Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 30 maggio 2008

Ma chi è? Sai Baba?



Il testo, ovviamente, non è farina del mio sacco.

La farina non so da dove arrivi.

Magari poi non è neanche farina, ma polvere bianca.

Il sacco è di foxtv (clicca qui)



Su FoxLife parte IDEE IN PROGRESS, 90 GIORNI CON LAPO, la docu-story in 6 episodi dedicata a Independent Ideas e al suo ideatore, Lapo Elkann.

L’icona del nuovo stile italiano nel mondo, l’uomo squadra di una realtà imprenditoriale innovativa che nasce in Italia per crescere nel mondo, per la prima volta davanti alle telecamere di FoxLife racconta se stesso, il suo rapporto con ciò che sta costruendo assieme ai suoi collaboratori, ai designer, artisti, direttori creativi, giovani emergenti, fotografi, architetti che giorno per giorno sviluppano progetti di comunicazione.

IDEE IN PROGRESS, 90 GIORNI CON LAPO documenta la sfida creativa di Lapo Elkann e della squadra di giovani talenti che ha dato vita alla Creative Factory di Independent Ideas, una struttura che fornisce consulenze strategiche per la valorizzazione, il posizionamento e la crescita di brand, attraverso i racconti dei protagonisti, nei luoghi del loro quotidiano professionale. Una vera e propria immersione in un mondo in continuo movimento creativo, un modo per conoscere una realtà imprenditoriale italiana, simbolo di innovazione, passione e modernità.
Nel primo episodio vediamo Lapo ed il team alle prese con l'evento di lancio di Love Moschino, re-branding di Moschino Jeans. Il primo passo della strategia di lancio sviluppata dal team per questo marchio è l'organizzazione di una ‘Love Parade’, evento in cui viene comunicato il tema dell'amore con l'ironia e lo stile tipico di Moschino.

Inoltre, vediamo il team impegnato in altri due progetti: la preparazione della gara di lancio della Fiat 500 by Diesel e la presentazione della nuova collezione del marchio Italia Independent, la linea di oggetti sviluppata e prodotta al 100% in Italia e che interpreta lo stile, l’innovazione e il saper vivere italiano in un mondo globale. Vedremo svilupparsi non solo la promozione di un brand ma un vero e proprio sogno animato dall'amore per lo stile italiano.

Un entusiasmo condiviso certamente anche dal dj e producer italiano Stefano Fontana - che con il progetto Stylophonic ha raggiunto la notorietà internazionale - scelto come autore della colonna sonora di IDEE IN PROGRESS, 90 GIORNI CON LAPO e che ha già collaborato ad alcuni progetti del team di Independent Ideas. Nell'episodio d’esordio abbiamo anche un piccolo assaggio di chi è Lapo una volta uscito dai suoi uffici.

Una lite succulenta


Comunicato ufficiale pubblicato sul sito dei pezzenti (http://www.facciamorideredacentoanniecontinueremoafarloinfuturo.com/):

«F.C. Internazionale ha comunicato al signor Roberto Mancini il suo esonero dall'incarico di allenatore responsabile della prima squadra, in particolare in ragione delle dichiarazioni rese dal tecnico all'esito dell'incontro Inter-Liverpool dello scorso 11 marzo 2008, di quanto ne è seguito, sino ai fatti più recentemente emersi nelle cronache giornalistiche».


Comunicato ufficiale dell'uomo che vince(va) sempre a tavolino:

«Con riferimento al comunicato stampa dell’Internazionale FC pubblicato questa mattina dai maggiori quotidiani nazionali e stranieri e diffuso dalle principali emittenti televisive italiane e europee, nel prendere atto che la decisione è scaturita da vicende che hanno gravemente offeso il mio onore e la mia reputazione, la cui illecita diffusione è stata censurata con plurime querele davanti alle competenti Procure, ho dato incarico al mio legale di fiducia di tutelare la mia immagine in tutte le sedi competenti, stigmatizzando il comportamento della società datrice di lavoro nella parte in cui ha inteso abusare di vicende false e illecite».


Ci attende una succulenta lite giudiziaria tra Infimo Fognatti ed il suo ex pupillo dalla chioma fluente e dalle sciarpe oversize.

E nel corso della lite, chissà, potrebbe essere approfondito il tema della diffusione, illecita e ad orologeria, delle INTERcettazioni....

Un trittico di domande veloci veloci per Infimo:

- Ciuffolo via, ok; ma il pregiudicato Oriali?

- Ciuffolo via, ok; ma Zanetti? Macellazzi?

- Ciuffolo via, ok; ma neanche un grazie per tutti quei tavolini e comodini? Come? Non è merito di Ciuffolo? Come? E' tutto merito di Guido Rossi e dei suoi attuali clienti? Ah voilà

mercoledì 28 maggio 2008

Dichiarazioni ad minchiam


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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"L'esonero di Mancini? Sono cose che riguardano l'allenatore e Moratti, sono fatti loro ma io uno come Mancini non lo avrei mai preso perche' ho Ranieri che mi piace". Entrando nella sede della Lega Calcio dove e' in corso il consiglio direttivo, il presidente della Juventus Gio Gigli (come al soli, inspiegabilmente accompagnato dal gemello Vanni Cobolli), commenta l'esonero di Roberto Mancini avvenuto ieri da parte del presidente dell'Inter Massimo Moratti. Stupito? "Nel calcio mi stupiscono poche cose -ha risposto Gio Gigli - anche Capello era stato mandato via dal Real Madrid e adesso allena la nazionale inglese. Non so che nazionale potrà allenare Mancini".


E' incredibile la quantità di cazzate che questo liquidatore di pannolini altrui riesce a piazzare in pochi secondi.

Mai una volta poi che si astenga dal diffondere le sue cazzate.

Possibile che non sia in grado di rispondere "no comment", oppure "non sono questioni che riguardano la Juventus" senza aggiunte, oppure "sono questioni che riguardano l'allenatore che vince sempre (a tavolino) ed il petroliere più onesto ed ecologista che ci sia" senza aggiunte?

martedì 27 maggio 2008

Amauri attapirato



Amauri ha lasciato la sede della Juventus visibilmente contrariato e senza rilasciare alcuna dichiarazione ai cronisti che lo attendevano all'uscita, è salito in macchina ed è andato via. L'incontro tra l'attaccante e i dirigenti bianconeri è durato un paio d'ore, in sede sono rimasti i procuratori di Amauri, Mariano e Vittorio Grimaldi. La firma potrebbe ancora slittare di qualche giorno.

Mi chiedo chi o che cosa abbia fatto attapirare il brasiliano Amauri, brillante protagonista della nuova stagione della fiction "I Cirigentoni".

Che non abbia gradito la nuova divisa di gioco che il tennista, pensando di faregli cosa gradita, gli ha consegnato in sede, con tanto di racchetta e palline sociali?

Che si sia innervosito all'ennesimo "ah voilà, les jeux sont faits" del tennista?

Che si sia reso conto che il tennista è uno spara-palle da competizione?

Che gli sia venuto una terribile emicrania a causa del rumore della fotocopiatrice piazzata nella sala riunioni ed utilizzata in continuazione dal motociclista?

Che non abbia gradito la presenza, a fianco del presidente Gigli, del suo fratello gemello, il tifoso Cobolli?

Che si sia irritato dopo l'ennesimo bisticcio tra il presidente Gigli ed il tifoso Cobolli?

Che si sia indispettito dopo aver ascoltato le confuse, illogiche e strampalate risposte dei Cirigenti alla domanda "ma quanti sono alla fine della fiera gli scudetti della Juventus"?

Che sia poco convinto di trasferirsi in una società gestita ad minchiam da dilettanti allo sbaraglio, che non sanno neanche rispondere ad una domanda semplice semplice sui trofei conquistati dalla squadra?

Che abbia assistito ad una riunione tra un tennista, due gemelli, un avvocato amministrativista ed un pallavolista e si sia turbato quando gli hanno spiegato che trattavasi del comitato sportivo?

A prescindere dai motivi che hanno causato l'attapiramento di Amauri, una cosa è certa.

La fiction "I Cirigentoni" continuerà (purtroppo) per molte puntate ancora.

lunedì 26 maggio 2008

29 domande a Moncalvo (terza parte)


Esclusiva Ju29ro Team

Con questo post, completiamo la pubblicazione dell'intervista esclusiva rilasciata da Moncalvo allo Ju29ro Team.

Gli argomenti trattati in quest'ultima parte dell'intervista sono due:
1. il post-Calciopoli
2. la nuova Juve.

Clicca qui per leggere la prima parte e qui per leggere la seconda parte

IL POST CALCIOPOLI

18. Ti sembra normale che personaggi che hanno promosso azioni di spionaggio industriale a spese dei propri azionisti e, in un caso, dei propri contribuenti, oggi continuino a guidare delle società per azioni o, peggio, delle società sportive?

”Chi è senza vergogna è capace di fare questo ed altro”.

19. Nello scandalo Telecom è saltata fuori una "pratica Como" nella quale risultano spiate e dossierate la Juve e la FIGC. Noi, a differenza dei media silenti, vorremmo sapere quali informazioni furono raccolte e per conto di chi. Ritieni che esista la possibilità di riuscirci o lo scandalo Telecom resterà uno dei tanti misteri italiani?

”Lancio un appello a tutti: cerchiamo l’indirizzo di Tavaroli, Cipriani & C., scriviamo loro una bella lettera e chiediamo di dire, se lo vogliono, quello che sanno limitatamente alla vicenda Telecom e calcio”.

20. Alcuni tifosi credono che ormai quel che stato è stato e che la cosa più giusta da fare sia dimenticare il passato e guardare avanti dando fiducia alla nuova Juve. Sei d’accordo?

”Sì, può essere. Ma a una condizione: che Blanc, Cobolli e la banda spariscano dalla circolazione. Piazza pulita ci sarà solo quando anche loro si toglieranno dai piedi. O tutti o nessuno. Comunque vada, non si può dimenticare, non è un peccato ricordare. La strada sarà lunga e difficile, ci hanno spezzato un sogno, ci hanno tolto certezze e speranze. E questo è delittuoso contro milioni di persone. Pensate a quanti bambini, a quanti ragazzi sono stati presi in giro dai loro coetanei solo perché tifavano Juve, pensate quanti anni ci vorranno prima che qualcuno dell’ultima generazione, nell’acerba età in cui si fa la “scelta” della squadra del cuore, torni a tifare Juve. Sapete quanti tifosi del Milan sono diventati tali grazie al Milan di Sacchi, a Gullit, Van Basten & C. Io temo (ma spero di no) che moltissimi giovani abbiano abbandonato la Juve o non l’abbiano più scelta perché si “vergognavano”. Loro, noi, tutti non abbiamo niente di cui vergognarci. E’ questa la colpa maggiore di chi ha ordito questa vicenda. Ed è rimasto impunito e nascosto nell’ombra”.


Puoi continuare a leggere le risposte di Gigi Moncalvo sul sito http://www.ju29ro.com/ (clicca qui).

venerdì 23 maggio 2008

Per un calcio pulito e senza veleni


(Visto su Barzainter)

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De gustibus (2)




(Bonarober per http://www.juworld.net/)


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Infimo Moratti sullo scudetto a tavolino: «Non ho mai preso in considerazione l'idea di rinunciarci. Considero quello scudetto uno dei più grandi orgogli dell'Inter».

Se uno scudetto a tavolino è uno dei più grandi orgogli dell'Inter, vi lascio immaginare il resto.

Una vita da pezzenti, cento anni da accattoni

giovedì 22 maggio 2008

L'albo d'oro dei nerassurdi


Ricapitoliamo un po'.

Secondo il mio albo d'oro, i loro scudetti sono 13 (e sono già generoso).

I nerassurdi, invece, hanno visto tutto un altro film.

Il loro albo d'oro parla di 16 scudetti, contando il tavolino di Guido Rossi, il comodino dell'anno scorso ed il collino di quest'anno.

Ma non è finita qui, perchè i nerassurdi reclamano altri 5 titoli (a tavolino, ça va sans dire).

Andando a ritroso nel tempo, il primo titolo che i nerassurdi vorrebbero aggiungere alla propria collezione di tavolini è quello del 2002. Infimo Moratti l'ha fatto capire chiaramente di recente, parlando di una banda di truffatori che gli avrebbe fatto perdere uno scudetto meritato.

Il secondo titolo a tavolino rivendicato da Infimo è certamente quello del 1997/1998. L'appiglio è rappresentato in questo caso dal presunto fallo di Iuliano su "occhio di lince" Ronaldo (a proposito di Ronaldo, clicca qui e qui)

Questa è l'equilibrata ed obiettiva ricostruzione della vicenda che ho trovato sul sito http://www.nerassurdi.it/: "La Juventus, già aiutata dagli arbitri in almeno due occasioni, arriva allo scontro diretto di Torino con il fiato corto. Ronaldo è lanciato, Simoni ha trovato la quadratura difensiva dell'insieme con un manipolo di operai a sostegno delle prime firme (Colonnese, West, Cauet, Zè Elias, Moriero, Winter). Gianluca Pagliuca para stupendamente, Beppe Bergomi ha un rendimento talmente alto da rientrare in Nazionale quando già gli era stata pronosticata la pensione. Javier Zanetti futuro capitano, Diego Pablo Simeone e Ivan Zamorano sono i simboli della militanza e della generosità. Alvaro "Chino" Recoba è un ragazzotto uruguaiano che fa innamorare Massimo Moratti con gol di straordinaria bellezza (a Empoli segna da centrocampo). Insomma, tutto il mondo del pallone dice Inter. Invece, nello scontro diretto di Torino del 26 aprile '98, l'arbitro Ceccarini di Livorno dice che non è da rigore un fallo netto di Iuliano su Ronaldo di Iuliano su Ronaldo lanciato in gol. E' la fine dei sogni nerazzurri e l'inizio di una partita di polemiche che passerà alla storia. La Juventus vince lo scudetto più discusso della sua storia, l'Inter il titolo della pulizia, della morale, dell'etica sportiva".

Per gli altri tre nuovi potenziali tavolini bisogna tornare indietro all'epoca del papà di Infimo.

ll terzo ed il quarto tavolino sono stati implicitamente rivendicati nei giorni scorsi da Infimo Moratti: "Neanche la squadra di mio padre è riuscita a vincere tre scudetti di fila? Non facciamo confronti, quelli dovevano essere cinque. C'è stata una finale a Roma e uno scudetto alla Juventus che ancora oggi contesto".

Lo scudetto biancoenro ora contestato da Infimo (terzo tavolino della serie) è quello nel campionato 1966/1967, passato alla storia per la clamorosa papera di Sarti all'ultima giornata a Mantova, grazie alla quale la Juventus superò i nerassurdi, conquistando lo scudetto. Per la cronaca, in quella stagione i nerassurdi persero il campionato, che avevano condotto dalla prima alla penultima giornata; persero la Coppa dei Campioni contro il Celtic di Glasgow tre giorni prima della fatal Mantova; e 9 giorni dopo la fatal Mantova persero anche la semifinale di Coppa Italia, battuti dal Padova (allora in Serie B).

Per una descrizione equilibrata della sfida tra Juventus e nerassurdi nel 1966/1967, cosa c'è di meglio del loro sito internet (http://www.nerassurdi.it/)? Ecco qui: il ciclo della Grande Inter si conclude un anno dopo, il 1° giugno 1967 nella fatal Mantova. I nerazzurri, che hanno già perso sfortunatamente la Coppa dei Campioni a Lisbona contro il Celtic, recuperano Suarez dall'infortunio e si presentano con Cappellini centravanti. Traversa di Mazzola, l'Inter è stanca, ma vuole mantenere il punto di distacco sulla Juventus (48 a 47) e comanda la partita. Un giovane Dino Zoff, portiere rivelazione del campionato, salva in più occasioni il Mantova. Al minuto numero 4 della ripresa il pasticcio: un tiro di Di Giacomo, l'ex di turno, inganna Sarti. La palla scivola tra le mani del portiere nerazzurro e va in rete. Una beffa: Sarti, due anni dopo, firmerà per la Juventus alla quale, in pratica, regala lo scudetto. E' infatti inutile l'assalto finale dell'Inter, l'arbitro padovano Francescon nega un rigore a Mazzola e caccia dal campo un furente Corso. Negli spogliatoi volano cazzotti e parole grosse, ma il titolo è della Juventus.".

La finale contestata (sempre dal presidente nerassurdo) risale invece al campionato 1963/1964 (quarto tavolino). La vittima designata dello scippo per una volta tanto non è la Juventus, ma il Bologna.

Ecco il solito racconto obiettivo di http://www.nerassurdi.it/: "Il 1964 è l'anno più glorioso della storia dell'Inter. Dopo aver vinto la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, i nerazzurri hanno lasciato il titolo al Bologna in un avvelenato finale di campionato. Per la prima volta nel calcio compare il termine doping [ma, in realtà, sembra fosse un complotto ai danni del Bologna, clicca qui; nota del mago] e, per la prima volta, il titolo viene assegnato attraverso una gara di spareggio, che i nerazzurri perdono a Roma il 7 giugno 1964. Angelo Moratti è furibondo, la Figc ancora una volta ha remato contro l'Inter. Bisogna essere veramente più forti di tutti e di tutto, come sostiene Herrera, per far trionfare la giustizia sportiva".

I nerassurdi omettono però di ricordare che in quello stesso campionato, il 3 giugno (e, cioè, quattro giorni prima dello spareggio), il presidente del Bologna Dall'Ara morì improvvisamente, colto da un infarto durante una lite con il presidente dell'Inter Moratti. Ai funerali, il 5 giugno, non poterono partecipare i giocatori, visto che la FIGC decise di non rinviare la gara. Il 7, i bolognesi s'imposero con due gol nella ripresa sulla favorita Inter e portarono Bernardini in trionfo per uno scudetto commovente (fonte wikipedia; clicca qui).

L'ultimo (per il monento, ma la situazione è fluida e sono possibili futuri integrazioni) tavolino reclamato dai nerassurdi onesti di Appiano è quello del 1960/1961 (conquistato dalla Juventus), di cui ho già parlato diffusamente nel post "la genetica non fa inganni" (clicca qui).
Per votare questo articolo su wikio, clicca qui

De gustibus



"Un’altra stagione va in archivio. Senza scudetto o coppe vinte, ma resta una delle più belle ed emozionanti degli ultimi anni".

Prendo a prestito il commento del mio amico dominiobianconero: "I Cirigenti hanno accolto De Coubertin in Corso Galfer dopo che per 109 anni era sempre stato buttato fuori a calci nel sedere"

Perfetto per i nerassurdi


(Mourinho in versione SpuTotti avanzata)


Se per caso le strade di Infimo Moratti e dell'uomo che vince sempre (a tavolino) si dovessero separare, i pissi pissi bau bau danno per probabile successore l'ex allenatore del Chelsea Mourinho.

Mourinho ha tutte le caratteristiche necessarie per essere un perfetto nerassurdo.
Arroganza.
Antipatia.
Disprezzo delle regole.
Sindrome acuta da complotto

Dal sito di Repubblica:
"Mourinho ha ricevuto due giornate di squalifica per avere accusato l'arbitro Anders Frisk di avere complottato con l'allenatore del Barcellona Frank Rijkaard durante una partita di Champions: Frisk si è poi ritirato dall'attività per le minacce di morte ricevute da tifosi inglesi. L'episodio ha fatto dire a Volker Roth, capo dei designatori arbitrali della Uefa: 'Josè è un nemico del football'. E Mourinho ha ricevuto una multa di 75 mila sterline per avere incontrato illegalmente Ashley Cole, quando questi giocava con l'Arsenal, per portarlo al Chelsea, come è poi accaduto. Poi ci sono le stramberie private: nel maggio 2007 Josè è stato arrestato a Londra per avere ostacolato il tentativo della polizia di mettere in quarantena il suo cagnolino. Il quale cagnolino, nascosto dal coach, a quanto pare fu poi fatto fuggire clandestinamente in Portogallo".

La genetica non fa inganni


La genetica non fa inganni.

E' assodato.

Avevo già implicitamente trattato il tema in un mio precedente post (clicca qui), dal titolo significativo, dedicato a Luckino Lukino.

Ma ci sono ben altre conferme che (a sorpresa) confermano la trasmissione di certe caratteristiche genetiche.

Il 16 Aprile 1961 è in programma al Comunale di Torino la sfida tra la Juventus ed i nerassurdi di Moratti padre (assurdi fin da allora, se non da ancora prima).

La sfida è molto importante, perché la Juventus è in testa alla classifica, con quattro punti di vantaggio proprio sui nerassurdi guidati in panchina da Helenio Herrera (il mago ... delle pillole).

Il Comunale è gremito in ogni ordine di posto.

Lo stadio non sembra in grado di contenere tutta quella folla e, alla fine, qualche migliaio di spettatori non trovano altra soluzione che scavalcare le reti e piazzarsi ai bordi del campo.

L'arbitro, il signor Gambarotta di Genova, fa iniziare comunque la partita.

Alla mezzora del primo tempo, con le squadre ancora sullo 0-0, l'arbitro decide però di sospendere il gioco, fino a che la gente non si sia allontanata dal campo.

Dopo una decina di minuti, l'arbitro prova a far riprendere il gioco, ma poco dopo manda le squadre negli spogliatoi.

Alle 17.25 di quel pomeriggio - dopo accese discussioni tra i dirigenti delle due squadre, l'arbitro ed il questore - il Signor Gambarotta sospende definitivamente la partita.

I nerassurdi presentano immediatamente ricorso per ottenere la vittoria a tavolino (toh guarda, i corsi e ricorsi della storia).

Il 26 aprile 1961 il giudice sportivo della Lega, ritenendo la Juventus oggettivamente responsabile di quanto accaduto al Comunale, da ragione all’Inter: vittoria a tavolino per 2-0.

I nerassurdi rialzano la cresta e si convincono di poter conquistare lo scudetto.

Ma la Juventus non ha alcuna intenzione di subire passivamente la decisione del giudice sportivo e fa reclamo alla C.A.F., la commissione d’appello federale.

E' un'epoca in cui i ricorsi si fanno sul serio, non per finta come da recenti e solari usanze cirigenzial/elkazziane.
L'avvocato della Juventus è il giovane (a quei tempi) Vittorio Chiusano.
E quando gli avvocati sono bravi e, soprattutto, non ricevono indicazioni "bizzarre" dalla dirigenza e dalla proprietà, i ricorsi si vincono.

Ed infatti il 3 giugno, alla vigilia dell’ultimo turno di campionato, la C.A.F. cancella la sentenza di primo grado, ritenendo la Juventus non “oggettivamente colpevole” per l’invasione. La C.A.F. cancella la sconfitta a tavolino e dispone la ripetizione della partita.

I nerassurdi vanno fuori di melone (allora come ora, nulla è cambiato).

Contestano la sentenza della C.A.F., tirando in ballo la doppia carica di Umberto Agnelli, presidente Fi.G.C. e presidente della Juve (a proposito di corsi e ricorsi, qualche decennio dopo il conflitto di interessi di tal Guido Rossi non viene certo considerato un problema dai nerassurdi di Infimo Moratti), e le beccano sonoramente dal Catania nell'ultima partita di campionato. Contemporaneamente, la Juve pareggia in casa col Bari e porta il suo vantaggio a tre punti conquistando lo scudetto.

Resta da giocare la ripetizione della partita.

I nerassurdi continuano la polemica contro la Federazione e la Juventus.

Angelo Moratti e Helenio Herrera, sostenendo che quella partita non si sarebbe mai dovuta rigiocare, decidono di schierare una squadra di ragazzini, guidati in panchina da Giuseppe Meazza (Herrera rimane polemicamente a Milano).

I dirigenti della Juve protestano stupiti: «Non possiamo credere ad una tale mancanza di sportività».

Vittorio Pozzo grida tutta la propria indignazione: «C’è una società che, avendo sporto un reclamo ed essendoselo visto respinto, risponde con uno sberleffo che è uno schiaffo in faccia alle autorità costituite, Lega e Federazione per prime».

La partita finisce 9-1 per la Juventus (con 6 go di Sivori ed il gol di Mazzola per i nerassurdi).

Al termine della partita, Boniperti consegna le proprie scarpette al magazziniere («Le metta pure via. Non gioco più») e lascia il calcio giocato.


47 anni dopo, l'onesto figliuolo di cotanto padre, dopo aver conquistato il suo primo scudetto grazie ad una serie incredibile di favori arbitrali (e grazie ancora agli effetti di Farsopoli), indispettito dalle frasi del romanista De Rossi, minaccia di schierare la squadra primavera nella finale di Coppa Italia contro la Roma.

29 domande a Moncalvo (seconda parte)


Esclusiva Ju29ro Team


Continuiamo a pubblicare l'intervista esclusiva rilasciata da Moncalvo allo Ju29ro Team.

Gli argomenti trattati in questa seconda parte dell'intervista sono due:

1. Calciopoli e la politica

2. il comportamento della proprietà.

Clicca qui per leggere la prima parte


CALCIOPOLI E LA POLITICA

10. Guido Rossi. Una scelta personale di Petrucci o un'imposizione dalla politica? Perché proprio un ex CDA Inter quando era palese che a trarre vantaggio da Calciopoli sarebbero state Roma ed Inter? Crede che Geronzi, che si dice consigliò ai soci di Abn Amro la nomina di Rossi a legale nel caso Antonveneta, abbia avuto un ruolo?

”La 'cupola' del calcio è anche quella che controlla questo paese: veri poteri forti che contano molto di più della politica, della stessa magistratura, e purtroppo anche di tutti noi cittadini messi insieme. Il potere finanziario-bancario ha bisogno del calcio, e degli scandali (creati ad arte) legati ad esso per distrarre l’opinione pubblica, per far parlare di altro, per continuare a fare i suoi giochi senza che nessuno disturbi i manovratori. Guido Rossi è un uomo del sistema, ma non solo. Geronzi non è solo un grande banchiere e il datore di lavoro di Carraro, ma molto di più. Gli intrecci sono tanti e notevoli. Se uno va a vedere qual è stata la parcella di Guido Rossi per curare la vicenda Antonveneta, impallidisce e s’incazza. Ma si domanda anche: a un signore come Rossi, che ti fattura mille dollari ogni minuto del suo tempo, come è venuto in mente di dedicare alcuni mesi del suo preziosissimo, e ben retribuito tempo, per “ripulire” il mondo del calcio (si è visto con quali scarsissimi risultati!)? Beh, se tu fai un grosso favore a qualcuno, certe volte sembra che glielo hai fatto gratis, ma la riconoscenza del beneficiato poi passi a incassarla col primo grosso incarico che egli per riconoscenza e gratitudine ti affida”.

Puoi continuare a leggere le risposte di Gigi Moncalvo sul sito http://www.ju29ro.com/ (clicca qui).
La terza parte dell'intervista, che tratterà del post-calciopoli e della "nuova Juve", sarà pubblicata lunedì 26 maggio.

mercoledì 21 maggio 2008

Intervista esclusiva a Gigi Moncalvo

Domani mattina sara online la seconda parte dell'intervista esclusiva a Gigi Moncalvo.
Stay tuned!

Repetita non Juventus


I Cirigenti sono tornati al lavoro, ebbri di gioia per aver contribuito alla vittoria di San Massimo da Appiano e con la bocca ancora impastata ed il cerchio alla testa per le troppe libagioni pro-Onesti, Infimi e Ciuffoli.

Con la solarità e la competenza che li contraddistingue, il tennista pallista divora baguettes ed i gemelli si sono rituffati nella telenovela Amauri.

Speriamo che l'esperienza Andrade, il giovine ed integro fuoriclasse portoghese che i nostri fenomeni sono riusciti a strappare alla concorrenza l'estate scorsa, abbia insegnato qualcosa.

Amauri, che rappresenta un investimento di circa 25 milioni di euro, parte in contanti e parte in giocatori (tanto per dare un'idea della mostruosa abilità cirigenziale, il 31 agosto 2004 la Triade acquistò Ibra per soli 16 milioni di euro, pagabili per di più in cinque anni), ha avuto un serio infortunio ai legamenti (scontrandosi contro il portiere del Siena in uscita).

Il giocatore sembra perfettamente recuperato.

Ma anche Andrade sembrava in perfetta forma....

Quindi, occhio al ginocchio e sotto con le clausolette cautelative nel contratto di acquisto (d'altronde, i Cirigenti possono avvalersi di abilissimi avvocati...).

Repetita non Juventus.

Uno scudetto meritato




No, non sono impazzito.
Non mi sono morattizzato.
Non sono diventato simpatico.
Non sono diventato solare.
Semplicemente, quelle del titolo non sono parole mie.
Sono parole di.... indovinate un po'? Chi mai poteva dire una stronzata simile?
Sono loro o non sono loro?
Cerrrrrrto che sono loro.
I gemelli.
I mitici gemelli dissociati che, da quasi due anni ormai, occupano - indegnamente, indecorosamente, ingiustamente, insensatamente, inaspettatamente - la poltrona che fu di Vittorio Chiusano (stendiamo un pietoso veloso sull'INTERmezzo tra Chiusano ed i gemelli).

Ma non è finita qui.

Infatti, i gemelli hanno proncunciato quella frase (e non solo quella frase...) mentre ritiravano, solari e simpatici come solo loro sanno essere, l'ennesimo premio nerassurdo della loro collezione.

Nel 2007 hanno vinto il Premio Prisco (riconoscimento al dirigente che maggiormente abbia contribuito - mantenendo uno stile di comportamento equilibrato - alla serenità del campionato di calcio, accettando sportivamente le sconfitte e sdrammatizzando gli episodi controversi), sbaragliando concorrenti equilibrati, sereni e sportivi del calibro di Gino Corioni da Brescia e Aurelio De Laurentis da Napoli.

Quest'anno, niente Premio Prisco per i gemelli (il nostro solare cantante ha vinto comunque il premio, nella gategoria allenatori), che si sono consolati conquistatando il premio “Fortunato De Agazio”, dedicato alla figura del commendatore Fortunato De Agazio, tifoso, dirigente e componente del consiglio d’amministrazione dell'Inter di Angelo Moratti (una specie di Guido Rossi d'antan, insomma).

L'albo d'oro del premio è di grandissimo prestigio con personaggi del calibro di Antonio Matarrese, Giacinto Facchetti (ai cui valori sempre noi ci ispiriamo), Mariolino Corso, Claudio Ranieri (toh, guarda chi si vede!), Gianluca Paparesta, Ivan Zazzaroni.

Ecco, dopo aver ritirato il premio, tronfi e gonfi come un pavone che ha appena fatto la ruota, i gemelli si sono dedicati alla loro occupazione preferita. Sparare cazzate. A raffica.

Cazzata numero 1. "E' stato uno scudetto sudato e vinto all'ultimo istante. Complimenti all'Inter per la stagione"

Cazzata numero 2: "La dedica di Oriali [a Lapin Lapetto, nota del Mago]? Voleva fare una dedica spiritosa, probabilmente. Comunque i rapporti tra Inter e Juventus sono ottimi. Forse non quello fra le tifoserie".

Cazzata numero 3: "Quanti sono gli scudetti della Juventus? Non ho dubbi, ne abbiamo vinti ventinove".

Et volià, les jeux sont faits (come direbbe il tennista pallista divora baguettes).



PS Una piccola precisazione sulla cazzata numero 3. Questa non è assolutamente una cazzata di per se. Anzi, tutt'altro. Diventa una cazzata totale quando viene pronunciata da chi non ha minimamente difeso gli scudetti 28 e 29.

martedì 20 maggio 2008

Asilo Moratti


Massimo Gramellini



Commentando la devastazione di un asilo di Parma da parte degli ultrà interisti, il presidente Moratti ha dichiarato al microfono di Radio Rai: «Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio».

Se il microfono non ha capito male, l’assalto andrebbe dunque considerato involontario, dal momento che i vandali, poveri figli, credevano in buona fede di devastare uno stadio, mica un asilo. Ora, della gente che non distingue un asilo da uno stadio mi sembra abbia dei problemi seri con la realtà, e di certo non li risolverà passando le domeniche a credersi la reincarnazione degli unni.

Ma anche se, in virtù di una congiura ordita dalla maestra di Moggi, lo stadio del Parma si fosse effettivamente truccato da asilo, con i pupazzetti alle pareti e i puffi disegnati sulle lavagne degli spogliatoi al posto del 4-3-3, quale sarebbe la logica giustificazionista del presidente nerazzurro? Che se un luogo pubblico fa parte dello stadio, allora diventa normale, o meno grave, che i tifosi lo distruggano? Che nessun ultrà farebbe mai del male a un asilo (molti, anzi, continuano a frequentarlo come ripetenti), mentre appare scontato che considerino lo stadio un territorio riservato alle loro scorribande?

Se questo fosse il pensiero di Moratti (e non solo del microfono), ci toccherebbe quasi lodarne la sincerità. Infatti gli altri presidenti pensano la stessa cosa, ma hanno il pudore, o la furbizia, di non dirla.


Nota del Mago.

Il pensiero di Infimo è più che eloquente ed indicativo.

Fa capire benissimo lo spessore umano e la totale follia di questa persona.

29 domande a Moncalvo (prima parte)


Esclusiva Ju29ro Team


JUVENTINITA'


1. Gigi, in poche parole, cosa significa per te la Juve?

"Fino a qualche tempo fa solo gioia, allegria, passione. Ora la passione è rimasta ma la gioia passeggera di una domenica pomeriggio, in caso di vittoria, viene sempre offuscata da rabbia, desiderio di giustizia, voglia di rivincita verso chi ci ha fatto e ci fa tanto male e ha consentito agli altri di umiliarci e schiacciarci".


2. Ti ricordi perché sei diventato Juventino? Potresti rievocare il tuo primo ricordo bianconero?

"Sono diventato juventino poiché in un bambino quale ero, la fantasia veniva accesa dai dribbling e dalla ribellione di Sivori, dalla forza, dalla generosità, dal coraggio di John Charles, dall'orgoglio di tifare per una squadra che aveva Gianni Agnelli come primo tifoso. Il ricordo più bello è la prima partita vista dal vivo al Comunale di Torino. Allora non esisteva la tv a colori e vedere nella realtà luminosa, colorata, bellissima quello stadio, quella Juve, quella partita, quei campioni è stato un impatto bellissimo. L'abitudine del bianco e nero (in TV e nelle foto dei giornali) non rendeva la bellezza e il fascino di quei colori. Di quei campioni, di quegli scudetti".


Puoi continuare a leggere le risposte di Gigi Moncalvo sul sito http://www.ju29ro.com/ (clicca qui)

domenica 18 maggio 2008

Vaffanculo, Mr Tinkermann


Mr Tinkerman, alias il cantante che occupa indegnamente la panchina che fu di Lippi e Capello, ha concluso indegnamente la sua prima (purtroppo, non ultima) stagione in bianconero.

Dopo aver segato in pieno la campagna acquisti.

Dopo aver ribadito più e più volte che la Juventus era una neopromossa, che non poteva competere con le squadre più forti, che dovevamo rassegnarci ad un ruolo da comprimari rompiscatole.

Dopo aver gettato fango sulla vecchia (vera) Juve, affermando che ora la Juve è una socoietà solare.

Dopo tutto questo, ha confermato in queste ultime due giornate di essere mediocre non solo come allenatore ma anche come persona.

Tralascio, per carità di patria e del cantante, la sua incapacità cronica di stimolare la squadra in occasioni in cui, come in queste ultime giornate di campionato, i giochi per la Juve erano ormai fatti. Dopo aver conquistato matematicamente la certezza del terzo posto senza poter ambire al secondo, il cantante è riuscito ad inannellare una sconfitta e due pareggi contro avversari del calibro del Siena, del Catania e della Sampdoria. Micaa pizza e fichi.

Ma Tinkerman è riuscito a fare ancora peggio dal punto di vista umano, dimostrando di non tenere minimamente in considerazione i sentimenti dei suoi giocatori e dei tifosi nonché la storia della società per cui (purtroppo) lavora.

Contro il Catania, non ha sentito la necessittà di far scendere in campo, nemmeno verso la fine della partita, Alessandro Birindelli, giunto alla sua ultima partita casalinga con i colori della Juve.

Contro la Sampdoria il cantante si è addirittura superato. Oltre a confermare il proprio ostracismo nei confronti di Biri, al quale ha nuovamente negato una meritatissima passerella in campo («Non è entrato perché ho voluto far giocare Castiglia [giocatore delle primaverili, ndm]: solo motivi tattici», questa la ridicola spiegazione di Tinkerman), è riuscito a sostituire Alex, in lotta per il titolo di capocannonieri, a venti minuti dalla fine, rimpiazzandolo con un giocatore della primavera.

Complimenti, Mr Tinkerman. Hai dimostrato di avere tutte le qualità necessarie per fare l'allenatore della Juventus solare e simpatica degli Elkann e dei Cirigenti.

VAFFANCULO a te, a chi ti ha scelto e a chi ha scelto chi ti ha scelto.

venerdì 16 maggio 2008

La banda degli onesti (di Appiano)





Infimo Moratti, il petroliere più ecologista che ci sia - 7 marzo 2008
«L’Inter nel mondo è da sempre considerata la squadra di prestigio di Milano anche perché non ha mai avuto problemi con la giustizia»

Roberto Mancini, l'allenatore che vince sempre (a tavolino o a comodino) - 2 febbraio 2008
«Abbiamo sempre lavorato onestamente, cosa che non veniva fatta prima»

Macellazzi, un nome un programma - 27 maggio 2007 (festa del comodino)
«Questo smoking è bianco come la pulizia del nostro scudetto»

Auguri per la tripletta


I miei più cari e sinceri auguri a tutti gli Onesti di Appiano e dintorni per la meritata conquista del terzo scudetto consecutivo. Che tripletta!

Auguri al Mister che vince sempre.

Auguri al petroliere più ambientalista che ci sia.

Auguri all'esperto di patenti e passaporti.

Auguri a Macellazzi, fulgido esempio di sportività.