Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 22 dicembre 2009

QUATTRO punti da chiarire


A mio parere, se mai Bettega sarà convocato da Monsieur Baguette deve mettere subito in chiaro QUATTRO PUNTI:
1. Sei un francese di merda, ci hai proprio rotto i coglioni. Veniamo con i bastoni, veniamo con i bastoni.
2. Salta la, salta la, salta la cadrega. O Jean Claude, salta la cadrega.
3. Chambery, Chambery, te ne torni, te ne torni, te ne torni a Chambery. TGV, TGV, te ne vai, te ne vai, te ne vai col TGV.
4. Mettilo, mettilo, mettilo nel culo, il projétto mettilo nel culo.

lunedì 21 dicembre 2009

Ridentus Gift


Ridentus Gift, il tuo regalo ridentino

Presso il Ticket Office di Galleria San Federico a Torino è in vendita il Ridentus Gift, il biglietto che ti consente di regalare alla tua squadra del cuore (o a quella dei tuoi amici) una comoda vittoria contro la Ridentus nel girone di ritorno.

Basta acquistare il biglietto (che in occasione delle festività verrà presentato nella speciale confezione natalizia a strisce nerazzurre), scegliere la partita che vuoi far vincere consultando il calendario presente all'interno, prenotare comunicando il numero tipografico riportato, ritirare il tagliando direttamente allo stadio il giorno della gara.

Passa a trovarci in Galleria San Federico, acquista o regala ai tuoi amici il Ridentus Gift. Per un grande Natale ridentino!

venerdì 18 dicembre 2009

venerdì 4 dicembre 2009

Calciopoli: indagini a senso unico su Moggi e Juventus



Prioreschi (legale di Moggi), in collegamento telefonico con Radio Radio il 4 dicembre 2009, spiega n termini comprensibili a tutti (anche ai John Elkann, ai Montezemolo, ai Grande Stevens, ai Gabetti, ai Blanc, ai Palombo, ai Verdelli, ai Moratti, etc etc) perché Farsopoli è una vergogna degna di una repubblica delle banane (di pessimo cartone, per giunta).

giovedì 3 dicembre 2009

Skyfo, sempre skyfo, fortissimamente skyfo


Ieri sera, Skyfosport24.
Servizi sulla sfida Ridentus FC - Internazionale Cartoni FC.
Introduzione ad un servizio. "Sono tantissimi i bei ricordi delle sfide del passato. Eccone uno nel prossimo servizio".
Servizio. Intervista a Pagliuca sul fallo di Iuliano a Ronaldo... Con il solito verminaio di puttanate. Uno scandalo, negato rigore solare su Ronaldo, subito dopo fischiato un rigore per la Juve su un fallo identico, c'erano sospetti già allora, poi si è capito bene come mai succedevano certe cose, etc etc etc.
Che Skyfo, come al solito.

mercoledì 2 dicembre 2009

Parole, parole, parole



Alla Ridentus si parla troppo. E spesso a sproposito.
Leggete cosa ne pensa Trillo su ju29ro.com

Bandiera ridentina


Molto bello il New Website (che fa molto New Holland) del Capitano.
Nel Palmares ci sono 7 scudetti, compresi quindi quelli del 2004/2005 e 2005/2006.
Peccato che quando si tratta di fare pubblicità a pagamento, gli scudetti diventino cinque...
Per non farsi mancare nulla, c'è anche la Coppa Zaccone.
Alex Del Piero. Il Capitano. La Bandiera. Della Ridentus, però.
La Juventus è un'altra cosa.

venerdì 27 novembre 2009

Se saltelli...


Forse non tutti sanno che il coro "se saltelli muore Pinco Pallinelli" non è nato con e per Balotelli.
E neppure con e per Lucarelli.
E' nato con e per gli Agnelli.
La versione originale, infatti, era "se saltelli muore un altro Agnelli".
E John saltò.

martedì 24 novembre 2009

Il cielo è azzurro sopra (quasi tutta) Torino


Perdonate la pessima citazione, ma oggi è un grandissimo giorno.
Il Tribunale di Torino ha assolto Giraudo, Moggi e Bettega dalle accuse di falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, ostacolo agli organi di controllo e truffa ai danni della FIGC.
L'assoluzione è con formula piena. Anzi, che dico piena? Pienissima.
IL FATTO NON SUSSISTE.
E' stata assolta anche la società Juventus, che invece aveva richiesto di patteggiare una sanzione di 70,000 euro per le eventuali violazioni amministrative ex legge sulla responsabilità delle persone giuridiche.
Il cielo è quindi azzurro sopra Torino.
Beh, non proprio su tutta Torino.
E' azzurro quasi ovunque.
Ma è nero plumbeo su Fermo Ferraris, Corso Matteotti, Via del Carmine.
La denuncia contro ignoti si è rivelata un flop. Anzi, una cagata pazzesca. Peggio della corazzata Potemkin.
La richiesta di patteggiamento è stata respinta. E la società Juventus è stata anch'essa assolta.
Che Caporetto per gli indegni occupatori di scrivanie altrui e per i loro numi tutelari.
Il comunicato ufficiale pubblicato sul sito che ride, a distanza di ore dalla notizia, rappresenta l'ennesima pagina vergognosa del regime ridentino che siamo costretti a subire da metà 2006.
La chiosa finale di quel comunicato ("la Ridentus precisa che non si è mai dissociata dall’attività difensiva comune a tutti gli imputati, ma si era limitata a definire con la Procura della Repubblica di Torino un congruo ammontare per le violazioni amministrative che fossero eventualmente state riconosciute a suo carico") rivela una coda di paglia lunga da Fermo Ferraris (Ridentonia) a Via Bigli (Onestonia).

Zeman, un testimone così e così

Il 20 novembre 2009 Zeman è stato chiamato a testimoniare al Processo di Napoli. Deposizione spesso caratterizzata da momenti di ilarità, sia per il carattere del tecnico boemo, che per lo spirito “napoletano” della maggior parte dei presenti in aula, soprattutto del Giudice Maria Teresa Casoria, che ha spesso rimproverato il teste per il suo “carente” tono di voce e, al termine della deposizione, lo ha congedato con un eloquente "va beh, può andare Zeman; si è comportato così così".

Su ju2ro.com trovate il resoconto dettagliato dell'intervento di Zeman.

Comunque, il processo di Napoli si sta sempre più rivelando una farsopolata degna di una repubblica delle banane. Più che ad un processo sembra di essere ad una trasmissione comica.
A testimonianza di questo, lo Ju29o Team vi presenta:Zemanlandia in tour a calciopoli


Eccezionali, in ogni caso, gli interventi di Zia Teresa

martedì 17 novembre 2009

Prime crepe anche per il teorema delle Sim svizzere

Martedì scorso (10 novembre) è iniziata a Napoli la discussione sul famoso teorema delle SIM svizzere, quello secondo cui Moggi avrebbe controllato gli arbitraggi del campionato 2004-05 tramite una fantomatica rete di telefonini dotati di SIM riservate, consegnati a designatori e arbitri di serie A.
A illustrarlo è stato convocato in aula il Maresciallo dei Carabinieri Di Laroni, membro del team di via In Selci di Roma che, agli ordini del Maggiore Auricchio, ha svolto l’indagine che ha portato, tramite la fuga di notizie (leggi: informative di indagine) del maggio 2006, al linciaggio mediatico della Juventus e alla sua retrocessione in serie B.

Nel seguente video/audio, l'avvocato Mauro Messeri, difensore dell'arbitro Bertini, interroga il Maresciallo Di Laroni.



La deposizione di Di Laroni ed il suo contro-interrogatorio da parte degli avvocati della difesa sono analizzati in dettaglio su www.ju29ro.com

Macchine che insabbiamo...

... sappiamo quelle che insabbiamo. E quella è quella cosa importante.
Figure di merda che facciamo sappiamo quelle che facciamo. E quella è quella cosa importante.



E, per finire, auguri che facciamo sappiamo quelli che facciamo. E quella è quella cosa importante.

giovedì 22 ottobre 2009

Verso l'assemblea


Nella lettera agli azionisti, inclusa nel progetto di bilancio al 30 giugno 2009 che l'assemblea è chiamata ad approvare il prossimo 27 ottobre, Cobolli e Blòn si compiacciono di come la Nuova Juventus 2006, nei tre anni del loro mandato, abbia "rispettato un’idea di calcio sostenibile che mette insieme competitività sportiva ed equilibrio economico".
Leggendo il testo, sembra che la Nuova Juventus 2006, dopo anni di spese folli e di gestione dissennata alla Moratti, abbia virato rotta a fine giugno 2006, imboccando la retta via del fair play finanziario.
Evidentemente, non è così. Il cambio di rotta c’è stato, ma nel 1994 quando, su felice intuizione di Umberto Agnelli, dopo nove anni di risultati sportivi insoddisfacenti (con la parziale eccezione del biennio di Dino Zoff) e di risultati economici pesantemente negativi, la Juventus fu affidata alle cure di Antonio Giraudo, Roberto Bettega e Luciano Moggi. In poco tempo, infatti, la società divenne un modello per il mondo del calcio dal punto di vista sportivo, economico ed organizzativo. Sono stati loro, non certo i dirigenti insediati nel 2006, ad introdurre e rispettare un concetto di calcio sostenibile, riportando in equilibrio i conti economici, raggiungendo risultati sportivi incredibili, e moltiplicando di conseguenza il valore della società.
Non a caso, l'UEFA, nel proprio magazine dedicato alla Champions, ha definito quella Juventus "rivoluzionaria in tutto e per tutto. Nelle scelte societarie, nei bilanci, nella mentalità e nel gioco. Un mix di innovazioni che ha fatto scuola in Italia, in Europa, nel mondo". E, in tutta sincerità, stupisce (anche se non più di tanto) e dispiace che questo riconoscimento non sia stato menzionato nel bilancio (così come non se ne è mai fatto cenno sul sito ufficiale).
Bisogna poi anche intendersi sul concetto di competitività sportiva. La gestione precedente aveva saputo coniugare equilibrio economico ed una competitività sportiva ai massimi livelli, vincendo l’impossibile (ad esclusione, lo ammettiamo, della Coppa Zaccone). La nuova gestione, invece, pur potendo ancora contare su una forte ossatura di squadra, nonostante le svendite dell’estate 2006, non ha conseguito alcun risultato sportivo degno di nota (seru tituli, ad eccezione sempre della famigerata Coppa Zaccone) e, cosa ancora più grave, non è stata in grado, nonostante investimenti per decine di milioni di euro, di rinforzare adeguatamente la prima squadra e di ridurre il gap dai collezionisti di cartoni.

mercoledì 14 ottobre 2009

La sciarpa nerassurda della Ridentus



Questo video è stato girato dal mio "collega" dominiobianconero di ju29ro.com in un Ridenstore dello Stadio Olimpico di Torino il 29 settembre, al termine di Ridentus-Bologna.
Ma di questa sciarpa si era già parlato - e scritto - la settimana precedente, dopo Ridentus-Livorno, grazie ad una foto scattata da un altro juventinovero (Trillo) in un diverso Ridenstore dello stadio.
La storia della sciarpa nerassurdo-ridentina è raccontata in questi tre articoli di ju29ro.com:
Un Trillo da Corso Agnelli / 2
La sciarpetta di John, Luca e Franzo
Sciarpette&Fagiani

La notizia relativa alla sciarpa color nerassurdo messa in vendita dal merchandising della Ridentus ha pian piano fatto il giro della rete. Se ne parla addirittura su Il Sole 24 Ore.

Ed alla fine della fiera, sembra che gli ultras bianconeri non l'abbiano presa proprio benissimo.

Chi è iscritto a Facebook, si faccia un giro su questi due gruppi e legga i commenti sulla sciarpa e sui cirigenti ridentini...
Juve Store: non si deve mettere in vendita questa sciarpa vergogosa
Juventini unitevi, diciamo no a questa vergogna

Voci di corridoio sostengono che vi sia ora grande agitazione tra gli uomini marketing della Ridentus (Fassone & Co.) ed i dirigenti di Ridentus Merchandising (società della Nike, che gestisce e sviluppa a livello nazionale ed internazionale l’attività di licensing e merchandising e di distribuzione di prodotti e servizi caratterizzati dal brand Ridentus).

Staremo a vedere....

Comunque vada a finire questa storia, una cosa è certa.
La Ridentus è una società gestita ad minchiam.

martedì 13 ottobre 2009

Quanto gode Gauderique!


Jean-Claude Roger Gauderique Blanc da Chambery (in arte, Monsieur Blòn) ride e gode dal 29 giugno 2006.
In quel (fausto per lui, infausto per noi) giorno, fu nominato amministratore delegato e direttore generale della Ridentus.
E grazie a questo accumulo di cariche ha iniziato ad accumulare una piccola fortuna personale.
Basta leggere i bilanci della Ridentus.
Guaderique ha concluso il primo triennio alla guida della Ridentus con il compenso record di 2,67 milioni lordi complessivi (cfr. progetto di bilancio al 30 giugno 2009). Questa somma è comprensiva di 1,2 milioni lordi, corrispondenti al «valore maturato dell'additional compensation, che - precisa una nota nel bilancio - sarà erogato al termine del piano di sviluppo a medio termine approvato dal consiglio di amministrazione del 14 marzo 2007, al lordo degli effetti dell'attualizzazione finanziaria ».
Ma anche nei due anni precedenti i compensi di Gauderique, sempre comprensivi dell'«additional compensation», sono stati più che congrui: 2,21 milioni e 2,374 milioni.

Scampato pericolo


Ieri sera i libici della Lafico hanno presentato la documentazione relativa al proprio candidato per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Ridentus: trattasi di tale Khaled Fareg Zentuti, che entrerà nel CDA, il prossimo 27 settembre (giorno dell'assemblea degli azionisti), in qualità di amministratore indipendente.
Scampato pericolo, quindi,
Nessun figlio di papà in CDA.
Nessun piccolo Stevens (basta già, e avanza ampiamente, quello grande come presidente onorario).
Nessuna (ex) favorita di corte.

lunedì 12 ottobre 2009

Solo sei?


In vista dell’Assemblea degli Azionisti Ridentus che si terrà il prossimo 27 ottobre, l’azionista EXOR ha depositato la seguente lista di candidati per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione:
1. Marzio Saà
2. Carlo Barel di Sant’Albano
3. Jean-Claude Blanc
4. Aldo Mazzia
5. Riccardo Montanaro
6. Camillo Venesio.
I nuovi vecchi consiglieri (ridevano tutti in consiglio già dal 29 giugno 2006) sono solo sei. Numero pari.
Che ci sia un settimo consigliere in arrivo? In rappresentanza della Lafico?

Nell'attesa, ridiamo


A momenti, dovrebbe essere comunicata ufficialmente la list Exor per il nuovo consiglio di amministrazione della Ridentus FC.
Sembra che l'intero CDA in uscita sia confermato - ad eccezione dei gemelli Giò&Van (in partenza per Morattopoli, binario 27) e di Montali (in partenza, non si sa per dove, con tacchini e scoiattoli al seguito) - senza nuovi ingressi.
D'altronde, squadra che vince (la Coppa Zaccone, con la prima squadra, e la Coppa Carnevale, con la primaverile) non si cambia.
Vedremo a breve se le indiscrezioni dell'ultima ora saranno confermate.
E sarà anche interessante vedere se vi sia o meno anche una lista presentata dalla Lafico.
Non vorrei che qualche nome, dato per certo giorni fa e ora apparentemente giubilato, rientrasse dalla finestra.
Nell'attesa, ridiamo un po' tutti assieme.

venerdì 9 ottobre 2009

Trinità


Nell'estate del 2006, ci hanno spiegato che, per evitare il riproporsi di vicende riprovevoli e per evitare di dover nuovamente chiedere scusa al calcio italiano, nessuno alla Nuova Juventus 2006 avrebbe avuto i poteri in passato attribuiti a quella banda di truffatori (ai cui valori è meglio non ispirarsi, essendo preferibile fare riferimento a quelli di Facchetti). John Elkann disse: "Mai più tanto potere ad un gruppo di lavoro".
Per questi motivi, i poteri della nuova biade presidenziale (i gemelli Giò&Van, ora in partenza dal binario 27, direzione Morattopoli) e del nuovo amministratore delegato nonché direttore generale (per gli amici, Monsieur Gaudérique Blòn) sono stati fortemente limitati, con la conseguente necessità di dover convocare il CDA per tutte le decisioni più importanti, ivi comprese quelle relative al calciomercato.
In questi ultimi giorni dell'estate 2009, invece, ci stanno spiegando che, in un'ottica di "progression", è meglio che a gestire tutta la baracca sia una persona sola.
Poteri che noi diamo sappiamo quelli che diamo. E quella è quella cosa importante.
La gestione collegiale della società è stata una delle (tante) palle al piede della Nuova Juventus 2006. Quindi, ben venga a mio avviso un modello di gestione più snello ed efficiente.
Resta tuttavia un problema di fondo. Come i tacchini non sono adatti a salire in cima agli alberi, così Gaudérique non è adatto a gestire una società di calcio come la Juventus.

Se volete leggere altri pareri juventiniveri su Blòn uno e trino, suggeriscovi questo articolo di www.ju29ro.com: Blanc, il trino

mercoledì 7 ottobre 2009

Carisma. Passione. Dinamismo



Quanto ce ne strafrega della Juve sappiamo noi quanto ce ne strafrega.
E quella è quella cosa importante.

martedì 6 ottobre 2009

Squadra che non vince si cambia un po'


Cambiamenti in vista alla Ridentus FC di Fermo Ferraris.
L'assemblea degli azionisti, convocata per il 27 ottobre, dovrà rinnovare le cariche sociali, oltre ad approvare il bilancio relativo all'esercizio chiuso il 30 giugno 2009.
Ecco il probabile nuovo organigramma della Ridentus.
Presidente: Monsieur Blòn
Amministratore Delegato: Monsieur Blòn
Direttore Generale: Monsieur Blòn
Responsabile manutenzione esterna: Monsieur Blòn
Custode notturno Fermo Ferraris: Monsieur Blòn
Custode notturno Vinovo: Monsieur Blòn
Responsabile Segreteria CDA: Monsieur Blòn
Coordinatore acquisti cancelleria: Monsieur Blòn
Supervisore logistica: Monsieur Blòn
Autista bus prima squadra: Monsieur Blòn
Autista bus primaverili: Monsieur Blòn
Responsabile rasatura prati Vinovo: Monsieur Blòn
Addetto unico alla lavanderia: Monsieur Blòn

venerdì 2 ottobre 2009

Federalismo penale


Il federalismo non c'è ancora.
Ma qualcosa si sta muovendo.
Ed infatti funziona già a pieno ritmo il federalismo penale.
Procura che vai, codice penale che trovi.
Alla Procura di Torino, ad esempio, utilizzano un codice penale particolare.
Un codice che consente di chiedere il rinvio a giudizio per falso in bilancio (e la condanna a diversi anni di prigione) per amministratore delegato e vice-presidente di una società, senza procedere anche nei confronti del presidente che ha firmato quegli stessi bilanci.
E dire che quel presidente non è certo un mentecatto incapace di intendere e volere.
Tutt'altro!

giovedì 1 ottobre 2009

Bidoni che abbiamo comprato


Bidoni che abbiamo comprato sappiamo quelli che abbiamo comprato.
E quella è quella cosa importante.


Dopo aver giocato un minuto all'incirca nel finale di Bayern-Juventus (mica pizza e fichi e neppure barbabietole e panna cotta; non il Bayern e neppure la Juve, il minuto o poco più giocato dalla lavatrice), in prossimità del fischio di chiusura il portoghese Tiago si è accasciato a terra dolorante alla coscia sinistra.
Gli esami hanno evidenziato un'area di edema post contusivo del muscolo bicipite femorale sinistro; i tempi di recupero sono attorno ai 20 giorni.

Intervista a Daniele Capezzone



Lo Ju29ro Team ha intervistato Daniele Capezzone, portavoce del PDL.
Azionariato popolare, stadi, diritti TV, calciopoli, crisi del calcio italiano, regole e trasparenza. Questi, alcuni dei temi che abbiamo affrontato con Capezzone.
L'intervista completa sarà pubblicata prossimamente su www.ju29ro.com.
Qui, una succosa anticipazione.

- Allo scoppio di Calciopoli, La ricordiamo tra i più critici delle posizioni innocentiste e arrivò perfino a invocare Zeman alla FIGC. Poi, legittimamente, ha cambiato idea. Perché?
Ricordate bene, ma solo a metà. E’ vero, ritenevo e ritengo che molte delle questioni poste da Zeman fossero fondate in termini generali: una per tutte, l’eccesso di farmaci nel nostro calcio. Invece, ritenevo e ritengo che contro Moggi (e Giraudo) si sia fatto qualcosa di simile all’operazione indegnamente condotta a suo tempo contro Craxi: aggredire qualcuno, e salvare tutti gli altri. Come se nel calcio italiano ci fosse stato un “lupo cattivo” in mezzo a tanti “Cappuccetto Rosso”. Per questo, non ho avuto la minima esitazione a difendere Moggi da un tentativo di linciaggio che ritengo inaccettabile. Farei la stessa cosa, oggi, per difendere Briatore, per fare un altro esempio sportivo.


- Molti opinionisti, Juventini e non, hanno attribuito grandi responsabilità alla proprietà della Juventus per quanto accaduto nell'estate del 2006. Secondo la quasi totalità di essi, c'è stata una difesa legale insufficiente. Esistono poi tre linee di pensiero: chi afferma che la proprietà della Juventus ha organizzato lo scandalo, chi dice che ha cavalcato lo scandalo, chi ancora sostiene che ha solo subito lo scandalo. Quale teoria Le sembra più realistica?
Io non sono mai stato affezionato ai complotti e alle “conspiracy theories”. Credo, molto semplicemente, che si sia scelto un profilo basso, per ragioni magari comprensibili, ma a mio avviso non condivisibili. Ora, la nuova dirigenza della Juve, che ha comunque molti meriti, potrebbe forse - essendo passati degli anni, ed essendo il clima meno avvelenato di allora - contribuire ad aprire una vera discussione su quello che accadde. Fu ingiusto colpire - di fatto -
solo la Juve e i suoi dirigenti di allora.

- Il trionfo di soli tre anni fa al mondiale di Germania avrebbe dovuto garantire un significativo sviluppo del nostro sistema calcio. Oggi sperimentiamo una crisi diffusa: crisi di nuovi talenti, di risultati in Europa da parte dei club, crisi di appeal televisivo del nostro campionato all'estero. Dalle ceneri di Calciopoli è nato un calcio peggiore?
Siamo indietro anche a prescindere da questo. Abbiamo quotazioni in borsa fragili, che sarebbero rese più solide se le società fossero proprietarie degli stadi e avessero un merchandising più consistente (in questo senso, la Juve è avanti rispetto agli altri su entrambi i fronti). E poi resto convinto che la vera svolta sarebbe quella dell’azionariato popolare, con i tifosi-azionisti chiamati ad eleggere i dirigenti sulla base di precisi programmi, come in Spagna.

domenica 27 settembre 2009

Chi di scudi (sottratti) ferisce, di scudo (negato) perisce!


(Una gran bella triade)
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"Scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto... E quella è quella cosa importante" (cit).

Oramai conosciamo benissimo la storia degli scudi che abbiamo vinto.
Sappiamo chi non li ha difesi.
Per calcolo ed interesse. Oppure per semplice incapacità (dubito).
Ma ci sono degli altri scudi da considerare.
Non si parla di calcio.
Ma di fisco.
E, quindi, di scudo fiscale.
Lo scudo fiscale consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione tributaria, facendo emergere attività detenute illegalmente all'estero (in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale).
A fronte del pagamento di una somma limitata, pari al 5% del valore delle attività estere riportate a galla, sono concessi diversi benefici ai contribuenti che aderiscono: preclusione di accertamenti tributari e contributivi, estinzione delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali, esclusione della
punibilità per alcuni reati espressamente previsti.
Tra i contribuenti interessati allo scudo fiscale potrebbero in teoria esserci anche gli eredi di Giovanni Agnelli.
Margherita, figlia ed erede di Gianni, ritenendo che una consistente quota del patrimonio di suo padre, localizzata all'estero, sia sfuggita alla divisione ereditaria del 2004, ha cominciato un'azione legale contro Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfried Maron "in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale dell'avvocato", al fine di ottenere "un chiaro e completo rendiconto di tutti i beni che compongono l'asse ereditario e sono oggetto di successione".
La possibile esistenza di un patrimonio estero mai dichiarato al fisco ha fatto drizzare le antenne all'amministrazione finanziaria italiana, che ha iniziato ad indagare sull'eredità Agnelli, come confermato da Attilio Befera (direttore dell'Agenzia delle Entrate) pochi giorni prima di ferragosto.
L'indagine dell'Agenzia sul "tesoro" degli Agnelli (rectius, di quel che rimane degli Agnelli) "è stata aperta in seguito alle notizie diffuse dagli stessi eredi sulla esistenza di beni all'estero", ha dichiarato Befera. "Le diatribe sull'eredità sono note da mesi, sono su tutti i giornali e l'Agenzia, sulla notizia di possibili beni all'estero non dichiarati al fisco, come fa sempre, ha anche in questo caso aperto l'indagine".
La questione è indubbiamente molto complessa, poiché si tratta di attività intestate a trust o fondazioni estere, seppur in ipotesi direttamente od indirettamente riconducibili all'Avvocato Agnelli. In aggiunta, la causa intentata da Margherita Agnelli pone in discussione anche la titolarità di una parte di quei beni.
Al di là degli aspetti puramente tecnici relativi al trattamento fiscale di questo presunto patrimonio estero (che dipende da molteplici fattori), il tema che mi interessa approfondire in questo articolo è la possibile applicazione dello scudo fiscale al caso in questione.
Dal punto di vista astrattamente teorico, il ricorso allo scudo fiscale potrebbe consentire agli eredi Agnelli (rectius, agli eredi fiscalmente residenti in Italia) di regolarizzare eventuali violazioni, con il pagamento di una somma irrisoria (se confrontata con le imposte ordinariamente applicabili, maggiorate di sanzioni ed interessi).
Lo scudo fiscale, tuttavia, non può essere utilizzato qualora, alla data di presentazione della dichiarazione riservata (con cui vengono dichiarate le attività estere che si intendono far riemergere), sia stata già avviata dall'amministrazione finanziaria apposita attività di controllo nei confronti dei contribuenti interessati.
Ed infatti, Befera, nel confermare l'avvio dell'indagine tributaria, ha anche precisato che gli eredi Agnelli non potranno comunque usufruire dello scudo fiscale perché il procedimento è già in corso.
L'Agenzia delle Entrate è poi ritornata sulla questione, seppur senza fare esplicito riferimento all'indagine sulla famiglia (ex) Agnelli, con un comunicato stampa del 22 settembre (http://www.agenziaentrate.gov.it).
"In merito alle notizie stampa secondo le quali, per effetto dell’emendamento oggi approvato in sede parlamentare, non potrebbero avvalersi dello scudo fiscale i contribuenti nei cui confronti sono stati avviati procedimenti tributari fino al 5 agosto 2009, mentre potrebbero ricorrere al rimpatrio o alla regolarizzazione i soggetti per i quali le attività ispettive sono iniziate successivamente alla suddetta data, si precisa che l’informazione sopra riportata è del tutto destituita di fondamento".
L'emendamento (al decreto correttivo del decreto anti-crisi, con cui è stato introdotto lo scudo fiscale) cui fa riferimento il comunicato dell'Agenzia, è stato approvato dalla Commissione Finanze e Bilancio del Senato ed apporta significative correzioni allo scudo fiscale, allargando in particolare la copertura penale offerta ai contribuenti.
Interpretando in maniera non corretta il testo della norma, così come modificata per effetto dell'emendamento parlamentare, alcuni mass-media (e, in particolare, il sito Dagospia) hanno attribuito alla "lobby del Lingottino" il merito delle modifiche normative. Tali modifiche, infatti, impedendo il ricorso allo scudo fiscale nell'ipotesi di procedimenti in corso alla data del 5 agosto, consentirebbero alla famiglia (ex) Agnelli di usufruire della sanatoria, poichè l'attività istruttoria nei loro confronti sarebbe iniziata (secondo Dagospia) solo l'8 agosto.
Ma così non è, come chiarito nel comunicato dell'Agenzia delle Entrate.
L'emendamento parlamentare, infatti, si riferisce ad altra questione e non modifica la norma che preclude il ricorso allo scudo qualora, alla data di presentazione della dichiarazione riservata, sia stata già avviata apposita attività di controllo. La dichiarazione riservata, come precisa l'Agenzia, "non poteva essere presentata prima del 15 settembre 2009 e, dunque, è questa, e non quella del 5 agosto 2009, come erroneamente riportato dalle notizie stampa, la prima data utile ai fini della valutazione della possibilità di beneficiare o meno degli effetti dello scudo". Quindi, "per i soggetti nei cui confronti alla data del 15 settembre 2009 risultavano già avviati atti istruttori, ovvero tali atti risultino avviati anche in data successiva ma comunque prima della presentazione della dichiarazione riservata, lo scudo era e resta inibito".
Prendendo a prestito le parole dell'Agenzia delle Entrate, per la famiglia (ex) Agnelli, lo scudo fiscale era e resta inibito.
Chi di scudi (sottratti) ferisce, di scudo (negato) perisce!

mercoledì 23 settembre 2009

I tribunali che piaccono a Marco Travaglio


A Marco Travaglio piaccioni i tribunali un po' così.
Perché se uno è colpevole, è colpevole. C'è poco da fare.
Lo si sa fin dal principio. A prescindere.
E allora non bisogna perdere tempo.
Bisogna condannare il colpevole a prescindere, senza tanti indugi.
Perché il popolo sovrano, abilmente indottrinato, è in trepidante attesa in Piazzale Loreto.
A Marco Travaglio piacciono i tribunali che non vanno tanto per il sottile.
Perché il tribunale deve semplicemente tradurre in termini (più o meno) giuridici una sentenza già stabilita ex ante.
I tribunali sportivi (si fa per dire) che hanno giudicato i colpevoli a prescindere di Farsopoli sono un ottimo esempio.
Condanne anticipate con largo anticipo sui giornali e dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Giudici scelti ad hoc dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Gradi di giudizio rivoluzionati e tagliati (sempre ad opera del Commissario Straordinario Guido Rossi).
Tempi rapidi. Pochi fronzoli. Difese messe all'angolo.
Ecco un esempio di giustizia rapida ed efficiente, secondo i canoni di Marco Travaglio e dei suoi laudatori.
Volete un altro esempio?
Il tribunale (si fa sempre molto per dire) che ha appena radiato Flavio Briatore, salvando la Renault e Nelsinho Piquet.
Non è neanche un tribunale, in realtà. E' il Consiglio mondiale della federazione che si riunisce sotto forma di collegio giudicante e condanna.
Che meraviglia, vero Marco Travaglio?
Alla larga da certi tribunali.
E da Marco Travaglio.

No Travaglio, no party? E beh, pazienza!

(Una delle perle di Travaglio)
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Domani sera dovrebbe purtroppo iniziare la nuova stagione di Annozero.
Santoro, Travaglio, Vauro... E ho detto tutto!
Ma c'è ancora una speranza.
Marco Travaglio, infatti, è ancora senza contratto e non è detto che la RAI sia disposta a firmarne uno nuovo con il giornalista.
Michele Santoro, che non vuole rinunciare al suo opinionista di punta (figurarsi gli altri...), minaccia di non andare in onda se non sarà firmato il nuovo contratto con Travaglio.
«Marco Travaglio ci sarà, se non c’è lui non c’è Annozero. Perché Annozero e Travaglio sono la stessa cosa».
Marco Travaglio, per chi non lo conoscesse, è un giornalista sempre molto pacato ed equilibrato nelle sue critiche.
Non le manda certo a dire, ma sempre con grande correttezza ed eleganza.
Pochi mesi fa, ospite di Fazio nella trasmissione "Che tempo che fa", è stato ad esempio molto cortese ed elegante nei confronti del Presidente del Senato, Schifani.
«Se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile».
Ma Marco Travaglio, grande (si fa per dire, un po' alla John Elkann) tifoso bianconero, si è anche occupato, con la consueta cortesia ed eleganza, anche di Juventus e di Luciano Moggi.
Vi segnalo al riguardo due istruttivi articoli di Mario Incandenza pubblicati su www.ju29ro.com:
1. Perché Travaglio ce l'ha con Moggi
2. "Lucky Luciano": come ti pezzotto la pelliccia.
I due articoli aiutano a comprendere la tecnica giornalistica di Marco Travaglio.
Assenza di contraddittorio.
Ricorso ad iperboli fumettistiche e a ridicoli capovolgimenti logici.
E, spesso, falsità spacciate per verità assolute.
No Travaglio, no party dice Santoro?
E beh, pazienza!

venerdì 11 settembre 2009

Forza Maroni


Forza Maroni!
Ohibò, che c'entra Maroni?
Questo è un blog dove si parla di calcio.
In realtà, non è proprio così.
Si parla anche di pallavolo e tennis, ad esempio.
O di Formula Uno. Già che ci sono, ne approfitto per augurare a Fisichella di centrare ... Lucky Luke.
Comunque, torniamo a bomba.
Cosa c'entra Maroni?
Questo è un blog dove si parla di sport.
In realtà, non è proprio così.
Si parla anche di Farsopoli. Di tutori e tutorati. Di eredi per grazia ricevuta. Di Grandi e Piccoli Stevens. Di Exor ed Equity Swap. Di Fiat ed altre case automobilistiche (vi ricordate? Non fare il Thuram, viaggia in Touran. Alla larga dal Doblò, molto meglio un Berlingò. Sei squadrista ed incazzato? Alla larga dal Ducato, etc etc).
E va bene, si parla di sport, ma anche di altro.
Però, la politica dovrebbe restarne fuori.
E chi l'ha detto?
Farsopoli, non è forse anche una questione politica?
Ci siamo già dimenticati della danzatrice smemorata di Malindi?
Comunque, la politica con Maroni non c'entra proprio nulla.
Nel senso che tiro in ballo Maroni per parlare di calcio. E di Juventus.
Quindi, siamo in pieno "core business" del blog.
A questo punto, meglio fare una piccola premessa.
Piccola, lo prometto.
La premessa è che a me della nazionale non frega proprio nulla.
Già pre-farsopoli non avrei mai e poi mai scambiato uno scudo della Juventus con un mondiale.
Farsopoli, poi, mi ha portato a diventare ancora più estremista.
Della nazionale di un bananeto non me ne frega niente.
E allora meno giocatori juventini ci sono meglio sto (in questo momento, quindi, non sto benissimo).
La nazionale per me è solo una rottura.
Se si vince, sarà sempre merito di un Materazzi, di un De Rossi o di un Pirlo (a seconda del canale televisivo). E se invece si perde, sarà sempre colpa degli juventini.
C'è poi il rischio che i giocatori si infortunino o , comunque, che si stanchino a causa del maggior numero di partite giocate.
Fatta questa debita premessa, adesso posso tranquillamente motivare quel "forza Maroni" del titolo.
Forza Maroni, blocca il passaporto di Amauri.
Niente passaporto, niente nazionale.
E che nessuno di rivolga ad Oriali.

mercoledì 9 settembre 2009

Pòrtali a Roma


(Da sinistra a destra, Almiron, Poulsen e Tiago, in ordine crescente di prezzo)
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L'anno scorso gli ultras bianconeri hanno cantanto per qualche mese "portaci, portaci, portaci a Roma, o Ranieri, portaci a Roma".
Ma come scriveva quel tale, l'ultrà è mobile, qual piuma al vento.
Ed ecco che pochi mesi dopo, quel "Ranieri portaci a Roma" è diventato un "Ranieri vattene", condito con insulti vari (e con dito medio inequivocabile)
Alla fine della fiera, Ranieri se n'è davvero andato per nostra fortuna (con i fidi scudieri, Capanna e Damiano con l'accento sulla "o").
Ed è poi andato proprio a Roma, anche se non certo per giocare la finale di Champions e senza la compagnia degli ultras bianconeri.
L'approdo finale del Camaleonte Canterino nella città eterna ci consente di riproporre anche quest'anno il coro della scorsa stagione, seppur con qualche piccola modifica.
"Portali, portali, portali a Roma, i bidoni, portali a Roma".
Ed in effetti sembra che Tiago, uno dei bidoni di Ranieri, sia nuovamente nel mirino del proprio pigmalione. Secondo il sito tedesco 4-4-2.com, infatti, la lavatrice potrebbe traslocare a Roma nel prossimo mercato di gennaio.
Non sarebbe certamente carino da parte di Ranieri, comunque, dimenticarsi di Poulsen ed Almiron.
"Portali, portali, portali a Roma, i bidoni, portali a Roma".

mercoledì 12 agosto 2009

Interisti maledetti



Notare l'accurata scelta dei colori del nuovo logo Exor (già Ifil)

Juve su ebay


Dopo aver battuto, senza fortuna, le tradizionali strade delle trattative a tu per tu, i cirigenti della Ridentus, sempre più all'avanguardia sotto tutti i profili, hanno deciso di provare nuove strade per completare le operazioni in uscita del calciomercato di quest'anno.
Da domani, e fino al 31 agosto, sul nuovo sito web juve.ebay.it verranno messi in vendita i modelli Tiago, Almiron e Poulsen.
Il nuovo sito permetterà ai potenziali acquirenti di confrontare i prezzi dei modelli, di trattare sul prezzo e di mettersi d'accordo su finanziamenti e pagamenti.
Saranno disponibili due modalità, le due tipiche del sito d'aste: "Buy it Now", con cui gli acquirenti compreranno i modelli al prezzo di listino stabilito dai cirigenti, e "Best Offer", dove invece si svolgeranno delle aste e i modelli andranno al miglior offerente.
Pagamenti anche con Paypal.

martedì 4 agosto 2009

Mi raccomando!


Via Bigli chiusa al traffico.
Per lavori alla rete elettrica e gas.
Prima di far saltare tutto, sincerarsi che gli onesti siano in casa.
Anzi, nell'androne di casa.
Mi raccomando

martedì 28 luglio 2009

Mela, melinda, melo


E' ora di dire basta.
Basta con la disinformazione sulla Ridentus FC.
Basta con le prese in giro dei cirigenti.
Basta con quelli che il tennista non capisce nulla di calcio.
Basta con quelli che i gemelli un giorno dicono una cosa ed il giorno dopo esattamente l'opposto.
Basta con quelli che Secco è meglio che vada a fare il motociclista.
Basta con quelli che Castagnini fa vendere i Fiorini.
La Ridentus FC è strutturata come una società di calcio organizzata bene (cit).
La Ridentus FC è organizzata come una società seria, fatta di professionisti a tutti i livelli (ri-cit).
La Ridentus FC sta portando avanti un Progetto.
Ed il Progetto c'è proprio, poche balle.
Non si fanno le cose ad minchiam in Fermo Ferraris.
C'è un filo logico che collega le singole decisioni prese dai dirigenti ridentini.
Prendete ad esempio l'ultimo acquisto, Felipe Melo.
Non è un'operazione nata per caso.
I dirigenti hanno infatti tessuto la trama dell'operazione Melo fin dallo scorso ottobre. E hanno poi raccolto il frutto (anzi, tutta la pianta) della loro lungimiranza.
Ad ottobre dell'anno scorso, Monsieur Blòn con l'accento sulla B ha stipulato un nuovo contratto di partnership con la Regione Trentino, volto tra le altre cose a valorizzare e promuovere i prodotti tipici del territorio attraverso i campioni ridentini (gli Andrade, i Tiago, gli Almiron, i Poulsen, i Knezevic, etc etc).
I più tipici dei prodotti tipici del Trentino sono le mele Melinda della Val di Non.
Pochi giorni dopo la firma dell'accordo, Buffon, Zebina e Pessotto hanno partecipato al Salone del Gusto di Torino ad una specie di prova del cuoco, preparando piatti a base di mele, con l'aiuto di uno chef.
Con questi due colpi da maestro (la stipula del contratto per la valorizzazione delle mele Melinda ed l'invio al Salone del Gusto di professionisti specializzati nella sbucciatura delle mele ) Monsieu Blòn ha accumulato un patrimonio di conoscenze nel settore delle mele, che ha rappresentato un indubbio vantaggio competitivo sulla concorrenza.
Vantaggio competitivo che si è poi concretizzato pochi mesi dopo nell'acqusito di MELO, a condizioni decisamente vantaggiose.

martedì 21 luglio 2009

Ambra senza tette



A soli 16 anni, Ambra Angiolini conduceva la trasmissione televisiva Non è la Rai.
Munita di auricolare, veniva teleguidata da Boncompagni, che le suggeriva cosa dire.
A soli 33 anni, John Elkann conduce l'Exor, holding che controlla Fiat e Juventus.
Munito di tutore, viene teleguidato da Gabetti, che gli suggerisce cosa dire.
Un Ambra Angoiolini, in pratica.
Senza tette.
E con Gabetti al posto di Boncompagni.

lunedì 20 luglio 2009

Johnn, due e sei.


John, ça va sans dire, è John Elkann. Il Signor "siamo vicini alla squadra e all'allenatore". Il Signor "sono successe cose riprovevoli". Etc, etc.
Due sono gli scudetti scippati alla Juventus grazie a Porcopoli (per non parlare degli altri scudetti che la società avrebbe certamente conquistato senza Porcopoli).
Sei sono gli interminabili secondi di silenzio trascorsi tra una domanda ed una risposta.
La domanda è stata formulata a John Elkann dall'inviato dello Ju29ro Team a Pinzolo: "Ingegnere, li chiederà mai gli scudetti la Juventus?".
La risposta (di una banalità sconcertante) è stata data da John Elkann, dopo un silenzio imbarazzante condito da uno sguardo particolarmetne vispo (un Cobolli, in pratica, solo un po' più giovane): "scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto. E quella è la cosa importante".

Non ci credete?
Guardare per credere, allora.
Ecco il video (la domanda sui due scudetti è verso la fine, dopo un minuto e trenta di banalità assortite di John sulla Juventus).



Su ju29ro.com trovate un resoconto completo sulla grande prestazione dell'erede gestionale.

mercoledì 8 luglio 2009

MELO sentivo che li avrebbero spennati...


(Secco replica alle critiche del Mago)
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MELO sentivo che anche quest'anno si sarebbero fatti spennare.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Lione, quando hanno comprato quel pippone di Tiago.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente del Deportivo, quando hanno comprato quel marcione di Andrade.
Due anni fa, si sono fatti spennare dal Presidente dell'Empoli, quando hanno comprato quel pippone di Almiron.
L'anno scorso, si sono fatti spennare dal Presidente del Siviglia, quando hanno comprato quel pippone di Poulsen.
Ma MELO sentivo che gli spennamenti sarebbero continuati.
Ed infatti sembra che si siano fatti spennare anche da Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina.
Sembra che abbiano comprato Felipe Melo per 25 milioni di euro (per un importo cioè pari all'intera clausola rescissoria prevista da Corvino, senza un centesimo di sconto).
Sembra che abbiano venduto alla Firoentina metà Marchionni per 2,3 milioni di euro o, forse, tutto Marchionni per 5 milioni.
Sembra quindi che Felipe Melo sia stato valutato cinque volte Marchionni (e che Marchionni sia stato valutato un quinto di Felipe Melo).
Sembra quindi che si siano fatti spennare sia sulla vendita di Marchionni sia sull'acquisto di Felipe Melo.
Complimenti vivissimi.
E a proposito di Felipe Melo, ecco quel che dichiarava il brasiliano sei mesi fa alla vigilia della partita con la Ridentus: "se l'arbitro farà bene il suo lavoro, possiamo vincere. Al mio arrivo mi hanno detto che ci sono due campionati. Quello con la Juve e uno a parte, e lo so io come lo sanno i miei compagni".
Uno Stankovic, in pratica, solo un po' più abbronzato.

giovedì 2 luglio 2009

Notizie agrodolci


Alcune notizie possono essere agrodolci.
Possono cioè essere contemporaneamente positive (ecco il dolce) e negative (ecco l'agro).

Tanto per chiarirci, se Giò&Van si dimettessero e fossero sostituiti da uno Stevens (grande o piccolo, non importa), la notizia sarebbe sia dolce (Giò&Van fuori dai coglioni) sia agra (uno Stevens al loro posto).

Una di queste notizie dal carattere ambivalente è l'aumento dal 5,5% al 6,5% della cosiddetta Robin Hood tax.

La Robin Hood tax è l'addizionale IRES (imposta sul reddito delle società), che si applica, tra gli altri, a petrolieri e produttori/distributori di energia (con ricavi dell'esercizio precedente superiori a 25 milioni di euro).

L'aumento dal 5,5% al 6,5% di questa addizionale è contenuto nel disegno di legge su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia approvato in terza lettura dalla Camera dei Deputati ed ora in attesa del via libera definitivo del Senato.

La notizia è dolce, perché la Saras è soggetta alla Robin Hood Tax.
Ma la notizia ha anche un lato agro, perché l'incremento della Robin Hood Tax serve a coprire il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni per il periodo 2009/2010), previsto dal medesimo disegno di legge.

mercoledì 1 luglio 2009

Un tennista nel pantano


Il tennista di bianco vestito è alle prese con la settima sessione di calciomercato da quando è stato nominato AD e DG della Ridentus, tre anni fa.
Visti i risultati delle precedenti sei sessioni, c'è indubbiamente di che essere ottimisti.
Ed infatti anche questa volta i fatti non stanno tradendo le attese.
Ci sono già stati ben due consigli di amministrazione dedicati, tra le altre cose, ad analizzare le operazioni di mercato.
Ed il risultato è che tutto è bloccato.
Il tennista di bianco vestito, coadiuvato da Alessio Secco (non in questi giorni, visto che Alessio si è preso una meritata settimana di vacanza...) e dall'astro nascente Castagnini, deve prima vendere per poter poi comprare.
Non sa bene cosa comprare, ma qualcosa vorrebbe comprare.
Il problema è che deve vendere.
E, soprattutto, che deve vendere quella sfilza di bidoni comprati a caro prezzo negli anni scorsi e ricoperti d'oro (i.e., ingaggi senza senso).
Il tennista di bianco vestito non ha mai dato grandi prove quando si è trattato di vendere, riuscendo a svendere campioni e tenendosi sul groppone tutti i suoi bidoni.
E le cose non sembrano essere cambiate ora.
Per Tiago, è stato addirittura pubblicato un comunicato su www.ridentus.com per smentire che il giocatore fosse in vendita (visto che 'sto pippone non lo vuole nessuno, meglio dire che la Ridentus se lo tiene stretto...).
Di Almiron si sono perse le tracce.
Poulsen sta seguendo le orme di Tiago.
Il tennista di bianco vestito è proprio in un bel pantano.
Riuscirà a conservare il bianco candore dei suoi completini?
Molto difficile.
Ma conoscendolo ormai bene, sono certo che non si farà demoralizzare da eventuali macchie di fango.
Reagirà come Ranieri dopo ogni sconfitta.
Con un bel " eh beh, pazienza".

martedì 30 giugno 2009

Ridiamo, ridiamo, ridiamo

(La prima grande performance di Giò&Van)
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Ridiamo. Tre volte.
Tre, per una volta. E non quattro.
Perché tre sono gli anni di gestione ridentina alla Ridentus.
Il 29 giugno di tre anni fa entrava in carica il primo consiglio di amministrazione della Ridentus, società nata poco meno di due mesi prima (il 7 maggio, per la precisione).
Il Progetto ridentino era molto semplice.
Vincere ridendo. Ridere vicendo.
A distanza di tre anni, i ridentini sono riusciti a realizzare il 50% del Progetto.
Ridere. Anzi, far ridere. Tutti quelli che piangevano quando c'era la Juventus, ridono come matti da quando c'è la Ridentus.
E allora ridiamo anche noi.
Festeggiamo insieme questi tre anni di risate.
Con la speranza che queste risate siano solo un anticipo, non particolarmente gustoso, delle risate che speriamo di poterci concedere nel prossimo futuro.
Forza Luciano.
Forza Margherita.
Forza Cardia.

martedì 23 giugno 2009

Piccoli rancorosi crescono

(La spiaggia dove pascolano i nerassurdi)
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Mio figlio ha due anni (compiuti da poco).
E, ovviamente, non si interessa ancora di calcio.
Non sa chi sia il tennista.
Non sa chi siano Giò&Van.
Non sa chi siano i tutori.
Se ne frega dei catorci rossi.
Non sa che a Milano si gioca ai quattro cartoni.
Ma sta iniziando a capire alcune cose.
La scorsa settimana ero con lui al mare, in Sardegna.
In spiaggia, ad una cinquantina di metri da noi, pascolava tutti i giorni un gruppo di nerassurdi (ex, ma sempre nerassurdi nell'animo e nei comportamenti).
Lui, Lei, i figli ed un'allegra compagnia cantante (no, Ranieri non c'era) di amici sul tamarro andante.
Lui è un gran collezinista di cartoni, poi caduto in disgrazia senza che nessuno gli abbia dato una stampella cui appoggiarsi (ma solo degli scatoloni per portare via le sue cose).
Lei è la moglie di lui. Ancora più simpatica, se possibile.
Un figlio tenta di fare il calciatore, grazie al cognome del papà.
Per farla breve, un pomeriggio della scorsa settimana sono sceso in spiaggia con mio figlio.
Al termine dello stradino che conduce alla spiaggia, ci siamo fermati come al solito per togliere le scarpine.
Dovete sapere che mio figlio è (per fortuna) sempre molto allegro e saluta tutti.
E anche quel pomeriggio era di ottimo umore.
Mentre mettevo le sue scarpne nello zaino, mio figlio inizia a salutare con la manina, rivolgendo un "ciao" squillante ad una signora che si dirigeva verso di noi.
Guardo meglio. Era Lei. La moglie di Lui.
E Lei, con la sua solita simpatia travolgente, non ci ha degnati di uno sguardo, tirando dritto.
Mio figlio non si è dato per vinto. ha continuato a salutare con la manina. E ha detto un "ciao" ancora più forte.
Ma la sventurata non rispose.
Mio figlio ci è ovviamente rimasto male, perché non gli capita quasi mai di non essere considerato quando saluta.
Gli ho spiegato che quella signora è una maleducata e di non preoccuparsi.
La parola "maleducata" gli è piaciuta molto, tanto che ha continuato a ripeterla per un po', finché non abbiamo raggiunto il nostro posto in spiaggia ed ha iniziato a giocare.
Il giorno dopo, di buon mattino, siamo tornati in spiaggia.
Siamo passati davanti al branco di nerassurdi pascolanti.
E c'era anche Lei. Oltre a Lui ed ai figli.
Mio figlio la vede, si volta verso di me con il suo sguardo furbetto. E mi dice "maleducata"!
Lei non ha capito.
Ma io ero gonfio e tronfio di orgoglio.
Piccoli rancorosi crescono.

venerdì 5 giugno 2009

Rinchiudetelo!


Monsieur Blòn, fresco fresco di Roland Garros ed in attesa di un succoso evento socio-mondano nel Roero, alla presentazione di Ferrara si è prodotto in una auto-celebrazione di se stesso e della cirigenza tutta.
Ecco il succo del Blòn pensiero (si fa per dire).

1. Questa società a arriva da tre anni molto difficili, ma ha raggiunto obiettivi importanti. Dalla B in A, terzo e secondo posto.
Percorso sportivo è di altissimo livello, dopo quello che è successo tre anni fa.
2. La Juve ha strappato ai più grandi club europei Diego, più veloci di tutti, più bravi di tutti, abbiamo fatto rispettare la Juve con Secco davanti a tutti.
3. La nostra capacità reputazione a livello nazionale e internazionale ha fatto rispettare la Juve. Ha convinto grandi giocatori a continuare con la Juve campioni anche in B: questo staff ha fatto questo.
4. E abbiamo fatto tutto con un bilancio a posto: guardate gli altri grandi club come sono messi.
5. Accesso diretto di giovani alla prima squadra, valorizzazione del settore giovanile.
6. Da pochi giorni solo la Juve ha uno stadio in costruzione: la Juve avrà, unica, uno stadio di proprietà.
7. Giusto che Marotta fa un grande lavoro alla Sampdoria, ma è giusto che gli ad si incontrino. Sentito bene quello che ha detto Marotta: abbiamo parlato di cose. Questa della Juve attuale è una squadra che ha funzionato.

mercoledì 27 maggio 2009

E sono già cinque

(Il Dottore, con l'ultimo vero Presidente della Juventus)
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Sono già passati cinque anni.
Da quel maledetto 27 maggio 2004.
Quando è morto Umberto Agnelli.
Ed è contemporaneamente iniziata la morte della Juventus.
Grazie, Dottore.
Grazie per aver affidato la sua amata Juventus ad Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega.
Grazie per averci fatto vivere, da tifosi juventini, dodici anni fantastici.
Grazie per i 7 scudetti.
Grazie per Roma.
Grazie per Tokyo.
Grazie per il 5 maggio.
Grazie per essere stato sempre vicino alla Juventus, ai suoi dirigenti ed ai suoi tifosi.
Nei tanti momenti belli.
Come nei pochi momenti brutti.
Grazie per aver trasformato la Juventus in una società modello, invidiata in tutto il mondo.
Grazie per aver benedetto la scelta di Capello, proprio pochi giorni prima di morire.
Grazie.
Ora quella Juventus non esiste più, grazie al pregevole lavoro di eredi e tutori.
Restano comunque i ricordi di un periodo meraviglioso.
E la speranza che venga presto presentato il conto a coloro che hanno distrutto la Juventus.

lunedì 25 maggio 2009

Ahi!


(Johnn si complimenta con Secco per l'operazione Knezevic)
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Johnn Elkann, l'altro giorno: "siamo vicini alla squadra e a Ferrara".
L'ultima volta che John si è dichiarato vicino alla squadra ed all'allenatore, siamo finiti in B.
Prepariamoci a sfidare i bovini ed il Gallipoli.

martedì 19 maggio 2009

La sfilata degli Onesti


Com'è tradizione, dopo ogni cartone conquistato in segreteria, gli Onesti hanno sfilato sull'autobus per le strade di Onestonia.
Lo so, lo so.
Squalifica dell'account per una settimana.
Mi toccherà postare a blog chiuso

Ok, è tutto giusto (non solo il prezzo)


Monsieur Blòn, di marmotta metalizzata vestito (con cravatta in pari tessuto, colore e metallo), ha spiegato la sua decisione (condivisa dal CDA, ci mancherebbe) di esonerare Ranieri.
«Abbiamo voluto dare la scossa giusta ai giocatori per cominciare un cammino diverso al momento giusto con l'uomo giusto»
Che dire?
Come si fa a criticare una persona che fa la cosa giusta, al momento giusto, con l'uomo giusto, al posto giusto?
Non si può.
E allora vado a mangiarmi un Danette.
E' il budino giusto, al momento giusto, per il mago giusto, al posto giusto.

Fuori il primo


Il destino di Ranieri era segnato da tempo.
Abbandonato dalla società, contestato dai tifosi, ripudiato da diversi senatori.
Era un camaleonte con la data di scadenza.
E che la scadenza fosse prossima, l'avevano fatto capire Già&Van al termine del CDA della scorsa settimana, con la loro consueta lucidità.
Non ci piace dire che alla fine faremo i conti, ma di sicuro tireremo le somme".
Lo squallido pareggio con l'Atalanta deve aver indotto la cirigenza ridens a tirare le somme, pur senza fare i conti, e a ritirare il camaleonte dallo scaffale del supermercato.
Molto originali le parole con cui Monsieur Blòn, sfoggiando il suo consueto vestito color marmotta metalizzata (e cravatta in tinta), ha giustificato l'esonero di Ranieri: "abbiamo fatto una scelta sensata, per dare una scossa alla squadra e mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità".
Che sia una scelta sensata o meno, lo vedremo (di scelte sensate non se ne sono viste tante a Torino dal maggio 2006 in avanti). E, comunque, mi sembra che il giudizio spetti ad altri, non certo a chi quella scelta ha fatto.
Dare una scossa alla squadra. Mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità.
Uno Zamparini qualunque, in pratica, ma molto più bravo a tennis.
A prescindere da tutto, con l'esonero di Ranieri è saltato il primo (ma solo in ordine di tempo) responsabile dello sfascio ridentino.
Ma di responsabili ce ne sono molti altri.
A quando i prossimi esoneri?

martedì 12 maggio 2009

Ridarella


Il CDA della Ridentus, convocato per questa mattina alle 10, non si è ancora conclusa.
Sembra che i lavori (si fa per dire) si stiano prolungando oltre misura a causa di continui attacchi di ridarella tra i consiglieri.

lunedì 11 maggio 2009

Presi Diego e Silva. Ufficiale


La Ridentus ha messo a segno due grandi colpi di mercato.
Diego, fantasista del Werder Brema.
E Silva, esterno del Valencia.
La Ridentus non ha ancora ufficializzato i due acquisti, perché in Fermo Ferraris rispettano rigorosamente i regolamenti e non sono dei fessi.
Ma ci sono tutti gli stampini sulle carte bollate (cit).
E poi, stampini e carte bollate a parte, i due giocatori si sono già affidati alle amorevoli cure del preparatore atletico della Ridentus, il Professor Capanna.
Con risultati inequivocabili.

CALCIO, VALENCIA: STAGIONE FINITA PER SILVA
David Silva, 23 anni, esterno del Valencia, ha riportato una lesione muscolare all'adduttore della gamba sinistra e dovrà rimanere fermo per 2-3 settimane. Stagione quindi finita per lui: salterà le ultime 3 giornate della Liga.

CALCIO, WERDER BEMA: STAGIONE FINITA PER DIEGO
Stagione finita per il fantasista del Werder Brema Diego. Il 24enne brasiliano ha riportato un infortunio muscolare nel match vinto ieri 2-0 contro l'Amburgo. Diego sarà costretto a fermarsi per 2-3 settimane e salterà le ultime 3 giornate della Bundesliga.

venerdì 8 maggio 2009

Alessio Tacchinardi ju29ro


Alessio Tacchinardi, colonna della Juventus (con cui ha vinto tutto) e scaricato dalla Ridentus, ha rilasciato un'intervista alla trasmissione "Soccer Time" (IES TV), attaccando pesantemente i ridens di Ridentonia (e Cannavaro) ed elogiando invece quella "banda di truffatori" che c'era prima.
Ecco in QUATTRO punti il tacchi-pensiero.

1. Cobolli e Blanc. La colpa è loro. Nel calcio di oggi non si inventa niente, hanno buttato milioni di euro in 3 anni comprando giocatori che non hanno lasciato il segno: Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen, De Ceglie, Grygera, Saliahmidzic e molti altri... A parte Sissoko e Amauri hanno buttato via un sacco di soldi. Quando prima di lasciare la Juve sono tornato dalla Spagna con il nuovo entourage in una settimana di ritiro nessuno mi ha mai chiesto e detto niente, ero visto come un figo della triade e mi hanno messo alla porta.

2. Cannavaro. Cannavaro è un altro sbaglio della dirigenza: 36 anni, uno che è scappato per non andare in B e adesso torna perchè gli fà comodo... Allora prendiamo anche Zambrotta, Emerson e Capello...

3. Alessio Secco. Secco è un bravo ragazzo, ma vederlo come Direttore Sportivo sinceramente... Le responsabilità di questa situazione è anche sua.

4. Quella "banda di truffatori" che c'era prima. Io ho avuto la fortuna di lavorare con una dirigenza competente (Moggi, Giraudo e Bettega; nota del Mago). Sarò sempre grato a Moggi, un grande conoscitore di calcio che non ha mai sbagliato un acquisto, l'ultimo un certo Ibra... Vederlo con la maglia dell'inter mi fà male, senza di lui i nerazzurri avrebbero 30 punti in meno

Alessio (tacchinardi, non Secco) juventino vero.
Alessio (Secco, non Tacchinardi), a fare le fotocopie.
Cirigenti a fare in culo.
STOP

lunedì 4 maggio 2009

Il saluto di BETTEGA agli juventini veri


(Bobby Gol, dove dovrebbe essere)

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Lo scorso week end sono stato al mare con alcuni amici. Mentre passeggio sulla spiaggia, mi trovo davanti Roberto Bettega. Sì, proprio lui. L’eroe delle mie domeniche quando ero bambino. L’anima bianconera della Juve più vincente che ci sia mai stata. Il simbolo, in pratica, della mia Juventus.

E’ impegnato a rincorrere i nipoti sulla spiaggia. Il cuore mi batte a mille all’ora, anche se ho già avuto l’onore di stringergli la mano e di scambiare qualche parola con lui grazie a degli amici comuni. Mi piacerebbe avvicinarlo, ma ho timore di disturbarlo.

Mentre rimugino sul da farsi, mi viene in mente un episodio di per sé insignificante, ma che conservo ben presente. E’ l’ultima giornata del campionato 2000/2001. Quello dello scudetto alla Roma. La Juve gioca in casa contro l’Atalanta e a una ventina di minuti dalla fine (con i residui sogni di raggiungere la Roma ormai svaniti), c’è un’invasione di campo. La partita viene sospesa. Roberto scende in campo e prende in mano il microfono. Chiede al pubblico di lasciare proseguire la partita e di tornare sugli spalti. Poche parole, concluse con un incitamento pieno di rabbia e orgoglio: “Dimostrate di essere dei tifosi veri, come lo sono io!”. La partita viene ripresa e finisce. Il momento più emozionante erano state quelle parole dette quasi a rivendicare un attaccamento alla maglia ineguagliabile, un amore disinteressato e viscerale, un orgoglio senza pari: “Dimostrate di essere dei tifosi veri, come lo sono io!”.

Alla fine comunque decido di non rompergli le scatole e di raggiungere i miei amici che nel frattempo avevano proseguito nella loro passeggiata. Mentre sto per girare i tacchi ed andarmene, il mio sguardo si incrocia con quello di Bettega. Istintivamente mi dirigo verso di lui e lo saluto, ricordandogli dei comuni amici che ci avevano presentato.

Quanta emozione! Io che mi sono sempre emozionato già a leggere una parola contenente la “j” di Juventus. Ed ora mi trovo davanti la Juventus in persona!

Gli accenno del mio impegno per restituire la Juve agli juventini, del Team Ju29ro, dei miei interventi all’assemblea, del mio blog e dei forum. E’ informatissimo, ben oltre le più rosee aspettative. Mi dice di essere molto riconoscente a quei tifosi che lo sostengono e di apprezzare l’impegno di tutti quelli che cercano di restituire la Juventus al ruolo cui è stata predestinata dalla Storia. Mi parla in particolare di come lo commuova l’affetto che gli viene dimostrato da tutti i tifosi juventini, anche attraverso i forum.

Prendiamo un caffè insieme. Non parliamo della stretta attualità bianconera, ma capisco tutta la sua amarezza, anzitutto di tifoso vero. Non spreca le parole, come non ha mai fatto. Ma quei pochi minuti sono sufficienti per farmi capire tutto l’affetto che ha nei confronti della nostra, della sua Juventus. Non si possono cancellare quaranta e più anni di vita in bianco e nero. Mi dice di non perdersi mai una partita della Juve e di essere sempre presente allo stadio di Torino.

Gli chiedo perché non torna alla Juventus. Non è tempo, mi risponde. Svicola il discorso, ma leggo negli occhi tutto l’amore per quel sogno chiamato Juventus e l’orgoglio per quei colori. Azzardo chiedendogli un’intervista per il nostro sito. Garbatamente rifiuta; alle parole ha sempre preferito i fatti e - mi dice - i tempi non sono maturi.

E’ il momento dei saluti. I nipoti lo richiamano all’ordine. Mi chiede – con la consueta cortesia - di portare i suoi saluti attraverso i forum a tutti i tifosi suoi e della Juventus. Non posso certo mancare a questa richiesta!

Lo ringrazio, grato per quei momenti che mi ha regalato oggi (e tutti gli altri del passato). Gli dico che tutti i tifosi veri lo rivogliono al posto che gli compete. Nella nostra Juventus, nella sua Juventus. Lui è un tifoso vero, uno juventino vero.

Non c’è dubbio, Roberto Bettega è uno ju29ro! E’ bello sapere che ama la Juve, è bello fargli sapere che noi ju29ri amiamo lui!

Scriverò a Jean Claude


Così non si può più andare avanti.
Scriverò a Jean Claude.
E' ora che si dia da fare.
Che dimostri di valere i due milioni abbondanti (molto abbondanti) di compenso annuo che si mette in tasca.
C'è un problema, però.
Non ho il suo indirizzo email diretto.
Ho provato a comporre in vario modo nome e cognome (e relative iniziali), ma tutte le email che ho mandato sono tornate indietro.
Ma non demordo.
Proverò ancora e prima o poi troverò il suo indirizzo email personale alla Ridentus.
L'indirizzo potrebbe essere uno di questi:
monsieur.blòn@ridentus.com
monsieurblòn@ridentus.com
il.tennista@ridentus.com
tennista@ridentus.com
iltennista@ridentus.com
iltennista.dichambery@ridentus.com
iltennisa.conilsorriso@ridentus.com
sontennista.emenevanto@ridentus.com
ildivora.baguettes@ridentus.com
divorabaguettes@ridentus.com
blinblonblan@ridentus.com

Ma è così difficile?

Cori contro Ranieri, Secco, Cobolli, Zebina, Camoranesi, Cannavaro, etc etc
Ma è così difficile fare un coro contro il maggior responsabile di questo sfascio?
John Jacob Philip Elkann

Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile

John Jacob Elkann va a cagar
John Jacob Elkann va a cagar
John Jacob Elkann va a cagar

Conigli!


Che conigli certi dirigenti che hanno abbandonato al proprio destino Ranieri.
Che conigli certi dirigenti che non hanno il coraggio di prendere le decisioni e si rifugiano dietro il paravento del CDA (che dovrà valutare se esonerare o meno Ranieri prima della fine della stagione).
Che conigli certi dirigenti che scappano senza dire una parola, lasciando Ranieri allo sbaraglio di fronte ai giornalisti. Troppo facile venire a pavoneggiarsi quando si vince. La faccia va messa soprattutto quando si perde.
Che conigli certi eredi indegni che non sentono il dovere morale di esporsi in prima persona a tutela della Juventus.
Che conigli certi eredi indegni che non si assumono le responsabilità delle scelte fatte in questi tre anni.
Che conigli certi eredi indegni che attaccano giocatori ed allenatore dal pulpito dell'assemblea Exor.
Che schifo questi conigli.

giovedì 30 aprile 2009

Un responsabile. C'è solo un responsabile


Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile


Ranieri è un allenatore mediocre e senza personalità. Verissimo.
Diversi giocatori non sono da Juve. Verissimo.
Alcuni giocatori pretendono di giocare sempre, anche quando non lo meritano. Verissimo.
Alcuni giocatori sono in fase calante/tramontante. Verissimo.
Alcuni giocatori non sembrano impegnarsi allo spasimo. Verissimo.
Secco è giovane, inesperto, chiacchierone ed un po' presuntuosetto. Ed ha in pratica solo due titoli di merito: l'esser figlio del Ragionier Secco ed il saper guidare una moto da cross. Verissimo.
Blanc non capisce nulla di calcio, non ha mai gestito una società in vita sua e non ha alcuna intenzione di lasciare la doppia carica (e, soprattutto, il doppio compenso) di amministratore delegato e direttore generale. Verissimo.
Fassone è un modesto impiegato, chiamato ad un compito troppo difficile per le sue limitate capacità. Verissimo.
Castagnini è amico di Baldini e non si capisce per quale motivo abbia preso il posto di Ceravolo. Verissimo.
Cobolli Gigli è .... semplicemente Cobolli Gigli. Verissimo.
Tutto molto bello, tutto molto vero.
Va benissimo criticare la dirigenza e Ranieri per i risultati (non) ottenuti.
Va benissimo fischiare i giocatori quando non lottano come dovrebbero.
Va benissimo.
Ma ad una condizione.
Che non si trascuri un punto fondamentale.
Dirigenza, Ranieri e giocatori hanno, chi più chi meno, delle colpe. Questo è indiscutibile.
Ma il vero responsabile dello scempio in corso da maggio 2006 è un altro.
Ha un nome ed un cognome.
John Jacob Philip Elkann, figlio di Alain Elkann e di Margherita Agnelli, nipote dell'Avvocato e suo poco degno erede.
E' John Jacob Philip Elkann a comandare, formalmente, nella famiglia.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi dichiarato, il 7 maggio 2006, vicino alla squadra e all'allenatore, scaricando di fatto la Triade.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver dichiarato che "ci sono stati comportamenti riprovevoli" e che la Juve ha voltato "pagina dopo un capitolo triste della nostra storia", contribuendo in maniera determinante alla costruzione di quel sentimento popolare che ha poi giustificato la retrocessione in Serie B con penalizzazione, il furto di due titoli, la distruzione di una squadra stellare e di una società all'avanguardia e che ancora oggi consente a gente come Giacomo Crosa (tanto per fare l'ultimo di tanti esempi) di denigrare in maniera indegna la Juventus ed i suoi tifosi.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver ribadito che "le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive", in modo da continuare ad alimentare la fiammella del sentimento popolare.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi inventato che "le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così", trascurando il fatto che Moggi e Giraudo non hanno mai chiesto una lira o un euro alla proprietà, mentre la Nuova Juventus 2006 FC ha potuto beneficiare di un aumento di capitale da 105 milioni di euro sostenendo poi spese (queste si, insostenibili) per bidoni del calibro di Andrade, Tiago ed Almiron (per non parlare di Poulsen).
E' John Jacob Philip Elkann ad aver scelto la cirigenza più ridentina che ci sia (che a sua volta ha scelto Ranieri che a sua volta ha contribuito a scegliere i bidoni che tutti sappiamo).
E' John Jacob Philip Elkann a brillare per assenza e disinteresse, una volta ottenuta la Serie B grazie anche a quel sentimento popolare da lui opportunamente titillato, quando si tratta di Juventus.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver fatto capire (a chi non lo avesse ancora capito) che non c'è trippa per gatti (checché ne dicano certi gattini di mia conoscenza) quando alla recente assemblea Exor si è limitato ad attaccare, in maniera francamente un po' vigliacca, la componente più debole della Nuova Juventus (invitando allenatore e giocatori - ma non i suoi logorroici cirigenti - a chiacchierare di meno e a vincere di più) e a ribadire il suo manifesto a favore di un calcio eco-sostenibile (eco, nel senso di economia non nel senso di ecologia).
Quindi, contestiamo pure cirigenti, allenatore e (certi) giocatori.
Ma non dimentichiamoci che il pesce puzza dalla testa.
E che le responsabilità di John Jacob Philip Elkann fanno impallidire quelle di tennisti, pallavolisti, gemelli, bovini, cantanti, camaleonti, motociclisti, bidoni etc etc
E quindi contestiamo ancora più ferocemente l'unico responsabile di (ad oggi) tre anni di merda.
John Jacob Philip Elkann.

Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile

Jaki vuol dire ... JUVINESE o UDINENTUS


Articolo di dominiobianconero - ju29ro.com

13 Gennaio 2007. La Juventus, retrocessa in serie B, è impegnata a Mantova dove accuserà la sua prima sconfitta del campionato cadetto. In quello stesso istante John Elkann è segnalato a Milano, presso un noto negozio di abbigliamento sartoriale di Corso Magenta, impegnato a rinnovare il guardaroba.
E' tutto qui. Basterebbe, da solo, questo episodio per far capire ai tifosi bianconeri il distacco con cui l'erede designato dell'Avvocato segue i destini della Juventus.

Non si capisce quindi l'attesa che gli addetti ai lavori nutrivano per l'Assemblea della EXOR che si è tenuta ieri, presso il Centro Storico Fiat di Via Chiabrera.
Chi si aspettava editti e proclami sull'argomento Juventus è stato rispedito al mittente con la solita mezza intervista in cui, come da tradizione, l'argomento principale è il nulla.

Exor, per chi non lo sapesse, è la finanziaria che detiene circa il 60% della Juventus. Di fatto controlla l'intera governance della società, propone gli amministratori, e ne condiziona le strategie, sia finanziarie che mediatiche. Ma Exor controlla anche e soprattutto FIAT, che proprio in questi giorni sta perfezionando importanti accordi industriali oltreoceano. Era prevedibile, dunque, che la Juventus sarebbe stato un argomento marginale nel corso dell'incontro.

Di solito John Elkann si interessa della Juventus dopo una sconfitta, oppure durante i periodi negativi, come questo.
Immaginiamo il paggetto di corte che mentre gli porge la giacca gli sussurra: "Ingegnere, ieri la Juve ha perso, sarebbe il caso di mostrarsi interessato alla cosa. Magari una dichiarazione o un giretto a Vinovo.....". Ed ecco che parte la carovana, con il solito codazzo di fotografi e cantori, che immortalano il "delfino" mentre si intrattiene con Del Piero stringendo tra le mani un pallone. Roba da far impallidire i cerimoniali del Cremlino degli anni della guerra fredda.

In questo caso invece non è stata una singola sconfitta, ma un lungo periodo di crisi, che ha visto la squadra mollare su tutti i fronti e appassire con l'arrivo della primavera.
Ecco quindi che qualcuno oggi gli ha allungato il microfono, chiedendo della Juventus. Risposta secca: "I giocatori e l'allenatore invece di parlare pensino a vincere".

Invece di zittire i dirigenti, loquaci come zitelle acide negli ultimi mesi, il prode Elkann zittisce allenatori e giocatori. La cosa sconcertante è che in giro tutti si affannano a cercare i motivi della crisi della Juventus individuandoli di volta in volta dal Presidente Cobolli fino al magazziniere. Nessuno che abbia avuto il coraggio di dire la verità.

Il problema della Juventus si chiama John Elkann. E' lui che ha scelto questa dirigenza. Non da solo, beninteso. In collaborazione con il suo codazzo di consiglieri e swappisti. Il proverbio non sbaglia e recita che il pesce puzza dalla testa. La Juventus è, per lui, una specie di obbligo, non una passione. Abbia dunque il coraggio di farsi da parte.

Ecco quindi che tutti sono rimasti delusi. Tutti ma non noi. Noi non ci aspettiamo soluzioni, ma siamo in grado di proporle. Sappiamo che resteranno inascoltate, ma lasciateci avere la soddisfazione di aver capito l'andazzo con tre anni di anticipo. Da Juventus a Juvinese o Udinentus. Da grande a provinciale.

Adesso però il tempo stringe. Bisogna fare presto. La Juventus ha bisogno di interventi duri, d'urgenza. Innanzitutto sul CDA. Da rinnovare subito e integralmente. C'e' bisogno di qualcuno che pensi in bianco e nero, che parli meno e che lavori di più, soprattutto sul fronte sportivo. Almeno un consigliere deve essere espressione degli azionisti di minoranza.

Basta nominare sempre la serie B. La prima cosa da fare è una riunione in cui vietare a tutti i tesserati l'utilizzo della frase "NON DIMENTICHIAMOCI CHE DUE ANNI FA ERAVAMO IN B". Basta scuse. Basta alibi. A livello di marketing è un comportamento da dilettanti.

Cambiare subito lo staff tecnico, i preparatori, gli osservatori. Pretendere da tutti i giocatori il rispetto del tecnico. Basta girovagare in trasmissioni televisive mentre la squadra si gioca la stagione. Basta dichiarazioni a ruota libera. Multe, pesantissime, per chi parla e sorride troppo e si allena poco.

Querelare immediatamente i giornalisti che infestano il mondo dell'informazione riportando menzogne sul conto della Juventus. Parallelamente avviare un processo di recupero del concetto di "orgoglio" bianconero, quello calpestato maldestramente dai patteggiamenti di Zaccone e dalle strette di mano con i veri marci del calcio.

Basta trattative sui giornali. Ci stiamo ricoprendo di ridicolo. Basta annunciare campioni che non arrivano. Basta vendere a poco e comprare a tanto. Assumiamo un vero Direttore Generale che sappia fare il mercato. Basta promesse che non sanno mantenere. Basta dire che i soldi non ci sono. Non è vero. Semplicemente li stanno sprecando.

John Elkann dovrebbe chiedere conto ai suoi dirigenti della distruzione di valore causata da un calciomercato ridicolo. Giocatori scarsi, logori o peggio ancora rotti hanno prosciugato gran parte delle risorse provenienti dall'aumento di capitale. Invece si preoccupa di strigliare l'allenatore, che pure è il responsabile insieme allo staff medico di una serie fantozziana di infortuni , e i giocatori, che in verita' fanno quello che possono, essendo alcuni di loro oggettivamente mediocri.

Interventi urgenti, semplici, per ricominciare a chiamarla Juventus. Per evitare che diventi, definitivamente, Juvinese.