Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 12 febbraio 2010

Sono vicino alla squadra e all'allenatore (cit)


La Guardia di Finanza ha condotto l'anno scorso una verifica fiscale sulla Juventus, in relazione agli anni che vanno dal 2001/2002 al 2007/2008.

La verifica si è conclusa in data 23 luglio 2009, quando i finanzieri hanno consegnato alla società il cosiddetto "processo verbale di constatazione". Si tratta di un documento che deve essere obbligatoriamente predisposto dagli ispettori fiscali e in cui sono riassunte tutte le operazioni di verifica effettuate ed i relativi risultati.

Nel predetto processo verbale, come evidenziato nel bilancio della società al 30 giugno 2009 e nell'ultimo resoconto intermedio di gestione, i finanzieri hanno contestato alla Juventus diverse violazioni delle norme tributarie, per importi rilevanti. Ad avviso dei verificatori, in particolare, la società non avrebbe trattato correttamente, sotto il profilo fiscale, alcune operazioni effettuate sui cartellini dei giocatori e le provvigioni pagate agli agenti dei calciatori al momento della firma o del rinnovo del contratto. Secondo la Juventus, invece, tutto è stato fatto nel pieno rispetto delle regole tributarie applicabili e, pertanto, la società ha manifestato l'intenzione di difendersi nei modi e nei termini previsti dalla legge.

La verifica fiscale ha poi originato anche un'indagine penale. Come stabilito dalla normativa vigente, la Guardia di Finanza, ritenendo che le violazioni contestate possano rappresentare anche un reato fiscale, ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica di Torino. Ed è notizia di oggi, infatti, che l'attuale Presidente della Juventus, Jean-Claude Blanc, ed il suo predecessore, Giovanni Cobolli Gigli, sono indagati per presunti reati fiscali commessi in qualità di amministratori della società. L'inchiesta dei magistrati torinesi riguarda il trattamento ai fini dell'imposta sul valore aggiunto delle provvigioni corrisposte agli agenti dei calciatori. Gli anni oggetto di indagine sono il 2005, il 2006 ed il 2007 (le cui dichiarazioni IVA sono state presentate, rispettivamente, nel 2006, 2007 e 2008).

Con un comunicato pubblicato sul proprio sito Internet, la Juventus "ha preso atto delle indiscrezioni pubblicate da alcuni organi di stampa in relazione agli sviluppi di una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza nel corso del 2009 e della quale le comunicazioni sociali hanno dato ampia ed esaustiva informazione".

Nel comunicato, la società ha confermato "che il precedente Presidente Giovanni Cobolli Gigli e l’attuale, Jean-Claude Blanc, hanno effettivamente ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torino, nel corso del mese di gennaio 2010, un invito a presentarsi per illustrare la propria posizione in relazione alle ipotesi di violazioni fiscali in materia di IVA contestate per gli anni fiscali 2005, 2006 e 2007", precisando altresì che "i legali hanno ricevuto mandato di illustrare la posizione della società e dei suoi amministratori, che possono sin d’ora dichiarare di avere sempre osservato la legge e i regolamenti sportivi, attenendosi anche alle direttive della Federcalcio e della FIFA. In questi anni infatti, la Juventus ha stipulato regolari contratti con professionisti i cui compensi sono sempre stati pagati a fronte di attività svolte nell’interesse della Società. Inoltre, la Juventus sottolinea che non ha mai seguito prassi non corrette che, secondo gli organi di informazione che hanno diffuso l’indiscrezione, sarebbero invalse nel mondo del calcio".

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, il legale incaricato dalla società e dai suoi (ex ed attuali) amministratori sarebbe il solito Michele Briamonte dello Studio Grande Stevens, avvocato di fiducia della Juventus e noto per aver partecipato con il collega Cesare Zaccone alla difesa (si fa per dire) della società nel processo sportivo, culminato con la retrocessione in Serie B e la perdita di due scudetti conquistati con pieno merito sul campo. Briamonte avrebbe già contattato i magistrati per discutere della questione, concordando con loro i passi successivi. In particolare, l'avvocato torinese si sarebbe impegnato ad inviare agli inquirenti una memoria difensiva di Blanc e Cobolli Gigli.

Dal canto suo, la Società "ha tempestivamente segnalato - così prosegue il comunicato ufficiale - alla Lega Nazionale Professionisti le contestazioni che potenzialmente coinvolgono l’intero 'sistema calcio', anche per affrontare unitariamente casi analoghi. La Juventus ha ragione di credere che quanto sopra sarà dimostrato nelle opportune sedi, come si è già verificato in altre occasioni".

In attesa di seguire l'evolversi della vicenda, mi limito ad un sobrio commento. Sono vicino alla squadra ed all'allenatore (cit).

giovedì 22 ottobre 2009

Verso l'assemblea


Nella lettera agli azionisti, inclusa nel progetto di bilancio al 30 giugno 2009 che l'assemblea è chiamata ad approvare il prossimo 27 ottobre, Cobolli e Blòn si compiacciono di come la Nuova Juventus 2006, nei tre anni del loro mandato, abbia "rispettato un’idea di calcio sostenibile che mette insieme competitività sportiva ed equilibrio economico".
Leggendo il testo, sembra che la Nuova Juventus 2006, dopo anni di spese folli e di gestione dissennata alla Moratti, abbia virato rotta a fine giugno 2006, imboccando la retta via del fair play finanziario.
Evidentemente, non è così. Il cambio di rotta c’è stato, ma nel 1994 quando, su felice intuizione di Umberto Agnelli, dopo nove anni di risultati sportivi insoddisfacenti (con la parziale eccezione del biennio di Dino Zoff) e di risultati economici pesantemente negativi, la Juventus fu affidata alle cure di Antonio Giraudo, Roberto Bettega e Luciano Moggi. In poco tempo, infatti, la società divenne un modello per il mondo del calcio dal punto di vista sportivo, economico ed organizzativo. Sono stati loro, non certo i dirigenti insediati nel 2006, ad introdurre e rispettare un concetto di calcio sostenibile, riportando in equilibrio i conti economici, raggiungendo risultati sportivi incredibili, e moltiplicando di conseguenza il valore della società.
Non a caso, l'UEFA, nel proprio magazine dedicato alla Champions, ha definito quella Juventus "rivoluzionaria in tutto e per tutto. Nelle scelte societarie, nei bilanci, nella mentalità e nel gioco. Un mix di innovazioni che ha fatto scuola in Italia, in Europa, nel mondo". E, in tutta sincerità, stupisce (anche se non più di tanto) e dispiace che questo riconoscimento non sia stato menzionato nel bilancio (così come non se ne è mai fatto cenno sul sito ufficiale).
Bisogna poi anche intendersi sul concetto di competitività sportiva. La gestione precedente aveva saputo coniugare equilibrio economico ed una competitività sportiva ai massimi livelli, vincendo l’impossibile (ad esclusione, lo ammettiamo, della Coppa Zaccone). La nuova gestione, invece, pur potendo ancora contare su una forte ossatura di squadra, nonostante le svendite dell’estate 2006, non ha conseguito alcun risultato sportivo degno di nota (seru tituli, ad eccezione sempre della famigerata Coppa Zaccone) e, cosa ancora più grave, non è stata in grado, nonostante investimenti per decine di milioni di euro, di rinforzare adeguatamente la prima squadra e di ridurre il gap dai collezionisti di cartoni.

mercoledì 7 ottobre 2009

Carisma. Passione. Dinamismo



Quanto ce ne strafrega della Juve sappiamo noi quanto ce ne strafrega.
E quella è quella cosa importante.

lunedì 20 luglio 2009

Johnn, due e sei.


John, ça va sans dire, è John Elkann. Il Signor "siamo vicini alla squadra e all'allenatore". Il Signor "sono successe cose riprovevoli". Etc, etc.
Due sono gli scudetti scippati alla Juventus grazie a Porcopoli (per non parlare degli altri scudetti che la società avrebbe certamente conquistato senza Porcopoli).
Sei sono gli interminabili secondi di silenzio trascorsi tra una domanda ed una risposta.
La domanda è stata formulata a John Elkann dall'inviato dello Ju29ro Team a Pinzolo: "Ingegnere, li chiederà mai gli scudetti la Juventus?".
La risposta (di una banalità sconcertante) è stata data da John Elkann, dopo un silenzio imbarazzante condito da uno sguardo particolarmetne vispo (un Cobolli, in pratica, solo un po' più giovane): "scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto. E quella è la cosa importante".

Non ci credete?
Guardare per credere, allora.
Ecco il video (la domanda sui due scudetti è verso la fine, dopo un minuto e trenta di banalità assortite di John sulla Juventus).



Su ju29ro.com trovate un resoconto completo sulla grande prestazione dell'erede gestionale.

martedì 12 maggio 2009

Ridarella


Il CDA della Ridentus, convocato per questa mattina alle 10, non si è ancora conclusa.
Sembra che i lavori (si fa per dire) si stiano prolungando oltre misura a causa di continui attacchi di ridarella tra i consiglieri.

venerdì 8 maggio 2009

Alessio Tacchinardi ju29ro


Alessio Tacchinardi, colonna della Juventus (con cui ha vinto tutto) e scaricato dalla Ridentus, ha rilasciato un'intervista alla trasmissione "Soccer Time" (IES TV), attaccando pesantemente i ridens di Ridentonia (e Cannavaro) ed elogiando invece quella "banda di truffatori" che c'era prima.
Ecco in QUATTRO punti il tacchi-pensiero.

1. Cobolli e Blanc. La colpa è loro. Nel calcio di oggi non si inventa niente, hanno buttato milioni di euro in 3 anni comprando giocatori che non hanno lasciato il segno: Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen, De Ceglie, Grygera, Saliahmidzic e molti altri... A parte Sissoko e Amauri hanno buttato via un sacco di soldi. Quando prima di lasciare la Juve sono tornato dalla Spagna con il nuovo entourage in una settimana di ritiro nessuno mi ha mai chiesto e detto niente, ero visto come un figo della triade e mi hanno messo alla porta.

2. Cannavaro. Cannavaro è un altro sbaglio della dirigenza: 36 anni, uno che è scappato per non andare in B e adesso torna perchè gli fà comodo... Allora prendiamo anche Zambrotta, Emerson e Capello...

3. Alessio Secco. Secco è un bravo ragazzo, ma vederlo come Direttore Sportivo sinceramente... Le responsabilità di questa situazione è anche sua.

4. Quella "banda di truffatori" che c'era prima. Io ho avuto la fortuna di lavorare con una dirigenza competente (Moggi, Giraudo e Bettega; nota del Mago). Sarò sempre grato a Moggi, un grande conoscitore di calcio che non ha mai sbagliato un acquisto, l'ultimo un certo Ibra... Vederlo con la maglia dell'inter mi fà male, senza di lui i nerazzurri avrebbero 30 punti in meno

Alessio (tacchinardi, non Secco) juventino vero.
Alessio (Secco, non Tacchinardi), a fare le fotocopie.
Cirigenti a fare in culo.
STOP

lunedì 4 maggio 2009

Conigli!


Che conigli certi dirigenti che hanno abbandonato al proprio destino Ranieri.
Che conigli certi dirigenti che non hanno il coraggio di prendere le decisioni e si rifugiano dietro il paravento del CDA (che dovrà valutare se esonerare o meno Ranieri prima della fine della stagione).
Che conigli certi dirigenti che scappano senza dire una parola, lasciando Ranieri allo sbaraglio di fronte ai giornalisti. Troppo facile venire a pavoneggiarsi quando si vince. La faccia va messa soprattutto quando si perde.
Che conigli certi eredi indegni che non sentono il dovere morale di esporsi in prima persona a tutela della Juventus.
Che conigli certi eredi indegni che non si assumono le responsabilità delle scelte fatte in questi tre anni.
Che conigli certi eredi indegni che attaccano giocatori ed allenatore dal pulpito dell'assemblea Exor.
Che schifo questi conigli.

giovedì 30 aprile 2009

Un responsabile. C'è solo un responsabile


Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile


Ranieri è un allenatore mediocre e senza personalità. Verissimo.
Diversi giocatori non sono da Juve. Verissimo.
Alcuni giocatori pretendono di giocare sempre, anche quando non lo meritano. Verissimo.
Alcuni giocatori sono in fase calante/tramontante. Verissimo.
Alcuni giocatori non sembrano impegnarsi allo spasimo. Verissimo.
Secco è giovane, inesperto, chiacchierone ed un po' presuntuosetto. Ed ha in pratica solo due titoli di merito: l'esser figlio del Ragionier Secco ed il saper guidare una moto da cross. Verissimo.
Blanc non capisce nulla di calcio, non ha mai gestito una società in vita sua e non ha alcuna intenzione di lasciare la doppia carica (e, soprattutto, il doppio compenso) di amministratore delegato e direttore generale. Verissimo.
Fassone è un modesto impiegato, chiamato ad un compito troppo difficile per le sue limitate capacità. Verissimo.
Castagnini è amico di Baldini e non si capisce per quale motivo abbia preso il posto di Ceravolo. Verissimo.
Cobolli Gigli è .... semplicemente Cobolli Gigli. Verissimo.
Tutto molto bello, tutto molto vero.
Va benissimo criticare la dirigenza e Ranieri per i risultati (non) ottenuti.
Va benissimo fischiare i giocatori quando non lottano come dovrebbero.
Va benissimo.
Ma ad una condizione.
Che non si trascuri un punto fondamentale.
Dirigenza, Ranieri e giocatori hanno, chi più chi meno, delle colpe. Questo è indiscutibile.
Ma il vero responsabile dello scempio in corso da maggio 2006 è un altro.
Ha un nome ed un cognome.
John Jacob Philip Elkann, figlio di Alain Elkann e di Margherita Agnelli, nipote dell'Avvocato e suo poco degno erede.
E' John Jacob Philip Elkann a comandare, formalmente, nella famiglia.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi dichiarato, il 7 maggio 2006, vicino alla squadra e all'allenatore, scaricando di fatto la Triade.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver dichiarato che "ci sono stati comportamenti riprovevoli" e che la Juve ha voltato "pagina dopo un capitolo triste della nostra storia", contribuendo in maniera determinante alla costruzione di quel sentimento popolare che ha poi giustificato la retrocessione in Serie B con penalizzazione, il furto di due titoli, la distruzione di una squadra stellare e di una società all'avanguardia e che ancora oggi consente a gente come Giacomo Crosa (tanto per fare l'ultimo di tanti esempi) di denigrare in maniera indegna la Juventus ed i suoi tifosi.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver ribadito che "le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive", in modo da continuare ad alimentare la fiammella del sentimento popolare.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi inventato che "le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così", trascurando il fatto che Moggi e Giraudo non hanno mai chiesto una lira o un euro alla proprietà, mentre la Nuova Juventus 2006 FC ha potuto beneficiare di un aumento di capitale da 105 milioni di euro sostenendo poi spese (queste si, insostenibili) per bidoni del calibro di Andrade, Tiago ed Almiron (per non parlare di Poulsen).
E' John Jacob Philip Elkann ad aver scelto la cirigenza più ridentina che ci sia (che a sua volta ha scelto Ranieri che a sua volta ha contribuito a scegliere i bidoni che tutti sappiamo).
E' John Jacob Philip Elkann a brillare per assenza e disinteresse, una volta ottenuta la Serie B grazie anche a quel sentimento popolare da lui opportunamente titillato, quando si tratta di Juventus.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver fatto capire (a chi non lo avesse ancora capito) che non c'è trippa per gatti (checché ne dicano certi gattini di mia conoscenza) quando alla recente assemblea Exor si è limitato ad attaccare, in maniera francamente un po' vigliacca, la componente più debole della Nuova Juventus (invitando allenatore e giocatori - ma non i suoi logorroici cirigenti - a chiacchierare di meno e a vincere di più) e a ribadire il suo manifesto a favore di un calcio eco-sostenibile (eco, nel senso di economia non nel senso di ecologia).
Quindi, contestiamo pure cirigenti, allenatore e (certi) giocatori.
Ma non dimentichiamoci che il pesce puzza dalla testa.
E che le responsabilità di John Jacob Philip Elkann fanno impallidire quelle di tennisti, pallavolisti, gemelli, bovini, cantanti, camaleonti, motociclisti, bidoni etc etc
E quindi contestiamo ancora più ferocemente l'unico responsabile di (ad oggi) tre anni di merda.
John Jacob Philip Elkann.

Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile

venerdì 24 aprile 2009

Guardiamo avanti


Guardiamo avanti. Questo è il messaggio che viene ripetuto sino alla nausea dai cirigenti ridentini.

Guardiamo avanti. Così disse Cobolli (o era Gigli?) qualche tempo fa ad Alba, in occasione della presentazione del libro di Er go’ de Turone, tra un pugno battuto sul tavolo ed una battuta di dubbio gusto sull’attività sessuale dell'autore del libro. “Lo juventino non pianga il passato, ma guardi con fierezza al futuro, per rispetto della storia della Juve, perché è lo stile Juve che lo impone”. Detto da uno (o l'altro? o due?) che - a proposito di storia della Juve - non sa(nno?) nemmeno cosa sia il 5 maggio, non è male...

Guardiamo avanti. Lo ha ripetuto anche Monsieur Blòn, poco prima della sfida con l'Onesteam, dalle pagine del sito ufficiale www.ridentus.it. “Errori? Quelli li fanno tutti, ma l’importante è muoversi e noi non stiamo fermi. Noi guardiamo avanti, non solo sul campo ma anche dal punto di vista societario". Queste le parole “avanguardiste” dell’amministratore delegato della Ridentus (un toro seduto, in pratica, ma molto meno mobile, vista la difficoltà con cui abbandona il proprio ufficio in sede, se non si tratta di partire per il weekend o le vacanze).

Guardiamo avanti. E’ il messaggio che lascia trapelare anche un altro dei miracolati di Farsopoli - Alessio Secco - con le dichiarazioni rilasciate alla presentazione della Peace Cup (che sia un messaggio subliminale? cari tifosi di Serie C, mettetevi l’animo in pace, eravamo in Serie B, ora godetevi la Ridentus in santa pace!): “Abbiamo una strategia precisa che si basa sulla certezza di possedere i soldi necessari per effettuare grandi acquisti nella prossima estate. Abbiamo buone ragioni per pensare che i nostri tifosi debbano aspettarsi una grandissima prossima stagione. Questa convinzione deriva da quanto di buono fatto negli ultimi due anni”. Sarebbe interessante chiedere all’ex addetto ai cartellini delle sostituzioni (decisamente più a suo agio come motociclista che come direttore sportivo) quali siano le buone ragioni da lui citate e cosa sia stato fatto di buono negli ultimi due anni. Tiago, Andrade, Almiron, Boumsong, Poulsen, Criscito, etc etc etc. Sero tituli dal 2006 (Coppa Zaccone a parte). Che siano queste le buone ragioni che inducono ad uno sfrenato ottimismo il nostro Alessio ? Che siano queste le cose buone fatte negli ultimi due anni? Qualcuno chiami il 118.

Guardiamo avanti. In effetti, è l’unica cosa che possa dire chi, al di là delle parole un po’ stonate di un cantante che sino a poco tempo fa (prima degli ultimi rovesci) straparlava di annata strepitosa, sa bene che la stagione è un totale fallimento e cerca quindi di anestetizzare la rabbia dei tifosi (quelli veri) promettendo mari e monti (leggasi, campioni e successi) per la stagione successiva.

Guardiamo avanti. E’ l’esortazione di chi, ben conoscendo gli squallidi retroscena di Farsopoli, cerca in tutti i modi di cancellare il ricordo di quella vicenda. Meno se ne parla e meglio è. Perché gli scheletri devono restare rinchiusi nell’armadio (parafrasando il “titulo” di un famoso film, nessuno apra quell’armadio).

Guardiamo avanti, allora. Diamo retta al nostro adorato Monsieur Blòn. E cosa si vede, guardando avanti? Si vede una squadra sempre più modesta. Si vedono dei mediocri mestieranti (gente alla Poulsen o alla Tiago, insomma) comprati, a caro prezzo, per sostituire gli ultimi fuoriclasse ereditati dalla precedente dirigenza. Si vedono magari dei capitani coraggiosi che, dopo aver preteso di scendere dalla nave al primo sintomo di tempesta, ora sono pronti a ritornare a bordo pur di mettere in saccoccia ancora qualche milioncino di euro e prepararsi ai mondiali.

Guardiamo avanti. Seguiamo il consiglio di Alessio Secco. E cosa si vede, guardando avanti? Si vedono altre annate strepitose. Come questa. Con gli altri che vincono. E noi a guardare, a distanza siderale. Si vede una tifoseria che si accontenta di conquistare un posto in Champions League. E che vive soprattutto in funzione delle due partite contro l’Onesteam perché vincere quelle partite (o pareggiarle giocando in dieci per parte del secondo tempo) è ormai motivo di grande soddisfazione.

Guardiamo avanti. Facciamo come dicono, all'unisono, i gemelli ridentini. E cosa si vede, guardando avanti? Si vede una società che non conta più nulla e continua a gestire ad minchiam i propri ricorsi (non presentandoli quando servono e presentandoli quando non servono). Si vede una cirigenza che viene sbeffeggiata quando fa la voce grossa e pretende le scuse dagli altri, per poi scodinzolare obbediente e deferente quando la voce grossa arriva da Milano. Si vedono un direttore generale ed un direttore sportivo che non sono in grado di proteggere l’allenatore (chiunque esso sia, un modesto cantante, un grintoso ex capitano dalle idee però un po’ confuse ultimamente, o un CT campione del mondo).

Sapete che vi dico? Non ho propria voglia di guardare avanti. Anche perché mi basta guardare il presente, per capire tante cose. Non serve guardare avanti.

giovedì 23 aprile 2009

Bandiera gialla (listata a lutto)


Finché vedrai straparlar quei tre banfoni(1)
Tu saprai che là si sbaglia
E la Juve perderà

Saprai che con quell'erede indegno
Noi si perde senza ritegno
Ed il tuo cuore s'incazzerà

(1) Testo modificato. Nella versione originale, non c'era "banfoni" ma un altra parola che finisce con "oni"

lunedì 20 aprile 2009

Bandiera gialla (listata a lutto)


Finché vedrai straparlar quei tre banfoni(1)

Tu saprai che là si sbaglia

E la Juve perderà

Saprai che con quell'erede indegno

Noi si perde senza ritegno

Ed il tuo cuore s'incazzerà


(1) testo modificato. Nella versione originale, non c'era "banfoni" ma un altra parola che finisce con "oni"

venerdì 17 aprile 2009

Mettetevi d'accordo


Secondo il Singer One, la Ridentus FC ha fatto "due campionati straordinari".
Per i presidenti ridentini, sabato sera conto l'Onesteam la Ridentus si gioca "la faccia e l'onore".
Qualcosa non torna (ma quando mai torna qualcosa alla Ridentus?).
Se il campionato della Ridentus è strepitoso (come sostiene il Singer One), allora la faccia e l'onore sono già salvi e non sono certo in gioco sabato sera.
Se invece sabato sera la Ridentus si gioca la faccia e l'onore (come sostengono i presidenti ridentini), significa che in campionato la Ridentus ha fatto abbastanza pietà.
Mettetevi d'accordo, quindi.
E poi andatevene a fare in culo.

PS comunque, dal mio punto di vista entrambi quei tre (cit) hanno sparato cazzate. Il campionato non è per nulla strepitoso. E non c'è nessuna possibilità di salvare la faccia e l'onore sabato sera, visto che faccia ed onore sono ormai definitivamente perse grazie ai personaggi che abusivamente si occupano di Juventus/Ridentus da maggio 2006.

martedì 7 aprile 2009

Ce la possiamo fare, non è cambiato quasi nulla


Il sagace Cobolli ed il pugnace Gigli nelle scorse settimane si sono rinchiusi nella loro stanza in Fermo Ferraris.
Porta chiusa a chiave.
Cartello "non rompete i coglioni" (i soggetti non sono proprio il massimo della finezza, lo sappiamo) appeso alla maniglia.
Svariate bottiglie di Nebbiolo a disposizione.
(Flebili) rumori di ingranaggi cerebrali in funzione.
Pile di libri di statistica ammucchiati sul tavolo.
Calendario della Serie A Tim appeso alla parete.
Linea rossa con il consulente Vocalelli in funzione.
Computer collegato al sito internet della Gazzetta.
Foto di Facchetti (ai cui valori il sagace ed il pugnace sempre si ispirano) sulla mensola della finestra, con tanto di lumini votivi ed inginocchiatoio per una congrua preghierina serale.
Il sagace ed il pugnace, con le maniche della camicia arrotolata (è la mise che prediligono quando il momento è teso, vedi ad esempio il giorno della B a meno 30), sanno che devono fare in fretta. E si dicono in continuazione: "presto e bene, con noi sempre avviene".
Il sagace ed il pugance hanno ricevuto un compito molto delicato dal CDA, riunito qualche giorno prima d'urgenza.
Determinare in maniera inoppugnabile la probabilità di vittoria in campionato per la Smileville FC.
E' un dato sensibile, che può risultare decisivo in queste ultime giornate della Serie A TIM.
Ed in effetti, giocatori, tecnici (si fa per dire) e preparatori (si fa per dire) sono tutti in febbrile attesa della percentuale.
Per giorni e giorni, rinchiusi nella stanza, il sagace ed il pugnace si sono dedicati
anima, corpo e cervello (va beh...) all'impresa, discutendo con tenacità di speranze e possibilità.
Il sagace la sa lunga. Ma il pugnace non molla.
Alla fine, alea iacta est. Fumata bianca. Rullo di tamburi. Squilli di tromba.
Il sagace ed il pugnace escono di corsa dalla stanza. Ma non comunicano ancora nulla.
Hanno un impegno. Devono correre ad Alba, alla presentazione di un libro. Potete trovare su ju29ro.com il resoconto della simpatica serata (link)
Al termine della simpatica serata, tra un bicchier di vino ed un caffé, finalmente la rivelazione.
Il sagace ed il pugnace sono concordi.
Trenta per cento è la probabilità di vittoria dello scudetto per la Smileville FC.
"Trenta per cento è un calcolo probabilistico. Facendo il conto delle partite e dando tre punti e così via. Crediamo che il 30%, al momento attuale, dovendo noi giocare in casa con il Chievo e l'Onestonia in casa dell'Udinese, al momento attuale il 30% sia la percentuale che noi giudichiamo più corretta. Poi, domenica prossima, non questa che viene, aggiorneremo questo 30%, che potrà diventare 29 o 37 a seconda dei risultati. Crediamo che sia giusto così".
Questa la dettagliata e scientifica spiegazione del ragionamento che ha portato il sagace ed il pugnace a determinare la percentuale nella misura del 30%.
Il sagace ed il pugnace fanno comunque correttamente notare come la percentuale sia un dato da aggiornare in continuazione, in funzione dei successivi risultati delle due squadre in lotta per lo scudetto. L'Onestonia FC di via Durini e la Smileville FC di Fermo Ferraris. E anticipano già la forchetta all'interno della quale si dovrebbe collocare la nuova percentuale, così come rideterminata sulla base dei risultati di Smileville-Chievo ed Udinese-Onestonia: 29%-37%.
Le due partite, seppur apparentemente favorevoli all'Onestonia, non hanno cambiato radicalmnete lo scenario. Ed in effetti, secondo l'accurato calcolo probabilistico eseguito dal sagace e dal pugnace, la percentuale di vittoria si è ridotta solo marginalmente: dal 30 al 29 per cento.
In conclusione, quindi, ce la possiamo ancora fare. Non è cambiato quasi nulla.

giovedì 26 marzo 2009

Ci vuole equilibrio


Giò&Van non si sono astenuti neppure oggi dal regalarci le loro solite perle quotidiane (nel novissimo dizionario della lingua maghese, perle sta per cazzate immani).
"Tutte le società devono guardare all'equilibrio tra ricavi e costi. Faccio un piccolo esempio: mi avete mai visto venire con un autista? Io guido la macchina per i fatti miei. È solo un segnale dello stile che vogliamo tenere".
Capisco che pretendere un po' più di equilibrio da Giò&Van è un po' come pretendere da Andrade di andare a correre i 400 metri ad ostacoli.
Ma a tutto c'è un limite.
Può anche essere che la rinuncia di Giò&Van all'autista abbia un minimo effetto positivo sull'equilibrio dei conti della Smileville FC.
Ma sono ben altri i costi che mettono in pericolo questo equilibrio.
Ad esempio, l'acquisto di bidoni che si svalutano.
Oppure, l'acquisto di bidoni marci che si rompono definitivamente.
Ed infatti gli ultimi conti annuali della Smileville FC non erano in particolare equilibrio (grazie anche, ma non solo, all'operazione Andrade).
E a ben vedere, ci sono anche altri costi che minano l'equlibrio dei conti.
Ad esempio, quel pedaggio annuale di circa 700.000 euro da corrispondere proprio a Giò&Van come congruo compenso per le loro perle (sempre nella medesima accezione di cui sopra).
Per non parlare del pedaggio annuale ancor più (in)congruo da devolversi a Monsieur Blòn, con il suo duplice cappello di amministratore delegato e direttore generale.
Il costo dell'autista di Giò&Van mi sembra proprio l'ultimo dei problemi.

mercoledì 18 marzo 2009

Il TAS, un tribunale che esiste


ANSA - ROMA, 18 MAR - Il Tas ha sospeso la squalifica di Davide Possanzini (Brescia) e Daniele Mannini (Napoli), che potranno tornare a giocare subito. I due calciatori erano stati fermati per un anno per essersi presentati in ritardo ad un controllo antidoping. Accolta la richiesta della Figc, i due potranno così giocare già dal prossimo turno di campionato.

C'è chi va al TAS
E chi va a Caltagirone (cit).

venerdì 13 marzo 2009

Un vecchio viziato



Il cantante, sempre più un fallito che cammina, ha attaccato in maniera indegna Trezeguet, che si era detto stupito per la sostituzione subita nella gara contro il Chelsea.
Nel corso di una conferenza stampa, il fallito del Testaccio (ma tornaci, invece di rompere i coglioni in Smileville) ha detto: «dichiarazioni che mi hanno dato molto fastidio, perché qui si è cercato di tenere sempre tutto dentro lo spogliatoio, indipendentemente dagli errori che può o meno commettere un allenatore: mi sento tradito dall’uomo, non dal calciatore e questa è la cosa più grave».
E ancora: «Trezeguet quando fa gol è contento, quando non segna non lo è. Stava seguendo un percorso di recupero e reinserimento dopo quattro mesi importanti, stavo cercando di portarlo in condizione dandogli sempre più minutaggio, ha giocato gli 80’ della partita più importante della stagione. Io ho la massima considerazione di lui, ma evidentemente lui non l’ha di me, buono a sapersi. La sua è una uscita inspiegabile, da bambino viziato».
L'uomo dai mille tic ha poi così spiegato la sostituzione di Trezeguet con Amauri: «aveva toccato sei palloni per tempo e io in quel momento, quando eravamo già in inferiorità numerica per l’espulsione di Giorgio Chiellini, non mi potevo permettere di giocare in nove uomini», ha detto Ranieri. «Avevo bisogno di un altro tipo di giocatore, avevo bisogno di dieci giocatori che corressero per la causa. Il tutto anche perché noi non riuscivamo più ad aggirare il Chelsea e a fornire palloni a Trezeguet».
Per chiudere poi così: «lui ha parlato tramite i giornali e io tramite i giornali gli rispondo. Ma non credo che stiamo parlando di un addio. Per noi lui resta un giocatore importante. Non resto fermo nelle mie posizioni, io faccio gli interessi della squadra, ma devo capire chi è con me e chi non lo è in questo progetto. E non so cosa voglia fare lui. Ha sbagliato, punto e basta»
Sulla querelle (così la chiama Monsieur Blòn) tra l'attaccante francese e Mr Tinkerman, si sono espressi anche Giò&Van (che non perdono mai l'occasione per stare zitti, soprattutto quando vanno alle riunioni di Lega in Onestonia). Mi sembra comunque che non valga neanche la pena di riportare le dichiarazioni dei due fenomeni in stereo. Una dichiarazion, la loro, intrisa di soddisfazione, di complimenti al camaleonte che dorme in panchina (anche quando formalmente è in piedi, con le mani incorciate dietro la schiena). Con l'immancabile menzione dei campioni che giocano nella Juve (QUATTRO, in attacco, nel caso di specie).

Fermo restando che Trezeguet poteva anche risparmiarsi le sue dichiarazioni all'Equipe, la conferenza stampa dell'allenatore (si fa per dire) della Smileville FC è indegna.
Ma dove cazzo crede di essere? Ad Appiano Gentile?
Ma nessuno gli ha spiegato cosa vuole dire essere alla Juve? Già, ma chi cazzo glielo può spiegare? L'esperto di tacchini? Il francese goloso di baguettes?
Trezeguet sarà anche un bambino viziato (in fondo, lo sono un po' tutti i giocatori).
Ma Tinkerman dimostra di essere solo un vecchio viziato, visto che ha deciso di mettersi sullo stesso piano ("lui ha parlato tramite i giornali e io tramite i giornali gli rispondo", non lo faccio più amico, c'hai creduto, faccia di velluto, etc etc).
Ma sei ancora a questo punto?
Ma quando cresci? Tra non molto, dovrai metterti il pannolone, e sei ancora fermo alle ripicche bambinesche?
E la società? Dove cazzo era la società quando The Singer One dava di matto?
Già, la società.... Un DS fighetto, con gli occhiali da sole. Un Clouseau un po' meno tecnico, che colleziona bidoni (di mercato e non solo) e due casse stereo modello president che suonano due musiche diverse.
RANIERI, SEI INDEGNO
COME E' INDEGNO CHI TI HA SCELTO
E CHI HA SCELTO CHI TI HA SCELTO
VERGOGNATEVI

giovedì 12 marzo 2009

Vai vai vai, Giovannino

Secondo Milano Finanza, il prossimo amministratore delegato della Rcs potrebbe essere Giovanni Cobolli Gigli.
Vai vai vai, Giovannino.
E togliti finalmente dai coglioni.
A prescindere, questo chiuderebbe un altro cerchio...

martedì 13 gennaio 2009

La lunga marcia del 28 e del 29


Ne parliamo dall'estate del 2006.
E continueremo a farlo.
Non fosse altro che per ribattere a coloro che prima hanno operato in un certo modo, poi hanno taciuto per diverso tempo ed infine hanno iniziato a straparlare.
Costoro abitano, operano, parlano e defecano in Fermo Ferraris, anche se sono manovrati da certa gente che abita, opera, parla (poco, ma a volte parla) e defeca a pochi isolati di distanza.
Nell'estate del 2006, grazie all'operato di costoro, gli scudetti 2004 e 2005 (il 28 ed il 29) hanno fatto una brutta fine, scaricati come due pallini di merda (avete presente quando viene la "pupu" a pallini modello capretta?) dal deretano gemellar-presidenziale (non è ancora chiaro se i gemelli siano un animale a due teste ma monoculo oppure se siano gemellari anche nelle parti basse; comunque, poco importa; in un caso, un culo è sufficiente a sparare due pallini; nell'altro caso, un pallino a testa e non se ne parli più).
Uno di quei pallini, scaricato con tale violenza dall'augusto deretano, rimbalza che ti rimbalza è capitato in Via degli Onesti. E li si è fermato, avvolto in una teca di cartone.
Dell'altro pallino invece si sono perse sin da subito le tracce.
Alleggerita e contenta, la biade presidenziale ha seduta stante rimosso gli scudetti 28 e 29, così brillantemente scaricati. Ed infatti il sito web ufficiale ed il primo bilancio approvato nell'era solare e ridens della New Holland FC (fine ottobre 2006) riportavano solo 27 scudetti, senza fare alcun menzione dei poveri 28 e 29.
Dopo un po' di tempo e centinaia di cazzate dette e fatte, la biade presidenziale, probabilmente sollecitata e strattonata a dovere (tramite email ed interventi in assemblea di diversi squadristi sobillatori) ha iniziato a cambiare registro.
Ed un bel giorno, ad Alba, tra un biccchere di vino (più d'uno, direi) ed un caffé, ecco la folgorazione. Il contesto è la manifestazione Vinum, organizzata ad aprile 2008 nel teatro sociale di Alba. La biade presidenziale, scortata dal cantante più camaleontico che ci sia, ha uno scatto di orgoglio. "La juventus non ha 27 scudetti, perché nel suo cuore e nei piedi dei suoi campioni ce ne sono ventinove. E quei due sono stati tolti per colpe che qualcuno ha deciso di attribuirci".
Le dichiarazioni langarole sono state poi ribadite diverse volte nei mesi successivi, sia dai gemelli sia dal tennista. Questo il succo del discorso: gli scudetti nel cuore sono 29, e questo è ciò che conta; non si capisce perché la juventus sia stata così pesantemente sanzionata nel 2006.
E nei documenti ufficiali della società, gli scudetti sono tornati ad essere 29 (con due asterischi).
E veniamo ai giorni nostri.
Dopo la Sentenza GEA, che ha visto la clamorosa bocciatura delle tesi di Palamara (cui la Corte ha solo concesso il gol della bandiera), i gemelli hanno nuovamente affrontato il discorso degli scudetti: "se in futuro constateremo che ci saranno altre assoluzioni o sentenze miti, allora dovremo avere la coscienza che gli scudetti della Juventus sono 29 e non due di meno, che ci sono stati tolti. La giustizia sportiva è una cosa, quella penale un'altra. Quella sportiva è stata costretta a prendere decisioni in un tempo breve, quando c'era anche una campagna negativa nei confronti della Juve, tanto amata ma anche tanto odiata. Alla conclusione del processo penale se gli imputati saranno assolti, sarà difficile tornare indietro e farci ridare quello che la giustizia ci ha tolto, ma lo diremo ad alta voce. Il passato però è passato, deve servirci solo per fare meglio nel futuro".

Nulla di nuovo sotto il sole.
Oramai ci siamo abituati.
Alla New Holland FC usa così.
Un passo avanti e due indietro.
Un giorno si dice bianco, il giorno dopo si dice nero.
Alcune domande sorgono spontanee.
Ma quei due scudetti, così sdegnaosamente abbandonati nel 2006, non erano già tornati nel cuore?
E che razza di passaggio è quello dal cuore alla coscienza?
E perché mai dobbiamo attendere le conclusioni del processo di Napoli per dire che in coscienza abbiamo 29 scudetti?
A quando il passaggio dal cuore (o dalla coscienza) all'albo d'oro?
E, soprattutto, perché non seguite l'esempio di Luca De Meo?

domenica 28 dicembre 2008

Auguri e camaleonti

Un sincero e lunare (assolutamente non solare) augurio a tutti gli juventiniveri.
Un camaleonte (di quelli solidissimi; una mazza di ferro, in pratica, ma un po' più larga e spigolosa) in culo a tutti gli altri.
A cominciare dagli indegni (eredi, tutori, consiglieri ed amministratori) di Torino.
Non sto a fare un elenco completo di tutti gli altri destinatari dei miei camaleonti (tanto lo sapete già: nell'elenco ci sono gli onesti, gli intercettatori, i giornalisti, gli arbitri, i designatori, i pelati, i ristoratori, i dirigenti di lega e federazione, gli ex dirigenti di federazione, etc etc)
Comunque, gli indegni di Torino ci tenevo proprio a menzionarli.
A loro va un camaleonte particolare, nell'attesa che il loro riverito (ed in alcuni casi molto frequentato) culo si infiammi.

venerdì 12 dicembre 2008

In attesa del Bilan



Erano tempi un po' diversi.
Meno solari e simpatici.
Si sparavano meno cazzate.
Non ci si occupava di tennis.
E neppure di pallavolo.
E neanche di pannolini, tettarelle, passeggini, carrozzine, bodini (non il portiere), creme di mais, colichette, etc etc
Si compravano meno bidoni.
Non c'era il codice etico.
Ma si vinceva di più (tranne, lo ammetto, la Coppa Zaccone).
Less is more.
Ma al contrario.
Meno cazzate, ma più vittorie.
Meno simpatia, ma più campioni.
Meno sport alternativi, ma più calcio.
Meno Elkann, ma più Agnelli.
Meno Cobolli, ma più Chiusano.
Meno Monsieur Blòn, ma più Giraudo.
Meno Secco, ma più Moggi.
Meno Fassone, ma più Gai.
Meno perdenti, ma più Bobby Gol.
Meno Castagnini, ma più Ceravolo.

LO DISSE ANCHE SENECA
LO RIPETE' PLATONE
CHI AMA LA NEW HOLLAND
E' SOLO UN GRAN COGLIONE

PS Io ero a San Guido quando la Juve distrusse per 6-1 il Bilan del Conte Eiacula (copyright Trillo). Con il mio amico K al cubo. Circondati da bilanisti, siamo rimasti semi-silenti al primo e secondo gol. Ma al terzo, quarto, quinto e sesto.... e vaffanculo