Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 24 novembre 2009

Il cielo è azzurro sopra (quasi tutta) Torino


Perdonate la pessima citazione, ma oggi è un grandissimo giorno.
Il Tribunale di Torino ha assolto Giraudo, Moggi e Bettega dalle accuse di falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, ostacolo agli organi di controllo e truffa ai danni della FIGC.
L'assoluzione è con formula piena. Anzi, che dico piena? Pienissima.
IL FATTO NON SUSSISTE.
E' stata assolta anche la società Juventus, che invece aveva richiesto di patteggiare una sanzione di 70,000 euro per le eventuali violazioni amministrative ex legge sulla responsabilità delle persone giuridiche.
Il cielo è quindi azzurro sopra Torino.
Beh, non proprio su tutta Torino.
E' azzurro quasi ovunque.
Ma è nero plumbeo su Fermo Ferraris, Corso Matteotti, Via del Carmine.
La denuncia contro ignoti si è rivelata un flop. Anzi, una cagata pazzesca. Peggio della corazzata Potemkin.
La richiesta di patteggiamento è stata respinta. E la società Juventus è stata anch'essa assolta.
Che Caporetto per gli indegni occupatori di scrivanie altrui e per i loro numi tutelari.
Il comunicato ufficiale pubblicato sul sito che ride, a distanza di ore dalla notizia, rappresenta l'ennesima pagina vergognosa del regime ridentino che siamo costretti a subire da metà 2006.
La chiosa finale di quel comunicato ("la Ridentus precisa che non si è mai dissociata dall’attività difensiva comune a tutti gli imputati, ma si era limitata a definire con la Procura della Repubblica di Torino un congruo ammontare per le violazioni amministrative che fossero eventualmente state riconosciute a suo carico") rivela una coda di paglia lunga da Fermo Ferraris (Ridentonia) a Via Bigli (Onestonia).

giovedì 1 ottobre 2009

Intervista a Daniele Capezzone



Lo Ju29ro Team ha intervistato Daniele Capezzone, portavoce del PDL.
Azionariato popolare, stadi, diritti TV, calciopoli, crisi del calcio italiano, regole e trasparenza. Questi, alcuni dei temi che abbiamo affrontato con Capezzone.
L'intervista completa sarà pubblicata prossimamente su www.ju29ro.com.
Qui, una succosa anticipazione.

- Allo scoppio di Calciopoli, La ricordiamo tra i più critici delle posizioni innocentiste e arrivò perfino a invocare Zeman alla FIGC. Poi, legittimamente, ha cambiato idea. Perché?
Ricordate bene, ma solo a metà. E’ vero, ritenevo e ritengo che molte delle questioni poste da Zeman fossero fondate in termini generali: una per tutte, l’eccesso di farmaci nel nostro calcio. Invece, ritenevo e ritengo che contro Moggi (e Giraudo) si sia fatto qualcosa di simile all’operazione indegnamente condotta a suo tempo contro Craxi: aggredire qualcuno, e salvare tutti gli altri. Come se nel calcio italiano ci fosse stato un “lupo cattivo” in mezzo a tanti “Cappuccetto Rosso”. Per questo, non ho avuto la minima esitazione a difendere Moggi da un tentativo di linciaggio che ritengo inaccettabile. Farei la stessa cosa, oggi, per difendere Briatore, per fare un altro esempio sportivo.


- Molti opinionisti, Juventini e non, hanno attribuito grandi responsabilità alla proprietà della Juventus per quanto accaduto nell'estate del 2006. Secondo la quasi totalità di essi, c'è stata una difesa legale insufficiente. Esistono poi tre linee di pensiero: chi afferma che la proprietà della Juventus ha organizzato lo scandalo, chi dice che ha cavalcato lo scandalo, chi ancora sostiene che ha solo subito lo scandalo. Quale teoria Le sembra più realistica?
Io non sono mai stato affezionato ai complotti e alle “conspiracy theories”. Credo, molto semplicemente, che si sia scelto un profilo basso, per ragioni magari comprensibili, ma a mio avviso non condivisibili. Ora, la nuova dirigenza della Juve, che ha comunque molti meriti, potrebbe forse - essendo passati degli anni, ed essendo il clima meno avvelenato di allora - contribuire ad aprire una vera discussione su quello che accadde. Fu ingiusto colpire - di fatto -
solo la Juve e i suoi dirigenti di allora.

- Il trionfo di soli tre anni fa al mondiale di Germania avrebbe dovuto garantire un significativo sviluppo del nostro sistema calcio. Oggi sperimentiamo una crisi diffusa: crisi di nuovi talenti, di risultati in Europa da parte dei club, crisi di appeal televisivo del nostro campionato all'estero. Dalle ceneri di Calciopoli è nato un calcio peggiore?
Siamo indietro anche a prescindere da questo. Abbiamo quotazioni in borsa fragili, che sarebbero rese più solide se le società fossero proprietarie degli stadi e avessero un merchandising più consistente (in questo senso, la Juve è avanti rispetto agli altri su entrambi i fronti). E poi resto convinto che la vera svolta sarebbe quella dell’azionariato popolare, con i tifosi-azionisti chiamati ad eleggere i dirigenti sulla base di precisi programmi, come in Spagna.

venerdì 8 maggio 2009

Alessio Tacchinardi ju29ro


Alessio Tacchinardi, colonna della Juventus (con cui ha vinto tutto) e scaricato dalla Ridentus, ha rilasciato un'intervista alla trasmissione "Soccer Time" (IES TV), attaccando pesantemente i ridens di Ridentonia (e Cannavaro) ed elogiando invece quella "banda di truffatori" che c'era prima.
Ecco in QUATTRO punti il tacchi-pensiero.

1. Cobolli e Blanc. La colpa è loro. Nel calcio di oggi non si inventa niente, hanno buttato milioni di euro in 3 anni comprando giocatori che non hanno lasciato il segno: Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen, De Ceglie, Grygera, Saliahmidzic e molti altri... A parte Sissoko e Amauri hanno buttato via un sacco di soldi. Quando prima di lasciare la Juve sono tornato dalla Spagna con il nuovo entourage in una settimana di ritiro nessuno mi ha mai chiesto e detto niente, ero visto come un figo della triade e mi hanno messo alla porta.

2. Cannavaro. Cannavaro è un altro sbaglio della dirigenza: 36 anni, uno che è scappato per non andare in B e adesso torna perchè gli fà comodo... Allora prendiamo anche Zambrotta, Emerson e Capello...

3. Alessio Secco. Secco è un bravo ragazzo, ma vederlo come Direttore Sportivo sinceramente... Le responsabilità di questa situazione è anche sua.

4. Quella "banda di truffatori" che c'era prima. Io ho avuto la fortuna di lavorare con una dirigenza competente (Moggi, Giraudo e Bettega; nota del Mago). Sarò sempre grato a Moggi, un grande conoscitore di calcio che non ha mai sbagliato un acquisto, l'ultimo un certo Ibra... Vederlo con la maglia dell'inter mi fà male, senza di lui i nerazzurri avrebbero 30 punti in meno

Alessio (tacchinardi, non Secco) juventino vero.
Alessio (Secco, non Tacchinardi), a fare le fotocopie.
Cirigenti a fare in culo.
STOP

giovedì 30 aprile 2009

Un responsabile. C'è solo un responsabile


Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile


Ranieri è un allenatore mediocre e senza personalità. Verissimo.
Diversi giocatori non sono da Juve. Verissimo.
Alcuni giocatori pretendono di giocare sempre, anche quando non lo meritano. Verissimo.
Alcuni giocatori sono in fase calante/tramontante. Verissimo.
Alcuni giocatori non sembrano impegnarsi allo spasimo. Verissimo.
Secco è giovane, inesperto, chiacchierone ed un po' presuntuosetto. Ed ha in pratica solo due titoli di merito: l'esser figlio del Ragionier Secco ed il saper guidare una moto da cross. Verissimo.
Blanc non capisce nulla di calcio, non ha mai gestito una società in vita sua e non ha alcuna intenzione di lasciare la doppia carica (e, soprattutto, il doppio compenso) di amministratore delegato e direttore generale. Verissimo.
Fassone è un modesto impiegato, chiamato ad un compito troppo difficile per le sue limitate capacità. Verissimo.
Castagnini è amico di Baldini e non si capisce per quale motivo abbia preso il posto di Ceravolo. Verissimo.
Cobolli Gigli è .... semplicemente Cobolli Gigli. Verissimo.
Tutto molto bello, tutto molto vero.
Va benissimo criticare la dirigenza e Ranieri per i risultati (non) ottenuti.
Va benissimo fischiare i giocatori quando non lottano come dovrebbero.
Va benissimo.
Ma ad una condizione.
Che non si trascuri un punto fondamentale.
Dirigenza, Ranieri e giocatori hanno, chi più chi meno, delle colpe. Questo è indiscutibile.
Ma il vero responsabile dello scempio in corso da maggio 2006 è un altro.
Ha un nome ed un cognome.
John Jacob Philip Elkann, figlio di Alain Elkann e di Margherita Agnelli, nipote dell'Avvocato e suo poco degno erede.
E' John Jacob Philip Elkann a comandare, formalmente, nella famiglia.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi dichiarato, il 7 maggio 2006, vicino alla squadra e all'allenatore, scaricando di fatto la Triade.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver dichiarato che "ci sono stati comportamenti riprovevoli" e che la Juve ha voltato "pagina dopo un capitolo triste della nostra storia", contribuendo in maniera determinante alla costruzione di quel sentimento popolare che ha poi giustificato la retrocessione in Serie B con penalizzazione, il furto di due titoli, la distruzione di una squadra stellare e di una società all'avanguardia e che ancora oggi consente a gente come Giacomo Crosa (tanto per fare l'ultimo di tanti esempi) di denigrare in maniera indegna la Juventus ed i suoi tifosi.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver ribadito che "le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive", in modo da continuare ad alimentare la fiammella del sentimento popolare.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi inventato che "le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così", trascurando il fatto che Moggi e Giraudo non hanno mai chiesto una lira o un euro alla proprietà, mentre la Nuova Juventus 2006 FC ha potuto beneficiare di un aumento di capitale da 105 milioni di euro sostenendo poi spese (queste si, insostenibili) per bidoni del calibro di Andrade, Tiago ed Almiron (per non parlare di Poulsen).
E' John Jacob Philip Elkann ad aver scelto la cirigenza più ridentina che ci sia (che a sua volta ha scelto Ranieri che a sua volta ha contribuito a scegliere i bidoni che tutti sappiamo).
E' John Jacob Philip Elkann a brillare per assenza e disinteresse, una volta ottenuta la Serie B grazie anche a quel sentimento popolare da lui opportunamente titillato, quando si tratta di Juventus.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver fatto capire (a chi non lo avesse ancora capito) che non c'è trippa per gatti (checché ne dicano certi gattini di mia conoscenza) quando alla recente assemblea Exor si è limitato ad attaccare, in maniera francamente un po' vigliacca, la componente più debole della Nuova Juventus (invitando allenatore e giocatori - ma non i suoi logorroici cirigenti - a chiacchierare di meno e a vincere di più) e a ribadire il suo manifesto a favore di un calcio eco-sostenibile (eco, nel senso di economia non nel senso di ecologia).
Quindi, contestiamo pure cirigenti, allenatore e (certi) giocatori.
Ma non dimentichiamoci che il pesce puzza dalla testa.
E che le responsabilità di John Jacob Philip Elkann fanno impallidire quelle di tennisti, pallavolisti, gemelli, bovini, cantanti, camaleonti, motociclisti, bidoni etc etc
E quindi contestiamo ancora più ferocemente l'unico responsabile di (ad oggi) tre anni di merda.
John Jacob Philip Elkann.

Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile

giovedì 2 aprile 2009

Moggi contro Franzo Grande Stevens


Luciano Moggi, prendendo spunto da quanto accaduto nell'Aula del Tribunale di Napoli in giorno 24 marzo u.s., ha pesantemente stigmatizzato il comportamento della società Juventus FC nei suoi confronti.
Il Tribunale di Napoli, infatti, con la decisione di escludere la parti civili ha, di fatto, escluso anche qualunque coinvolgimento della società Juventus, che dunque esce definitivamente dal processo in corso.
A far imbestialire l'ex DG bianconero è la memoria contro di lui presentata dai legali della società (lo studio Grande Stevens...). In questa memoria di 34 pagine, secondo LA STAMPA, la Juventus lo accuserebbe di aver mantenuto comportamenti discutibili "travalicando le funzioni a lui assegnate".
La risposta di Luciano Moggi, pubblicata su Libero il 31 marzo, è una autentica stilettata rivolta verso la società e verso l'ex Presidente Grande Stevens (ora, purtroppo ed inspiegabilmente, Presidente Onorario).

Come redazione di ju29ro.com abbiamo raggiunto al telefono l'ex DG, per avere un suo commento. Ecco il contenuto della conversazione.

Direttore, abbiamo letto toni molto duri nel suo intervento.
"Avete letto bene. Per il bene che ho voluto e voglio ancora alla Juventus, aver saputo di quella memoria, peraltro dichiarata inammissibile, è stata una grossa delusione".

Cosa rimprovera in particolare e a chi?
"Tutto quello che io facevo era esclusivamente nell'interesse della Juventus. La nostra forza erano le sinergie. La Juventus era un modello frutto del lavoro di tutti in piena armonia. Per questo spiace molto essere individuato e indicato come una specie di cane sciolto che assumeva iniziative personali dannose per la società".

Tra qualche giorno comincerà la fase cruciale del processo a Napoli, cosa si aspetta?
"Mi aspetto che la verità possa finalmente essere accertata. So che ci vorrà del tempo, ma non ho dubbi che potrò dimostrare la mia innocenza e tornare a guardare il calcio come un gioco e non come una battaglia giuridica".

I nostri lettori hanno ormai capito ruoli e repsonsabilità di quello che è successo. Ci inviano quotidianamente attestati di stima e simpatia per Lei e per Bettega e Giraudo:
"Affido a voi della redazione di JU29RO il compito di ringraziare tutti i lettori per il sostegno morale. E venitemi a trovare in redazione a Milano".

Di seguito, la replica di Moggi pubblicata su Libero (quotidiano con cui collabora da oltre due anni)

La Juve esce da Calciopoli. Resto solo io a difenderla.

"Ora basta! Un celebre pensatore di qualche tempo fa sosteneva che niente più della pochezza dell’uomo può rendere l’idea dell’infinito. Concordo pienamente, dopo aver letto dell’estromissione della Juventus dal processo di Napoli, nel quale sono imputato per illeciti mai commessi, mentre sicuramente (non sono il solo a sostenerlo) ho garantito dodici anni di gloria e successi ad una società che ci fu affidata dagli Agnelli, nel nome di milioni di tifosi in Italia e nel mondo, garantendo ricavi e guadagni , senza mai spendere in incauti acquisti. Se la Juve continua ancora a vincere lo si deve ai giocatori lasciati dalla nostra gestione, anche nel settore giovanile (vedi Torneo di Viareggio).

Dopo l’ennesima apparizione processuale della società bianconera, apprendo addirittura che la nuova dirigenza sembrerebbe dichiararsi “vittima” di un mio presunto travalicamento di funzioni, come se fossi stato un dirigente che, invece del bene della squadra e della società, avesse abusato del suo potere per commettere atti, all’oscuro degli altri dirigenti sopra preposti.

L’ora della verità

Oltre che premettere l’assoluta infondatezza di questa ricostruzione, perché mai ho commesso atti contrari alla legge, vorrei far sapere all’attuale nuova dirigenza della Juventus (peraltro non mi sembra che l’avvocato Franzo Grande Stevens sia poi così nuovo dell’ambiente) che ogni mia decisione ed ogni mia iniziativa era operata con il pieno appoggio e in collaborazione con i dirigenti a me superiori in grado, e le mie scelte legittime hanno sempre garantito soltanto vittorie sportive e risparmi economici, mentre in altre realtà “altri” spendevano decine milioni di euro per vedere “noi” continuare a vincere.

Sono forte della mia innocenza e questo mi basta, unitamente all’affetto costante dei numerosi tifosi juventini che incontro quotidianamente e che si rendono perfettamente conto dell’ingiustizia che è stata perpetrata. Man mano che, a piccoli passi, si avvicina il momento della verità (quando cioè anche i più scettici dovranno arrendersi all’evidenza della mia completa innocenza) mi accorgo che registi, esecutori e protagonisti vari di questa vicenda cominciano a mostrare cenni di insofferenza, percepiscono il rischio di doversi confrontare con una realtà che li costringerebbe ad ammettere i loro errori.

È bene infine che si sappia che la tanto citata memoria difensiva della Juventus, che a leggere certa stampa (!) avrebbe visto la propria origine nello studio legale dell’avvocato Grande Stevens, è stata dichiarata inammissibile dal collegio giudicante: un po’ come la loro accusa nei miei confronti.

Il tradimento

La Juventus esce quindi dal processo, bontà degli avvocati costituiti tra cui ovviamente Trofino e Prioreschi, legali del sottoscritto: non c’è stata costituzione di parte civile e quindi, come sempre, sarò io a dover assumere l’onere di difendere non solo l’onestà del mio operato ma anche, indirettamente, la correttezza dei successi sportivi conquistati dalla Juventus.

Da quando è iniziato questo calvario, ho iniziato a raccogliere le prove di quanto fosse infondato ed ingiusto il tentativo, ordito nei miei confronti, di attribuirmi colpe e responsabilità che non ho: la società nella quale avevo creduto e per la quale mi ero impegnato professionalmente come mai prima nella mia vita, aveva deciso di voltarmi le spalle, tradendo il vincolo di fiducia che l’Avvocato prima ed il Dottore poi, mi avevano sempre costantemente rinnovato, con continui pubblici e privati attestati di stima, indelebili nella mia memoria.

In ogni processo infatti, statale o sportivo che fosse, la Juventus ha sempre rinunciato a combattere, senza nemmeno provare a rimuovere le tanto ingiuste e pretestuose accuse mosse, decidendo di accettare e patteggiare supinamente. Morale: retrocessione e revoca degli scudetti vinti con giocatori che, qualche mese dopo erano su sponde opposte a disputare, quali migliori del mondo, la finale di Berlino per il titolo mondiale!"

martedì 10 marzo 2009

La fiera del vintage


I PM napoletani del processo su Farsopoli - Beatrice e Narducci (Beatucci per gli amici, quando si presentano in coppia) - sono impegnati in questi giorni nelle requisitorie per i riti abbreviati scelti da diversi imputati (Antonio Giraudo, Tullio Lanese, Marco Gabriele, Stefano Cassarà, Duccio Baglioni, Domenico Messina, Gianluca Rocchi, Paolo Dondarini, Alessandro Griselli, Giuseppe Foschetti e Tiziano Pieri).
Le argomentazioni utilizzate dai PM per dimostrare il coinvolgimento di Antonio Giraudo sono di un certo livello.
Ammonizioni mirate.
Sorteggi taroccati.
Copertura mediatica (Biscardi in pratica...) offerta agli arbitri della cupola da Moggi e Giraudo.
Mica bau bau micio micio.
Non stanno certo a pettinare le bambole i nostri Beatucci.
Su ju29ro.com trovate tutti gli aggiornamenti su questa autentica fiera del vintage (clicca QUI).

venerdì 23 novembre 2007

La barzelletta del giorno


(Vi sembra un falco questo?
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Fulvio Bianchi

Spy Calcio - Repubblica

23 novembre 2007


La responsabilità oggettiva e il "falco" Cobolli Gigli

Si discute molto in Italia di responsabilità oggettiva. Lo stesso presidente Uefa, Michel Platini, in materia è piuttosto scettico. Ma è difficile che al momento possa cambiare qualcosa, anche se i presidenti (italiani) sono preoccupati perché temono di pagare anche per incidenti che avvengono sempre più lontani dagli stadi. "E che colpa abbiamo noi se rubano in un autogrill?", si chiedono. Il "falco" della situazione è un insospettabile, Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus. C'è chi lo paragona già ad Antonio Giraudo, almeno in quanto a grinta.

giovedì 8 novembre 2007

Dirigenti e dirigentastri

La Juventus fa parte (purtroppo, ora è il caso di dire "purtroppo") del più grande gruppo industriale italiano.
Un gruppo che ha sempre (sempre?) difeso i propri dirigenti.

Vediamo alcuni casi clamorosi.

Francesco Paolo Mattioli (Tangentopoli). Difeso.
Franzo Grande Stevens (Swappopoli). Difeso.
Gianluigi Gabetti (Swappopoli). Difeso.
Franzo Grande Stevens (Ereditopoli). Difeso.
Gianluigi Gabetti (Ereditopoli). Difeso.

Ci sono due eccezioni (anzi, tre) alla regola.

Luciano Moggi (Farospoli). Cacciato.
Antonio Giraudo (Farsopoli). Cacciato.

La terza eccezione è Roberto Bettega. Pur non essendo implicato in Farsopoli, è stato cacciato pure lui. Forse perché troppo legato a Giraudo e Moggi. Forse perché troppo bianconero.

venerdì 29 giugno 2007

Bettega indagato per falso in bilancio, che tempismo...

Bettega è indagato nell'ambito dell'inchiesta sui (presunti, molto presunti) falsi in bilancio della Juventus.

Tre commenti:
i) storia vecchia (Moggi e Giraudo erano già indagati da tempo);
ii) che tempismo: scade il contratto del Bobby e zac arriva l'avviso di garanzia;
iii) chi era il presidente che aveva firmato quei bilanci? Come mai non è indagato pure lui?

lunedì 25 giugno 2007

mercoledì 16 maggio 2007

Il cognato di Patrizia non ha nulla da dire?


Deliranti dichiarazioni di Lapo Elkann a Striscia la Notizia



"Senza Moggi e Giraudo sicuramente affronterò il campionato con maggior serenità e tranquillità. Perché dico sicuramente ci dà più tranquillità sapere che le vittorie e le battaglie le vinciamo sul campo".


Il Sig. Lapo Elkann è maggiorenne e vaccinato e quindi ha tutti i diritti di trascorrere le sue serate come meglio gli aggrada. Se ciò che lo soddisfa è una serata con diversi travestiti, cocaina ed altre droghe, faccia pure. Ben che gli vada, la nomina a presidente onorario del partito "la rosa (ed altro) in quel posto" non gliela leva nessuno. Mal che gli vada... beh ci è già andato molto vicino.


I fatti non saranno chiari, come dice il Sig. Lapo Elkann a Valerio Staffelli. Ma "il fatto" è chiarissimo.


A prescindere, mi attendo che il cognato di Patrizia, il pallido e tremolante John, prenda posizione sulle deliranti dichiarazioni dell'occhialuto fratellino.


Ed immagino che il tifoso Cobolli ed il presidente Gigli, che non disdegnano l'esternazione frequente e scomposta, stiano già preparando le dichiarazioni da rilasciare alla stampa. Con l'augurio che si tratti di dichiarazione a gemelli unificati.


Un fatto è certo (anzi, con Lapo, due fatti).

Via gli Elkann dalla Juve

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