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In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 30 settembre 2008

Il calcio secondo Moratti


1. Massimo Moratti (dopo il derby di domenica scorsa): "Tutto mi è sembrato un pò esagerato, ma non da parte dei nostri. Mi è sembrato un po' esagerato andare a cercare anche nella panchina qualcuno da buttare fuori".
Quindi, è perfettamente lecito sfanculare l'arbitro dalla panchina. D'altronde, c'è chi lo fa dalla tribuna...

2. Massimo Moratti (dopo Parma-Inter, ultima di campionato dell'anno scorso): "Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio".
Quindi, è perfettamente lecito sfasciare uno stadio. Un asilo no, ma uno stadio si. E, comunque, ci sono delle valide attenutanti se si sfascia un asilo pensando che sia parte di uno stadio.

martedì 20 maggio 2008

Asilo Moratti


Massimo Gramellini



Commentando la devastazione di un asilo di Parma da parte degli ultrà interisti, il presidente Moratti ha dichiarato al microfono di Radio Rai: «Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio».

Se il microfono non ha capito male, l’assalto andrebbe dunque considerato involontario, dal momento che i vandali, poveri figli, credevano in buona fede di devastare uno stadio, mica un asilo. Ora, della gente che non distingue un asilo da uno stadio mi sembra abbia dei problemi seri con la realtà, e di certo non li risolverà passando le domeniche a credersi la reincarnazione degli unni.

Ma anche se, in virtù di una congiura ordita dalla maestra di Moggi, lo stadio del Parma si fosse effettivamente truccato da asilo, con i pupazzetti alle pareti e i puffi disegnati sulle lavagne degli spogliatoi al posto del 4-3-3, quale sarebbe la logica giustificazionista del presidente nerazzurro? Che se un luogo pubblico fa parte dello stadio, allora diventa normale, o meno grave, che i tifosi lo distruggano? Che nessun ultrà farebbe mai del male a un asilo (molti, anzi, continuano a frequentarlo come ripetenti), mentre appare scontato che considerino lo stadio un territorio riservato alle loro scorribande?

Se questo fosse il pensiero di Moratti (e non solo del microfono), ci toccherebbe quasi lodarne la sincerità. Infatti gli altri presidenti pensano la stessa cosa, ma hanno il pudore, o la furbizia, di non dirla.


Nota del Mago.

Il pensiero di Infimo è più che eloquente ed indicativo.

Fa capire benissimo lo spessore umano e la totale follia di questa persona.

giovedì 15 maggio 2008

Anche i gatti tifano INTER


Grazie a Franco Bollo per la segnalazione

martedì 13 maggio 2008

Aiutino continuo


Il sistema continua ad aiutare Infimo Moratti, Mancio il tronista, Macellazzi & Co. a conquistare il meritato scudetto.

Dopo una sequenza incredibile di aiuti arbitrali nelle prime 36 giornate.

Dopo il rigore inesistente concesso contro il Siena, magistralmente tirato da Macellazzi.

Dopo i tre giocatori del Parma squalficati per domenica.

Ecco le decisioni dell'Osservatorio del Viminale:

- NO ai tifosi della Roma a Catania

- SI ai tifosi dell'Inter a Parma.

lunedì 12 maggio 2008

El hombre orizontal

Hector Cuper è stato appena esonerato dal Parma
La sua seconda avventura italiana è durata appena due mesi. Dal 13 marzo al 12 maggio (rectius, al 5 maggio+7).
L'ex hombre vertical è sempre più orizontal.
Può trascorrere tranquillamente i suoi pomeriggi sparapanzato orrizzontalmente sul divano o sul letto a guardare il calcio in tv

martedì 22 gennaio 2008

Gli stessi "aiutini" e con meno classe


Il Giornale - 22 gennaio 2008


Mettiamoci l'anima in pace: l'Inter è indubbiamente la squadra più forte, ma anche - indubitabilmente - quella più favorita. Dalla buonasorte e dagli arbitri. Anzi, l'ordine dei fattori invertitelo pure visto che a determinare la prima sono proprio i secondi. Sì, proprio quei signori accusati fino a ieri di essere alle dipendenze di Luciano Moggi e di favorire quindi la Juventus e che adesso, come accade fisiologicamente ad ogni cambio di regime, stanno «scortando» i Mancini's boys verso la conquista del loro 15° titolo (sì, avete letto bene, 15: gli scudetti cartonati non contano). Un modo tipicamente italico per garantirsi un futuro tranquillo, per sé e le proprie famiglie.

Nel dubbio, quando arbitrano l'Inter, fischiano sempre a favore. E se accade qualcosa di strano nell'area nerazzurra, non fischiano proprio. Gli ultimi dubbi sull'applicazione di questa nuova «regola» sono evaporati domenica sera a San Siro insieme alla nebbia. Ormai si va oltre la semplice sudditanza, siamo passati alla deferenza tout-court. Non c'è bisogno di telefonare al designatore o ai direttori di gara: sanno da soli ciò che devono fare. Persino ai tempi di Moggi c'era più discrezione, di sicuro più intelligenza. L'aiutino alla Juve arrivava una tantum, senza dare troppo nell'occhio, adesso invece lo si sbatte in faccia platealmente ogni domenica, in spregio al buongusto. È possibile un break, egregio signor Collina? O vogliamo andare avanti così finché la matematica non assegnerà pure ’sto tricolore a Moratti & friends? Attendiamo smentite. Che, di sicuro, non ci saranno poiché il finale della storia è già stato deciso a tavolino.