Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 21 luglio 2009

Ambra senza tette



A soli 16 anni, Ambra Angiolini conduceva la trasmissione televisiva Non è la Rai.
Munita di auricolare, veniva teleguidata da Boncompagni, che le suggeriva cosa dire.
A soli 33 anni, John Elkann conduce l'Exor, holding che controlla Fiat e Juventus.
Munito di tutore, viene teleguidato da Gabetti, che gli suggerisce cosa dire.
Un Ambra Angoiolini, in pratica.
Senza tette.
E con Gabetti al posto di Boncompagni.

mercoledì 27 maggio 2009

E sono già cinque

(Il Dottore, con l'ultimo vero Presidente della Juventus)
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Sono già passati cinque anni.
Da quel maledetto 27 maggio 2004.
Quando è morto Umberto Agnelli.
Ed è contemporaneamente iniziata la morte della Juventus.
Grazie, Dottore.
Grazie per aver affidato la sua amata Juventus ad Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega.
Grazie per averci fatto vivere, da tifosi juventini, dodici anni fantastici.
Grazie per i 7 scudetti.
Grazie per Roma.
Grazie per Tokyo.
Grazie per il 5 maggio.
Grazie per essere stato sempre vicino alla Juventus, ai suoi dirigenti ed ai suoi tifosi.
Nei tanti momenti belli.
Come nei pochi momenti brutti.
Grazie per aver trasformato la Juventus in una società modello, invidiata in tutto il mondo.
Grazie per aver benedetto la scelta di Capello, proprio pochi giorni prima di morire.
Grazie.
Ora quella Juventus non esiste più, grazie al pregevole lavoro di eredi e tutori.
Restano comunque i ricordi di un periodo meraviglioso.
E la speranza che venga presto presentato il conto a coloro che hanno distrutto la Juventus.

lunedì 30 marzo 2009

Un piatto indigesto


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza del processo Ifil/Exor per la vicenda equity swap.
Vi ho già parlato, nel post "le bugie hanno le gambe corte", delle dichiarazioni di Gabetti.
Sempre a proposito di Gabetti, il suo difensore (Marco Ferrero) ha chiesto di poter produrre un parere pro-veritate di un illustre professore.
Questo illustre professore, famoso per le parcelle milionarie (uno Zaccone, in pratica, ma dai compensi molto più congrui) è pappa&ciccia con Gabetti, l'Ifil, John e compagnia cantante (no, Ranieri, almeno qui non c'entra, pur avendo beneficiato ampiamente di questa squallida vicenda) dalla primavera 2006.
L'illustre professore ha assistito la combriccola torinese su molti dossier.
La vicenda dell'equity swap.
La riorganizzazione Ifil/Ifi.
Gli equilibri tra i vari rami della famiglia.
E farsopoli...
La combriccola torinese e l'illustre professore hanno preparato un piatto particolarmente indigesto per i tifosi bianconeri.
In pratica, una cassoeula affogata nella bagna caoda.
Provate ad assaggiare una simile delizia.
E vi ritroverete con lo stomaco in fiamme.
Ed in Serie B.

venerdì 27 marzo 2009

Le bugie hanno le gambe corte


Gianluigi Gabetti, presidente d'onore di Exor, parlando ieri alle telecamere di "Annozero" in una pausa della prima udienza del processo Ifil-Exor sulla vicenda dell'equity swap ha dichiarato: "essere in un'aula di tribunale con l'accusa di aver mentito, è una cosa ingiusta, un'insolenza. Non si arriva alla mia età diventando un mentitore, ma questo è il paese di Macchiavelli, per cui si pensa che se tu raggiungi un fine buono con tutta probabilita' hai adoperato i mezzi sbagliati".

Purtroppo per il presidente d'onore (alla larga da questa categoria, perché anche quello della Smileville FC è di un certo livello) nell'era di internet le bugie hanno le gambe corte.

Non so se vi ricordate il giorno dell'udienca clou (per la Juve) di Farsopoli, quella in cui ha parlato Zaccone (5 giugno 2006).
Io me lo ricordo benissimo.
Di prima mattina, dichiarazione bellicosa di Gabetti (proprio lui): la Juve non guarderà in faccia a nessuno.
In serata, la penna congrua di Zaccone.

Ore 12:16 - Gabetti: "La Juve non guarderà in faccia nessuno"
Parla Gianluigi Gabetti, presidente dell'Ifil, la finanziaria che controlla la Juventus: "Siamo sconcertati, ci tuteleremo senza guardare in faccia nessuno". Nel giorno in cui è atteso l' intervento del difensore della Juventus, Cesare Zaccone, al processo sportivo, il presidente dell' Ifil afferma che la società bianconera non resterà passiva. Alla domanda se il club bianconero ha intenzione di denunciare la Caf, ha risposto: "Tutte le opzioni sono aperte. Non ne trascureremo nessuna e agiremo con la massima determinazione senza guardare in faccia nessuno".

Ore 19:07 - Legale Juve: penalizzazione in B sarebbe pena congrua
"La penalizzazione della Juve in serie B sarebbe una pena congrua".
Lo ha detto il legale della società bianconera, Cesare Zaccone, davanti alla Commissione d'appello federale. "Non si può parlare di responsabilità diretta della Juventus - ha aggiunto - ma eventualmente di responsabilità oggettiva, visto che Moggi non è mai stato legale rappresentante della società".

Quindi, almeno una volta nella sua vita Gabettinho nostro ha mentito.
A meno che non intendesse dire "la Juve non guarderà in faccia a nessuno dei propri tifosi".

giovedì 12 giugno 2008

Che astuzia diabolica


All'IFIL ne sanno davvero una più del diavolo.

Sono riusciti a salvare la Juventus dalla meritata retrocessione in una serie inferiore alla B.

Perché, parliamoci chiaro, c'erano quattro illeciti: non uno di meno; forse qualcuno di più.

All'IFIL si sono mossi in maniera davvero astuta e diabolica.

D'altronde, gente come Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens, John Elkann e Luca Cordero di Montezemolo (il quale, seppure senza ruoli ufficiali in IFIL, è pur sempre uno di famiglia) mangia pane e volpe a colazione. E a loro non la si fa.

Ed infatti hanno manovrato nell'ombra per far nominare commissario della FIGC l'avvocatone Guido Rossi.

Non un avvocato qualunque.

Ma un avvocato di fiducia dell'IFIL e della stessa famiglia Agnelli.

Guido Rossi, infatti, è consulente dell'IFIL e della Giovanni Agnelli & C SAPA, con un ruolo da garante super partes per i vari rami della famiglia rinuti nella accomandita.

Ma il capolavoro è che sono riusciti a far passare Guido Rossi per un ultrà interista.

In questo modo, l'avvocatone Guido Rossi è riuscito a dare una sistematina ai processi, senza rischiare di essere accusato di simpatie filo-Juventus e filo-IFIL.

E alla fine della fiera la Juventus se l'è cavata con un buffettino.

Retrocessione in Serie B, con minima penalizzazione.

Solo due scudetti revocati.

mercoledì 14 maggio 2008

Le palle sul web


La Juventus ha come amministratore delegato un tennista pallista.

Non c'è quindi da stupirsi che anche il sito ufficiale (http://www.siamounasolareesimpaticaneopromossa.com) sia infarcito di palle.

Ecco l'ultima.

"John Elkann è il nuovo presidente dell'Ifil, la società di investimenti della familgia Agnelli. L'Ingegnere, che ricopriva la carica di vice, succede a Gianluigi Gabetti.

Al nipote dell'Avvocato Gianni Agnelli, da sempre molto vicino alla Juventus (come tutta la famiglia), vanno le congratulazioni di tutto il mondo bianconero".

Il papà di "sale e scende la marea" e del "re della giungla" da sempre molto vicino alla Juventus? Talmente vicino alla Juventus da averla sbattuta in B, con penalizzazione e due scudetti in meno (checché ne dicano i Cirigenti).

Al papà di "sale e scende la marea" e del "re della giungla" le congratulazioni di tutto il mondo bianconero? Tutto? No, non tutto. Io le congratulazioni non le faccio. E come me tanti altri Ju29ri. Quindi, le congratulazioni non arrivano da tutto il mondo bianconero. Solo da quella parte del mondo bianconero fatto di normalizzati e cobolli(ti) boys.

mercoledì 19 marzo 2008

Incredibile ma Beck


Quei Rossi a buon mercato

di Roberto Beccantini



Guido Rossi consulente Ifil è uno schiaffo ai tifosi juventini [molto bene]. Fra tutti gli avvocati d’affari c’era proprio bisogno di scegliere l’ex commissario straordinario di Calciopoli? John Elkann poteva evitare lo sfregio. I complottisti [anche se non precisato nel testo, il termine ha un'evidente ed errata connotazione negativa, perché Beck non crede, per il momento, al complotto] hanno ripreso vigore: scommettiamo che la consulenza era in atto già dal maggio 2006? Sciocchezze [Beck, non così!]. A ognuno il suo referente: il professore per Gabetti, Lucianone per Alessio Secco [Secco allora deve essere ancora più di coccio di quanto appaia, perché Lucianone non gli ha certo consigliato alcuno dei bidoni cirigenziali]. Altro che sindrome di Stoccolma. Siamo decisamente oltre il ritorno d’affetto (ed effetto) tra la finta vittima e il simil carnefice. Siamo di fronte a un’operazione di chirurgia plastica che ha soddisfatto il paziente e indisposto i parenti stretti, che saremmo poi noi.

Al di là dell’opinione che ognuno coltiva sulle sentenze dello scandalo, la mossa si commenta da sola. Non l’avrei compiuta neppure a verdetti capovolti, con la Juve assolta e Rossi braccato dagli interisti (buona, questa [molto bene]). Un briciolo di rispetto, suvvia. Lo giustificano tanto coloro che considerano la Biade un banale call center sabotato dai bruti di Telecom quanto i giacobini [interessante; se i colpevolisti sono "giacobini", allora forse il Beck sta per vedere la luce] che, viceversa, non considerano innocenti i fili, e i pissi-pissi, di quei cellulari.

E dal momento che i Rossi non vengono mai soli, ecco Paolo, il nostro amatissimo Pablito, gratificare Roberto Mancini di due scudetti vinti. Letteralmente. Il Mancio era ospite di «Attenti a quei due». Veniva dal balletto morattiano «vado-non vado» e aveva di fronte (meglio, al suo fianco) anche Gianluca Vialli. Capisco metterlo a suo agio, e lenirne i sensi di colpa, ma così mi è sembrato francamente troppo. Due scudetti Mancini? Quando mai? [perfetto] A maggio, probabilmente. Non ora. Adesso siamo in perfetta parità: uno lui, sul campo [lo scudetto dell'anno scorso non sarà un tavolino, ma è certamente un comodino], e uno il consulente Ifil, a tavolino [chapeau,]. Strano che Pablito abbia fatto di ogni titolo un fascio. Così va il mondo. L’erba dell’ospite ha scalzato quella del vicino: è lei la più verde. Soprattutto se piace e conviene a chi la bruca.


Il commento tecnico del Mago

Quasi due anni di email, telefonate, sms, chiaccherate, caffé con il Beck.

E qualche risultato inizia a vedersi.

Ho evidenziato in rosso gli errori nell'articolo. In verde invece alcuni commenti ed apprezzamenti.

Il ragazzo ha evidentemente delle potenzialistà. Ma sino ad ora si è impegnato poco.

In passato, gli articoli del Beck erano infatti tutti colorati di rosso, tante erano le inesattezze e le imprecisioni.

Oggi, invece, gli errori in rosso si sono decisamente ridotti.

Bene così.

mercoledì 12 marzo 2008

Tutto molto bello. Però...


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Tutto molto bello.

La consueta eliminazione dei Pezzenti.

Il "goobye and thank-you" di Ciuffolo.

La consueta delusione del petroliere più ecologico ed onesto che ci sia.

Tutto molto bello. E godurioso.

Però.

C'è un però grosso come una casa.

Sino al 2006 erano ben altri i motivi di godimento.

E da Via Durini arrivavano solo corollari di godimento.

Ora, invece, grazie agli Elkann, Lucky Luke, al presidente in grande stile e a Gabetti, i corollari ambrosiani sono diventati essenziali. A meno di non godere per la conquista della Coppa Zaccone...

sabato 12 gennaio 2008

Il collante e l'erede designato


Andrea Agnelli, a margine della mostra romanda sull'Avvocato, ha dichiarato che attualmente Gabetti (uno dei due gemelli equity swap) funge da collante della famiglia.

Come come come?

Ma la regola della Famiglia non è "uno solo comanda"?

E non era stato designato, proprio per questo motivo, un erede destinato a comandare?

E come mai quell'erede designato non comanda a differenza di Gianni (prima e a lungo) e Umberto (dopo, per troppo poco tempo purtroppo)?

Come mia c'è bisogno di un collante (cioè di una persona che mandi avanti la baracca mentre la Famiglia si scanna dietro le quinte e, in alcuni casi, anche davanti)?

Forse perché l'erede designato non ha il consenso di tutti.

Forse perché l'erede designato è una nullità.

Forse perché l'erede designato ha fatto delle cose che non doveva fare.


PS Lapo, collante in senso figurato. No, non puoi sniffare Gabetti (prenderlo a calci in culo si, però)

martedì 18 dicembre 2007

Intelligenza


Gabetti è in riunione con John El Kann.

Ad un certo punto della riunione, Gabetti spiega a John El Kann quanto sia importante circondarsi di persone intelligenti.

John El Kann chiede a Gabetti come faccia a giudicare se una persona sia intelligente o meno.

"Lo capisco facendo la domanda giusta", risponde Gabetti. E aggiunge: "te lo dimostro".

Gabetti prende il telefono e chiama Marpionne.

"Rispondi a questa domanda: tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino; questo bambino non è né tuo fratello né tua sorella. Chi è?"

Immediata la risposta: "sono io!".

Gabetti attacca la cornetta e dice: "hai capito John?".

"Sicuro. Grazie. Farò anche io così".

Al rientro nel proprio ufficio, John decide di mettere alla prova Rien ne va plus.

Lo chiama e gli dice: "ascolta, Rien, puoi rispondere a una domanda?"

"Mais oui, cosa vuoi sapere?"

"Tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino. Ma questo bambino non è né tuo fratello né tua sorella. Chi è?"

Rien ne va plus ci pensa un po', poi imbarzzato dice: "oh parbleu, ci devo riflettere; ti chiamo più tardi".

Rien ne va plus convoca subito una riunione urgente del comitato sportivo in Fermo Ferraris.

Ma nessuno riesce a trovare la risposta giusta.

Rien ne va plus propone allora al comitato di sentire il parere di un grande amico, San Massimo da Appiano. Ma anche San Massimo da Appiano non riesce a risolvere l'arcano.

Allora, Rien ne va plus chiama al telefono un altro grande amico, il Candido della Foxy. Gli spiega la situazione e pone la domanda: "Tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino. Ma questo bambino non è né tuo fratello né tua sorella. Chi è?"

Immediata la risposta del Candido della Foxy: "Sono io!".

Sollevato, Rien ne va plus chiama subito John.

"Ho la risposta alla tua domanda! So chi è il bambino.! E' il Candido della Foxy".

E John, disgustato: "Cretino, è Marpionne".

martedì 11 dicembre 2007

Conati di vomito


Un libro con introduzione di Henry Kissinger dedicato alla vita di Gianni Agnelli: è stato presentato ieri sera al Lingotto dal direttore INTERcettista del Tg1 Gianni Riotta alla presenza di uno dei gemelli Equity Swap (Gianluigi Gabetti), del papà di Oceano, di Lucky Luke e di Marcello Lippi.

"L'Avvocato aveva tre amori - ha dichiarato Lucky Luke - Torino, la Fiat e il proprio Paese. Da lui ho imparato due cose: di guardare sempre avanti e che dovunque ci si trovi a operare bisogna tenere una finestra aperta sul mondo. Oggi sarebbe contento della Fiat, della Juventus e della Ferrari".


Due commenti veloci veloci, prima di andare a vomitare:

1. Lippi a parte, c'era un vero parterre de roi alla presentazione del libro.

2. Premio per la stronzata di giornata a LuckyLuke: bisogna avere una faccia come il culo per dire che l'Avvocato oggi sarebbe contento della Juventus.


giovedì 8 novembre 2007

Dirigenti e dirigentastri

La Juventus fa parte (purtroppo, ora è il caso di dire "purtroppo") del più grande gruppo industriale italiano.
Un gruppo che ha sempre (sempre?) difeso i propri dirigenti.

Vediamo alcuni casi clamorosi.

Francesco Paolo Mattioli (Tangentopoli). Difeso.
Franzo Grande Stevens (Swappopoli). Difeso.
Gianluigi Gabetti (Swappopoli). Difeso.
Franzo Grande Stevens (Ereditopoli). Difeso.
Gianluigi Gabetti (Ereditopoli). Difeso.

Ci sono due eccezioni (anzi, tre) alla regola.

Luciano Moggi (Farospoli). Cacciato.
Antonio Giraudo (Farsopoli). Cacciato.

La terza eccezione è Roberto Bettega. Pur non essendo implicato in Farsopoli, è stato cacciato pure lui. Forse perché troppo legato a Giraudo e Moggi. Forse perché troppo bianconero.

mercoledì 10 ottobre 2007

Padovan su tennisti, gemelli, nipoti (e tutori sullo sfondo)



(Lucky Luke quando si vede allo specchio)
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L’EDITORIALE del 9 ottobre 2007


DECIDETEVI!


GIANCARLO PADOVAN


Il caso Del Piero deflagra in un silenzio rassegnato e colpevole. Dop­pia, e perciò doppiamente grave, la responsabilità: da una parte il giocatore, che ha troppe pretese rispetto alla considerazione della con­troparte contrattuale (quando si chiede è importante capire fino a do­ve sia possibile spingersi con la domanda), dall’altra la società: disim­pegnata per parte degli Elkann (non un gesto, né una parola); renitente e reticente in Blanc (ha già sbagliato cedendo Vieira e, soprattutto, Ibrahimovic all’Inter, forse una maggiore cautela rispetto a conse­guenze di non facile gestione sarebbero consigliabili); inopportuna quando Secco ammette che «Effettivamente il rischio di perdere Del Piero c’è» (a meno che qualcuno glielo abbia suggerito e, allora, il di­rettore sportivo non ha colpa, se non quella di farsi mandare allo sba­raglio); grottesca nella comunicazione se dice che Secco è stato stru­mentalizzato dai giornalisti (quella di Secco era una frase limpidissi­ma, inequivocabile, immodificabile e, soprattutto, rilasciata durante una trasmissione tv); dedita all’equilibrismo, in cui primeggia il pre­sidente Giovanni Cobolli Gigli, il migliore presidente possibile in una situazione di cui Blanc è il tessitore occulto. Cobolli Gigli tampona e riparte con leggerezza, in un anno e mezzo ha fatto più di quanto gli venga ascritto e riconosciuto, ma sul caso-Del Piero da lui mi aspetta­vo una diversa determinazione. Anche perché, sul piano dell’immagi­ne, la dirigenza non aveva certo fatto una bella figura a farsi manda­re a quel paese da Trezeguet e poi, priva di alternative, a rinnovargli il contratto come se nulla fosse accaduto.


La realtà la sanno tutti e i Del Piero (Alessandro e il fratello manager) la conoscono meglio di qualsiasi altro: Blanc, in primis, non vuole più Del Piero, Secco neppure. Gli Elkann evitano di intervenire, forse per­ché la pensano come i loro manager o forse perché la Juve non è affar loro nonostante ne detengano la proprietà (strano, ma il capitalismo italiano è anche questo); Ranieri di Del Piero farebbe, o farà presto, volentieri a meno e da domenica gli è pure scappato.Aquesto punto basterebbe che tutti lo ammettessero, senza quella pa­tina di ipocrisia tanto cara all’ambiente del calcio. Basterebbe avere il coraggio di affrontare l’umore della sterminata platea di clienti, chia­mati tifosi. Non c’è dubbio che spesso essi rappresentino la pancia nel­la variegata tribù del pallone. Tuttavia senza di loro non esisterebbe lo spettacolo perché – lo dico a beneficio dell’amministratore Blanc – non esisterebbero i consumatori, gli stadi da fare, rifare, riempire, le televisioni cui abbonarsi per vedere l’evento sportivo e dalle quali ri­cevere tanti quattrini per sanare i bilanci, assicurare una squadra competitiva e via elencando. Ebbene, cari dirigenti della Juve, questa moltitudine inquieta e arrabbiata vi chiede di porre fine alla questio­ne- Del Piero nel più breve tempo possibile perché essa sta danneg­giando – senza che qualcuno ancora se ne sia accorto, ma quando ac­cadrà sarà tardi – la squadra, i suoi delicati circuiti interni, l’allena­tore e un calciatore che, fino a prova contraria, è stato determinante sempre, ma più di ogni volta nell’anno della serie B, quando c’era chi scappava, chi tentennava e pochi che lavorassero per salvare il salva­bile, segnando tanto (Del Piero, appunto) in una squadra ricca di cam­pioni ma povera di gioco, visto l’allenatore che la guidava (altra scel­ta infelice con strappo finale mortificante).


Carissimo Cobolli, caro Blanc, stimato Secco, ricordate che senza Del Piero – e senza quelli che sono rimasti anche per lui – la Juve avrebbe rischiato di impantanarsi nella mediocrità, di prolungare l’inferno della B e di consegnare la vostra, pur volonterosa esperienza di gran­di dirigenti, ad uno dei fallimenti più gravi della storia del club. Non volete più Del Piero: agite. Lo volete ancora: firmate.




Padovan sostiene che la Juve non è affare degli Elkann, nonostante ne detengano la proprietà.


E allora?


Allora la Juve è affare dei tutori.


I Gemelli Equity Swap (più swap che equity, in realtà).


E, soprattutto, Lucky Luke. L'ex compagno di quel gran pezzo dell'Ubalda (tutta nuda e tutta calda). L'ex direttore generale del comitato organizzatore di Italia '90 (sperpero di migliaia di miliardi per la costruzione di stadi ora già fatiscenti). L'ex vice-presidente della Juventus di Maifredi, Luppi e De Marchi (fuori dalle coppe, per la prima volta dopo circa trent'anni). Grande amico di Moratti ("Sono amico di Massimo Moratti, gli voglio bene. E’ una persona per bene") e della vergine della Bicocca (che non è Afef; "io non entro mai nelle vicende delle singole aziende, voglio solo dire che Marco Tronchetti Provera è un mio amico, è una persona perbene, è un vicepresidente di Confindustria e mi sembra che in questa vicenda sia parte lesa").




Peggio di questa gente non ci poteva capitare.


Fuori i mercati dal tempio. Via i tutori (ed i tutelati) dalla Juventus

venerdì 8 giugno 2007

La guerra degli Agnelli


Depositato l'atto di citazione di Margherita Agnelli contro Franzo Grande Stevens (indegno presidente onorario della Juve) e Gianluigi Gabetti (colui che prometteva fuoco e fiamme contro gli accusatori della Juve in Farsopoli, proprio poche ore prima della richiesta di "pena congrua" da parte di Zaccone)

giovedì 31 maggio 2007

Trovate la differenza

Oggi, dopo l'atto di citazione di Margherita Agnelli nei confronti di Gabetti e Grande Stevens: "In riferimento alle notizie di stampa - si legge nella nota - i soci della Giovanni Agnelli e C. Sapaz a tutela della propria reputazione, della compattezza dell'azionariato famigliare, dell'interesse di tutti gli stakeholders delle società del gruppo e della trasparenza nei confronti del mercato, unanimemente confermano piena fiducia nei vertici del gruppo e massimo sostegno per il loro operato".

L'anno scorso, dopo le notizie di stampa in merito alle prime intercettazioni di Calciopoli: "Siamo vicini alla società e all'allenatore. Queste cose non ci lasciano indifferenti"

martedì 17 aprile 2007

Per non dimenticare - Gabetti e Zaccone


ll cinque luglio 2006 alle 12.10 Gabetti prometteva fuoco e fiamme.

12.10 Gabetti: "Siamo sconcertati, ci tuteleremo"Dopo la richiesta di retrocessione in serie C per la Juventus, parla anche Gianluigi Gabetti, presidente dell'Ifil, la finanziaria che controlla il club bianconero, e promette battaglia. "Siamo sconcertati, ci tuteleremo senza guardare in faccia nessuno. Tutte le opzioni sono aperte. Non ne trascureremo nessuna e agiremo con la massima determinazione senza guardare in faccia nessuno".

Il medesimo giorno, alle 19.12 Zaccone patteggiava la Serie B con penalizzazione.

19.12 Legale Juve: "Serie B con penalizzazione sarebbe pena congrua". "La retrocessione in serie B con punti di penalizzazione sarebbe una pena congrua". Lo dice Cesare Zaccone, legale della Juventus, chiudendo il suo intervento nel processo davanti alla Commissione d'appello federale.

lunedì 16 aprile 2007

Cinquemila conigli sull'autostrada per Budapest


Spettacolo insolito oggi sull'autostrada ungherese M1, a 35 chilometri da Budapest. Un camion in seguito a un incidente ha perso il suo carico di conigli e ben cinquemila animali hanno invaso l'asfalto scappando in tutte le direzioni.

Su sollecitazione dell'IFIL, l'ambasciatore italiano a Bucarest si è attivato per sincerarsi sulle condizioni di salute dei conigli di Corso Galileo Ferraris, coinvolti loro malgrado nell'incidente.

Nella foto, Tardelli recuperato da un vigile del fuoco ungherese