Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 2 marzo 2010

Eredepercaso in missione


La scorsa settimana l'eredepercasoaforzadisaltelli ha incontrato Silvio Berlusconi e Gianni Letta.
Da solo. Senza tutori al seguito.
Ohibò, direte voi, com'è possibile?
L'eredepercasoaforzadisaltelli in missione, da solo, senza tutori?
E' possibile, è possibile.
Oramai l'eredepercasoaforzadisaltelli è cresciuto.
E' preparato.
Ha una risposta pronta per qualsiasi domanda, come potete vedere dalla ricostruzione dell'incontro tra l'eredepercasoaforzadisaltelli, il Presidente del Consiglio e Gianni Letta.

L. Buongiorno, Ingegnere. Si accomodi, il Presidente arriva subito.
E. Presidenti che arrivano noi sappiamo quelli che arrivano; e quella è quella cosa importante
L. Come? Dicevo, il Presidente del Consiglio sarà con noi tra pochi minuti. Sta sistemando il letto di Napoleone. Caffé?
E. Sul caffé abbiamo già detto tutto.
L. Ah, preferisce una tazza di té?
E. Té che beviamo noi sappiamo quelli che beviamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ingegnere, come lo vuole il té? Limone o latte? Zucchero o dolcificante?
E. Sul limone, il latte, lo zucchero ed il dolcificante abbiamo già detto tutto.
L. Non sapevo aveste deciso di diversificare così tanto i vostri investimenti. Comunque, ecco il Presidente.
B. Buongiorno Ingegnere, speravo venisse con la sua dolce consorte.
E. Su Consorte abbiamo già detto tutto
B. Ingegnere, mi consenta, sono io il re delle battute, non mi faccia concorrenza
E. Concorrenza che facciamo noi sappiamo quella che facciamo; e quella è quella cosa importante.
B. A proposito di concorrenza, ha visto che disastro la Toyota?
E. Sulla Toyota abbiamo già detto tutto.
B. Ah, non lo sapevo. Devo dire a Bonaiuti che le sue rassegne stampe fanno cagare.
E. Cagate che facciamo noi sappiamo quelle che facciamo; e quella è quella cosa importante.
L. Scusate se mi intrometto, ma non abbiamo molto tempo.
E. Tempo che abbiamo noi sappiamo quello che abbiamo; e quella è quella cosa importante.
B. Se dobbiamo fare a gara, allora non ci sono più le mezze stagioni.
E. Sulle QUATTRO stagioni abbiamo già detto tutto.
L. Come, vuole una pizza alle dieci del mattino?
E. Pizze che mangiamo noi sappiamo quelle che mangiamo; e quella è quella cosa importante.
B. La QUATTRO stagioni non mi fa impazzire, preferisco la napoletana.
E. Sulle napoletane ed anche le siciliane abbiamo già detto tutto.
B. Ingegnere, Lei è un buongustaio. Le donne del sud sono le migliori. Che ne pensa delle sarde?
E. Sarde che mangiamo noi sappiamo quelle che mangiamo; e quella è quella cosa importante
L. Scusate, possiamo quagliare?
E. Quaglie che mangiamo noi sappiamo quelle che mangiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ingegnere, mi permetto di rammentarle che dovremmo parlare di Termini Imerese. Nessun ripensamento sulla chiusura?
E Su Termini Imerese abbiamo già detto tutto.
L. Si, ma gli operai?
E. Operai che licenziamo noi sappiamo quelli che licenziamo; e quella è quella cosa importante.
L. Pensate di chiudere altri stabilimenti nel prossimo futuro?
E. Stabilimenti che terminiamo noi sappiamo quelli che terminiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ma l\'Alfa Romeo ad Arese?
E. Su Arese abbiamo già detto tutto
B. Come vanno le vendite auto?
E. Auto che vendiamo noi sappiamo quelle che vendiamo; e quella è quella cosa importante
B. Molto bene, immagino allora che non ci siano problemi se dirottiamo su altri settori i soldi che pensavamo di destinare agli incentivi auto
E. Sugli incentivi auto abbiamo già detto tutto
L. Non Le sembra un po\' azzardata la decisione di distribuire un dividendo agli azionisti FIAT?
E. Dividendi che distribuiamo noi sappiamo quelli che distribuiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Certo, certo. Ma tra Termini Imerese, Arese, cassa integrazione, etc etc, forse non è stata una gran mossa.
E. Sul dividendo abbiamo già detto tutto.
B. Va beh, passiamo ad altro. Come vanno le cose alla Juventus.
E. Scudetti che abbiamo vinto noi sappiamo quelli che abbiamo vinto; e quella è quella cosa importante
B. Anche noi. Comunque, Le avevo chiesto come vanno le cose ora alla Juventus. Che ne dice di Zaccheroni.
E. Su Zattteroni abbiamo già detto tutto.
L. Zatteroni, chi è Zatteroni? Va beh, quando sarà pronto il nuovo stadio?
E. Stadi che costruiamo noi sappiamo quelli che costruiamo; e quella è quella cosa importante
B. Certo, certo. Il Dottor Letta Le chiedeva del nuovo stadio. Come mai avete deciso di vendere le aree commerciali adiacenti?
E. Aree che vendiamo noi sappiamo quelle che vendiamo; e quella è quella cosa importante.
B. Meno male che lo sapete. Mi chiedevo però come mai avete rinunciato allo sviluppo immobiliare.
E. Sullo sviluppo immobiliare abbiamo già detto tutto.
L. Ha letto il libro di Moncalvo?
E. Libri che leggiamo noi sappiamo quelli che leggiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Si, lo immagino. Ma cosa mi dice della causa intentata da Sua mamma.
E. Mamme che abbiamo noi sappiamo quelle che abbiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Si, ma la causa? L\'eredità?
E. Sull\'eredità abbiamo già detto tutto.
B. Non ha paura che alla fine tra i due litiganti a godere sia l\'Agenzia delle Entrate?
E. Agenzie che entrano noi sappiamo quelle che entrano; e quella è quella cosa importante
L. Agenzie che entrano? Il Presidente si riferiva al fisco, Ingegnere.
E. Sul fisco abbiamo già detto tutto.
L. Presidente, si è fatto tardi. E\' appena arrivato Putin.
B. Lo faccia accomodare sul letto di Napoleone.
E. Su Napoleone abbiamo già detto tutto.
B. Arrivederci Ingegnere, è stato un piacere.
E. Piaceri che abbiamo noi sappiamo quelli che abbiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ingegnere, prego, l'uscita è di qua.
E. Sulle uscite e sulle entrate abbiamo già detto tutto.
L. Molto bene, Le auguro di passare una buona giornata qui a Roma.
E. Giornate che passiamo noi sappiamo quelle che passiamo; e quella è quella cosa importante.

martedì 13 ottobre 2009

Scampato pericolo


Ieri sera i libici della Lafico hanno presentato la documentazione relativa al proprio candidato per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Ridentus: trattasi di tale Khaled Fareg Zentuti, che entrerà nel CDA, il prossimo 27 settembre (giorno dell'assemblea degli azionisti), in qualità di amministratore indipendente.
Scampato pericolo, quindi,
Nessun figlio di papà in CDA.
Nessun piccolo Stevens (basta già, e avanza ampiamente, quello grande come presidente onorario).
Nessuna (ex) favorita di corte.

venerdì 2 ottobre 2009

Federalismo penale


Il federalismo non c'è ancora.
Ma qualcosa si sta muovendo.
Ed infatti funziona già a pieno ritmo il federalismo penale.
Procura che vai, codice penale che trovi.
Alla Procura di Torino, ad esempio, utilizzano un codice penale particolare.
Un codice che consente di chiedere il rinvio a giudizio per falso in bilancio (e la condanna a diversi anni di prigione) per amministratore delegato e vice-presidente di una società, senza procedere anche nei confronti del presidente che ha firmato quegli stessi bilanci.
E dire che quel presidente non è certo un mentecatto incapace di intendere e volere.
Tutt'altro!

mercoledì 27 maggio 2009

E sono già cinque

(Il Dottore, con l'ultimo vero Presidente della Juventus)
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Sono già passati cinque anni.
Da quel maledetto 27 maggio 2004.
Quando è morto Umberto Agnelli.
Ed è contemporaneamente iniziata la morte della Juventus.
Grazie, Dottore.
Grazie per aver affidato la sua amata Juventus ad Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega.
Grazie per averci fatto vivere, da tifosi juventini, dodici anni fantastici.
Grazie per i 7 scudetti.
Grazie per Roma.
Grazie per Tokyo.
Grazie per il 5 maggio.
Grazie per essere stato sempre vicino alla Juventus, ai suoi dirigenti ed ai suoi tifosi.
Nei tanti momenti belli.
Come nei pochi momenti brutti.
Grazie per aver trasformato la Juventus in una società modello, invidiata in tutto il mondo.
Grazie per aver benedetto la scelta di Capello, proprio pochi giorni prima di morire.
Grazie.
Ora quella Juventus non esiste più, grazie al pregevole lavoro di eredi e tutori.
Restano comunque i ricordi di un periodo meraviglioso.
E la speranza che venga presto presentato il conto a coloro che hanno distrutto la Juventus.

giovedì 2 aprile 2009

Moggi contro Franzo Grande Stevens


Luciano Moggi, prendendo spunto da quanto accaduto nell'Aula del Tribunale di Napoli in giorno 24 marzo u.s., ha pesantemente stigmatizzato il comportamento della società Juventus FC nei suoi confronti.
Il Tribunale di Napoli, infatti, con la decisione di escludere la parti civili ha, di fatto, escluso anche qualunque coinvolgimento della società Juventus, che dunque esce definitivamente dal processo in corso.
A far imbestialire l'ex DG bianconero è la memoria contro di lui presentata dai legali della società (lo studio Grande Stevens...). In questa memoria di 34 pagine, secondo LA STAMPA, la Juventus lo accuserebbe di aver mantenuto comportamenti discutibili "travalicando le funzioni a lui assegnate".
La risposta di Luciano Moggi, pubblicata su Libero il 31 marzo, è una autentica stilettata rivolta verso la società e verso l'ex Presidente Grande Stevens (ora, purtroppo ed inspiegabilmente, Presidente Onorario).

Come redazione di ju29ro.com abbiamo raggiunto al telefono l'ex DG, per avere un suo commento. Ecco il contenuto della conversazione.

Direttore, abbiamo letto toni molto duri nel suo intervento.
"Avete letto bene. Per il bene che ho voluto e voglio ancora alla Juventus, aver saputo di quella memoria, peraltro dichiarata inammissibile, è stata una grossa delusione".

Cosa rimprovera in particolare e a chi?
"Tutto quello che io facevo era esclusivamente nell'interesse della Juventus. La nostra forza erano le sinergie. La Juventus era un modello frutto del lavoro di tutti in piena armonia. Per questo spiace molto essere individuato e indicato come una specie di cane sciolto che assumeva iniziative personali dannose per la società".

Tra qualche giorno comincerà la fase cruciale del processo a Napoli, cosa si aspetta?
"Mi aspetto che la verità possa finalmente essere accertata. So che ci vorrà del tempo, ma non ho dubbi che potrò dimostrare la mia innocenza e tornare a guardare il calcio come un gioco e non come una battaglia giuridica".

I nostri lettori hanno ormai capito ruoli e repsonsabilità di quello che è successo. Ci inviano quotidianamente attestati di stima e simpatia per Lei e per Bettega e Giraudo:
"Affido a voi della redazione di JU29RO il compito di ringraziare tutti i lettori per il sostegno morale. E venitemi a trovare in redazione a Milano".

Di seguito, la replica di Moggi pubblicata su Libero (quotidiano con cui collabora da oltre due anni)

La Juve esce da Calciopoli. Resto solo io a difenderla.

"Ora basta! Un celebre pensatore di qualche tempo fa sosteneva che niente più della pochezza dell’uomo può rendere l’idea dell’infinito. Concordo pienamente, dopo aver letto dell’estromissione della Juventus dal processo di Napoli, nel quale sono imputato per illeciti mai commessi, mentre sicuramente (non sono il solo a sostenerlo) ho garantito dodici anni di gloria e successi ad una società che ci fu affidata dagli Agnelli, nel nome di milioni di tifosi in Italia e nel mondo, garantendo ricavi e guadagni , senza mai spendere in incauti acquisti. Se la Juve continua ancora a vincere lo si deve ai giocatori lasciati dalla nostra gestione, anche nel settore giovanile (vedi Torneo di Viareggio).

Dopo l’ennesima apparizione processuale della società bianconera, apprendo addirittura che la nuova dirigenza sembrerebbe dichiararsi “vittima” di un mio presunto travalicamento di funzioni, come se fossi stato un dirigente che, invece del bene della squadra e della società, avesse abusato del suo potere per commettere atti, all’oscuro degli altri dirigenti sopra preposti.

L’ora della verità

Oltre che premettere l’assoluta infondatezza di questa ricostruzione, perché mai ho commesso atti contrari alla legge, vorrei far sapere all’attuale nuova dirigenza della Juventus (peraltro non mi sembra che l’avvocato Franzo Grande Stevens sia poi così nuovo dell’ambiente) che ogni mia decisione ed ogni mia iniziativa era operata con il pieno appoggio e in collaborazione con i dirigenti a me superiori in grado, e le mie scelte legittime hanno sempre garantito soltanto vittorie sportive e risparmi economici, mentre in altre realtà “altri” spendevano decine milioni di euro per vedere “noi” continuare a vincere.

Sono forte della mia innocenza e questo mi basta, unitamente all’affetto costante dei numerosi tifosi juventini che incontro quotidianamente e che si rendono perfettamente conto dell’ingiustizia che è stata perpetrata. Man mano che, a piccoli passi, si avvicina il momento della verità (quando cioè anche i più scettici dovranno arrendersi all’evidenza della mia completa innocenza) mi accorgo che registi, esecutori e protagonisti vari di questa vicenda cominciano a mostrare cenni di insofferenza, percepiscono il rischio di doversi confrontare con una realtà che li costringerebbe ad ammettere i loro errori.

È bene infine che si sappia che la tanto citata memoria difensiva della Juventus, che a leggere certa stampa (!) avrebbe visto la propria origine nello studio legale dell’avvocato Grande Stevens, è stata dichiarata inammissibile dal collegio giudicante: un po’ come la loro accusa nei miei confronti.

Il tradimento

La Juventus esce quindi dal processo, bontà degli avvocati costituiti tra cui ovviamente Trofino e Prioreschi, legali del sottoscritto: non c’è stata costituzione di parte civile e quindi, come sempre, sarò io a dover assumere l’onere di difendere non solo l’onestà del mio operato ma anche, indirettamente, la correttezza dei successi sportivi conquistati dalla Juventus.

Da quando è iniziato questo calvario, ho iniziato a raccogliere le prove di quanto fosse infondato ed ingiusto il tentativo, ordito nei miei confronti, di attribuirmi colpe e responsabilità che non ho: la società nella quale avevo creduto e per la quale mi ero impegnato professionalmente come mai prima nella mia vita, aveva deciso di voltarmi le spalle, tradendo il vincolo di fiducia che l’Avvocato prima ed il Dottore poi, mi avevano sempre costantemente rinnovato, con continui pubblici e privati attestati di stima, indelebili nella mia memoria.

In ogni processo infatti, statale o sportivo che fosse, la Juventus ha sempre rinunciato a combattere, senza nemmeno provare a rimuovere le tanto ingiuste e pretestuose accuse mosse, decidendo di accettare e patteggiare supinamente. Morale: retrocessione e revoca degli scudetti vinti con giocatori che, qualche mese dopo erano su sponde opposte a disputare, quali migliori del mondo, la finale di Berlino per il titolo mondiale!"

giovedì 26 giugno 2008

Non fate i Tiago, fate come Il Mago


(Vuoi andare in fuga? Compra la Kuga)
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Azionisti. Squadristi. Sobillatori. Rancorosi. Tifosi di Serie C.
Non fate i Tiago, fate come Il Mago.

Inviate la seguente email:

From: Pinco Pallino
Date: 25-giu-2008 21.26
Subject: Azioni Juventus
To: investor.relations@juventus.com

Egregi Signori,

sono titolare di [x] azioni Juventus FC SpA, depositate presso il mio conto titoli in [Banca Sempronio].

Nei giorni scorsi ho sentito il nostro presidente onorario dichiarare, dopo aver elargito una congrua e leale donazione alla FIGC Onlus, che la Nuova Juventus è nata nel 2006.

Mi sono allora chiesto come mai le mie azioni fossero ancora denominate Juventus FC SpA e non Nuova Juventus 2006 FC SpA e mi sono recato in banca per chiedere delucidazioni in merito.

In banca, tuttavia, non hanno saputo darmi informazioni utili, sostenendo anzi che vi sia stata, dal 2006 ad oggi, un'unica operazione straordinaria della società Juventus consistente in un semplice aumento di capitale.

Per risolvere la questione, potreste per cortesia inviarmi, in risposta a questa email, il prospetto informativo relativo all'operazione straordinaria che ha disciplinato il passaggio dalla Juventus FC SpA alla Nuova Juventus 2006 FC SpA (ho provato a cercare sul sito web http://www.juventus.com/, ma non ho trovato alcunché in merito).

Vi ringrazio in anticipo per la Vostra cortese assistenza.

Distinti saluti,

Pinco Pallino

giovedì 12 giugno 2008

Che astuzia diabolica


All'IFIL ne sanno davvero una più del diavolo.

Sono riusciti a salvare la Juventus dalla meritata retrocessione in una serie inferiore alla B.

Perché, parliamoci chiaro, c'erano quattro illeciti: non uno di meno; forse qualcuno di più.

All'IFIL si sono mossi in maniera davvero astuta e diabolica.

D'altronde, gente come Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens, John Elkann e Luca Cordero di Montezemolo (il quale, seppure senza ruoli ufficiali in IFIL, è pur sempre uno di famiglia) mangia pane e volpe a colazione. E a loro non la si fa.

Ed infatti hanno manovrato nell'ombra per far nominare commissario della FIGC l'avvocatone Guido Rossi.

Non un avvocato qualunque.

Ma un avvocato di fiducia dell'IFIL e della stessa famiglia Agnelli.

Guido Rossi, infatti, è consulente dell'IFIL e della Giovanni Agnelli & C SAPA, con un ruolo da garante super partes per i vari rami della famiglia rinuti nella accomandita.

Ma il capolavoro è che sono riusciti a far passare Guido Rossi per un ultrà interista.

In questo modo, l'avvocatone Guido Rossi è riuscito a dare una sistematina ai processi, senza rischiare di essere accusato di simpatie filo-Juventus e filo-IFIL.

E alla fine della fiera la Juventus se l'è cavata con un buffettino.

Retrocessione in Serie B, con minima penalizzazione.

Solo due scudetti revocati.

mercoledì 12 marzo 2008

Tutto molto bello. Però...


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Tutto molto bello.

La consueta eliminazione dei Pezzenti.

Il "goobye and thank-you" di Ciuffolo.

La consueta delusione del petroliere più ecologico ed onesto che ci sia.

Tutto molto bello. E godurioso.

Però.

C'è un però grosso come una casa.

Sino al 2006 erano ben altri i motivi di godimento.

E da Via Durini arrivavano solo corollari di godimento.

Ora, invece, grazie agli Elkann, Lucky Luke, al presidente in grande stile e a Gabetti, i corollari ambrosiani sono diventati essenziali. A meno di non godere per la conquista della Coppa Zaccone...

martedì 11 marzo 2008

Un consulente in "grande stile"




Il Sole-24 Ore di sabato 8 Marzo 2008

Pagina 12

Articolo di Fabio Tamburini

"Fiat. la caduta in borsa e il dilemma auto"


"per questo il momento resta delicato e si somma alla necessità di rivedere l'intera catena societaria, che parte dall'accomandita di famiglia e arriva alla Fiat. E' ancora adeguata? Oppure occorrono ritocchi più o meno sostanziali? Domande a cui occorrono risposte all'altezza, cosi come sono all'attenzione interventi sulla governance. Ecco perchè, ormai da qualche tempo, il vertice del gruppo ha un nuovo consulente d'eccezione: il professor Guido Rossi".


Christian Rocca sul suo blog

"Fabio Tamburini, sul Sole 24 Ore, svela che 'da tempo' il vertice del gruppo Fiat ha un consulente d’eccezione, l’avvocato Guido Rossi, il quale sta lavorando ai piani di riassetto societario delle holding di casa Agnelli. A scavare più in fondo, come è stato evidente fin dal primo giorno di calciopulitopoli (lo scandalo politico-economico-giudiziario gestito da Guido Rossi e da Torino, la consulenza andrebbe fatta risalire all’estate del 2006" (Christian Rocca).


Il Mago di Ios sul suo blog (qui)

A scavare ancora più in fondo, vale la pena ricordare come la nomina del sosia con gli occhiali di Cesare Gussoni a commissario straordinario della FIGC fosse stata sollecitata ed approvata con molto stile da Franzo Grande (amico di Rossi, appunto).

Scavando ancora di più (magari prendendo in prestito una pala meccanica del nostro munifico sponsor di famiglia che solo l'abilità di un Tennista, per di più Pallista, poteva scovare), vale anche la pena ricordare la frase di commiato dalla FIGC dell'ultrà interista Guido Rossi: "mi avevano detto che facendo fuori i dirigenti della Juventus sarebbe cambiato il calcio invece il calcio non ècambiato e chi comanda vuole continuare a comandare".

Chissà chi è che gli aveva detto 'sta cazzata?

Forse un pluri-inquisito molto stiloso?

martedì 4 marzo 2008

Franzo, non così!


Equityswappopoli, prima.

Ereditopoli, poi.

E ora anche Vinovopoli.

Hai davvero passato il segno.

Non sai il dolore e l'angoscia che provo nel vedere il presidente - onorario, in grande stile e solare - della nuova Juventus indagato assieme a quella banda di truffatori, incapaci ed arroganti, che avete giustamente mandato via a calci nel 2006.


Ma vedrai come ti sistema adesso John Elkann.

John Elkann non guarda in faccia a nessuno.

Lo sa bene quella banda di truffatori, liquidata senza appello con il celebre INTERvento "siamo vicini alla squadra e all'allenatore" del 7 maggio 2006 (altro che 5 maggio, il 7 maggio è la data che tutti gli juventini dovrebbero segnare sul calendario).

Ma anche tu ne sai qualcosa.

Già ti sei beccato un "siamo vicini agli operati e agli impiegati" all'epoca di Equityswappopoli.

E poi ti sei beccato un "siamo vicini ai domestici ed ai cani" all'epoca di Ereditopoli.

Adesso con Vinovopoli, un "siamo vicini ai capimastro ed ai manovali" non te lo leva proprio nessuno.

E poi, una difesa così debole ed infantile da te proprio non me la sarei aspettata.

Signora maestra, non ero io il presidente. No, no, no.

Signora maestra, da presidente poi non avevo incarichi operativi. No, no. no.

Signora maestra, da presidente dovevo solo dirigere i lavori del cda e delle assemblee per il misero compenso di cinquemila euro. Sigh, sigh, sigh.

Ma dai!

Lo sanno tutti (giocaotori, allenatori, domestici, cani, capimastro e manovali) che nel Gruppo non si muove foglia che Franzo non voglia.

Ma dai!

Lo sanno tutti (giocaotori, allenatori, domestici, cani, capimastro e manovali) che i miseri cinquemila euro andavano a braccetto con le centinaia di migliaia di euro di onorari per servizi legali resi dallo Studio In Grande Stile alla Juventus.

Ma dai!

Comunque, ora John Elkann ti sistema proprio per le feste.

Franzo, non così!

lunedì 3 marzo 2008

Indagato il presidente in grande stile


Il presidente in grande stile è indagato dalla procura di Torino in relazione alla cessione del 27% della società Campi di Vinovo dalla Juventus al costruttore Girardi.

Il difensore del presidente in grande stile è Esageruma Nen (Cesare Zaccone per gli amici Ruperto, Sandulli, Rossi).

Clicca qui per maggiori dettagli.

martedì 26 febbraio 2008

Il museo di Vialli&Mauro

La Figc destina 3 milioni di euro alla fondazione "Vialli e Mauro", fondata dalla triade Vialli-Mauro-Grande Stevens (Cristina, figlia di), per la realizzazione di un nuovo Museo del calcio a Cremona con conseguente probabile chiusura (o, comunque, drastico ridimensionamento del museo di Coverciano).

La decisione è stata presa ai tempi in cui la Figc era nelle mani dell'illustre commissario interista Guido Rossi.

In quest'articolo di Bucchioni su QN trovate tutti i dettagli sulla vicenda.

Finalmente una buona notizia.

Forse è la volta buona che ci togliamo dalle palle il presidente in grande stile con relativo figlio di papà.
Mi raccomando, cip&ciop, esponete gli originali nel vostro nuovo Museo del calcio.
E magari prendetevi anche gli originali di Cobolli, Gigli, Blanc, Secco, Ranieri, Rampulla, Montezemolo, El Kan 1 e El Kan 2, Gabetti, Zaccone.
E, last but not least, auto-esponetevi anche voi.

mercoledì 6 febbraio 2008

La scemenza dell’anno, naturalmente by Pravda Rosa


La Pravda Rosa che si trova sui banconi dei gelati oggi scrive che senza gli incredibili errori arbitrali la Juventus sarebbe prima in classifica e gli indossatori di scudetti altrui secondi a pari con la Rometta. Solo chi non capisce niente di calcio, o chi fin qui ha sostenuto che negli anni scorsi c'era una banda di truffatori a guidare il campionato, può pensare una cosa del genere. Tra gli indossatori e la Juve attuale non c'è partita, anche perché gli indossatori hanno scippato alla Juve il miglior giocatore del mondo. Gli arbitri non c'entrano quasi mai. La Juve sarebbe prima in classifica senza Cobolli Gigli e Grande Stevens, altro che errori arbitrali.


Chistian Rocca

giovedì 8 novembre 2007

Dirigenti e dirigentastri

La Juventus fa parte (purtroppo, ora è il caso di dire "purtroppo") del più grande gruppo industriale italiano.
Un gruppo che ha sempre (sempre?) difeso i propri dirigenti.

Vediamo alcuni casi clamorosi.

Francesco Paolo Mattioli (Tangentopoli). Difeso.
Franzo Grande Stevens (Swappopoli). Difeso.
Gianluigi Gabetti (Swappopoli). Difeso.
Franzo Grande Stevens (Ereditopoli). Difeso.
Gianluigi Gabetti (Ereditopoli). Difeso.

Ci sono due eccezioni (anzi, tre) alla regola.

Luciano Moggi (Farospoli). Cacciato.
Antonio Giraudo (Farsopoli). Cacciato.

La terza eccezione è Roberto Bettega. Pur non essendo implicato in Farsopoli, è stato cacciato pure lui. Forse perché troppo legato a Giraudo e Moggi. Forse perché troppo bianconero.

mercoledì 10 ottobre 2007

Padovan su tennisti, gemelli, nipoti (e tutori sullo sfondo)



(Lucky Luke quando si vede allo specchio)
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L’EDITORIALE del 9 ottobre 2007


DECIDETEVI!


GIANCARLO PADOVAN


Il caso Del Piero deflagra in un silenzio rassegnato e colpevole. Dop­pia, e perciò doppiamente grave, la responsabilità: da una parte il giocatore, che ha troppe pretese rispetto alla considerazione della con­troparte contrattuale (quando si chiede è importante capire fino a do­ve sia possibile spingersi con la domanda), dall’altra la società: disim­pegnata per parte degli Elkann (non un gesto, né una parola); renitente e reticente in Blanc (ha già sbagliato cedendo Vieira e, soprattutto, Ibrahimovic all’Inter, forse una maggiore cautela rispetto a conse­guenze di non facile gestione sarebbero consigliabili); inopportuna quando Secco ammette che «Effettivamente il rischio di perdere Del Piero c’è» (a meno che qualcuno glielo abbia suggerito e, allora, il di­rettore sportivo non ha colpa, se non quella di farsi mandare allo sba­raglio); grottesca nella comunicazione se dice che Secco è stato stru­mentalizzato dai giornalisti (quella di Secco era una frase limpidissi­ma, inequivocabile, immodificabile e, soprattutto, rilasciata durante una trasmissione tv); dedita all’equilibrismo, in cui primeggia il pre­sidente Giovanni Cobolli Gigli, il migliore presidente possibile in una situazione di cui Blanc è il tessitore occulto. Cobolli Gigli tampona e riparte con leggerezza, in un anno e mezzo ha fatto più di quanto gli venga ascritto e riconosciuto, ma sul caso-Del Piero da lui mi aspetta­vo una diversa determinazione. Anche perché, sul piano dell’immagi­ne, la dirigenza non aveva certo fatto una bella figura a farsi manda­re a quel paese da Trezeguet e poi, priva di alternative, a rinnovargli il contratto come se nulla fosse accaduto.


La realtà la sanno tutti e i Del Piero (Alessandro e il fratello manager) la conoscono meglio di qualsiasi altro: Blanc, in primis, non vuole più Del Piero, Secco neppure. Gli Elkann evitano di intervenire, forse per­ché la pensano come i loro manager o forse perché la Juve non è affar loro nonostante ne detengano la proprietà (strano, ma il capitalismo italiano è anche questo); Ranieri di Del Piero farebbe, o farà presto, volentieri a meno e da domenica gli è pure scappato.Aquesto punto basterebbe che tutti lo ammettessero, senza quella pa­tina di ipocrisia tanto cara all’ambiente del calcio. Basterebbe avere il coraggio di affrontare l’umore della sterminata platea di clienti, chia­mati tifosi. Non c’è dubbio che spesso essi rappresentino la pancia nel­la variegata tribù del pallone. Tuttavia senza di loro non esisterebbe lo spettacolo perché – lo dico a beneficio dell’amministratore Blanc – non esisterebbero i consumatori, gli stadi da fare, rifare, riempire, le televisioni cui abbonarsi per vedere l’evento sportivo e dalle quali ri­cevere tanti quattrini per sanare i bilanci, assicurare una squadra competitiva e via elencando. Ebbene, cari dirigenti della Juve, questa moltitudine inquieta e arrabbiata vi chiede di porre fine alla questio­ne- Del Piero nel più breve tempo possibile perché essa sta danneg­giando – senza che qualcuno ancora se ne sia accorto, ma quando ac­cadrà sarà tardi – la squadra, i suoi delicati circuiti interni, l’allena­tore e un calciatore che, fino a prova contraria, è stato determinante sempre, ma più di ogni volta nell’anno della serie B, quando c’era chi scappava, chi tentennava e pochi che lavorassero per salvare il salva­bile, segnando tanto (Del Piero, appunto) in una squadra ricca di cam­pioni ma povera di gioco, visto l’allenatore che la guidava (altra scel­ta infelice con strappo finale mortificante).


Carissimo Cobolli, caro Blanc, stimato Secco, ricordate che senza Del Piero – e senza quelli che sono rimasti anche per lui – la Juve avrebbe rischiato di impantanarsi nella mediocrità, di prolungare l’inferno della B e di consegnare la vostra, pur volonterosa esperienza di gran­di dirigenti, ad uno dei fallimenti più gravi della storia del club. Non volete più Del Piero: agite. Lo volete ancora: firmate.




Padovan sostiene che la Juve non è affare degli Elkann, nonostante ne detengano la proprietà.


E allora?


Allora la Juve è affare dei tutori.


I Gemelli Equity Swap (più swap che equity, in realtà).


E, soprattutto, Lucky Luke. L'ex compagno di quel gran pezzo dell'Ubalda (tutta nuda e tutta calda). L'ex direttore generale del comitato organizzatore di Italia '90 (sperpero di migliaia di miliardi per la costruzione di stadi ora già fatiscenti). L'ex vice-presidente della Juventus di Maifredi, Luppi e De Marchi (fuori dalle coppe, per la prima volta dopo circa trent'anni). Grande amico di Moratti ("Sono amico di Massimo Moratti, gli voglio bene. E’ una persona per bene") e della vergine della Bicocca (che non è Afef; "io non entro mai nelle vicende delle singole aziende, voglio solo dire che Marco Tronchetti Provera è un mio amico, è una persona perbene, è un vicepresidente di Confindustria e mi sembra che in questa vicenda sia parte lesa").




Peggio di questa gente non ci poteva capitare.


Fuori i mercati dal tempio. Via i tutori (ed i tutelati) dalla Juventus

venerdì 8 giugno 2007

La guerra degli Agnelli


Depositato l'atto di citazione di Margherita Agnelli contro Franzo Grande Stevens (indegno presidente onorario della Juve) e Gianluigi Gabetti (colui che prometteva fuoco e fiamme contro gli accusatori della Juve in Farsopoli, proprio poche ore prima della richiesta di "pena congrua" da parte di Zaccone)

giovedì 31 maggio 2007

Il presidente onorario (???) citato in giudizio


MILANO - La figlia di Gianni Agnelli, Margherita, ha citato in giudizio Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfrid Maron, in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale di Gianni Agnelli per ottenere un rendiconto dei beni."L'azione legale promossa da Margherita Agnelli de Pahlen, unica erede, insieme alla madre Donna Marella Caracciolo, del Senatore Agnelli, è stata intentata con l'unico fine di ottenere un chiaro e completo rendiconto di tutti i beni che compongono l'asse ereditario e sono oggetto di successione", spiegano gli avvocati dello studio Abbatescianni che seguono la causa. Si legge nell'atto di citazione che il rendiconto "é stato più volte richiesto anche per iscritto ai consulenti di fiducia del Senatore Agnelli, ma è stato sempre negato lasciando l'erede nell'impossibilità di determinare la consistenza complessiva del patrimonio personale dell'Avvocato ed il modo in cui è stato amministrato"."L'azione di rendiconto - conferma il legale che rappresenta Margherita Agnelli de Pahlen, Girolamo Abbatescianni - è la tipica azione dell'erede, prevista dal diritto italiano, al fine di ottenere da chi abbia amministrato i beni, sia prima che dopo il decesso, le informazioni indispensabili a ricostruire l'esatta consistenza del patrimonio ereditario". "L'azione di rendiconto di Margherita Agnelli de Pahlen è volta all'unico scopo - ribadiscono in una nota dallo studio legale - di tutelare tutti gli eredi dell'avvocato, ovvero tutti i nipoti e bisnipoti Elkann e de Pahlen beneficiari ultimi del patrimonio del senatore Agnelli".

lunedì 28 maggio 2007

Una nuova triade per affossare definitivamente la Juve

Gianluca Vialli, allenatore
Massimo Mauro, consulente o direttore sportivo
Riccardo Grande Stevens (figlio di cotanto padre), nel CDA.

Il peggio del peggio del peggio.

Un (ex) allenatore senza arte né parte.
Un (ex) dirigente che ha già fatto vedere cosa sa fare al Genoa.
Un figlio di papà

Basta con i commentatori televisivi.
Basta con i Grande Stevens.

martedì 17 aprile 2007

Juventus, i debiti verso Zaccone & C.

G.D. per "Il Sole 24 Ore" - Vengono alla luce i costi legali sopportati dalla Juventus nei processi sportivi dell'estate scorsa per la vicenda detta «Calciopoli » (o anche «Moggiopoli»), innescata dalle intercettazioni di telefonate degli ex dirigenti Luciano Moggi e Antonio Giraudo. La relazione semestrale al31 dicembre 2006 elenca tra idebiti verso fornitori della società — alla quale sono stati tolti due scudetti, più la condanna alla retrocessione in B con nove punti di penalità — quelli verso avvocati. Il debito più alto è verso lo «Studio Avvocato Zaccone e Associati», 507mila euro.
È lo studio del penalista Cesare Zaccone, il quale nel giudizio di primo grado, davanti alla Caf di Cesare Ruperto, disse: «Dateci la serie B». Poi c'è un debito di 226mila euro verso «Grande Stevens Studio legale associazione professionale». Fino a quando è stato presidente della Juventus (29 giugno 2006) Franzo Grande Stevens percepiva un compenso simbolico, 5mila euro nell'ultimo esercizio.
Lo studio Grande Stevens ha assistito la società nei processi sportivi.Uno dei suoi avvocati, Michele Briamonte, era nel gruppo che ha preparato il ricorso al Tar in agosto, poi ritirato: con Briamonte la Juventus ha un debito di 102mila euro. In tutto,ammontano a 835mila euro i debiti dichiarati per parcelle legali. Al conto vanno però aggiunte le somme già saldate agli avvocati, non indicate nella relazione.

Il Sole 24 Ore - 17/4/07

Il commento del Mago: l'articolo del Sole 24 Ore è leggermente impreciso quando parla di Michele Briamonte. Quest'avvocato dello Studio Grande Stevens non ha solo partecipato alla stesura del ricorso al TAR. Ma ha anche assistito Zaccone fin dall'inizio nei processi di fronte alla giustizia (si fa per dire) sportiva. Ed era anche nello squadrone di avvocati schierati all'arbitrato (9 avvocati per 8 punti di sconto - meno di un punto a testa).
In conclusione, lo Studio Grande Stevens è responsabile (al pari di Zaccone, se non di più) per la linea di difesa (si fa per dire) nei processi sportivi