Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------
Visualizzazione post con etichetta Abete. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abete. Mostra tutti i post

lunedì 8 dicembre 2008

Lettera di Moggi ad Abete

Dopo le recenti decisioni della FIGC Luciano Moggi prende carta e penna e, dalle colonne di Libero (clicca QUI), scrive ad Abete, presidente della FIGC.

Lettera al presidente Abete per raccontare la mia verità.

Caro presidente Abete, ho deciso di dedicarti la rubrica di questa settimana. Lo faccio dopo aver letto un comunicato stampa della Figc secondo cui il 1 dicembre il Consiglio Federale ha approvato - dopo una specifica relazione del Presidente (cioè tua ) - la modifica dell’art. 36 delle Noif “in conformità con quanto previsto dallo Statuto”.

Quel comunicato conclude affermando che “la norma sarà perfezionata nei prossimi giorni sulla base della bozza del testo allegata”. Purtroppo la bozza del testo di cui si parla non era allegata al detto comunicato, per cui non mi è possibile esprimere alcun giudizio su questo.

Mi ha però colpito la circostanza che il giorno dopo il quotidiano “la Repubblica” poteva affermare che tale modifica è stata introdotta al fine di impedirmi di tornare a far parte dell’ordinamento sportivo.

Tanti processi, nessuna condanna.

Permettimi a questo punto di cogliere questa occasione per richiamare alcuni passaggi della mia storia recente che risultano essere in netto contrasto con ogni elementare principio di giustizia non solo sportiva. Dapprima la Corte Federale mi ha comminato il massimo della sanzione - cinque anni - fatto mai accaduto in precedenza. Successivamente si è tentato di aggravare ulteriormente tale situazione, giungendo addirittura a sanzionarmi con l’inibizione di un anno e due mesi basandosi sul sospetto di avere creato una rete privilegiata con gli arbitri attraverso la distribuzione di schede telefoniche: sanzioni che in secondo grado sono state annullate. L’accoglimento dei suddetti ricorsi ha portato al pieno riconoscimento della mia non giudicabilità da parte della giustizia sportiva, essendo decaduto dalla mia qualifica di tesserato della Figc con le dimissioni date il 16 maggio 2006.

Nonostante ciò sono stati deferiti gli amici che osavano parlare con me. Non vi siete mai curati, invece, di qualche presidente squalificatissimo o di qualche ds, a sua volta inibito, che esercitano tuttora la professione senza disturbo alcuno. Non avete mai preso provvedimenti contro Franco Baldini che, come emerso dal processo Gea, ha raccontato ad Auricchio un sacco di bugie. Non vi state preoccupando affatto che adesso padri dirigenti e figli procuratori (o fratelli dirigenti e fratelli procuratori) lavorino in simbiosi e con assoluta tranquillità (dove è finito l’esposto denuncia di Franco Zavaglia, dove è finito il vostro zelo per combattere il famoso conflitto di interessi?).

Tengo a precisare, infine, che le mie dimissioni devono essere giudicate soltanto come atto d’amore nei confronti della Juventus per consentirle la migliore difesa possibile. Tornando indietro, però, non commetterei l’errore di dimettermi, visto il successivo ed imprevisto atteggiamento del club in sede giudiziaria. Mi preme sottolineare mille volte, quindi, che le mie dimissioni non erano in alcun modo finalizzate a prendermi gioco della Federcalcio. Ho sempre dichiarato di non voler rientrare nel mondo del pallone, quindi la decisione del Consiglio Federale di tenermi lontano non mi tocca assolutamente.

Cattiverie gratuite sulla mia famiglia.

Da questo processo è emerso un dato importante: si è cercato di trovare colleghi pronti a testimoniare contro il sottoscritto.

Quello che rattrista è che Franco Baldini piaceva ai nuovi reggitori della Juve. Che bello sarebbe stato vedere questo signore, che ha partecipato alla distruzione della vecchia Juve, a capo della nuova! A rappresentarlo comunque, come capo degli osservatori bianconeri in sostituzione di Ceravolo chi viene? L’amico del cuore dello stesso Baldini [Castagnini - nota tecnica del Mago].

In conclusione è stata distrutta la tranquillità della mia famiglia e mi è stato tolto il lavoro nonostante, ripeto, le due sentenze di condanna sanciscano la totale inesistenza di illeciti. Combatterò comunque per aiutare i miei familiari e gli amici che mi sono stati sempre vicini e prego Dio di darmene la forza. Non vado a Lourdes a chiedere grazie, come qualcuno ha avuto modo di scrivere. La fede mi dà la speranza che le persone che hanno colpito me, la mia famiglia e tutti i miei collaboratori, possano, un giorno, provare un senso di rimorso per il male che ci hanno arrecato.

Con stima.

Commento tecnico del Mago.
Grande lettera. Grande Direttore.
Peccato quel "con stima" finale.
Un vaffanculo sarebbe stato più "congruo".

sabato 23 agosto 2008

I valori di Franco


(Era tutto men che santo. Si chiamava Sensi Franco)

---------------


Qualche giorno fa ci ha lasciati quel sant'uomo di Franco Sensi, presidente della Maggica.

Lacrime, commozione, cordoglio e beatificazione anticipata.

Queste le reazioni del bananeto politico-calcistico italiano.

Da Petrucci a Matarrese. Da Napolitano (nientepopodimeno, ma non ha cose più serie di cui occuparsi? evidentemente no) ad Abete. Da Veltroni ad Alemanno.

Franco Santo Subito, il coro unanime di tutta questa bella gente.

Cobolli & Gigli si sono ovviamente presentati al funerale, con la loro consueta espressione solare e volpina.

Applausi a scena aperta dai tifosi della Maggica, che invece hanno contestato il petroliere più ambientalista che ci sia e l'amministratore delegato più pelato che ci sia.

Cobolli & Gigli, contenti come non mai, hanno dichiarato di ispirarsi ai valori di Franco (ferma restando, ça va sans dire, l'ispirazione ai valori di Giacinto).

Franco e Giacinto. Giacinto e Franco.

Patenti e passaporti.

Rolex e SentenzeManzella.

Intercettazioni e debiti a centinaia di milioni.

Pedinamenti e pagamenti dilazionati dei debiti fiscali.

Plusvalenze gonfiate e decreti spalma tutto.

Inter Brand SRL e Soccer SAS di Brand Management SRL.

Baldini ed Oriali.

Questi sono i valori di Franco e Giacinto.

Questi sono i valori cui si ispirano i gemelli più solari ed astuti del calcio mondiale, nell'attesa di potersi ispirare un giorno ai valori di Massimo.

Il mio augurio è che non debbano attendere a lungo (e che con l'occasione, ispirati come non mai, si tolgano dai coglioni).

venerdì 29 febbraio 2008

La retromarcia degli inetti è servita


In un precedente post avevo predetto che il solare ex Direttore Generale di Benissimo Neonato ed il solare Tennista Pallista Rien ne va plus erano pronti ad ingranare la retromarcia sulla questione arbitrale.

Ed oggi, dopo la fumosa replica di Arbre Magique e quella incazzata e minacciosa del sosia di Guido Rossi, ecco servita per l'ora di pranzo la retromarcia del presidente più gemellare che ci sia (oh, non stupitevi; sono il Mago, e di Ios per di più; mica un quaquaraqua qualunque o un Cirigente inetto di Fermo Ferraris).


«Noi non abbiamo mai avuto dubbi che il campionato fosse regolare nè sulla buona fede, la nostra lettera era soltanto un modo di esprimere a chiare parole le nostre sensazioni dopo una gara da cui tutta la squadra era uscita molto delusa ed è la sensazione anche dei nostri dieci milioni di tifosi». Il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli, a Milano per il Consiglio di Lega, commenta così le risposte arrivate da Figc e Aia alla lettera inviata dal club bianconero dopo gli errori arbitrali seguiti alla partita contro la Reggina.

«Le risposte di Federcalcio e Aia sono risposte composte, in linea con quella che era stata la nostra lettera - continua - e comunque il problema si è risolto da solo perchè sono molto soddisfatto dell’arbitraggio del derby. Cairo aveva detto che avevamo sbagliato a mandare quella lettera? Con lui ci siamo stretti la mano la sera di Juve-Torino, a volte si fanno alcune dichiarazioni su cui poi si fanno delle riflessioni più approfondite».
Cliccate qui se proprio avete voglia di vedere il vostro presidente in azione.


Questa dichiarazione è nel più perfetto stile Cobolli&Gigli.

Il Presidente Gigli dichiara che "noi non abbiamo mai avuto dubbi che il campionato fosse regolare nè sulla buona fede", ma il tifoso Ciobolli subito dopo lo smentisce, replicando che "la nostra lettera era soltanto un modo di esprimere a chiare parole le nostre sensazioni dopo una gara da cui tutta la squadra era uscita molto delusa ed è la sensazione anche dei nostri dieci milioni di tifosi". E quale può essere mai la sensazione del tifoso Cobolli, della squadra e dei nostri dieci milioni di tifosi? E' la sensazione di chi si sente il tinello del Lato B insidiato da Pinoli minacciosi ed in mala fede. E' evidente.

giovedì 28 febbraio 2008

La risposta di Abete


Il presidente della federcalcio giancarlo Abete ha risposto con una lettera indirizzata al presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli e all’amministratore delegato Jean Claude Blanc alla protesta bianconera per gli arbitraggi in questo campionato.
Nella sua lettera (indirizzata personalmente a Cobolli Gigli e a Blanc), il presidente della FIGC ribadisce l’impegno da parte della Federazione a garantire il rispetto delle regole e a tutelare i valori morali ed economici di tutte le società italiane, dalla serie A ai dilettanti; si può comprendere -questo il senso della riflessione di Abete- l’amarezza che dirigenti tecnici e calciatori della Juventus, come quelli di altre squadre nel corso della stagione, possono maturare per decisioni arbitrali ritenute ingiuste, ma nessun dubbio può esserci sulla regolarità dei campionati e sulla serietà e la preparazione degli arbitri.
Abete si dice convinto che la Juventus saprà superare le amarezze dei giorni scorsi facendo prevalere il progetto tecnico e morale della società; conferma sul fronte delle nuove tecnologie la disponibilità della FIGC, in linea con FIFA e UEFA, per favorire sperimentazioni che potrebbero dare ulteriore supporto al mondo arbitrale; richiama infine il ruolo della Federazione come momento di sintesi di tutte le componenti interne e fa riferimento al Consiglio federale come sede naturale e istituzionale aperta al dibattito e al confronto sui problemi di politica sportiva per migliorare i livelli qualitativi del calcio

lunedì 25 febbraio 2008

Cui prodest (e silviest)?




(Coniglio pallavolista)

-------------------------------


Cui prodest (e silviest, vista la parconciccio imperante) la lettera aperta degli inetti di Fermo Ferraris?

Cui prodest (e silviest), dopo che "abbiamo chiesto scusa al calcio italiano per il male procurato" (l'esperto di pappette)?

Cui prodest (e silviest), dopo che "la Juventus ha definitivamente girato la pagina della espiazione delle proprie colpe" (è lui o non è lui? cerrrto che è lui: l'esperto di pappette)?

Cui prodest (e silviest), dopo che è stato fatto INTERvenire in assemblea il consulente dell'accusa, Cesare Zaccone, a spiegarci che c'erano quattro illeciti e le carte erano da Serie C?

Cui prodest (e silviest), dopo che in un'altra assemblea è stata data la parola all'anti-Triade Boniperti, affinché ci spiegasse quanto siamo stati fortunati in calciopoli?

Cui prodest (e silviest), visto che la Juve ha voltato "pagina dopo un capitolo triste della nostra storia" (il nipote indegno)?

Cui prodest (e silviest), visto che "ci sono stati comportamenti riprovevoli" (sempre il nipote indegno)?

Cui prodest (e silviest), visto che la Juve è solare solo "da quando ha cambiato tutto" (il cantante)?

Cui prodest (e silviest), visto che i giocatori non devono affatto scusarsi per calciopoli e "semmai dovevano farlo quei dirigenti" e considerato che "non c'era bisogno di tutto quello che hanno fatto, quella era la Juve più forte degli ultimi 25 anni" (parole e musica di David Trezeguet).


C'è un'unica cosa che prodest (e silviest) alla Juve.

Che cani, gattini, conigli si tolgano dai coglioni il prima possibile.

Avete fatto danni a sufficienza.

Raus. Sciò. Andersen.

domenica 24 febbraio 2008

Legittima difesa


Luciano si e ci difendeva.
Dai Dondarini.

Dai Farina.
Dai Tagliavento.

Dai Collina.

Dai De Santis.

Dai Carraro.

Dagli Abete.

Dai Matarrese.

Era legittima difesa.

sabato 23 febbraio 2008

Farina. Bergonzi. Tagliavento. Gava. Dondarini.

La lista dei sicari si allunga.

Ma questo è il calcio nuovo. Pulito. Onesto.
Il calcio di gente come Moratti, Galliani, Collina, Matarrese, Abete.
Non può che essere un calcio nuovo. Pulito. Onesto.
Per definizione.
Gli errori sono in buona fede.
Per definizione.

E' il calcio che piace alla dirigenza più ridicola e vergognosa che una squadra di calcio abbia mai avuto.
E' il calcio che piace sia in Collina che sul Monte(Zemolo).
E' il calcio che piace ai giornalisti, che meglio di tutti rappresentano l'italiano medio.
Servile. Voltagazzana. Lustrascarpe. Imbelle. Corrotto.

Tenetevelo questo calcio di merda.
E' andate tutti a cagare.
Tutti quanti.

Ma soprattutto gli inetti di Fermo Ferraris.
E coloro che li hanno nominati.

giovedì 3 gennaio 2008

29 + 1979


29+1979 auguri a tutti gli Ju29ri

29+1979 auguri a Giulemanidallajuve

29+1979 auguri a Luc Misson

29+1979 auguri alla Juventus

29+1979 auguri ad Antonio Giraudo

29+1979 auguri a Luciano Moggi

29+1979 auguri a Bobby Gol

29 + 1979 auguri anche a Leone ed Oceano. Con i genitori che si ritrovano (per non parlare del nonno materno e delle zio Lapin) ne hanno proprio bisogno


29+1979 calci in culo a Lucky Luke

29+1979 calci in culo al presidente in grande stile

29+1979 calci in culo al gemello (equity swap) del presidente in grande stile

29+1979 calci in culo a Rien ne va plus

29+1979 calci in culo all'ex direttore generale di Benissimo Neonato

29+1979 calci in culo al papà di Leone e di Oceano

29+1979 calci in culo allo zio di Leone e Oceano

29+1979 calci in culo al nonno paterno di Leone e Oceano

29+1979 calci in culo ad infimo moratti e a tutta la sua cricca di onesti falsificatori

29+1979 calci in culo a Petrucci, Abete, Matarrese, Collina, Palazzi

29+1979 calci in culo a tutti i pennivendoli della stampa italiana

giovedì 20 dicembre 2007

Parlano proprio tutti. Cani e porci compresi

Albertini: "Un anno e mezzo fa è iniziato un lavoro ben preciso, chi ha sbagliato deve pagare e questa deve essere una regola per la vita. Della linea dura si era parlato anche un anno e mezzo fa, ho fiducia nei pm di Napoli, vediamo cosa succederà. Su 'calciopoli 2' le voci circolavano ma certe storie vanno lette in modo approfondito, bisogna capire quanto il calcio sia migliorato, di certo questo scandalo non migliora la nostra immagine all’estero. La vittoria del Mondiale non è bastata. Moratti chiede la revoca dello scudetto del 2002? Non credo che sia possibile, bisogna vedere il lavoro dei pm".
Ruggeri (presidente dell'Atalanta): "E' una vergogna! Le voci su Calciopoli che stesse continuando c'erano, ma nessuno poteva averne la certezza, se non certi personaggi inseriti. Mi aspetto che il presidente Abete prenda decisioni forti nei confronti di alcuni tesserati ed altri presenti in Lega che, come traspare dalle nuove intercettazioni, si permettono di chiamare gente squalificata".
Albertini lo conosciamo bene.
Per Ruggeri, deve evidentemente esserci un problema con quei colori...

La barzelletta del giorno

Non e' vero che lo scandalo calciopoli sia stata tutta ''una montatura'', così come sostenuto dal presidente del Milan, Silvio Berlusconi.
''Certo che esiste'', ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete. Per Abete, oggi a Milano per lo scambio degli auguri di Natale con i vertici della Lega Calcio, ''se ci sono delle sentenze e se delle societa' sono state penalizzate, e' naturale che ci siano state situazioni che hanno portato a dei processi sportivi''. Abete non e' d'accordo con Berlusconi soprattutto perche' dal suo punto di vista ''la giustizia sportiva va rispettata. Io - ha puntualizzato - mi riconosco nelle sentenze che vanno accettate e rispettate. Adesso aspettiamo la giustizia ordinaria''.

Cip (Abete) e Ciop (Petrucci) si coprono a vicenda


Ieri sera, Abete, dopo aver incontrato Petrucci e altri alla riunione straordinaria al Coni, ha dichiarato che ''è stata un'occasione per rinnovare al presidente Petrucci tutta la stima e la solidarietà personale con l'amarezza che, all'interno di queste intercettazioni, sia stata chiamata in causa anche la sua persona".


Oggi, Petrucci ha difeso l'operato nel n.1 della Figc Abete con queste parole: "si potrebbe dire che lui era vicepresidente in quel periodo, ma se le carte non hanno dimostrato responsabilità, non vedo perché debba morire Sansone con tutti i filistei".

mercoledì 19 dicembre 2007

Allarme rosso al CONI


Negli uffici del Coni è in corso un incontro sugli sviluppi di calciopoli tra il presidente del massimo ente sportivo, Gianni Petrucci, e quello della Figc, Giancarlo Abete. All'incontro partecipa anche il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi.

Domandina al garante per la protezione dei dati personali


Ho una domandina (ina ina) da fare al garante per la protezione dei dati personali.

Questo Garante, che sono sicuro frequenti abitualmente i blog e i forum, non dovrebbe magari occuparsi di cose più serie?
Ad esempio, sul sito http://www.repubblica.it/ sono stati pubblicati i verbali delle nuove INTERcettazioni disposte da quei due gran pezzi di P.M. che rispondono ai nomi di Beatrice e Narducci.

Ebbene questi verbali contengono numerosi dati sensibili.

Il numero di cellulare di Moggi, ad esempio.

Oppure il codice del citofono della casa di Moggi a Torino.

O anche l'indirizzo della casa di Moggi al mare.

Ed ancora, il numero di cellulare di Punghellini (con relativo codice IMEI E IMSI).

Per non farsi mancare nulla, il domicilio di Mazzei, Gambelli e Penta.

Ed infine, il numero di cellulare di Abete.


Repubblica ha poi pubblicato una nuova versione dei verbali, ripulendoli probabilmente da alcuni dati sensibili.

Ma io ho la versione originale.

Per cui, caro Garante, se ti servono questi originali, fammi un fischio. Oppure, lascia un commento a questo post.

martedì 20 novembre 2007

Sempre più Farsopoli


(Andy54 per www.ju29ro.com)
---------------------------------------
Navigando in internet troviamo, sul sito fiorentinanews, una intervista del pm Narducci rilasciata al quotidiano sportivo milanese. L'articolo ricorda che il 15 dicembre è il giorno dell'udienza preliminare, a porte chiuse, sulle richieste di rinvio a giudizio dei pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci nei confronti di Luciano Moggi e altre 36 persone.

Dopo un breve profilo del pm, il quotidiano scrive:

"Ama il calcio e tifa Bologna. Quanto segue è tutto quello che, in questo delicato momento, poteva dirci. Uno sfogo amaro, fatto di disillusione ma anche di fiducia. Nel «suo» processo.

Dottor Narducci, è da 39 mesi dentro l'inchiesta. Che idea ha oggi del calcio italiano?

«Un quadro desolante. Bisognerebbe avere il coraggio e la capacità di non seguire più il calcio professionistico. Può sembrare una provocazione, ma le persone sensate dovrebbero abbandonare questo calcio. Poi, però, prevale la passione che ci fa andare contro la logica».

Perché è pessimista?

«Quando si guarda il mondo del calcio dall'interno, come capita a chi fa il mio mestiere, si scopre che si tratta di una realtà molto diversa da quella che è nell'immaginario di tutti. Ci troviamo di fronte a interessi di ogni tipo che nulla hanno a che fare coi principi dello sport. La realtà è peggiore di quello che si possa immaginare. Occorrerebbe una grossa opera di demistificazione: scoprire l'inganno che c'è dietro».

Allora crede che nulla sia cambiato?

«Poco o nulla. Resta il valore di questa inchiesta, ma indagini penali e processi non possono da soli cambiare la situazione. Un discorso che vale anche per la violenza negli stadi. È un problema che riguarda tutti i momenti della vita italiana, non solo quelli dello sport: indagare sui fenomeni degenerati non può cambiarli. Ci vuole altro».

Tipo?

«Non credo che lo Stato possa disinteressarsi, in nome di un'autonomia del mondo dello sport, di alcuni aspetti essenziali. Penso all'ordine pubblico, ai diritti tv, alla giustizia sportiva. Aspetti che riguardano la collettività e lo Stato dovrebbe intervenire direttamente e decidere: lo sport non può da solo darsi le soluzioni. Occorre che lo Stato riprenda l'iniziativa. Coi diritti tv se non fosse intervenuto lo Stato non si sarebbe arrivati alla definizione. E sono di vitale importanza per i club di cui si decide vita e morte».

Ha parlato anche di giustizia sportiva.

«È un tema apertissimo. Bisogna avere il coraggio di dire che interessa tutti: milioni di persone che seguono gli avvenimenti fanno affidamento sul rigore, la trasparenza, la correttezza delle decisioni della giustizia sportiva. A questi lo Stato chiede soldi attraverso i concorsi pronostici e le scommesse e lo Stato deve quindi garantire anche questo. Come? Dando autonomia e indipendenza alla giustizia sportiva evitando che faccia parte degli stessi organismi sui quali deve giudicare».

Sembra difficile.

«Mica tanto. Una struttura esterna alla quale si accede - come per la magistratura - per concorso. O con titoli di studio qualificanti. Creare un "mestiere" di giudice sportivo. Significa avere dei costi, ma deve diventare una professione con possibilità di carriera e retribuzioni adeguate. Utopia? In fondo basta solo avere il coraggio di provare a pensarci».

Preoccupato per quello che la aspetta?

«No. Abbiamo fatto un buon lavoro. E' un'inchiesta solida. Nata per smantellare quel grumo di potere che ha governato il calcio nei primi anni duemila».


COMMENTO.

Per prima cosa restiamo sempre sorpresi quando un pm rilascia interviste inerenti un'indagine o un processo che lo vede attore e, in questo caso, alla vigilia dell'udienza. Sfuggono all'intervistatore, che evita di "approfondire", alcuni aspetti che suonano come evidenti contraddizioni. Sui forum sono stati ampiamente dibattuti. Vediamoli:

Narducci prima dice che è cambiato "poco o nulla" per poi concludere che l'inchiesta è solida e che lui e Beatrice hanno indagato e smantellato la cupola "dei primi anni duemila".

Allora è lecito chiedersi: se i due pm hanno individuato e colpito la "cupola che governava il calcio", essenzialmente individuata in Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto e De Santis che sono stati allontanati dal mondo del calcio, come mai sarebbe cambiato poco o, addirittura, nulla?

Solo due possibili risposte:

1. Non era quella la "vera cupola" o, perlomeno, non la sola dato che una parte consistente del "sistema", un'altra "cupola" non sfiorata, potrebbe agire ancora indisturbata. Ci chiediamo, a questo punto, se a "governare il calcio" potesse essere una coalizione più ampia. Se così fosse stato, gli altri partiti non sarebbero stati indagati, ascoltati, perseguiti. Il processo, se si farà, risulterebbe "monco di una parte del "sistema".

2. Quel "grumo di potere" potrebbe essere stato, allora, prontamente sostituito da un "Nuovo grumo di potere" sul quale non si ha notizia di indagini.


In ogni caso, ci piacerebbe ascoltare il parere degli attuali vertici del calcio italiano alla domanda che sorge spontanea, dopo le dichiarazioni di Narducci: "è vero che non siamo in presenza di "un calcio pulito" e che è cambiato "poco o nulla" rispetto a quando il calcio è stato definito "sporco"? Non lo diciamo noi, lo dice un pm: quale trasparenza e rigore ci offrite in cambio del finanziamento al calcio che ci chiedete e vi offriamo?".

Chi ha raccolto l'intervista questa domanda non se la pone.

Perchè? Forse perchè "scomoda" e dovrebbe costringerli a rivedere quanto scritto o ammettere che "il nuovo calcio pulito", il "venticello nuovo", è solo una trovata pubblicitaria slegata dalla realtà?

E' sfuggito all'intervistatore che se il calcio fosse stato davvero mondato dai suoi peccati il pm Narducci avrebbe dovuto esultare: "Abbiamo sconfitto il marcio" ed invece DENUNCIA che "poco o nulla è cambiato". Se avessimo vestito i panni del giornalista, avremmo posto un quesito naturale al pm: "State indagando anche sull'attuale sistema, visto che è cambiato poco o nulla?". Ma forse non c'era interesse a fare una domanda che facesse chiarezza.

Sulla parte in cui il pm Narducci si spende in consigli su come migliorare il sistema sorvoliamo. Certo anche Narducci, come Borrelli prima, si interessa dei diritti televisivi e gli attribuisce un "ruolo chiave", elogiando il Governo per l'intervento effettuato. Non si dimentichi che il Governo che è intervenuto è uguale a quello che aveva liberalizzato i diritti TV e che questo nuovo provvedimento è ad alto rischio di incostituzionalità, come dichiarato dal presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre.

Anche questa possibile ed interessante domanda ad un uomo di legge, sul parere di un altro uomo di legge, è rimasta in canna al giornalista del quotidiano milanese.


A proposito di domande che ci sarebbe piaciuto leggere rivolte al pm napoletano annoveriamo, tra le più gettonate dal popolo dei forum, le seguenti:

1. A che punto sono le indagini per scoprire il "servitore infedele" che ha divulgato le intercettazioni dandole alla stampa?

2. Perchè atti di una indagine ancora in corso sono stati dati a Borrelli che, ascoltato in Commissione Giustizia al Senato (14 settembre 2006), porta il Senatore MANZIONE ad affermare: "Lei ci ha detto che la richiesta non era stata ancora inoltrata e ancor più che non aveva nemmeno assunto le funzioni, quindi non era in condizione di presentare la richiesta. A volte la forma diventa sostanza"?


Ma queste sono domande di un altro giornalismo ... quello di Enzo Biagi, che non ha lasciato eredi.


P.S. Giunge la prima reazione di "uno dei vertici" del calcio alle parole di Narducci. Parla Matarrese: «Non mi aspettavo parole del genere. Narducci ha fatto un ottimo lavoro, spero non lo disperda così. Ma da queste parole non emerge il magistrato che conoscevo. Sembra quasi voglia auto-denigrarsi». E alla domanda se Narducci ha sbagliato risponde: «Forse gli è sfuggita di mano la situazione. Forse non sa che il calcio oggi è cambiato. Se chiedesse qualche informazione a me, oppure ad Abete, potremmo informarlo meglio». Sull'«inganno che c'è dietro il calcio» Matarrese risponde «Spiace, è andato fuori strada. Denigrare non è il modo migliore per dare una mano, soprattutto in giorni nei quali avevamo bisogno di concentrazione per l'Europeo. Ma questo non cambia la mia stima per lui: fin dall'inizio delle indagini ho sempre apprezzato il suo coraggio».

Giova ricordare che proprio grazie a quelle indagini, Matarrese ha potuto recuperare un ruolo di primo piano nel mondo del calcio dopo anni e dopo che tutti chiedevano a gran voce un rinnovamento del calcio italiano.

venerdì 20 luglio 2007

Sputotti lascia la nazionale


Dopo l'ultimatum non-ultimatum di Abete, il lama di Porta Metronia ha finalmente deciso.
Abbandona la nazionale per dedicarsi alla Roma.
Vuoi mettere la soddisfazione di prenderne 7 a Manchester rispetto alla Coppa del Mondo (del Mondo, Cobolli; non dei Campioni) vinta a Berlino?