Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------
Visualizzazione post con etichetta scudetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scudetti. Mostra tutti i post

mercoledì 2 dicembre 2009

Bandiera ridentina


Molto bello il New Website (che fa molto New Holland) del Capitano.
Nel Palmares ci sono 7 scudetti, compresi quindi quelli del 2004/2005 e 2005/2006.
Peccato che quando si tratta di fare pubblicità a pagamento, gli scudetti diventino cinque...
Per non farsi mancare nulla, c'è anche la Coppa Zaccone.
Alex Del Piero. Il Capitano. La Bandiera. Della Ridentus, però.
La Juventus è un'altra cosa.

domenica 27 settembre 2009

Chi di scudi (sottratti) ferisce, di scudo (negato) perisce!


(Una gran bella triade)
-------------------------------
"Scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto... E quella è quella cosa importante" (cit).

Oramai conosciamo benissimo la storia degli scudi che abbiamo vinto.
Sappiamo chi non li ha difesi.
Per calcolo ed interesse. Oppure per semplice incapacità (dubito).
Ma ci sono degli altri scudi da considerare.
Non si parla di calcio.
Ma di fisco.
E, quindi, di scudo fiscale.
Lo scudo fiscale consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione tributaria, facendo emergere attività detenute illegalmente all'estero (in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale).
A fronte del pagamento di una somma limitata, pari al 5% del valore delle attività estere riportate a galla, sono concessi diversi benefici ai contribuenti che aderiscono: preclusione di accertamenti tributari e contributivi, estinzione delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali, esclusione della
punibilità per alcuni reati espressamente previsti.
Tra i contribuenti interessati allo scudo fiscale potrebbero in teoria esserci anche gli eredi di Giovanni Agnelli.
Margherita, figlia ed erede di Gianni, ritenendo che una consistente quota del patrimonio di suo padre, localizzata all'estero, sia sfuggita alla divisione ereditaria del 2004, ha cominciato un'azione legale contro Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfried Maron "in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale dell'avvocato", al fine di ottenere "un chiaro e completo rendiconto di tutti i beni che compongono l'asse ereditario e sono oggetto di successione".
La possibile esistenza di un patrimonio estero mai dichiarato al fisco ha fatto drizzare le antenne all'amministrazione finanziaria italiana, che ha iniziato ad indagare sull'eredità Agnelli, come confermato da Attilio Befera (direttore dell'Agenzia delle Entrate) pochi giorni prima di ferragosto.
L'indagine dell'Agenzia sul "tesoro" degli Agnelli (rectius, di quel che rimane degli Agnelli) "è stata aperta in seguito alle notizie diffuse dagli stessi eredi sulla esistenza di beni all'estero", ha dichiarato Befera. "Le diatribe sull'eredità sono note da mesi, sono su tutti i giornali e l'Agenzia, sulla notizia di possibili beni all'estero non dichiarati al fisco, come fa sempre, ha anche in questo caso aperto l'indagine".
La questione è indubbiamente molto complessa, poiché si tratta di attività intestate a trust o fondazioni estere, seppur in ipotesi direttamente od indirettamente riconducibili all'Avvocato Agnelli. In aggiunta, la causa intentata da Margherita Agnelli pone in discussione anche la titolarità di una parte di quei beni.
Al di là degli aspetti puramente tecnici relativi al trattamento fiscale di questo presunto patrimonio estero (che dipende da molteplici fattori), il tema che mi interessa approfondire in questo articolo è la possibile applicazione dello scudo fiscale al caso in questione.
Dal punto di vista astrattamente teorico, il ricorso allo scudo fiscale potrebbe consentire agli eredi Agnelli (rectius, agli eredi fiscalmente residenti in Italia) di regolarizzare eventuali violazioni, con il pagamento di una somma irrisoria (se confrontata con le imposte ordinariamente applicabili, maggiorate di sanzioni ed interessi).
Lo scudo fiscale, tuttavia, non può essere utilizzato qualora, alla data di presentazione della dichiarazione riservata (con cui vengono dichiarate le attività estere che si intendono far riemergere), sia stata già avviata dall'amministrazione finanziaria apposita attività di controllo nei confronti dei contribuenti interessati.
Ed infatti, Befera, nel confermare l'avvio dell'indagine tributaria, ha anche precisato che gli eredi Agnelli non potranno comunque usufruire dello scudo fiscale perché il procedimento è già in corso.
L'Agenzia delle Entrate è poi ritornata sulla questione, seppur senza fare esplicito riferimento all'indagine sulla famiglia (ex) Agnelli, con un comunicato stampa del 22 settembre (http://www.agenziaentrate.gov.it).
"In merito alle notizie stampa secondo le quali, per effetto dell’emendamento oggi approvato in sede parlamentare, non potrebbero avvalersi dello scudo fiscale i contribuenti nei cui confronti sono stati avviati procedimenti tributari fino al 5 agosto 2009, mentre potrebbero ricorrere al rimpatrio o alla regolarizzazione i soggetti per i quali le attività ispettive sono iniziate successivamente alla suddetta data, si precisa che l’informazione sopra riportata è del tutto destituita di fondamento".
L'emendamento (al decreto correttivo del decreto anti-crisi, con cui è stato introdotto lo scudo fiscale) cui fa riferimento il comunicato dell'Agenzia, è stato approvato dalla Commissione Finanze e Bilancio del Senato ed apporta significative correzioni allo scudo fiscale, allargando in particolare la copertura penale offerta ai contribuenti.
Interpretando in maniera non corretta il testo della norma, così come modificata per effetto dell'emendamento parlamentare, alcuni mass-media (e, in particolare, il sito Dagospia) hanno attribuito alla "lobby del Lingottino" il merito delle modifiche normative. Tali modifiche, infatti, impedendo il ricorso allo scudo fiscale nell'ipotesi di procedimenti in corso alla data del 5 agosto, consentirebbero alla famiglia (ex) Agnelli di usufruire della sanatoria, poichè l'attività istruttoria nei loro confronti sarebbe iniziata (secondo Dagospia) solo l'8 agosto.
Ma così non è, come chiarito nel comunicato dell'Agenzia delle Entrate.
L'emendamento parlamentare, infatti, si riferisce ad altra questione e non modifica la norma che preclude il ricorso allo scudo qualora, alla data di presentazione della dichiarazione riservata, sia stata già avviata apposita attività di controllo. La dichiarazione riservata, come precisa l'Agenzia, "non poteva essere presentata prima del 15 settembre 2009 e, dunque, è questa, e non quella del 5 agosto 2009, come erroneamente riportato dalle notizie stampa, la prima data utile ai fini della valutazione della possibilità di beneficiare o meno degli effetti dello scudo". Quindi, "per i soggetti nei cui confronti alla data del 15 settembre 2009 risultavano già avviati atti istruttori, ovvero tali atti risultino avviati anche in data successiva ma comunque prima della presentazione della dichiarazione riservata, lo scudo era e resta inibito".
Prendendo a prestito le parole dell'Agenzia delle Entrate, per la famiglia (ex) Agnelli, lo scudo fiscale era e resta inibito.
Chi di scudi (sottratti) ferisce, di scudo (negato) perisce!

lunedì 20 luglio 2009

Johnn, due e sei.


John, ça va sans dire, è John Elkann. Il Signor "siamo vicini alla squadra e all'allenatore". Il Signor "sono successe cose riprovevoli". Etc, etc.
Due sono gli scudetti scippati alla Juventus grazie a Porcopoli (per non parlare degli altri scudetti che la società avrebbe certamente conquistato senza Porcopoli).
Sei sono gli interminabili secondi di silenzio trascorsi tra una domanda ed una risposta.
La domanda è stata formulata a John Elkann dall'inviato dello Ju29ro Team a Pinzolo: "Ingegnere, li chiederà mai gli scudetti la Juventus?".
La risposta (di una banalità sconcertante) è stata data da John Elkann, dopo un silenzio imbarazzante condito da uno sguardo particolarmetne vispo (un Cobolli, in pratica, solo un po' più giovane): "scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto. E quella è la cosa importante".

Non ci credete?
Guardare per credere, allora.
Ecco il video (la domanda sui due scudetti è verso la fine, dopo un minuto e trenta di banalità assortite di John sulla Juventus).



Su ju29ro.com trovate un resoconto completo sulla grande prestazione dell'erede gestionale.

venerdì 3 aprile 2009

Capitani coraggiosi


Specchio specchio delle mie brame, chi è il più juventino del reame?
Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
C'è il grande giocatore che decide come, quando, dove e con chi giocare.
E tra una partita e l'altra si diletta con la pubblicità. Senza scomporsi, peraltro, se nella pubblicità, mentre lui palleggia, un bimbo racconta che ha vinto 5 (7-2=5) scudetti.
Poi, c'è la grande bandiera del passato, che per spirito di rivalsa contro coloro che lo hanno sostituito (riportando la Juve a vincere tutto quel che c'era da vincere, dopo 9 anni di magra, di grandi flop a caro prezzo e di continue ricapitalizzazioni della società) non esita a spalare merda sui 12 anni della Triade (come un Cannavò qualunque), dicendo di non riconoscersi in quel periodo della storia juventina.
E, per non farci mancare nulla, c'è anche quel giocatore dalla capigliatura variabile (bandiera pure lui, ci mancherebbe) che, trullo trullo, si complimenta con la nuova dirigenza (per lui, cirigenza per me) juventina per aver restituito un’immagine alla Juve e per aver lavorato onestamente per riconquistare la A con Deschamps e una collocazione di nuovo importante con Ranieri.
Alla fine della fiera, caro il mio specchio, sembra quasi più juventino quel nostro ex giocatore che ad ogni occasione ripete che lui quei due scudetti li ha vinti sul campo e si incazza se qualcuno si permette di dubitarne ("e se non ci credi, ti porto a casa mia a vedere i due trofei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa"; questa l'ultima, e recente, sua dichiarazione in merito).

In attesa di risolvere questo dilemma, caro specchio, per non saper nè leggere né scrivere, inizio a far partire qualche meritatissimo vaffanculo. Direzione Torino (centro, Vinovo e collina: dovrei beccarli tutti). E direzione Puglia.

venerdì 23 gennaio 2009

Barzelletta continua


I nerassurdi, onesti indossatori di scudetti altrui ed accaniti collezionisti di tavolini e comodini, continuano ad essere la barzelletta dell'Italia calcistica.
E il loro 2009 è infatti iniziato alla grande.
Prima, Gianfelice Facchetti (figlio di) ha ammesso che il de cuius (ai cui valori qualcuno sempre si ispira) parlava con gli arbitri (un Meani, in pratica, ma un po' più brindellone alto).
Poi, hanno collezionato tre pappine a Bergamo contro l'Atalanta (e potevano anche essere 5).
Last but not least, la sconfitta con l'Atalanta ha fatto sbottare lo specialone, rivelando la sua anima ju29ra.
Le frasi del Mou (anche se ormai sono note e stranote, repetita Juventus: "il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perchè non c'era nessuno. Il terzo all'ultimo minuto. Siete una squadra...") sono state riprese da diversi quotidiani.
La Stampa se n'è occupata in due articoli di Nerozzi e Ansaldo (QUI e QUI).
Repubblica, in un articolo pubblicato sulla versione on line (QUI), ha ripreso alcune frasi ironiche comparse dai forum bianconeri, ivi compreso un "epigramma pescato dall'Ansa a campione dal forum J1897" ("è davvero incredibile che gli 'onesti' abbiano un allenatore onesto. Probabilmente si sono sbagliati"; questo "epigramma" è stato in realtà scritto su j1897 da un certo mago di vostra conoscenza...).
Il Corriere della Sera ha affrontato il tema Mouju29ro in due articoli. Uno di Pasini (QUI) ed uno della redazione web (QUI). In quest'ultimo articolo è stato riportato anche un link alla discussione del forum j1897.com sulle frasi dello specialone. In poche ore, il forum ha ricevuto decine di migliaia di visitatori (presumibilmente, anche molti tifosi nerassurdi).
Nessuna reazione o smentita dalla sponda onesta del Naviglio.
Non ha mancato invece di far conoscere la propria opinione un nerassurdo VIP come Severgnini: "Se quelle parole le dice Moggi va bene, ma se le avesse dette Mourinho sarebbe grave. Soprattutto perchè non è vero. Sono argomenti delicati, toccano corde che hanno fatto soffrire molto in passato. E soprattutto, quello che avrebbe detto Mourinho sugli scudetti non è vero".
Quello che avrebbe detto Mourinho non è vero?
Ma certo che è vero.
Vediamo in dettaglio i QUATTRO punti affrontati dallo specialone.
1. il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria. Verissimo. Terzi, sul campo. Primi, in segreteria.
2. il secondo lo avete vinto perchè non c'era nessuno. Verissimo. Juve in B, Milan con penalizzazione.
3. il terzo [lo avete vinto] all'ultimo minuto. Verissimo, nonostante gli aiuti arbitrali (Christian Rocca sul punto non è "pienamente d'accordo con Mourinho: il terzo, come probabilmente il quarto, è arrivato grazie a Cobolli Gigli che gli ha regalato Ibra)
4. siete una squadra.... Come avrà completato la frase lo specialone? Di merda? Verissimo. Senza palle? Verissimo.
Come potete vedere, QUATTRO sacrosante verità.
Lo Specialone non è un pirla, ma uno ju29ro.
Abbiamo aperto un sondaggio per farlo entrare nel team.
Puoi votare qui (sulla destra) oppure sulla home page di ju29ro.com.

martedì 13 gennaio 2009

La lunga marcia del 28 e del 29


Ne parliamo dall'estate del 2006.
E continueremo a farlo.
Non fosse altro che per ribattere a coloro che prima hanno operato in un certo modo, poi hanno taciuto per diverso tempo ed infine hanno iniziato a straparlare.
Costoro abitano, operano, parlano e defecano in Fermo Ferraris, anche se sono manovrati da certa gente che abita, opera, parla (poco, ma a volte parla) e defeca a pochi isolati di distanza.
Nell'estate del 2006, grazie all'operato di costoro, gli scudetti 2004 e 2005 (il 28 ed il 29) hanno fatto una brutta fine, scaricati come due pallini di merda (avete presente quando viene la "pupu" a pallini modello capretta?) dal deretano gemellar-presidenziale (non è ancora chiaro se i gemelli siano un animale a due teste ma monoculo oppure se siano gemellari anche nelle parti basse; comunque, poco importa; in un caso, un culo è sufficiente a sparare due pallini; nell'altro caso, un pallino a testa e non se ne parli più).
Uno di quei pallini, scaricato con tale violenza dall'augusto deretano, rimbalza che ti rimbalza è capitato in Via degli Onesti. E li si è fermato, avvolto in una teca di cartone.
Dell'altro pallino invece si sono perse sin da subito le tracce.
Alleggerita e contenta, la biade presidenziale ha seduta stante rimosso gli scudetti 28 e 29, così brillantemente scaricati. Ed infatti il sito web ufficiale ed il primo bilancio approvato nell'era solare e ridens della New Holland FC (fine ottobre 2006) riportavano solo 27 scudetti, senza fare alcun menzione dei poveri 28 e 29.
Dopo un po' di tempo e centinaia di cazzate dette e fatte, la biade presidenziale, probabilmente sollecitata e strattonata a dovere (tramite email ed interventi in assemblea di diversi squadristi sobillatori) ha iniziato a cambiare registro.
Ed un bel giorno, ad Alba, tra un biccchere di vino (più d'uno, direi) ed un caffé, ecco la folgorazione. Il contesto è la manifestazione Vinum, organizzata ad aprile 2008 nel teatro sociale di Alba. La biade presidenziale, scortata dal cantante più camaleontico che ci sia, ha uno scatto di orgoglio. "La juventus non ha 27 scudetti, perché nel suo cuore e nei piedi dei suoi campioni ce ne sono ventinove. E quei due sono stati tolti per colpe che qualcuno ha deciso di attribuirci".
Le dichiarazioni langarole sono state poi ribadite diverse volte nei mesi successivi, sia dai gemelli sia dal tennista. Questo il succo del discorso: gli scudetti nel cuore sono 29, e questo è ciò che conta; non si capisce perché la juventus sia stata così pesantemente sanzionata nel 2006.
E nei documenti ufficiali della società, gli scudetti sono tornati ad essere 29 (con due asterischi).
E veniamo ai giorni nostri.
Dopo la Sentenza GEA, che ha visto la clamorosa bocciatura delle tesi di Palamara (cui la Corte ha solo concesso il gol della bandiera), i gemelli hanno nuovamente affrontato il discorso degli scudetti: "se in futuro constateremo che ci saranno altre assoluzioni o sentenze miti, allora dovremo avere la coscienza che gli scudetti della Juventus sono 29 e non due di meno, che ci sono stati tolti. La giustizia sportiva è una cosa, quella penale un'altra. Quella sportiva è stata costretta a prendere decisioni in un tempo breve, quando c'era anche una campagna negativa nei confronti della Juve, tanto amata ma anche tanto odiata. Alla conclusione del processo penale se gli imputati saranno assolti, sarà difficile tornare indietro e farci ridare quello che la giustizia ci ha tolto, ma lo diremo ad alta voce. Il passato però è passato, deve servirci solo per fare meglio nel futuro".

Nulla di nuovo sotto il sole.
Oramai ci siamo abituati.
Alla New Holland FC usa così.
Un passo avanti e due indietro.
Un giorno si dice bianco, il giorno dopo si dice nero.
Alcune domande sorgono spontanee.
Ma quei due scudetti, così sdegnaosamente abbandonati nel 2006, non erano già tornati nel cuore?
E che razza di passaggio è quello dal cuore alla coscienza?
E perché mai dobbiamo attendere le conclusioni del processo di Napoli per dire che in coscienza abbiamo 29 scudetti?
A quando il passaggio dal cuore (o dalla coscienza) all'albo d'oro?
E, soprattutto, perché non seguite l'esempio di Luca De Meo?

venerdì 9 gennaio 2009

Il misero crollo della prima cupola


Ci avevano raccontato che Moggi tramite la GEA condizionava illecitamente il mercato dei calciatori a favore della Juventus. Pretesero l’estromissione di Lippi dalla Nazionale, stracciandosi le vesti, perché suo figlio condizionava le convocazioni (prima di salire sul carro del vincitore dopo il trionfo di Berlino).
Ieri, a Roma, un Tribunale della Repubblica ha stabilito che si trattava solo di chiacchiere, maldicenze, che la fantomatica cupola di Moggi e dei procuratori non è mai esistita, che la GEA non svolgeva attività illecite, né, tantomeno, era il braccio armato per il mercato del DG della Juventus.
Tutti assolti, tranne Luciano e Alessandro Moggi, condannati - a dispetto delle pesanti richieste dell’accusa - solo a un pugno di mesi per “minacce private”, il padre ai danni dei Blasi e Amoruso, il figlio dei semisconosciuti Ilyas Zetulaiev e Victor Budianski. Benché, sulla base di quanto emerso dal dibattimento, anche queste condanne lascino non poche perplessità (e gli avvocati, incuranti del fatto che la pena verrebbe comunque indultata, hanno promesso battaglia all’appello), attendiamo rispettosamente le motivazioni per poter fare un commento nel merito.
Resta il fatto che la giornata di ieri ci racconta una cosa fondamentale su Calciopoli: è crollato il primo dei due grandi teoremi che costituiscono l’architrave del processo sportivo. Due teoremi, quello della GEA e quello della cupola in FIGC, che, si badi bene, sono intrecciati fra loro in maniera quasi inestricabile.

Continua a leggere l'articolo su ju29ro.com (clicca QUI)

mercoledì 24 settembre 2008

Un segno del destino


Lunedì sono andato a fare la visita per il rinnovo della patente.

Ad un certo punto il dottore mi ha mostrato due cartoncini.

In ciascun cartoncino c'era un cerchio, pieno di puntini colorati.

Il test consisteva nell'indivuare il numero nascosto sotto i puntini colorati.

Nel cartoncino di sinistra c'era un banale 57.

Ma in quello di destra c'era, ovviamente, uno splendido 29.

Sembra che a Cobolli abbiano fatto vedere un 27, a Gigli un 22 e a John un 13.

Per Infimo Moratti un 2 (di picche).

lunedì 26 maggio 2008

29 domande a Moncalvo (terza parte)


Esclusiva Ju29ro Team

Con questo post, completiamo la pubblicazione dell'intervista esclusiva rilasciata da Moncalvo allo Ju29ro Team.

Gli argomenti trattati in quest'ultima parte dell'intervista sono due:
1. il post-Calciopoli
2. la nuova Juve.

Clicca qui per leggere la prima parte e qui per leggere la seconda parte

IL POST CALCIOPOLI

18. Ti sembra normale che personaggi che hanno promosso azioni di spionaggio industriale a spese dei propri azionisti e, in un caso, dei propri contribuenti, oggi continuino a guidare delle società per azioni o, peggio, delle società sportive?

”Chi è senza vergogna è capace di fare questo ed altro”.

19. Nello scandalo Telecom è saltata fuori una "pratica Como" nella quale risultano spiate e dossierate la Juve e la FIGC. Noi, a differenza dei media silenti, vorremmo sapere quali informazioni furono raccolte e per conto di chi. Ritieni che esista la possibilità di riuscirci o lo scandalo Telecom resterà uno dei tanti misteri italiani?

”Lancio un appello a tutti: cerchiamo l’indirizzo di Tavaroli, Cipriani & C., scriviamo loro una bella lettera e chiediamo di dire, se lo vogliono, quello che sanno limitatamente alla vicenda Telecom e calcio”.

20. Alcuni tifosi credono che ormai quel che stato è stato e che la cosa più giusta da fare sia dimenticare il passato e guardare avanti dando fiducia alla nuova Juve. Sei d’accordo?

”Sì, può essere. Ma a una condizione: che Blanc, Cobolli e la banda spariscano dalla circolazione. Piazza pulita ci sarà solo quando anche loro si toglieranno dai piedi. O tutti o nessuno. Comunque vada, non si può dimenticare, non è un peccato ricordare. La strada sarà lunga e difficile, ci hanno spezzato un sogno, ci hanno tolto certezze e speranze. E questo è delittuoso contro milioni di persone. Pensate a quanti bambini, a quanti ragazzi sono stati presi in giro dai loro coetanei solo perché tifavano Juve, pensate quanti anni ci vorranno prima che qualcuno dell’ultima generazione, nell’acerba età in cui si fa la “scelta” della squadra del cuore, torni a tifare Juve. Sapete quanti tifosi del Milan sono diventati tali grazie al Milan di Sacchi, a Gullit, Van Basten & C. Io temo (ma spero di no) che moltissimi giovani abbiano abbandonato la Juve o non l’abbiano più scelta perché si “vergognavano”. Loro, noi, tutti non abbiamo niente di cui vergognarci. E’ questa la colpa maggiore di chi ha ordito questa vicenda. Ed è rimasto impunito e nascosto nell’ombra”.


Puoi continuare a leggere le risposte di Gigi Moncalvo sul sito http://www.ju29ro.com/ (clicca qui).

giovedì 22 maggio 2008

L'albo d'oro dei nerassurdi


Ricapitoliamo un po'.

Secondo il mio albo d'oro, i loro scudetti sono 13 (e sono già generoso).

I nerassurdi, invece, hanno visto tutto un altro film.

Il loro albo d'oro parla di 16 scudetti, contando il tavolino di Guido Rossi, il comodino dell'anno scorso ed il collino di quest'anno.

Ma non è finita qui, perchè i nerassurdi reclamano altri 5 titoli (a tavolino, ça va sans dire).

Andando a ritroso nel tempo, il primo titolo che i nerassurdi vorrebbero aggiungere alla propria collezione di tavolini è quello del 2002. Infimo Moratti l'ha fatto capire chiaramente di recente, parlando di una banda di truffatori che gli avrebbe fatto perdere uno scudetto meritato.

Il secondo titolo a tavolino rivendicato da Infimo è certamente quello del 1997/1998. L'appiglio è rappresentato in questo caso dal presunto fallo di Iuliano su "occhio di lince" Ronaldo (a proposito di Ronaldo, clicca qui e qui)

Questa è l'equilibrata ed obiettiva ricostruzione della vicenda che ho trovato sul sito http://www.nerassurdi.it/: "La Juventus, già aiutata dagli arbitri in almeno due occasioni, arriva allo scontro diretto di Torino con il fiato corto. Ronaldo è lanciato, Simoni ha trovato la quadratura difensiva dell'insieme con un manipolo di operai a sostegno delle prime firme (Colonnese, West, Cauet, Zè Elias, Moriero, Winter). Gianluca Pagliuca para stupendamente, Beppe Bergomi ha un rendimento talmente alto da rientrare in Nazionale quando già gli era stata pronosticata la pensione. Javier Zanetti futuro capitano, Diego Pablo Simeone e Ivan Zamorano sono i simboli della militanza e della generosità. Alvaro "Chino" Recoba è un ragazzotto uruguaiano che fa innamorare Massimo Moratti con gol di straordinaria bellezza (a Empoli segna da centrocampo). Insomma, tutto il mondo del pallone dice Inter. Invece, nello scontro diretto di Torino del 26 aprile '98, l'arbitro Ceccarini di Livorno dice che non è da rigore un fallo netto di Iuliano su Ronaldo di Iuliano su Ronaldo lanciato in gol. E' la fine dei sogni nerazzurri e l'inizio di una partita di polemiche che passerà alla storia. La Juventus vince lo scudetto più discusso della sua storia, l'Inter il titolo della pulizia, della morale, dell'etica sportiva".

Per gli altri tre nuovi potenziali tavolini bisogna tornare indietro all'epoca del papà di Infimo.

ll terzo ed il quarto tavolino sono stati implicitamente rivendicati nei giorni scorsi da Infimo Moratti: "Neanche la squadra di mio padre è riuscita a vincere tre scudetti di fila? Non facciamo confronti, quelli dovevano essere cinque. C'è stata una finale a Roma e uno scudetto alla Juventus che ancora oggi contesto".

Lo scudetto biancoenro ora contestato da Infimo (terzo tavolino della serie) è quello nel campionato 1966/1967, passato alla storia per la clamorosa papera di Sarti all'ultima giornata a Mantova, grazie alla quale la Juventus superò i nerassurdi, conquistando lo scudetto. Per la cronaca, in quella stagione i nerassurdi persero il campionato, che avevano condotto dalla prima alla penultima giornata; persero la Coppa dei Campioni contro il Celtic di Glasgow tre giorni prima della fatal Mantova; e 9 giorni dopo la fatal Mantova persero anche la semifinale di Coppa Italia, battuti dal Padova (allora in Serie B).

Per una descrizione equilibrata della sfida tra Juventus e nerassurdi nel 1966/1967, cosa c'è di meglio del loro sito internet (http://www.nerassurdi.it/)? Ecco qui: il ciclo della Grande Inter si conclude un anno dopo, il 1° giugno 1967 nella fatal Mantova. I nerazzurri, che hanno già perso sfortunatamente la Coppa dei Campioni a Lisbona contro il Celtic, recuperano Suarez dall'infortunio e si presentano con Cappellini centravanti. Traversa di Mazzola, l'Inter è stanca, ma vuole mantenere il punto di distacco sulla Juventus (48 a 47) e comanda la partita. Un giovane Dino Zoff, portiere rivelazione del campionato, salva in più occasioni il Mantova. Al minuto numero 4 della ripresa il pasticcio: un tiro di Di Giacomo, l'ex di turno, inganna Sarti. La palla scivola tra le mani del portiere nerazzurro e va in rete. Una beffa: Sarti, due anni dopo, firmerà per la Juventus alla quale, in pratica, regala lo scudetto. E' infatti inutile l'assalto finale dell'Inter, l'arbitro padovano Francescon nega un rigore a Mazzola e caccia dal campo un furente Corso. Negli spogliatoi volano cazzotti e parole grosse, ma il titolo è della Juventus.".

La finale contestata (sempre dal presidente nerassurdo) risale invece al campionato 1963/1964 (quarto tavolino). La vittima designata dello scippo per una volta tanto non è la Juventus, ma il Bologna.

Ecco il solito racconto obiettivo di http://www.nerassurdi.it/: "Il 1964 è l'anno più glorioso della storia dell'Inter. Dopo aver vinto la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, i nerazzurri hanno lasciato il titolo al Bologna in un avvelenato finale di campionato. Per la prima volta nel calcio compare il termine doping [ma, in realtà, sembra fosse un complotto ai danni del Bologna, clicca qui; nota del mago] e, per la prima volta, il titolo viene assegnato attraverso una gara di spareggio, che i nerazzurri perdono a Roma il 7 giugno 1964. Angelo Moratti è furibondo, la Figc ancora una volta ha remato contro l'Inter. Bisogna essere veramente più forti di tutti e di tutto, come sostiene Herrera, per far trionfare la giustizia sportiva".

I nerassurdi omettono però di ricordare che in quello stesso campionato, il 3 giugno (e, cioè, quattro giorni prima dello spareggio), il presidente del Bologna Dall'Ara morì improvvisamente, colto da un infarto durante una lite con il presidente dell'Inter Moratti. Ai funerali, il 5 giugno, non poterono partecipare i giocatori, visto che la FIGC decise di non rinviare la gara. Il 7, i bolognesi s'imposero con due gol nella ripresa sulla favorita Inter e portarono Bernardini in trionfo per uno scudetto commovente (fonte wikipedia; clicca qui).

L'ultimo (per il monento, ma la situazione è fluida e sono possibili futuri integrazioni) tavolino reclamato dai nerassurdi onesti di Appiano è quello del 1960/1961 (conquistato dalla Juventus), di cui ho già parlato diffusamente nel post "la genetica non fa inganni" (clicca qui).
Per votare questo articolo su wikio, clicca qui

29 domande a Moncalvo (seconda parte)


Esclusiva Ju29ro Team


Continuiamo a pubblicare l'intervista esclusiva rilasciata da Moncalvo allo Ju29ro Team.

Gli argomenti trattati in questa seconda parte dell'intervista sono due:

1. Calciopoli e la politica

2. il comportamento della proprietà.

Clicca qui per leggere la prima parte


CALCIOPOLI E LA POLITICA

10. Guido Rossi. Una scelta personale di Petrucci o un'imposizione dalla politica? Perché proprio un ex CDA Inter quando era palese che a trarre vantaggio da Calciopoli sarebbero state Roma ed Inter? Crede che Geronzi, che si dice consigliò ai soci di Abn Amro la nomina di Rossi a legale nel caso Antonveneta, abbia avuto un ruolo?

”La 'cupola' del calcio è anche quella che controlla questo paese: veri poteri forti che contano molto di più della politica, della stessa magistratura, e purtroppo anche di tutti noi cittadini messi insieme. Il potere finanziario-bancario ha bisogno del calcio, e degli scandali (creati ad arte) legati ad esso per distrarre l’opinione pubblica, per far parlare di altro, per continuare a fare i suoi giochi senza che nessuno disturbi i manovratori. Guido Rossi è un uomo del sistema, ma non solo. Geronzi non è solo un grande banchiere e il datore di lavoro di Carraro, ma molto di più. Gli intrecci sono tanti e notevoli. Se uno va a vedere qual è stata la parcella di Guido Rossi per curare la vicenda Antonveneta, impallidisce e s’incazza. Ma si domanda anche: a un signore come Rossi, che ti fattura mille dollari ogni minuto del suo tempo, come è venuto in mente di dedicare alcuni mesi del suo preziosissimo, e ben retribuito tempo, per “ripulire” il mondo del calcio (si è visto con quali scarsissimi risultati!)? Beh, se tu fai un grosso favore a qualcuno, certe volte sembra che glielo hai fatto gratis, ma la riconoscenza del beneficiato poi passi a incassarla col primo grosso incarico che egli per riconoscenza e gratitudine ti affida”.

Puoi continuare a leggere le risposte di Gigi Moncalvo sul sito http://www.ju29ro.com/ (clicca qui).
La terza parte dell'intervista, che tratterà del post-calciopoli e della "nuova Juve", sarà pubblicata lunedì 26 maggio.

martedì 20 maggio 2008

29 domande a Moncalvo (prima parte)


Esclusiva Ju29ro Team


JUVENTINITA'


1. Gigi, in poche parole, cosa significa per te la Juve?

"Fino a qualche tempo fa solo gioia, allegria, passione. Ora la passione è rimasta ma la gioia passeggera di una domenica pomeriggio, in caso di vittoria, viene sempre offuscata da rabbia, desiderio di giustizia, voglia di rivincita verso chi ci ha fatto e ci fa tanto male e ha consentito agli altri di umiliarci e schiacciarci".


2. Ti ricordi perché sei diventato Juventino? Potresti rievocare il tuo primo ricordo bianconero?

"Sono diventato juventino poiché in un bambino quale ero, la fantasia veniva accesa dai dribbling e dalla ribellione di Sivori, dalla forza, dalla generosità, dal coraggio di John Charles, dall'orgoglio di tifare per una squadra che aveva Gianni Agnelli come primo tifoso. Il ricordo più bello è la prima partita vista dal vivo al Comunale di Torino. Allora non esisteva la tv a colori e vedere nella realtà luminosa, colorata, bellissima quello stadio, quella Juve, quella partita, quei campioni è stato un impatto bellissimo. L'abitudine del bianco e nero (in TV e nelle foto dei giornali) non rendeva la bellezza e il fascino di quei colori. Di quei campioni, di quegli scudetti".


Puoi continuare a leggere le risposte di Gigi Moncalvo sul sito http://www.ju29ro.com/ (clicca qui)

martedì 13 maggio 2008

Le domande imbarazzanti dei bimbi


I bimbi, si sa, a volte mettono in imbarazzo i genitori con le loro domande.

Sul sesso o su altri argomenti.

Ed anche la domanda del pargoletto di Infimo deve aver messo non poco in imbarazzo l'augusto ed attapirato genitore

venerdì 9 maggio 2008

Tre

Tre è un numero che piace molto ai Cirigenti.
Tre erano i campioni promessi dal divora-baguettes di Chambery. E sappiamo tutti com'è andata a finire. Tiago+Almiron+Andrade.
Tre sono le stelle che i Cirigenti vogliono mettere sulla maglia al prossimo scudetto. La disquisizione è puramente teorica, perché con questi Cirigenti al massimo possiamo vincere la Coppa Zaccone o il Premio Prisco. Purconciotuttavia, l'approccio dei Cirigenti alla questione mi sembra, come dire, un po' bizzarro.
Tre sono anche i rinforzi promessi dal Presidente Gigli e dal Tifoso Cobolli per la prossima stagione. Il primo di questi rinforzi (rectius, il secondo: il primo è Mellberg..) dovrebbe arrivare a breve. Inizia per Alm finisce per iron, attualmente (non) gioca nel Monaco.

Biri, grazie di tutto!


Alessandro Birindelli ha annunciato ieri sera a Juventus Channel l'addio alla maglia che lo ha visto protagonista per 11 anni.

"Questo è il mio ultimo mese da giocatore della Juventus. Sono arrivato a Torino che avevo 22 anni, ero sposato da dieci giorni, per me iniziava un nuovo corso. Qui sono cresciuto, ho imparato valori come professionalità e attaccamento alla maglia. Qui sono diventato un uomo, sono maturato. Dopo così tanto tempo non ci sono soltanto legami calcistici, ma si creano rapporti e amicizie anche fuori dal campo.

Il momento più significativo della mia carriera è stato quando ho firmato il contratto con la Juventus, la squadra di cui ero tifoso da bambino. A dire la verità però non pensavo di restarci undici anni. La maggior delusione sportiva è stata la sconfitta nella finale di Champions a Manchester, a livello personale invece l'amarezza che più fa male è stata la retrocessione in B perchè ho visto svanire tutti i sacrifici di una stagione. Noi sappiamo quello che abbiamo lottato per vincere quei due scudetti, e lo sanno anche dall'altra parte. Però loro devono dire l'opposto per giustificare il motivo per cui non vincevano mai: la ragione in realtà è una sola, noi eravamo più forti. E lo sapevano benissimo. Anzi, l'abbiamo dimostrato pure quest'anno battendoli a San Siro. Non so quale sarà il mio destino. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto tornare ad Empoli, la società che mi ha lanciato nel calcio che conta. Quando smetterò mi piacerebbe lavorare con i ragazzi, è un progetto che mi affascina perchè loro rappresentano il domani del calcio".

Biri, grazie di tutto.

Grazie per quel fantastico gol contro il Deportivo (qui il filmato)

Grazie anche, se non sopratutto, per le frasi evidenziate in rosso.

venerdì 25 aprile 2008

Ma Zaccone non era stato abilissimo?


Il tifoso Cobolli ha parlato ad Alba del recente nuovo deferimento della Juve da parte di Palazzi.


«Qualcuno sta pensando nuovamente di portare la Juve in ambienti non di calcio: la vostra preoccupazione, è la mia. Però, abbiamo già espiato: e non è più il momento di pagare, ma sarebbe ora di concentrarci sullo sport. Siamo convinti di aver già pagato un prezzo molto salato. Così come i nostri campioni e quelli costretti a lasciarci, sono convinti di aver vinto quegli scudetti sul campo, con onestà e gloria sportiva».


Ma se abbiamo pagato un prezzo molto salato, forse l'avvocato Zaccone (la cui parcella certamente è stata molto salata, al pari del prezzo pagato dalla Juve) non è stato così come abile come vorrebbe far credere il Presidente Gigli.

giovedì 17 aprile 2008

27, 29, o 44?


Per qualcuno, gli scudetti sono 27 (se non di meno).

Per altri, sono sempre 29.

Ma c'è anche qualcuno che ne ha 44.

Infatti, mentre il tifoso Cobolli sostiene di sentirsi 29 scudetti, il presidente Gigli, notoriamente interista, aggiunge ai 29 di Cobolli alti 15 scudetti (di varia consistenza e forma) conquistati dai perdazzurri ambrosiani.

mercoledì 19 marzo 2008

Incredibile ma Beck


Quei Rossi a buon mercato

di Roberto Beccantini



Guido Rossi consulente Ifil è uno schiaffo ai tifosi juventini [molto bene]. Fra tutti gli avvocati d’affari c’era proprio bisogno di scegliere l’ex commissario straordinario di Calciopoli? John Elkann poteva evitare lo sfregio. I complottisti [anche se non precisato nel testo, il termine ha un'evidente ed errata connotazione negativa, perché Beck non crede, per il momento, al complotto] hanno ripreso vigore: scommettiamo che la consulenza era in atto già dal maggio 2006? Sciocchezze [Beck, non così!]. A ognuno il suo referente: il professore per Gabetti, Lucianone per Alessio Secco [Secco allora deve essere ancora più di coccio di quanto appaia, perché Lucianone non gli ha certo consigliato alcuno dei bidoni cirigenziali]. Altro che sindrome di Stoccolma. Siamo decisamente oltre il ritorno d’affetto (ed effetto) tra la finta vittima e il simil carnefice. Siamo di fronte a un’operazione di chirurgia plastica che ha soddisfatto il paziente e indisposto i parenti stretti, che saremmo poi noi.

Al di là dell’opinione che ognuno coltiva sulle sentenze dello scandalo, la mossa si commenta da sola. Non l’avrei compiuta neppure a verdetti capovolti, con la Juve assolta e Rossi braccato dagli interisti (buona, questa [molto bene]). Un briciolo di rispetto, suvvia. Lo giustificano tanto coloro che considerano la Biade un banale call center sabotato dai bruti di Telecom quanto i giacobini [interessante; se i colpevolisti sono "giacobini", allora forse il Beck sta per vedere la luce] che, viceversa, non considerano innocenti i fili, e i pissi-pissi, di quei cellulari.

E dal momento che i Rossi non vengono mai soli, ecco Paolo, il nostro amatissimo Pablito, gratificare Roberto Mancini di due scudetti vinti. Letteralmente. Il Mancio era ospite di «Attenti a quei due». Veniva dal balletto morattiano «vado-non vado» e aveva di fronte (meglio, al suo fianco) anche Gianluca Vialli. Capisco metterlo a suo agio, e lenirne i sensi di colpa, ma così mi è sembrato francamente troppo. Due scudetti Mancini? Quando mai? [perfetto] A maggio, probabilmente. Non ora. Adesso siamo in perfetta parità: uno lui, sul campo [lo scudetto dell'anno scorso non sarà un tavolino, ma è certamente un comodino], e uno il consulente Ifil, a tavolino [chapeau,]. Strano che Pablito abbia fatto di ogni titolo un fascio. Così va il mondo. L’erba dell’ospite ha scalzato quella del vicino: è lei la più verde. Soprattutto se piace e conviene a chi la bruca.


Il commento tecnico del Mago

Quasi due anni di email, telefonate, sms, chiaccherate, caffé con il Beck.

E qualche risultato inizia a vedersi.

Ho evidenziato in rosso gli errori nell'articolo. In verde invece alcuni commenti ed apprezzamenti.

Il ragazzo ha evidentemente delle potenzialistà. Ma sino ad ora si è impegnato poco.

In passato, gli articoli del Beck erano infatti tutti colorati di rosso, tante erano le inesattezze e le imprecisioni.

Oggi, invece, gli errori in rosso si sono decisamente ridotti.

Bene così.

venerdì 11 gennaio 2008

Grande Pesso!


«Mi piacerebbe battermi per togliere la definizione "revocati" sui due ultimi scudetti».

lunedì 3 dicembre 2007

Sono tornati a casa...


(Dominiobianconero per http://www.ju29ro.com/)
------------------------------------------
Dal 30 novembre 2007, è ON LINE il nuovo sito della Juventus......

Era un sonnolento venerdi di quelli come tanti, ma ad un certo punto mi arriva una mail del Mago di Ios ... il nuovo sito è ON LINE!!!!

Mollo tutto e mi precipito.

Home page ... no .... Organigramma ....si si dopo dopo ... Società ... Team ... squadra ... bla bla bla ... ma dove è quello che cerco ... si proprio lui ... il PALMARES.

Negli ultimi tempi ogni tanto facevo una capatina.

Mi illudevo di ritrovare 28 e 29, i due figli più piccoli, quelli piu belli proprio perchè gli ultimi arrivati.

Ma ogni volta era una delusione.

Decine di mail, di proteste, di contatti personali con il Presidente Cobolli e con il suo staff ... per convincerli a non cancellare la storia, la leggenda, le vittorie sul campo.

L'ultimo tentativo a fine ottobre, in Assemblea.

Ci riporti 28 e 29, Presidente, li faccia tornare a casa.

Ebbene oggi sul palmares sono tornati a casa i piccoli 28 e 29, un po' malconci, con qualche graffio e asterisco, ma sono li.

I vecchi 10 e 20, dall'alto della loro esperienza li hanno subito riaccolti, e stanno cercando di fargli recuperare velocemente l'aria di casa.

26 e 27 invece, si sono subito stretti per fare posto.

Servono ancora parecchie cure.

28 e 29 hanno sofferto molto e devono essere curati.

10 e 20 hanno già chiesto aiuto....... agli unici specialisti per questo tipo di cose: lo JU29RO Team

I ragazzi hanno subito detto che sono a disposizione. Hanno detto che non mollano.

Hanno detto che cercheranno di togliere tutti i graffi e lo sporco, fino all'ultimo vergognoso asterisco.