Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 2 aprile 2010

Prima pagina della Gazzetta



(Vignetta di pinobici -ju29ro.com)
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Qualcosa sarà sfuggito

Sei un commercialista e hai sbagliato la dichiarazione dei redditi di un cliente?
Che problema c'è? Lo chiami e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un avvocato e non hai tutelato adeguatamente un tuo cliente in un contratto?
Che problema c'è? Lo chiami e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un cameriere ed hai servito una pietanza contenente glutine ad un celiaco, nonostante che l'avventore ti avesse esplicitamente chiesto delucidazioni?
Che problema c'è? Vai al tavolo e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un meccanico e ti sei dimenticato di sistemare i freni alla Fiat Stilo del tuo cliente?
Che problema c'è? Vai a trovarlo in ospedale e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un medico e hai diagnosticato uno strappo muscolare ad un paziente che invece aveva un attacco di cuore?
Che problema c'è? Vai a trovarlo al cimitero e concludi la preghiera con: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."

Piaccia o non piaccia

"Piaccia o non piaccia agli imputati, non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo...".

Così il PM Giuseppe Narducci aveva liquidato la tesi, sostenuta da alcuni avvocati ed imputati, secondo cui c'erano "sollecitazioni da parte di tutti nei confronti di tutti".
Piaccia o non piaccia al PM Narducci, sembra non sia proprio così vero che non ci sono mai telefonate "tra Bergamo o Pairetto con il Signor Moratti".
Presumibilmente (cit), sarà sfuggito qualcosa (ri-cit).

venerdì 4 dicembre 2009

Calciopoli: indagini a senso unico su Moggi e Juventus



Prioreschi (legale di Moggi), in collegamento telefonico con Radio Radio il 4 dicembre 2009, spiega n termini comprensibili a tutti (anche ai John Elkann, ai Montezemolo, ai Grande Stevens, ai Gabetti, ai Blanc, ai Palombo, ai Verdelli, ai Moratti, etc etc) perché Farsopoli è una vergogna degna di una repubblica delle banane (di pessimo cartone, per giunta).

martedì 24 novembre 2009

Zeman, un testimone così e così

Il 20 novembre 2009 Zeman è stato chiamato a testimoniare al Processo di Napoli. Deposizione spesso caratterizzata da momenti di ilarità, sia per il carattere del tecnico boemo, che per lo spirito “napoletano” della maggior parte dei presenti in aula, soprattutto del Giudice Maria Teresa Casoria, che ha spesso rimproverato il teste per il suo “carente” tono di voce e, al termine della deposizione, lo ha congedato con un eloquente "va beh, può andare Zeman; si è comportato così così".

Su ju2ro.com trovate il resoconto dettagliato dell'intervento di Zeman.

Comunque, il processo di Napoli si sta sempre più rivelando una farsopolata degna di una repubblica delle banane. Più che ad un processo sembra di essere ad una trasmissione comica.
A testimonianza di questo, lo Ju29o Team vi presenta:Zemanlandia in tour a calciopoli


Eccezionali, in ogni caso, gli interventi di Zia Teresa

martedì 30 giugno 2009

Ridiamo, ridiamo, ridiamo

(La prima grande performance di Giò&Van)
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Ridiamo. Tre volte.
Tre, per una volta. E non quattro.
Perché tre sono gli anni di gestione ridentina alla Ridentus.
Il 29 giugno di tre anni fa entrava in carica il primo consiglio di amministrazione della Ridentus, società nata poco meno di due mesi prima (il 7 maggio, per la precisione).
Il Progetto ridentino era molto semplice.
Vincere ridendo. Ridere vicendo.
A distanza di tre anni, i ridentini sono riusciti a realizzare il 50% del Progetto.
Ridere. Anzi, far ridere. Tutti quelli che piangevano quando c'era la Juventus, ridono come matti da quando c'è la Ridentus.
E allora ridiamo anche noi.
Festeggiamo insieme questi tre anni di risate.
Con la speranza che queste risate siano solo un anticipo, non particolarmente gustoso, delle risate che speriamo di poterci concedere nel prossimo futuro.
Forza Luciano.
Forza Margherita.
Forza Cardia.

giovedì 2 aprile 2009

Moggi contro Franzo Grande Stevens


Luciano Moggi, prendendo spunto da quanto accaduto nell'Aula del Tribunale di Napoli in giorno 24 marzo u.s., ha pesantemente stigmatizzato il comportamento della società Juventus FC nei suoi confronti.
Il Tribunale di Napoli, infatti, con la decisione di escludere la parti civili ha, di fatto, escluso anche qualunque coinvolgimento della società Juventus, che dunque esce definitivamente dal processo in corso.
A far imbestialire l'ex DG bianconero è la memoria contro di lui presentata dai legali della società (lo studio Grande Stevens...). In questa memoria di 34 pagine, secondo LA STAMPA, la Juventus lo accuserebbe di aver mantenuto comportamenti discutibili "travalicando le funzioni a lui assegnate".
La risposta di Luciano Moggi, pubblicata su Libero il 31 marzo, è una autentica stilettata rivolta verso la società e verso l'ex Presidente Grande Stevens (ora, purtroppo ed inspiegabilmente, Presidente Onorario).

Come redazione di ju29ro.com abbiamo raggiunto al telefono l'ex DG, per avere un suo commento. Ecco il contenuto della conversazione.

Direttore, abbiamo letto toni molto duri nel suo intervento.
"Avete letto bene. Per il bene che ho voluto e voglio ancora alla Juventus, aver saputo di quella memoria, peraltro dichiarata inammissibile, è stata una grossa delusione".

Cosa rimprovera in particolare e a chi?
"Tutto quello che io facevo era esclusivamente nell'interesse della Juventus. La nostra forza erano le sinergie. La Juventus era un modello frutto del lavoro di tutti in piena armonia. Per questo spiace molto essere individuato e indicato come una specie di cane sciolto che assumeva iniziative personali dannose per la società".

Tra qualche giorno comincerà la fase cruciale del processo a Napoli, cosa si aspetta?
"Mi aspetto che la verità possa finalmente essere accertata. So che ci vorrà del tempo, ma non ho dubbi che potrò dimostrare la mia innocenza e tornare a guardare il calcio come un gioco e non come una battaglia giuridica".

I nostri lettori hanno ormai capito ruoli e repsonsabilità di quello che è successo. Ci inviano quotidianamente attestati di stima e simpatia per Lei e per Bettega e Giraudo:
"Affido a voi della redazione di JU29RO il compito di ringraziare tutti i lettori per il sostegno morale. E venitemi a trovare in redazione a Milano".

Di seguito, la replica di Moggi pubblicata su Libero (quotidiano con cui collabora da oltre due anni)

La Juve esce da Calciopoli. Resto solo io a difenderla.

"Ora basta! Un celebre pensatore di qualche tempo fa sosteneva che niente più della pochezza dell’uomo può rendere l’idea dell’infinito. Concordo pienamente, dopo aver letto dell’estromissione della Juventus dal processo di Napoli, nel quale sono imputato per illeciti mai commessi, mentre sicuramente (non sono il solo a sostenerlo) ho garantito dodici anni di gloria e successi ad una società che ci fu affidata dagli Agnelli, nel nome di milioni di tifosi in Italia e nel mondo, garantendo ricavi e guadagni , senza mai spendere in incauti acquisti. Se la Juve continua ancora a vincere lo si deve ai giocatori lasciati dalla nostra gestione, anche nel settore giovanile (vedi Torneo di Viareggio).

Dopo l’ennesima apparizione processuale della società bianconera, apprendo addirittura che la nuova dirigenza sembrerebbe dichiararsi “vittima” di un mio presunto travalicamento di funzioni, come se fossi stato un dirigente che, invece del bene della squadra e della società, avesse abusato del suo potere per commettere atti, all’oscuro degli altri dirigenti sopra preposti.

L’ora della verità

Oltre che premettere l’assoluta infondatezza di questa ricostruzione, perché mai ho commesso atti contrari alla legge, vorrei far sapere all’attuale nuova dirigenza della Juventus (peraltro non mi sembra che l’avvocato Franzo Grande Stevens sia poi così nuovo dell’ambiente) che ogni mia decisione ed ogni mia iniziativa era operata con il pieno appoggio e in collaborazione con i dirigenti a me superiori in grado, e le mie scelte legittime hanno sempre garantito soltanto vittorie sportive e risparmi economici, mentre in altre realtà “altri” spendevano decine milioni di euro per vedere “noi” continuare a vincere.

Sono forte della mia innocenza e questo mi basta, unitamente all’affetto costante dei numerosi tifosi juventini che incontro quotidianamente e che si rendono perfettamente conto dell’ingiustizia che è stata perpetrata. Man mano che, a piccoli passi, si avvicina il momento della verità (quando cioè anche i più scettici dovranno arrendersi all’evidenza della mia completa innocenza) mi accorgo che registi, esecutori e protagonisti vari di questa vicenda cominciano a mostrare cenni di insofferenza, percepiscono il rischio di doversi confrontare con una realtà che li costringerebbe ad ammettere i loro errori.

È bene infine che si sappia che la tanto citata memoria difensiva della Juventus, che a leggere certa stampa (!) avrebbe visto la propria origine nello studio legale dell’avvocato Grande Stevens, è stata dichiarata inammissibile dal collegio giudicante: un po’ come la loro accusa nei miei confronti.

Il tradimento

La Juventus esce quindi dal processo, bontà degli avvocati costituiti tra cui ovviamente Trofino e Prioreschi, legali del sottoscritto: non c’è stata costituzione di parte civile e quindi, come sempre, sarò io a dover assumere l’onere di difendere non solo l’onestà del mio operato ma anche, indirettamente, la correttezza dei successi sportivi conquistati dalla Juventus.

Da quando è iniziato questo calvario, ho iniziato a raccogliere le prove di quanto fosse infondato ed ingiusto il tentativo, ordito nei miei confronti, di attribuirmi colpe e responsabilità che non ho: la società nella quale avevo creduto e per la quale mi ero impegnato professionalmente come mai prima nella mia vita, aveva deciso di voltarmi le spalle, tradendo il vincolo di fiducia che l’Avvocato prima ed il Dottore poi, mi avevano sempre costantemente rinnovato, con continui pubblici e privati attestati di stima, indelebili nella mia memoria.

In ogni processo infatti, statale o sportivo che fosse, la Juventus ha sempre rinunciato a combattere, senza nemmeno provare a rimuovere le tanto ingiuste e pretestuose accuse mosse, decidendo di accettare e patteggiare supinamente. Morale: retrocessione e revoca degli scudetti vinti con giocatori che, qualche mese dopo erano su sponde opposte a disputare, quali migliori del mondo, la finale di Berlino per il titolo mondiale!"

mercoledì 18 marzo 2009

Il TAS, un tribunale che esiste


ANSA - ROMA, 18 MAR - Il Tas ha sospeso la squalifica di Davide Possanzini (Brescia) e Daniele Mannini (Napoli), che potranno tornare a giocare subito. I due calciatori erano stati fermati per un anno per essersi presentati in ritardo ad un controllo antidoping. Accolta la richiesta della Figc, i due potranno così giocare già dal prossimo turno di campionato.

C'è chi va al TAS
E chi va a Caltagirone (cit).

martedì 10 marzo 2009

La fiera del vintage


I PM napoletani del processo su Farsopoli - Beatrice e Narducci (Beatucci per gli amici, quando si presentano in coppia) - sono impegnati in questi giorni nelle requisitorie per i riti abbreviati scelti da diversi imputati (Antonio Giraudo, Tullio Lanese, Marco Gabriele, Stefano Cassarà, Duccio Baglioni, Domenico Messina, Gianluca Rocchi, Paolo Dondarini, Alessandro Griselli, Giuseppe Foschetti e Tiziano Pieri).
Le argomentazioni utilizzate dai PM per dimostrare il coinvolgimento di Antonio Giraudo sono di un certo livello.
Ammonizioni mirate.
Sorteggi taroccati.
Copertura mediatica (Biscardi in pratica...) offerta agli arbitri della cupola da Moggi e Giraudo.
Mica bau bau micio micio.
Non stanno certo a pettinare le bambole i nostri Beatucci.
Su ju29ro.com trovate tutti gli aggiornamenti su questa autentica fiera del vintage (clicca QUI).

martedì 3 marzo 2009

Clamoroso al Comulimpico (e dintorni)


Clamoroso al Comulimpico (sabato sera)
Barriera composta dai soli Del Piero e Giovinco.
Fischi a pioggia (anzi, à la Blanc, comme la pluie) a Giò&Van (non sono clamorosi i fischi, è clamoroso che ci sia voluto tutto questo tempo per arrivare ai fischi).

Clamoroso nei dintorni (oggi).
Da Fermo Ferraris, nota ufficiale della New Holland FC

Dopo aver letto con attenzione le gravi dichiarazioni rilasciate dall’allenatore dell’Inter, la New Holland FC manifesta stupore e sdegno e chiede all’Inter di dissociarsi pubblicamente da tali esternazioni.
Con le sue dichiarazioni, l’allenatore dell’Inter ha mancato di rispetto non solo alla New Holland FC e ai suoi 14 milioni di tifosi, ma a tutto il calcio italiano. Piuttosto che alimentare una pericolosa cultura del sospetto, i rappresentanti delle società hanno il dovere di dimostrare educazione e senso di responsabilità – prima, durante e dopo le partite – per sostenere l’evoluzione del calcio italiano e della sua immagine internazionale.

3 marzo 2009

Obiettivo fallito


Hanno cercato in tutti i modi di farci perdere con il Napoli.
Ma non ci sono riusciti.
Obiettivo fallito.
Hanno cercato, chi?
Ranieri, con il suo atteggiamento da eterno perdente ed i suoi cambi da cantante in confusione.
E Ayroldi, sempre fedele alla disciplina Collina (tra pelati ci si intende).

martedì 13 gennaio 2009

La lunga marcia del 28 e del 29


Ne parliamo dall'estate del 2006.
E continueremo a farlo.
Non fosse altro che per ribattere a coloro che prima hanno operato in un certo modo, poi hanno taciuto per diverso tempo ed infine hanno iniziato a straparlare.
Costoro abitano, operano, parlano e defecano in Fermo Ferraris, anche se sono manovrati da certa gente che abita, opera, parla (poco, ma a volte parla) e defeca a pochi isolati di distanza.
Nell'estate del 2006, grazie all'operato di costoro, gli scudetti 2004 e 2005 (il 28 ed il 29) hanno fatto una brutta fine, scaricati come due pallini di merda (avete presente quando viene la "pupu" a pallini modello capretta?) dal deretano gemellar-presidenziale (non è ancora chiaro se i gemelli siano un animale a due teste ma monoculo oppure se siano gemellari anche nelle parti basse; comunque, poco importa; in un caso, un culo è sufficiente a sparare due pallini; nell'altro caso, un pallino a testa e non se ne parli più).
Uno di quei pallini, scaricato con tale violenza dall'augusto deretano, rimbalza che ti rimbalza è capitato in Via degli Onesti. E li si è fermato, avvolto in una teca di cartone.
Dell'altro pallino invece si sono perse sin da subito le tracce.
Alleggerita e contenta, la biade presidenziale ha seduta stante rimosso gli scudetti 28 e 29, così brillantemente scaricati. Ed infatti il sito web ufficiale ed il primo bilancio approvato nell'era solare e ridens della New Holland FC (fine ottobre 2006) riportavano solo 27 scudetti, senza fare alcun menzione dei poveri 28 e 29.
Dopo un po' di tempo e centinaia di cazzate dette e fatte, la biade presidenziale, probabilmente sollecitata e strattonata a dovere (tramite email ed interventi in assemblea di diversi squadristi sobillatori) ha iniziato a cambiare registro.
Ed un bel giorno, ad Alba, tra un biccchere di vino (più d'uno, direi) ed un caffé, ecco la folgorazione. Il contesto è la manifestazione Vinum, organizzata ad aprile 2008 nel teatro sociale di Alba. La biade presidenziale, scortata dal cantante più camaleontico che ci sia, ha uno scatto di orgoglio. "La juventus non ha 27 scudetti, perché nel suo cuore e nei piedi dei suoi campioni ce ne sono ventinove. E quei due sono stati tolti per colpe che qualcuno ha deciso di attribuirci".
Le dichiarazioni langarole sono state poi ribadite diverse volte nei mesi successivi, sia dai gemelli sia dal tennista. Questo il succo del discorso: gli scudetti nel cuore sono 29, e questo è ciò che conta; non si capisce perché la juventus sia stata così pesantemente sanzionata nel 2006.
E nei documenti ufficiali della società, gli scudetti sono tornati ad essere 29 (con due asterischi).
E veniamo ai giorni nostri.
Dopo la Sentenza GEA, che ha visto la clamorosa bocciatura delle tesi di Palamara (cui la Corte ha solo concesso il gol della bandiera), i gemelli hanno nuovamente affrontato il discorso degli scudetti: "se in futuro constateremo che ci saranno altre assoluzioni o sentenze miti, allora dovremo avere la coscienza che gli scudetti della Juventus sono 29 e non due di meno, che ci sono stati tolti. La giustizia sportiva è una cosa, quella penale un'altra. Quella sportiva è stata costretta a prendere decisioni in un tempo breve, quando c'era anche una campagna negativa nei confronti della Juve, tanto amata ma anche tanto odiata. Alla conclusione del processo penale se gli imputati saranno assolti, sarà difficile tornare indietro e farci ridare quello che la giustizia ci ha tolto, ma lo diremo ad alta voce. Il passato però è passato, deve servirci solo per fare meglio nel futuro".

Nulla di nuovo sotto il sole.
Oramai ci siamo abituati.
Alla New Holland FC usa così.
Un passo avanti e due indietro.
Un giorno si dice bianco, il giorno dopo si dice nero.
Alcune domande sorgono spontanee.
Ma quei due scudetti, così sdegnaosamente abbandonati nel 2006, non erano già tornati nel cuore?
E che razza di passaggio è quello dal cuore alla coscienza?
E perché mai dobbiamo attendere le conclusioni del processo di Napoli per dire che in coscienza abbiamo 29 scudetti?
A quando il passaggio dal cuore (o dalla coscienza) all'albo d'oro?
E, soprattutto, perché non seguite l'esempio di Luca De Meo?

venerdì 19 dicembre 2008

Bomba o non bomba? Bomba, bomba!


Nuova incredibile ed esclusiva intervista bomba dello Ju29ro Team.
Questa volta abbiamo contattato l'Avv. Maurilio Prioreschi, difensore di Luciano Moggi nel processo di Napoli e di Franco Zavaglia nel processo GEA.
L'intervista, davvero clamorosa e ricca di rivelazioni interessanti su diversi profili dei due processi (dalle schede svizzera alle irregolarità nelle intercettazioni, da AuriccHio a Baldini) sarà pubblicata lunedì 22 dicembre su www.ju29ro.com.
Ma fin da ora, sul sito dello Ju29ro Team è disponibile una succosa anticipazione (clicca QUI).
In pratica viviamo in una repubblica delle banane, financo un po' meno tecnica.

lunedì 20 ottobre 2008

I Muti della Crocetta


Il Presidente del Napoli (De Laurentiis), dopo aver battuto Karneadic & Co al San Paolo, ha dichiarato quanto segue: "la cosa straordinaria è che dopo Calciopoli si è ritrovata la strada della serietà professionale e c'è spazio per tutti, nulla è prevedibile, e il pubblico si può veramente divertire, con un campionato che non diventa scontato dopo sette partite".

Il Presidente del Catania (Pulvirenti) ha commentato: "non so se De Laurentiis abbia ragione o meno, ma noto che in campionato si respira un clima più sereno. Rispetto a qualche stagione addietro, adesso si accettano gli errori arbitrali, perchè si è convinti che vengono commessi in buona fede.Sicuramente c'è più serenità, non mi pare di assistere alle polemiche degli altri anni".

Quelle due frasi indegne hanno ricevuto una risposta "congrua"
Questa: "chi vinceva nel 2006 aveva una squadra eccezionale"

Chi è stato a replicare al duo meraviglia del Sud?

Cobolli? No
Gigli? Neanche

Blanc? Ma suvvia...

Elkann? Ah ah ah ah ah

Grande e/o Piccolo Stevens? Cazzo gliene fotte a loro?

Montezemolo? Scrivete ancora a Babbo Natale?

Va beh, visto che non ci arrivate...

Galliani.

A Torino, tutti muti (come sempre quando qualcuno spala merda sulla vera Juve).

lunedì 1 settembre 2008

Terroristi vs calabraghette



E' iniziato il campionato più bello del mondo - molto più bello, da quando la Triade è stata cacciata a calci nel Lato B (da persone che vorrei tanto prendere a calci nel Lato A) e la Juve è stata ridotta al rango di comparsa pagante - e, puntuali come una cazzata di Cobolli&Gigli, sono ricomparse le follie degli ultras.

Centinaia di tifosi del Napoli, cui era stato inopinatamente concesso di andare in trasferta a Roma, sono riusciti a salire sul treno per la capitale, hanno minacciato e cacciato dal convoglio i passeggeri che avevano regolarmente pagato il biglietto, picchiato dipendenti delle Ferrovie, devastato le carrozze con danni per circa 500.000 euro, etc etc.

Non mi stupisce tanto il comportamento dei terroristi napoletani (chiamiamo le cose con il loro vero nome; questi non sono teppisti, sono terroristi e come tali vanno trattati).

Bestie sono e bestie resteranno.

Quel che mi stupisce davvero è il lassismo di prefetto e questore di Napoli.

Con la solita scusa di voler evitare incidenti più gravi, hanno calato le braghette, dato il via libera ai terroristi ed ordinato alle FS di far partire il treno.

Complimenti.

Questi due calabraghette farebbero la loro porca figura anche a Torino.

Come membri del CDA della Nuova Juventus 2006 FC.

martedì 26 febbraio 2008

Archiviazione per Papa(ora)resta(nelcalcio)

Il GIP di Napoli ha archiviato la posizione di Paparesta - il quale, fedele al proprio nome ora vuole restare nel calcio e tornare ad arbitrare - nell'inchiesta su Farsopoli.
Questa archiviazione è un altro brutto colpo per le tesi colpevoliste di Beck&Co.
Mattoncino dopo mattoncino il castello di falsità e bugie costruito per sostenere Farsopoli sta crollando.
Segnalovi il sito di (o su) Paparesta, che tornerà presto online...

giovedì 20 dicembre 2007

Si risveglia il bradipella

Il bradipella è uno strano animale
E' un incrocio tra un bradipo ed una gazzella.
A seconda delle circostanze e soprattutto delle convenienze, si comporta da bradipo o da gazzella
Il più illustre esponente dei bradipelli è tal Palazzi Stefano di Roma.
E' un bradipo, lento e sonnolento, quando deve dedicarsi ai fascicoli relativi alla onesta e verginale squadra nerassurda.
Ma diventa seduta stante una gazzella quando c'è di mezzo la Juventus.
E' notizia di ieri che Palazzi ha smesso i panni da bradipo per indossare quelli da gazzella e chiedere a quei due gran pezzi di P.M. di Napoli copia delle nuove INTERcettazioni.
"La Procura federale ha formalizzato oggi all’Autorità giudiziaria di Napoli la richiesta di copia degli atti depositati nelle ultime ore e relativi all’inchiesta sul mondo del calcio: la richiesta è stata firmata dal procuratore federale Stefano Palazzi che in mattinata ha avuto un colloquio con i pubblici ministeri Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci.Esaminate le carte, il procuratore federale deciderà se aprire un procedimento autonomo relativo all’ulteriore deposito di atti di indagine o far confluire la nuova documentazione nel procedimento aperto a suo tempo dall’Ufficio indagini della FIGC dopo l’avvìo dell’inchiesta da parte dei magistrati napoletani.

martedì 20 novembre 2007

Sempre più Farsopoli


(Andy54 per www.ju29ro.com)
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Navigando in internet troviamo, sul sito fiorentinanews, una intervista del pm Narducci rilasciata al quotidiano sportivo milanese. L'articolo ricorda che il 15 dicembre è il giorno dell'udienza preliminare, a porte chiuse, sulle richieste di rinvio a giudizio dei pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci nei confronti di Luciano Moggi e altre 36 persone.

Dopo un breve profilo del pm, il quotidiano scrive:

"Ama il calcio e tifa Bologna. Quanto segue è tutto quello che, in questo delicato momento, poteva dirci. Uno sfogo amaro, fatto di disillusione ma anche di fiducia. Nel «suo» processo.

Dottor Narducci, è da 39 mesi dentro l'inchiesta. Che idea ha oggi del calcio italiano?

«Un quadro desolante. Bisognerebbe avere il coraggio e la capacità di non seguire più il calcio professionistico. Può sembrare una provocazione, ma le persone sensate dovrebbero abbandonare questo calcio. Poi, però, prevale la passione che ci fa andare contro la logica».

Perché è pessimista?

«Quando si guarda il mondo del calcio dall'interno, come capita a chi fa il mio mestiere, si scopre che si tratta di una realtà molto diversa da quella che è nell'immaginario di tutti. Ci troviamo di fronte a interessi di ogni tipo che nulla hanno a che fare coi principi dello sport. La realtà è peggiore di quello che si possa immaginare. Occorrerebbe una grossa opera di demistificazione: scoprire l'inganno che c'è dietro».

Allora crede che nulla sia cambiato?

«Poco o nulla. Resta il valore di questa inchiesta, ma indagini penali e processi non possono da soli cambiare la situazione. Un discorso che vale anche per la violenza negli stadi. È un problema che riguarda tutti i momenti della vita italiana, non solo quelli dello sport: indagare sui fenomeni degenerati non può cambiarli. Ci vuole altro».

Tipo?

«Non credo che lo Stato possa disinteressarsi, in nome di un'autonomia del mondo dello sport, di alcuni aspetti essenziali. Penso all'ordine pubblico, ai diritti tv, alla giustizia sportiva. Aspetti che riguardano la collettività e lo Stato dovrebbe intervenire direttamente e decidere: lo sport non può da solo darsi le soluzioni. Occorre che lo Stato riprenda l'iniziativa. Coi diritti tv se non fosse intervenuto lo Stato non si sarebbe arrivati alla definizione. E sono di vitale importanza per i club di cui si decide vita e morte».

Ha parlato anche di giustizia sportiva.

«È un tema apertissimo. Bisogna avere il coraggio di dire che interessa tutti: milioni di persone che seguono gli avvenimenti fanno affidamento sul rigore, la trasparenza, la correttezza delle decisioni della giustizia sportiva. A questi lo Stato chiede soldi attraverso i concorsi pronostici e le scommesse e lo Stato deve quindi garantire anche questo. Come? Dando autonomia e indipendenza alla giustizia sportiva evitando che faccia parte degli stessi organismi sui quali deve giudicare».

Sembra difficile.

«Mica tanto. Una struttura esterna alla quale si accede - come per la magistratura - per concorso. O con titoli di studio qualificanti. Creare un "mestiere" di giudice sportivo. Significa avere dei costi, ma deve diventare una professione con possibilità di carriera e retribuzioni adeguate. Utopia? In fondo basta solo avere il coraggio di provare a pensarci».

Preoccupato per quello che la aspetta?

«No. Abbiamo fatto un buon lavoro. E' un'inchiesta solida. Nata per smantellare quel grumo di potere che ha governato il calcio nei primi anni duemila».


COMMENTO.

Per prima cosa restiamo sempre sorpresi quando un pm rilascia interviste inerenti un'indagine o un processo che lo vede attore e, in questo caso, alla vigilia dell'udienza. Sfuggono all'intervistatore, che evita di "approfondire", alcuni aspetti che suonano come evidenti contraddizioni. Sui forum sono stati ampiamente dibattuti. Vediamoli:

Narducci prima dice che è cambiato "poco o nulla" per poi concludere che l'inchiesta è solida e che lui e Beatrice hanno indagato e smantellato la cupola "dei primi anni duemila".

Allora è lecito chiedersi: se i due pm hanno individuato e colpito la "cupola che governava il calcio", essenzialmente individuata in Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto e De Santis che sono stati allontanati dal mondo del calcio, come mai sarebbe cambiato poco o, addirittura, nulla?

Solo due possibili risposte:

1. Non era quella la "vera cupola" o, perlomeno, non la sola dato che una parte consistente del "sistema", un'altra "cupola" non sfiorata, potrebbe agire ancora indisturbata. Ci chiediamo, a questo punto, se a "governare il calcio" potesse essere una coalizione più ampia. Se così fosse stato, gli altri partiti non sarebbero stati indagati, ascoltati, perseguiti. Il processo, se si farà, risulterebbe "monco di una parte del "sistema".

2. Quel "grumo di potere" potrebbe essere stato, allora, prontamente sostituito da un "Nuovo grumo di potere" sul quale non si ha notizia di indagini.


In ogni caso, ci piacerebbe ascoltare il parere degli attuali vertici del calcio italiano alla domanda che sorge spontanea, dopo le dichiarazioni di Narducci: "è vero che non siamo in presenza di "un calcio pulito" e che è cambiato "poco o nulla" rispetto a quando il calcio è stato definito "sporco"? Non lo diciamo noi, lo dice un pm: quale trasparenza e rigore ci offrite in cambio del finanziamento al calcio che ci chiedete e vi offriamo?".

Chi ha raccolto l'intervista questa domanda non se la pone.

Perchè? Forse perchè "scomoda" e dovrebbe costringerli a rivedere quanto scritto o ammettere che "il nuovo calcio pulito", il "venticello nuovo", è solo una trovata pubblicitaria slegata dalla realtà?

E' sfuggito all'intervistatore che se il calcio fosse stato davvero mondato dai suoi peccati il pm Narducci avrebbe dovuto esultare: "Abbiamo sconfitto il marcio" ed invece DENUNCIA che "poco o nulla è cambiato". Se avessimo vestito i panni del giornalista, avremmo posto un quesito naturale al pm: "State indagando anche sull'attuale sistema, visto che è cambiato poco o nulla?". Ma forse non c'era interesse a fare una domanda che facesse chiarezza.

Sulla parte in cui il pm Narducci si spende in consigli su come migliorare il sistema sorvoliamo. Certo anche Narducci, come Borrelli prima, si interessa dei diritti televisivi e gli attribuisce un "ruolo chiave", elogiando il Governo per l'intervento effettuato. Non si dimentichi che il Governo che è intervenuto è uguale a quello che aveva liberalizzato i diritti TV e che questo nuovo provvedimento è ad alto rischio di incostituzionalità, come dichiarato dal presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre.

Anche questa possibile ed interessante domanda ad un uomo di legge, sul parere di un altro uomo di legge, è rimasta in canna al giornalista del quotidiano milanese.


A proposito di domande che ci sarebbe piaciuto leggere rivolte al pm napoletano annoveriamo, tra le più gettonate dal popolo dei forum, le seguenti:

1. A che punto sono le indagini per scoprire il "servitore infedele" che ha divulgato le intercettazioni dandole alla stampa?

2. Perchè atti di una indagine ancora in corso sono stati dati a Borrelli che, ascoltato in Commissione Giustizia al Senato (14 settembre 2006), porta il Senatore MANZIONE ad affermare: "Lei ci ha detto che la richiesta non era stata ancora inoltrata e ancor più che non aveva nemmeno assunto le funzioni, quindi non era in condizione di presentare la richiesta. A volte la forma diventa sostanza"?


Ma queste sono domande di un altro giornalismo ... quello di Enzo Biagi, che non ha lasciato eredi.


P.S. Giunge la prima reazione di "uno dei vertici" del calcio alle parole di Narducci. Parla Matarrese: «Non mi aspettavo parole del genere. Narducci ha fatto un ottimo lavoro, spero non lo disperda così. Ma da queste parole non emerge il magistrato che conoscevo. Sembra quasi voglia auto-denigrarsi». E alla domanda se Narducci ha sbagliato risponde: «Forse gli è sfuggita di mano la situazione. Forse non sa che il calcio oggi è cambiato. Se chiedesse qualche informazione a me, oppure ad Abete, potremmo informarlo meglio». Sull'«inganno che c'è dietro il calcio» Matarrese risponde «Spiace, è andato fuori strada. Denigrare non è il modo migliore per dare una mano, soprattutto in giorni nei quali avevamo bisogno di concentrazione per l'Europeo. Ma questo non cambia la mia stima per lui: fin dall'inizio delle indagini ho sempre apprezzato il suo coraggio».

Giova ricordare che proprio grazie a quelle indagini, Matarrese ha potuto recuperare un ruolo di primo piano nel mondo del calcio dopo anni e dopo che tutti chiedevano a gran voce un rinnovamento del calcio italiano.

martedì 30 ottobre 2007

Cara Juve, stai allegra. Se piangi dai fastidio


(Bonarober per www.juworld.net)
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Piero Valesio

Tuttosport - 29 ottobre 2007

Sempre allegri bisogna stare che il troppo piangere fa male al re. Anche al ricco e al cardi­nale, se è per questo. Ma la do­manda è: chi è il re? Chi è che si turba e viene colto da vam­pate di cattivo umore se qual­cuno osa sostenere che i due ri­gori concessi da Bergonzi sa­bato sera al San Paolo sono stato un perfetto esempio di an­ticalcio e hanno completamen­te falsato l’esito del match? Ci deve essere, questo re. E deve es­sere in buoni rapporti con Mas­simo Mauro. Il quale è stato il più convinto, durante il dopo­partita di Napo­li-Juve andato in onda su Sky, nel ribattere al­la furiose parole di sdegno pro­nunciate da quel noto pole­mista che ri­sponde al co­gnome di Cobol­li Gigli. Il presi­dente biancone­ro aveva osato lasciarsi andare ad affermazioni pesanti del tipo: speriamo che qualcuno nel Palazzo abbia visto cosa è suc­cesso in campo. Il commentato­re di Sky non ha gradito: come osa il responsa­bile di un’azien­da sportiva sot­tolineare che è stato danneggiato sul campo? Erano lacrimucce, non un vero pianto come nella canzone di Jannacci e Fo: ma Mauro si è inalberato lo stesso. Che sia forse perché la Juve non ha l’u­mile diritto di sottolineare, tra l’altro con un atteggiamento low profile, molto subalpino, che quello che era successo era al limite del comprensibile? Forse il re senza volto ma con corona aveva già iniziato a stranirsi? Fabio Caressa e Bep­pe Bergomi, in sede di telecro­naca, avevano offerto una pre­gevolissima esibizione di sere­nità di commento («Serata ne­rissima dell’arbitro Bergonzi» ha detto il Caressa dopo il se­condo rigore farlocco: compli­menti) cercando, come si deve fare in questi casi, di sottoli­neare ciò che è giusto senza per questo indispettire le tifoserie dei vincitori. A maggior ragio­ne l’inalberarsi di Mauro è parso fuori luogo.Tutto sommato ha stupito me­no, poco dopo su Rai 2, che un altro ex giocatore abbia messo in scena una sua personalissi­ma (e rispettabile, figuriamoci) visione della realtà sostenendo con una certa pervicacia che il secondo rigore, quello scaturito dal scambio di sguardi fra Buffon e Zalayeta, era in realtà un rigore che andava concesso. Qui l’ottimo Co­bolli, con quel volto che pare sempre così estraneo ai livo­ri e alle urla del grande (anzi: grosso) carroz­zone calcistico, ha tirato fuori a sua volta la sua indole da palco­scenico ed ha ri­sposto: «Sì, Mazzola». Una frase breve che è parsa degna, per efficacia, di certi assensi ci­nematografici di Totò o meglio, viste le origini, di Macario. «Sì, Mazzola» dice­va Cobolli: e mai espressione fu più efficace. E chissà che a qualcun altro non sia venuto in mente cosa successe in tv molti molti anni fa quando un certo Iuliano Mark intervenne su un certo Ronaldo che, in quell’epoca an­cestrale, gestiva a una maglia a strisce nerazzurre verticali: l’urlo di dolore di coloro i qua­li non portavano (allora) l’er­mellino regale a causa del pre­sunto torto subito occupò i me­dia per settimane se non per mesi, coinvolgendo la vita so­ciale e politica italiana ai mas­simi livelli. Stavolta si ha come la sensazione che non succe­derà. Il che certamente sarà un bene visto che il low profile del­la dirigenza juventina certo non chiede che s’inneschino in­terminabili processi televisivi. Ma resta un dubbio: fra il pre­sunto re della prima repubbli­ca calcistica e il supposto re della seconda chi è il più po­tente?


lunedì 29 ottobre 2007

Dopo aver riscosso i propri crediti, Collina paga i propri debiti


(Bonarober per www.juworld.net)
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Sabato sera abbiamo avuto la dimostrazione pratica di come sia "concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che NON prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara".
Questo è il Metodo Collina, messo in pratica dai fedeli discepoli. Bergonzi, Farina, Tagliavento,...
Il Metodo Collina è molto più efficace del (presunto) Metodo Moggi ("assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara").
Mi chiedo come mai il Direttore, che tutti dipingono come il re della cupola, si sia inventato un metodo così complicato per far vincere la Juventus. Era molto più semplice ed immediato cercare di alterare lo svolgimento o il risultato di una singola gara per assicurarsi un vantaggio in classifica.