Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 21 gennaio 2009

Lo Special One, JU29RO ad honorem?


(Da sin a ds: Mancini, Quaresma, Adriano)

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Sembra che lo Special One abbia duramente cazziato i suoi giocatori dopo la brillante prestazione offerta a bergamo.
E fin qui, tutto norzmale.
Ma secondo Laura Alari di quotidiano.net (clicca QUI) sembra che lo Special One sia andato oltre, urlando queste parole: "il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perchè non c'era nessuno. Il terzo all'ultimo minuto. Siete una squadra..".

Se davvero lo Special One, dopo aver sfanculato diversi pennivendoli, ha ironizzato sui tavolini e comodini di Appiano Onesto, il diploma di JU29RO ad honorem non glielo toglie nessuno.

venerdì 23 maggio 2008

De gustibus (2)




(Bonarober per http://www.juworld.net/)


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Infimo Moratti sullo scudetto a tavolino: «Non ho mai preso in considerazione l'idea di rinunciarci. Considero quello scudetto uno dei più grandi orgogli dell'Inter».

Se uno scudetto a tavolino è uno dei più grandi orgogli dell'Inter, vi lascio immaginare il resto.

Una vita da pezzenti, cento anni da accattoni

giovedì 22 maggio 2008

L'albo d'oro dei nerassurdi


Ricapitoliamo un po'.

Secondo il mio albo d'oro, i loro scudetti sono 13 (e sono già generoso).

I nerassurdi, invece, hanno visto tutto un altro film.

Il loro albo d'oro parla di 16 scudetti, contando il tavolino di Guido Rossi, il comodino dell'anno scorso ed il collino di quest'anno.

Ma non è finita qui, perchè i nerassurdi reclamano altri 5 titoli (a tavolino, ça va sans dire).

Andando a ritroso nel tempo, il primo titolo che i nerassurdi vorrebbero aggiungere alla propria collezione di tavolini è quello del 2002. Infimo Moratti l'ha fatto capire chiaramente di recente, parlando di una banda di truffatori che gli avrebbe fatto perdere uno scudetto meritato.

Il secondo titolo a tavolino rivendicato da Infimo è certamente quello del 1997/1998. L'appiglio è rappresentato in questo caso dal presunto fallo di Iuliano su "occhio di lince" Ronaldo (a proposito di Ronaldo, clicca qui e qui)

Questa è l'equilibrata ed obiettiva ricostruzione della vicenda che ho trovato sul sito http://www.nerassurdi.it/: "La Juventus, già aiutata dagli arbitri in almeno due occasioni, arriva allo scontro diretto di Torino con il fiato corto. Ronaldo è lanciato, Simoni ha trovato la quadratura difensiva dell'insieme con un manipolo di operai a sostegno delle prime firme (Colonnese, West, Cauet, Zè Elias, Moriero, Winter). Gianluca Pagliuca para stupendamente, Beppe Bergomi ha un rendimento talmente alto da rientrare in Nazionale quando già gli era stata pronosticata la pensione. Javier Zanetti futuro capitano, Diego Pablo Simeone e Ivan Zamorano sono i simboli della militanza e della generosità. Alvaro "Chino" Recoba è un ragazzotto uruguaiano che fa innamorare Massimo Moratti con gol di straordinaria bellezza (a Empoli segna da centrocampo). Insomma, tutto il mondo del pallone dice Inter. Invece, nello scontro diretto di Torino del 26 aprile '98, l'arbitro Ceccarini di Livorno dice che non è da rigore un fallo netto di Iuliano su Ronaldo di Iuliano su Ronaldo lanciato in gol. E' la fine dei sogni nerazzurri e l'inizio di una partita di polemiche che passerà alla storia. La Juventus vince lo scudetto più discusso della sua storia, l'Inter il titolo della pulizia, della morale, dell'etica sportiva".

Per gli altri tre nuovi potenziali tavolini bisogna tornare indietro all'epoca del papà di Infimo.

ll terzo ed il quarto tavolino sono stati implicitamente rivendicati nei giorni scorsi da Infimo Moratti: "Neanche la squadra di mio padre è riuscita a vincere tre scudetti di fila? Non facciamo confronti, quelli dovevano essere cinque. C'è stata una finale a Roma e uno scudetto alla Juventus che ancora oggi contesto".

Lo scudetto biancoenro ora contestato da Infimo (terzo tavolino della serie) è quello nel campionato 1966/1967, passato alla storia per la clamorosa papera di Sarti all'ultima giornata a Mantova, grazie alla quale la Juventus superò i nerassurdi, conquistando lo scudetto. Per la cronaca, in quella stagione i nerassurdi persero il campionato, che avevano condotto dalla prima alla penultima giornata; persero la Coppa dei Campioni contro il Celtic di Glasgow tre giorni prima della fatal Mantova; e 9 giorni dopo la fatal Mantova persero anche la semifinale di Coppa Italia, battuti dal Padova (allora in Serie B).

Per una descrizione equilibrata della sfida tra Juventus e nerassurdi nel 1966/1967, cosa c'è di meglio del loro sito internet (http://www.nerassurdi.it/)? Ecco qui: il ciclo della Grande Inter si conclude un anno dopo, il 1° giugno 1967 nella fatal Mantova. I nerazzurri, che hanno già perso sfortunatamente la Coppa dei Campioni a Lisbona contro il Celtic, recuperano Suarez dall'infortunio e si presentano con Cappellini centravanti. Traversa di Mazzola, l'Inter è stanca, ma vuole mantenere il punto di distacco sulla Juventus (48 a 47) e comanda la partita. Un giovane Dino Zoff, portiere rivelazione del campionato, salva in più occasioni il Mantova. Al minuto numero 4 della ripresa il pasticcio: un tiro di Di Giacomo, l'ex di turno, inganna Sarti. La palla scivola tra le mani del portiere nerazzurro e va in rete. Una beffa: Sarti, due anni dopo, firmerà per la Juventus alla quale, in pratica, regala lo scudetto. E' infatti inutile l'assalto finale dell'Inter, l'arbitro padovano Francescon nega un rigore a Mazzola e caccia dal campo un furente Corso. Negli spogliatoi volano cazzotti e parole grosse, ma il titolo è della Juventus.".

La finale contestata (sempre dal presidente nerassurdo) risale invece al campionato 1963/1964 (quarto tavolino). La vittima designata dello scippo per una volta tanto non è la Juventus, ma il Bologna.

Ecco il solito racconto obiettivo di http://www.nerassurdi.it/: "Il 1964 è l'anno più glorioso della storia dell'Inter. Dopo aver vinto la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, i nerazzurri hanno lasciato il titolo al Bologna in un avvelenato finale di campionato. Per la prima volta nel calcio compare il termine doping [ma, in realtà, sembra fosse un complotto ai danni del Bologna, clicca qui; nota del mago] e, per la prima volta, il titolo viene assegnato attraverso una gara di spareggio, che i nerazzurri perdono a Roma il 7 giugno 1964. Angelo Moratti è furibondo, la Figc ancora una volta ha remato contro l'Inter. Bisogna essere veramente più forti di tutti e di tutto, come sostiene Herrera, per far trionfare la giustizia sportiva".

I nerassurdi omettono però di ricordare che in quello stesso campionato, il 3 giugno (e, cioè, quattro giorni prima dello spareggio), il presidente del Bologna Dall'Ara morì improvvisamente, colto da un infarto durante una lite con il presidente dell'Inter Moratti. Ai funerali, il 5 giugno, non poterono partecipare i giocatori, visto che la FIGC decise di non rinviare la gara. Il 7, i bolognesi s'imposero con due gol nella ripresa sulla favorita Inter e portarono Bernardini in trionfo per uno scudetto commovente (fonte wikipedia; clicca qui).

L'ultimo (per il monento, ma la situazione è fluida e sono possibili futuri integrazioni) tavolino reclamato dai nerassurdi onesti di Appiano è quello del 1960/1961 (conquistato dalla Juventus), di cui ho già parlato diffusamente nel post "la genetica non fa inganni" (clicca qui).
Per votare questo articolo su wikio, clicca qui

La genetica non fa inganni


La genetica non fa inganni.

E' assodato.

Avevo già implicitamente trattato il tema in un mio precedente post (clicca qui), dal titolo significativo, dedicato a Luckino Lukino.

Ma ci sono ben altre conferme che (a sorpresa) confermano la trasmissione di certe caratteristiche genetiche.

Il 16 Aprile 1961 è in programma al Comunale di Torino la sfida tra la Juventus ed i nerassurdi di Moratti padre (assurdi fin da allora, se non da ancora prima).

La sfida è molto importante, perché la Juventus è in testa alla classifica, con quattro punti di vantaggio proprio sui nerassurdi guidati in panchina da Helenio Herrera (il mago ... delle pillole).

Il Comunale è gremito in ogni ordine di posto.

Lo stadio non sembra in grado di contenere tutta quella folla e, alla fine, qualche migliaio di spettatori non trovano altra soluzione che scavalcare le reti e piazzarsi ai bordi del campo.

L'arbitro, il signor Gambarotta di Genova, fa iniziare comunque la partita.

Alla mezzora del primo tempo, con le squadre ancora sullo 0-0, l'arbitro decide però di sospendere il gioco, fino a che la gente non si sia allontanata dal campo.

Dopo una decina di minuti, l'arbitro prova a far riprendere il gioco, ma poco dopo manda le squadre negli spogliatoi.

Alle 17.25 di quel pomeriggio - dopo accese discussioni tra i dirigenti delle due squadre, l'arbitro ed il questore - il Signor Gambarotta sospende definitivamente la partita.

I nerassurdi presentano immediatamente ricorso per ottenere la vittoria a tavolino (toh guarda, i corsi e ricorsi della storia).

Il 26 aprile 1961 il giudice sportivo della Lega, ritenendo la Juventus oggettivamente responsabile di quanto accaduto al Comunale, da ragione all’Inter: vittoria a tavolino per 2-0.

I nerassurdi rialzano la cresta e si convincono di poter conquistare lo scudetto.

Ma la Juventus non ha alcuna intenzione di subire passivamente la decisione del giudice sportivo e fa reclamo alla C.A.F., la commissione d’appello federale.

E' un'epoca in cui i ricorsi si fanno sul serio, non per finta come da recenti e solari usanze cirigenzial/elkazziane.
L'avvocato della Juventus è il giovane (a quei tempi) Vittorio Chiusano.
E quando gli avvocati sono bravi e, soprattutto, non ricevono indicazioni "bizzarre" dalla dirigenza e dalla proprietà, i ricorsi si vincono.

Ed infatti il 3 giugno, alla vigilia dell’ultimo turno di campionato, la C.A.F. cancella la sentenza di primo grado, ritenendo la Juventus non “oggettivamente colpevole” per l’invasione. La C.A.F. cancella la sconfitta a tavolino e dispone la ripetizione della partita.

I nerassurdi vanno fuori di melone (allora come ora, nulla è cambiato).

Contestano la sentenza della C.A.F., tirando in ballo la doppia carica di Umberto Agnelli, presidente Fi.G.C. e presidente della Juve (a proposito di corsi e ricorsi, qualche decennio dopo il conflitto di interessi di tal Guido Rossi non viene certo considerato un problema dai nerassurdi di Infimo Moratti), e le beccano sonoramente dal Catania nell'ultima partita di campionato. Contemporaneamente, la Juve pareggia in casa col Bari e porta il suo vantaggio a tre punti conquistando lo scudetto.

Resta da giocare la ripetizione della partita.

I nerassurdi continuano la polemica contro la Federazione e la Juventus.

Angelo Moratti e Helenio Herrera, sostenendo che quella partita non si sarebbe mai dovuta rigiocare, decidono di schierare una squadra di ragazzini, guidati in panchina da Giuseppe Meazza (Herrera rimane polemicamente a Milano).

I dirigenti della Juve protestano stupiti: «Non possiamo credere ad una tale mancanza di sportività».

Vittorio Pozzo grida tutta la propria indignazione: «C’è una società che, avendo sporto un reclamo ed essendoselo visto respinto, risponde con uno sberleffo che è uno schiaffo in faccia alle autorità costituite, Lega e Federazione per prime».

La partita finisce 9-1 per la Juventus (con 6 go di Sivori ed il gol di Mazzola per i nerassurdi).

Al termine della partita, Boniperti consegna le proprie scarpette al magazziniere («Le metta pure via. Non gioco più») e lascia il calcio giocato.


47 anni dopo, l'onesto figliuolo di cotanto padre, dopo aver conquistato il suo primo scudetto grazie ad una serie incredibile di favori arbitrali (e grazie ancora agli effetti di Farsopoli), indispettito dalle frasi del romanista De Rossi, minaccia di schierare la squadra primavera nella finale di Coppa Italia contro la Roma.

venerdì 16 maggio 2008

La banda degli onesti (di Appiano)





Infimo Moratti, il petroliere più ecologista che ci sia - 7 marzo 2008
«L’Inter nel mondo è da sempre considerata la squadra di prestigio di Milano anche perché non ha mai avuto problemi con la giustizia»

Roberto Mancini, l'allenatore che vince sempre (a tavolino o a comodino) - 2 febbraio 2008
«Abbiamo sempre lavorato onestamente, cosa che non veniva fatta prima»

Macellazzi, un nome un programma - 27 maggio 2007 (festa del comodino)
«Questo smoking è bianco come la pulizia del nostro scudetto»

Auguri per la tripletta


I miei più cari e sinceri auguri a tutti gli Onesti di Appiano e dintorni per la meritata conquista del terzo scudetto consecutivo. Che tripletta!

Auguri al Mister che vince sempre.

Auguri al petroliere più ambientalista che ci sia.

Auguri all'esperto di patenti e passaporti.

Auguri a Macellazzi, fulgido esempio di sportività.

giovedì 15 maggio 2008

Anche i gatti tifano INTER


Grazie a Franco Bollo per la segnalazione

domenica 23 marzo 2008

San Guido, pensaci tu!


I Perdenti hanno perso.

La Juventus ha vinto.

Non una grandissima novità.

Questa era la regola sino al 2006.

Da quando si assegnano tavolini e comodini qualcosa però è cambiato.

Perché se le cose non vanno come devono andare INTERviene San Guido.

Ed è quindi normale attendersi un nuovo INTERvento di San Guido.

Il consulente dell'IFIL rimetterà le cose a posto.

Buffon, Camoranesi e Trezeguet, decisivi ieri sera, sono giocatori acquistati da una banda di truffatori.

Per cui non avrebbero dovuto giocare ieri sera.

E quindi il risultato sul campo non conta.

Conta il risultato che sarà deciso a tavolino da San Guido.

Vittoria per i Perdenti e punti di penalizzazione per la Juventus.

Così tutto ritornerà a posto.

I Perdenti potranno veleggiare verso la conquista del secondo comodino consecutivo.

E la Juventus conquisterà l'agognata qualificazione in Coppa Uefa, che la vittoria contro i Perdenti avrebbe rischiato di pregiudicare seriamente.

mercoledì 19 marzo 2008

Incredibile ma Beck


Quei Rossi a buon mercato

di Roberto Beccantini



Guido Rossi consulente Ifil è uno schiaffo ai tifosi juventini [molto bene]. Fra tutti gli avvocati d’affari c’era proprio bisogno di scegliere l’ex commissario straordinario di Calciopoli? John Elkann poteva evitare lo sfregio. I complottisti [anche se non precisato nel testo, il termine ha un'evidente ed errata connotazione negativa, perché Beck non crede, per il momento, al complotto] hanno ripreso vigore: scommettiamo che la consulenza era in atto già dal maggio 2006? Sciocchezze [Beck, non così!]. A ognuno il suo referente: il professore per Gabetti, Lucianone per Alessio Secco [Secco allora deve essere ancora più di coccio di quanto appaia, perché Lucianone non gli ha certo consigliato alcuno dei bidoni cirigenziali]. Altro che sindrome di Stoccolma. Siamo decisamente oltre il ritorno d’affetto (ed effetto) tra la finta vittima e il simil carnefice. Siamo di fronte a un’operazione di chirurgia plastica che ha soddisfatto il paziente e indisposto i parenti stretti, che saremmo poi noi.

Al di là dell’opinione che ognuno coltiva sulle sentenze dello scandalo, la mossa si commenta da sola. Non l’avrei compiuta neppure a verdetti capovolti, con la Juve assolta e Rossi braccato dagli interisti (buona, questa [molto bene]). Un briciolo di rispetto, suvvia. Lo giustificano tanto coloro che considerano la Biade un banale call center sabotato dai bruti di Telecom quanto i giacobini [interessante; se i colpevolisti sono "giacobini", allora forse il Beck sta per vedere la luce] che, viceversa, non considerano innocenti i fili, e i pissi-pissi, di quei cellulari.

E dal momento che i Rossi non vengono mai soli, ecco Paolo, il nostro amatissimo Pablito, gratificare Roberto Mancini di due scudetti vinti. Letteralmente. Il Mancio era ospite di «Attenti a quei due». Veniva dal balletto morattiano «vado-non vado» e aveva di fronte (meglio, al suo fianco) anche Gianluca Vialli. Capisco metterlo a suo agio, e lenirne i sensi di colpa, ma così mi è sembrato francamente troppo. Due scudetti Mancini? Quando mai? [perfetto] A maggio, probabilmente. Non ora. Adesso siamo in perfetta parità: uno lui, sul campo [lo scudetto dell'anno scorso non sarà un tavolino, ma è certamente un comodino], e uno il consulente Ifil, a tavolino [chapeau,]. Strano che Pablito abbia fatto di ogni titolo un fascio. Così va il mondo. L’erba dell’ospite ha scalzato quella del vicino: è lei la più verde. Soprattutto se piace e conviene a chi la bruca.


Il commento tecnico del Mago

Quasi due anni di email, telefonate, sms, chiaccherate, caffé con il Beck.

E qualche risultato inizia a vedersi.

Ho evidenziato in rosso gli errori nell'articolo. In verde invece alcuni commenti ed apprezzamenti.

Il ragazzo ha evidentemente delle potenzialistà. Ma sino ad ora si è impegnato poco.

In passato, gli articoli del Beck erano infatti tutti colorati di rosso, tante erano le inesattezze e le imprecisioni.

Oggi, invece, gli errori in rosso si sono decisamente ridotti.

Bene così.

martedì 22 gennaio 2008

Gli stessi "aiutini" e con meno classe


Il Giornale - 22 gennaio 2008


Mettiamoci l'anima in pace: l'Inter è indubbiamente la squadra più forte, ma anche - indubitabilmente - quella più favorita. Dalla buonasorte e dagli arbitri. Anzi, l'ordine dei fattori invertitelo pure visto che a determinare la prima sono proprio i secondi. Sì, proprio quei signori accusati fino a ieri di essere alle dipendenze di Luciano Moggi e di favorire quindi la Juventus e che adesso, come accade fisiologicamente ad ogni cambio di regime, stanno «scortando» i Mancini's boys verso la conquista del loro 15° titolo (sì, avete letto bene, 15: gli scudetti cartonati non contano). Un modo tipicamente italico per garantirsi un futuro tranquillo, per sé e le proprie famiglie.

Nel dubbio, quando arbitrano l'Inter, fischiano sempre a favore. E se accade qualcosa di strano nell'area nerazzurra, non fischiano proprio. Gli ultimi dubbi sull'applicazione di questa nuova «regola» sono evaporati domenica sera a San Siro insieme alla nebbia. Ormai si va oltre la semplice sudditanza, siamo passati alla deferenza tout-court. Non c'è bisogno di telefonare al designatore o ai direttori di gara: sanno da soli ciò che devono fare. Persino ai tempi di Moggi c'era più discrezione, di sicuro più intelligenza. L'aiutino alla Juve arrivava una tantum, senza dare troppo nell'occhio, adesso invece lo si sbatte in faccia platealmente ogni domenica, in spregio al buongusto. È possibile un break, egregio signor Collina? O vogliamo andare avanti così finché la matematica non assegnerà pure ’sto tricolore a Moratti & friends? Attendiamo smentite. Che, di sicuro, non ci saranno poiché il finale della storia è già stato deciso a tavolino.

martedì 11 settembre 2007

Piccoli collezionisti di tavolini crescono

Vincere eventualmente il mondiale a tavolino sarebbe comunque una vittoria meritata". Lo ha detto il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo riferendosi alla vicenda della spy-story che sta infuocando il Mondiale di Formula 1 e che dovrebbe definirsi giovedì prossimo a Parigi. "Se fossero riscontrati i presupposti per una nostra vittoria a tavolino, ce la saremmo meritata perchè - ha precisato Montezemolo oggi al Salone di Francoforte - partirebbe dal presupposto che chi ha vinto lo ha fatto in modo non corretto, illegale e non sportivo. E allora sarebbe una vittoria meritata".

La frase evidenziata in neretto non vi ricorda qualcosa? Il tavolino dell'onestà, vinciamo senza rubare, se i primi due barano è logico che vinca il terzo,...
Non c'è da stupirsi, comunque. Lucky Luke Free&Cute frequenta certi ambientini...
La vergine della Bicocca (che non è Afef) era nella ristretta cerchi di amici invitati a festeggiare il compleanno di Lucky Luke Free&Cute.

giovedì 26 luglio 2007

Moratti gongola, Inter vicina al bis nel Tour de France

Dopo l'accoppiata tavolino e comodino nel Torneo Tim-Saras (2005/2006 e 2006/2007), i Perdenti si apprestano a bissare anche la vittoria dell'anno scorso al Tour de France.
Dopo la squalifica per doping della maglia gialla Rasmussnen, l'assegnazione a tavolino del Tour 2007 è infatti ormai ad un passo.
Ed il periodo trionfale dei taroccatori di Via Durini non finisce certo qui. La prossima settimana inizia il torneo di boccette di Gabicce Mare. Ed i Perdenti, pur non partecipando, sono i favoriti.

giovedì 21 giugno 2007

Tavolini & tarocchi

C’è una brutta sorpresa per l’Inter nell’avviso di chiusura delle indagini sui falsi in bilancio, depositato ieri dal pubblico ministero Carlo Nocerino. Sta in una realzione della Covisoc, la commissione di vigilanza per le società calcistiche, allegata al documento. Vi si legge infatti: «L’equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, e l’Inter non avrebbe superato i parametri richiesti per l’iscrizione al campionato 2005-2006». Detta in parole semplici, secondo la Covisoc l’Inter non avrebbe avuto i requisiti per partecipare al torneo che, come si sa, non è stato proprio un campionato qualsiasi: alla squadra nerazzurra venne assegnato «a tavolino» lo scudetto vinto e poi revocato alla Juventus, dopo uno scandalo che aveva travolto il calcio italiano. Pronta la replica dell’Inter: «Mai appostato plusvalenze fittizie», scrive la società in un comunicato. Aggiungendo di aver «già presentato necessaria e completa documentazione tecnica a dimostrazione che è sempre stato garantito pieno rispetto dei dovuti equilibri finanziari», in particolare tramite «sistematici» aumenti di capitale. Anche per il Milan, società coinvolta assieme all’Inter nell’inchiesta, c’è la stessa «sorpresa», cioè l’estensione dell’indagine ai bilanci «propedeutici» all’ammissione al campionato 2005-2006 (e non soltanto a quello 2004-2005 come sembrava all’inizio delle indagini) ma le conseguenze, sul piano sportivo, appaiono meno gravi. Per il resto è pressochè identica l’accusa formulata dal pm: l’aver compiuto un falso in bilancio attraverso la «falsa esposizione derivata dalle operazioni di compravendita dei diritti alle prestazioni pluriennali di calciatori e delle compartecipazioni»; erano prezzi di cessione e/o acquisto fittizi «in quanto artatamente incrociati a tavolino». Questi «fatti non rispondenti al vero» avrebbero «determinato il superamento delle soglie del cinque per cento del risultato economico e dell’un per cento del patrimonio netto, nonché l’alterazione sensibile della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società». Il documento di Nocerino parla esplicitamente di «operazioni incrociate» tra Inter e Milan. E per i nerazzurri aggiunge anche «la compravendita con la Lazio dei diritti relativi ai calciatori Corradi e Crespo (ipervalutati per un importo almeno pari a 6 milioni e 669mila euro)». Si chiude così, a Milano, un’inchiesta cominciata alla fine dell’anno scorso; partita dalla procura di Roma e con diramazioni anche a Genova e Torino. Gli indagati, oltre alle due società in quanto tali, sono il vice presidente e ad del Milan, Adriano Galliani, e, per l’Inter, Massimo Moratti, Mauro Gambaro e Rinaldo Ghelfi. Per tutti loro, vista la «durezza» della nota del pm, la richiesta del rinvio a giudizio sembra scontata. In particolare il patron e gli amministratori dell’Inter sono accusati di aver praticato «alterazioni di bilancio» tali di comportare «l’esposizione di un maggior patrimonio netto pari a 32milioni e 459mila euro» e ciò «ha indotto l’organo di vigilanza Covisoc a chiedere un ripianamento patrimoniale inferiore a quello dovuto». Cifre, quelle citate dal pm, frutto di una perizia effettuata dal consulente della procura: Luigi Magistro, colonnello della Finanza e già capo audit all’Agenzia delle entrate. Da esperto ha spulciato i bilanci delle squadre e con i risultati delle sue indagine si è rivolto alla Covisoc, chiedendo se le cifre esposte sarebbero stati «compatibili» con l’iscrizione al campionato: per l’Inter no, è stata la risposta.

mercoledì 20 giugno 2007

Disse il saggio

Nel mezzo del cammin dei processi, Guido Rossi nomina un’apposita commissione di tre saggi - Gerard Aigner, Roberto Pardolesi e Massimo Coccia - chiedendo loro "di esprimere parere consultivo in ordine al noto tema della eventuale assegnazione dello scudetto in caso di modifica della classifica finale di campionato, a seguito di illecito disciplinare".
La commissione apre e chiude i battenti in pochissimi giorni (nominata il 20 luglio, consegna il proprio parere il 24), senza neanche attendere la conclusione dei processi di fronte alla Corte Federale di San Dulli (che pronuncerà la propria sentenza il 25 luglio).
Secondo i tre saggi, la normativa federale – in caso di sanzioni che comportino modificazioni di classifica - prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulti prima classificata, tenuto conto delle sanzioni.
"Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione – si legge nel parere - quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero Campionato, ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi".
Ovviamente, Guido Rossi si è fatto una sonora risata e, alla faccia, della ragionevolezza e dell'etica sportiva, ha deciso, con autonomo provvedimento, di assengare il Tavolino 2005/2006.
Abete, se ci sei batti un colpo. E ci sei, ci sei. L'abbiamo vista a Cardiff quella tua bella faccetta da cariatide calcistica...

I Perdenti non potevano iscriversi al campionato 2005/2006 (quello del Tavolino)


Plusvalenzopoli. Per la Covisoc, l'Inter 2005/06 priva dei requisiti per l'iscrizione al campionato
Per la Covisoc, «se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l’Inter non avrebbe superato i parametri richiesti per l’iscrizione al campionato 2005-2006».
È quanto afferma la Commissione per la vigilanza sulle società calcistiche, nella relazione consegnata al pm Carlo Nocerino nell’ambito dell’ indagine sul falso in bilancio che coinvolge Inter e Milan, indagine in prossimità di chiusura. Nell’indagine sono iscritti nel registro degli indagati il presidente dell’Inter Massimo Moratti, il vicepresidente Rinaldo Ghelfi, e l’ex dirigente Mauro Gambaro, e l’amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan Adriano Galliani.
I fatti risalgono al periodo tra il 2003 e il 2005 e sono relativi a scambi di calciatori non di prima fila tra Milan e Inter, il cui valore sarebbe stato gonfiato per ottenere delle plusvalenze. L’inchiesta era nata da un esposto presentato dall’ ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, alla magistratura di Roma e poi trasmesso alla Procura di Milano per quanto riguarda Milan e Inter.