Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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giovedì 1 aprile 2010

Non ne era capace. Forse


Mi è casualmente venuto in mente un passo della struggente, commovente, straziante, dilaniante lettera che Moratti ha scritto a Facchetti quando il Cipe (pace all'anima sua, salutami il Candido) ha prematuramente lasciato questa terra.

"Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace."

Non ne era capace. Forse.

giovedì 12 febbraio 2009

La leggenda del Verona e del sorteggio integrale


Mario Incandenza, direttore della redazione di ju29ro.com, ha scritto un istruttivo articolo che smonta una delle tante leggende metropolitane diffuse nel mondo del calcio.
Luoghi comuni, leggende mediatiche, bufale. Nell'era di Farsopoli se ne sentono di tutti i colori. Tra le tante, c'è la storia secondo cui l'unico campionato in cui gli arbitri sarebbero stati designati mediante sorteggio integrale lo scudetto andò alla provinciale per antonomasia: il Verona. Questa storia sta facendo da anni il giro di tutti i salotti televisivi, da Rai a Mediaset, da Sky a La Sette, con tecnici e commentatori illustri, da Arrigo Sacchi a Mario Sconcerti, a darsi ragione a vicenda, tutti a convenire che solo il sorteggio "integrale", cioè non preventivamente indirizzato dai responsabili della CAN, sia garanzia di equità di trattamento.
Leggete l'articolo su ju29ro.com (clicca QUI)
Interessante, no?
Questo dovrebbe far riflettere tutti quei tifosi normalizzati e con le fette di salame sugli occhi, che continuano imperterriti a leggere gazzette varie e a guardare sconcezze televisive tipo domenica sportiva e controcampo.
Non vi rendete conto che vi rifilano panzane a ripetizione (dei Jean Claude, se mi consenttie, solo un po' meno clouseggianti).
In conclusione vi dico: se sentirete ancora qualcuno affermare in tivù, impunemente, che l'unico anno in cui ci fu il sorteggio integrale degli arbitri il campionato lo vinse il Verona, mi raccomando, copiate il link a questo articolo e inviatelo al sito della trasmissione, chiedendo la cortesia di cominciare ad invitare opinionisti in grado di fornire informazioni corrette.

mercoledì 11 febbraio 2009

Mutinho


San Massimo da Appiano, Onestinho per gli amici, non ha gradito il trattamento riservato dai mass-media alla sua squadra e l'ironia di Teo Teocoli.
Secondo Onestinho, vittima di una evidente sindrome da accerchiamento (che sia sempre colpa di quella banda di truffatori?), i mass-media tenderebbero ad ingigantire gli episodi pro-Inter, cui verrebbe dato un risalto decisamente maggiore rispetto ai favori arbitrali elargiti a Juve e Milan. Già, come no.
L'imitazione di Onestinho da parte di Teo Teocoli ha ulteriormente irritato l'onesto inquilino di Via Bigli, che non ha per nulla apprezzato la battuta del comico rossonero su Pianginho: «Se lo incontro la prossima volta lo mando aff....».
Attapirato come non mai, Onestinho ha deciso di imporre a tecnici e giocatori di osservare un rigoroso silenzio stampa sino al derby di domenica prossima.
Continua quindi il triste declino dello specialòne, il nostro Facchetti du Portugal (cit. Trillo, clicca QUI).
Da Juventinho a Pianginho, la scorsa settimana.
Da Pianginho a Mutinho, questa settimana.

martedì 10 febbraio 2009

Tappetinho


Gianni Petrucci, gran capo (purtroppo) dello sport italiano, a Sky Sport: "Non voglio commentare quello che ha detto Mourinho. Ognuno adotta la politica che gli sembra maggiormente opportuna. Poi a me piace Mourinho, è un
tecnico intelligente. E' riuscito a portare alcune novità e quando
parla riesce a non essere banale. Moratti ha fatto veramente bene a
prenderlo come allenatore
".

Cos'aveva detto Pianginho?
Al termine della partita con il Lecce, stravinta dagli Onesti, Pianginho si era lanciato in una geremiade sugli arbitri.
"Vorrei proprio rivedere l'intervento in area su Ibrahimovic nel primo tempo perché secondo me poteva essere rigore. Qualche settimana fa, per usare la parola 'paura' con l'arbitro sono stato squalificato, stavolta allora userò la parola 'strano'. E' strano che Ibra subisce un'entrata del genere sul risultato di 1-0 in un momento delicato della partita e l'arbitro lo ammonisce (tra l'altro si arriverà a un momento cruciale della stagione in cui sarà squalificato); è strano che, contro il Torino a San Siro in svantaggio di un gol l'arbitro non vede un fallo da rigore a nostro favore; è strano che in tutta la settimana nessuno parla di quell'episodio e nessuno torna sull'argomento. Tutto molto strano, ma non posso farci niente, posso solo lavorare e andare avanti per la mia squadra".

In sintesi, quindi, Pianginho sostiene che succedano cose strane ai danni suoi e della sua squadra.
E Petrucci, gran capo dello sport italiano, che fa?
Invece di tirare le orecchio a Pianginho, lo ricopre di elogi e si complimenta con il presidente Onestinho.
Tappetinho!

Pianginho


(Bonarober per www.juworld.net)
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Ho apprezzato alcune uscite dello specialòne.
Ad esempio, quando ha sfanculato Sconcerti e Varriale.
Oppure, come dimenticarlo, quando ha dileggiato gli scudetti "vinti" dagli Onesti a prescindere.
Purconciotuttavia, chi va coi piangina impara a "pianginare".
E lo specialçone ha imparato molto in fretta.
D'altronde, lui non è un pirla.
Ed ecco che in queste ultime settimane, proprio dopo la sfuriata contro gli scudetti in segreteria, lo specialçne ha iniziato a compartsi da perfetto piangina, con continui lamenti per presunti torti arbitrali (ai danni suoi) e presunti favori arbitrali (pro New Holland FC).
Pianginho, altro che juventinho.

PS Ho chiuso in anticipo il sondaggio sullo specialòne ju29ro ad honorem. Ci sono già fin troppi intertristi in fermo ferraris e corso matteotti, per andare ad imbarcane un altro, seppure ad honorem

venerdì 9 gennaio 2009

Interisti non si diventa. Si nasce


Il figlio di Giacinto Facchetti (a cui valori qualcuno sempre si ispira), pensando di difendere il papà, ha dichiarato che la buonanima chiamava gli arbitri...
Questo conferma che interisti (=coglioni) non si diventa. Si nasce. E loro lo nacquero.

Comunque, in questa splendida republlica delle banane a forma di stivale, chi si incontrava con gli arbitri di nascosto in un ristorante nel giorno di chiusura è rimasto in Champions League (riuscendo addirittura a vincerla).
Chi chiamava gli arbitri (Gianfelice dixit) e si incontrava con uno di questi (Nucini), ha vinto uno scudetto di cartone e due scudetti di latta.
Chi invece chiamava, come consentito dal regolamento, i designatori, è finito in B con due scudetti in meno (oltre a quelli che avremmo sicuramente vinto negli anni successivi).
Grazie Elkann.
Grazie Cobolli.
Grazie Blanc.
Grazie Montezemolo.
Grazie Gabetti.
Grazie Zaccone.
Grazie Grande Stevens.

lunedì 20 ottobre 2008

I Muti della Crocetta


Il Presidente del Napoli (De Laurentiis), dopo aver battuto Karneadic & Co al San Paolo, ha dichiarato quanto segue: "la cosa straordinaria è che dopo Calciopoli si è ritrovata la strada della serietà professionale e c'è spazio per tutti, nulla è prevedibile, e il pubblico si può veramente divertire, con un campionato che non diventa scontato dopo sette partite".

Il Presidente del Catania (Pulvirenti) ha commentato: "non so se De Laurentiis abbia ragione o meno, ma noto che in campionato si respira un clima più sereno. Rispetto a qualche stagione addietro, adesso si accettano gli errori arbitrali, perchè si è convinti che vengono commessi in buona fede.Sicuramente c'è più serenità, non mi pare di assistere alle polemiche degli altri anni".

Quelle due frasi indegne hanno ricevuto una risposta "congrua"
Questa: "chi vinceva nel 2006 aveva una squadra eccezionale"

Chi è stato a replicare al duo meraviglia del Sud?

Cobolli? No
Gigli? Neanche

Blanc? Ma suvvia...

Elkann? Ah ah ah ah ah

Grande e/o Piccolo Stevens? Cazzo gliene fotte a loro?

Montezemolo? Scrivete ancora a Babbo Natale?

Va beh, visto che non ci arrivate...

Galliani.

A Torino, tutti muti (come sempre quando qualcuno spala merda sulla vera Juve).

mercoledì 2 luglio 2008

Vota il nuovo sondaggio


(Non prendi l'aereo? Viaggia in Aveo)

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Chi ha pronunciato questa frase?

"Non è un mio problema il fatto che gli altri comperavano arbitri ed altre squadre. E' ancora peggio. Io lottavo sul campo dando il 200% ed altri si preoccupavano di tutto per telefono".
Le risposte possibili sono 6:

1. John Elkann
2. Lucky Luke
3. Renzo Castagnini
4. StankoWC
5. Gigli (non Cobolli)
6. Un tennista di Chambery

Il sondaggio si chiude il 31 luglio, giusto un mese prima del compleanno di Lucky Luke.

mercoledì 14 maggio 2008

Non ci sono ancora riusciti...


Ma domenica si impegneranno come al solito al massimo (moratti).

Chi preverrà?

Gli aiutini di Collina?

Oppure la demenza di una squadra e società di coglioni?

lunedì 25 febbraio 2008

Cesare Rossi e Guido Gussoni

(Cesare Rossi)
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(Guido Gussoni)
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Questo spiega molte cose.

domenica 24 febbraio 2008

Caro Killer ti scrivo


(Da Benissimo Neonato e dal Roland Garros alla Juventus...)

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Lettera aperta ai presidenti Figc e Aia

Nel corso di questo e del precedente campionato la Juventus ha sempre cercato di attenuare le tensioni nei confronti del mondo arbitrale, evitando di trascendere in polemiche animose e accettando con fair play decisioni anche controverse. Un atteggiamento che, purtroppo, alla luce dei fatti di Reggio Calabria deve essere riconsiderato.


Ancora una volta, nel corso di questa stagione, la Juventus è stata danneggiata in modo irreversibile dalle decisioni del direttore di gara. Il ripetersi di episodi così gravi impone di richiedere un intervento dei massimi organismi federali a garanzia della regolarità del campionato e a tutela dell'impegno e della professionalità dei giocatori, dei tecnici, dei dirigenti della Juventus.


La Federcalcio ha il dovere di vigilare sul rispetto delle regole e di garantire la lealtà della competizione sportiva, messa in discussione dall'inadeguatezza di parte della classe arbitrale. Alcune decisioni dei direttori di gara stanno confermando un dubbio sollevato da più parti: e cioè, che nei confronti della Juventus non vi sia un atteggiamento sereno e adeguato alla serietà con la quale la Società e la squadra affrontano i propri impegni.


Quel che è certo è che la Juventus non può continuare a pagare colpe per le quali ha già scontato una pena estremamente severa e dalla quale si sta risollevando anche grazie alla passione dei propri tifosi, che legittimamente chiedono rispetto.


Oggi, in una fase decisiva del campionato e in prossimità di decisioni strategiche per il futuro finanziario della Società, la Juventus richiede che la Federcalcio prenda provvedimenti immediati ed efficaci per sanare una situazione gravemente compromessa.


Bisogna ritrovare fiducia nella classe arbitrale e ridare slancio al calcio italiano. Un mondo che si basa sulla passione, sull'impegno ma anche su competenze e professionalità che non possono essere frustrate da una componente che si ostina a chiudersi alle novità e a reagire con irritazione alle critiche.


Per gli inetti di Fermo Ferraris

L'ex direttore generale di Benissimo Neonato

Il Tennista Pallista Rien ne va plus

mercoledì 13 febbraio 2008

La nuova cupola


(Bonarober per www.juworld.net)

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di Paolo Bertinetti



Qualche giorno fa il giudice milanese, utilizzando un cavillo giudiziario, ha graziato l’Inter per il reato di falso in bilancio; ma avendo il giudice comunque riconosciuto che le plusvalenze c’erano, il superprocuratore Palazzi ha deferito l’Inter per slealtà sportiva. Nessun problema: sarà graziata anche per quello. Tuttavia il leale Moratti, per distogliere l’attenzione dal deferimento, ha sproloquiato a proposito di una banda di truffatori che avrebbe privato l’Inter dello scudetto del 5 maggio – quello della partita in cui il leale Materazzi implorava i giocatori della Lazio perché li lasciassero segnare.

In effetti un procedimento per slealtà sportiva contro una squadra a cui è stato regalato (questo sì in modo truffaldino) lo scudetto degli onesti, potrebbe suscitare qualche dubbio. Ma anche a questo proposito l’onesto Moratti non ha nulla da temere. Non mi pare che i giornalisti abbiano fatto notare la cosa: sono tutti impegnati a normalizzare, a spiegare che ciò che accadde nel 2006 non fu un’ignobile farsa, che al massimo ci fu qualche erroruccio e che non se ne deve parlare più. Infatti anche Cobolli Gigli, dopo avere ovviamente detto che lo scudetto del 5 maggio è stato vinto dalla Juve sul campo, si è ben guardato dal dire che anche gli scudetti del 2005 e del 2006 sono stati vinti dalla Juve perché era enormemente più forte dell’Inter.

Intanto l’elenco degli “errori arbitrali” a favore dell’Inter si allunga a dismisura. Dopo l’ennesimo clamoroso “errore”, quello di Catania, non risulta che qualche giornalista moralista abbia avanzato l’ipotesi di una cupola formata da Moratti, Collina e Farina. Eppure gli “errori” sono infinitamente più numerosi e più influenti di quelli che consentirono loro di immaginare una cupola Moggi, Pairetto, De Santis.

Ma adesso i moralisti si sono ricomposti. Dopo aver linciato la Juventus sono tornati garantisti (come quando bisognava proteggere l’Inter dei passaporti falsi), attenuano i toni facendo i gentlemen, proclamano che non bisogna turbare i tifosi e sono tutti paladini del fair play e del terzo tempo. E quindi, al massimo, criticano Farina perché non vi ha partecipato. In questo trionfo di ipocrisia, però, non si dimenticano mai, parlando compostamente del presente, di buttare lì una frase che subdolamente suggerisca al lettore che la Juve “rubava”. “Inter come la Juve” è la loro retorica domanda. Come dire: la Juve rubava, pensate che anche l’Inter rubi? E naturalmente la risposta che suggeriscono è no. Alla fine dei loro oggettivi discorsi resta solo la calunnia contro la Juventus.

martedì 22 gennaio 2008

Gli stessi "aiutini" e con meno classe


Il Giornale - 22 gennaio 2008


Mettiamoci l'anima in pace: l'Inter è indubbiamente la squadra più forte, ma anche - indubitabilmente - quella più favorita. Dalla buonasorte e dagli arbitri. Anzi, l'ordine dei fattori invertitelo pure visto che a determinare la prima sono proprio i secondi. Sì, proprio quei signori accusati fino a ieri di essere alle dipendenze di Luciano Moggi e di favorire quindi la Juventus e che adesso, come accade fisiologicamente ad ogni cambio di regime, stanno «scortando» i Mancini's boys verso la conquista del loro 15° titolo (sì, avete letto bene, 15: gli scudetti cartonati non contano). Un modo tipicamente italico per garantirsi un futuro tranquillo, per sé e le proprie famiglie.

Nel dubbio, quando arbitrano l'Inter, fischiano sempre a favore. E se accade qualcosa di strano nell'area nerazzurra, non fischiano proprio. Gli ultimi dubbi sull'applicazione di questa nuova «regola» sono evaporati domenica sera a San Siro insieme alla nebbia. Ormai si va oltre la semplice sudditanza, siamo passati alla deferenza tout-court. Non c'è bisogno di telefonare al designatore o ai direttori di gara: sanno da soli ciò che devono fare. Persino ai tempi di Moggi c'era più discrezione, di sicuro più intelligenza. L'aiutino alla Juve arrivava una tantum, senza dare troppo nell'occhio, adesso invece lo si sbatte in faccia platealmente ogni domenica, in spregio al buongusto. È possibile un break, egregio signor Collina? O vogliamo andare avanti così finché la matematica non assegnerà pure ’sto tricolore a Moratti & friends? Attendiamo smentite. Che, di sicuro, non ci saranno poiché il finale della storia è già stato deciso a tavolino.