Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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giovedì 9 aprile 2009

Un cadeau pour Monsieur Blòn


Oggi Monsieur Blòn compie gli anni.
46 sono le candeline che Cobolli e Gigli gli faranno trovare sulla torta di compleanno.
Che quadretto simpatico e commovente.
Cobolli, Gigli, Secco, Fassone, Castagnini, Capanna, Johnny B Good, Grande Stevens, Gabetti e Sant'Albano cantano in coro Joyeux Anniversaire Monsieuur Blòn mentre il nostro piccolo Jean Claude spegne le candeline.
Siamo tutti, giustamente, molto affezionati al nostro amministratore delegato e direttore generale.
E allora, facciamogli un bel regalo.
Mi sono venute in mente QUATTRO idee per un cadeau a Monsieur Blòn.
1. Una racchetta da tennis. Banale, forse, come dono. E' un po' come regalare una cravatta (o una cornice ad un matrimonio). Però, con la racchetta si va sul sicuro, il tennis è lo sport preferito da Blòn.
2. Una valigia, sufficientemente capiente da contenere la Coppa Zaccone, ed un biglietto di sola andata, in seconda classe, Torino-Chambery.
3. Una cassaforte capiente e sicura, per i suoi più che congrui compensi, bonus, premi ed incentivi.
4. Una fornitura di sacchi della spazzatura. I bidoni non servono, li ha già acquistati Blòn.
Se avete altre idee, cari amici, fatevi avanti.

martedì 27 maggio 2008

Amauri attapirato



Amauri ha lasciato la sede della Juventus visibilmente contrariato e senza rilasciare alcuna dichiarazione ai cronisti che lo attendevano all'uscita, è salito in macchina ed è andato via. L'incontro tra l'attaccante e i dirigenti bianconeri è durato un paio d'ore, in sede sono rimasti i procuratori di Amauri, Mariano e Vittorio Grimaldi. La firma potrebbe ancora slittare di qualche giorno.

Mi chiedo chi o che cosa abbia fatto attapirare il brasiliano Amauri, brillante protagonista della nuova stagione della fiction "I Cirigentoni".

Che non abbia gradito la nuova divisa di gioco che il tennista, pensando di faregli cosa gradita, gli ha consegnato in sede, con tanto di racchetta e palline sociali?

Che si sia innervosito all'ennesimo "ah voilà, les jeux sont faits" del tennista?

Che si sia reso conto che il tennista è uno spara-palle da competizione?

Che gli sia venuto una terribile emicrania a causa del rumore della fotocopiatrice piazzata nella sala riunioni ed utilizzata in continuazione dal motociclista?

Che non abbia gradito la presenza, a fianco del presidente Gigli, del suo fratello gemello, il tifoso Cobolli?

Che si sia irritato dopo l'ennesimo bisticcio tra il presidente Gigli ed il tifoso Cobolli?

Che si sia indispettito dopo aver ascoltato le confuse, illogiche e strampalate risposte dei Cirigenti alla domanda "ma quanti sono alla fine della fiera gli scudetti della Juventus"?

Che sia poco convinto di trasferirsi in una società gestita ad minchiam da dilettanti allo sbaraglio, che non sanno neanche rispondere ad una domanda semplice semplice sui trofei conquistati dalla squadra?

Che abbia assistito ad una riunione tra un tennista, due gemelli, un avvocato amministrativista ed un pallavolista e si sia turbato quando gli hanno spiegato che trattavasi del comitato sportivo?

A prescindere dai motivi che hanno causato l'attapiramento di Amauri, una cosa è certa.

La fiction "I Cirigentoni" continuerà (purtroppo) per molte puntate ancora.

giovedì 20 marzo 2008

Un aiutino per il divora-baguettes


Il nostro Tennisa Pallista, avido divoratore di baguettes e camembert che trasforma miracolosamente in palle da raccontare a giocatori, tifosi ed azionisti, è nella "merde".

Il CDA gli ha dato il mandato di valutare la fattibilità del progetto stadio e ora Rien ne va plus deve cercare i soldi necessari.

Purtroppo, deve rispettare alcuni paletti (interni ed esterni).

Nessun aumento di capitale.

Nessun INTERvento da parte dell'azionista di maggioranza.

Propria incapacità assoluta nel cercare sponsor (e non solo in quello).

Il Tennista ha quindi bisogno di un aiutino.

Mi sono chiuso in riunione con me stesso (non essendo Cobolli Gigli non riesco purtroppo a fare un'auto riunione a due) ed ho partorito alcune idee innovative per la ricerca delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del nuovo stadio:

1. Stampare i soldi.

2. Produrre e vendere uno spettacolo comico con tutte le fenomenali battute di Cobolli, Gigli, Blanc e cirigentume vario.

3. Vendere in un apposito baracchino di fronte a Fermo Ferraris baguettes, camembert e palle (da tennis e non solo)

4. Fare un sale and lease back Moratti-style sul Presidente Gigli


Fate come me.

Chiudetevi in riunione con voi stessi.

Se al termine di questa riunione vi vengono altre idee geniali scrivete a ilmagodiios@gmail.com.

mercoledì 19 marzo 2008

Una Juventus poco Sensibile


Circola voce che il responsabile degli osservatori juventini, Pasquale Sensibile, abbia ricevuto un "au revoir et merci" dal Tennista Pallista.

Più che una voce è in realtà una certezza.

Anche se, ovviamente, sul solare e simpatico sito della Juventus nulla viene detto in proposito.

Ma d'altronde, perché stupirsi?

Non vi ricordate la smentita della Cirigenza (nella persona dell'ex direttore generale di Benissimo Neonato) circa la cessione del 28enne Cannavaro proprio in concomitanza con la presentazione ufficiale del giocatore da parte del Real Madrid?

Oppure, la dichiarazione che Deschamps sarebbe stato certamente l'allenatore della Juve per la stagione 2007/2008 a dimissioni già consegnate ed ancora calde nelle mani del Tennista Pallista?

Comunque, tornando alla Juve de-sensibilizzata, c'è da chiedersi il perché di questo siluramento.

E' probabile che la pur limitata competenza di calcistica di Sensibile (che è figlio dell'ex vice-allenatore di Boskov, mica pizza e fichi) fosse comunque eccessiva per la nuova e solare Juventus.

Molto meglio affidare la gestione della squadra e del mercato ad un pentavirato composto da un tennista, un pallavolista, uno spara-minchiate a 360°, un avvocato amministrativista ed un ex addetto stampa.

A prescindere, sarebbe interessante capire di chi sia la responsabilità della scelta di tutti i bidoni acquistati dalla nuova e solare Juventus.

Di un sensibilissimo, ma poco competente, osservatore?

Di un direttore sportivo, secco ma inesperto?

Di un divora-baguette francese?

Di un allenatore canterino?

Di uno spara-minchiate in versione stereo a due casse indipendenti?

lunedì 3 marzo 2008

Giù il cappello di fronte a Jean-Claude


Preso da un impulso irresistibile, mi sono messo a navigare sul sito http://www.juventus.com/

Volevo cercare materiale sul Comitato Sportivo.

Un verbale di riunione, ad esempio.

Tanto per capire di cosa discutano un esperto di grande distribuzione e di riviste per neonati, un esperto di tennis e corse automobilistiche, un ex allenatore di pallavolo ed un avvocato amministrativista con specializzazione in diritto ambientale.

Ma non ho trovato nulla.


Mi sono messo allora a leggere le interessanti biografie dei consiglieri di amministrazione più solari che ci siano.

E ho scoperto che il nostro Jean-Claude da Chambery (nella foto; peccato che la sua chioma fluente, molto poco bonipertiana, nasconda la Coppa Zaccone) è stato anche "direttore delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Albertville (Francia)".

Pas mal.

Ah, voilà.

Rien ne va plus.

Faites vos jeux.

Le jeux son faits.

giovedì 28 febbraio 2008

Obiettivi e strategie


Nel solare sito della Juventus c'è una sezione solare che si chiama "club".

La solare sezione "club" ha un'unica (ma solare) sotto-sezione, che si chiama "Obiettivi e Strategie".

In quest'unica (ma solare) sotto-sezione della solare sezione "club" c'è il riassunto dei pensieri, delle parole e delle omissioni dei solari Cervelloni schierati nella sala dei trofei (non trovate che siano tutti un po' rigidi? è come se avessero un Pinolo piantato nel tinello del Lato B).


1. Il primo fondamentale scopo della Juventus è dare ai propri sostenitori le più ampie soddisfazioni sportive, vivendo il calcio da protagonista e proseguendo una tradizione vincente che si è confermata nel corso degli oltre cento anni di gloriosa storia.

Obiettivo pienamente raggiunto.

Abbiamo avuto la soddisfazione sportiva di essere retrocessi.

Abbiamo vissuto da protagonisti il calcio di Serie B.

Abbiamo proseguito una tradizione vincente conquistando al primo colpo la Coppa Zaccone.


2. Questa finalità viene perseguita seguendo regole ben precise, che la società ha deciso di raccogliere in un codice etico al quale dipendenti, collaboratori e consulenti sono obbligati a far fede.

Ah voilà, il mitico Codice Etico. Come scrive il Prof. Trillo "in pratica, prima di dire o fare qualsiasi cretinata (e in questo, almeno, non siamo secondi a nessuno), bisogna consultare il libretto di istruzioni col sorriso (la Smile's Company User Guide), come quando devi scattare una foto alla nonna con il cellulare nuovo e non sai da parte incominciare, con tutti quei tasti e tastini multifunzione che ti fissano con aria di sfida".


3. Tra i principi fondamentali c’è la volontà di promuovere l’etica sportiva e conciliare la dimensione professionistica ed economica del calcio con la sua valenza etica e sociale, mantenendo nel tempo uno stile di condotta consono alla propria tradizione, nel rispetto dei propri sostenitori e di tutti gli sportivi.

In questo la solare Juventus è assolutamente all'avanguardia.

Nessuno meglio di noi riesce a conciliare la dimensione professionista ed economica del calcio(comprando professionisti su professionisti senza fare economia) con la sua valenza etica e sociale (dando un tetto ed uno stipendio a fior di rottami umani).


4. La Juventus, in qualità di società quotata in Borsa, ha anche una serie di doveri nei confronti dei suoi azionisti, con i quali vuole mantenere e sviluppare un rapporto di fiducia.

N.C.S. Non Ci Siamo.

Il rapporto di fiducia c'era sino a giugno 2006. Da luglio 2006 non c'è più. Quindi, non è stato mantenuto.

A luglio 2006 non c'era più il rapporto di fiducia. Non c'è neanche ora. Quindi, non è stato sviluppato.

Ora non c'è il rapporto di fiducia. Non ci sarà neanche in futuro. Quindi, non sarà sviluppato (pane al pane, sole al sole).


5. Alcuni degli obiettivi che la società si pone in questo senso sono la valorizzazione del proprio marchio, il mantenimento di un’organizzazione sportiva di livello tecnico eccellente, lo studio e la realizzazione di progetti di diversificazione di attività.

Valorizzazione del marchio. Come no. Retrocessione in Serie B. Smantellamento di uno squadrone. Acquisto di bidoni. Pinoli comme la pluie negli stanzini. Palate di merda da tutti i mass-media (partners commerciali compresi).

Mantenimento di un'organizzazione sportiva di livello tecnico eccellente. Come No. Un Comitato Sportivo di altissimo livello (1 esperto di pappette + 1 tennista + 1 pallavolista + 1 avvocato amministrativista). Un grandissimo esperto di mercato. Un cantante in panchina. Un amministratore delegato che tutto il mondo ci invidia. Una coppia di presidenti che ... sberliccati.

Studio e la realizzazione di progetti di diversificazione di attività. Come no. Alla Foxy Arena si giocherà un torneo del grande slam. Di tennis, ça va sans dire.

Un solare pomeriggio in Fermo Ferraris


Oggi pomeriggio in Fermo Ferraris si riunisce nientepopodimenoche il solare Comitato Sportivo.
Un solare ex Direttore Generale di Benissimo Neonato
Un solare Tennista Pallista
Un solare Pallavolista
Un solare Avvocato.

Mica cazzi.
Fermi tutti.
Attenzione.
Ocio.

domenica 24 febbraio 2008

Caro Killer ti scrivo


(Da Benissimo Neonato e dal Roland Garros alla Juventus...)

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Lettera aperta ai presidenti Figc e Aia

Nel corso di questo e del precedente campionato la Juventus ha sempre cercato di attenuare le tensioni nei confronti del mondo arbitrale, evitando di trascendere in polemiche animose e accettando con fair play decisioni anche controverse. Un atteggiamento che, purtroppo, alla luce dei fatti di Reggio Calabria deve essere riconsiderato.


Ancora una volta, nel corso di questa stagione, la Juventus è stata danneggiata in modo irreversibile dalle decisioni del direttore di gara. Il ripetersi di episodi così gravi impone di richiedere un intervento dei massimi organismi federali a garanzia della regolarità del campionato e a tutela dell'impegno e della professionalità dei giocatori, dei tecnici, dei dirigenti della Juventus.


La Federcalcio ha il dovere di vigilare sul rispetto delle regole e di garantire la lealtà della competizione sportiva, messa in discussione dall'inadeguatezza di parte della classe arbitrale. Alcune decisioni dei direttori di gara stanno confermando un dubbio sollevato da più parti: e cioè, che nei confronti della Juventus non vi sia un atteggiamento sereno e adeguato alla serietà con la quale la Società e la squadra affrontano i propri impegni.


Quel che è certo è che la Juventus non può continuare a pagare colpe per le quali ha già scontato una pena estremamente severa e dalla quale si sta risollevando anche grazie alla passione dei propri tifosi, che legittimamente chiedono rispetto.


Oggi, in una fase decisiva del campionato e in prossimità di decisioni strategiche per il futuro finanziario della Società, la Juventus richiede che la Federcalcio prenda provvedimenti immediati ed efficaci per sanare una situazione gravemente compromessa.


Bisogna ritrovare fiducia nella classe arbitrale e ridare slancio al calcio italiano. Un mondo che si basa sulla passione, sull'impegno ma anche su competenze e professionalità che non possono essere frustrate da una componente che si ostina a chiudersi alle novità e a reagire con irritazione alle critiche.


Per gli inetti di Fermo Ferraris

L'ex direttore generale di Benissimo Neonato

Il Tennista Pallista Rien ne va plus

giovedì 30 agosto 2007

Le palle del tennista


Signor Jean Claude Blanc, Buffon dice che per fare una grande Juve servono moltissimi soldi. Lei che è l'amministratore delegato della società, cosa gli risponde?
"Che i soldi ci sono, e sono tanti. Non posso scendere nei dettagli, ma la parte più significativa dei 105 milioni dell'aumento di capitale sarà destinata al mercato. E verrà usata subito".
Ma sarete in grado di competere con i club europei più ricchi?
"Lo siamo. Se volessimo comprare un giocatore inseguito da tutti, potremmo farlo. Bisogna solo vedere se è meglio spendere tutti i soldi per un solo uomo o dividerli tra più acquisti. Il Manchester stanzia per il mercato in media 25 milioni di euro a stagione: con loro saremmo competitivi, no? La nostra idea è di comprare gente ancora giovane e molto brava".
Lei viene dal tennis, dagli sport olimpici. Ma di calcio ne capisce?
"Spero di sì, e comunque ci sono materie più difficili. E poi da noi si lavora in squadra: abbiamo Secco, Bettega, Ciro Ferrara che si occupa del vivaio. E Ferrara è molto più importante di Blanc. Che abbiamo lavorato bene, lo dimostra la classifica che abbiamo".
Comprerete in Italia o all'estero?
"Vogliamo che la Juve abbia una fortissima immagine di italianità".
Il problema è la squadra che saprete dargli [al nuovo allenatore, all'epoca si parlava di Lippi - nota del mago].
«C’è stato un aumento di capitale di 105 milioni. Ebbene oltre la metà lo destineremo agli acquisti, e non parlo di stipendi, parlo di acquisti. Sarà la prima fase cui ne seguirà una l’anno prossimo e quello dopo ancora, pensando di tornare tra tre anni all’autofinanziamento».
Con oltre 50 milioni si possono comprare campioni importanti.
«Sì, anche perché è un tesoro intatto: gli acquisti di gennaio, come Criscito, li abbiamo fatti con i soldi dell’anno scorso. Si può pensare a qualche acquisto di spicco, pochi in Europa faranno un mercato come il nostro: il fatto è che gli altri partono da una base più alta».

sabato 28 luglio 2007

Per non dimenticare - Le palle del tennista


«C'è stato un aumento di capitale di 105 milioni. Ebbene oltre la metà lo destineremo agli acquisti, e non parlo di stipendi, parlo di acquisti. Sarà la prima fase cui ne seguirà una l'anno prossimo e quello dopo ancora, pensando di tornare tra tre anni all'autofinanziamento». Con oltre 50 milioni si possono comprare campioni importanti. «Sì, anche perché è un tesoro intatto: gli acquisti di gennaio, come Criscito, li abbiamo fatti con i soldi dell'anno scorso. Si può pensare a qualche acquisto di spicco, pochi in Europa faranno un mercato come il nostro: il fatto è che gli altri partono da una base più alta».


Estratto da intervista del Tennista a La Stampa (30 maggio 2007)
I casi sono due. O non sa la matematica. Oppure ci prende per i fondelli.