Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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giovedì 15 aprile 2010

Il Cipe urbano


Chi è più forte del Cipe urbano?
Ferma i Bertini con una mano.

Con uno sguardo tra il dolce e sereno,
chiede Collina senza ritegno

Cento rubentini scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre al telefono in mezzo al baccano
chi è più grigliatore del Cipe urbano?

Piaccia o non piaccia

Piaccia o non piaccia, a Milano c'è il mare.
Piaccia o non piaccia, 4 x 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, 4 + 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, 4 : 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, 4 - 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, Novi Ligure è in Liguria.
Piaccia o non piaccia, la Sardegna è una penisola.
Piaccia o non piaccia, l'Italia è un'isola.
Piaccia o non piaccia, Jean Claude Blòn è originario di Rozzano.
Piaccia o non piaccia, in Puglia si scia meglio che a Sestriere.
Piaccia o non piaccia, a Sestriere si va in barca a vela meglio che in Puglia.
Piaccia o non piaccia, John Elkann è uno juventino vero.

martedì 3 marzo 2009

Obiettivo fallito


Hanno cercato in tutti i modi di farci perdere con il Napoli.
Ma non ci sono riusciti.
Obiettivo fallito.
Hanno cercato, chi?
Ranieri, con il suo atteggiamento da eterno perdente ed i suoi cambi da cantante in confusione.
E Ayroldi, sempre fedele alla disciplina Collina (tra pelati ci si intende).

venerdì 9 gennaio 2009

Interisti non si diventa. Si nasce


Il figlio di Giacinto Facchetti (a cui valori qualcuno sempre si ispira), pensando di difendere il papà, ha dichiarato che la buonanima chiamava gli arbitri...
Questo conferma che interisti (=coglioni) non si diventa. Si nasce. E loro lo nacquero.

Comunque, in questa splendida republlica delle banane a forma di stivale, chi si incontrava con gli arbitri di nascosto in un ristorante nel giorno di chiusura è rimasto in Champions League (riuscendo addirittura a vincerla).
Chi chiamava gli arbitri (Gianfelice dixit) e si incontrava con uno di questi (Nucini), ha vinto uno scudetto di cartone e due scudetti di latta.
Chi invece chiamava, come consentito dal regolamento, i designatori, è finito in B con due scudetti in meno (oltre a quelli che avremmo sicuramente vinto negli anni successivi).
Grazie Elkann.
Grazie Cobolli.
Grazie Blanc.
Grazie Montezemolo.
Grazie Gabetti.
Grazie Zaccone.
Grazie Grande Stevens.

giovedì 22 maggio 2008

L'albo d'oro dei nerassurdi


Ricapitoliamo un po'.

Secondo il mio albo d'oro, i loro scudetti sono 13 (e sono già generoso).

I nerassurdi, invece, hanno visto tutto un altro film.

Il loro albo d'oro parla di 16 scudetti, contando il tavolino di Guido Rossi, il comodino dell'anno scorso ed il collino di quest'anno.

Ma non è finita qui, perchè i nerassurdi reclamano altri 5 titoli (a tavolino, ça va sans dire).

Andando a ritroso nel tempo, il primo titolo che i nerassurdi vorrebbero aggiungere alla propria collezione di tavolini è quello del 2002. Infimo Moratti l'ha fatto capire chiaramente di recente, parlando di una banda di truffatori che gli avrebbe fatto perdere uno scudetto meritato.

Il secondo titolo a tavolino rivendicato da Infimo è certamente quello del 1997/1998. L'appiglio è rappresentato in questo caso dal presunto fallo di Iuliano su "occhio di lince" Ronaldo (a proposito di Ronaldo, clicca qui e qui)

Questa è l'equilibrata ed obiettiva ricostruzione della vicenda che ho trovato sul sito http://www.nerassurdi.it/: "La Juventus, già aiutata dagli arbitri in almeno due occasioni, arriva allo scontro diretto di Torino con il fiato corto. Ronaldo è lanciato, Simoni ha trovato la quadratura difensiva dell'insieme con un manipolo di operai a sostegno delle prime firme (Colonnese, West, Cauet, Zè Elias, Moriero, Winter). Gianluca Pagliuca para stupendamente, Beppe Bergomi ha un rendimento talmente alto da rientrare in Nazionale quando già gli era stata pronosticata la pensione. Javier Zanetti futuro capitano, Diego Pablo Simeone e Ivan Zamorano sono i simboli della militanza e della generosità. Alvaro "Chino" Recoba è un ragazzotto uruguaiano che fa innamorare Massimo Moratti con gol di straordinaria bellezza (a Empoli segna da centrocampo). Insomma, tutto il mondo del pallone dice Inter. Invece, nello scontro diretto di Torino del 26 aprile '98, l'arbitro Ceccarini di Livorno dice che non è da rigore un fallo netto di Iuliano su Ronaldo di Iuliano su Ronaldo lanciato in gol. E' la fine dei sogni nerazzurri e l'inizio di una partita di polemiche che passerà alla storia. La Juventus vince lo scudetto più discusso della sua storia, l'Inter il titolo della pulizia, della morale, dell'etica sportiva".

Per gli altri tre nuovi potenziali tavolini bisogna tornare indietro all'epoca del papà di Infimo.

ll terzo ed il quarto tavolino sono stati implicitamente rivendicati nei giorni scorsi da Infimo Moratti: "Neanche la squadra di mio padre è riuscita a vincere tre scudetti di fila? Non facciamo confronti, quelli dovevano essere cinque. C'è stata una finale a Roma e uno scudetto alla Juventus che ancora oggi contesto".

Lo scudetto biancoenro ora contestato da Infimo (terzo tavolino della serie) è quello nel campionato 1966/1967, passato alla storia per la clamorosa papera di Sarti all'ultima giornata a Mantova, grazie alla quale la Juventus superò i nerassurdi, conquistando lo scudetto. Per la cronaca, in quella stagione i nerassurdi persero il campionato, che avevano condotto dalla prima alla penultima giornata; persero la Coppa dei Campioni contro il Celtic di Glasgow tre giorni prima della fatal Mantova; e 9 giorni dopo la fatal Mantova persero anche la semifinale di Coppa Italia, battuti dal Padova (allora in Serie B).

Per una descrizione equilibrata della sfida tra Juventus e nerassurdi nel 1966/1967, cosa c'è di meglio del loro sito internet (http://www.nerassurdi.it/)? Ecco qui: il ciclo della Grande Inter si conclude un anno dopo, il 1° giugno 1967 nella fatal Mantova. I nerazzurri, che hanno già perso sfortunatamente la Coppa dei Campioni a Lisbona contro il Celtic, recuperano Suarez dall'infortunio e si presentano con Cappellini centravanti. Traversa di Mazzola, l'Inter è stanca, ma vuole mantenere il punto di distacco sulla Juventus (48 a 47) e comanda la partita. Un giovane Dino Zoff, portiere rivelazione del campionato, salva in più occasioni il Mantova. Al minuto numero 4 della ripresa il pasticcio: un tiro di Di Giacomo, l'ex di turno, inganna Sarti. La palla scivola tra le mani del portiere nerazzurro e va in rete. Una beffa: Sarti, due anni dopo, firmerà per la Juventus alla quale, in pratica, regala lo scudetto. E' infatti inutile l'assalto finale dell'Inter, l'arbitro padovano Francescon nega un rigore a Mazzola e caccia dal campo un furente Corso. Negli spogliatoi volano cazzotti e parole grosse, ma il titolo è della Juventus.".

La finale contestata (sempre dal presidente nerassurdo) risale invece al campionato 1963/1964 (quarto tavolino). La vittima designata dello scippo per una volta tanto non è la Juventus, ma il Bologna.

Ecco il solito racconto obiettivo di http://www.nerassurdi.it/: "Il 1964 è l'anno più glorioso della storia dell'Inter. Dopo aver vinto la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, i nerazzurri hanno lasciato il titolo al Bologna in un avvelenato finale di campionato. Per la prima volta nel calcio compare il termine doping [ma, in realtà, sembra fosse un complotto ai danni del Bologna, clicca qui; nota del mago] e, per la prima volta, il titolo viene assegnato attraverso una gara di spareggio, che i nerazzurri perdono a Roma il 7 giugno 1964. Angelo Moratti è furibondo, la Figc ancora una volta ha remato contro l'Inter. Bisogna essere veramente più forti di tutti e di tutto, come sostiene Herrera, per far trionfare la giustizia sportiva".

I nerassurdi omettono però di ricordare che in quello stesso campionato, il 3 giugno (e, cioè, quattro giorni prima dello spareggio), il presidente del Bologna Dall'Ara morì improvvisamente, colto da un infarto durante una lite con il presidente dell'Inter Moratti. Ai funerali, il 5 giugno, non poterono partecipare i giocatori, visto che la FIGC decise di non rinviare la gara. Il 7, i bolognesi s'imposero con due gol nella ripresa sulla favorita Inter e portarono Bernardini in trionfo per uno scudetto commovente (fonte wikipedia; clicca qui).

L'ultimo (per il monento, ma la situazione è fluida e sono possibili futuri integrazioni) tavolino reclamato dai nerassurdi onesti di Appiano è quello del 1960/1961 (conquistato dalla Juventus), di cui ho già parlato diffusamente nel post "la genetica non fa inganni" (clicca qui).
Per votare questo articolo su wikio, clicca qui

venerdì 16 maggio 2008

Auguri per la tripletta


I miei più cari e sinceri auguri a tutti gli Onesti di Appiano e dintorni per la meritata conquista del terzo scudetto consecutivo. Che tripletta!

Auguri al Mister che vince sempre.

Auguri al petroliere più ambientalista che ci sia.

Auguri all'esperto di patenti e passaporti.

Auguri a Macellazzi, fulgido esempio di sportività.

mercoledì 14 maggio 2008

Non ci sono ancora riusciti...


Ma domenica si impegneranno come al solito al massimo (moratti).

Chi preverrà?

Gli aiutini di Collina?

Oppure la demenza di una squadra e società di coglioni?

giovedì 20 marzo 2008

Miracoli della lettera aperta


Gussoni&Collina non hanno dimenticato la lettera aperta dei Cirigenti franco-gemellari.

Stanno tremando ancora adesso.

Ed i risultati si vedono.

Farina designato per Inter-Juve.

Vai così.

giovedì 13 marzo 2008

Non facciamocelo sfuggire


Lo sparapalle Cesare Gussoni farebbe la sua porca figura nella Cirigenza pallista della solare Juventus di John Elkann & Co.


Cesare Gussoni: "E' successo un episodio pericoloso: un gruppo di persone ha circondato quello che credeva fosse un arbitro, ha tentato di sequestrarlo e di riempirlo di botte: solo che era uno che gli assomigliava, un sosia. Era un direttore di una filiale bancaria che si è rivelato alla fine, poveretto, salvandosi così dalle botte. Ma su consiglio della polizia quell'arbitro (Bergonzi, nota del Mago di Ios) è stato costretto a vivere protetto e trasferirsi in un'altra provincia per due settimane".

Questura di Genova: "Il nome di Bergonzi non è mai emerso, nè per episodi di aggressioni, nè tantomeno per eventuali scorte. Non ci risulta alcun episodio di violenza che abbia come vittima l'arbitro genovese".


Il Beck a commento: "Nella conferenza di giovedì, il presidente dell’Aia aveva parlato di un tesserato, Bergonzi - l’inventore del 3-1 fra Napoli e Juventus - obbligato a un confino di sicurezza, con la chicca di un sosia sequestrato. Come non detto: nessuna protezione, nessuna aggressione, nessun «ritiro» cautelare. Gussoni, per favore: piano con gli effetti speciali e gli artifici retorici. Difendersi dalle intimidazioni è un diritto suo e della sua categoria. Amplificarle, e generalizzarle, confonde le idee".

lunedì 25 febbraio 2008

Cui prodest (e silviest)?




(Coniglio pallavolista)

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Cui prodest (e silviest, vista la parconciccio imperante) la lettera aperta degli inetti di Fermo Ferraris?

Cui prodest (e silviest), dopo che "abbiamo chiesto scusa al calcio italiano per il male procurato" (l'esperto di pappette)?

Cui prodest (e silviest), dopo che "la Juventus ha definitivamente girato la pagina della espiazione delle proprie colpe" (è lui o non è lui? cerrrto che è lui: l'esperto di pappette)?

Cui prodest (e silviest), dopo che è stato fatto INTERvenire in assemblea il consulente dell'accusa, Cesare Zaccone, a spiegarci che c'erano quattro illeciti e le carte erano da Serie C?

Cui prodest (e silviest), dopo che in un'altra assemblea è stata data la parola all'anti-Triade Boniperti, affinché ci spiegasse quanto siamo stati fortunati in calciopoli?

Cui prodest (e silviest), visto che la Juve ha voltato "pagina dopo un capitolo triste della nostra storia" (il nipote indegno)?

Cui prodest (e silviest), visto che "ci sono stati comportamenti riprovevoli" (sempre il nipote indegno)?

Cui prodest (e silviest), visto che la Juve è solare solo "da quando ha cambiato tutto" (il cantante)?

Cui prodest (e silviest), visto che i giocatori non devono affatto scusarsi per calciopoli e "semmai dovevano farlo quei dirigenti" e considerato che "non c'era bisogno di tutto quello che hanno fatto, quella era la Juve più forte degli ultimi 25 anni" (parole e musica di David Trezeguet).


C'è un'unica cosa che prodest (e silviest) alla Juve.

Che cani, gattini, conigli si tolgano dai coglioni il prima possibile.

Avete fatto danni a sufficienza.

Raus. Sciò. Andersen.

domenica 24 febbraio 2008

Legittima difesa


Luciano si e ci difendeva.
Dai Dondarini.

Dai Farina.
Dai Tagliavento.

Dai Collina.

Dai De Santis.

Dai Carraro.

Dagli Abete.

Dai Matarrese.

Era legittima difesa.

Prima di sparare le vostre cazzate, almeno mettetevi d'accordo...

L'ex direttore generale di Benissimo Neonato: "Non credo ci sia la volontà di farci pagare, penso sia un problema di qualità".
Il cantante, al giornalista di Sky che gli ricorda che dopo la sconfitta di Napoli la società disse "non vorrei ci facessero pagare colpe che abbiamo già pagato", risponde secco: "sei perspicace! Ma è tutta la conduzione che non è piaciuta".

sabato 23 febbraio 2008

Farina. Bergonzi. Tagliavento. Gava. Dondarini.

La lista dei sicari si allunga.

Ma questo è il calcio nuovo. Pulito. Onesto.
Il calcio di gente come Moratti, Galliani, Collina, Matarrese, Abete.
Non può che essere un calcio nuovo. Pulito. Onesto.
Per definizione.
Gli errori sono in buona fede.
Per definizione.

E' il calcio che piace alla dirigenza più ridicola e vergognosa che una squadra di calcio abbia mai avuto.
E' il calcio che piace sia in Collina che sul Monte(Zemolo).
E' il calcio che piace ai giornalisti, che meglio di tutti rappresentano l'italiano medio.
Servile. Voltagazzana. Lustrascarpe. Imbelle. Corrotto.

Tenetevelo questo calcio di merda.
E' andate tutti a cagare.
Tutti quanti.

Ma soprattutto gli inetti di Fermo Ferraris.
E coloro che li hanno nominati.

mercoledì 13 febbraio 2008

La nuova cupola


(Bonarober per www.juworld.net)

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di Paolo Bertinetti



Qualche giorno fa il giudice milanese, utilizzando un cavillo giudiziario, ha graziato l’Inter per il reato di falso in bilancio; ma avendo il giudice comunque riconosciuto che le plusvalenze c’erano, il superprocuratore Palazzi ha deferito l’Inter per slealtà sportiva. Nessun problema: sarà graziata anche per quello. Tuttavia il leale Moratti, per distogliere l’attenzione dal deferimento, ha sproloquiato a proposito di una banda di truffatori che avrebbe privato l’Inter dello scudetto del 5 maggio – quello della partita in cui il leale Materazzi implorava i giocatori della Lazio perché li lasciassero segnare.

In effetti un procedimento per slealtà sportiva contro una squadra a cui è stato regalato (questo sì in modo truffaldino) lo scudetto degli onesti, potrebbe suscitare qualche dubbio. Ma anche a questo proposito l’onesto Moratti non ha nulla da temere. Non mi pare che i giornalisti abbiano fatto notare la cosa: sono tutti impegnati a normalizzare, a spiegare che ciò che accadde nel 2006 non fu un’ignobile farsa, che al massimo ci fu qualche erroruccio e che non se ne deve parlare più. Infatti anche Cobolli Gigli, dopo avere ovviamente detto che lo scudetto del 5 maggio è stato vinto dalla Juve sul campo, si è ben guardato dal dire che anche gli scudetti del 2005 e del 2006 sono stati vinti dalla Juve perché era enormemente più forte dell’Inter.

Intanto l’elenco degli “errori arbitrali” a favore dell’Inter si allunga a dismisura. Dopo l’ennesimo clamoroso “errore”, quello di Catania, non risulta che qualche giornalista moralista abbia avanzato l’ipotesi di una cupola formata da Moratti, Collina e Farina. Eppure gli “errori” sono infinitamente più numerosi e più influenti di quelli che consentirono loro di immaginare una cupola Moggi, Pairetto, De Santis.

Ma adesso i moralisti si sono ricomposti. Dopo aver linciato la Juventus sono tornati garantisti (come quando bisognava proteggere l’Inter dei passaporti falsi), attenuano i toni facendo i gentlemen, proclamano che non bisogna turbare i tifosi e sono tutti paladini del fair play e del terzo tempo. E quindi, al massimo, criticano Farina perché non vi ha partecipato. In questo trionfo di ipocrisia, però, non si dimenticano mai, parlando compostamente del presente, di buttare lì una frase che subdolamente suggerisca al lettore che la Juve “rubava”. “Inter come la Juve” è la loro retorica domanda. Come dire: la Juve rubava, pensate che anche l’Inter rubi? E naturalmente la risposta che suggeriscono è no. Alla fine dei loro oggettivi discorsi resta solo la calunnia contro la Juventus.

martedì 22 gennaio 2008

Gli stessi "aiutini" e con meno classe


Il Giornale - 22 gennaio 2008


Mettiamoci l'anima in pace: l'Inter è indubbiamente la squadra più forte, ma anche - indubitabilmente - quella più favorita. Dalla buonasorte e dagli arbitri. Anzi, l'ordine dei fattori invertitelo pure visto che a determinare la prima sono proprio i secondi. Sì, proprio quei signori accusati fino a ieri di essere alle dipendenze di Luciano Moggi e di favorire quindi la Juventus e che adesso, come accade fisiologicamente ad ogni cambio di regime, stanno «scortando» i Mancini's boys verso la conquista del loro 15° titolo (sì, avete letto bene, 15: gli scudetti cartonati non contano). Un modo tipicamente italico per garantirsi un futuro tranquillo, per sé e le proprie famiglie.

Nel dubbio, quando arbitrano l'Inter, fischiano sempre a favore. E se accade qualcosa di strano nell'area nerazzurra, non fischiano proprio. Gli ultimi dubbi sull'applicazione di questa nuova «regola» sono evaporati domenica sera a San Siro insieme alla nebbia. Ormai si va oltre la semplice sudditanza, siamo passati alla deferenza tout-court. Non c'è bisogno di telefonare al designatore o ai direttori di gara: sanno da soli ciò che devono fare. Persino ai tempi di Moggi c'era più discrezione, di sicuro più intelligenza. L'aiutino alla Juve arrivava una tantum, senza dare troppo nell'occhio, adesso invece lo si sbatte in faccia platealmente ogni domenica, in spregio al buongusto. È possibile un break, egregio signor Collina? O vogliamo andare avanti così finché la matematica non assegnerà pure ’sto tricolore a Moratti & friends? Attendiamo smentite. Che, di sicuro, non ci saranno poiché il finale della storia è già stato deciso a tavolino.

giovedì 3 gennaio 2008

29 + 1979


29+1979 auguri a tutti gli Ju29ri

29+1979 auguri a Giulemanidallajuve

29+1979 auguri a Luc Misson

29+1979 auguri alla Juventus

29+1979 auguri ad Antonio Giraudo

29+1979 auguri a Luciano Moggi

29+1979 auguri a Bobby Gol

29 + 1979 auguri anche a Leone ed Oceano. Con i genitori che si ritrovano (per non parlare del nonno materno e delle zio Lapin) ne hanno proprio bisogno


29+1979 calci in culo a Lucky Luke

29+1979 calci in culo al presidente in grande stile

29+1979 calci in culo al gemello (equity swap) del presidente in grande stile

29+1979 calci in culo a Rien ne va plus

29+1979 calci in culo all'ex direttore generale di Benissimo Neonato

29+1979 calci in culo al papà di Leone e di Oceano

29+1979 calci in culo allo zio di Leone e Oceano

29+1979 calci in culo al nonno paterno di Leone e Oceano

29+1979 calci in culo ad infimo moratti e a tutta la sua cricca di onesti falsificatori

29+1979 calci in culo a Petrucci, Abete, Matarrese, Collina, Palazzi

29+1979 calci in culo a tutti i pennivendoli della stampa italiana

lunedì 12 novembre 2007

C'era una volta? No, c'è ancora oggi.

C'era una volta un importante dirigente del calcio italiano.
Quel dirigente era molto importante,
Anzi, era il più importante dirigente del calcio italiano.
Era il presidente della F.I.G.C. (e di molte altre cose ancora).
Ebbene, quel dirigente molto importante si sentiva il padre padrone del calcio italiano.
Ed in effetti era proprio così.
Un bel giorno, il dirigente più importante del calcio italiano chiama un importante funzionario del settore arbitrale.
Quel funzionario del settore arbitrale era anche lui molto importante.
Era uno dei due designatori degli arbitri.
Ebbene, il dirigente più importante del calcio italiano e l'importante funzionario del settore arbitrale si parlano al telefono.
Ed il padre padrone del calcio italiano istruisce a dovere il funzionario del settore arbitrale: "Nel dubbio, contro la Juve".
C'era una volta?
No, c'è ancora oggi.
Sono cambiate (formalmente) le persone.
Il dirigente più importante del calcio italiano ha lasciato la poltrona al suo vice.
Ma continua ad essere il padre padrone del calcio italiano.
Il funzionario del settore arbitrale ha anche lui lasciato la poltrona.
Ed è stato sostituito da un ex arbitro, amante della buona cucina e dei ristoranti poco (anzi, per nulla) affollati.
Il padre padrone del calcio italiano ed il nuovo dirigente del settore arbitrale hanno i medesimi gusti culinari.
E sono entrambi fedeli alla regola di sempre. "Nel dubbio, contro la Juve".
C'era una volta?
No, c'è ancora oggi.

martedì 30 ottobre 2007

Cara Juve, stai allegra. Se piangi dai fastidio


(Bonarober per www.juworld.net)
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Piero Valesio

Tuttosport - 29 ottobre 2007

Sempre allegri bisogna stare che il troppo piangere fa male al re. Anche al ricco e al cardi­nale, se è per questo. Ma la do­manda è: chi è il re? Chi è che si turba e viene colto da vam­pate di cattivo umore se qual­cuno osa sostenere che i due ri­gori concessi da Bergonzi sa­bato sera al San Paolo sono stato un perfetto esempio di an­ticalcio e hanno completamen­te falsato l’esito del match? Ci deve essere, questo re. E deve es­sere in buoni rapporti con Mas­simo Mauro. Il quale è stato il più convinto, durante il dopo­partita di Napo­li-Juve andato in onda su Sky, nel ribattere al­la furiose parole di sdegno pro­nunciate da quel noto pole­mista che ri­sponde al co­gnome di Cobol­li Gigli. Il presi­dente biancone­ro aveva osato lasciarsi andare ad affermazioni pesanti del tipo: speriamo che qualcuno nel Palazzo abbia visto cosa è suc­cesso in campo. Il commentato­re di Sky non ha gradito: come osa il responsa­bile di un’azien­da sportiva sot­tolineare che è stato danneggiato sul campo? Erano lacrimucce, non un vero pianto come nella canzone di Jannacci e Fo: ma Mauro si è inalberato lo stesso. Che sia forse perché la Juve non ha l’u­mile diritto di sottolineare, tra l’altro con un atteggiamento low profile, molto subalpino, che quello che era successo era al limite del comprensibile? Forse il re senza volto ma con corona aveva già iniziato a stranirsi? Fabio Caressa e Bep­pe Bergomi, in sede di telecro­naca, avevano offerto una pre­gevolissima esibizione di sere­nità di commento («Serata ne­rissima dell’arbitro Bergonzi» ha detto il Caressa dopo il se­condo rigore farlocco: compli­menti) cercando, come si deve fare in questi casi, di sottoli­neare ciò che è giusto senza per questo indispettire le tifoserie dei vincitori. A maggior ragio­ne l’inalberarsi di Mauro è parso fuori luogo.Tutto sommato ha stupito me­no, poco dopo su Rai 2, che un altro ex giocatore abbia messo in scena una sua personalissi­ma (e rispettabile, figuriamoci) visione della realtà sostenendo con una certa pervicacia che il secondo rigore, quello scaturito dal scambio di sguardi fra Buffon e Zalayeta, era in realtà un rigore che andava concesso. Qui l’ottimo Co­bolli, con quel volto che pare sempre così estraneo ai livo­ri e alle urla del grande (anzi: grosso) carroz­zone calcistico, ha tirato fuori a sua volta la sua indole da palco­scenico ed ha ri­sposto: «Sì, Mazzola». Una frase breve che è parsa degna, per efficacia, di certi assensi ci­nematografici di Totò o meglio, viste le origini, di Macario. «Sì, Mazzola» dice­va Cobolli: e mai espressione fu più efficace. E chissà che a qualcun altro non sia venuto in mente cosa successe in tv molti molti anni fa quando un certo Iuliano Mark intervenne su un certo Ronaldo che, in quell’epoca an­cestrale, gestiva a una maglia a strisce nerazzurre verticali: l’urlo di dolore di coloro i qua­li non portavano (allora) l’er­mellino regale a causa del pre­sunto torto subito occupò i me­dia per settimane se non per mesi, coinvolgendo la vita so­ciale e politica italiana ai mas­simi livelli. Stavolta si ha come la sensazione che non succe­derà. Il che certamente sarà un bene visto che il low profile del­la dirigenza juventina certo non chiede che s’inneschino in­terminabili processi televisivi. Ma resta un dubbio: fra il pre­sunto re della prima repubbli­ca calcistica e il supposto re della seconda chi è il più po­tente?


lunedì 29 ottobre 2007

Dopo aver riscosso i propri crediti, Collina paga i propri debiti


(Bonarober per www.juworld.net)
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Sabato sera abbiamo avuto la dimostrazione pratica di come sia "concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che NON prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara".
Questo è il Metodo Collina, messo in pratica dai fedeli discepoli. Bergonzi, Farina, Tagliavento,...
Il Metodo Collina è molto più efficace del (presunto) Metodo Moggi ("assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara").
Mi chiedo come mai il Direttore, che tutti dipingono come il re della cupola, si sia inventato un metodo così complicato per far vincere la Juventus. Era molto più semplice ed immediato cercare di alterare lo svolgimento o il risultato di una singola gara per assicurarsi un vantaggio in classifica.

martedì 31 luglio 2007

Le regole di Collina - Il caffé

Non fa bene prendere un caffé prima della partita, ma se proprio non possono farne a meno, è meglio che si accontentino di quello, buono, che preparano da Meani piuttosto che di quello della tribuna d'onore.