Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------
Visualizzazione post con etichetta Boniperti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Boniperti. Mostra tutti i post

venerdì 3 aprile 2009

Capitani coraggiosi


Specchio specchio delle mie brame, chi è il più juventino del reame?
Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
C'è il grande giocatore che decide come, quando, dove e con chi giocare.
E tra una partita e l'altra si diletta con la pubblicità. Senza scomporsi, peraltro, se nella pubblicità, mentre lui palleggia, un bimbo racconta che ha vinto 5 (7-2=5) scudetti.
Poi, c'è la grande bandiera del passato, che per spirito di rivalsa contro coloro che lo hanno sostituito (riportando la Juve a vincere tutto quel che c'era da vincere, dopo 9 anni di magra, di grandi flop a caro prezzo e di continue ricapitalizzazioni della società) non esita a spalare merda sui 12 anni della Triade (come un Cannavò qualunque), dicendo di non riconoscersi in quel periodo della storia juventina.
E, per non farci mancare nulla, c'è anche quel giocatore dalla capigliatura variabile (bandiera pure lui, ci mancherebbe) che, trullo trullo, si complimenta con la nuova dirigenza (per lui, cirigenza per me) juventina per aver restituito un’immagine alla Juve e per aver lavorato onestamente per riconquistare la A con Deschamps e una collocazione di nuovo importante con Ranieri.
Alla fine della fiera, caro il mio specchio, sembra quasi più juventino quel nostro ex giocatore che ad ogni occasione ripete che lui quei due scudetti li ha vinti sul campo e si incazza se qualcuno si permette di dubitarne ("e se non ci credi, ti porto a casa mia a vedere i due trofei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa"; questa l'ultima, e recente, sua dichiarazione in merito).

In attesa di risolvere questo dilemma, caro specchio, per non saper nè leggere né scrivere, inizio a far partire qualche meritatissimo vaffanculo. Direzione Torino (centro, Vinovo e collina: dovrei beccarli tutti). E direzione Puglia.

lunedì 15 settembre 2008

Perché non lo chiedi a Franzo?


In un'intervista rilasciata oggi al tg2, i gemelli sono ritornati sulle sentenze di calciopoli, dichiarando di non capire "perché solo la Juventus sia stata retrocessa in Serie B e, inoltre, con una penalizzazione in punti".

A parte che c'erano quattro illeciti (Zaccone).

A parte che Zaccone ha azzeccato tutto (Boniperti).

A parte che Zaccone è stato abilissimo (i gemelli; e come la mettiamo?).

A parte tutto questo, non potete, cari i miei gemelli canterini, chiedere spiegazioni a chi sa?

Che so, a quel tizio con i capelli bianchi, grande esperto di derivati e testamenti e con un figlio da piazzare, alla vostra sinistra nella foto?

Chiedete a lui. Io so che lui sa. E lo sapete anche voi.

lunedì 7 luglio 2008

Marisopoli


(Non sei fermo al '93? Compra subito una X3)

------------------------------------------------------

Tuttosport di ieri.

Intervista a Marisa.

Domanda (del cazzo): "C’è nella storia in bianco­nero un cono d’ombra ne­gli anni della Triade e il buco nero".

Risposta (adeguata alla domanda): "Quegli anni, dodici, non li voglio ricordare, non mi ap­partengono. La B subita con orgoglio e vinta come se fosse stato uno scudetto co­munque è una ferita, uno sfregio, resterà".

Certo che per essere uno che si definisce il più juventino di tutti, assomiglia molto (troppo) ad uno Ziliani o ad un Moratti.

venerdì 4 luglio 2008

Sic transit...




(Sei squadrista ed incazzato? Alla larga dal Ducato)

--------------------------------------------------------

Boniperti, una vita in bianconero.
Il Presidente con la P maiuscola, per tanti anni.
Il Presidente cui inviare gli auguri di Natale e da cui ricevere, puntualmente, un biglietto di ringraziamento.
Il Presidente con cui trascorrere tanti anni fa quasi due ore, in Sardegna, a parlare di Juve e di arbitri (bastardi già all'epoca).
Gioie immense per un ragazzino innamorato pazzo della Juve, che costringeva sua madre a comprare quei bidoni dei frigoriferi Ariston (dei Tiago, ma un po' più caldi, se mi consentite).
Passano gli anni e le cose cambiano.
Quel ragazzino cresce e diventa un Mago (di Ios, per giunta).
E la P di Boniperti inizia a rimpicciolirsi.
"Merito" di acquisti del calibro di Zavarov, Rush, Aleinikov.
"Merito" di nove anni senza vincere alcunché o quasi.
Passano gli anni e le cose cambiano ancora (decisamente in meglio).
Arriva la Triade. Arrivano 12 anni indimenticabili. Trionfi e campioni.
E la P di Boniperti diventa sempre più piccola.
Il ricordo inizia a dissolversi, ma non si cancella del tutto.
Boniperti è ancora il presidente, anche se la p ha ormai perso la sua maiuscolinità.
Passano gli anni e le cose cambiano ancora (decisamente in peggio).
Arriva Farsopoli. Arrivano due anni (per ora) "indimenticabili". Sconfitte e bidoni.
E in un'infuocata assemblea della Nuova Juventus 2006 FC Boniperti prende la parola.
Difende la Cirigenza e l'operato di Zaccone.
Da quel momento, Boniperti non è più il presidente, neppure con la p minuscola.
Anche se...
Dopo il suo intervento, Boniperti torna al proprio posto per qualche minuto. E poi si alza e se ne va.
Ma un attimo prima di andarsene, si volta.
E stringe la mano a quel ragazzino, oramai vecchio e rancoroso, invitandolo a difendere sempre la Juventus.

A prescindere, buon compleanno.

giovedì 22 maggio 2008

La genetica non fa inganni


La genetica non fa inganni.

E' assodato.

Avevo già implicitamente trattato il tema in un mio precedente post (clicca qui), dal titolo significativo, dedicato a Luckino Lukino.

Ma ci sono ben altre conferme che (a sorpresa) confermano la trasmissione di certe caratteristiche genetiche.

Il 16 Aprile 1961 è in programma al Comunale di Torino la sfida tra la Juventus ed i nerassurdi di Moratti padre (assurdi fin da allora, se non da ancora prima).

La sfida è molto importante, perché la Juventus è in testa alla classifica, con quattro punti di vantaggio proprio sui nerassurdi guidati in panchina da Helenio Herrera (il mago ... delle pillole).

Il Comunale è gremito in ogni ordine di posto.

Lo stadio non sembra in grado di contenere tutta quella folla e, alla fine, qualche migliaio di spettatori non trovano altra soluzione che scavalcare le reti e piazzarsi ai bordi del campo.

L'arbitro, il signor Gambarotta di Genova, fa iniziare comunque la partita.

Alla mezzora del primo tempo, con le squadre ancora sullo 0-0, l'arbitro decide però di sospendere il gioco, fino a che la gente non si sia allontanata dal campo.

Dopo una decina di minuti, l'arbitro prova a far riprendere il gioco, ma poco dopo manda le squadre negli spogliatoi.

Alle 17.25 di quel pomeriggio - dopo accese discussioni tra i dirigenti delle due squadre, l'arbitro ed il questore - il Signor Gambarotta sospende definitivamente la partita.

I nerassurdi presentano immediatamente ricorso per ottenere la vittoria a tavolino (toh guarda, i corsi e ricorsi della storia).

Il 26 aprile 1961 il giudice sportivo della Lega, ritenendo la Juventus oggettivamente responsabile di quanto accaduto al Comunale, da ragione all’Inter: vittoria a tavolino per 2-0.

I nerassurdi rialzano la cresta e si convincono di poter conquistare lo scudetto.

Ma la Juventus non ha alcuna intenzione di subire passivamente la decisione del giudice sportivo e fa reclamo alla C.A.F., la commissione d’appello federale.

E' un'epoca in cui i ricorsi si fanno sul serio, non per finta come da recenti e solari usanze cirigenzial/elkazziane.
L'avvocato della Juventus è il giovane (a quei tempi) Vittorio Chiusano.
E quando gli avvocati sono bravi e, soprattutto, non ricevono indicazioni "bizzarre" dalla dirigenza e dalla proprietà, i ricorsi si vincono.

Ed infatti il 3 giugno, alla vigilia dell’ultimo turno di campionato, la C.A.F. cancella la sentenza di primo grado, ritenendo la Juventus non “oggettivamente colpevole” per l’invasione. La C.A.F. cancella la sconfitta a tavolino e dispone la ripetizione della partita.

I nerassurdi vanno fuori di melone (allora come ora, nulla è cambiato).

Contestano la sentenza della C.A.F., tirando in ballo la doppia carica di Umberto Agnelli, presidente Fi.G.C. e presidente della Juve (a proposito di corsi e ricorsi, qualche decennio dopo il conflitto di interessi di tal Guido Rossi non viene certo considerato un problema dai nerassurdi di Infimo Moratti), e le beccano sonoramente dal Catania nell'ultima partita di campionato. Contemporaneamente, la Juve pareggia in casa col Bari e porta il suo vantaggio a tre punti conquistando lo scudetto.

Resta da giocare la ripetizione della partita.

I nerassurdi continuano la polemica contro la Federazione e la Juventus.

Angelo Moratti e Helenio Herrera, sostenendo che quella partita non si sarebbe mai dovuta rigiocare, decidono di schierare una squadra di ragazzini, guidati in panchina da Giuseppe Meazza (Herrera rimane polemicamente a Milano).

I dirigenti della Juve protestano stupiti: «Non possiamo credere ad una tale mancanza di sportività».

Vittorio Pozzo grida tutta la propria indignazione: «C’è una società che, avendo sporto un reclamo ed essendoselo visto respinto, risponde con uno sberleffo che è uno schiaffo in faccia alle autorità costituite, Lega e Federazione per prime».

La partita finisce 9-1 per la Juventus (con 6 go di Sivori ed il gol di Mazzola per i nerassurdi).

Al termine della partita, Boniperti consegna le proprie scarpette al magazziniere («Le metta pure via. Non gioco più») e lascia il calcio giocato.


47 anni dopo, l'onesto figliuolo di cotanto padre, dopo aver conquistato il suo primo scudetto grazie ad una serie incredibile di favori arbitrali (e grazie ancora agli effetti di Farsopoli), indispettito dalle frasi del romanista De Rossi, minaccia di schierare la squadra primavera nella finale di Coppa Italia contro la Roma.

martedì 11 dicembre 2007

Le barzellette del giorno

Montezemolo. La Juve è una formazione giovane e forte, che sta facendo bene, che è risalita ai vertici con serietà, che è simpatica E possiede dei grandi punti di riferimento e bandiere come aveva quella di Boniperti e Platini.
John Elkann. Se mio nonno avesse potuto vedere la squadra di Ranieri probabilmente l'avrebbe definita frizzante. Gli sarebbe piaciuto da matti il gol di Nedved contro l'Atalanta. Pavel era fra i suoi preferiti.
Blanc. Sono state parole molto forti e stimolanti. Ora sento un ancora maggiore senso di responsabilità, esco con le spalle piegate dalle nostre incombenze. La Juve non può solo partecipare, pensa sempre a vincere.

mercoledì 20 giugno 2007

Mamma mia quanto mi girano

da http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=187083&START=1&2col=



Commento de Il Giornale alle dichiarazioni di Capello sui suoi nove scudetti (compresi quindi i due che ci sono stati rubati)



"Lei, Don Fabio, è libero di contestare la giustizia sportiva italiana ma è costretto ad accettarla. Vorrei infine ricordarle che fu l’avvocato Zaccone, legale della Juventus, a dire al presidente Cobolli Gigli che la retrocessione in serie B con una penalizzazione sarebbe stata una «punizione congrua» per ciò che la Juve aveva commesso. E fu Giampiero Boniperti, uno che certo non può essere accusato di antipatie bianconere, a dire: «Meno male che c’era lui (Zaccone ndr), altrimenti ci avrebbero dato la serie C».Si goda dunque il meritato trionfo spagnolo, Don Fabio, e lasci perdere quegli scudetti vinti sì sul campo ma in un modo che non fanno onore né alla Juve, né al calcio italiano. Né a lei. "



E poi ditemi se uno non si deve incazzare con Zaccone, Cobolli, Gigli, Blanc, El Kazz, Grande Stevens, Monte Zemolo, Gabetti, Boniperti...



Via tutti. Faster please