho capito, guido anch’io mica facciamo le gare a piedi…
ROSSI: sono GUIDO ROSSI! So che mi hai cercato…
MORATTI: Ah Guido, vecchia volpe giusto te volevo. Te l’hanno detto che ti ho cercato?
ROSSI: Sì appunto, è per questo che ti ho chiamato.
MORATTI: Quando?
ROSSI: Come quando? Massimo, guarda che se è un brutto momento chiamo più tardi
MORATTI: No Guido, chiamami adesso che più tardi ho una riunione di lavoro con Tony Bin
ROSSI: Va bene, allora ti chiamo subito. Pronto?
MORATTI: Sì, chi è?
ROSSI: Come chi è, sono sempre io Massimo…
MORATTI: Anche lei si chiama Massimo?
ROSSI: Ah Mora’, guarda che così facciamo notte… sono GUIDO ROSSI!!!!!!!!!!!!
MORATTI: Ah Guido, vecchia volpe, giusto te volevo. Te l’hanno detto che ti ho cercato?
ROSSI: Ossignore… sì, sì, me l’hanno detto. Cosa volevi?
MORATTI: E’ una questione delicata, bisogna andarci cauti ed agire con discrezione… dobbiamo far fuori Moggi, l’ho già detto anche a Mancini, Tronchetti, Afef e alle letterine di passaparola.
ROSSI: Alla faccia della discrezione. Non è meglio parlarne a quattr’occhi?
MORATTI: Bèh, se vuoi metto gli occhiali…
ROSSI: Intendevo, non è meglio vederci di persona per parlare di queste cose? Sai com’è, per telefono può essere pericoloso…
MORATTI: Perché?
ROSSI: Beh, sai, ci sono le intercettazioni…
MORATTI: Non preoccuparti, ho spento l’apparecchio.
ROSSI: Ah bene, allora dimmi tutto.
MORATTI: Dobbiamo far fuori Moggi.
ROSSI: Sì, questo me l’hai già detto.
MORATTI: Quando?
ROSSI: Senti Massimo, vediamo di arrivare al punto, come facciamo?
MORATTI: A far cosa?
ROSSI: A FAR FUORI MOGGI ACCIDENTI!!!
MORATTI: E a me lo chiedi? Lo sai come finiscono le cose se le fate gestire a me… pensateci tu e Tronchetti ad organizzare il tutto.
ROSSI: Mmmmmmmh… fammi pensare… possiamo mettere su un bel processo se riusciamo ad intercettare un paio di sue telefonate…
MORATTI: Ah per quello non c’è problema ci penso io, basta che riaccendo l’apparecchio che mi ha regalato il Tronchetti per l’anniversario del primo brocco che ho acquistato e posso intercettare chiunque per un raggio di 6 milioni di chilometri…
ROSSI: 6 milioni?? Cos’è, vuoi intercettare pure gli alieni??
MORATTI: Se parlano con Moggi, sì. Possiamo chiamarli a testimoniare poi, no?
ROSSI: Sì vabbè, ho capito. Meglio che ci pensi io, se me lo puoi lasciare per un paio di giorni domattina passo a prenderlo.
MORATTI: Vuoi pure il libretto delle istruzioni? Io non ci capisco niente, ‘sti deficienti le hanno scritte in Italiano…
ROSSI: Appunto. Vabbè Massimi’, io ti saluto, adesso ho proprio da fare…
MORATTI: Anch’io, ho una riunione di lavoro con Tony Bin…
ROSSI: Me l’hai già detto. Ci vediamo domani allora, eh…
MORATTI: Domani? Passi a trovarmi?
ROSSI: Come faremo a non farci scoprire, dico io…

Ma "taroccare" i calendari non era un illecito?

La Lega Calcio ha deciso di inserire la Juventus tra le teste di serie del campionato per la compilazione del calendario di serie A, in programma martedì prossimo nel salone d'onore del Coni alle ore 19.
E' una novità, visto che è la prima volta che una neopromossa viene inserita tra le squadre "protette" dal sorteggio.

Per non dimenticare - Le palle del tennista


«C'è stato un aumento di capitale di 105 milioni. Ebbene oltre la metà lo destineremo agli acquisti, e non parlo di stipendi, parlo di acquisti. Sarà la prima fase cui ne seguirà una l'anno prossimo e quello dopo ancora, pensando di tornare tra tre anni all'autofinanziamento». Con oltre 50 milioni si possono comprare campioni importanti. «Sì, anche perché è un tesoro intatto: gli acquisti di gennaio, come Criscito, li abbiamo fatti con i soldi dell'anno scorso. Si può pensare a qualche acquisto di spicco, pochi in Europa faranno un mercato come il nostro: il fatto è che gli altri partono da una base più alta».


Estratto da intervista del Tennista a La Stampa (30 maggio 2007)
I casi sono due. O non sa la matematica. Oppure ci prende per i fondelli.

venerdì 27 luglio 2007

Il falco Cobolli. La colomba Gigli

In Lega Calcio si è arrivati alla spaccatura fra grandi e medio-piccole: non facile per Matarrese ricucire. Anche perché in ballo ci sono i soldi dei diritti tv. Fra i "falchi" c'è sicuramente il n.1 della Juventus, Cobolli. Il club bianconero, insieme con il Milan e altre società, è pronto a ricorrere alla Corte Costituzione e anche alla Corte europea.
Le società medio-piccole e Giovannona nostra da Malindi possono dormire sonni tranquilli (almeno per quanto riguarda la Juventus). Perché un eventuale ricorso presentato da Cobolli (molto motivato) sarebbe comunque ritirato da Gigli (non sarebbe mai stato accolto).

Chi di sentenza illogica ferisce, di sentenza illogica perisce

La Juve, grazie a John Elkazz e Montezuma, è stata punita per illecito pur non avendo commesso illeciti.

La McLaren non è stata punita pur avendo commesso un illecito.

Balle comme la pluie

Una veloce panoramica delle balle che ci hanno raccontato dall'anno scorso ad oggi

Ci difenderemo in tutte le sedi possibili, per rispetto degli azionisti e dei nostri meravigliosi tifosi.

Vogliamo la Serie A.

La Juve sarà giovane, forte, italiana.

Arriveranno tre campioni, uno per reparto.

Almeno la metà dell'aumento di capitale (105 : 2 = 52,5) sarà destinato al mercato.

giovedì 26 luglio 2007

Una sentenza "Cobolli & Gigli" style

"La McLaren Mercedes era in possesso di informazioni confidenziali ed è pertanto in violazione dell'articolo 151/C del codice sportivo internazionale"

ma

"ci sono prove insufficienti che queste informazioni siano state usate in tale modo da interferire in modo scorretto con il campionato mondiale di F1. Pertanto non è prevista alcuna penalità".

Non vi ricorda qualcosa?

A me ricorda

"il ricorso era molto motivato"

ma
"non sarebbe mai stato accolto"
Divagazioni calcistiche a parte, sono solo felice che la Ferrari e Lucaluca Liberaebella se lo siano presi in quel posto.

Le regole di Collina

"Niente ristoranti per gli arbitri"
Collina: "No ad incontri inopportuni"
Prosegue il ritiro degli arbitri in vista della nuova stagione e il nuovo designatore Collina non manca di introdurre nuove regole, in modo da evitare lo scoppio di altre calciopoli in futuro. "In trasferta - ha spiegato ai fischietti - non andrete più in ristorante. Meglio cenare e pranzare nell'albergo in cui dormirete e sempre con la terna, mai con nessun altro. Bisogna evitare incontri inopportuni, anche casuali".
Le regole sono perfette:
1. il divieto vale solo per le trasferte. Per cui, durante la settimana un arbitro (magari pelato) può tranquillamente incontrare un dirigente (magari pelato) di una squadra di calcio (magari di Milano) al ristorante di un altro dirigente della stessa squadra di calcio (magari nel giorno di chiusura, ovviamente a patto che tale giorno non coincida con una trasferta dell'arbitro in questione);
2. Collina non è un arbitro, per cui può tranquillamente farsi gli affari suoi ed incontrare in un qualsiasi giorno della settimana tutti i dirigenti che vuole (e lui vorrà incontraree solo dirigenti pelati di squadre di Milano)

Moratti gongola, Inter vicina al bis nel Tour de France

Dopo l'accoppiata tavolino e comodino nel Torneo Tim-Saras (2005/2006 e 2006/2007), i Perdenti si apprestano a bissare anche la vittoria dell'anno scorso al Tour de France.
Dopo la squalifica per doping della maglia gialla Rasmussnen, l'assegnazione a tavolino del Tour 2007 è infatti ormai ad un passo.
Ed il periodo trionfale dei taroccatori di Via Durini non finisce certo qui. La prossima settimana inizia il torneo di boccette di Gabicce Mare. Ed i Perdenti, pur non partecipando, sono i favoriti.

Chissà se Oriali lo sa?


Soppressi i permessi di soggiorno per turismo e studio per periodi inferiori a tre mesiSarà sufficiente una dichiarazione di presenza in Questura
La nuova normativa sui permessi di soggiorno pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1 giugno 2007 ed oggetto di una circolare esplicativa del Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi demografici, introduce delle novità relative alla soppressione dei permessi di soggiorno per visite, affari, turismo e studio per periodi inferiori a tre mesi. Basterà formulare una dichiarazione di presenza indirizzata al Questore entro otto giorni dall'ingresso - se lo straniero proviene da paesi dell'area Schenghen - altrimenti la stessa dichiarazione dovrà essere rilasciata subito all'autorità di frontiera.
Le novità intodotte riguardano inoltre la possibilità di richiedere la cittadinanza italiana. Infatti, la ricevuta della dichiarazione di presenza assume rilevanza anche ai fini dell'iscrizione anagrafica di coloro che intendono avviare la procedura per il riconoscimento della cittadinanza "jure sanguinis".
Divagazioni calcistiche a parte, mi sembra una solenne ed emerita cazzata!

mercoledì 25 luglio 2007

martedì 24 luglio 2007

Mi è avanzato un VAFFA... e mi tocca utilizzarlo

Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fiat e della Ferrari, sconfina dal terreno abituale delle quattro ruote e, complice Ilaria D’Amico, fa un pit stop televisivo nel mondo del pallone.
Nella sua lunga carriera di collezionista di poltrone, Monte Zemolo è stato presidente del Comitato Organizzatore di Italia 90 (il mondiale delle notti magiche di Baggio e Schillaci; ma anche il mondiale di stadi-bidone tipo il Delle Alpi); è stato vicepresidente esecutivo nella Juventus (fortunamente, solo per un anno), contribuendo ai brillanti risultati di Gigi Maifredi; è stato consigliere del Bologna, la sua squadra del cuore.
Per Monte Zemolo la Juve ha pagato più del lecito: «A mio modo di vedere è stata troppo penalizzata, addirittura con la proposta di andare in C. Ha perso giocatori importantissimi senza avere potere contrattuale sulle vendite. Ma ha avuto la capacità di modificare rapidamente la propria dirigenza. Andare a punire retroattivamente tanti scudetti mi sembra che sia ardimentoso, perché la Juve è quella che ha pagato di più andando in serie B. Oggi questa nuova Juve è un fatto positivo. Penso abbia fatto bene all’immagine e alla simpatia della squadra il fatto che si è rimboccata le maniche ripartendo dalla B e con una penalizzazione forte in un campionato così duro e difficile».
Una carezza alla squadra della Famiglia, che si porta appresso un rimprovero a Moratti: «Sono suo amico e gli voglio bene. È una persona perbene, ma si è messo uno scudetto che io non avrei messo».
In perfetta sintonia, invece, con l’amico Delle Valle (lo scarparo): «Per me è come un fratello, Firenze deve essergli grata. Sulla penalizzazione avrei da dire, ha pagato un prezzo sproporzionato rispetto allo zero che ha fatto».
Caro il mio multi-presidente, bastava difendersi (e non sostenere l'accusa) e non ci sarebbe stata alcuna penalizzazione eccessiva.

lunedì 23 luglio 2007

La cupola (Moggi e Giraudo) ha taroccato anche il Baket USA


Un arbitro dell'Nba avrebbe scommesso su alcune partite, anche delle ultime due stagioni, in qualità di membro di una organizzazione mafiosa.


Secondo Verdelli (direttore de La Cazzata dello Sport) l'organizzazione mafiosa in questione sarebbe collegata nientepopodimenoche alla cupola Moggi&Giraudo

Laif is nau


La casa editrice preferita dai Perdenti


Diamo a Cesare (non Ruperto) quel che è di Cesare (non Zaccone).
E diamo al Beck quel che è del Beck.
La battuta è di Roberto Beccantini, dedicata alla moglie (interista)

C'è un Cobolli (o un Gigli, fate voi) anche in Belgio

BRUXELLES (Belgio) - Una vera e propria gaffe: il futuro premier del governo belga Yves Leterme sembra non essere preparato al suo incarico. Alla domanda di un cronista, prima sbaglia la risposta sull'origine della festa nazionale. Poi, confonde persino l'inno nazionale. E lo confonde con la Marsigliese. Che è sì l'inno nazionale. Ma della Francia.
Il reporter dell'emittente televisiva RTBF chiede al vincitore delle elezioni del 10 giugno se sia a conoscenza del motivo per il quale il 21 luglio il Belgio celebra la festa nazionale. «La proclamazione della costituzione», è la risposta di Yves Leterme - prima di essere corretto mentre entra nella cattedrale di Bruxelles per il tradizionale "Te Deum". «No, il 21 luglio si festeggia l'ascesa al trono di re Leopoldo I nel 1831», redarguisce il giornalista.
Ma non finisce qui: alla seconda domanda dell'incalzante cronista, se sia a conoscenza del testo dell'inno nazionale del Belgio, Leterme risponde: «Un po'». Invitato ad accennarne un brano il cristano-democratico si mette a cantare «Allons enfants de la patrie...», testo e musica della più popolare Marsigliese, inno dei «cugini» francesi. Anche in chiesa, riporta la tv, il premier designato non ha aperto bocca mentre i fedeli cantavano l'inno belga, la "Brabançonne", di cui erano pure disponibili sulle sedie spartiti e testi scritti. Invece durante la celebrazione il premier in pectore è stato pizzicato persino a telefonare.
Le gaffe sono proseguite anche all'esterno: per evitare le code l'autista di Leterme ha perfino imboccato un pezzo di strada in senso contrario. Anche questa volta sotto l'occhio indiscreto delle telecamere. Una prova comunque non troppo migliore l'ha data anche l'ex premier Verhofstadt: interpellato sulla festa nazionale in un primo tempo ha glissato senza rispondere. Solo al secondo tentativo del cronista, minuti più tardi, ha dato la risposta esatta. Ci avrà riflettuto - si chiede tra le righe l'autore del servizio - o glielo avrà suggerito qualcuno nel frattempo?

venerdì 20 luglio 2007

L'amatriciana secondo Meani

Il ristorante di Meani (Isola Caprera - Lodi) è famoso per l'amatriciana.
Il piatto ha un ingrediente segreto. Due pelati
"Da ben tre generazioni la Fam. Meani, ora nella persona del Signor Leonardo Meani e dei suoi collaboratori, si sono organizzati per pranzi e cene da trascorrere in una meravigliosa cornice in un contesto di cortesia e disponibilità".

Fai come Sputotti, diventa un lama anche tu

http://www.giava.com/sputott/

Sputotti lascia la nazionale


Dopo l'ultimatum non-ultimatum di Abete, il lama di Porta Metronia ha finalmente deciso.
Abbandona la nazionale per dedicarsi alla Roma.
Vuoi mettere la soddisfazione di prenderne 7 a Manchester rispetto alla Coppa del Mondo (del Mondo, Cobolli; non dei Campioni) vinta a Berlino?

Antonio Barillà, una pasta di giornalista

Antonio Barillà è il giornalista de La Stampa che ha curato la videochat con i gemelli.
Questa pasta di giornalista ha accuratametne scelto le domande più innocue proposte dai tifosi (che, invece, hanno dimostrato - basta leggere le domande pubblicate sul sito de La Stampa - di essere ancora piuttosto incazzati. Ma incazzati sul serio. Non alla C&G post sentenza di Ruperto il reperto).

Per un interista è sempre 5 maggio


Le rescissioni sono come le ciliegie. Una tira l'altra

Alessio Tacchinardi.
Dopo 13 anni, il centrocampista chiude definitivamente il suo rapporto con la Juventus. Rescisso il contratto, saluta uno dei giocatori più rappresentativi dell’ultimo decennio. Le sue presenze sono oltre 400 (404 per la precisione). Escludendo l’ultimo anno e mezzo in cui ha militato nella formazione spagnola del Villareal, “Tacchi” è rimasto a Torino per 11 stagioni, contribuendo a tutti i successi juventini del periodo: 5 Scudetti, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea, una Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane. Ad Alessio, un grande in bocca al lupo per il proseguo della carriera e un grazie per il suo apporto nei successi della squadra.

Cip e Ciop arrestati in Iran


Cip e Ciop travestiti da James Bond.

Teheran accusa Washington. Secondo l'Iran gli USA userebbero scoiattoli per raccogliere informazioni top secret. Una coppia di animali, dotati di sensori, catturati al confine.

E se fossero i gemelli Cobolli & Gigli, in missione speciale alla ricerca di giocatori iraniani per rinforzare la Juve?
Errata corrige
Cip e Ciop sono scoiattoli. Non conigli.
C&B non erano in Iran, ma in videochat con Antonio Barillà de La Stampa (una pasta di giornalista)

Per il tifoso Cobolli gli scudi sono 29. E per il tifoso Gigli?

A prescindere, non era meglio difendere gli scudetti conquistati sul campo?

E John che ne pensa? E' d'accordo con il tifoso Cobolli? Non credo.

giovedì 19 luglio 2007

TIM institutional sponsor della Juve

La Juve ha due institutional sponsors.

Uno è

E l'altro?


http://www.juventus.com/it/societa/detail.aspx?lml_language_id=0&trs_id=1281000

E la tribuna Est dello stadio si chiama Tribuna Est TIM

mercoledì 18 luglio 2007

Inter 2007 - 2008


Bagattini
Barbagallo-----Benedetti------Canale------Chinè
Corda-----De Sanctis------De Santis
Di Nezza
D'Orsogna-----Grassucci

PANCHINA
Mensitieri
Mormando
Proietti
Pugni Vanoni
Ricciardi
Sciacchitano
Spagnoletti
Squicquero
Tornatore

ALLENATORE
Palazzi

martedì 17 luglio 2007

Sushito nakagata


Così muore uno juventino

L'armata brancaleone


Sindrome di Cobolli & Gigli a Vibo Valentia

Il povero San Bruno non avrebbe mai immaginato che sarebbe finito in «quota Rutelli» né San Francesco da Paola in «quota Loiero ». Ma così è andata. E alla fine, fallito il miracolo di instillare in certi politici il senso del ridicolo, un compito superiore perfino alle loro forze, i due santi si sono ritrovati lottizzati: vigileranno sulla provincia di Vibo Valentia insieme. Uno come protettore, l'altro come patrono.

Andrade in incognito


Andrade è stato inserito nella rosa ufficiale della squadra sul sito.

Ma manca ancora il comunicato ufficiale della società sull'acquisto del giocatore.

Idem come sopra per Jess Vanstrattan, il portierone australiano per cui stiamo litigando con il Verona.

Che sia il Codice Grande Stevens?

Batto cassa anch'io

Dopo Buffon, Trexeguet, Camoranesi, Nedved, Chiellini e, a breve, Del Piero, tocca a me.

Abbonamento al buio l'anno scorso.
Acquisto maglie da allenamento da sfoggiare in palestra.
Aumento di capitale.
Juventus membership.
Abbonamento quest'anno.

Penso che non mi si possa rimproverare proprio nulla.
E, allora, vado a battere cassa.

Ma non voglio soldi.

Voglio una proprietà ed una dirigenza degne della Juventus.
Voglio una proprietà ed una dirigenza che siano orgogliose di tutti (e ribadisco tutti) i (quasi) 110 anni di storia e di gloria.
Voglio una proprietà ed una dirigenza che non chiedano scusa al calcio italiano (semmai, le scuse dovremmo pretenderle) e non straparlino di espiazione, plusvalenze e spese insostenibili.

Meno (el)kani per tutti

Pioggia di vermi in Louisiana

Strane creature piovute dal cielo nella cittadina di Jennings (Louisiana).
Cadute in testa a una donna, una volta a terra hanno iniziato a strisciare.
I vermi ci sono anche da noi. Non piovono in testa. Ma strisciano comunque.

Grande Direttore


lunedì 16 luglio 2007

Dedicato agli Onesti

http://www.myspace.com/rosaporcello

Sembravano spariti ormai tanti anni fa
Sorpresi ed impauriti dalla modernità
Invece erano qua nascosti tra la gente
La bandiera in naftalina per il giorno vincente

Hanno tanti giornali un sacco di intellettuali
I comici i cantanti e un po’ di industriali
Non cercate delle scuse non esiste il lato oscuro
Mettete il cuore in pace stavolta han vinto loro

E adesso sono qui ci guardan sorridenti
Onesti prodi buoni sportivi e intelligenti
Ora non son più tristi sono anche pacifisti
Alla faccia di silvio son tornati
Mogi mogi moggi son tornati…

Ricordo quella volta che gridarono vittoria
Ma dopo tanti anni resta una vecchia storia
Si ballava la lambada ma a berlino c’era il muro
Cantavamo like a prayer in un mondo già insicuro

E non c’era forza italia ma solo la dc
Al posto dei ds i compagni del pci
Per renderci più buoni son tornati in mezzo a noi
Per renderci migliori viva i supereroi
E adesso sono qui ci guardan sorridenti

Onesti prodi buoni sportivi e intelligenti
Ora non son più tristi sono anche pacifisti
Alla faccia di silvio son tornati
Mogi mogi moggi son tornati… gli interisti

Mio cugino è un interista Valentino è un interista
Superman è un interista e Superguido?
Robin Hood è un interista Pikachu è un interista
Candy Candy è un interista e Guidoguido?

Sembravano spariti ormai tanti anni fa
Sorpresi ed impauriti dalla modernità
Invece erano qua nascosti tra la gente
La bandiera in naftalina per il giorno vincente

Ma dopo tanto tempo è stato infranto il muro
È l’ora del riscatto per chi aveva un cuore puro
E grazie a questa storia ho imparato la morale
I rossi son vincenti il bene batte il male

E adesso sono qui vi guardo sorridenti
Onesti prodi buoni sportivi e intelligenti
Ora son più altruista mi sento pacifista
Alla faccia di silvio adesso anch’io
Mogio mogio mogio adesso anch’io… sono interista

Mio cugino è un interista Valentino è un interista
Superman è un interista e Superguido?
Robin Hood è un interista Pikachu è un interista
Candy Candy è un interista e Guidoguido?

In ritiro con la Juve



ORE 7.00: Tutti in piedi al suono del clacson della nuova 500 di Lapo.


ORE 7.05: Scendendo dal letto Zanetti si infortuna al quinto metatarso nel tentativo di infilarsi le pantofole.


ORE 7.15: Trezeguet manda a quel paese il cameriere perchè si è dimenticato di servire a tavola la marmellata di fichi preparata da sua madre. Con le mani gli indica di andare subito a comprarne 15 barattoli.


ORE 8.05: Criscito dichiara alla stampa "Giocavo in Liguria l’anno scorso, Juve o Genoa per me è uguale".


ORE 8.45: Uscita dall’albergo per recarsi al campo di allenamento. Novembre viene nominato portavoce ufficiale della squadra.


ORE 9.10: Alena telefona a Buffon per chiedergli di sposarla.


ORE 9.26: Zebina si appoggia ad un albero per vomitare le sette capiroske della notte precedente.


ORE 9.58: Tutto è pronto per iniziare la sessione di allenamento delle 10. Criscito si avvicina ai giornalisti presenti e dichiara loro: “Sono Napoletano, Juve o Napoli per me è uguale”.


ORE 10.30: Raggiungendo lo stadio Cobolli Gigli dichiara fiducioso: “Siamo da scudetto”.


ORE 11.25: Durante l’allenamento Trezeguet alza le braccia e rivolgendosi a Ranieri gli promette di segnare 15 reti nella prossima stagione.


ORE 12.05: Termina la sessione di allenamento della mattina. La partitella contro la squadra pulcini del Pinzolo si è conclusa 54 a 1. L’unica rete locale è stata siglata dal bomber di 7 anni De Julis sfuggito alla marcatura di Boumsong.


ORE 12.14: Zanetti accusa uno strappo all’inguine scivolando sulla saponetta di Birindelli sotto la doccia.


ORE 12:30: Ritorno all’albergo. Cobolli è su di giri e dichiara ai microfoni dei quotidiani: “Puntiamo ad un posto in Champions”


ORE 12.32: Zebina passa in farmacia ad acquistare una confezione di Maalox.


ORE 12.38: Alena telefona a Buffon per confermare la data di nozze.


ORE 12.41: Nella hall dell’hotel Criscito confida al cameriere: “Hanno gli stessi colori sociali, Juve o Siena per me è uguale”.


ORE 13.00: Tutti a pranzo. Zebina si fa servire un piatto di riso scondito e un boccale di vodka russa.


ORE 13.12: Con le mani Trezeguet annuncia ai compagni che tra 15 minuti andrà in bagno.


ORE 13.27: Trezeguet va in bagno, seguito da Zebina che si tiene una mano sopra lo stomaco.


ORE 14.00: Tiago, Almiron, Marchisio, Nocerino, Zanetti e Giannichedda si giocano a poker le maglie da titolari.


ORE 14.03: Piccolo e Belardi si giocano a canasta i biglietti per la tribuna Vip della prima gara di campionato.


ORE 14.06: Moggi telefona a Secco per gli auguri di buon onomastico, la telefonata viene intercettata da Tronchetti che telefona a Mancini che telefona a Moratti che telefona a Rossi che telefona a Borrelli che telefona a Beatrice che telefona a Narducci che raccoglie la chiamata registrandola agli atti come “prova nr 1619”.


ORE 14.12: Zanetti si rompe il piede sinistro tagliandosi le unghie.


ORE 14.37: Cobolli chiama la redazione di Tuttosport dichiarandosi certo di un ingresso della Juve tra le prime 5 classificate in campionato.


ORE 14.52: Alena telefona a Buffon per confermare la data della luna di miele.


ORE 14.59: Salihamidzic, Grygera e Andrade discutono di economia in lappone.


ORE 15.31: Criscito rivela a Van Strattan “Rimarrei nella stessa città, Juve o Torino per me è uguale”.


ORE 16.00: Seduta di allenamento pomeridiana. Secco rimprovera ufficialmente Nocerino perché si è tatuato al braccio sinistro il numero di telefono di Corvino.


ORE 16.02: Ranieri spiega a Le Grottaglie i vantaggi di un suo trasferimento all’Atalanta.


ORE 16.18: Trezeguet alza le mani al cielo e indica ai tifosi che 15 di loro devono lasciare lo stadio.


ORE 17.02: Il procuratore di Camoranesi si lamenta con Ranieri perché il suo assistito non deve umiliarsi a disputare una amichevole contro il Roccacannuccia.


ORE 17.52: Zebina viene punito da Ranieri perché nella borraccia del giocatore ha trovato gin invece dell’acqua.


ORE 18.31: Termina la seduta di allenamento. Cobolli galvanizzato dichiara ad una emittente locale: “Possiamo entrare in Champions”.


ORE 18.42: Alena telefona a Buffon per chiedergli un parere sulla scelta delle bomboniere.


ORE 18.44: Zanetti si sloga la mascella mangiando un gelato.


ORE 18.57: Intervistato da un cronista del “Corriere di Pinzolo” Almiron si mette a piangere per l’emozione.


ORE 19.33: Del Piero ruba dal frigo dell’albergo un paio di bottiglie di Uliveto.


ORE 20.00: Tutti a cena. Prima di sedersi a tavola Camoranesi canta l’Inno Nazionale Italiano e Cobolli sviene per l’emozione. Al risveglio si lancia in un canto estasiato: “Vinceremo, vinceremo, vinceremo il tricolor…”.


ORE 21.00: Ranieri concede a tutti qualche ora di libera uscita. Marchisio, Molinaro e Van Strattan ne approfittano per fare un salto al Luna Park difronte mentre Zebina chiede un permesso per andare a far visita ad un suo vecchio zio malato di dissenteria da oltre 11 anni che vive a Riccione.


ORE 21.15: Criscito spiega a Blanc: “Nel ’56 giocavano nello stesso campionato, Juve o Barletta per me è uguale”.


ORE 22.38: Trezeguet rientra dalla passeggiata e con le mani indica ad un passante che tra 15 minuti andrà a dormire.


ORE 23.35: Tutti a letto. Nedved spegne il cellulare per evitare le solite telefonate erotiche di Mancini alle 4 di notte.


ORE 23.59: Rientra anche Zalajeta, che si era attardato con Blanc per definire i dettagli del suo trasferimento al Sansepolcro.


ORE 1.27: Alena telefona a Buffon per ricordargli l’appuntamento col prete.


ORE 3.01: Agitandosi nel sonno Zanetti si procura un torcicollo.


ORE 5.11: Si rivede anche Zebina, che si giustifica con il portiere dell’albergo dicendo di essere stato costretto all’autostop dai Carabinieri che gli hanno sequestrato il veicolo all’altezza di Bologna Nord.

sabato 14 luglio 2007

Il 14 luglio si festeggia San Ruperto, patrono dei conigli

San Ruperto di Bingen fu un monaco eremita cattolico tedesco, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Un suo lontano discendente, Cesare Ruperto, è il santo patrono dei conigli.

venerdì 13 luglio 2007

Grande affiatamento tra vecchi e nuovi a Pinzolo


La nuova Juve nasce sotto i migliori auspici.

I grandi giornalisti della Foxy - Maurizio Mosca

Maurizio Mosca è stato caporedattore della Foxy per 20 anni.

Ecco dove ha imparato a sparare cazzate.

giovedì 12 luglio 2007

La mas (in)digna


"L'Inter è la più grande, la più adorata, la meno vincente delle squadre che hanno contribuito a scrivere la storia del calcio del pianeta. La mas digna, secondo il subcomandante insurgente Marcos, leader dei ribelli indigeni". Bartolozzi, ex team manager dell'Inter e profondo conoscitore dei segreti nerazzurri, racconta una storia a due marce, meravigliosa e imbarazzante al tempo stesso. Quella di una società sportiva generosa, del suo presidente filantropo e di uno strano sottobosco resistente. Quella di un popolo fiero e coraggioso, della sua battaglia per la sopravvivenza e dei sogni del suo condottiero.
Bruno Bartolozzi, l'autore di questo capolavoro politico-calcistico, ha ovviamente lavorato per 13 anni alla Foxy. E' stato poi team manager e direttore comunicazione dei Perdenti.
Con questo grandissimo background culturale, come poteva rispondere a questa domanda: "Sei d'accordo con Moratti che chiede come ricompensa due scudetti?“
Ovviamente così: "Nel campionato c’è chi arriva prima e chi arriva secondo. Moratti sostiene che la prima squadra pulita debba vincere lo scudetto. Non penso che nessuno possa essere in disaccordo con questo ragionamento”.
Ah, dimenticavo. Ha anche scritto un libro su Calciopoli. Con Mensurati. Per non farsi mancare nulla...

Gli imparziali giornalisti della Foxy - Luigi Garlando

Luigi Garlando, milanese, 42 anni, lavora alla "Gazzetta dello Sport" dal '91. Come cronista ha seguito tra l'altro Olimpiadi, Mondiali di calcio e Tour de France. Come scrittore ha pubblicato libri per ragazzi, biografie sportive e un romanzo per parole e figurine, dal titolo "Cielo manca". In questo volume descrive i quasi 500 rigori assegnati alla squadra torinese, per poi analizzare i "freddi numeri" in un tentativo "scientifico" di dare una risposta ai dubbi di chi negli ultimi 75 anni si è sentito più o meno defraudato, ma anche ai tanti tifosi juventini che vogliono togliersi delle curiosità sulla loro squadra.




Ambrogio ha otto anni e osserva stupito suo nonno piangere. Proprio lui, il suo mito, l'uomo d'acciaio, quello che non ha mai versato una lacrima nemmeno quando si tranciò l'indice con la motosega. Perché - si chiede il ragazzino il nonno piange lacrime sincere alla notizia della morte di un signore che si chiama Giacinto Facchetti? E perché piangono anche le migliaia di persone assiepate davanti alla chiesa nel centro di Milano? Comincia da un recente spunto di cronaca il libro, il racconto della storia di una passione nel panorama calcistico italiano: l'amore per l'Inter. In occasione del campionato che dovrebbe consegnare lo scudetto all'Inter e con qualche mese di anticipo rispetto alle celebrazioni per i cento anni di attività sportiva (1908), Luigi Garlando, interista doc e corsivista della "Gazzetta dello Sport", dà vita alla storia fra un vecchio e un bambino per mettere in luce le ragioni di un amore. Il nonno, dopo quella di Facchetti, racconta altre storie di uomini di calcio che sono rimasti nel cuore del popolo nerazzurro per le loro vicende umane.

La domanda sorge spontanea

Perché è indagato Meani ma non Galliani?
Perché è indagato Meani ma non Collina?

Perché sono indagati Moggi, Giraudo e Bettega (per falso in bilancio) e non anche colui che i bilanci li ha firmati (Franzo Grande Stevens)?

mercoledì 11 luglio 2007

L'anno scorso di questi tempi...


Caro Gianni, che bel bidone ci hai rifilato con Joncojon...


Ma che ti eri fumato quando hai scelto Joncojon?

Ch'io deceda se recedo (2)


Ch'io deceda se recedo


Caso mai non fosse chiaro come la penso...

Chivu in vendita su ebay. E se ci provassimo noi con i gemelli?




martedì 10 luglio 2007

Il candido Cannavò


---------------------------------------------------------------
di MARCO GIANNATIEMPO
QUANDO Candido Cannavò succedette a Gino Palumbo come direttore responsabile della Gazzetta dello Sport, scranno occupato per 19 interminabili anni, Gianni Brera, in un insano impeto di razzismo all’italiana, alimentò il mito della razza “lumbarda” denunciando l’occupazione dei posti di potere da parte dei meridionali. Come quasi tutti i maestri, detestava il politicamente corretto, bandiva la banalità e brandiva la polemica. Da Gianni Brera, a più di quindici anni dalla sua morte, ereditiamo innumerevoli «breroidi», un patrimonio lessicale divenuto d’uso comune (Abatino, Bonimba, Rombo di Tuono, e poi centrocampista, cursore, goleador, melina, Padania, palla gol, rifinitura, e tanti altri), e l’insegnamento che il giornalismo, anche sportivo, non debba ricercare il già detto, il luogo comune, l’ovvio. Qualità in cui il Candido roseo, titolare delle colonne meno significative della stampa sportiva italiana, eccelle.


E VENIAMO al presente, 22 giugno 2007. Appena due giorni or sono, acquista un’aura di popolarità il caso plusvalenze. E arriva la notte a riprendersi la luce: di venerdì, i magheggi galliano-morattiani sono relegati in un commento ironico di Fabio Capello, nelle parole di Giancarlo Abete e, infine, nell’odierna rubrica del Candido. Tralasciando le scelte editoriali del giornale rosa, carro armato ai tempi di Calciopoli e ferraglia arrugginita dodici mesi più in là, addentriamoci nelle pieghe dell’articolo di Cannavò, intitolato «Plusvalenze: una storiaccia. Ma non facciamo confusioni».E i dubbi affiorano imperiosi. Una storiaccia, come fosse un qualsiasi fatto di cronaca accaduto ieri l’altro. Giusto per informazione – non un pregio dei nostri fogli sportivi, per la verità – dei maquillage di bilancio se ne occupano egregiamente da anni due cronisti semi-sconosciuti, Marco Liguori e Salvatore Napolitano, che nel 2004, non proprio la scorsa mattina, denunciarono nel loro libro-inchiesta “Il pallone nel burrone” anche gli scambi di calciatori tra Inter e Milan (e Roma, Parma, e così via) quale mezzo illecito per ripianare i conti. Libro che ogni giornalista italiano che si occupi di finanza o di calcio avrebbe il dovere morale di leggere, quantomeno prima di sproloquiare. E il Nostro, così sorpreso dalle inchieste milanesi su San Moratti da Bosco Chiesanuova, pare non averlo sfogliato.


NAUSEA. La prima parola che arriva sulla punta delle dita del Candido. Nausea «per i sistemi da suk nordafricano con cui la società campione d’Italia e quella campione d’Europa hanno gestito il caso Suazo, che riguarda non il novello Maradona, ma un simpatico calciatore da sette anni in Italia». Siamo certi, da queste colonne, che il «simpatico calciatore», 94 reti in 255 partite in Serie A con la maglia del Cagliari, ricercato da mezzo mondo tra cui, appunto, la squadra campione d’Europa e quella campione d’Italia, abbia gradito il cortese aggettivo. E che, sfogliando le pagine del primo quotidiano sportivo italiano, si sia sorpreso di quanta ignoranza sull’argomento calcio regni tra coloro che regolarmente se ne occupano.


E ANCORA. «L’idea che l’Inter non potesse rispettare i parametri per l’iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere. Moratti avrebbe provveduto in ogni caso. Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un’operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale ai quali è abituato». Non si può non esser lieti che la notizia di reato susciti ilarità nel Nostro. A una certa età, esercitare il riso non è operazione da destinare alla bocca degli stolti. Che la colpa dei taroccamenti sia di un esperto cervellone, tuttavia, lascia perplessi. E non perché Moratti sia un individualista che fa tutto da sé, ma perché di esperti cervelloni, nelle indagini del Pm di Milano, non vi è traccia. Come lascia supporre il Nostro, il buon Massimo non è altro che una vittima di qualche malintenzionato così affezionato ai risparmi del patron che si prodiga negli artifici contabili più disparati. Per concludere il ragionamento, non lascia adito a dubbi il fatto che Moratti avrebbe provveduto in ogni caso all’aumento di capitale. Tutto il popolo nerazzurro ricorda con le lacrime agli occhi gli acquisti milionari di campioni del calibro di (tenetevi forte) Adani, Angloma, Almeyda, Batistuta, Bergkamp, Bia, Bianchi, Bindi, Blanc, Branca, Brechet, Brocchi, Camara, Caio, Carbone, Carini, Cauet, Centofanti, Choutos, Cirillo, Cinetti, Coco, Colombo, Colonnese, Mirco Conte, Corradi, Cordaz, Davids, Dell’Anno, Di Napoli, Domoraud, Fadiga, Farinos, Favalli, Ferrante, Ferrari, Ferron, Festa, Fresi, Fontana, Frezzolini, Fontolan, Galante, Gamarra, Ganz, Georgatos, Gilberto, Gresko, Guglielminpietro, Hakan Sukur, Helveg, Ince, Jugovic, Kanu, Karagounis, Robbie Keane, Kily Gonzales, Lamouchi, Luciano, Macellari, Manicone, Mazzantini, Mezzano, Milanese, Morfeo, Moriero, Mutu, Okan, Orlandini, Orlando, Orlandoni, Pacheco, Panchev, Padalino, Paganin, Panucci, Pasquale, Paulo Sousa, Pedroni, Peralta, Pistone, Rambert, Recoba, Rivas, Sartor, Seno, Serena, Sergio Conceiçao, Sforza, Shalimov, Silvestre, Simic, Sorondo, Tarantino, Tramezzani, Vampeta, Van der meyde, Ventola, Vivas, West, Winter, Wome, Zanchetta, Ze Elias, Ze Maria.Continua il Nostro, sul passaporto falso di Recoba. «Ha pagato Recoba, ha pagato Oriali, ha sofferto – checché se ne dica – anche l’immagine dell’Inter». Ci tira su il morale, il Candido. E lascia un tarlo agli juventini, che avrebbero probabilmente sofferto volentieri se le pene fossero derubricate ad un mero “danno d’immagine”.


«DEPLORATI gli aspetti morali della vicenda… evitiamo la più disonesta delle mistificazioni: confondere il cancro di “Moggiopoli” con l’infezione delle plusvalenze. Nessuna cortina fumogena può nascondere il potere occulto che ha gestito il pallone, le designazioni arbitrali a comando, le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri, gli scandali del 1998 e del 2000, i Baldas, i Ceccarini, i De Santis, gli scudetti dirottati a comando». Qui il Candido supera sé stesso, demolendo il record di – chiamiamole così – inesattezze stabilito in precedenza. Punto primo: il cancro di Moggiopoli e l’infezione delle plusvalenze. Si rammenti al Nostro che in tutti i Paesi del mondo, Italia esclusa, il falso in bilancio è un reato, sovente punibile con la detenzione. Secondo punto: il potere occulto che ha gestito il pallone. Le metastasi: le designazioni arbitrali a comando (mai dimostrate da nessuna intercettazione telefonica di cui si è a conoscenza), le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri (ne riparliamo a processo concluso), gli scandali del 1998 e del 2000 (mai e dico mai sotto indagine da qualsivoglia magistratura ordinaria o sportiva di questo mondo), Baldas (il moviolista che faceva vincere le partite alla Juventus), gli scudetti dirottati al comando (s’usi il singolare: la giustizia sportiva ha preso in esame un solo campionato).

Candido Cannavò: un giornalista, un mito.

I bilanci della Triade - Roberto Beccantini

8/7/2007
I bilanci della Triade

ROBERTO BECCANTINI
Nell’intervista che John Elkann ha rilasciato al «Corriere della Sera» il 3 luglio scorso, c’è un passo che sollecita una riflessione: «Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell’attività sportiva e nello stesso tempo tornare in Champions League. Per l’ambizione e per rendere sostenibile il business». Premesso che i frequentatori del «Sassolino» conoscono il mio pensiero sulla sentenza che ha spedito in B e amputato di due scudetti la Juventus della Triade (dura, ma tutt’altro che immotivata e/o scandalosa), ero rimasto a dodici anni di bilanci fra i più rigorosi di tutta la serie A, con tanto (quasi sempre) di dividendi agli azionisti. E sino a Procura contraria non cambio idea. Allargando il discorso, dell’ipotesi di falso che pende sui conti di Moratti non ho mai scritto prima che fosse il procuratore Nocerino a fornirmi lo spunto. A ognuno il suo mestiere. Nell’uscita del giovane Elkann ho colto uno spirito maramaldo che mi ha disturbato. Non dubito che lui ne sappia più di me (ci vuole pochissimo) e che, in particolare, sia a conoscenza dei movimenti finanziari della vecchia Juventus sino all’ultimo euro. Per questo, parlarne adesso, in quel tono e in quei termini, suona male anche alle orecchie del sottoscritto, che nostalgico della Triade proprio non è. Vero, Giraudo, Moggi e Bettega facevano tutto loro. Dubito, però, che - almeno a livello di giro d’affari - gli Agnelli e i Gabetti ne ignorassero il piglio e il taglio. Mi si potrà obiettare che curiosamente, in Fiat e in Ifil, nessuno ha pianto quando è esplosa Calciopoli. Resta il fatto che sparare oggi sulla Croce Rossa, anche se è un’ambulanza molto ma molto sui generis, assomiglia tanto, troppo, al gesto di prendere a pedate un’auto già ritirata dal mercato. Non è assolutamente il caso, per sponsorizzare il nuovo corso, infierire sul vecchio oltre i verdetti della giustizia sportiva. I tifosi della Juventus vanno ricompattati senza offrire pretesti all’ala dura che, nonostante tutto, alla Triade farebbe un monumento. O si tirano fuori i misfatti, uno per uno, o si glissa. Gli archivi sono zeppi di «fellatio» ai mercati di Moggi e alle plusvalenze di Giraudo. Parlare a metà non aiuta a capire. E quanto a un altro scampolo dell’intervista, quello in cui si parla del Manchester United come modello di riferimento, attenzione. La differenza fondamentale, al di là della riduzione del costo del lavoro, risiede nello stadio di proprietà. Questa sì sarebbe un’eccellente idea da sviluppare. Ci stava provando Giraudo. Lo scandalo e la perdita degli Europei 2012 hanno mandato tutto all’aria. Il Delle Alpi appartiene alla Juventus. Coraggio, ingegner Elkann: ci provi lei.

Googlando un po'


La risposta di Hurrà Juventus

Cari amici,
le mail inviate al sito della Juventus e quelle pubblicate su questo e altri forum in merito all’intervista al direttore della Gazzetta dello Sport richiedono di rispondere a una domanda ricorrente: perché Hurrà Juventus ha dato la parola a Carlo Verdelli? Per due ragioni: prima di tutto perché credo sia giusto che un giornale come il nostro interroghi il mondo dell'informazione - non solo quello amico - sul modo di vedere e raccontare la Juventus. E mi sembrava corretto cominciare dal "foglio rosa", che continua a essere il giornale sportivo più letto. La seconda ragione è forse la più evidente: il rapporto tra i tifosi della Juventus e la Gazzetta dello Sport è un rapporto antico. Che tanti juventini abbiano smesso di comprare questo giornale è un fatto: e su questo fatto secondo me valeva la pena di aprire un confronto, chiedendo a Verdelli di rispondere alle critiche che nell’ultimo anno sono state rivolte a lui e al suo giornale. Le domande di Simone Stenti sono serie, severe, dirette. La sua è un’intervista che non fa sconti e che non elude i temi più spinosi. E permettetemi di sottolineare che è dalle domande che si capisce la linea di un giornale, non dalle risposte. Quelle, ovviamente, le mette l’intervistato. E in questo caso, come era da attendersi, le risposte di Verdelli hanno fatto discutere e provocato reazioni forti, che stiamo registrando e alle quali daremo spazio nel prossimo numero di Hurrà Juventus. Mi auguro di aver chiarito il “caso” e di aver contribuito a riconciliare gli juventini con il loro giornale.

Grazie per l’ospitalità,
Giuseppe Gattino
Direttore Hurrà Juventus

Italia Independent a San Diego


Italia Independent aprirà un ufficio a San Diego ... nella torre fallica.

L'edificio disegnato da Sandor Shapery per il centro di San Diego provoca polemiche a non finire. Nelle intenzioni dell'architetto, la torre richiama la forma di un fiore. Per il consulente del governo e diversi residenti la forma dell'edificio è invece troppo fallica.

E' probabile che il progetto alla fine venga modificato. E' altrettanto probabile, allora, che Italia Independent si cerchi un'altra sede.

lunedì 9 luglio 2007

Sono verdelli amari


(Bonarober per www.juworld.net)
------------------------------------------------------
Egregio Presidente,

Egregio Dott. Gattino,

Egregio Dott. Verdelli,


il 5 giugno ho saputo che mio figlio Giacomo sarebbe nato il giorno dopo, con un parto cesareo, in anticipo di circa tre settimane rispetto alla data prevista.Alle 23.00 del 5 giugno ho inviato un fax. E' stata l'ultima cosa che ho fatto in ufficio prima di correre a Torino da mia moglie (dopo aver chiuso in fretta e furia tutte le questioni più urgenti a Milano). Il fax, indirizzato alla mia banca. conteneva la disposizione di sottoscrizione dell'aumento di capitale della Juventus. Le mie 2000 azioni sono quindi diventate 3332.


Nei prossimi giorni rinoverò il mio abbonamento. Come faccio tutti gli anni fin dai tempi del Comunale. E come ho fatto anche l''anno scorso, al buio, senza sapere quale sarebbe stato il destino della mia amata Juventus.


Tutto questo, non certo per un sentimento di fiducia (che non ho, a maggior ragione dopo l'epurazione di Bobby Gol) verso il nuovo corso juventino. Ma solo per il mio amore sconfinato per la maglia ed i colori bianconeri.


Comunque sia, ritengo che la dirigenza e la proprietà della Juventus abbiano il dovere di rispettare e tutelare tutti quei tifosi che, come me, continuano a sostenere la Juve, con una passione che la vergogna di Farsopoli ha solo contribuito a rafforzare.


Purtroppo, così non è. Non c'è rispetto per i tifosi. Non c'è alcuna tutela nei loro confronti.


Lo dimostrano (e mi limito qui agli eventi più recenti) le dichiarazioni di John Elkann, rilasciate al suo dipendente Dario Di Vico L'Ing. Elkann, oltre a far capire di non avere la minima nozione di contabilità (e, in particolare, di non conoscere la differenza tra una plusvalenza alla Zidane ed una plusvalenza alla Brunelli), persevera nella sua opera di "demolizione" della "vecchia" Juve. Bisognerebbe allora essere coerenti fin in fondo e cancellare dal palmares della società sul sito tutti i trofei conquistati sotto il regno della Triade...


Lo dimostra la vergognosa intervista a tal Verdelli (che mi dicono essere il direttore intertriste di un giornaletto rosa che si trova, sempre meno, sui banconi dei gelati del bar) pubblicata sull'ultimo numero di Hurrà Juventus.


Leggere sul nostro giornale le accuse di squadrismo che l'intertriste Verdelli ha il becco di rivolgere a me e a tuttii tifosi della Juventus lascia davvero l'amaro in bocca. Non certo per le accuse in se, perché sono orgoglioso di essere definito squadrista e sobillatore da un intertriste. Ma è inaudito che sul nostro giornale sia stato dato spazio ad uno dei massimi rappresentanti della cricca del giornalismo squadrista anti-juventino (che comprende, oltre all'intertriste Verdelli, il Candido ma non troppo Cannavò, Palombo, Ziliani, Franco Rossi).


L'intertriste Verdelli, travisando come gli capita spesso la realtà, arriva a dichiarare che "lo stesso avvocato Chiappero si era rassegnato ad un destino atroce". Sarà anche vero (dopo aver visto le sentenze pubblicate con settimane di anticipo sulle prime pagine della Pravda Rosa, non dubito più delle capacità alla "Mago Otelma" dei suoi giornalisti). Ma quel che Verdelli non dice è che l'Avvocato Chiappero si è rassegnato ad un "destino atroce" (benché il termine mi sembri piuttosto inadeguato al contesto) dopo aver ascoltato, senza poter credere alle proprie orecchie, l'intervento dell'assistente di Palazzi (o forse era l'avvocato della Juve? non mi ricordo più molto bene, ma non importa, in fondo non c'è una gran differenza) sulla pena congrua.


Ed è francamente penoso che l'intertriste Verdelli si atteggi ora a massimo difensore della Juventus. D'accordo che i tifosi bianconeri sono un target da conquistare per il giornaletto rosa, ma cerchiamo di essere seri e coerenti. Troppo comodo spalare letame per mesi (e non mi riferisco solo a Farsopoli; ci ricordiamo tutti il vergognoso titolo della Pravda Rosa dopo Bologna-Juve: "Juve, così no!") per poi cercare di recuperare i tifosi con queste allucinanti dichiarazioni, Ma, di nuovo, è ancora più inaudito che Hurrà Juventus si presti a questo giochetto.


Comunque, questi squallidi giochetti non fanno altro che rafforzare il boicottaggio in atto dei tifosi bianconeri nei confronti degli organi della disinformazione in servizio permanente effettivo (Prava Rosa e Controjuve in primis). E sotto questo punto di vista, confesso che ho provato una grandissima soddisfazione quando ho scoperto che il mio intervento in assemblea è stato riportato sul libro verbali in versione integrale ("banner" sul boicottaggio inclusi).


Sono felice che l'intertriste Verdelli dorma come un bambino di tre anni. In effetti, eravamo tutti un po' preoccupati per il povero Verdelli. Ci chiedevamo se potesse dormire serenamente dopo aver trattato le vicende di Plusvalenzopoli con un accanimento ancora superiore a quello dimostrato all'epoca di Farsopoli (è, con tutta evidenza, infinitamente più efficace un trafilettino in dodicesima pagina rispetto ad un titolo a otto colonne in prima). La risposta di Verdelli ci tranquillizza davvero. Ed è il giusto riconoscimento per chi così tanto si è battutto per ripulire il calcio. Ed ora, grazie a Verdelli e ai suoi compagni, il calcio è davvero pulito. Non ci sono più i Galliani. Non ci sono più i Moratti, Non ci sono più i Matarrese, Non ci sono più i Collina. Non ci sono più i Della Valle...


In conclusione, tremo già al pensiero di cosa mi possa succedere al momento del rinnovo dell'abbonamento. Ben che vada, mi attendo in omaggio una foto autografata di San Massimo da Appiano Gentile. Oppure, un dvd del giornaletto rosa sui tavolini ed i comodini dell'Inter.


Orgoglioso di essere uno squadrista sobillatore

Juventus campione del mondo 2006

Un anno fa a Berlino. Il Bullo, il Duro ed il Tontolone CAMPIONI DEL MONDO


Un anno fa a Berlino la nazioJUVE del Bullo, del Duro, del Tontolone, di Alex Delpiero che è un giocatore finito, dell'argentino che non canta l'inno, di Gianluca Zambrotta, di Ciro Ferrara, diventava campione del mondo.
Per festeggiare degnamente la ricorrenza della vittoria, riporto qui un "simpatico" scambio epistolare "post-vittoria" con Paolo Liguori, direttore di Tgcom.


Mia email

Casomai si fosse già scordato delle str.... che sono state pubblicate su tgcom e avesse la tentazione di salire sul carro dei vincitori, le rinfresco la memoria.

Si ricorda del bullo? Ma si, Buffon, il miglior portiere del mondo e del mondiale, proprio quel portiere che, secondo l'illustre giornalista Paolo Ziliani di tgcom, avremmo dovuto lasciare a casa, perché non era "il caso di andare in Germania col portiere più famoso del mondo schiacciato dal peso di un sospetto così tremendo" (fermo restando, ovviamente, che "la presunzione d'innocenza è fuori discussione e bla e bla").

Si ricorda del duro? Ma si, Cannavaro, il miglior difensore del mondo e del mondiale, proprio quel difensore che, secondo l'illustre giornalista Paolo Ziliani di tgcom, non sarebbe stato degno di "portare al braccio, ai campionati del mondo, la fascia da capitano che fu – tanto per non far nomi – di Facchetti e Dino Zoff"

Si ricorda del tontolone? Ma si, Lippi, l'allenatore dell'Italia campione del mondo, proprio quell'allenatore che, secondo l'illustre giornalista Paolo Ziliani di tgcom, avrebbe dovuto farsi da parte, lasciando il posto ad un allenatore più presente a se stesso, uno come Sonetti.

Paolo Liguori, lei non ha vinto il mondiale!!!


Risposta di Paolo Liguori

Neppure lei, mi pare, ha vinto il mondiale. Una cosa sono i giocatori in campo e un’altra i comportamenti. Questo vale anche per Moggi e compagni. Fin dal primo momento dello scandalo, una parte dei tifosi ha sostenuto che l’importante è vincere, non interessa come. Con questa logica, bisogna assolvere tutti, Moggi e Giraudo compresi, non soltanto Buffon e Cannavaro. E’ la stessa di quanti oggi sostengono che non può essere punita una società che ha tanti giocatori in una finale mondiale. Ma che c’entra? Il fatto di avere ottimi giocatori è un’aggravante se la società pretende anche di truccare le carte prima di giocare. E sul fatto che ci siano stati trucchi non si discute: lo ammette la stessa Juventus. Per fortuna esistono giornalisti come Ziliani che hanno il coraggio di scrivere senza temere la reazione di giocatori potenti o di loro leccapiedi. Per quanto riguarda, i casi singoli, ero abbastanza d’accordo con Ziliani su Cannavaro. Oggi è un monumento nazionale, ma quando ricattava Moratti e Facchetti per farsi vendere alla Juventus non era un bello spettacolo. Oppure se uno gioca bene a pallone ha anche il diritto di fare schifo come uomo? Su Buffon la mia opinione era diversa, perché scommettere ( e Buffon lo ha ammesso) è un vizio grave per un calciatore, ma umano e comprensibile. Su Lippi, vista la sua documentazione, dovrebbe sapere che su Tgcom ho reso posizione perfino con una mia videopillola per sostenere che aveva tutto il diritto di guidare la Nazionale in Germania. Ricordo di aver detto: “ vai Marcello, vinci il Mondiale , torna e racconta tutto”. Posso ripeterlo anche oggi, perché Lippi ha vinto il mondiale, ma sarebbe utile se raccontasse davero tutta la verità sulla Gea e le pressioni esercitate da Moggi e soci sul campionato. Ora potrebbe permettersi di parlare e rompere l’omertà he nel mondo del calcio è peggio che in quello della mafia, dove pure esistono pentiti. Infine, per quanto riguarda lei, i toni mi sembrano soprattutto influenzati dalla volontà-necessità di insultarmi, altrimenti avrebbe certamente notato le differenze. Se voleva una risposta, l’ha avuta. Se cercava un dialogo, rifletta meglio e lasci perdere l’idea del mondiale purificatore, perché lo scandalo c’è stato e nessuna vittoria può cancellarlo. Ci mancherebbe che modificassimo i giudizi sulla moralità dei calciatori, per sette partite ben giocate. Se, come penso, voleva soprattutto insultarmi, allora mi faccia il favore di non rompere più, caro Mago dei miei stivali.

giovedì 5 luglio 2007

Il primo anniversario della "pena congrua"


Intervista a Verdelli su... Hurra Juventus!!

Il nuovo corso non si smentisce.

Palate di fango (anzi, chiamiamola con il suo vero nome: merda) sulla Triade.
Ponti d'oro a tutti i nemici della Juve, da Moratti a Verdelli.

Non perdete il kolossal comico I Visitatori 3 - Cast rinnovato


Nelle sale cinematografiche sta per uscire il kolossal comico I Visitatori 3.

Dopo il grande successo de I Visitatori (1993) e de I Visitatori 2 (1998), Jean Reno torna a vestire i panni di Goffredo Hamori di Malafesta, conte de Montmirail, d'Appremont e di Papincourt detto "l'Ardito".

Al suo fianco, non ci sarà più il fedele e simpatico scudiero Jean Cojon "il marpione". Il suo posto sarà preso da un personaggio antipatico ed infido: Elkojon

Ci vuole coerenza


(Bonarober per www.juworld.net)
---------------------------------------------------
Dopo l'intervista al Corriere, El Kaniglio, se volesse essere per una volta nella vita coerente con le cose che gli fanno dire (non avendo un pensiero autonomo non può che ripetere come un becero pappagallo quel che gli fan dire i suoi augusti consigliori), dovrebbe aggiornare il palmares della Juventus, togliendo tutti i trofei vinti nel periodo della triade. Visto che si tratta di trofei vinti, questo è il succo del pensiero dei consigliori di El Kaniglio, in modo scorretto.

Le olimpiadi invernali in una località balneare

Il Cio ha assegnato le Olimpiadi invernali 2014 a Sochi, città balneare sulle rive del Mar Nero.

E poi ci stupiamo che un esperto di tennis faccia l'amministratore delegato di una società di calcio (con i consigli di un pallavolista)?

San Massimo da Appiano Gentile brilla sempre per correttezza

Un'altra notte è passata, ma Christian Chivu non ha ancora deciso se dire sì al Real Madrid.
Giovanni Becali, procuratore di Chivu, continua a rinviare l'incontro i Ladrones.
E il quotidiano spagnolo "Marca" di stamattina motiva la ritrosia di Becali con un retroscena: il manager avrebbe già ricevuto una commissione di un milione mezzo di euro per portare il romeno in nerazzurro.

Mamma mia che gente hanno invitato alla presentazione della 500...


Chi ha visto gli El Kanigli?

Nel giorno del trionfo di Marchionne, impeccabile con il suo golf nero d'ordinanza, gli El Kanigli non si sono visti.

Forse perché contano meno di un due di spade quando briscola è coppe?

500 ... volte NO ad El Kanigli & Co.


mercoledì 4 luglio 2007

Perle di Badoglio


«Non andremo oltre un certo limite». La Juventus è interessata a Gabriel Milito, difensore argentino del Real Saragozza, ma non ha intenzione di cedere alle richieste del club spagnolo. «La Juve non si spingerà al di là di un certo valore», dice il presidente bianconero Giovanni Badoglio Gigli all’arrivo in Lega.«Magari - ha ipotizzato Badoglio Gigli - il Real Madrid è disposto a pagare di più. Per il momento io non sono nè ottimista nè pessimista, neutro». Ma, invitato dai cronisti a sbilanciarsi, il presidente bianconero ha ammesso: «Sicuramente non sono ottimista».La Juve non segue Rolando Bianchi, attaccante della Reggina, e non sembra intenzionata a privarsi di Raffaele Palladino, «considerato importante dall’allenatore». Sembra ad un passo il rinnovo del contratto di Mauro German Camoranesi: «Questione di tempo», dice Badoglio Gigli. Da Torino potrebbe partire il centrocampista Antonio Nocerino, appena riscattato dal Piacenza. «Ma sarebbe una cessione temporanea», precisa il generale.

Intervista al Pesso


Ricordi il giorno in cui hai ripreso a camminare?

"Era il 30 settembre 2006 e c'era il pubblico delle grandi occasioni. Medici, parenti, infermieri. Mi hanno fatto un fragoroso applauso, anche se camminare è una parola grossa: mi sembrava che nulla del mio corpo reggesse. Il pubblico faceva il tifo, come quella sera del rigore nella finale di Champions League a Roma, ecco".

Il primo passo di una seconda vita: è retorico, se diciamo così?

"No, è vero. Nessuno di noi ricorda la prima volta che camminò, da piccolo, però io sono sicuro che avevo la stessa paura, lo stesso desiderio di scoprire, di andare".

Ricordi qualcosa del 27 giugno 2006, il giorno della caduta?

"Niente, buio totale. Però ricordo gli attimi in cui pensavo di essere morto, cioè quasi morto. Al pronto soccorso, credo, oppure nei momenti di veglia durante il coma farmacologico. Il corpo se ne andava, lo sentivo andare. Sapevo che stavo per addormentarmi e che non mi sarei svegliato mai più".

Ricordi il giorno in cui tornasti a parlare?

"Era il 16 luglio. I medici mi tolsero la cannula e mi chiesero di pronunciare il mio nome, visto che erano stufi di pronunciarlo loro. Io dissi "Gianluca"". La vita, dopo, come funziona?

"Con l'amore degli altri, con le tonnellate d'amore che ti rovesciano addosso. E non solo i tuoi cari, le tue bimbe, anche gli sconosciuti che t'incontrano per strada e ti dicono di essere contenti perché sei vivo. E neanche uno ti giudica".

Quali sono i tuoi sogni?

"Regalare tutto il tempo che ho alle mie figlie. E dal punto di vista sportivo, assistere alla rinascita della Juve, vederla rivincere lo scudetto e tornare in Europa. In fondo un anno fa era quasi in fin di vita, come me".

Esiste il momento preciso della rinascita?

"A Natale sono stato in Uruguay, dal mio amico Paolo Montero. Dopo l'incidente, era rimasto a vegliarmi accanto al letto per due settimane. Quando sono stato da lui e l'ho abbracciato, è stato come se avessi abbracciato tutti coloro che mi erano stati vicino".

Come credi di esserti salvato?

"Forse una mano dall'alto mi ha preso per i pochi capelli che avevo".

Ci pensi spesso?

"No, ci penso sempre".

martedì 3 luglio 2007

El Kaniglio, ci è o ci fa?

E la Juve? Molti tifosi non hanno mai digerito l'ammissione di colpa visto che nessun tribunale si è ancora pronunciato su Moggi e Giraudo. Nel frattempo il Milan ha potuto vincere la Champions League e sono spuntate accuse di falso in bilancio per l'Inter.
«Le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni. Ora siamo tornati in serie A con la coscienza a posto e soprattutto con una forte squadra, in campo e fuori».
Un bagno in serie B per riconquistare immagine?
«La B è stata durissima, era meglio evitarla e una stagione in Purgatorio non è piaciuta a nessuno. Aggiungo che ci è costata un sacco di soldi».
In A che modello di business adotterete? La Juve inseguirà sempre e comunque le spese degli altri?
«Credo in un modello sostenibile: il costo del lavoro non può essere l'80% del fatturato. Il Manchester United è al 55%. Si tratta quindi di sviluppare meglio i ricavi, in Italia si paga poco per il piacere del calcio, dobbiamo prezzarlo meglio. Non solo con i biglietti ma in tanti altri modi. Non è vero poi che spendendo tanti soldi si vincono tanti scudetti. L'Inter non è il miglior modello, lo sono invece il Manchester e il Lione. Faccio questi ragionamenti non per dire che avremo ambizioni limitate ma che faremo le cose seriamente. Se ci offrono Toni a un prezzo non correlato all'età del giocatore sappiamo dire no».
Ma le campagne acquisti di Moggi e Giraudo erano abili.
«Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell'attività sportiva e nello stesso tempo a tornare in Champions League. Per l'ambizione e per rendere sostenibile il business».
Che dire? Continua l'opera sistematica di demolizione della Juve umbertiana di Giraudo-Moggi-Bettega. E quindi si conferma che la retrocessione in Serie B, con revoca di due scudetti etc etc, è stata voluta dagli INDEGNI