Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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lunedì 6 ottobre 2008

I Purtroppo Presidenti


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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I due Purtroppo Presidenti della New Holland FC brillano sempre per competenza e professionalità.

Sprizzano arguzia da tutti i pori.

Dopo il disastro di ieri, hanno pensato bene di elogiare Cassano, che non mi risulta essere giocatore della New Holland FC.

E poi, a dimostrazione di come questa sia una società gestita totalmente ad minchiam dalla più scombinata banda di incompetenti che si possa immaginare, i Purtroppo Presidenti della New Holland FC hanno dichiarato trulli trulli: «la società non ha mai avuto alcun problema con Ranieri. Della squadra non poss[iam]o dire, sono 24-25 persone».

E' preoccupante che i Purtroppo Presidenti della New Holland FC, pur avendo un ruolo operativo e non di facciata come i presidenti della Juventus FC (ruolo di facciata che non ha impedito a qualcuno grande solo di nome di intervenire pesantemente nella gestione e nelle sorti della soceità), non abbiano il polso della squadra. Ma è ovviamente inevitabile, visto che i Purtroppo Presidenti della New Holland FC raramente spostano il loro culo pesante sino a Vinovo. Ed è difficile capire che aria tiri nello spogliatoio stando in Fermo Ferraris o in Morattopoli.

Ma è ancora più preoccupante che i Purtroppo Presidenti della New Holland FC non si rendano conto della coglionaggine di una dichiarazione del genere.

Intendiamoci.

La dichiarazione dei Purtroppo Presidenti della New Holland FC è una fedele rappresentazione della realtà.

Ma non capisco che gusto ci provino i Purtroppo Presidenti nel mettere in piazza pubblicamente la loro totale inadeguatezza al ruolo.

Si vede che non ci arrivano proprio.

domenica 28 settembre 2008

Baci&Abbracci (2)


Infimo non è solo il petroliere più ambientalista che ci sia

Non è solo un gran signore

Non è solo un vero sportivo

E' anche un presidente che ama il contatto con i propri tifosi

E non si sottrae mai al loro abbraccio.

Che si tratti di tifosi comuni

Oppure di tifosi VIP, come il candido ma non troppo (clicca qui) o i gemelli Cobolli&Gigli (vedi foto)

mercoledì 21 maggio 2008

Uno scudetto meritato




No, non sono impazzito.
Non mi sono morattizzato.
Non sono diventato simpatico.
Non sono diventato solare.
Semplicemente, quelle del titolo non sono parole mie.
Sono parole di.... indovinate un po'? Chi mai poteva dire una stronzata simile?
Sono loro o non sono loro?
Cerrrrrrto che sono loro.
I gemelli.
I mitici gemelli dissociati che, da quasi due anni ormai, occupano - indegnamente, indecorosamente, ingiustamente, insensatamente, inaspettatamente - la poltrona che fu di Vittorio Chiusano (stendiamo un pietoso veloso sull'INTERmezzo tra Chiusano ed i gemelli).

Ma non è finita qui.

Infatti, i gemelli hanno proncunciato quella frase (e non solo quella frase...) mentre ritiravano, solari e simpatici come solo loro sanno essere, l'ennesimo premio nerassurdo della loro collezione.

Nel 2007 hanno vinto il Premio Prisco (riconoscimento al dirigente che maggiormente abbia contribuito - mantenendo uno stile di comportamento equilibrato - alla serenità del campionato di calcio, accettando sportivamente le sconfitte e sdrammatizzando gli episodi controversi), sbaragliando concorrenti equilibrati, sereni e sportivi del calibro di Gino Corioni da Brescia e Aurelio De Laurentis da Napoli.

Quest'anno, niente Premio Prisco per i gemelli (il nostro solare cantante ha vinto comunque il premio, nella gategoria allenatori), che si sono consolati conquistatando il premio “Fortunato De Agazio”, dedicato alla figura del commendatore Fortunato De Agazio, tifoso, dirigente e componente del consiglio d’amministrazione dell'Inter di Angelo Moratti (una specie di Guido Rossi d'antan, insomma).

L'albo d'oro del premio è di grandissimo prestigio con personaggi del calibro di Antonio Matarrese, Giacinto Facchetti (ai cui valori sempre noi ci ispiriamo), Mariolino Corso, Claudio Ranieri (toh, guarda chi si vede!), Gianluca Paparesta, Ivan Zazzaroni.

Ecco, dopo aver ritirato il premio, tronfi e gonfi come un pavone che ha appena fatto la ruota, i gemelli si sono dedicati alla loro occupazione preferita. Sparare cazzate. A raffica.

Cazzata numero 1. "E' stato uno scudetto sudato e vinto all'ultimo istante. Complimenti all'Inter per la stagione"

Cazzata numero 2: "La dedica di Oriali [a Lapin Lapetto, nota del Mago]? Voleva fare una dedica spiritosa, probabilmente. Comunque i rapporti tra Inter e Juventus sono ottimi. Forse non quello fra le tifoserie".

Cazzata numero 3: "Quanti sono gli scudetti della Juventus? Non ho dubbi, ne abbiamo vinti ventinove".

Et volià, les jeux sont faits (come direbbe il tennista pallista divora baguettes).



PS Una piccola precisazione sulla cazzata numero 3. Questa non è assolutamente una cazzata di per se. Anzi, tutt'altro. Diventa una cazzata totale quando viene pronunciata da chi non ha minimamente difeso gli scudetti 28 e 29.

lunedì 12 maggio 2008

Chieventus o Albinuve?


Perle dei gemelli al Salone del Libro di Torino

«Dob­biamo stare attenti ai bilanci, ciò non significa non avere le risorse per comprare i campio­ni, ma vogliamo pagarli le cifre giuste. Si possono fare buoni acquisti senza buttare via i sol­di se esiste spirito e volontà: prendiamo come esempio il Chievo e l’AlbinoLeffe. E anche i salari devono essere misura­ti alla classe».

«Lot­teremo su tre fronti, sarà du­rissima, ma Ranieri sta amal­gamando molto bene il grup­po. Se dovessi scegliere, prefe­rirei andare avanti il più possi­bile in Europa, accontentando­mi di arrivare nei primi quat­tro posti in campionato».


Superare il preliminare ed il girone

Quarto posto in campionato.

Ecco gli ambiziosi obiettivi dei ciarlieri gemelli, i quali (oltre ad ispirarsi ai valori di Facchetti) prendono come esempio il Chievo e l'Albinoleffe.

Chieventus o Albinuve?

martedì 15 aprile 2008

Come avranno votato C&G?


Come avranno votato Cobolli & Gigli?

Conoscendo la loro lucidità di pensiero e la coerenza dei loro ragionamenti, provo a buttare giù qualche ipotesi.

Forza Nuova alla Camera e Sinistra Critica al Senato?

Oppure La Destra alla Camera e Partito Comunista dei Lavoratori al Senato?

O forse, Popolo della Libertà alla Camera e Uolter al Senato?
In ogni caso, un voto lucido e coerente.

mercoledì 2 aprile 2008

Carte da Serie C. Tifosi da Serie C. Dirigenza da Terza Categoria


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Egregio Presidente Gigli, Egregio Tifoso Cobolli,


chiacchierando amabilmente con il Presidente dei Cugini in un faccia a faccia presso il Circolo della Stampa di Torino, uno di Voi due ha dichiarato quanto segue: "Zaccone fu talmente abile da scongiurare il quasi certo fallimento della Juve, poiché ciò che la Giustizia Sportiva voleva inizialmente era la retrocessione in Serie C e questo ci avrebbe inevitabilmente costretto a portare i libri in Tribunale in quanto la società sarebbe sicuramente fallita".

Mi sembra di capire, quindi, che l'autore della precedente dichiarazione (sia esso il Presidente Gigli oppure il Tifoso Cobolli) concordi con quanto dichiarato dallo stesso Zaccone all'assemblea di ottobre 2006 (allorquando l'abilissimo avvocato precisò che "c'erano quattro illeciti" e che "le carte erano da Serie C") e conseguentemente si complimenti con Zaccone per averci fatto ottenere una condanna più mite rispetto alle nostre colpe (diversamente, l'abilità dove starebbe?). Detto in altre parole, la precedente dirigenza juventina avrebbe commesso tali e tanti illeciti da rendere plausibile una retrocessione in Serie C, sicché all'avvocato che ci ha consentito di retrocedere solo in Serie B con penalizzazione e alleggerimento di un paio di scudetti debba essere garantita la nostra imperitura riconoscenza (in aggiunta agli oltre 500.000 euro già in saccoccia). Ecco cosa succede ad ispirarsi ai valori espressi da Giacinto Facchetti…

Non era invece particolarmente ispirato ai valori di Facchetti chi di Voi due ha partecipato, ai primi di dicembre del 2007, ad un video-forum presso il Corriere dello Sport del Vostro amico e suggeritore Vocalelli. In tale occasione, infatti, le dichiarazioni erano state molto diverse: "leggendo i giudizi sportivi ci siamo trovati poi di fronte a una somma di tanti peccati veniali, come ho sempre detto, e a nessun peccato mortale e ad una serie B che come pena era superiore a quello che avremmo meritato. .. In lunghe conversazioni telefoniche, Vocalelli mi ha aiutato a convincermi che ad un certo momento devi accettare una situazione sia pure amara, bere e andare avanti… Ci hanno tolto due scudetti. Eravamo titubanti noi, figuriamo­ci i tifosi: resta il fatto che per tutto il popolo ju­ventino, noi compresi, nel cuore gli scudetti so­no 29, legalmente sono due di meno".

Devo quindi arguire che il Principe del Forum di Assago sia stato particolarmente abile (ed adeguatamente ricompensato) nel riuscire ad ottenere una pena superiore a quella che avremmo meritato per dei peccati veniali commessi dai vecchi dirigenti. Chapeau! come direbbe il suo amministratore delegato, il più grande esperto di tennis di Chambery e dintorni.

Devo riconoscere, comunque, che su una cosa siete riusciti a non contraddirvi. L'insulto ai tifosi che contestano la dirigenza solare ed impreparata che dal 29 giugno 2006 occupa purtroppo le scrivanie di Fermo Ferraris. Questi tifosi sono stati definiti vecchi e rancorosi nell'incontro chez Vocalelli di dicembre e da Serie C nel faccia a faccia con Cairo di fine marzo. Definizioni che fanno quasi rimpiangere il tocco di classe ("squadristi sobillatori") con cui il direttore del nostro commercial partner si era liberamente esibito su Hurrà Juventus la scorsa estate.

Probabilmente avete ragione Voi.

E' proprio da vecchi rancorosi contestare chi ha portato alla Juve fuoriclasse (scelti tra i primi 15 d'Europa, come promesso dal tennista di Chambery?) del calibro di Tiago, Almiron e Andrade (era proprio necessario acquistare a quel prezzo e senza clausole di tutela, un giocatore quasi trentenne che non ha certo superato brillantemente le visite mediche?). E' proprio da vecchi rancorosi non apprezzare certe brillanti operazioni di mercato, come l'acquisto di Boumsong, l'IN e OUT di Criscito, la cessione del "plusvalente" Balzaretti per riscattare a caro prezzo Molinaro, la svendita di Mutu o il rafforzamento degli Onesti di Via Durini.

E' proprio da Tifosi di Serie C contestare chi è riuscito ad esporre a Palazzo Bricherasio la Coppa Zaccone conquistata spezzando le reni a squadre del calibro del "Caltagirone". E' proprio da Tifosi di Serie C contestare chi si esibisce a Viareggio in dichiarazioni trionfalistiche ("il premio che ricevo nell'ambito di questo torneo è il riconoscimento per un percorso fatto dalla Juventus dal momento della sua retrocessione ad oggi. Il nostro settore giovanile è diventato molto forte") che, oltre a portare una discreta rogna (visto il risultato della "primaverile" bianconera), non hanno alcuna aderenza con la realtà. E' proprio da Tifosi di Serie C contestare chi, dopo la vittoria sugli Onesti di Via Durini, si è montato la testa e parla di "nostra redenzione" (ma da cosa dovevamo redimerci? non avevamo già chiesto scusa al calcio italiano? non avevamo già girato definitivamente la pagina dell'espiazione delle nostre colpe?). E' proprio da Tifosi di Serie C contestare chi è riuscito addirittura ad applaudire la consegna agli Onesti della coppa per la "conquista" a tavolino dello Scudetto 2005/2006.

E' proprio da squadristi sobillatori contestare chi ha difeso con lucidità, coerenza e competenza la Juventus prima, durante e dopo Calciopoli (come dimenticare, tanto per non tornare troppo indietro nel tempo, la Vostra pronta, tempestiva e rabbiosa replica alle accuse dell'Onesto in merito alla "banda di truffatori" che gli avrebbe sottratto anche lo scudetto del 5 maggio? come dimenticare la Vostra lettera aperta che ha fatto tremare il giovine Gussoni e l'amico di Meani?). E' proprio da squadristi sobillatori contestare chi si è fatto convincere a ritirare il "molto motivato" ricorso al TAR e a bere l'amaro calice della B dal direttore romanista di un quotidiano sportivo della capitale (per tacere dell'INTERvento del Signore degli Stadi di Italia90, Luca Cordero di Montezemolo). E' proprio da squadristi sobillatori contestare chi cede per soli 100.000 euro il 30% di una società che ha un fatturato di quasi 10 milioni di euro, un utile netto di quasi un milione di euro e che ha distribuito l'anno scorso alla Juventus dividendi per circa 285.000 euro. E' proprio da squadristi sobillatori contestare chi dichiarava a destra e a manca (assemblea inclusa) di puntare alla qualificazione in Champions League ma in tutta segretezza concordava con il nuovo allenatore un obiettivo ben più modesto (l'accesso in Coppa Uefa; anche via INTERtoto?).

Da tifoso di Serie C (nonché da azionista della medesima categoria, considerato che per Voi esiste un unico azionista di Serie A, il cui voto viene di regola espresso dal genero di un nostro presidente onorario implicato in diversi procedimenti legali), resto comunque fiducioso. Perché se il destino mi ha condannato a sopportare la sciagura di avere una dirigenza di Terza Categoria è anche vero che il tempo scorre e le dirigenze di Terza Categoria passano mentre la Juve resta.

Cordiali saluti,


Il Mago di Ios

martedì 1 aprile 2008

Pise' pi curt




Lettera dello Ju29Ro Team pubblicata sul blog del Beck

«Pise' pi curt» dicono i piemontesi. Cobolli Gigli non ha considerato che il tifoso riconosce subito chi di calcio capisce poco: ha un eccezionale fiuto per questo. Ben prima di due campagne acquisti fallimentari, ben prima di ascoltare la sua impropria retorica, noi avevamo fiutato. Era totalmente inadeguato. Essere apostrofati come tifosi di serie C durante l’incontro di giovedì scorso (27 marzo) al Circolo Sporting di Torino ne è stata la conferma. Quando dopo il suo insediamento si mostrò bellicoso (e «incazzato», parole sue) promettendo difesa e ricorsi credemmo tutti di aver trovato un Presidente di serie A. Dichiarò che Zaccone gli aveva assicurato che nelle intercettazioni non c’era nulla. In verità Zaccone lo disse anche durante l’arringa davanti alla Caf. Salvo poi giudicare «congrua» la B. Invece scoprimmo che il nostro era un Presidente di serie B.


Ma il cammino era appena cominciato. Infatti a fine 2007 si lasciò sfuggire in una intervista che il Direttore di un importante quotidiano sportivo lo aveva convinto a ritirare il ricorso al Tar. Tipico comportamento da Presidente di serie C. Infatti il Presidente di una società quotata in Borsa dovrebbe essere in grado di decidere senza i “consigli” di un tifoso romanista. E soprattutto si capì che lui in quella azienda non contava molto, visto che, come dichiarò Blatter proprio in quei giorni, buona parte del «merito» per il ritiro del ricorso era da imputarsi a Luca di Montezemolo, senza che avesse tra l’altro alcuna carica operativa né in Ifil né alla Juve. Fatte queste doverose precisazioni, noi tifosi di Serie C, che abbiamo la Juve nel cuore e non ci siamo fatti abbindolare dalle verità di regime, siamo molto fiduciosi. Benché, come dimostrano i documenti in nostro possesso, colpe da espiare non esistano, se il destino ci ha condannati a sopportare la sciagura di avere un Presidente di serie C è anche vero che il tempo scorre e i Presidenti di serie C passano mentre la Juve resta.

mercoledì 27 febbraio 2008

Pinoli e Stanzini


L'esimio collega Prof Trillo ha commentato da par suo le illuminate dichiarazioni di SpuTotti sulla Juve («cambiano gli uomini, ma la società è sempre la stessa; oggi ci troviamo a dover leggere che una società si lamenta degli arbitri con lettere agli organi preposti, quando solo qualche anno fa dirigenti della stessa squadra chiudevano nello stanzino il direttore di gara»), ricordando le allegre avventure di un Pinolo (puponesco) dentro uno Stanzino (pubico).


Per non essere da meno del collega, mi voglio occupare anche io di Pinoli e Stanzini.

Pinoli romani, ma non puponeschi.

Stanzini anali, non pubici.


In questi giorni mi sono chiesto come mai di punto in bianco i cirigenti, dopo mesi e mesi di letargo, si siano improvvisamente svegliati e si siano messi a protestare, con dichiarazioni e lettere solari, per i danni irreversibili (tangere pallorum, cui potest; cui non potest, tangere appropinquorum) causati dalle decisioni arbitrali.

Mi sono anche chiesto come mai LuckyLuke, l'amichetto della Vergine della Bicocca (che non è Afef) e dello scarparo marchigiano in salsa violacea, invece di continuare a stare in silenzio manovrando nell'ombra (e meritandosi i complimenti di Blatter), sia sceso prepotentemente in campo a sostegno delle proteste cirigenziali.


La risposta che mi sono dato è che cirigenti&co inizino a temere, vedendo le ripetute perle arbitrali e considerando quali sono i rivali per l'accesso in Champions (la Roma di Geronzi; il Milan di Berlusconi; la Fiorentina di Della Valle), che il Palazzo stia preparando qualche bello scherzetto alla solare società bianconera.
Tutta questa agitazione si spiega quindi in modo molto semplice.
Ci sono Pinoli che vanno e Pinoli che vengono.
Ci sono Stanzini (anali) visitati più e più volte e Stanzini (anali) che rischiano di essere visitati nel prossimo futuro.

Penso infatti che Cobolli&Gigli si siano finalmente resi conto di aver ricevuto tempo fa la visita (prolungata) del Pinolo di Vocalelli. A Cobolli&Gigli vorrei però far notare che quello di Vocalelli non è l'unico Pinolo che si è recato in visita da loro. Con tutto l'andirivieni che c'è stato da giugno 2006 in avanti, nel loro Stanzino (anale) si posteggia tranquillamente una Smart.
Per quanto riguarda LuckyLuke, penso stia semplicemente cercando di evitare che alla fine della fiera un Pinolo di rimbalzo si rinchiuda nel suo Stanzino (anale).

venerdì 15 febbraio 2008

giovedì 14 febbraio 2008

mercoledì 6 febbraio 2008

La scemenza dell’anno, naturalmente by Pravda Rosa


La Pravda Rosa che si trova sui banconi dei gelati oggi scrive che senza gli incredibili errori arbitrali la Juventus sarebbe prima in classifica e gli indossatori di scudetti altrui secondi a pari con la Rometta. Solo chi non capisce niente di calcio, o chi fin qui ha sostenuto che negli anni scorsi c'era una banda di truffatori a guidare il campionato, può pensare una cosa del genere. Tra gli indossatori e la Juve attuale non c'è partita, anche perché gli indossatori hanno scippato alla Juve il miglior giocatore del mondo. Gli arbitri non c'entrano quasi mai. La Juve sarebbe prima in classifica senza Cobolli Gigli e Grande Stevens, altro che errori arbitrali.


Chistian Rocca

martedì 5 febbraio 2008

E dopo due giorni di tormenti...


(Un incazzato ed astuto presidente)


... la gran replica della Juventus nella persona dell'ex direttore generale di Benissimo Neonato.

«In un momento come questo sono più che mai convinto che il silenzio sia d'oro per persone con ruoli così importanti come il mio e quello di Moratti – ha spiegato il grande esperto di reflussi e colichette – Se mi si chiede di commentare la frase "banda di truffatori" allora dico che la Juventus lo scudetto del 2002 lo ha vinto sul campo e non capisco perché ingiuriare il tecnico di quella squadra, Marcello Lippi, che è anche il c.t. campione del mondo in carica, oltre a giocatori come Buffon, Del Piero, Ferrara, Birindelli o Pessotto che ne facevano parte».
Certo che due giorni di tormentate riflessioni (replico o non replico? e se replico, come faccio a non offendere il mio amico Infinito Moratti?), potevano produrre una reazione un po' più decisa. Ma le palle, uno, se non ce le ha, mica se le può attaccare...

E se non ci fossero state centinaia di email di ju29ri incazzati neri, non ci sarebbe stato neanche questo petto di reazione.
PS1 Tutti i 29 scudetti della Juve sono stati vinti sul campo, non solo quello del 2002

PS2 nel 2002 c'erano anche Birindelli, Nedved e Trezeguet. Chissà se Cobolli e Gigli lo sanno?

lunedì 14 gennaio 2008

Il Cobolli ilare e giulivo

Cobolli, ilare e giulivo, trullo trullo, dopo il pareggio di Catania ha dichiarato di aver visto comunque una buona Juve e che i siciliani ci hanno imposto il pareggio.
L'ex direttore generale di Benissimo Neonato (a proposito, quella rivista non esiste più; che la cura Cobolli sia stata fatale?) - non contento di averci portato in Serie B, di aver distrutto una squadra stellare ed una società all'avanguardia, di aver comprato bidoni in serie a caro prezzo, di aver svenduto fior di giocatori, di essere andato a Caltagirone, di aver elogiato le primaverili, di aver incontrato dopo i mondiali un Cannavaro 28enne con soli due anni di carriera e la Coppa dei Campioni, di aver appludito alla consegna del nostro scudetto a Moratti, etc etc etc - continua a comportarsi come il presidente di una squadretta di provincia cui, in fondo in fondo, un pareggio in trasferta non dispiace.

venerdì 4 gennaio 2008

27 + 36. 29 + 9

Oggi i gemelli compiono 27 + 36 anni.
Speriamo che sia l'ultimo compleanno da biade presidenziale (alla Juve, perché se vogliono andare a fare danni aliunde...)

Io invece, da Ju29ro, festeggio i 29 + 9

venerdì 14 dicembre 2007

Con le pezze al culo...


Il nostro grande esperto di pappette e pannolini si è pronunciato, per l'ennesima volta, sugli obiettivi di mercato della simpatica Juvinese.

Si punta in alto.

Ronaldinho?

Noooo, molto meglio.

Cristiano Ronaldo?

Ma nooooo, molto meglio.

Messi?

Ma dai, molto molto meglio.


"Sicuramente torneremo sul mercato e ci stiamo guardando attorno, però per la sessione estiva. A gennaio andrà in porto solo qualche piccola cessione. Preferenze? Beh, giocatori a parametro zero ci interessano molto come nel caso di Grygera. Van der Vaart? E' uno di questi, certo".

martedì 11 dicembre 2007

Conati di vomito (2)


L'ex direttore generale di Benissimo Neonato si è confessato al Corriere dello Sport.

Ecco alcune perle tratte dall'INTERvista pubblicata il 7 dicembre.


Si guardi alle spalle, presidente, e ripercorra i diciotto mesi di presidenza Juve. Cosa pensa?

«Penso che ce l'abbiamo fatta. A posteriori ab­biamo tutti analizzato che non era affatto sempli­ce accettare la B - e il direttore Vocalelli ricor­derà quanto ne abbiamo parlato anche con lui ­e risalire subito da quel campionato alla serie A. Abbiamo ricoagulato una squadra e mantenuto i nostri grandi campioni - quelli che io chiamo i grandi fedeli - innestando su questi altri gioca­tori importanti e i giovani, che saranno sempre più il nostro futuro».


Il popolo bianconero è molto esteso: avete ereditato anche questo grande patrimonio pren­dendo il timone societario della Juventus. Come avete visto cambiare la gente durante questo anno e mezzo? Quanti vi hanno seguito, quanti si sono rivelati critici o addirittura nostalgici?

«Quando con Blanc ereditai la Juve ci siamo subito resi conto che prendevamo in mano una struttura forte. Alcuni dipendenti non avevano neanche metabolizzato la B. Abbiamo superato tante difficoltà, non solo a livello sportivo, ci so­no state situazioni che ci hanno colpito molto an­che a livello umano. Il 29 giugno dell'anno scor­so sono diventato presidente e il primo luglio so­no sceso nel mezzo di una manifestazione spon­tanea di tifosi che finiva sotto la sede: erano de­cine di migliaia di persone che non avevano ca­pito cosa stesse accadendo. C'era una sete di colpevolismo forte nei nostri confronti. Anche il commissario straordinario Rossi aveva quasi espresso sentenze prima che cominciasse il pro­cesso sportivo. Abbiamo deciso di prendere la B, ricordo bene le molte telefonate, anche con il di­rettore Vocalelli: insomma abbiamo capito, an­che grazie a chi ci è stato vicino, che ogni tanto bisogna mandare giù un calice. Ci hanno tolto due scudetti. Eravamo titubanti noi, figuriamo­ci i tifosi: resta il fatto che per tutto il popolo ju­ventino, noi compresi, nel cuore gli scudetti so­no 29, legalmente sono due di meno».


Oggi che clima si respira tra i tifosi?

«Tutto quello che abbiamo da allora ce lo sia­mo meritato e i tifosi sono più concentrati sulla squadra. A Torino giro spesso, non sapete che piacere mi danno i giovani che sono solidali e mi dicono: andate avanti così. Tra quelli di mezza età c'è comprensione ma magari non sempre condivisione completa. Sono i vecchi juventini quelli più rancorosi: ti dicono di andare al Tar, al Tas e non so dove. Per me quello della B è un capitolo archiviato in 110 anni di gloria».


Ci parli di Ranieri.

«Siamo molto contenti. E siamo stati fortuna­ti a trovare uno così dopo Deschamps. Lui si de­finiva già in Inghilterra il pensatore: perché mo­dellava la sua squadra sulle caratteristiche del­le avversarie. Per esempio il tridente con la Ro­ma per noi fu una sorpresa: una graditissima sorpresa».


Lippi e la Juve potranno rincontrarsi?

«Non è un più un mistero che lo cercammo una volta perso Deschamps. Non era il momen­to giusto. Lippi è un grandissimo tecnico, ma è ormai chiaro che abbiamo preso strade diverse. Ranieri è nel nostro progetto e Ranieri vuol di­re tutto un suo staff qualificato».


Andiamo al campionato. Gli arbitri non sono stati teneri con la Juve...

«Sono successi fatti oggettivi. E io, che per carattere non sono un mite ma amo i rapporti sereni, dopo Napoli ho dovuto par­lare. L’ho fatto avendo trovato un presiden­te signore, De Laurentiis , che davanti a tut­ti mi ha dato la mano e si è scusato, quan­do lui di cosa doveva scusarsi? Non credo ad una volontà precisa. Credo che dovendo de­cidere velocemente negli arbitri sia passa­to l’involontario pregiudizio di decidere contro la Juve che in passato era stato spes­so agevolata. E poi io questo neanche so se è vero. Comunque andiamo avanti. Perché è giusto dire le cose, ma è inutile lamentar­si a lungo».


A proposito di Inter, ci dice cosa rappre­senta per lei oggi Ibrahimovic. Magari un rimpianto su cui un giorno provare a tor­nare?

«Ibrahimovic ho fatto di tutto per non farlo andare via e questo lo ricordo in ma­niera molto distinta. Ricordo una notte con me, Blanc, il ds Secco, il giocatore e il suo procuratore, abbiamo fatto tutto il possibi­le ma lui voleva andare via. Può esserci un rimpianto sportivo, ma il capitolo è chiu­so».


Nelle fortune nerazzurre Zlatan sembra molto decisivo. Avete provato, siete stati tentati dall'idea di darlo all'estero per non rivederlo da avversario in Italia?

«Non sono un tifoso dell'Inter, ma a ma­lincuore devo dire che Ibrahimovic gioca molto bene e per loro è davvero importan­te. Posso dire che la società nerazzurra è in assoluto quella che ci ha fatto l'offerta mi­gliore. E lo abbiamo dato a loro, perché avevamo capito che Ibra voleva andarse­ne, era molto determinato in questo senso».


Prima abbiamo affrontato il discorso de­gli arbitri. A capo della struttura arbitrale c'è Pierluigi Collina che per i tifosi juven­tini non evoca proprio dolci pensieri...

«Da tifoso juventino quando penso a Col­lina penso ad una giornata in cui pioveva talmente tanto che probabilmente non si sarebbe dovuto giocare. Da presidente di­co che era giusto mettere un professionista a capo di una classe arbitrale giovane: Col­lina merita fiducia e gli arbitri vanno la­sciati tranquilli».


Ogni tanto si insinua il dubbio che la fa­miglia Agnelli possa staccarsi dalle vicen­de della Juve. È verità o c’è un po’ di favo­la dentro questa ipotesi?

«Rispondo che nulla è impossibile, ma mi pare altamente improbabile. John Elkann è venuto di recente, abbiamo chiacchierato della Juve, partecipava con entusiasmo a discorsi e progetti. La Juve è un investi­mento importante per la famiglia Agnelli. Certo, deve funzionare: e questo dipende da Blanc e da me».


Passiamo al mercato. A giugno è lecito aspettarsi un grande colpo? Un Ronaldinho, tanto per individuare il target?

«I super campioni non sono esattamente i giocatori che cerca la Juve: quel che conta è inserirsi nel progetto. Noi rinforziamo la struttura della squadra facendo un discorso di ragnatela, di maglia. Non è detto che tutti i top player sappiano inserirsi».


Ma lei ricorda quando l'Avvocato chiamava e diceva...ho comprato Platini?

«Come no. Ma di Avvocato ce ne è stato uno, come c'è stato anche un solo Dottore. I tempi sono cambiati».

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L'esperto di biberon e tettarelle ha sentito la necessità di ribadire più volte che è tifoso della Juventus, che non è tifoso dell'Inter, che fa parte del popolo juventino...

Non vi ricorda qualcuno?

Ma si. Proprio lui.

Il papà di Oceano. Colui che si è presentato a Villar Perosa indossando una maglia della Juve.

E non vi ricorda qualcun altro?

Ma si. Proprio lui.

Lo zio di Oceano. Colui che si è tatuato il simbolo della Juve sul braccio (probabilmente le chiappe erano ancora un po' doloranti...).

Avete mai visto l'Avvocato o il Dottore comportarsi così?

No, eh? Chissà come mai?!


L'esperto di pappette e pannolini ci fa comunque capire come l'amaro calice (per noi, non certo per lui ed il suo gemello) sia stato un gentile regalo di persone a lui vicine...


L'esperto di carrozzine e passeggini riesce poi ad auto-contraddirsi nella medesima risposta. prima dichiara che "la Juve è un investi­mento importante per la famiglia Agnelli". Poi aggiunge che la Juve "deve funzionare: e questo dipende da Blanc e da" lui. Ma se la Juve fosse davvero un investimento importante per la famiglia Elkann (che non è la famiglia Agnelli) non sarebbe certo stata affidata a dei Birigent similii!


Ma l'esperto di reflussi e colichette raggiunge l'apoteosi quando si mette a discettare di mercato. Prima, ammette che "i super campioni non sono esattamente i giocatori che cerca la Juve". Già, la Juve dei Birigenti preferisce i super bidoni (a caro prezzo, se possibile). Poi, la dichiarazione illuminante: "noi rinforziamo la struttura della squadra facendo un discorso di ragnatela, di maglia". Ecco, ragnatela è la parola chiave. Perché con questi Birigenti la nostra sala dei trofei sarà pian piano invasa da ragnatele e polvere.

venerdì 23 novembre 2007

La barzelletta del giorno


(Vi sembra un falco questo?
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Fulvio Bianchi

Spy Calcio - Repubblica

23 novembre 2007


La responsabilità oggettiva e il "falco" Cobolli Gigli

Si discute molto in Italia di responsabilità oggettiva. Lo stesso presidente Uefa, Michel Platini, in materia è piuttosto scettico. Ma è difficile che al momento possa cambiare qualcosa, anche se i presidenti (italiani) sono preoccupati perché temono di pagare anche per incidenti che avvengono sempre più lontani dagli stadi. "E che colpa abbiamo noi se rubano in un autogrill?", si chiedono. Il "falco" della situazione è un insospettabile, Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus. C'è chi lo paragona già ad Antonio Giraudo, almeno in quanto a grinta.

lunedì 19 novembre 2007

Moratti Gigli


(Bonarober per www.juworld.net)
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Pare che il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli abbia detto che senza errori arbitrali la Juventus sarebbe al livello degli indossatori di scudetti altrui. Gli errori arbitrali ci sono stati, anche clamorosi, ma non è vero che la Juventus sarebbe sullo stesso piano della seconda squadra di Milano. Queste sono giustificazioni bambinesche, morattiane. Loro purtroppo sono molto più forti e non perché favoriti dagli arbitri, ma perché favoriti da Cobolli Gigli che gli ha svenduto Ibra e Viera e con il ricavato ha comprato Almiron e Tiago.




Dal blog di Christian Rocca - 16 novembre 2007

martedì 13 novembre 2007

Benissimo Neonato



No, vi sbagliate.
Non è come pensate.
Questo post non ha nulla a che vedere con Oceano.
Benissimo Neonato è una rivista che usciva una ventina di anni fa.
Guardate bene la seconda foto.
Sulla sinistra è riportato lo staff della rivista.
C'e' per caso qualcuno che conoscete?
PS Grazie a Lucaotto per la segnalazione. A mia volta, segnalo che Lucaotto è stato bannato dal forum j1897 per aver postato queste foto. Vergogna (j1897, non certo Lucaotto)

martedì 6 novembre 2007

Siamo in una botte di ferro


Dopo aver svenduto Ibrapippovic, Mutu, Vieira, Balzaretti, Miccoli, Zalayeta, Blasi, etc etc
Dopo essersi svenati per due fuoriclasse come Almiron e Tiago (che ieri scaldavano, rispettivamente, la tribuna e la panchina).
Dopo aver preso un giocatore già rotto come Andrade.
I Birigenti si apprestano a dare spettacolo nel mercato di riparazione. Mi immagino già i grandissimi acquisti di gennaio 2008...