Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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lunedì 30 marzo 2009

Un piatto indigesto


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza del processo Ifil/Exor per la vicenda equity swap.
Vi ho già parlato, nel post "le bugie hanno le gambe corte", delle dichiarazioni di Gabetti.
Sempre a proposito di Gabetti, il suo difensore (Marco Ferrero) ha chiesto di poter produrre un parere pro-veritate di un illustre professore.
Questo illustre professore, famoso per le parcelle milionarie (uno Zaccone, in pratica, ma dai compensi molto più congrui) è pappa&ciccia con Gabetti, l'Ifil, John e compagnia cantante (no, Ranieri, almeno qui non c'entra, pur avendo beneficiato ampiamente di questa squallida vicenda) dalla primavera 2006.
L'illustre professore ha assistito la combriccola torinese su molti dossier.
La vicenda dell'equity swap.
La riorganizzazione Ifil/Ifi.
Gli equilibri tra i vari rami della famiglia.
E farsopoli...
La combriccola torinese e l'illustre professore hanno preparato un piatto particolarmente indigesto per i tifosi bianconeri.
In pratica, una cassoeula affogata nella bagna caoda.
Provate ad assaggiare una simile delizia.
E vi ritroverete con lo stomaco in fiamme.
Ed in Serie B.

giovedì 10 luglio 2008

Piero Ostellino (parte seconda)




(Leggi un po' che dice Piero, e poi comprati un'Avéo)

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Risponde Piero Ostellino - Parte seconda


19. Luca Cordero di Montezemolo nei giorni caldi di calciopoli rispondeva infastidito "Non mi occupo della Juventus". Perché poi se ne sarebbe occupato, stando a quanto dichiarato dal Presidente della Fifa Blatter, che ha pubblicamente ringraziato Montezemolo per aver convinto la Juventus a ritirare il ricorso al TAR nell'agosto del 2006?

Montezemolo è un uomo di straordinarie capacità relazionali, un grande uomo di comunicazione, uno straordinario uomo di comunicazione. Però, essendo uno straordinario uomo di comunicazione, tende a privilegiare più l'apparenza che la sostanza ... e quindi ho l'impressione che nella circostanza si sia comportato esattamente allo stesso modo.

Poi, se dovessi fare il maligno, e me ne scuso (non voglio certo accreditare questa tesi, ma faccio un'ipotesi dell'assurdo), ho l'impressione che ci fossero anche degli interessi della Fiat, magari interessi a tenersi buono il governo, e di conseguenza la federazione, che in qualche modo è espressione del governo, e quindi che siano stati sacrificati gli interessi della Juventus a favore degli interessi della Fiat.

20. Lei avrebbe affidato la difesa ad un penalista, pur quotato, come Zaccone, e non ad un avvocato specializzato in diritto sportivo? E quella difesa con richiesta di serie B, quel patteggiamento con Ruperto, la considerò un'astuzia processuale?

Innanzitutto dipende dal mandato che si dà all'avvocato. L'avvocato della Juventus è sicuramente un grande avvocato: gli si è dato il mandato di consentire di mandare la Juventus in serie B, perché evidentemente c'erano degli interessi, anche dal punto di vista societario, che questo avvenisse. Per lo meno, questa è l'ipotesi diffusa, e l'avvocato si è comportato di conseguenza: io non darei la colpa all'avvocato, lui fa quello che gli dice il cliente. Se il cliente gli dice "Non ti opporre al fatto che la Juventus vada in serie B, anzi, di’ addirittura che è ancora una punizione minore, perché forse meriterebbe ancora di più" ..., beh, l'avvocato lo dice.
D'altra parte questa è una cosa che succedeva solo nella Cina Popolare, dove l'avvocato difensore, se il pubblico ministero chiedeva trent'anni, chiedeva la pena di morte ... ma era la Cina di Mao Tse-Tung: che sia successo in Italia, da parte di un avvocato torinese, è abbastanza paradossale.

21. All'assemblea degli azionisti di aprile 2007, Zaccone disse "Le carte erano da serie C, c'erano almeno quattro illeciti".Recentemente, il presidente Cobolli Gigli ha dichiarato "C'è il rischio che tutto si risolva in una bolla di sapone, siamo stati puniti per una serie di peccati veniali". Cosa è cambiato secondo lei?

Cobolli è un galantuomo, ed è un funzionario Fiat, come mentalità, e quindi un soldato dell'esercito.

C'è stato qualche generale che ha detto all'avvocato di comportarsi in qualche modo, in “quel certo” modo, e oggi c'è probabilmente qualche generale che, non dico che abbia suggerito a Cobolli di dare la risposta che ha dato, ma che ha creato un clima che consente a Cobolli di dire quello che dice.

Sotto quest'aspetto, bisogna tenere conto di due cose: io sono piemontese, sono torinese, quindi credo di poterlo dire legittimamente: noi piemontesi siamo stati governati da sempre dai militari, ed educati dai gesuiti. È sufficiente questa risposta per capire?

22. Per anni Guido Rossi è stato considerato vicino alla famiglia Agnelli. Ora svolge il ruolo di "garante" nella Giovanni Agnelli & C. Sapa, quindi, è nuovamente vicino alla Famiglia. Nel 2006 il vero conflitto d'interesse di Rossi era quello con l'Inter o quello con il Gruppo Fiat?

Guido Rossi è uomo che ha scritto dei magnifici libri contro il conflitto di interessi; come teorico della giurisprudenza, come professore della filosofia del diritto, è un grande analista del conflitto di interessi.

Come persona, cioè come avvocato societario, e come partecipe dell'establishment costituito in Italia, è inevitabile che anche lui cada sotto la mannaia del conflitto di interessi: non ne farei una questione morale, né tanto meno moralistica. Sono le contraddizioni di questo nostro paese, e lui, probabilmente, rispecchiando queste due figure, di grande studioso e contemporaneamente di grande avvocato, riflette questa contraddizione.

23. Uno degli effetti post-calciopoli è l'allontanamento dal calcio di molti tifosi. Crede che il calcio possa in futuro continuare a rappresentare quell’importante veicolo di aggregazione e crescita sociale che è stato in passato per il nostro paese, oppure si sta trasformando in qualcosa di radicalmente diverso?

Io non do delle valenze di tipo sociologico così importanti al calcio. Dico semplicemente che il calcio è tifo, la gente va allo stadio a tifare. Forse ci va un pochino meno perché lo vede alla televisione, basta che si abboni a Sky e poi le partite le vede, e quindi il calo di interesse e di spettatori negli stadi è dovuto probabilmente soltanto a quello, quindi non credo che sia dovuto a calciopoli e a quello che è successo ... semplicemente, è il mondo che cambia. (...)

venerdì 20 giugno 2008

I cori di Luca De Meo


Compraci

Compraci

Compraci un bidone

O Jean Claude

Compraci un bidone


Mi chiamo Luca De Meo

E ho un sogno nel cuore

Mancini allenatore

Mancini allenatore


Non vogliamo questa vittoria

Non vogliamo questa vittoria


Perdi per noi, magica Juventus

Perdi per noi, magica Juventus

Perdi per noi, magica Juventus

Perdi per noi! magica Juventus!


Guido Rossi in CDA

Guido Rossi in CDA

Guido Rossi in CDA

Guido Rossi in CDA


Stankovic, lalalalala

Stankovic, lalalalala

Stankovic, lalalalala lalalalalalalala


martedì 17 giugno 2008

Il Grande Slam



Sembra che la Juve stia pensando di acquistare Stankovic dall'Inter.

Secondo me si può fare ancora meglio.

Si può puntare al Grande Slam.

Guido Rossi (un Vittorio Chiusano, solo un po' più gobbo) in CDA (presidente?).

Roberto Macini (un Marcello Lippi, solo un po' più vincente) allenatore.

Dejan Stankovic (un Pavel Nedved, solo un po' più onesto) in squadra.

E sono sicuro che Jean Claude e Jaki si impegneranno al massimo per realizzare questo sogno.

Io mi preparo già a dire gatto.

giovedì 12 giugno 2008

Che astuzia diabolica


All'IFIL ne sanno davvero una più del diavolo.

Sono riusciti a salvare la Juventus dalla meritata retrocessione in una serie inferiore alla B.

Perché, parliamoci chiaro, c'erano quattro illeciti: non uno di meno; forse qualcuno di più.

All'IFIL si sono mossi in maniera davvero astuta e diabolica.

D'altronde, gente come Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens, John Elkann e Luca Cordero di Montezemolo (il quale, seppure senza ruoli ufficiali in IFIL, è pur sempre uno di famiglia) mangia pane e volpe a colazione. E a loro non la si fa.

Ed infatti hanno manovrato nell'ombra per far nominare commissario della FIGC l'avvocatone Guido Rossi.

Non un avvocato qualunque.

Ma un avvocato di fiducia dell'IFIL e della stessa famiglia Agnelli.

Guido Rossi, infatti, è consulente dell'IFIL e della Giovanni Agnelli & C SAPA, con un ruolo da garante super partes per i vari rami della famiglia rinuti nella accomandita.

Ma il capolavoro è che sono riusciti a far passare Guido Rossi per un ultrà interista.

In questo modo, l'avvocatone Guido Rossi è riuscito a dare una sistematina ai processi, senza rischiare di essere accusato di simpatie filo-Juventus e filo-IFIL.

E alla fine della fiera la Juventus se l'è cavata con un buffettino.

Retrocessione in Serie B, con minima penalizzazione.

Solo due scudetti revocati.

venerdì 16 maggio 2008

Auguri per la tripletta


I miei più cari e sinceri auguri a tutti gli Onesti di Appiano e dintorni per la meritata conquista del terzo scudetto consecutivo. Che tripletta!

Auguri al Mister che vince sempre.

Auguri al petroliere più ambientalista che ci sia.

Auguri all'esperto di patenti e passaporti.

Auguri a Macellazzi, fulgido esempio di sportività.

lunedì 24 marzo 2008

Cose simpatiche

Molto simpatico che l'assistente dell'arbitro Farina che non ha segnalato il fuorigioco di Camoranesi si chiami Nicoletti.
Esattamente come il vice (e pupillo) del commissario straordinario FIGC San Guido, Paolo Nicoletti.

domenica 23 marzo 2008

San Guido, pensaci tu!


I Perdenti hanno perso.

La Juventus ha vinto.

Non una grandissima novità.

Questa era la regola sino al 2006.

Da quando si assegnano tavolini e comodini qualcosa però è cambiato.

Perché se le cose non vanno come devono andare INTERviene San Guido.

Ed è quindi normale attendersi un nuovo INTERvento di San Guido.

Il consulente dell'IFIL rimetterà le cose a posto.

Buffon, Camoranesi e Trezeguet, decisivi ieri sera, sono giocatori acquistati da una banda di truffatori.

Per cui non avrebbero dovuto giocare ieri sera.

E quindi il risultato sul campo non conta.

Conta il risultato che sarà deciso a tavolino da San Guido.

Vittoria per i Perdenti e punti di penalizzazione per la Juventus.

Così tutto ritornerà a posto.

I Perdenti potranno veleggiare verso la conquista del secondo comodino consecutivo.

E la Juventus conquisterà l'agognata qualificazione in Coppa Uefa, che la vittoria contro i Perdenti avrebbe rischiato di pregiudicare seriamente.

mercoledì 19 marzo 2008

Incredibile ma Beck


Quei Rossi a buon mercato

di Roberto Beccantini



Guido Rossi consulente Ifil è uno schiaffo ai tifosi juventini [molto bene]. Fra tutti gli avvocati d’affari c’era proprio bisogno di scegliere l’ex commissario straordinario di Calciopoli? John Elkann poteva evitare lo sfregio. I complottisti [anche se non precisato nel testo, il termine ha un'evidente ed errata connotazione negativa, perché Beck non crede, per il momento, al complotto] hanno ripreso vigore: scommettiamo che la consulenza era in atto già dal maggio 2006? Sciocchezze [Beck, non così!]. A ognuno il suo referente: il professore per Gabetti, Lucianone per Alessio Secco [Secco allora deve essere ancora più di coccio di quanto appaia, perché Lucianone non gli ha certo consigliato alcuno dei bidoni cirigenziali]. Altro che sindrome di Stoccolma. Siamo decisamente oltre il ritorno d’affetto (ed effetto) tra la finta vittima e il simil carnefice. Siamo di fronte a un’operazione di chirurgia plastica che ha soddisfatto il paziente e indisposto i parenti stretti, che saremmo poi noi.

Al di là dell’opinione che ognuno coltiva sulle sentenze dello scandalo, la mossa si commenta da sola. Non l’avrei compiuta neppure a verdetti capovolti, con la Juve assolta e Rossi braccato dagli interisti (buona, questa [molto bene]). Un briciolo di rispetto, suvvia. Lo giustificano tanto coloro che considerano la Biade un banale call center sabotato dai bruti di Telecom quanto i giacobini [interessante; se i colpevolisti sono "giacobini", allora forse il Beck sta per vedere la luce] che, viceversa, non considerano innocenti i fili, e i pissi-pissi, di quei cellulari.

E dal momento che i Rossi non vengono mai soli, ecco Paolo, il nostro amatissimo Pablito, gratificare Roberto Mancini di due scudetti vinti. Letteralmente. Il Mancio era ospite di «Attenti a quei due». Veniva dal balletto morattiano «vado-non vado» e aveva di fronte (meglio, al suo fianco) anche Gianluca Vialli. Capisco metterlo a suo agio, e lenirne i sensi di colpa, ma così mi è sembrato francamente troppo. Due scudetti Mancini? Quando mai? [perfetto] A maggio, probabilmente. Non ora. Adesso siamo in perfetta parità: uno lui, sul campo [lo scudetto dell'anno scorso non sarà un tavolino, ma è certamente un comodino], e uno il consulente Ifil, a tavolino [chapeau,]. Strano che Pablito abbia fatto di ogni titolo un fascio. Così va il mondo. L’erba dell’ospite ha scalzato quella del vicino: è lei la più verde. Soprattutto se piace e conviene a chi la bruca.


Il commento tecnico del Mago

Quasi due anni di email, telefonate, sms, chiaccherate, caffé con il Beck.

E qualche risultato inizia a vedersi.

Ho evidenziato in rosso gli errori nell'articolo. In verde invece alcuni commenti ed apprezzamenti.

Il ragazzo ha evidentemente delle potenzialistà. Ma sino ad ora si è impegnato poco.

In passato, gli articoli del Beck erano infatti tutti colorati di rosso, tante erano le inesattezze e le imprecisioni.

Oggi, invece, gli errori in rosso si sono decisamente ridotti.

Bene così.

giovedì 13 marzo 2008

La strambata del bi-Paolo


INTER UN CASO CLINICO

PAOLO DE PAOLA
Direttore di Struzzosport

Se pensiamo che dietro la farsa dell’addio rientra­to di Mancini c’è anche il medico dell’Inter, Combi, siamo davvero in presenza di un caso clinico. Con tan­to di complicazioni. In que­sta vicenda non ci convince proprio nessuno. Moratti, con le sue contraddizioni, non fa altro che aggiungere confusione in una società che, invece, avrebbe biso­gno di chiarezza.In questi ultimi mesi ab­biamo assistito a un vero e proprio festival. Frasi infe­lici sull’onestà, feste esage­rate e inopportune ( visti poi i risultati), buonismo profuso a piene mani, at­teggiamenti politicamente ( s) corretti. Per favore. La vita, quella vera, ci insegna altro. Non abbiamo la pre­sunzione di censurare gli altri, ma non se ne può più di questa facciata parau­manitaria che nasconde so­lo un fiume di soldi spesi per una passione persona­le. Beato lui che può per­metterselo grazie anche ai soldi del padre. Ma Morat­ti ci liberi dalle sue propo­ste di rettitudine, dai mo­delli di vita, dai duetti con Celentano e anche da Oli­viero Toscani.Ci permettiamo di dargli un suggerimento. Vuole fa­re qualcosa di veramente popolare per lui e per la sua Inter? Restituisca subito quello scudetto di cartone che gli fu consegnato, con­tro il parere di una com­missione di esperti, da Gui­do Rossi. Fino a qualche anno fa c’era una squadra nerazzurra che faceva sim­patia e sulla quale era fio­rita persino una piacevole letteratura. Quella squadra non c’è più e con lei è spa­rito il sorriso di chi la guar­dava anche senza esserne tifoso. A quale prezzo si de­vono pagare certe vittorie e certe sconfitte?Non ci è piaciuto Mancini. Da un uomo che guadagna oltre cinque milioni di euro all’anno ci saremmo aspet­tati un atteggiamento più serio. E non è un discorso demagogico. C’è un cam­pionato in corso. Ci sono giocatori che lottano per un obiettivo e tifosi che vanno rispettati. Reazioni a caldo come la sua non hanno sen­so e ci convince poco il rav­vedimento (un po’ infanti­le) dopo il colloquio con Moratti. Una pace di fac­ciata e proprio per questo ancora più pericolosa.


Il commento tecnico del Mago


Questa strambata del bi-Paolo, che ora parla addirittura di scudetto di cartone regalato ai Pezzenti da Guido Rossi contro il parere degli esperti, ha dell'incredibile.

Potenza del calo delle vendite!

martedì 11 marzo 2008

Un consulente in "grande stile"




Il Sole-24 Ore di sabato 8 Marzo 2008

Pagina 12

Articolo di Fabio Tamburini

"Fiat. la caduta in borsa e il dilemma auto"


"per questo il momento resta delicato e si somma alla necessità di rivedere l'intera catena societaria, che parte dall'accomandita di famiglia e arriva alla Fiat. E' ancora adeguata? Oppure occorrono ritocchi più o meno sostanziali? Domande a cui occorrono risposte all'altezza, cosi come sono all'attenzione interventi sulla governance. Ecco perchè, ormai da qualche tempo, il vertice del gruppo ha un nuovo consulente d'eccezione: il professor Guido Rossi".


Christian Rocca sul suo blog

"Fabio Tamburini, sul Sole 24 Ore, svela che 'da tempo' il vertice del gruppo Fiat ha un consulente d’eccezione, l’avvocato Guido Rossi, il quale sta lavorando ai piani di riassetto societario delle holding di casa Agnelli. A scavare più in fondo, come è stato evidente fin dal primo giorno di calciopulitopoli (lo scandalo politico-economico-giudiziario gestito da Guido Rossi e da Torino, la consulenza andrebbe fatta risalire all’estate del 2006" (Christian Rocca).


Il Mago di Ios sul suo blog (qui)

A scavare ancora più in fondo, vale la pena ricordare come la nomina del sosia con gli occhiali di Cesare Gussoni a commissario straordinario della FIGC fosse stata sollecitata ed approvata con molto stile da Franzo Grande (amico di Rossi, appunto).

Scavando ancora di più (magari prendendo in prestito una pala meccanica del nostro munifico sponsor di famiglia che solo l'abilità di un Tennista, per di più Pallista, poteva scovare), vale anche la pena ricordare la frase di commiato dalla FIGC dell'ultrà interista Guido Rossi: "mi avevano detto che facendo fuori i dirigenti della Juventus sarebbe cambiato il calcio invece il calcio non ècambiato e chi comanda vuole continuare a comandare".

Chissà chi è che gli aveva detto 'sta cazzata?

Forse un pluri-inquisito molto stiloso?

martedì 26 febbraio 2008

Il museo di Vialli&Mauro

La Figc destina 3 milioni di euro alla fondazione "Vialli e Mauro", fondata dalla triade Vialli-Mauro-Grande Stevens (Cristina, figlia di), per la realizzazione di un nuovo Museo del calcio a Cremona con conseguente probabile chiusura (o, comunque, drastico ridimensionamento del museo di Coverciano).

La decisione è stata presa ai tempi in cui la Figc era nelle mani dell'illustre commissario interista Guido Rossi.

In quest'articolo di Bucchioni su QN trovate tutti i dettagli sulla vicenda.

Finalmente una buona notizia.

Forse è la volta buona che ci togliamo dalle palle il presidente in grande stile con relativo figlio di papà.
Mi raccomando, cip&ciop, esponete gli originali nel vostro nuovo Museo del calcio.
E magari prendetevi anche gli originali di Cobolli, Gigli, Blanc, Secco, Ranieri, Rampulla, Montezemolo, El Kan 1 e El Kan 2, Gabetti, Zaccone.
E, last but not least, auto-esponetevi anche voi.

venerdì 30 novembre 2007

Drive Reds in azione?


Petrucci: "Siamo primi al mondo, anche se la classifica Fifa ci mette solo al terzo posto".

Mi ricorda qualcosa.

Terzo posto. Che diventa primo posto...

Che ci sia Drive Reds in azione anche qui?

lunedì 5 novembre 2007

Quelle verità su Telecom che LIBERO aveva scritto


di Davide Giacalone

Libero - 4 novembre 2007



Con una tempistica inquietante, il malaffare di Telecom Italia s'avvicina lentamente a quello che descrivemmo. Attenti, adesso, a quel che succede. Il protagonista è sempre Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza, uomo di fiducia di Marco Tronchetti Provera, solo che questa volta è lui a prendere l'iniziativa. Dovrà difendersi da accuse penali, e per quelle l'unica sede è il tribunale. Qui mi limito a ripetere che la presunzione d'innocenza non ammette eccezioni. Tavaroli precisa: non ho mai agito per mio tornaconto, ho sempre lavorato per l'azienda, ho sempre avuto un capo, «ogni pratica aveva un committente interno. Non c'è pratica che non venisse data integralmente a chi la richiedeva». È quello che abbiamo scritto, immaginandolo fin dal primo giorno.

Inizia il chiarimento anche sulle faccende brasiliane: Telecom pagò delle tangenti, Tavaroli conferma. Il contratto di consulenza con Naji Nahas, libanese che lavora in Brasile, in contatto costante con Tronchetti Provera, «serviva a giustificare il primo pagamento e quelli successivi». Lo dice Marco Bonera, responsabile sicurezza di Telecom in Brasile. Noi raccontammo sia la singolare figura di Nahas, sia gli anomali spostamenti di pacchi di denaro contante. È tutto ne "Il grande intrigo", pubblicato da Libero. Dunque: a) Tavaroli agiva su ordinazione, riferendo tutto; b) con soldi aziendali, irregolarmente distratti, si pagavano tangenti all'estero; c) anche in questo caso eseguendo ordini aziendali. Chi governava l'azienda? Risposta: Tronchetti Provera e Carlo Buora.

La società è quotata, ma nessuna autorità di garanzia ha mai chiesto spiegazioni sulle cose che scrivemmo. È arrivata la magistratura penale, ma la lentezza congenita s'è accompagnata ai lunghi mesi assorbiti dal passaggio di proprietà, il tutto a dirigenza immutata.

La struttura di vertice è ancora la stessa che governava il settore sicurezza ed operava in Brasile. Considerato che da lì è passato anche l'avvocato Rossi, sarà il caso di misurare l'opacità del nostro mercato e l'inesistenza di controlli, anche semplicemente contabili. Tavaroli lamenta d'essere stato definito "mascal zone", il che gli ricorda il "mariuolo" rivolto a Chiesa. Craxi la pagò cara. Tronchetti Provera ha incassato. Da non dimenticare, quando si parla di "poteri".



www.davidegiacalone.it

lunedì 30 luglio 2007

Gentile accusa Rossi e Albertini

Tuttosport, 30 luglio 2007
Gentile, riavvolgiamo il na­stro, 20 luglio 2006.
«Se proprio dobbiamo riavvol­gerlo, partiamo da un po’ prima. Sono stato ingannato dal Com­missario Guido Rossi. E soprat­tutto da uno dei suoi vice...».
Parla di Albertini?
«Sì. Lo avevo informato che ave­vo un’importante alternativa professionale: una squadra di club. Mi assicurò che sarei ri­masto in azzurro, che si puntava su di me. Dopo il Mondiale e l’ad­dio di Lippi i giornali facevano il mio nome anche per la Nazio­nale maggiore. Ma io sarei ri­masto volentieri anche alla gui­da dell’Under. Poi il 20 luglio Rossi mi ha telefonato per dirmi che non rientravo nei program­mi. Ma ormai era sfumata an­che l’altra opportunità. Non me­ritavo questo trattamento, al di là dei risultati ottenuti. Una scorrettezza grave, una cattive­ria gratuita. Presto farò nomi e cognomi e racconterò bene come sono andate certe cose... Perché non mi è mai piaciuto essere preso in giro. Se non volevano confermarmi potevano dirmelo: rispetto le scelte. Ma così no, è stato inaccettabile».
Ha capito il ”perché”?
«Forse non ero sinergico a certe logiche. Non sono uno che si pie­ga e si presta... Qualcuno ha cre­duto di essere diventato il pro­prietario della Figc, dimentican­do che la Federazione non è un club di calcio, è un ente pubblico. Ha perso il senso del ruolo e si è montato la testa. I commissari traghettano, non rivoluzionano. Il risultato è che Albertini si è portato dietro gli ex compagni di squadra (riferimento a Donado­ni, ndr) e quelli di cui era amico (Casiraghi e Zola?, ndr). E meno male che altre cose non sono an­date in porto...»
Quali?
«Dirò tutto, ma non ora».
Era la Juve la squadra che l’aveva cercata?
«Non faccio nomi, dico solo che c’era una squadra di club che mi interessava moltissimo».
Quella squadra era in B?
«(Ride, ndr). Era una squadra importante, che mi sta nel cuore. Le basta?».
Cosa ha fatto Gentile nell’ul­timo anno oltre a smaltire la rabbia?
«Non l’ho smaltita tutta... E co­munque ho girato molto, sono andato all’estero a seguire squa­dre e nuove metodologie di alle­namento. Mi sono aggiornato per la prossima chance».

sabato 28 luglio 2007

Le prove del complotto

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ROSSI: pronto?
MORATTI: attenti, via!
ROSSI: ehm, Massimo, sono io, Guido…
MORATTI: Sì ho capito, guido anch’io mica facciamo le gare a piedi…
ROSSI: sono GUIDO ROSSI! So che mi hai cercato…
MORATTI: Ah Guido, vecchia volpe giusto te volevo. Te l’hanno detto che ti ho cercato?
ROSSI: Sì appunto, è per questo che ti ho chiamato.
MORATTI: Quando?
ROSSI: Come quando? Massimo, guarda che se è un brutto momento chiamo più tardi
MORATTI: No Guido, chiamami adesso che più tardi ho una riunione di lavoro con Tony Bin
ROSSI: Va bene, allora ti chiamo subito. Pronto?
MORATTI: Sì, chi è?
ROSSI: Come chi è, sono sempre io Massimo…
MORATTI: Anche lei si chiama Massimo?
ROSSI: Ah Mora’, guarda che così facciamo notte… sono GUIDO ROSSI!!!!!!!!!!!!
MORATTI: Ah Guido, vecchia volpe, giusto te volevo. Te l’hanno detto che ti ho cercato?
ROSSI: Ossignore… sì, sì, me l’hanno detto. Cosa volevi?
MORATTI: E’ una questione delicata, bisogna andarci cauti ed agire con discrezione… dobbiamo far fuori Moggi, l’ho già detto anche a Mancini, Tronchetti, Afef e alle letterine di passaparola.
ROSSI: Alla faccia della discrezione. Non è meglio parlarne a quattr’occhi?
MORATTI: Bèh, se vuoi metto gli occhiali…
ROSSI: Intendevo, non è meglio vederci di persona per parlare di queste cose? Sai com’è, per telefono può essere pericoloso…
MORATTI: Perché?
ROSSI: Beh, sai, ci sono le intercettazioni…
MORATTI: Non preoccuparti, ho spento l’apparecchio.
ROSSI: Ah bene, allora dimmi tutto.
MORATTI: Dobbiamo far fuori Moggi.
ROSSI: Sì, questo me l’hai già detto.
MORATTI: Quando?
ROSSI: Senti Massimo, vediamo di arrivare al punto, come facciamo?
MORATTI: A far cosa?
ROSSI: A FAR FUORI MOGGI ACCIDENTI!!!
MORATTI: E a me lo chiedi? Lo sai come finiscono le cose se le fate gestire a me… pensateci tu e Tronchetti ad organizzare il tutto.
ROSSI: Mmmmmmmh… fammi pensare… possiamo mettere su un bel processo se riusciamo ad intercettare un paio di sue telefonate…
MORATTI: Ah per quello non c’è problema ci penso io, basta che riaccendo l’apparecchio che mi ha regalato il Tronchetti per l’anniversario del primo brocco che ho acquistato e posso intercettare chiunque per un raggio di 6 milioni di chilometri…
ROSSI: 6 milioni?? Cos’è, vuoi intercettare pure gli alieni??
MORATTI: Se parlano con Moggi, sì. Possiamo chiamarli a testimoniare poi, no?
ROSSI: Sì vabbè, ho capito. Meglio che ci pensi io, se me lo puoi lasciare per un paio di giorni domattina passo a prenderlo.
MORATTI: Vuoi pure il libretto delle istruzioni? Io non ci capisco niente, ‘sti deficienti le hanno scritte in Italiano…
ROSSI: Appunto. Vabbè Massimi’, io ti saluto, adesso ho proprio da fare…
MORATTI: Anch’io, ho una riunione di lavoro con Tony Bin…
ROSSI: Me l’hai già detto. Ci vediamo domani allora, eh…
MORATTI: Domani? Passi a trovarmi?
ROSSI: Come faremo a non farci scoprire, dico io…

lunedì 16 luglio 2007

Dedicato agli Onesti

http://www.myspace.com/rosaporcello

Sembravano spariti ormai tanti anni fa
Sorpresi ed impauriti dalla modernità
Invece erano qua nascosti tra la gente
La bandiera in naftalina per il giorno vincente

Hanno tanti giornali un sacco di intellettuali
I comici i cantanti e un po’ di industriali
Non cercate delle scuse non esiste il lato oscuro
Mettete il cuore in pace stavolta han vinto loro

E adesso sono qui ci guardan sorridenti
Onesti prodi buoni sportivi e intelligenti
Ora non son più tristi sono anche pacifisti
Alla faccia di silvio son tornati
Mogi mogi moggi son tornati…

Ricordo quella volta che gridarono vittoria
Ma dopo tanti anni resta una vecchia storia
Si ballava la lambada ma a berlino c’era il muro
Cantavamo like a prayer in un mondo già insicuro

E non c’era forza italia ma solo la dc
Al posto dei ds i compagni del pci
Per renderci più buoni son tornati in mezzo a noi
Per renderci migliori viva i supereroi
E adesso sono qui ci guardan sorridenti

Onesti prodi buoni sportivi e intelligenti
Ora non son più tristi sono anche pacifisti
Alla faccia di silvio son tornati
Mogi mogi moggi son tornati… gli interisti

Mio cugino è un interista Valentino è un interista
Superman è un interista e Superguido?
Robin Hood è un interista Pikachu è un interista
Candy Candy è un interista e Guidoguido?

Sembravano spariti ormai tanti anni fa
Sorpresi ed impauriti dalla modernità
Invece erano qua nascosti tra la gente
La bandiera in naftalina per il giorno vincente

Ma dopo tanto tempo è stato infranto il muro
È l’ora del riscatto per chi aveva un cuore puro
E grazie a questa storia ho imparato la morale
I rossi son vincenti il bene batte il male

E adesso sono qui vi guardo sorridenti
Onesti prodi buoni sportivi e intelligenti
Ora son più altruista mi sento pacifista
Alla faccia di silvio adesso anch’io
Mogio mogio mogio adesso anch’io… sono interista

Mio cugino è un interista Valentino è un interista
Superman è un interista e Superguido?
Robin Hood è un interista Pikachu è un interista
Candy Candy è un interista e Guidoguido?

mercoledì 20 giugno 2007

Disse il saggio

Nel mezzo del cammin dei processi, Guido Rossi nomina un’apposita commissione di tre saggi - Gerard Aigner, Roberto Pardolesi e Massimo Coccia - chiedendo loro "di esprimere parere consultivo in ordine al noto tema della eventuale assegnazione dello scudetto in caso di modifica della classifica finale di campionato, a seguito di illecito disciplinare".
La commissione apre e chiude i battenti in pochissimi giorni (nominata il 20 luglio, consegna il proprio parere il 24), senza neanche attendere la conclusione dei processi di fronte alla Corte Federale di San Dulli (che pronuncerà la propria sentenza il 25 luglio).
Secondo i tre saggi, la normativa federale – in caso di sanzioni che comportino modificazioni di classifica - prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulti prima classificata, tenuto conto delle sanzioni.
"Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione – si legge nel parere - quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero Campionato, ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi".
Ovviamente, Guido Rossi si è fatto una sonora risata e, alla faccia, della ragionevolezza e dell'etica sportiva, ha deciso, con autonomo provvedimento, di assengare il Tavolino 2005/2006.
Abete, se ci sei batti un colpo. E ci sei, ci sei. L'abbiamo vista a Cardiff quella tua bella faccetta da cariatide calcistica...

Inter, così no!

Questo è il titolo che non leggermo mai sulla Merdetta dello Sporc.
Ma alla fine della fiera, la verità è una sola.
I Perdenti hanno conquistato il tavolino 2005/2006, grazie ad un loro ex consigliere di amministrazione e nonostante che non avessero i requisiti per iscriversi a quel campionato.

Chissà se prima o poi qualcuno in Fermo Ferraris darà un segno di vitalità?

E chissà cosa ne dicono i Gabetti, i Grande Stevens, gli El Kazz?

mercoledì 16 maggio 2007

Juventus, il processo farsa

Introduzione di Piero Ostellino e Christian Rocca

...Pasta e Sironi si sono letti la sentenza sportiva che ha condannato la Juventus alla serie B e hanno scoperto che al Bar dello Sport non avrebbero saputo fare di meglio. Il risultato della loro lettura è clamoroso, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello giuridico e civile: la Juventus è stata condannata per non aver commesso il fatto, per non aver comprato né aggiustato né taroccato nessuna partita di campionato. Nemmeno una. I due autori sono juventini, ma i fatti no.

I giudici hanno scritto che nel calcio italiano non c'era nessuna cupola, che il sistema Moggi era un'invenzione, che i sorteggi non erano truccati, che la balla delle ammonizioni mirate per favorire preventivamente la Juventus era, appunta, una balla. Gli arbitri sono stati assolti tutti, tranne due, ma i due condannati non sono stati puniti per le partite della Juventus.

Insomma, il cosiddetto più grande scandalo sportivo di tutti i tempi, che ex post ha fatto vibrare di indignazione un militante civile come Candido Cannavò, semplicemente non c'era. Era una chiccherata da curva sud. La teoria della cospirazione moggiana elaborata nei centri studi della Gazzetta dello Sport e messa in atto da menti raffinate come Guido Rossi, Francesco Saverio Borrelli ed Elio Corno non ha retto alla prova dello stesso processo, chiamiamolo così, organizzato per operare più da plotone di esecuzione che da amministratore di giustizia. Pasta e Sironi, leggendo la sentenze, hanno spiegato che l'illecito sportivo contestato alla Juventus non esisteva nei codici, ma che è stato creato ad hoc, trasformando geneticamente in illeciti sportivi tre comportamenti "di per sé", come dice il dispositivo, non configuranti l'illecito. E siccome non stava in piedi nemmeno questa mostruosità giuridica del 3X1, i giudici hanno elaborato anche una formidabile interpretazione del codice sportivo definita, bontà loro, "concettualmente ammissibile". La Juve del diabolico Luciano Moggi - incupolato con il solo Antonio Giraudo e senza l'ausilio di arbitri e federazione - avrebbe ottenuto "vantaggi in classifica" diversi dagli unici vantaggi in classifica conosciuti in natura, cioè quelli ottenibili attraverso tentativi di alterare lo svolgimento delle partite...

Perché la proprietà della juventus non si è difesa da accuse che le stesse sentenze hanno dimostrato di essere prive di fondamento? E ancora, perché non ha fiatato quando le sono stati tolti due scudetti, compreso uno conquistato in un campionato non oggetto di inchiesta né della magistratura ordinaria né di quella sportiva?

Le risposte e i dubbi sono parecchi. Abbiamo visto tutti che la Juventus non s'è difesa. Abbiamo visto tutti la liquidazione degli uomini di Umberto Agnelli. Abbiamo visto tutti che la società ha chiesto di essere condannata malgrado non ci fosse "uno straccio" di prova, come aveva scritto la procura di Torino al momento della richiesta di archiviazione dell'inchiesta. Abbiamo visto tutti come è stata fatta cassa, smantellando la migliore squadra degli ultimi quindici anni. Abbiamo visto tutti la rinuncia al TAR e poi anche al TAS e poi a qualsiasi altra cosa potesse servire a ristabilire la verità sportiva, cioè che la Juventus quegli scudetti li aveva vinti regolarmente e meritatamente sul campo. Insomma c'è il sospetto concreto che il ruolo della Juventus in Calciopoli sia stato più dalla parte delle guardie che tra i ladri, che la proprietà volesse disfarsi di due dirigenti troppo intraprendenti che lavoravano a diluire il peso specifico di parte della famiglia Agnelli. Fino a prova contraria non è così, ovviamente. Ma il fatto che per gestire la vicenda Calciopoli sia stato scelto un avvocato d'affari come Guido Rossi, invece che un luminare di diritto sportivo, non fa che aumetnare l'inquietudine. Che Rossi sia stato membro del Consiglio di Amministrazione e consulente legale della squadra beneficiata dallo scandalo è un ulteriore elemento di riflessione, così come il suo ritorno al settore privato subito dopo il fuoco del plotone d'esecuzione. Che questo settore privato, poi, sia proprio la società coinvolta nello scandalo delle intercettazioni illegali e l'azienda con solidi legami azionari con la squadra di calcio beneficiatadalle sentenze di Calciopoli, non fa che segnalare un formidabile salto di qualità nella casistica italian dei conflitti di interessi. D'altra parte, se la proprietà di una società quotata in borsa avesse deciso di non difendersi, anzi di alimentare "il sentimento collettivo" della "gente comune", arrecando quindi irreparabili danni finanziari e sportivi agli azionisti, in un paese normale avrebbe commesso un reato finanziario...

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