Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 29 giugno 2007

Baldini pronto ad un'altra scelta di vita. Ma a Torino non abbiamo problemi di passaporti.

Franco Baldini, appena scaricato dal Real Madrid, sarebbe pronto ad accettare un'eventuale oferta degli El Kazz.
Per una darlavia come Baldini, le scelte di vita cambiano da un momento (contratto) all'altro.
A Torino non abbiamo problemi di passaporti, caro il mio condannato per falsificazione e riciclaggio di documenti.

Lapetto, occupati dei tuoi "personal belongings" e taci

Solite dichiarazioni deliranti di Lapetto nostro: "La Juve è più di Bettega".

Forse ti è sfuggito, caro il mio lapin lapetto, ma il Bobby è la storia della Juve. Ma a voi El Kazz piace Baldini...

Zaccone di nuovo in campo. Come sempre, a sostegno dell'accusa

Nel fascicolo dell’inchiesta per falso in bilancio della Juventus da alcuni mesi c’è anche la querela del club a firma del presidente Giovanni Cobolli Gigli. Per eventuali danni patrimoniali arrecati alla società. «Non abbiamo indicato alcun nome», spiega l’avvocato Cesare Zaccone. Né era necessario farne. Poi il legale chiarisce l’origine di quest’atto che spazza via molte chiacchiere in un sol colpo sulla pretesa continuità fra la vecchia e nuova gestione della Juventus: «Il procuratore aggiunto Bruno Tinti ci ha segnalato che possono emergere profili di infedeltà patrimoniale dalle indagini e chiesto che cosa intendevamo fare. La querela è stata la nostra risposta. Se a fine inchiesta di quei profili si avrà la conferma la società li perseguirà». È il possibile preludio a una costituzione di parte civile, qualora per la Triade la procura torinese chiedesse il rinvio a giudizio.

Bettega indagato per falso in bilancio, che tempismo...

Bettega è indagato nell'ambito dell'inchiesta sui (presunti, molto presunti) falsi in bilancio della Juventus.

Tre commenti:
i) storia vecchia (Moggi e Giraudo erano già indagati da tempo);
ii) che tempismo: scade il contratto del Bobby e zac arriva l'avviso di garanzia;
iii) chi era il presidente che aveva firmato quei bilanci? Come mai non è indagato pure lui?

giovedì 28 giugno 2007

Cal Deron, il Cobolli di Madrid

Predrad Mijatovic ha annunciato che la Giunta direttiva del Real Madrid ed il presidente Ramon Calderon hanno deciso di «esonerare Fabio Capello». Il direttore sportivo merengue ha detto che nel corso della Giunta è stato fatto «il punto della situazione» e si è analizzata «la stagione appena conclusa».

E' stato Lapo a convincere Buffon. Promettendogli un incontro con Patrizia?


«Per quel che riguarda la vicenda di Buffon, devo es­sere sincero e dire che non ho mai dubitato del fatto che lui sarebbe rimasto con noi. Già parecchi mesi fa, a Firenze du­rante la cena in coda alla pre­sentazione della mia nuova li­nea di occhiali, ebbi con lui e con la sua fidanzata Alena un dialogo assolutamente diretto e onesto. Non dico che gli feci giurare di dichiarare eterna fe­deltà ai colori bianconeri, ma poco ci mancò".

Suazo: "nella mia mente c'era solo l'Interperd"


Nessun dubbio, nonostante l'ipotesi Milan e il tira e molla delle ultime settimane. David Suazo aveva scelto l'Interperd e non ha voluto sentire ragioni, come conferma nella presentazione ad Appiano Gentile. "Nella mia mente c'era solo il club perdazzurro- spiega -. Il mio agente e Cellino sapevano ciò che volevo, comunque mi sento lusingato dell'interesse rossonero. Non è stato un rifiuto: io avevo già deciso il mio futuro".

Coppa del Presidente della Repubblica? Io non ci sto

Il papà di tutte le cariatidi al potere, Antonio Matarrese da Punta Perotti, ha avuto un'altra idea geniale.
Trasformare la Coppa Italia nella Coppa del Presidente della Repubblica.
Coppa del Re, come in Spagna, ha un suo perché.
Ma Coppa del Presidente della Repubblica (magari, tanto per allungare un po' il nome, aggiungiamoci anche "italiana, fondata sul lavoro") sa proprio di pagliacciata. Ed infatti, la proposta viene da Don Tonino...
Io non ci sto.

mercoledì 27 giugno 2007

Italia Independent si presenta...



Il mondo sta cambiando a una velocità siderale.
I gusti sono in continua mutazione.
La rete ha scardinato le leggi di mercato.

Oggi le parole chiave sono: prosumer, impollinazione, crowdsourcing, partecipazione, social network, empatia, user generated content… parole che fino a qualche anno fa non facevano parte dell’alfabeto del business.

I-I e’ un progetto che nasce dall’urgenza di aggiornare il made in italy
di fare un reload al made in italy di dare vita a un MADE IN ITALY 2.0
Con questo claim e questa filosofia non si vuole rinnegare il lavoro più che ventennale compiuto da chi ha costruito il made in italy.
Desideriamo aggiornarlo. Metterlo al passo con i tempi.
Uscire dagli stereotipi e sintonizzarsi con il mondo globale che si muove rapidamente.

ITALIA INDEPENDENT si propone di realizzare “personal belongings”: oggetti unici e innovativi, espressione diretta dell'esperienze e dei gusti delle persone indipendenti.

Stile, qualità e artigianalità - i tre capisaldi del m.i.I. - non sono piu’ sufficienti per emergere in questo nuovo contesto.
E’ necessario fare un reload: ricaricare i concetti al fine di acquisire informazioni aggiornate.

Abbinare la contaminazione allo stile
Molto è già stato detto e fatto.
La vera creatività oggi sta nel remixare esperienze e stili differenti.
Nel caso di Italia Independent l’associazione di materiali di origine diversa e la fusione di tradizione e innovazione rappresentano la filosofia e il valore principale del progetto.
Contaminazione significa anche distribuire la propria visione su diversi mercati.
Italia Independent è un marchio nomade e dinamico.
L’occhiale è stato scelto come primo personal belonging per rivelare simbolicamente la visione del marchio Italia Independent.

Ballarono una sola estate


Io mi porto avanti.
Ecco la colonna sonora per festeggiare la cacciata dei conigli

Colpo grosso del Milan


Pierluigi Collina sta per diventare il nuovo designatore arbitrale di A e B.

Il piccolo Jean-Claude è cresciuto. Parola di papà Giovanni


Secondo Giovanni Cobolli & Gigli "Blanc è diventato grande, nel senso che ha imparato ed è quindi perfettamente in grado di portare avanti il lavoro con la sua struttura"

Moratti, che gran signore. Ha scaricato tutte le colpe sul morto


(Bonarober per www.juworld.net)
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Per salvare se stesso, l'Inter (tavolini e comodini compresi), Moratti (da gran signore) ha scaricato tutte le colpe su Giacinto Facchetti.
E Palazzi ha colto subito la palla al balzo per archiviare il caso dei pedinamenti ai danni di Vieri, De Santis, Mutu, Ronaldo, Jugovic e Fabiani.
Il petroliere ambientalista, la cui "capacità di distinguere tra bene e male è pari a quella di un bambino di cinque anni" (così Ostellino), ha accolto con spocchioso trionfalismo l'archiviazione, dichiarando che "per il caso plusvalenze finirà nello stesso modo"
Peccato che "spiare arbitri, calciatori e dirigenti di altre squadre è molto grave, tocca i diritti costituzionali e dovrebbe comportare delle conseguenze" (così l'ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre).
Ed infine, ma Moratti poteva non sapere? No. Non poteva.
Ma a Palazzi non interessa. A Palazzi interessa solo archiviare.

martedì 26 giugno 2007

Il rinnovo del contratto di Trezeguet ha un artefice principale: Roberto Bettega


Trezeguet e la Juventus: amore ritrovato. "Il rinnovo del contratto del francese ha un artefice principale: Roberto Bettega".

Questo le parole rilasciate a 'Radio Radio' da Antonio Caliendo, ex procuratore di Trezeguet e anch'egli decisivo nella mediazione tra il suo ex assistito e la società bianconera. "Bettega ha avuto un ruolo importantissimo - ha proseguito Caliendo - perchè ha ottimi rapporti con Trezeguet. Non poteva chiudere meglio il suo operato nella Juventus. Ha costruito un vero e proprio capolavoro, trattenendo il più grande cannoniere europeo. David era molto felice, ma il più contento di tutti è stato Ranieri, che teneva molto a questa conferma". Secondo Caliendo la fiducia mostrata dal tecnico romano per l'attaccante francese negli ultimi giorni si è rivelata decisiva per la permanenza del giocatore: "A volte una parola dell'allenatore può valere cento parole dei dirigenti. La prima cosa di cui i giocatori hanno bisogno è la stima degli allenatori". Caliendo è poi tornato sull'addio di Bettega: "Si tratta di un cambio generazionale, come ci ha abituato la Fiat nella sua storia anche se a mio avviso hanno fatto male a liberarsene".

Aumentato il budget per il mercato dopo le dimissioni di Tordelli

É durata circa 5 ore e mezza la riunione del CDA della Juventus nella sede di Fermo Galileo Ferraris 32.
Dopo aver preso atto delle dimissioni di Tordelli, i consiglieri hanno ascoltato con attenzione la relazione del brillante direttore finanziario Michele Bergero (detto anche "na botta di vita").
Bergero, grande esperto di bilanci e di gestione finanziaria (tanto quanto cobolli e gigli sono esperti di calcio), ha illustrato il budget per la stagione 2007/2008.
Le dimissioni di Tordelli hanno generato un consistente risparmio per le minori spese per alimenti e bevande consumate durate le riunioni del CDA.
I consiglieri hanno pertanto deciso di aumentare di un importo corrispondente il budget a disposizione dei dirigenti per rinforzare la squadra.

Sottoscrivo il decalogo di Juventiniveri

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Siamo sulla buona strada. Adesso alla nostra cara dirigenza non resta che svolgere questo compitino facile facile:
  1. Costringere Minimo Moratti e Tronchetti Provera a disseppellire i tabulati con le prove delle telefonate di Facchetti & Co. a designatori, arbitri, guardalinee etc.;
  2. Far spedire l’inter in interregionale, l’unica serie che le si addice;
  3. Farsi restituire i due scudetti scippati;
  4. Farsi restituire Ibra e Vieira a parametro zero;
  5. Confessare di aver favorito la vittoria dello Spezia (di Moratti) e far restituire la meritata serie B all’Arezzo di Conte;
  6. Abbandonare definitivamente l’idea di integrare nel CDA Juve ex giocatori del calibro di Antonio Cabrini, Domenico Marocchino, Alessandro Altobelli etc.;
  7. Reintegrare nell’organigramma societario la più grande bandiera della Juve degli ultimi 30 anni, Roberto Bettega;
  8. Fare pubbliche scuse a Luciano Moggi e Antonio Giraudo per il trattamento loro riservato nel corso di questi ultimi undici mesi;
  9. Convincere i ram polli El Can che la Juve può fare tranquillamente a meno di loro;
  10. Togliersi definitivamente dai piedi e restituire la Juve agli Juventini veri e capaci.

Comici intertristi


Il direttore intertriste del TG1, Gianni Riotta, ha intervistato in ginocchio Giampiero Fiorani.
Ficcanti ed incalzanti le domande del comico intertriste.
"Si rimprovera di aver preso qualche scorciatoia?"

Ronaldinho? Eto'o? Sheva? No. E' Fred il colpo del Milan


L'ultimo regalo di Bobby Gol


David Trezeguet ha rinnovato sino al 2011 il contratto con la Juventus.
Ennesima perla dei nuovi dirigenti. Dopo essere stati platealmente "salutati" da David al termine di Juve-Spezia hanno dovuto chiedere a Bobby Gol di ricucire i rapporti con l'attaccante francese.
Operazione riuscita, ça va sans dire!

lunedì 25 giugno 2007

Tanto di Capello


L'ultima perla di Cobolli&Gigli


Cobolli&Gigli non perdono un'occasione per dimostrare la loro grande conoscenza del calcio. D'altronde è proprio per questo che sono stati scelti da John El Kazz, Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti.
Nel DVD su Bettega di Tuttosport i gemelli di Fermo Ferraris esaltano il carattere, la piemontesità, etc. di Bobby Gol.
E poi chiudono con una chicca memorabile: "non potremo mai dimenticare – dicono i gemelli – quella partita contro l’Argentina e quel gran gol di testa ai mondiali del '78".
Gol di testa che videro solo loro (così come la partita Caltagirone-Juve di quest'anno).

Il Milan denuncia Moratti. Che si era già auto-denunciato


Comunicato ufficiale Milan AC

"Il Milan ha stipulato con il Ca­gliari Calcio un contratto avente ad ogget­to la cessione in compartecipazio­ne del calciatore David Suazo. Tut­tavia, preso suc­cessivamente at­to che il calciato­re aveva prece­dentemente sotto­scritto con F.C. In­ternazionale un contratto di lavoro sportivo, comunica di ritirarsi dalla tratta­tiva. Il Milan desidera peraltro sottolinea­re di aver operato nella vicenda lealmen­te ed in piena conformità con i regolamen­ti sportivi nazionali e internazionali".

Borrelli, Palazzi, serve altro? Non credo.

I 4 Codici di Giustizia Sportiva


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In Italia ci sono quattro diversi Codici di Giustizia Sportiva, che vengono applicati a seconda delle convenienze del caso.

C'è il Codice Juventus, detto anche il codice Grande Stevens-Rossi (dai nomi degli estensori del pregevole documento). Il punto cardine è che (eventuali) violazioni dell'art. 1 si trasformano in violazioni dell'art. 6 da punire con un cumulo di sanzioni (retrocessione, penalizzazione, revoca di due scudetti, ammenda pecuniaria, squalifica dei dirigenti con proposta di radiazione). I processi sportivi vengono organizzati con metodo staliniano senza possibilità di difesa. Di regola, viene assegnato un finto avvocato, che in realtà è un collaboratore dell'accusa.

C'è il Codice Inter, detto anche il Codice dell'Impunità. Non sono previste violazioni e quindi non ci sono sanzioni. E' possibile falsificare patenti e ricettare passaporti per far apparire comunitario chi comunitario non è. E' possibile gonfiare il valore di giocatori più o meno sconosciuti, in modo da rilevare a bilancio plusvalenze di importo tali da garantire l'iscrizione al campionato senza la necessità di dover procedere ad una ulteriore ricapitalizzazione. E' possibile pedinare ed intercettare calciatori, dirigenti e arbitri. E' possibile vendere a sè stessi il marchio, registrando una mostruosa plusvalenza (sempre per garantirsi l'iscrizione al campionato senza la necessità di dover procedere ad una ulteriore ricapitalizzazione). Il Codice Inter si applica anche ai sodali di San Moratti da Appiano (un nome per tutti: Franco Baldini).

C'è il Codice Milan, detto anche il Codice dei Pelati. una via di mezzo tra il Codice Inter ed il Codice Milan. In alcuni limitati casi sono previste sanzioni. Tuttavia, è ammissibile parlare con arbitri e guardalinee (come conferma il famoso "spinga spinga spinga" e l'altrettanto famoso "con il Milan, nel dubbio, la bandierina deve rimanere abbassata"). Ed è pure ammissibile che un dirigente ristoratore organizzi un incontro a cena tra un pelato (dirigente) ed un altro pelato (arbitro).

Infine, c'è il Codice Base (come una Fiat senza optionals), che si applica a tutti gli altri.

domenica 24 giugno 2007

A presto, Bobby. Grazie di tutto

Tra juventini veri non servono molte parole.
Ne bastano due.
La prima è grazie. Per una vita dedicata alla nostra JUVE.

La seconda è arrivederci. Perché questo è solo un arrivederci. L'era degli El Kazz e dei conigli non durerà. Ed il posto di Bobby Gol è uno solo. Alla JUVE.

Grande Balza!!

Federico Balzaretti ha salutato tutti dal sito della Juve: dai tifosi ai compagni; dai tecnici ai magazzinieri; dal postino di Fermo Ferraris al giornalaio di Vinovo.
Tutti? Beh, in effetti non ha salutato proprio tutti.
I conigli non li ha salutati.

Federico ha anche ricordato i due campionati vinti "che nessuna sentenza potrà mai cancellare".

Grande Balza. In bocca al lupo

La pulizia etnica degli Elkazz

Continua senza sosta la pulizia etnica del nuovo corso Elkazziano.

Via Moggi & Giraudo, da subito (tanto per potersi presentare da rei confessi al processo e spianare la strada a Zaccone).

Via Romi Gay.

Via Franco Ceravolo.

Via Bobby Gol.

Chi sarà il prossimo epurato?

Forse Secco, che ha confessato di aver ricevuto una telefonata di sostegno dall'innominabile Moggi all'indomani della contestazione.

Forse Ferrara e Pessotto, che hanno vinto con la Triade.

Facchetti colpevole, ma non processabile. Ma Moratti?

Il burocratese di Palazzi, che ha archiviato la vicenda INTERcettazoni "non essendo emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili", significa una cosa sola.
Che Facchetti (a cui valori dovremmo ispirarci, Cobolli dixit) era colpevole ma che, evidentemente, non si poteva più procedere.
Possibile però che San Moratti da Appiano non sapesse nulla delle manovre di Facchetti.
No, non è possibile.
Ma San Moratti da Appiano è onesto per definizione. A lui il CGS non si applica.

sabato 23 giugno 2007

La maldedizione del Mago


Non so come e non so quando, ma tutte le sofferenze che avete inferto a me, ai miei amici, a Bobby Gol e a tutti gli juventini veri, vi si ritorceranno contro.
Maledetti El Kazz, maledetti conigli, pagherete tutto, pagherete caro.

El Kazz & Co., siete peggio di moratti


Ormai è evidente.

Gli INDEGNI ci tengono a ricordarci quanto sono INDEGNI.

L'allontanamento di Bobby Gol è l'ennesimo vergognoso atto del nuovo corso.

Dal 7 maggio 2006, quando John El Kaz silurava la Triade al termine di Juve Palermo, al 22 giugno 2007, giorno della cacciata di Roberto Bettega, un unico filo conduttore lega i comportamenti del nuovo corso bianconero.

Smantellare tutto quanto è stato costruito dalla Triade e cancellare dodici anni di gloria e di trionfi.

Essere bianconeri sino midollo e per di più con una competenza calcistica con pochi eguali è un difetto imperdonabile agli occhi dei conigli. Ecco perché Roberto Bettega è stato allontanato.

John El Kazz e i suoi nefasti coniglieri (che poi sono coloro che decidono perché John El Kazz è assolutamente senza spina dorsale e non è in grado di prendere decisioni in autonomia) hanno un predilezione per gli incompetenti, meglio ancora se sono anti-juventini.

Ed ecco che al posto di Giraudo ci troviamo un impiegatucolo francese senza arte né parte, esperto di tennis. Uno che si fa cadere la penna alle 6 del pomeriggio e, pur essendo l'unico ad avere potere di firma, va in vacanza in Marocco nei momenti decisivi del calciomercato.

Ed ecco che al posto di Moggi ci troviamo un pivello presuntuoso che sino all'anno scorso alzava i numeri dalla panchina per le sostituzioni e andava a comprare i giornali per il Direttore.

Ed ecco che come presidente (qui il confronto è meno impari, perché eravamo già messi malissimo con Franzo Grande Stevens, indegno presidente prima, indegno presidente onorario ora) ci troviamo i gemelli dissociati Cobolli & Gigli. Due che sono riusciti a dire tutto ed il contrario di tutto. Due che hanno accumulato figuracce in tutt'Italia, financo a Caltagirone. Due che si presentano in sede (se va bene) una volta alla settimana.

Ed ecco che al posto di Romi Gay abbiamo tal Fassone, che ha lasciato un pessimo ricordo in Ferrero ed è stato cacciato, udite udite, dal Toro di Cimminelli.

Ed ecco che per sostituire Bobby Gol si fanno i nomi di Oreste Cinquini e Franco Baldini.

Cinquini ha un curriculum perfetto per la simpatica Udinese in cui si sta trasformando la Juve grazie alla cura El Kazz e conigli.

Ma sicuramente la prima scelta di John El Kazz è Franco Baldini. E già l'anno scorso John El Kazz e il longilineo commissario Sant'Albano avevano cercato di ingaggiare Franco Baldini, facendosi prendere in giro dal signor scelta di vita.

Baldini è perfetto. Anti-juventino viscerale. Anti-moggiano. Amichetto di moratti, con cui si è divertito a falsificare patenti e riciclare passaporti (con tanto di condanna). Incompetente totale (chiedere a Rossella Sensi, costretta a fare la darlavia sulla Salaria, nonostante tutti i regali ricevuti dal Ministero delle finanze, dopo la cura Franco Baldini).

Questa gente è mille volte peggio di moratti .

venerdì 22 giugno 2007

Palazzi, vergognati


Il Procuratore federale, esaminata la relazione dell’ufficio Indagini sugli accertamenti richiesti dalla Procura federale in ordine a numerosi articoli di stampa riguardanti il comportamento di dirigenti della società Internazionale F.C. S.p.A. nei confronti dell’arbitro Massimo De Santis, dei calciatori Christian Vieri, Adrian Mutu, Luis Ronaldo Delima Nazario, Vladimir Jugovic e del tesserato Mariano Fabiani, ha disposto l’archiviazione del procedimento, non essendo emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte.

giovedì 21 giugno 2007

Christian Rocca sulla sabbia di RCS


(Bonarober per www.juworld.net)
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Palate di sabbia

Il Corriere della Sera, oggi, ha trovato ben due-giornalisti-due per scrivere la velina dettata dagli indossatori di onestà altrui, e peraltro nessuno dei due è Fabio Monti. A un certo punto i due scrivono addirittura che "in ogni caso è esclusa la revoca dello scudetto 2005-06". E' vero, sui giornali di regime e dei poteri forti la revoca è esclusa, con la lodevole eccezione di Repubblica, malgrado il codice sportivo dica esattamente il contrario e non solo per quello del 2005-06 rubato alla Juve, ma anche per quello aziendale di quest'anno. I potenti del calcio minimizzano e solidarizzano (e ci credo, si aprisse il capitolo bilanci falsi...), mentre l'ex MicroMega rosea di Carlo Verdelli fa scrivere all'ex vice Torquemada che è stato "sollevato un processo sommario" contro Moratti. La tesi di questi moralisti aziendali è questa: "fosse stato loro contestato qualcosa, si può ragionevolmente supporre che avrebbero ripianato mettendo mano al portafoglio". Certo, anche Moggi truccava il campionato, ma se glielo avessero contestato in tempo si può ragionevolmente supporre che avrebbe smesso. Come dire: chi è ricco può imbrogliare e comprare calciatori a volontà, falsificando il campionato. Guai però se lo facesse uno povero, in quel caso la mannaia rosea dei Verdelli boys sarebbe spietata.In tutto questo c'è il solito imbarazzante silenzio di Cobolli Gigli, temperato dalla grandezza di Fabio Capello.

21 giugno

www.ilfoglio.it/camillo

Incredibile, ma vero (2)


Sul sito web della Juve (http://www.juventus.com/) viene addirittura riportata la reazione dello JV di Montecitorio all'inchiesta milanese.
Tentativi di de-morattizzazione?

JC Montecitorio, reazioni all’inchiesta milanese

Dopo l’uscita della notizia della chiusura delle indagini da parte della procura di Milano sul presunto falso in bilancio di Inter e Milan, juventus.com registra i commenti dei responsabili dello Juventus Club Montecitorio. In una nota firmata dal presidente Maurizio Paniz, dal vicepresidente Salvatore Buglio e dal consigliere Tommaso Pellegrino si legge: “Le sorprendenti conclusioni del pubblico ministero nell'inchiesta milanese sulle plusvalenze fittizie del bilancio dell'Inter, che non avrebbe avuto i requisiti utili per iscriversi al campionato 2005-2006, impongono di valutare con rigidità la posizione dei suoi dirigenti che a lungo hanno parlato di scudetto dell'onestà e della trasparenza. Se queste sono davvero l'onestà e la trasparenza da indicare ad esempio, allora l'ufficio inchieste della Federcalcio ha veramente molto da lavorare!”. Nella stessa nota, Paniz, Buglio e Pellegrino hanno invitato le autorità sportive a revocare ai nerazzurri lo Scudetto 2005-2006, vinto sul campo dalla Juventus.

Il gran colpo di Cobolli


La Juve ha riscattato la comproprietà di Nocerino, il magistrato che si occupa della contabilità creativa dei merdazzurri.
Chi di Guido Rossi ferisce, di Nocerino perisce

Il Codice di Giustizia Sportiva


"La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i)".
Ecco le sanzioni previste dall'articolo 13, lettere f), g), h) e i)
"f) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
g) retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria;
h) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonisticaobbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
i) non assegnazione o revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale".

Incredibile, ma vero


Sul sito ufficiale della Juve (http://www.juventus.com/) viene citato lo scudetto 2005/2006.


"Per un esterno sinistro che arriva, un altro saluta la Juventus. Federico Balzaretti è stato ceduto alla Fiorentina. Il difensore torinese lascia dopo due stagioni in bianconero in cui ha collezionato 68 presenze (20 in Serie A, 37 in B, 7 in Coppa Italia e 4 in Champions League) e realizzato due reti, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie B 2006/07 e allo Scudetto (poi revocato) 2005/06".

Meglio tardi che mai.

E ora magari aggiorniamo il palmares. Perché sono sempre 29.

Tavolini & tarocchi

C’è una brutta sorpresa per l’Inter nell’avviso di chiusura delle indagini sui falsi in bilancio, depositato ieri dal pubblico ministero Carlo Nocerino. Sta in una realzione della Covisoc, la commissione di vigilanza per le società calcistiche, allegata al documento. Vi si legge infatti: «L’equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, e l’Inter non avrebbe superato i parametri richiesti per l’iscrizione al campionato 2005-2006». Detta in parole semplici, secondo la Covisoc l’Inter non avrebbe avuto i requisiti per partecipare al torneo che, come si sa, non è stato proprio un campionato qualsiasi: alla squadra nerazzurra venne assegnato «a tavolino» lo scudetto vinto e poi revocato alla Juventus, dopo uno scandalo che aveva travolto il calcio italiano. Pronta la replica dell’Inter: «Mai appostato plusvalenze fittizie», scrive la società in un comunicato. Aggiungendo di aver «già presentato necessaria e completa documentazione tecnica a dimostrazione che è sempre stato garantito pieno rispetto dei dovuti equilibri finanziari», in particolare tramite «sistematici» aumenti di capitale. Anche per il Milan, società coinvolta assieme all’Inter nell’inchiesta, c’è la stessa «sorpresa», cioè l’estensione dell’indagine ai bilanci «propedeutici» all’ammissione al campionato 2005-2006 (e non soltanto a quello 2004-2005 come sembrava all’inizio delle indagini) ma le conseguenze, sul piano sportivo, appaiono meno gravi. Per il resto è pressochè identica l’accusa formulata dal pm: l’aver compiuto un falso in bilancio attraverso la «falsa esposizione derivata dalle operazioni di compravendita dei diritti alle prestazioni pluriennali di calciatori e delle compartecipazioni»; erano prezzi di cessione e/o acquisto fittizi «in quanto artatamente incrociati a tavolino». Questi «fatti non rispondenti al vero» avrebbero «determinato il superamento delle soglie del cinque per cento del risultato economico e dell’un per cento del patrimonio netto, nonché l’alterazione sensibile della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società». Il documento di Nocerino parla esplicitamente di «operazioni incrociate» tra Inter e Milan. E per i nerazzurri aggiunge anche «la compravendita con la Lazio dei diritti relativi ai calciatori Corradi e Crespo (ipervalutati per un importo almeno pari a 6 milioni e 669mila euro)». Si chiude così, a Milano, un’inchiesta cominciata alla fine dell’anno scorso; partita dalla procura di Roma e con diramazioni anche a Genova e Torino. Gli indagati, oltre alle due società in quanto tali, sono il vice presidente e ad del Milan, Adriano Galliani, e, per l’Inter, Massimo Moratti, Mauro Gambaro e Rinaldo Ghelfi. Per tutti loro, vista la «durezza» della nota del pm, la richiesta del rinvio a giudizio sembra scontata. In particolare il patron e gli amministratori dell’Inter sono accusati di aver praticato «alterazioni di bilancio» tali di comportare «l’esposizione di un maggior patrimonio netto pari a 32milioni e 459mila euro» e ciò «ha indotto l’organo di vigilanza Covisoc a chiedere un ripianamento patrimoniale inferiore a quello dovuto». Cifre, quelle citate dal pm, frutto di una perizia effettuata dal consulente della procura: Luigi Magistro, colonnello della Finanza e già capo audit all’Agenzia delle entrate. Da esperto ha spulciato i bilanci delle squadre e con i risultati delle sue indagine si è rivolto alla Covisoc, chiedendo se le cifre esposte sarebbero stati «compatibili» con l’iscrizione al campionato: per l’Inter no, è stata la risposta.

Perdatti si porta avanti con il lavoro e visita il carcere di Rebibbia

Il presidente dell'Inter, a Rebibbia per l'inaugurazione di un Inter Club nel carcere romano, ha risposto con grande serenità alle domande dei giornalisti a proposito del coinvolgimento dell'Inter nell'indagine sulle plusvalenze fasulle.

Un Cobolli al Ministero della Pubblica Ignoranza?

Lo sdegno questa volta mette dalla stessa parte studenti e professori: c'è un errore nella traccia sul Paradiso di Dante fornita per la prima prova dell'esame di maturità iniziato oggi nelle scuole italiane. Insorgono gli studenti, anche sul forum di Repubblica.it e sottolinea l'errore la Società dantesca italiana che parla di "faciloneria che tradisce lo spirito del testo". L'errore è stato di attribuire a San Tommaso d'Aquino sia l'elogio di San Francesco che quello di San Domenico, questo collocato invece nel canto successivo (il XII) e fatto pronunciare da Dante dal vescovo francescano Bonaventura di Bagnoregio.

mercoledì 20 giugno 2007

Per non dimenticare - Ci prendevano pure per il c...

(Bonarober per www.juworld.net)
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Riammissione in serie A, "per avere lo stesso trattamento delle altre societa". E' la richiesta che la Juventus presenterà venerdì prossimo alla Camera di conciliazione del Coni che esaminerà a Roma il caso della società bianconera.

"Vogliamo la serie A, non ci accontenteremo della B senza penalizzazione - ha affermato con decisione Cesare Zaccone, legale del club bianconero - pretendiamo lo stesso trattamento avuto da Milan, Lazio e Fiorentina".

Non è ancora certo, invece, il ricorso al Tar da parte della Juventus: "Decideremo venerdì - ha spiegato Zaccone - dopo l'esito della camera di conciliazione".

Lo stesso concetto è stato ribadito da John Elkann a margine della partita amichevole di Villar Perosa, fra la Juventus e il Piacenza. "Ci crediamo. Ci aspettiamo la serie A per il principio dell'equità".

16 agosto 2006

Per non dimenticare - Zaccone dixit


Avvocato Zaccone, non si sarà mica pentito di quelle affermazioni sulla congruità della B più penalizzazione?

«Ma no, quale pentito! E poi quella frase è stata amplificata e distorta dai mezzi d’informazione, non ho mai fatto un richiesta di quel genere».


Veramente l’hanno sentita tutti, nell’aula dello stadio Olimpico.

«Sì, ma era solo una chiacchierata informale con il presidente Ruperto. Un dialogo quasi scherzoso tra due vecchie persone esperte di diritto che si conoscono da tanto tempo. E soprattutto che conoscono il mestiere».


A che punto è il ricorso d’appello alla Corte federale?

«È quasi finito. Stiamo lavorando contro il tempo, insieme con il collega Michele Briamonti [nota del mago: Briamonti è avvocato dello Studio Grande Stevens...], per limare gli ultimi dettagli. Domani sera (oggi per chi legge, ndr) sarà sulle scrivanie dei giudici d’appello».


È fiducioso di poter ribaltare la sentenza emessa dalla Caf?

«Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci. Il presidente Ruperto e gli altri giudici della Caf hanno lavorato molto bene, con grande equilibrio e competenza. Le motivazioni sono molto ben fatte, quasi perfette. In coscienza credo che reggeranno a qualunque tipo di motivo d’appello».


Avvocato, getta la spugna?«Al contrario. Quando dico che sarà difficile scalfire l’impianto della sentenza mi riferisco alla retrocessione in serie B. In sostanza non mi aspetto che la Juve venga reintegrata in serie A, ma credo che ci sia spazio per ottenere un forte sconto sulla penalizzazione, se non l’annullamento totale della penalità. Ecco, se la Corte Federale ritoccasse la sentenza di primo grado, lasciandoci in B ma eliminando i 30 punti di handicap, direi che è stata fatta giustizia».

La Stampa - 17 giugno 2006

Mamma mia quanto mi girano

da http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=187083&START=1&2col=



Commento de Il Giornale alle dichiarazioni di Capello sui suoi nove scudetti (compresi quindi i due che ci sono stati rubati)



"Lei, Don Fabio, è libero di contestare la giustizia sportiva italiana ma è costretto ad accettarla. Vorrei infine ricordarle che fu l’avvocato Zaccone, legale della Juventus, a dire al presidente Cobolli Gigli che la retrocessione in serie B con una penalizzazione sarebbe stata una «punizione congrua» per ciò che la Juve aveva commesso. E fu Giampiero Boniperti, uno che certo non può essere accusato di antipatie bianconere, a dire: «Meno male che c’era lui (Zaccone ndr), altrimenti ci avrebbero dato la serie C».Si goda dunque il meritato trionfo spagnolo, Don Fabio, e lasci perdere quegli scudetti vinti sì sul campo ma in un modo che non fanno onore né alla Juve, né al calcio italiano. Né a lei. "



E poi ditemi se uno non si deve incazzare con Zaccone, Cobolli, Gigli, Blanc, El Kazz, Grande Stevens, Monte Zemolo, Gabetti, Boniperti...



Via tutti. Faster please

Christian Rocca sugli indossatori

(Bonarober per www.juworld.net)
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Ultime sugli indossatori

La Covisoc dice alla procura di Milano che gli indossatori di onestà altrui non avrebbero potuto iscriversi al campionato 2005-06 e che si sono iscritti solo grazie a plusvalenze fittizie. In tutta onestà, più che vicnere lo scudetto finto, sarebbero dovuti andare in C.
Nel frattempo si sono fatti soffiare Suazo dal Milan, cosa che tecnicamente è un bene per loro, ma non capendo nulla di calcio se ne dispiacciono assai. Moratti ha detto che ha la firma del giocatore, non accorgendosi di aver confessato un reato federale oppure contando sul fatto che già quando i suoi confessarono di aver ricettato una patente, falsificato un passaporto e taroccato le partite in cui fu schierato Recoba la fecero franca, grazie anche al soccorso rosso del commissario della federcalcio e a quello roseo dell'amico Verdelli.
Su Suazo il presidente del Cagliari dice che Moratti ha perso tempo e non rispondeva alle telefonate. Moratti dice che non è vero, che Cellino non l'ha mai cercato.
Cellino risponde con un "porterò i tabulati".
Sempre che non siano stati fatti sparire dagli uomini Telecom.

www.ilfoglio.it/camillo

Disse il saggio

Nel mezzo del cammin dei processi, Guido Rossi nomina un’apposita commissione di tre saggi - Gerard Aigner, Roberto Pardolesi e Massimo Coccia - chiedendo loro "di esprimere parere consultivo in ordine al noto tema della eventuale assegnazione dello scudetto in caso di modifica della classifica finale di campionato, a seguito di illecito disciplinare".
La commissione apre e chiude i battenti in pochissimi giorni (nominata il 20 luglio, consegna il proprio parere il 24), senza neanche attendere la conclusione dei processi di fronte alla Corte Federale di San Dulli (che pronuncerà la propria sentenza il 25 luglio).
Secondo i tre saggi, la normativa federale – in caso di sanzioni che comportino modificazioni di classifica - prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulti prima classificata, tenuto conto delle sanzioni.
"Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione – si legge nel parere - quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero Campionato, ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi".
Ovviamente, Guido Rossi si è fatto una sonora risata e, alla faccia, della ragionevolezza e dell'etica sportiva, ha deciso, con autonomo provvedimento, di assengare il Tavolino 2005/2006.
Abete, se ci sei batti un colpo. E ci sei, ci sei. L'abbiamo vista a Cardiff quella tua bella faccetta da cariatide calcistica...

Plusvalenze e cassoeula

(ANSA) -MILANO, 20 GIU - Anche il Milan avrebbe commesso irregolarita' nei bilanci. E all'Inter e' stata contestata anche la compravendita incrociata Corradi-Crespo. E' quanto si legge nell'avviso di chiusura delle indagini dell'inchiesta milanese sul presunto falso in bilancio di Milan e Inter. In particolare l'a.d. Galliani avrebbe commesso irregolarita' in tre bilanci. Quanto all'affare Corradi-Crespo,vi sarebbero "diritti ipervalutati per 6,6 milioni di euro e compravendite incrociate ipervalutate per 10,7 milioni".

Altro giro, altra indagine sui Perdenti

Suazo: Ufficio indagini Figc indaga Patron dell'Inter Moratti sara' ascoltato in settimana(ANSA) - ROMA, 20 GIU - L'Ufficio Indagini della Procura Federale ha aperto un'inchiesta sull'affare Suazo. Moratti dovrebbe essere ascoltato nei prossimi giorni. L'indagine parte dalle frasi del presidente dell'Inter dopo l'annuncio della'accordo Cagliari-Milan: "Suazo ha siglato un contratto con noi". Il regolamento prevede che un giocatore non possa chiudere un accordo con una societa' finche' ha un contratto con un'altra. Sanzioni minime: 2 mesi di squalifica per il giocatore e 50 mila euro di multa per il club.

Certo che quando uno mangia pane e volpe a colazione...

La pena congrua per i Perdenti

ROMA - "Ora la procura della Federcalcio è a un bivio: o aspetta l'esito dell'inchiesta penale di Milano sull'ipotesi di falso in bilancio di Inter e Milan, oppure decide autonomamente di procedere col deferimento. E allora spetterebbe a lei dimostrare che quelle plusvalenze sono fittizie". L'avvocato Mattia Grassani conosce le pieghe del codice calcistico sul doping amministrativo non solo perchè è uno dei massimi esperti di diritto sportivo. Di recente, ha difeso il presidente del Genoa Preziosi in un processo davanti alla Disciplinare per lo stesso capo d'imputazione. Così ora, dal suo studio di Bologna, prova a leggere gli scenari possibili dopo i nuovi sviluppi sull'Inter. E ricorda che il rischio, seppur teorico e in attesa di appurare se l'iscrizione al campionato 2005-2006 era davvero illegittima, arriva fino alla retrocessione. "L'illecito amministrativo è un reato gravissimo, secondo nella giustizia sportiva solo a quello sportivo - spiega Grassani, ritenendo che non vi sia prescrizione sportiva per i fatti dell'inchiesta milanese - Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità c'è un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto. In questo caso le sanzioni vanno per i dirigenti dalla semplice ammonizione fino ai 5 anni con proposta di radiazione, e per i club dalla sanzione in denaro fino alla retrocessione. La revoca dello scudetto? Nel codice c'è, ma spetta al presidente federale decidere se viene proposta dalla giustizia sportiva". Da quel che la Covisoc, l'organo Figc di supervisione dei bilanci, ha spiegato al pm Nocerino emerge questo: se il bilancio dell'Inter avesse evidenziato perdite connesse alle plusvalenze che i pm ritengono fittizie, non avrebbe avuto i requisiti per iscriversi al campionato 2005-2006. Ovvero quello della revoca dello scudetto alla Juve per i fatti di calciopoli, e dell'assegnazione del tricolore all'Inter a tavolino. "Finora c'è un solo precedente di processo per doping amministrativo, quello di Preziosi - ricorda Grassani - Il presidente del Genoa era accusato di scambio di giocatori col Como per plusvalenze fittizie. La richiesta era di 2 punti di penalità al club e tre anni al dirigente: il Genoa ha avuto una sanzione pecuniaria, il suo dirigente il massimo della pena, 5 anni con proposta di radiazione". Ma il caso da lui trattato aveva qualcosa in meno rispetto a quello prefigurato dall'inchiesta di Milano: non c'era l'effetto sull'iscrizione al campionato. "Nel caso dell'Inter - spiega Grassani - l'effetto delle plusvalenze su un'illegittima iscrizione pare essere indicato dalla relazione Covisoc. Ma attenzione: bisogna dimostrare se quelle plusvalenze sono fittizie". Quanto alla prescrizione, Grassani ricorda che è di due anni per le società, più un anno in caso di indagine aperta, e di quattro più uno per i dirigenti. Resta da appurare se il bilancio sotto osservazione fosse quello chiuso al 30 giugno 2004 o al 31 marzo 2005. L'indagine della Federcalcio è stata aperta infatti a fine gennaio 2007.
FONTE: ANSA

Tavolini e comodini perdazzurri a rischio...

18.29 L'avvocato Mario Stagliano, ex numero due dell'Ufficio indagini Figc ad Affaritaliani.it interviene sul caso Inter. "Una volta che fosse accertata, da parte dell'Inter o di qualsiasi altra squadra, l'avvenuta falsificazione dei documenti contabili, grazie alla quale si è ottenuta l'iscrizione al campionato cui non avrebbe potuto essere ammessa, sarebbero applicabili, come recitava l'art. 7 n.3 del Codice di Giustizia Sportiva vigente all'epoca dei fatti, la penalizzazione di uno o più punti in classifica, l'esclusione dal campionato di competenza, la non assegnazione o revoca dello scudetto".
18.20 A proposito delle presunte irregolarià di bilancio dell'Inter nella stagione 2005-2006 l'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, preoccupa il club nerazzurro. "L'illecito amministrativo è un reato gravissimo, secondo nella giustizia sportiva solo a quello sportivo - spiega -. In questo caso le sanzioni vanno per i dirigenti dalla semplice ammonizione fino ai 5 anni con proposta di radiazione, e per i club dalla sanzione in denaro fino alla retrocessione. Nel codice c'è anche la revoca dello scudetto ma spetta al presidente federale decidere se ci sono gli estremi".

Minimo Perdatti: "non sono preoccupato, pago miliardi tutti i giorni"

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo...
«Non siamo preoccupati nella maniera più assoluta per questa inchiesta sui bilanci. Certo, dispiace che ci sia, ma francamente non mi sembra preoccupante».
«Sono certo che le ombre di questa storia verranno presto dissipate. Manca ancora la nostra deposizione che servirà a chiarire definitivamente una vicenda che mi sembra un pò assurda».
«Mi risulta che ci siano anche altri club. Ritengo che da parte nostra la sottocapitalizzazione non esista. Pago miliardi tutti i giorni, proprio questo no. Sono abituato a non sbagliare sui bilanci, però è vero che la valutazione dei giocatori in questo mercato è difficile da comprendere, un giocatore che oggi vale cinque tra un mese può valere 12, e poi magari niente».
«Non pensiamo nella maniera più assoluta a restituire lo scudetto, perché era giusto che lo assegnassero a noi. E poi sembrerebbe quasi una ammissione di colpa».

Ti vogliamo così


Inter, così no!

Questo è il titolo che non leggermo mai sulla Merdetta dello Sporc.
Ma alla fine della fiera, la verità è una sola.
I Perdenti hanno conquistato il tavolino 2005/2006, grazie ad un loro ex consigliere di amministrazione e nonostante che non avessero i requisiti per iscriversi a quel campionato.

Chissà se prima o poi qualcuno in Fermo Ferraris darà un segno di vitalità?

E chissà cosa ne dicono i Gabetti, i Grande Stevens, gli El Kazz?

I Perdenti rischiano gravi provvedimenti

Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc, ammette che quella delle plusvalenze è sempre stata una pratica diffusa tra i club di calcio. L’ammissione arriva a poche ore dalla notizia shock secondo cui l’Inter nella stagione 2005/2006 non aveva i requisiti per l’iscrizione al campionato.
«Dal 2001 non mi occupo più di calcio - ha dichiarato Uckmar all’emittente radiofonica Radio Radio - ma confermo che c’era ampio uso e abuso delle plusvalenze da parte delle società per superare i controlli ed essere in grado di iscriversi al campionato successivo. Per questo caso potrebbero essere presi provvedimenti gravi».

Dalla Sardegna mi confermano. Ciuffolo nerissimo (e non è l'abbronzatura)

I Perdenti non potevano iscriversi al campionato 2005/2006 (quello del Tavolino)


Plusvalenzopoli. Per la Covisoc, l'Inter 2005/06 priva dei requisiti per l'iscrizione al campionato
Per la Covisoc, «se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l’Inter non avrebbe superato i parametri richiesti per l’iscrizione al campionato 2005-2006».
È quanto afferma la Commissione per la vigilanza sulle società calcistiche, nella relazione consegnata al pm Carlo Nocerino nell’ambito dell’ indagine sul falso in bilancio che coinvolge Inter e Milan, indagine in prossimità di chiusura. Nell’indagine sono iscritti nel registro degli indagati il presidente dell’Inter Massimo Moratti, il vicepresidente Rinaldo Ghelfi, e l’ex dirigente Mauro Gambaro, e l’amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan Adriano Galliani.
I fatti risalgono al periodo tra il 2003 e il 2005 e sono relativi a scambi di calciatori non di prima fila tra Milan e Inter, il cui valore sarebbe stato gonfiato per ottenere delle plusvalenze. L’inchiesta era nata da un esposto presentato dall’ ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, alla magistratura di Roma e poi trasmesso alla Procura di Milano per quanto riguarda Milan e Inter.

Quel gran pezzo dell'Ubalda torna al cinema

Edwige Fenech torna al cinema. A convincerla, Quentin Tarantino. L'attrice di tante «commedie sexy» reciterà, anche se solo per un cameo, per il torture horror «Hostel Part II» di Eli Roth (di cui l'autore di Pulp Fiction è produttore). La pellicola debutterà nelle sale il 22 giugno.

Cannavaro e gli scudetti


Intervista di Roberto Beccantini


Fabio Cannavaro, Capello sostiene di aver vinto nove scudetti. Lei quanti ne conta?
«Tre. I due della Juve e questo col Real».

Calciopoli?
«Hanno avuto una fretta del diavolo. Colpa del signor Rossi».
E di Luciano Moggi, no? Se avesse telefonato un po’ di meno...
«Prenda l’ultima Juventus. Lo scudetto, l’ha vinto l’Inter di Ibrahimovic e Vieira. La Liga, il Real di Capello, Emerson e Cannavaro. In serie B, i miei ex compagni hanno passeggiato con la pipa in bocca. E chi non ci è riuscito, come Zambrotta e Thuram, ha fatto i nostri stessi punti. Segno che quella era una squadra formidabile».

Un’aggravante, non un’attenuante.
«Ripeto: io, quei campionati, li ho sudati e meritati sul campo. Capisco Del Piero quando si arrabbia perché gli gridano “ladro”. Né mi stupisco se poi a qualcun altro canta “lo scudetto ficcatelo nel c...”».

Sarà: in Spagna, senza scorte, è stato uno dei giocatori più ammoniti.
«Ho notato che, qui, ce l’hanno col Real. Gli arbitri hanno il cartellino troppo facile. Tengo inoltre a precisare che sono stato espulso due volte, e in un caso mi hanno revocato la squalifica. Se mai, mi è mancato il gol. Due o tre a stagione ci scappavano sempre».

La barzelletta dell'Italia


Polemiche "comme la pluie" tra i Perdenti a causa della beffa Suazo.

Ciuffolo ha addirittura pensato di dimettersi, in polemica con la società (e, in particolare, con Marco Branca).

"Sono esterrefatto, senza parole - ha detto Ciuffolo a "La Merdetta dello Sporc" - non so che dire. Cosa è successo? All'Inter c'è un operatore di mercato che si chiama Marco Branca e un presidente che si chiama Minimo Moratti. Dovrebbe rivolgersi a loro, nessuno mi ha avvisato".

martedì 19 giugno 2007

Il petroliere ambientalista preso per il naso da Cellino&Galliani





Il Milan annuncia a sorpresa l'acquisto dell'attaccante Suazo, da tempo nel mirino dei Perdenti.


Il petroliere ambientalista Minimo Moratti, con lo stile e la signorilità che lo contraddistinguono (come dimenticare i gesti dell'ombrello e gli sfanculeggiamenti vari con cui ci delizia allo stadio?), commenta così l'accordo tra Cellino e Galliani: "C'è stata una grande scorrettezza da parte del presidente Cellino, non è vero che mi ha cercato in questi ultimi giorni. Non ci sono ragioni per aver fatto questo, visto che c'era un accordo completo tra noi e il Cagliari. C'è stato un cambio di volontà sorprendente, anche l'atteggiamento del Milan è poco giustificabile. Ma i caratteri li conosco, c'è poco da fare. Suazo era un giocatore che avevamo considerato valido per noi, quindi Ciuffolo è certamente dispiaciuto. Comunque il giocatore ha firmato per noi e vuole venire da noi, quindi vedremo il da farsi e la vicenda non finisce qui. Ho già provveduto ad allertare Guido Rossi... Il caso Ibrahimovic dell'anno scorso non c'entra nulla. Anche in quell'occasione hanno cercato di soffiarcelo, ma non ci sono riusciti."

Aumento di capitale - Sottoscritto il 96,37%


Torino, 19 giugno 2007 - Si è conclusa con successo l’offerta in opzione relativa all’aumento di capitale di Juventus Football Club S.p.A. deliberato dall’Assemblea straordinaria del 20 aprile 2007. Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato il 28 maggio 2007 e conclusosi il 15 giugno 2007, sono state sottoscritte complessivamente n. 77.697.852 nuove azioni, pari al 96,37% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo di Euro 101.007.207,60. L’azionista di maggioranza IFIL Investments S.p.A. e l’azionista Libyan Arab Investment Company SA hanno sottoscritto integralmente le quote di loro competenza dell’aumento di capitale. Al termine dell’offerta in opzione risultano pertanto non sottoscritte n. 2.923.480 azioni ordinarie. I corrispondenti diritti di opzione verranno offerti in Borsa, ai sensi dell’art. 2441, comma 3, cod. civ., a cura di Banca IMI S.p.A., nelle riunioni del 21, 22, 25, 26 e 27 giugno 2007. I diritti saranno messi a disposizione degli acquirenti presso Monte Titoli S.p.A. e potranno essere utilizzati per la sottoscrizione di nuove azioni ordinarie, del valore nominale di Euro 0,10 ciascuna, godimento regolare, al prezzo di Euro 1,30 per azione, nel rapporto di n. 2 nuove azioni ogni n. 3 diritti. La sottoscrizione delle nuove azioni dovrà essere effettuata presso gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata della Monte Titoli S.p.A. entro e non oltre la data del 28 giugno 2007, a pena di decadenza. Si rammenta che in data 24 maggio 2007 è stato sottoscritto il contratto di garanzia con UniCredit Markets & Investment Banking (HVB - Milan Branch), Banca IMI S.p.A. (gruppo Intesa Sanpaolo) e Banca del Piemonte S.p.A. (i “Garanti”) con il quale i Garanti hanno assunto l’impegno di sottoscrivere le nuove azioni eventualmente non sottoscritte ad esito dell’offerta in Borsa ai sensi dell’art. 2441, comma 3, cod. civ..

San Luciano aiutaci tu


Intervista di Davide Camicioli - Torino Cronaca


"Adesso mi diverto a fare l'opinionista e il giornalista lo faccio anche bene", lo dice e sorridendo. "Mi sto divertendo a vedere le cose dall'altra parte della faccia del calcio. Criticare i risultati e le scelte degli altri è più facile".


Nella sua nuova veste ha visto cambiamenti radicali a distanza di un anno nel mondo del calcio?"

Ma quali cambiamenti. Il calcio è sempre lo stesso. Gli arbitri devono avere la licenza di sbagliare: l'errore consente a questo sport di avere qualche polemica, discussione, ma tutti possono sbagliare. Guardate le ultime partite: la Reggina vince con il Milan e si salva, stessa cosa per il Siena che rimonta la Lazio e la Juventus sconfitta in casa con lo Spezia che condanna l'Arezzo di Conte alla C1. Se ci fossi stato io si sarebbe parlato di combine, di gare falsate, comprate, truccate, invece niente. E' normale che le motivazioni, vedi la Juve già in A e lo Spezia in corsa per la salvezza, siano diverse. Ma pensate se ci fossi stato io...Ma sa qual'è la cosa che mi fa più tristezza?"


No, fuori il "rospo".

"E' sentire che gente che sta alla Juventus non può e non deve parlare più con me. Ma com'è? Dopo quello che ho fatto e dato alla società. Abbiamo vinto tutto non spendendo niente".


Poi Lapo che l'accusa di aver mandato i fotografi all'ospedale di Torino, dopo l'overdose di cocaina?

"No, guardi che Lapo ha smentito e poi io non ho mandato nessun fotografo e paparazzo. Avete letto le dichiarazioni di Lapo rilasciate la scorsa settimana al quotidiano Tuttosport? Il sistema doveva trovare un capro espiatorio e il nome da colpire era Moggi. Hanno colpito me perchè ero la persona più in vista e importante che si poteva colpire".


Dica la verità, lei dalla Juventus si aspettava un trattamento diverso. Invece è vietato addirittura nominare il suo nome e chiederle consigli.

"Nel calcio non c'è riconoscenza. Da parte mia cerco di trattenermi per non mettere in difficoltà altre persone. Credo che ci sarebbe tutto da guadagnare. Darei consigli che potrebbero servire. Invece io e Giraudo siamo stati etichettati come la Cupola del calcio. Solo noi due. Io controllavo lui e lui controllava me. Ma non scherziamo e poi vogliamo parlare delle intercettazioni?"


Parliamone.

"Si parla oggi di arroganza, illegalità, dell'uso illegittimo di indagini attraverso le intercettazioni. Di un vero e proprio reato perchè ha colpito il mondo della politica. Ma che bravi! E adesso che fanno? Una bella legge in tutta fretta per tutelarsi. Chi è stato intercettato si difende dicendo: "Ho fatto solo una battuta" e poi attacca la magistratura. Invece l'anno scorso Moggi in prima pagina, la Cupola con Giraudo..."


Non è che Moggi si butta in politica?

"No, mai. Per carità".


Ma lei da che parte sta: centro-destra o centro-sinistra?

"Sono apolitico"


Avrà un'idea, una simpatia. Se dovesse andare a votare domani sceglierebbe Prodi o Berlusconi?

"Non andrei a votare. Se devo dare un giudizio, direi a tutti di non andare a votare per protesta, magari le cose cambiano".


A proposito di Berlusconi. E' vero che lei fu ricevuto a Palazzo Grazioli e uscì con il futuro non più in bianconero, ma in rossonero? Nuovo direttore generale del Milan, poi due settimane dopo vennero pubblicate le intercettazioni e non se ne fece nulla?

"Sì, è vero".


Le manca il mondo del calcio?

"Il mondo del calcio è mio. Mi sento un po' infelice a stare fuori e credo che molta gente si sia messa una mano sulla coscienza e abbia capito il male che hanno fatto a me e alla mia famiglia".


Esiste un erede di Moggi?

"Ha sentito cosa ha detto Italo Cucci nei giorni scorsi sulla Rai? L'erede di Luciano Moggi è solo Luciano Moggi".


Allora a chi lo passa il testimone?

"A nessuno!"


A quando il ritorno?

"...." Sorride, ma non risponde, poi aggiunge: "Adesso è troppo presto".


Allora parliamo di mercato. Quale sarà il colpo grosso dell'estate?

"Non ci saranno tanti colpi, credo che potrebbe arrivare Eto'o, forse al Milan, anche se ai rossoneri io ho consigliato, giornalisticamente s'intende, di prendere Trezeguet".


Ha visto nell'ultima giornata Trezeguet i gesti che ha fatto dopo il gol verso la dirigenza, qualcuno dice che se ci fosse stato lei non sarebbe accaduto.

"Questo è sicuro. Vedi nel mondo del calcio ci vogliono grandi campioni, un bravo allenatore e una società che li faccia sentire tranquilli da tutto quello che gira intorno".


Ma l'attaccante francese rimarrà alla Juve?

"Credo di sì, credo proprio che rimarrà".


Si parla tanto di Ronaldinho, ma alla fine verrà al Milan?

"No, non verrà".


E la Juventus in serie A sarà subito competitiva?

"Dipende dal mercato che farà".


Qual'è il suo colpo di mercato più straordinario?

"Il giocatore più straordinario è stato Maradona che ho avuto, ma non l'ho scoperto io, era già un fenomeno. Due giocatori che ho preso e che mi hanno dato grandi soddisfazioni sono stati Gianfranco Zola e Paolo Rossi. Zola l'ho visto nella Torres ed è diventato un grande campione. Paolo Rossi veniva dal settore giovanile ed è diventato il "Pablito Mondiale".


E che mi dice dell'Inter?

"Sono convinto che l'Inter per tre anni possa continuare a vincere. Ha grandi campioni con un centrocampo incredibile; una difesa che ha subito pochi gol dove Materazzi, dopo un gran mondiale, è stato uno dei migliori. In attacco basta Ibrahimovic per confondere i difensori. Credo che rivincerà, magari non con tutto il distacco che ha accumulato quest'anno. Non ci sono penalizzazioni, ma in confronto al Milan c'è ancora tanto divario. Basta, ho parlato troppo, l'intervista finisce qui".


Un'ultima cosa: li ha più sentiti Bergamo e Pairetto?

"No, non li ho sentiti. Mi ha fatto piacere che Bergamo sia venuto al funerale di mio padre, la settimana scorsa. L'Ho apprezzato molto".


Scusi, della Juventus chi c'era?

"Nessuno, non mi hanno spedito nemmeno un telegramma di condoglianze".


La Juventus dell'Avvocato era un'altra cosa.

"Pensi che l'Avvocato due giorni prima di morire convocò me e Marcello Lippi nella sua casa a Torino. Alla fine della chiacchierata ci disse: "Chissà se potro ancora rivedervi". Un grande stile, un gran signore. Ma lui era l'Avvocato

Iaquinta alla Juve - Ufficiale


Da oggi, l’elenco dei bianconeri Campioni del Mondo si allunga. La Juventus ha infatti ufficializzato l’ingaggio per le prossime cinque stagioni di Vincenzo Iaquinta.
Nato a Crotone il 21 novembre 1979, arriva a Torino all’apice della sua carriera dopo sette anni nell’Udinese (con cui ha segnato 64 gol in 187 partite e esordito in Champions League) e le precedenti esperienze in Reggiolo (società dilettantistica emiliana in cui è cresciuto), Padova e Castel di Sangro.
“Dopo sette stagioni a Udine è arrivato il momento di fare il salto di qualità – sono state le prime parole di Iaquinta, estratto di un’intervista che uscirà sul prossimo numero di Hurrà Juventus -, credo di avere l’età giusta per realizzare questo sogno. Sono consapevole di toccare il top e che d’ora in avanti sarà tutto più difficile perché aumentano le pressioni. Ma a me le pressioni piacciono e non vedo l’ora di cominciare questa nuova avventura. Una grande sfida, che affronto con entusiasmo e con l’orgoglio di poter contribuire a riportare questa squadra ai massimi livelli, in Italia e in Europa”.
Dopo l’arrivo di Ranieri, gli acquisti invernali e i recenti rinnovi, Iaquinta costituisce una pedina su cui puntare per il futuro, come confermato dall’amministratore delegato Jean Claude Blanc: “Si tratta di un giocatore importante, un altro campione del mondo che contribuirà a scrivere nuove pagine della storia della Juventus. Un professionista al quale diamo il benvenuto in bianconero, che porta esperienza e qualità alla squadra e che ha l’entusiasmo e la passione giusta per regalare ai nostri tifosi le soddisfazioni che meritano. Non c’è dubbio che sia un altro passo avanti nella definizione di una squadra competitiva per affrontare il rientro in Serie A”.
sbrodalata ufficiale da www.juventus.com

Bobby Gol


lunedì 18 giugno 2007

Clamoroso al Cibali. Rivoluzione nel CDA. Ecco tutti i nuovi consiglieri


La Pimpa
Ernesto Sparalesto

Braccobaldo


Nonna Papera

Pikachu
Il pupazzo Gnappo

Per non dimenticare - Un film ritirato dalle sale dopo una settimana soltanto


Franco Baldini? No grazie


Franco Baldini, il signor "scelta di vita" (per gli amici, "preferisco i soldi spagnoli") che l'anno scorso si rifiutò di prendere il posto di Luciano Moggi rispondendo picche all'offerta formulata nientepopodimenoche dal Commissario Sant'Albano e da John El Kazz, è anche noto per il suo coinvolgimento nella vicenda del passaporto di Recoba.



Franco Baldini infatti è stato condannato dalla Commissione Disciplinare. Nel seguito, un estratto della sentenza (il testo integrale è su http://www.lega-calcio.it/comun/0001/cu507).



Risulta altresì l’Oriali si interessò della questione Recoba assumendo concrete iniziative finalizzate al conseguimento della variazione di status del calciatore, prendendo contatto con il Baldini per conoscere "come facevano alla Roma per i passaporti" e chiedergli l’indicazione di qualcuno che potesse aiutare l’Internazionale a modificare lo "status" del Recoba. Avuto dal Baldini il nominativo del Krausz (da lui peraltro già conosciuto), l’Oriali si attivò per l’avvio della "pratica", seguendone poi lo svolgimento sino alla conclusione. Egli provvide infine a consegnare al Recoba, il 12 settembre 1999, il passaporto italiano che gli era stato appena fornito dal Krausz.



Fu l’Oriali a promuovere un incontro con Baldini, alla presenza del Ghelfi, nel corso del quale venne chiesto al Baldini di assumersi tutta la responsabilità dell’operazione, e di emettere fattura a proprio nome dei costi "dell’operazione Recoba".



Per quanto attiene al sig. Franco Baldini è pacifico in atti che questi venne interpellato dall’Oriali, il quale gli chiese se conoscesse una persona in grado di verificare l’esistenza delle condizioni necessarie per modificare lo status del Recoba da extracomunitario a comunitario. Il Baldini avrebbe indicato il Krausz (che l’Oriali già conosceva personalmente) ritenendolo adatto al compito sia perché questi in precedenza si era occupato di vicende analoghe, sia perché la moglie dello stesso collaborava con uno studio legale argentino.



Osserva la Commissione che dagli atti si evincono numerose e concordanti circostanze che conducono al convincimento che il Baldini ebbe nella vicenda un ruolo ben più rilevante ed efficiente di quello di semplice tramite. In particolare:


a) tra il Baldini ed il Krausz esisteva un rapporto di collaborazione, nel senso che il primo aveva offerto al secondo, in un momento di difficoltà economica, l’opportunità di collaborare con il suo studio, operando in Argentina ove dimorava avendo sposato un’argentina;


b) il Baldini, proprio in virtù del rapporto di collaborazione di cui sopra, doveva ben conoscere la natura delle pratiche svolte dal Krausz in Argentina, l’inconsistenza delle vantate conoscenze ed esperienze presso agenzie e consolati e della altrettanto vantata possibilità di intervento della moglie nella veste di collaboratrice di uno studio legale (il Krausz ha dichiarato di aver reperito l’indirizzo di una "agenzia seria" attraverso depliant distribuiti a scopo pubblicitario, di fronte ad un Consolato e mai ha fatto cenno ad una qualsivoglia partecipazione della propria moglie alla vicenda);


c) risulta dagli atti che il Baldini costituì un punto di riferimento costante per lo svolgimento della "pratica" trasmettendo al Krausz la documentazione relativa al Recoba, smistando le comunicazioni via fax tra Oriali e Krausz ed infine – circostanza questa alquanto sintomatica – comunicando ad Oriali, circa 45/60 giorni dopo il primo contatto, che la ricerca era stata positiva e che tutto era a posto affinchè ill Recoba divenisse comunitario – Al riguardo, le asserite difficoltà di contatto telefonico tra il Krausz ed Oriali non sono credibili poiché il Krausz riferisce di aver telefonato direttamente ad Oriali per tenerlo al corrente dell’andamento della pratica in varie occasioni, non ultima quella relativa alla richiesta del bonifico bancario. Se ne deduce logicamente che le notizie importanti, come indubbiamente era quella della "conclusione delle ricerche", dovevano passare attraverso il Baldini e che competeva a quest’ultimo comunicarle all’Oriali;


d) Oriali si rivolse a Baldini e non a Krausz per accertarsi che "tutto fosse regolare" e fu il Baldini a fornire le assicurazioni del caso;


e) nel maggio 2000 il Baldini fu convocato ad un colloquio con Oriali e Ghelfi, nel corso del quale gli venne chiesto di assumersi tutte le responsabilità del passaporto di Recoba e addirittura di fatturare a proprio nome le relative prestazioni. Tale tentativo di coinvolgimento del Baldini da parte dell’Internazionale non avrebbe evidentemente alcuna giustificazione logica, se egli si fosse limitato a "dirottare" Oriali verso Krausz. Nè appare credibile la versione difensiva circa le motivazioni di rispetto quasi reverenziale che avrebbero indotto il Baldini ad accettare comunque il colloquio con gli esponenti dell’Internazionale.


In base ai suddetti elementi, la Commissione ritiene che debba essere dichiarata la responsabilità del Baldini, risultando pienamente provati il diretto e consapevole coinvolgimento nella realizzazione dell’illecito e l’efficacia causale dell’attività posta in essere per il conseguimento del fine.



Nel caso di specie, valutate tutte le circostanze e le particolarità delle singole posizioni sopra esaminate, la Commissione ritiene che si debba tener conto, per quanto riguarda Oriali e Recoba, della particolare gravità e rilevanza economica della loro condotta illecita, che può trovare attenuazione, anche se non esclusione, per quanto riguarda il Recoba, in relazione alla sua giovane età. Per Baldini va tenuta presente la peculiarità della condotta posta in essere dallo stesso, finalizzata ad interessi societari a lui estranei.


Quanto alla Soc. Internazionale, si deve tener conto delle rilevanti utilità che alla stessa sono derivate per effetto dell’illecita condotta dei suoi tesserati.

Per tali motivi, la Commissione delibera di infliggere al calciatore Recoba Rivero Alvaro la sanzione della squalifica sino al 30 giugno 2002; al sig. Gabriele Oriali la sanzione dell’inibizione sino al 30 giugno 2002; al sig. Franco Baldini la sanzione dell’inibizione sino al 31 marzo 2002.



C'è triade e Triade





Lanzinechecco a me?


Diego Della Valle in un'intervista definisce Ricucci "lanzichenecco della finanza".
Ricucci si risente: "Lanzinechecco a me? Lanzinechecco uno che se tromba 'a Falchi tutte le sere?"


Scusate l'OT, ma secondo me ne valeva la pena.


D'altronde, parlando di talenti comici, anche alla Juve siamo messi piuttosto bene

Capello contro Rossi. Chissà che rabbia El Kazz e conigliame vario


«Per me - ringhia in conferenza, a champagne ancora gocciolante - con questo gli scudetti sono nove. Come Nedved, sento miei anche i due della Juventus. Li avevamo vinti sul campo. Meritatamente. Se poi un giorno hanno messo lì un certo signor Rossi e costui ha deciso in un’altra maniera, cavoli suoi. Già che ci siamo, lasciatemi togliere una spina. Quando in Supercoppa l’Inter ci battè 1-0 a Torino, ricordate?, a noi annullarono un gol regolarissimo (di Trezeguet). Arbitrava proprio De Santis. Strano: nessuno di "loro" disse beo. Ripeto: ho vinto nove campionati, quattro al Milan, uno alla Roma, due alla Juve, due al Real. Capito?».

L'utopia ceka. Attesa a breve l'interpretazione autentica di C&G


«Non possiamo misurarci con le migliori squadre, non abbiamo una formazione di tale qualità. Lo scudetto è un’utopia assoluta».

Pavel Nedved smorza gli entusiasmi: il centrocampista ceco, 35 anni il prossimo 30 agosto, prenderà la decisione sul proprio futuro entro fine giugno, ma in ogni caso non crede che la Juventus possa lottare per vincere il campionato subito dopo essere tornata in serie A.

«Questa squadra dovrebbe stare a metà classifica, o forse un pò più su - ha aggiunto Nedved al quotidiano ceco "Pravo" -. Ma sarà difficile ottenere un piazzamento in Champions».

Ufficiale - Il primo acquisto della Juve


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Torino, 18 giugno 2007
La Juventus F.C. annuncia di aver acquisito le prestazioni di un nuovo distributore di caffè al primo piano. Quello vecchio si era rotto.
Questa operazione va nella direzione di rinnovamento e pulizia dell'immagine della società. Soprattutto pulizia. Il distributore sostituito infatti perdeva da un otturatore.