Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------
Visualizzazione post con etichetta la stampa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la stampa. Mostra tutti i post

giovedì 2 aprile 2009

Moggi contro Franzo Grande Stevens


Luciano Moggi, prendendo spunto da quanto accaduto nell'Aula del Tribunale di Napoli in giorno 24 marzo u.s., ha pesantemente stigmatizzato il comportamento della società Juventus FC nei suoi confronti.
Il Tribunale di Napoli, infatti, con la decisione di escludere la parti civili ha, di fatto, escluso anche qualunque coinvolgimento della società Juventus, che dunque esce definitivamente dal processo in corso.
A far imbestialire l'ex DG bianconero è la memoria contro di lui presentata dai legali della società (lo studio Grande Stevens...). In questa memoria di 34 pagine, secondo LA STAMPA, la Juventus lo accuserebbe di aver mantenuto comportamenti discutibili "travalicando le funzioni a lui assegnate".
La risposta di Luciano Moggi, pubblicata su Libero il 31 marzo, è una autentica stilettata rivolta verso la società e verso l'ex Presidente Grande Stevens (ora, purtroppo ed inspiegabilmente, Presidente Onorario).

Come redazione di ju29ro.com abbiamo raggiunto al telefono l'ex DG, per avere un suo commento. Ecco il contenuto della conversazione.

Direttore, abbiamo letto toni molto duri nel suo intervento.
"Avete letto bene. Per il bene che ho voluto e voglio ancora alla Juventus, aver saputo di quella memoria, peraltro dichiarata inammissibile, è stata una grossa delusione".

Cosa rimprovera in particolare e a chi?
"Tutto quello che io facevo era esclusivamente nell'interesse della Juventus. La nostra forza erano le sinergie. La Juventus era un modello frutto del lavoro di tutti in piena armonia. Per questo spiace molto essere individuato e indicato come una specie di cane sciolto che assumeva iniziative personali dannose per la società".

Tra qualche giorno comincerà la fase cruciale del processo a Napoli, cosa si aspetta?
"Mi aspetto che la verità possa finalmente essere accertata. So che ci vorrà del tempo, ma non ho dubbi che potrò dimostrare la mia innocenza e tornare a guardare il calcio come un gioco e non come una battaglia giuridica".

I nostri lettori hanno ormai capito ruoli e repsonsabilità di quello che è successo. Ci inviano quotidianamente attestati di stima e simpatia per Lei e per Bettega e Giraudo:
"Affido a voi della redazione di JU29RO il compito di ringraziare tutti i lettori per il sostegno morale. E venitemi a trovare in redazione a Milano".

Di seguito, la replica di Moggi pubblicata su Libero (quotidiano con cui collabora da oltre due anni)

La Juve esce da Calciopoli. Resto solo io a difenderla.

"Ora basta! Un celebre pensatore di qualche tempo fa sosteneva che niente più della pochezza dell’uomo può rendere l’idea dell’infinito. Concordo pienamente, dopo aver letto dell’estromissione della Juventus dal processo di Napoli, nel quale sono imputato per illeciti mai commessi, mentre sicuramente (non sono il solo a sostenerlo) ho garantito dodici anni di gloria e successi ad una società che ci fu affidata dagli Agnelli, nel nome di milioni di tifosi in Italia e nel mondo, garantendo ricavi e guadagni , senza mai spendere in incauti acquisti. Se la Juve continua ancora a vincere lo si deve ai giocatori lasciati dalla nostra gestione, anche nel settore giovanile (vedi Torneo di Viareggio).

Dopo l’ennesima apparizione processuale della società bianconera, apprendo addirittura che la nuova dirigenza sembrerebbe dichiararsi “vittima” di un mio presunto travalicamento di funzioni, come se fossi stato un dirigente che, invece del bene della squadra e della società, avesse abusato del suo potere per commettere atti, all’oscuro degli altri dirigenti sopra preposti.

L’ora della verità

Oltre che premettere l’assoluta infondatezza di questa ricostruzione, perché mai ho commesso atti contrari alla legge, vorrei far sapere all’attuale nuova dirigenza della Juventus (peraltro non mi sembra che l’avvocato Franzo Grande Stevens sia poi così nuovo dell’ambiente) che ogni mia decisione ed ogni mia iniziativa era operata con il pieno appoggio e in collaborazione con i dirigenti a me superiori in grado, e le mie scelte legittime hanno sempre garantito soltanto vittorie sportive e risparmi economici, mentre in altre realtà “altri” spendevano decine milioni di euro per vedere “noi” continuare a vincere.

Sono forte della mia innocenza e questo mi basta, unitamente all’affetto costante dei numerosi tifosi juventini che incontro quotidianamente e che si rendono perfettamente conto dell’ingiustizia che è stata perpetrata. Man mano che, a piccoli passi, si avvicina il momento della verità (quando cioè anche i più scettici dovranno arrendersi all’evidenza della mia completa innocenza) mi accorgo che registi, esecutori e protagonisti vari di questa vicenda cominciano a mostrare cenni di insofferenza, percepiscono il rischio di doversi confrontare con una realtà che li costringerebbe ad ammettere i loro errori.

È bene infine che si sappia che la tanto citata memoria difensiva della Juventus, che a leggere certa stampa (!) avrebbe visto la propria origine nello studio legale dell’avvocato Grande Stevens, è stata dichiarata inammissibile dal collegio giudicante: un po’ come la loro accusa nei miei confronti.

Il tradimento

La Juventus esce quindi dal processo, bontà degli avvocati costituiti tra cui ovviamente Trofino e Prioreschi, legali del sottoscritto: non c’è stata costituzione di parte civile e quindi, come sempre, sarò io a dover assumere l’onere di difendere non solo l’onestà del mio operato ma anche, indirettamente, la correttezza dei successi sportivi conquistati dalla Juventus.

Da quando è iniziato questo calvario, ho iniziato a raccogliere le prove di quanto fosse infondato ed ingiusto il tentativo, ordito nei miei confronti, di attribuirmi colpe e responsabilità che non ho: la società nella quale avevo creduto e per la quale mi ero impegnato professionalmente come mai prima nella mia vita, aveva deciso di voltarmi le spalle, tradendo il vincolo di fiducia che l’Avvocato prima ed il Dottore poi, mi avevano sempre costantemente rinnovato, con continui pubblici e privati attestati di stima, indelebili nella mia memoria.

In ogni processo infatti, statale o sportivo che fosse, la Juventus ha sempre rinunciato a combattere, senza nemmeno provare a rimuovere le tanto ingiuste e pretestuose accuse mosse, decidendo di accettare e patteggiare supinamente. Morale: retrocessione e revoca degli scudetti vinti con giocatori che, qualche mese dopo erano su sponde opposte a disputare, quali migliori del mondo, la finale di Berlino per il titolo mondiale!"

venerdì 24 ottobre 2008

Ninna Nanna



Il Tennista ha rilasciato un'intervista a Nerozzi (QUI).
Il Tennista non riesce più a dormire bene da quanto è diventato cirigente della New Holland FC
"Sono due anni che non dormo bene, perché abbiamo molte responsabilità. Ed è giusto che chi lavora alla New Holland FC non dorma bene: cirigenti, cantante, giocatori, anche quando le cose girano per il verso giusto".
Povero ciccino, magari con una bella ninna nanna riesci ad addormentarti.
Dormi, bel bambino, così non fai danni.
Anzi, sai una cosa?
Non dormire bene fa male alla salute.
Togliti dai coglioni, così poi dormirai meglio.
E anche noi.

martedì 20 maggio 2008

Asilo Moratti


Massimo Gramellini



Commentando la devastazione di un asilo di Parma da parte degli ultrà interisti, il presidente Moratti ha dichiarato al microfono di Radio Rai: «Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio».

Se il microfono non ha capito male, l’assalto andrebbe dunque considerato involontario, dal momento che i vandali, poveri figli, credevano in buona fede di devastare uno stadio, mica un asilo. Ora, della gente che non distingue un asilo da uno stadio mi sembra abbia dei problemi seri con la realtà, e di certo non li risolverà passando le domeniche a credersi la reincarnazione degli unni.

Ma anche se, in virtù di una congiura ordita dalla maestra di Moggi, lo stadio del Parma si fosse effettivamente truccato da asilo, con i pupazzetti alle pareti e i puffi disegnati sulle lavagne degli spogliatoi al posto del 4-3-3, quale sarebbe la logica giustificazionista del presidente nerazzurro? Che se un luogo pubblico fa parte dello stadio, allora diventa normale, o meno grave, che i tifosi lo distruggano? Che nessun ultrà farebbe mai del male a un asilo (molti, anzi, continuano a frequentarlo come ripetenti), mentre appare scontato che considerino lo stadio un territorio riservato alle loro scorribande?

Se questo fosse il pensiero di Moratti (e non solo del microfono), ci toccherebbe quasi lodarne la sincerità. Infatti gli altri presidenti pensano la stessa cosa, ma hanno il pudore, o la furbizia, di non dirla.


Nota del Mago.

Il pensiero di Infimo è più che eloquente ed indicativo.

Fa capire benissimo lo spessore umano e la totale follia di questa persona.

giovedì 20 marzo 2008

Caro Nerozzi ti scrivo


Caro Nerozzi,

mi sembra ormai evidente che Lei abbia una passione sfrenata per il divora-baguette di Chambery.

I primi sospetti mi erano venuti ad ottobre dell'anno scorso, leggendo il suo delizioso pezzo su Blanc il Negoziatore ("un garbato signore francese, Jean-Claude Blanc, atterrato sul pianeta calcio con la fama del neofita, cioè pollo, per i troppi furboni del pallone italico, e che nel giro di una stagione s'è affinato a solido negoziatore").

Con la questione stadio, la Sua passione per il Tennista Pallista è venuta definitivamente a galla. Non è più questione di sospetti. Oramai, con i due articoli due dedicati al suo pupillo il 19 marzo, ci sono solo certezze.
"Blanc trova i soldi. Promessa mantenuta".
"In meno di novanta giorni, invece, l'ad ha vinto la scommessa trovando quei mezzi finanziari, «innovativi» auspicò lui stesso, necessari per realizzare il progetto".

"L'ad bianconero Jean-Claude Blanc è riuscito a percorrere quelle «vie innovative» di cui aveva parlato nell'ultimo incontro con il comune".

Mi sembra però che il comunicato ufficiale dica qualcosa di diverso, limitandosi a precisare che l'operazione non sarà finanziata con un aumento di capitale e che a Rien ne va plus (da quando c'è lui non funziona più nulla) sia stato affidato il mandato di valutare la fattibilità dell'operazione anche (e quindi non solo) dal punto di vista amministrativo. Se siamo ancora al punto di dover valutare la fattibilità dell'operazione (ma in questi 21 mesi di abusiva occupazione di scrivanie altrui cosa avrà fatto Rien ne va plus? Rien du tout?) forse sarebbe meglio rinviare le fanfare trionfali e gli squilli di tromba al momento della (eventuale) approvazione defintivia del Progetto Stadio.

Può essere che Lei sia riuscito ad estorcere qualche pissi pissi bau bau più preciso dal suo pupillo su eventuali sponsor e naming rights.
Ma si fida?
Non Le sono bastate le palle a ripetizione (d'altronde è un tennista) uscite dalla bocca del francese con il naso modello Pinocchio?

Non era stato Rien ne va plus a dichiarare che la Juve avrebbe comprato tre campioni, scelti tra i primi 15 d'Europa? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. E chi sono questi tre fuoriclasse? Andrade/Tiago/Almiron? Nocerino/Molinaro/Criscito? Salihamidzic/Grygera/Iaquinta?

Non era stato Rien ne va plus a dichiarare che la Juve avrebbe speso più del Manchester? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. Peccato che le cifre dicano una cosa completamente diversa.

Non era stato Rien ne va plus a dichiarare che la Juventus avrebbe dedicato più della metà dell'aumento di capitale al mercato? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. Peccato che le cifre lo abbiano nuovamente smentito.

Non era stato Rien ne va plus a vantarsi (in assemblea, per di più) di aver rifondato il settore scouting (pronunciato alla francese, con l'accento sulla "ing")? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. E' stato talmente rifondato il settore scounting che il Gran Mogol delle nostre giovani marmotte che vanno in giro per l'Europa a scovare bidoni (Pasquale Sensibile) è stato licenziato in tronco.

Non era stato Rien ne va plus, ben spalleggiato da quei fenomeni dei gemelli presidenziali, a dichiarare urbi et orbi (assemblea degli azionisti compresa) che per la stagione 2007/2008 la Juventus avrebbe puntato alla qualificazione in Champions (ed i gemelli si erano addirittura spinti a fare un pensierino allo scudetto)? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. Bizzarro però che a Ranieri fosse stato nel frattempo chiesto di portare la squadra in Coppa Uefa (anche via intertoto?).

Infine, non Le sembra poco credibile come cacciatore di sponsor pro-stadio un amministratore (purtroppo) delegato che è riuscito a far scappare Tamoil a gambe levate, non è stato in grado di trovare uno straccio di main sponsor sul mercato, dovendo pertanto ricorrere alla soluzione interna rappresentata da Fiat New Holland, e può vantare come fiore all'occhiello la commercial partnership con la cazzetta dello sporc?

Cordiali saluti.

mercoledì 19 marzo 2008

Le zerbinate di Nerozzi


Dominiobianconero per Ju29ro


Massimiliano Nerozzi è un promettente giornalista de LA STAMPA. Tutti i giorni è impegnato nelle pagine sportive della “Busiarda” a scrivere di calcio in generale e della Juventus in particolare.
Ho imparato a conoscerlo col tempo e mi sono accorto che nutre una naturale e disinteressata passione per il tennista nasone che nell’estate del 2006 si è improvvisato Amministratore Delegato della piu’ importante societa’ italiana dopo aver per anni giocato al Monopoli organizzando soporifere manifestazioni sportive Oltralpe. Ma il calcio si sa e’ una altra cosa.
E Jean Claude Blanc lo ha capito presto, prestissimo, e tra uno smash e un lungolinea ha lentamente cominciato ad adeguarsi all’andazzo che prevede per ogni dirigente che si rispetto un giornalista biografo, che possa narrarne le gesta, esaltarne i successi (pochi) e mitigarne le incertezze (tante). Insomma una specie di menestrello che accompagni nel tempo la sua “reggenza” e che contribuisca a consolidarne l’immagine presso la “plebe” lettrice.

Fatta questa doverosa premessa è interessante lanciarsi nelle praterie della rete a cercare tutte le precedenti “Odi a Monsieur Blanc” confezionate dal Sig.Nerozzi. Basta razzolare bene negli archivi del sito della Busiarda per ottenere divertenti riscontri. Lascio al lettore l’amena lettura del pregresso.

Stamattina però è un giorno speciale. Gli organi di regime sparano a nove colonne che la Juventus ha deciso finalmente di fare lo stadio nuovo. Le campane suonano a festa. I bambini addirittura pretendono i palloncini dal papà e si torna a casa con le paste.

Già stanotte non ho dormito benissimo; ero impegnato a immaginare quali potessero essere i deliranti titoli di Tuttosport e ci ho quasi azzeccato. Ma il vero piatto forte era certo che lo avrei trovato nel articolo di Nerozzi su LA STAMPA. Infatti il responsabile del progetto stadio è Blanc e a rigor di logica oggi avrei trovato il solito pezzo di Nerozzi che esalta il tennista.

E invece mi sbagliavo. Infatti anziché trovare un pezzo ne ho trovati due.

Probabilmente l’occasione era talmente speciale che un solo pezzo non bastava.

Mi sono subito lanciato in una avida lettura alla ricerca della risposta a tutti quei dubbi che il comunicato ufficiale della società ieri mi aveva lasciato nella mente.

Ma Nerozzi con il titolo del primo articolo mi lanciava un rassicurante messaggio: “BLANC TROVA I SOLDI: PROMESSA MANTENUTA

Ho subito pensato di aver letto un comunicato sbagliato oppure di averlo letto troppo frettolosamente:

Torino, 18 marzo 2008 -- Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club
S.p.A., riunitosi oggi per l'approvazione della Relazione Semestrale al 31 dicembre 2007,
ha approvato, tra l'altro, il Progetto Stadio che prevede la realizzazione di un nuovo
impianto sull'area dove sorge attualmente lo stadio Delle Alpi, per un investimento
complessivo stimato in E 105 milioni.
Il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato all'Amministratore Delegato e Direttore
Generale Jean-Claude Blanc di compiere tutte le attività e gli atti necessari o opportuni al
fine di realizzare il Progetto che, in ogni caso, non prevede un aumento di capitale,
verificandone la fattibilità, in particolare dal punto di vista amministrativo, intrattenendo
tutti i rapporti necessari con le Autorità competenti. Il nuovo stadio potrebbe essere
pronto a partire dalla stagione sportiva 2011/2012.

Infatti nel comunicato della società non si parla in nessun modo di quali potranno essere le forme di finanziamento per l’opera. Fiducioso quindi mi metto a leggere.............
Oltre al titolo è bello il sottotitolo: “In 90 giorni ha convinto gli scettici”.
Be’ forse li ha convinti quasi tutti. A me non mi ha convinto e sono molto scettico.
Gli stessi segnali mi arrivano dalle parti del Mago di Ios e anche da altri squadristi sobillatori come fummo definiti con immenso onore dal direttore della cacca rosa, Verdelli.

Proseguendo nella lettura arriva il passo cruciale:

In meno di novanta giorni, invece, l’ad ha vinto la scommessa trovando quei mezzi finanziari, «innovativi» auspicò lui stesso, necessari per realizzare il progetto. Lì è girato il futuro, quando al posto dei business plan e dei ricavi promessi da studi e ricerche, pur serissime, s’è passati a qualcosa di più sostanzioso e tangibile. Accordi e ricavi a un passo, insomma. Per questo, ieri, i membri del cda sono parsi piuttosto convinti, appena finita l’esposizione del direttore commerciale, Marco Fassone, uno di quelli che più ha lavorato a stretto contatto con l’ad. Così, si è arrivati a un investimento complessivo di 105 milioni di euro, senza «aumento di capitale». E senza togliere denari a quel mercato che dovrà rinforzare la squadra. Condicio sine qua non.

Si carissimo Nerozzi. Non si fa l’aumento di capitale. Non si sottraggono risorse alla squadra. Ma allora sti soldi chi li mette? Dal titolo pensavo che finalmente ci dessi qualche informazione più dettagliata.....
Mezzi finanziari “innovativi”? Potrebbe essere più preciso?

Proseguo nella lettura......

Blanc, che ieri ha ricevuto anche la telefonata di John Elkann, ci ha sempre creduto, sostenuto pure dalla tendenza continentale che accoppia le maggiori società di calcio a stadi di proprietà, presenti e futuri: dalle società della Premier League all’Olympique Lione. Non si può più prescindere dalla solidità patrimoniale e dai ricavi garantiti da un impianto, spiegava una ricerca di Deloitte.


Ma quale ricerca di Deloitte, Nerozzi? Perché non diciamo la verità ai lettori e raccontiamo che era semplicemente il Progetto di Giraudo che prevedeva lo stadio di proprietà e solo grazie alla sua lungimiranza il sig. Blanc ha trovato tutto pronto per farsi bello con il lavoro degli altri?
D’altronde lo stesso Antonio Giraudo nella sua ultima intervista da AD nell’aprile del 2006 aveva manifestato il timore che qualcun altro avrebbe potuto godere dei frutti del suo lavoro.
Ecco il passo dell’intervista:

Dottor Giraudo, e se fossero altri dirigenti a concludere il suo progetto, o comunque a godere i frutti del lavoro già svolto?«L'interesse della Juventus e dei suoi tifosi viene prima di tutto. Certo, il nostro sogno non può che essere quello di vedere realizzate le cose che abbiamo progettato, e gestirle in prima persona. Mi spiacerebbe molto non proseguire la terza fase del programma».

Insomma caro Nerozzi, facciamo informazione completa. Diciamo ai lettori che se la Juventus avrà “probabilmente” un nuovo stadio lo si deve in gran parte alla precedente dirigenza.

Questa doverosa richiesta di precisazione, che mi aspetto venga fatta nei prossimi giorni, introduce la riflessione alla lettura del secondo pezzo che il mitico Nerozzi oggi ci offre e nel quale mi lancio voglioso alla ricerca delle risposte ai miei interrogativi che a questo punto incominciano a frullare sempre piu’ vorticosamente, raggiungendo velocità pari solo a quella delle mie gonadi verso la fine dell’agosto 2006.

Per fortuna mi viene in soccorso Montali che verso la fine del primo pezzo tranquillizza tutti dall’alto della sua esperienza di pallavolista. E si sa che nella pallavolo la rete è più in alto di quella del tennis!!

«I milioni di euro sulla carta, non vanno in campo - disse qualche tempo fa il consigliere bianconero Gian Paolo Montali, riferendosi ad alcuni paperoni del pallone - ma per poter competere, non bisogna sbagliare nessuna scelta». Meno che mai, una da 105 milioni di euro.

Grazie Giampaolo. Adesso grazie alla tua riflessione siamo tutti più tranquilli. E siamo certi che nessuna scelta sarà mai sbagliata. Amen.

Dopo le “tranquillizzanti” parole di Montali, rimangono però sempre gli interrogativi di prima. Magari le gonadi frullano un po’ meno velocemente ma comunque frullano.

Mi aspetto dunque che nel secondo pezzo di Nerozzi intitolato “La nuova casa Juve” possa finalmente soddisfare tutte le mie legittime curiosità......

Delle due case che s’era messa sul catalogo delle possibili sistemazioni immobiliari dopo il fallimento di Euro 2012, alla fine la Juve ha scelto di costruirsi la residenza deluxe: 40.000 posti a pochi metri dal prato, senza più pista d’atletica, rivestimento esterno in lamine d’alluminio bianche e nere, of course, per una fattura da 105 milioni di euro. Cancelli aperti in tempo per la stagione 2011/2012, è la previsione. Questo ha deciso il cda di ieri, riunitosi per l’approvazione della relazione semestrale (ricavi in aumento del 5,2%), ma allungatosi ore per la discussione, e l’approvazione, del progetto del nuovo impianto.


Questo già lo sapevo era il progetto di Giraudo.....


"Nessun ritocco minimale, se l’aggettivo può essere speso per interventi che pure avrebbero succhiato almeno venti milioni, ma un’abitazione praticamente nuova di zecca, «sull’area dove sorge attualmente lo stadio Delle Alpi». Contando i circa 25 milioni serviti per garantirsi i diritti di superficie dal comune, il conto totale s’impenna sui 130 milioni: cifra che nessun club, in Italia, ha mai stanziato per il proprio domicilio.


Anche questo già lo sapevo era sempre il progetto Giraudo........


"Per costruirlo, ha precisato a Borsa chiusa il club, non è previsto «un aumento di capitale». E nessuna risorsa verrà tolta alla squadra, ha fatto sapere l’Ifil, l’azionista di maggioranza. L’ad bianconero Jean-Claude Blanc è riuscito a percorrere quelle «vie innovative» di cui aveva parlato nell’ultimo incontro con il comune. Fra i mezzi di finanziamento, che tracciavano il confine tra una scelta e l’altra, è spuntata una grossa azienda di scommesse sportive e una multinazionale intenzionata a dare il proprio nome all’arena (naming right): da solo vale diversi milioni. Il prossimo passo, sarà quello di perfezionare gli accordi, con sponsor e istituzioni pubbliche. Per questo, il cda, «ha dato mandato all’ad di compiere tutte le attività e gli atti necessari o opportuni al fine di realizzare il progetto, verificandone la fattibilità, in particolare dal punto di vista amministrativo, intrattenendo tutti i rapporti necessari con le autorità competenti».


Il prossimo passo sara’ quello di perfezionare gli accordi?
Questo non lo sapevo! Allora il tennista NON HA ANCORA TROVATO UNA CIPPA DI SOLDI!!!!
In pratica gli hanno detto semplicemente che vogliamo fare lo stadio per cui caro Blanc mettiti in movimento per cercare i soldi e i permessi. Insomma siamo tornati al via senza passare dalla Banca, come a Monopoli!


Inutile a questo punto continuare a leggere il resto. La situazione è fin troppo chiara.
Qui i soldi ancora non sono stati trovati! E Blanc, il mago degli sponsor, deve muoversi.
Da quando è alla Juve io non mi ricordo di uno sponsor portato da Blanc.
Non lo è la NewHolland per ovvi motivi. Non lo è la Gazzetta perché si sa che è del padrone anch’essa.
Cosi come lo è La Stampa.

A questo punto chiudo il giornale e mi rassegno. Comincio a comprendere definitivamente che dietro a tutto questo fumo c’è poco arrosto. Come sempre negli ultimi mesi. D’altronde stiamo tutti ancora aspettando i tre campioni promessi dal tennista pallista che ci aveva rassicurato che avremmo speso come il Manchester.
Peccato che congedati i giornalisti, compreso il nostro Nerozzi, quel giorno nelle segrete stanze di Corso Galfer confermasse a Ranieri che il vero obiettivo della Juventus fosse la qualificazione alla Coppa Uefa.

Caro Massimiliano i nodi vengono al pettine, sempre. E al nostro Amministratore Delegato non basterà solo una buona stampa per sopravvivere. La Juventus e’ una cosa seria, non un campo da tennis.

Incredibile ma Beck


Quei Rossi a buon mercato

di Roberto Beccantini



Guido Rossi consulente Ifil è uno schiaffo ai tifosi juventini [molto bene]. Fra tutti gli avvocati d’affari c’era proprio bisogno di scegliere l’ex commissario straordinario di Calciopoli? John Elkann poteva evitare lo sfregio. I complottisti [anche se non precisato nel testo, il termine ha un'evidente ed errata connotazione negativa, perché Beck non crede, per il momento, al complotto] hanno ripreso vigore: scommettiamo che la consulenza era in atto già dal maggio 2006? Sciocchezze [Beck, non così!]. A ognuno il suo referente: il professore per Gabetti, Lucianone per Alessio Secco [Secco allora deve essere ancora più di coccio di quanto appaia, perché Lucianone non gli ha certo consigliato alcuno dei bidoni cirigenziali]. Altro che sindrome di Stoccolma. Siamo decisamente oltre il ritorno d’affetto (ed effetto) tra la finta vittima e il simil carnefice. Siamo di fronte a un’operazione di chirurgia plastica che ha soddisfatto il paziente e indisposto i parenti stretti, che saremmo poi noi.

Al di là dell’opinione che ognuno coltiva sulle sentenze dello scandalo, la mossa si commenta da sola. Non l’avrei compiuta neppure a verdetti capovolti, con la Juve assolta e Rossi braccato dagli interisti (buona, questa [molto bene]). Un briciolo di rispetto, suvvia. Lo giustificano tanto coloro che considerano la Biade un banale call center sabotato dai bruti di Telecom quanto i giacobini [interessante; se i colpevolisti sono "giacobini", allora forse il Beck sta per vedere la luce] che, viceversa, non considerano innocenti i fili, e i pissi-pissi, di quei cellulari.

E dal momento che i Rossi non vengono mai soli, ecco Paolo, il nostro amatissimo Pablito, gratificare Roberto Mancini di due scudetti vinti. Letteralmente. Il Mancio era ospite di «Attenti a quei due». Veniva dal balletto morattiano «vado-non vado» e aveva di fronte (meglio, al suo fianco) anche Gianluca Vialli. Capisco metterlo a suo agio, e lenirne i sensi di colpa, ma così mi è sembrato francamente troppo. Due scudetti Mancini? Quando mai? [perfetto] A maggio, probabilmente. Non ora. Adesso siamo in perfetta parità: uno lui, sul campo [lo scudetto dell'anno scorso non sarà un tavolino, ma è certamente un comodino], e uno il consulente Ifil, a tavolino [chapeau,]. Strano che Pablito abbia fatto di ogni titolo un fascio. Così va il mondo. L’erba dell’ospite ha scalzato quella del vicino: è lei la più verde. Soprattutto se piace e conviene a chi la bruca.


Il commento tecnico del Mago

Quasi due anni di email, telefonate, sms, chiaccherate, caffé con il Beck.

E qualche risultato inizia a vedersi.

Ho evidenziato in rosso gli errori nell'articolo. In verde invece alcuni commenti ed apprezzamenti.

Il ragazzo ha evidentemente delle potenzialistà. Ma sino ad ora si è impegnato poco.

In passato, gli articoli del Beck erano infatti tutti colorati di rosso, tante erano le inesattezze e le imprecisioni.

Oggi, invece, gli errori in rosso si sono decisamente ridotti.

Bene così.

martedì 11 marzo 2008

15 milioni

15 milioni
Era il prezzo fissato dagli Inetti Occupatori di Scrivanie Altrui per Chiellini.
Lo scrive anche il giornale di famiglia, anche se poi travisa la realtà facendo i complimenti ai Cirigenti ("e ora a conti fatti si può dire che la società fece bene a toglierlo dal mercato").
Si, proprio quel giornale che è nostro partner commerciale.
No, non quello rosa che serve in caso di emergenza per pulirsi il culo.
L'altro. Il giornale di Torino. Il giornale che, fedele alle direttive in grande stile, non ha certo lesinato palate di letame alla Juve della Triade.
A prescindere dai nostri partner commerciali, per fortuna della Juve il Manchester City ha offerto di meno.
Altrimenti, avremmo ceduto un difensore italiano, giovane e forte.
E avremmo comprato, quasi allo stesso prezzo, un altro bidone portoghese sulla trentina da affiancare allo zoppo.

mercoledì 24 ottobre 2007

Nerozzi, non così


Il giornalista de La Stampa, Massimiliano Nerozzi, è in forma spettacolare.

Il 16 ottobre ha scritto uno splendido articolo-marchetta su Blanc il Negoziatore, ricoprendo di elogi il tennista di Chambery.

Su La Stampa di oggi, invece, il nostro Nerozzi, occupandosi del caso Tiago, ha pensato bene di deliziare i suoi lettori con il più classico (e falso) dei luoghi comuni su Luciano Moggi: «"Fai casino con la tua squadra, racconta che vuoi andartene perché l’allenatore non ti considera, poi ci penserà il procuratore», suggerì Moggi a Fabio Cannavaro, per poi soffiarlo all’Inter. Quello stesso metodo che Lucianone affinò a tattica mercantile (anche nell’affare Ibrahimovic) - è il sospetto della Juve - ora avrebbe innescato lo sfogo pubblico della scorsa settimana di Tiago Cardoso Mendes".

Solo un caso che Nerozzi scriva su La Stampa?

Solo un caso che la linea di John Elkann (come da istruzioni dei suoi tutori) sia di sparare a zero sulla vecchia gestione?