Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 12 agosto 2009

Interisti maledetti



Notare l'accurata scelta dei colori del nuovo logo Exor (già Ifil)

martedì 21 luglio 2009

Ambra senza tette



A soli 16 anni, Ambra Angiolini conduceva la trasmissione televisiva Non è la Rai.
Munita di auricolare, veniva teleguidata da Boncompagni, che le suggeriva cosa dire.
A soli 33 anni, John Elkann conduce l'Exor, holding che controlla Fiat e Juventus.
Munito di tutore, viene teleguidato da Gabetti, che gli suggerisce cosa dire.
Un Ambra Angoiolini, in pratica.
Senza tette.
E con Gabetti al posto di Boncompagni.

giovedì 30 aprile 2009

Jaki vuol dire ... JUVINESE o UDINENTUS


Articolo di dominiobianconero - ju29ro.com

13 Gennaio 2007. La Juventus, retrocessa in serie B, è impegnata a Mantova dove accuserà la sua prima sconfitta del campionato cadetto. In quello stesso istante John Elkann è segnalato a Milano, presso un noto negozio di abbigliamento sartoriale di Corso Magenta, impegnato a rinnovare il guardaroba.
E' tutto qui. Basterebbe, da solo, questo episodio per far capire ai tifosi bianconeri il distacco con cui l'erede designato dell'Avvocato segue i destini della Juventus.

Non si capisce quindi l'attesa che gli addetti ai lavori nutrivano per l'Assemblea della EXOR che si è tenuta ieri, presso il Centro Storico Fiat di Via Chiabrera.
Chi si aspettava editti e proclami sull'argomento Juventus è stato rispedito al mittente con la solita mezza intervista in cui, come da tradizione, l'argomento principale è il nulla.

Exor, per chi non lo sapesse, è la finanziaria che detiene circa il 60% della Juventus. Di fatto controlla l'intera governance della società, propone gli amministratori, e ne condiziona le strategie, sia finanziarie che mediatiche. Ma Exor controlla anche e soprattutto FIAT, che proprio in questi giorni sta perfezionando importanti accordi industriali oltreoceano. Era prevedibile, dunque, che la Juventus sarebbe stato un argomento marginale nel corso dell'incontro.

Di solito John Elkann si interessa della Juventus dopo una sconfitta, oppure durante i periodi negativi, come questo.
Immaginiamo il paggetto di corte che mentre gli porge la giacca gli sussurra: "Ingegnere, ieri la Juve ha perso, sarebbe il caso di mostrarsi interessato alla cosa. Magari una dichiarazione o un giretto a Vinovo.....". Ed ecco che parte la carovana, con il solito codazzo di fotografi e cantori, che immortalano il "delfino" mentre si intrattiene con Del Piero stringendo tra le mani un pallone. Roba da far impallidire i cerimoniali del Cremlino degli anni della guerra fredda.

In questo caso invece non è stata una singola sconfitta, ma un lungo periodo di crisi, che ha visto la squadra mollare su tutti i fronti e appassire con l'arrivo della primavera.
Ecco quindi che qualcuno oggi gli ha allungato il microfono, chiedendo della Juventus. Risposta secca: "I giocatori e l'allenatore invece di parlare pensino a vincere".

Invece di zittire i dirigenti, loquaci come zitelle acide negli ultimi mesi, il prode Elkann zittisce allenatori e giocatori. La cosa sconcertante è che in giro tutti si affannano a cercare i motivi della crisi della Juventus individuandoli di volta in volta dal Presidente Cobolli fino al magazziniere. Nessuno che abbia avuto il coraggio di dire la verità.

Il problema della Juventus si chiama John Elkann. E' lui che ha scelto questa dirigenza. Non da solo, beninteso. In collaborazione con il suo codazzo di consiglieri e swappisti. Il proverbio non sbaglia e recita che il pesce puzza dalla testa. La Juventus è, per lui, una specie di obbligo, non una passione. Abbia dunque il coraggio di farsi da parte.

Ecco quindi che tutti sono rimasti delusi. Tutti ma non noi. Noi non ci aspettiamo soluzioni, ma siamo in grado di proporle. Sappiamo che resteranno inascoltate, ma lasciateci avere la soddisfazione di aver capito l'andazzo con tre anni di anticipo. Da Juventus a Juvinese o Udinentus. Da grande a provinciale.

Adesso però il tempo stringe. Bisogna fare presto. La Juventus ha bisogno di interventi duri, d'urgenza. Innanzitutto sul CDA. Da rinnovare subito e integralmente. C'e' bisogno di qualcuno che pensi in bianco e nero, che parli meno e che lavori di più, soprattutto sul fronte sportivo. Almeno un consigliere deve essere espressione degli azionisti di minoranza.

Basta nominare sempre la serie B. La prima cosa da fare è una riunione in cui vietare a tutti i tesserati l'utilizzo della frase "NON DIMENTICHIAMOCI CHE DUE ANNI FA ERAVAMO IN B". Basta scuse. Basta alibi. A livello di marketing è un comportamento da dilettanti.

Cambiare subito lo staff tecnico, i preparatori, gli osservatori. Pretendere da tutti i giocatori il rispetto del tecnico. Basta girovagare in trasmissioni televisive mentre la squadra si gioca la stagione. Basta dichiarazioni a ruota libera. Multe, pesantissime, per chi parla e sorride troppo e si allena poco.

Querelare immediatamente i giornalisti che infestano il mondo dell'informazione riportando menzogne sul conto della Juventus. Parallelamente avviare un processo di recupero del concetto di "orgoglio" bianconero, quello calpestato maldestramente dai patteggiamenti di Zaccone e dalle strette di mano con i veri marci del calcio.

Basta trattative sui giornali. Ci stiamo ricoprendo di ridicolo. Basta annunciare campioni che non arrivano. Basta vendere a poco e comprare a tanto. Assumiamo un vero Direttore Generale che sappia fare il mercato. Basta promesse che non sanno mantenere. Basta dire che i soldi non ci sono. Non è vero. Semplicemente li stanno sprecando.

John Elkann dovrebbe chiedere conto ai suoi dirigenti della distruzione di valore causata da un calciomercato ridicolo. Giocatori scarsi, logori o peggio ancora rotti hanno prosciugato gran parte delle risorse provenienti dall'aumento di capitale. Invece si preoccupa di strigliare l'allenatore, che pure è il responsabile insieme allo staff medico di una serie fantozziana di infortuni , e i giocatori, che in verita' fanno quello che possono, essendo alcuni di loro oggettivamente mediocri.

Interventi urgenti, semplici, per ricominciare a chiamarla Juventus. Per evitare che diventi, definitivamente, Juvinese.

lunedì 30 marzo 2009

Un piatto indigesto


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza del processo Ifil/Exor per la vicenda equity swap.
Vi ho già parlato, nel post "le bugie hanno le gambe corte", delle dichiarazioni di Gabetti.
Sempre a proposito di Gabetti, il suo difensore (Marco Ferrero) ha chiesto di poter produrre un parere pro-veritate di un illustre professore.
Questo illustre professore, famoso per le parcelle milionarie (uno Zaccone, in pratica, ma dai compensi molto più congrui) è pappa&ciccia con Gabetti, l'Ifil, John e compagnia cantante (no, Ranieri, almeno qui non c'entra, pur avendo beneficiato ampiamente di questa squallida vicenda) dalla primavera 2006.
L'illustre professore ha assistito la combriccola torinese su molti dossier.
La vicenda dell'equity swap.
La riorganizzazione Ifil/Ifi.
Gli equilibri tra i vari rami della famiglia.
E farsopoli...
La combriccola torinese e l'illustre professore hanno preparato un piatto particolarmente indigesto per i tifosi bianconeri.
In pratica, una cassoeula affogata nella bagna caoda.
Provate ad assaggiare una simile delizia.
E vi ritroverete con lo stomaco in fiamme.
Ed in Serie B.

venerdì 27 marzo 2009

Le bugie hanno le gambe corte


Gianluigi Gabetti, presidente d'onore di Exor, parlando ieri alle telecamere di "Annozero" in una pausa della prima udienza del processo Ifil-Exor sulla vicenda dell'equity swap ha dichiarato: "essere in un'aula di tribunale con l'accusa di aver mentito, è una cosa ingiusta, un'insolenza. Non si arriva alla mia età diventando un mentitore, ma questo è il paese di Macchiavelli, per cui si pensa che se tu raggiungi un fine buono con tutta probabilita' hai adoperato i mezzi sbagliati".

Purtroppo per il presidente d'onore (alla larga da questa categoria, perché anche quello della Smileville FC è di un certo livello) nell'era di internet le bugie hanno le gambe corte.

Non so se vi ricordate il giorno dell'udienca clou (per la Juve) di Farsopoli, quella in cui ha parlato Zaccone (5 giugno 2006).
Io me lo ricordo benissimo.
Di prima mattina, dichiarazione bellicosa di Gabetti (proprio lui): la Juve non guarderà in faccia a nessuno.
In serata, la penna congrua di Zaccone.

Ore 12:16 - Gabetti: "La Juve non guarderà in faccia nessuno"
Parla Gianluigi Gabetti, presidente dell'Ifil, la finanziaria che controlla la Juventus: "Siamo sconcertati, ci tuteleremo senza guardare in faccia nessuno". Nel giorno in cui è atteso l' intervento del difensore della Juventus, Cesare Zaccone, al processo sportivo, il presidente dell' Ifil afferma che la società bianconera non resterà passiva. Alla domanda se il club bianconero ha intenzione di denunciare la Caf, ha risposto: "Tutte le opzioni sono aperte. Non ne trascureremo nessuna e agiremo con la massima determinazione senza guardare in faccia nessuno".

Ore 19:07 - Legale Juve: penalizzazione in B sarebbe pena congrua
"La penalizzazione della Juve in serie B sarebbe una pena congrua".
Lo ha detto il legale della società bianconera, Cesare Zaccone, davanti alla Commissione d'appello federale. "Non si può parlare di responsabilità diretta della Juventus - ha aggiunto - ma eventualmente di responsabilità oggettiva, visto che Moggi non è mai stato legale rappresentante della società".

Quindi, almeno una volta nella sua vita Gabettinho nostro ha mentito.
A meno che non intendesse dire "la Juve non guarderà in faccia a nessuno dei propri tifosi".

mercoledì 1 ottobre 2008

Lo stile New Holland FC


(Il cantante mentre da i numeri)

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Un cantante in forma sempre più strepitosa (ma con qualche problema con i congiuntivi) entra a gamba tesa su Nick TomTom.

"Intollerabile quello che è successo. Se Ni­cola stava male, doveva buttarsi a terra, chiamare i soccorsi e la macchinina per darci il tempo di fare il cambio con tran­quillità. Non è possibile che accadono cose del genere. A noi è costato un gol".

Forse Nick Tom Tom non aveva con se il numero della centrale radiotaxi di Minsk per chiamare la macchinina...

Scherzi a parte, quel che è davvero intollerabile è che i giocatori si debbano sgolare dal campo per sollecitare un cambio causa infortunio. Questa sollecitazione delle corde vocali non sarebbe certo necessaria se il napoleone della panchina non dormisse in piedi come un cavallo.

Ed è altrettanto intollerabile che un camaleonte si permetta di sputtanare un proprio giocatore davanti a tutti. C'era una volta lo stile Juve. Ora c'è lo stile New Holland FC. ..

Comodo questo continuo scaricabarile.

Una volta è colpa del campo.

Una volta è colpa di Legrottaglie.

Una volta (anzi, più di una....) è colpa degli avversari, che sono troppo bravi, troppo forti, troppo in forma.

E' sempre colpa di qualche fattore più o meno esterno.

Il cantante, invece, è sempre solare, soddisfatto e con la coscienza a posto.

Fa battutine.

Si congratula con gli avversari.

Polemizza con lo Special Pirla.

Dichiara di aver paura di Pieri.

La faccenda invece è decisamente meno intricata.

Perché il calcio, come disse qualcuno che mi sta profondamente sui boniek, non è un'operazione a cuore aperto.

La colpa non è del campo. Non è di Nick Tom Tom. Non è degli avversari. Men che meno lo è di Pieri.

Questo sfascio indegno porta impresso il marchio di quest'allegra brigata di guasconi che da un po' di tempo a questa parte ci tiene compagnia.

C'è il marchio del cantante, che dovrebbe accendere tutti i giorni un cero a San Dulli & Friends. Perché è solo grazie a quel che è successo nell'estate del 2006 che un simile incompetente può scrivere sul proprio biglietto da visita "allentatore della New Holland FC".

C'è il marchio dei Cirigenti, che hanno scelto il cantante e ne assecondano le richieste di mercato.

C'è il marchio dell'IFIL, che ha scelto i Cirigenti.

E, alla fine della fiera, c'è anche purtroppo il marchio di un avvocato di panna montata che negli ultimi anni della sua vita ha toppato tutto quel che si poteva toppare. Dalla scelta del management FIAT alla designazione dell'erede universale.

giovedì 12 giugno 2008

Che astuzia diabolica


All'IFIL ne sanno davvero una più del diavolo.

Sono riusciti a salvare la Juventus dalla meritata retrocessione in una serie inferiore alla B.

Perché, parliamoci chiaro, c'erano quattro illeciti: non uno di meno; forse qualcuno di più.

All'IFIL si sono mossi in maniera davvero astuta e diabolica.

D'altronde, gente come Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens, John Elkann e Luca Cordero di Montezemolo (il quale, seppure senza ruoli ufficiali in IFIL, è pur sempre uno di famiglia) mangia pane e volpe a colazione. E a loro non la si fa.

Ed infatti hanno manovrato nell'ombra per far nominare commissario della FIGC l'avvocatone Guido Rossi.

Non un avvocato qualunque.

Ma un avvocato di fiducia dell'IFIL e della stessa famiglia Agnelli.

Guido Rossi, infatti, è consulente dell'IFIL e della Giovanni Agnelli & C SAPA, con un ruolo da garante super partes per i vari rami della famiglia rinuti nella accomandita.

Ma il capolavoro è che sono riusciti a far passare Guido Rossi per un ultrà interista.

In questo modo, l'avvocatone Guido Rossi è riuscito a dare una sistematina ai processi, senza rischiare di essere accusato di simpatie filo-Juventus e filo-IFIL.

E alla fine della fiera la Juventus se l'è cavata con un buffettino.

Retrocessione in Serie B, con minima penalizzazione.

Solo due scudetti revocati.

mercoledì 14 maggio 2008

Le palle sul web


La Juventus ha come amministratore delegato un tennista pallista.

Non c'è quindi da stupirsi che anche il sito ufficiale (http://www.siamounasolareesimpaticaneopromossa.com) sia infarcito di palle.

Ecco l'ultima.

"John Elkann è il nuovo presidente dell'Ifil, la società di investimenti della familgia Agnelli. L'Ingegnere, che ricopriva la carica di vice, succede a Gianluigi Gabetti.

Al nipote dell'Avvocato Gianni Agnelli, da sempre molto vicino alla Juventus (come tutta la famiglia), vanno le congratulazioni di tutto il mondo bianconero".

Il papà di "sale e scende la marea" e del "re della giungla" da sempre molto vicino alla Juventus? Talmente vicino alla Juventus da averla sbattuta in B, con penalizzazione e due scudetti in meno (checché ne dicano i Cirigenti).

Al papà di "sale e scende la marea" e del "re della giungla" le congratulazioni di tutto il mondo bianconero? Tutto? No, non tutto. Io le congratulazioni non le faccio. E come me tanti altri Ju29ri. Quindi, le congratulazioni non arrivano da tutto il mondo bianconero. Solo da quella parte del mondo bianconero fatto di normalizzati e cobolli(ti) boys.

mercoledì 19 marzo 2008

Incredibile ma Beck


Quei Rossi a buon mercato

di Roberto Beccantini



Guido Rossi consulente Ifil è uno schiaffo ai tifosi juventini [molto bene]. Fra tutti gli avvocati d’affari c’era proprio bisogno di scegliere l’ex commissario straordinario di Calciopoli? John Elkann poteva evitare lo sfregio. I complottisti [anche se non precisato nel testo, il termine ha un'evidente ed errata connotazione negativa, perché Beck non crede, per il momento, al complotto] hanno ripreso vigore: scommettiamo che la consulenza era in atto già dal maggio 2006? Sciocchezze [Beck, non così!]. A ognuno il suo referente: il professore per Gabetti, Lucianone per Alessio Secco [Secco allora deve essere ancora più di coccio di quanto appaia, perché Lucianone non gli ha certo consigliato alcuno dei bidoni cirigenziali]. Altro che sindrome di Stoccolma. Siamo decisamente oltre il ritorno d’affetto (ed effetto) tra la finta vittima e il simil carnefice. Siamo di fronte a un’operazione di chirurgia plastica che ha soddisfatto il paziente e indisposto i parenti stretti, che saremmo poi noi.

Al di là dell’opinione che ognuno coltiva sulle sentenze dello scandalo, la mossa si commenta da sola. Non l’avrei compiuta neppure a verdetti capovolti, con la Juve assolta e Rossi braccato dagli interisti (buona, questa [molto bene]). Un briciolo di rispetto, suvvia. Lo giustificano tanto coloro che considerano la Biade un banale call center sabotato dai bruti di Telecom quanto i giacobini [interessante; se i colpevolisti sono "giacobini", allora forse il Beck sta per vedere la luce] che, viceversa, non considerano innocenti i fili, e i pissi-pissi, di quei cellulari.

E dal momento che i Rossi non vengono mai soli, ecco Paolo, il nostro amatissimo Pablito, gratificare Roberto Mancini di due scudetti vinti. Letteralmente. Il Mancio era ospite di «Attenti a quei due». Veniva dal balletto morattiano «vado-non vado» e aveva di fronte (meglio, al suo fianco) anche Gianluca Vialli. Capisco metterlo a suo agio, e lenirne i sensi di colpa, ma così mi è sembrato francamente troppo. Due scudetti Mancini? Quando mai? [perfetto] A maggio, probabilmente. Non ora. Adesso siamo in perfetta parità: uno lui, sul campo [lo scudetto dell'anno scorso non sarà un tavolino, ma è certamente un comodino], e uno il consulente Ifil, a tavolino [chapeau,]. Strano che Pablito abbia fatto di ogni titolo un fascio. Così va il mondo. L’erba dell’ospite ha scalzato quella del vicino: è lei la più verde. Soprattutto se piace e conviene a chi la bruca.


Il commento tecnico del Mago

Quasi due anni di email, telefonate, sms, chiaccherate, caffé con il Beck.

E qualche risultato inizia a vedersi.

Ho evidenziato in rosso gli errori nell'articolo. In verde invece alcuni commenti ed apprezzamenti.

Il ragazzo ha evidentemente delle potenzialistà. Ma sino ad ora si è impegnato poco.

In passato, gli articoli del Beck erano infatti tutti colorati di rosso, tante erano le inesattezze e le imprecisioni.

Oggi, invece, gli errori in rosso si sono decisamente ridotti.

Bene così.

martedì 11 marzo 2008

Un consulente in "grande stile"




Il Sole-24 Ore di sabato 8 Marzo 2008

Pagina 12

Articolo di Fabio Tamburini

"Fiat. la caduta in borsa e il dilemma auto"


"per questo il momento resta delicato e si somma alla necessità di rivedere l'intera catena societaria, che parte dall'accomandita di famiglia e arriva alla Fiat. E' ancora adeguata? Oppure occorrono ritocchi più o meno sostanziali? Domande a cui occorrono risposte all'altezza, cosi come sono all'attenzione interventi sulla governance. Ecco perchè, ormai da qualche tempo, il vertice del gruppo ha un nuovo consulente d'eccezione: il professor Guido Rossi".


Christian Rocca sul suo blog

"Fabio Tamburini, sul Sole 24 Ore, svela che 'da tempo' il vertice del gruppo Fiat ha un consulente d’eccezione, l’avvocato Guido Rossi, il quale sta lavorando ai piani di riassetto societario delle holding di casa Agnelli. A scavare più in fondo, come è stato evidente fin dal primo giorno di calciopulitopoli (lo scandalo politico-economico-giudiziario gestito da Guido Rossi e da Torino, la consulenza andrebbe fatta risalire all’estate del 2006" (Christian Rocca).


Il Mago di Ios sul suo blog (qui)

A scavare ancora più in fondo, vale la pena ricordare come la nomina del sosia con gli occhiali di Cesare Gussoni a commissario straordinario della FIGC fosse stata sollecitata ed approvata con molto stile da Franzo Grande (amico di Rossi, appunto).

Scavando ancora di più (magari prendendo in prestito una pala meccanica del nostro munifico sponsor di famiglia che solo l'abilità di un Tennista, per di più Pallista, poteva scovare), vale anche la pena ricordare la frase di commiato dalla FIGC dell'ultrà interista Guido Rossi: "mi avevano detto che facendo fuori i dirigenti della Juventus sarebbe cambiato il calcio invece il calcio non ècambiato e chi comanda vuole continuare a comandare".

Chissà chi è che gli aveva detto 'sta cazzata?

Forse un pluri-inquisito molto stiloso?

mercoledì 16 gennaio 2008

giovedì 31 maggio 2007