Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 2 aprile 2010

Prima pagina della Gazzetta



(Vignetta di pinobici -ju29ro.com)
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mercoledì 31 marzo 2010

martedì 10 febbraio 2009

Il Giudice Calabrò intervistato dallo Ju29ro Team



Tutti ricordiamo il giudice Calabrò, spesso invitato al caciaroso Processo di Biscardi come ospite simpatizante per la Juventus.
Dopo lo scoppio di calciopoli la Gazzetta tirò in ballo anche il suo nome e lo mise nel tritacarne mediatico, per qualche giorno.

Lo Ju29ro Team ha deciso di sentire Piero Calabrò come tifoso juventino ed esperto del diritto. Ecco un breve stralcio dell'intervista che ci ha rilasciato e che è pubblicata sul sito ju29ro.com (clicca QUI)

Segnalovi in particolare la risposta alla domanda 8. sul patteggiamento Ruperto/Zaccone.

1) Cosa rappresenta per Lei la Juventus?
Per me la Juventus è passione allo stato puro, fin dai primi anni di vita.

2) Cosa ne pensa della fuga di notizie che nell'estate del 2006 ha posto alla pubblica gogna Luciano Moggi e la Juventus? Che soluzione immagina per risolvere questa barbarie?
Ho già avuto modo di censurare l'operato dei mass media in una mia relazione su "Intercettazioni telefoniche e privacy" (è ancora leggibile sul sito http://www.altalex.com ) e, soprattutto, il business fattone da alcuni editori mediante la commercializzazione in edicola di "pubblicazioni" contenenti i testi delle intercettazioni. La soluzione non è nel vietare le intercettazioni, ma nel disciplinarne rigorosamente la segretezza.

3) Calciopoli e le sue liste di proscrizione. Ci è incappato anche lei, quando è stato definito da certa stampa un "raccomandato" di Moggi al Processo di Biscardi. Un'accusa ridicola, dato che a quella trasmissione partecipavano persone direttamente stipendiate da altre società di calcio. Cosa ha provato?
Per quel che riguarda la mia persona, l'accusa era addirittura ridicola in quanto partecipavo alla trasmissione di Biscardi già da parecchi anni prima che Moggi diventasse DG della Juventus. Non solo, ma la Gazzetta dello Sport, che aveva citato anche me tra i "raccomandati", ha dovuto pubblicare in modo tempestivo un'ampia ed esauriente smentita, con tanto di scuse al sottoscritto. Tanto più che la mia partecipazione era del tutto gratuita...

[...]

5) Lei ritiene ammissibile che, sia pure nell'ambito della giustizia sportiva, i giudici vengano nominati a processo già iniziato, così com'è accaduto nel processo di Calciopoli?
La istituzione ex novo degli organi di giustizia sportiva, in occasione dei processi di "Calciopoli", assomiglia più ad una aberrazione del diritto che ad una esigenza di necessità. L'impressione, magari errata (ma non per questo meno sgradevole), è che sia stato istituito una sorta di Tribunale Speciale ma non Specialistico (alcuni dei chiamati a giudicare non si erano mai occupati di Giustizia sportiva e di Diritto Sportivo...).

[...]

8) Che lei ricordi, oltre al caso Ruperto-Zaccone, esistono altri esempi di patteggiamento "anomalo", cioè proposto dal Giudice alla Difesa, e concordato tra i due, anziché tra Difesa e Accusa? Cosa ne pensa?
Sulla vicenda è meglio stendere un velo (senza aggettivi).

[...]

L'intervista è basata su 20 domande e risposte, tutte da leggere.

giovedì 3 luglio 2008

Riscrivere la storia. Da ignoranti.


(Non fare una cazzata, lascia perdere 'sta cagata)

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Il nostro pregiatissimo commercial partner color carta igienica di terza scelta (come i giocatori che vengono acquistati dai cirigenti della Nuova Juventus 2006 FC, per la gioia di Luca De Meo) offre, per la gioia di interisti e cobollizzati vari, una collana di dvd intitolata "campionato io ti amo".

Tra pochi giorni, dovrebbe uscire il DVD relativo al campionato 2005/2006 (vedi foto).

Secondo i genialoidi della Cazzata dello Sport:

- in quel campionato se la giocarono: Gattuso, Flachi, Suazo, Taddei, l'Inter, Abbiati, Tavano, Maldini, Figo, Kily Gonzales (addirittura!), Pazzini, Bonazzoli, Makinwa, la Roma, Julio Cesar;

- il capocannoniere è stato Lucarelli.

Se uno vuole riscrivere la storia, padronissimo.

Ma che allora che cazzo c'entra Abbiati?

Abbiati giocava nella Juventus, in quel campionato.

E per la Cazzata dello Sport, la Juventus non ha mai partecipato a quel campionato, essendo stata retrocessa (giustamente, c'erano quattro illeciti, ci mancherebbe...) al termine della stagione precedente.


Comunque, la vera classifica finale del campionato 2005/2006 è questa:

1. Juventus 91

2. Milan 88

3. Inter 76

4. Fiorentina 74

5. Roma 69

Il vero capocannonere del campionato 2005/2006 è stato Luca Toni.

martedì 22 gennaio 2008

Da Tuttosport a Struzzosport. La voce del silenzio




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Dal 9 gennaio Tuttosport ha cambiato direttore sostituendo Padovan con uno dei tanti vice della Gazzetta dello Sport: Paolo De Paola.

Del fatto ci siamo occupati già all'interno dell'articolo "Tutti in coro, fuori i 3 solisti".

Per oltre dieci giorni abbiamo monitorato quali cambiamenti vi fossero nella linea editoriale del giornale. Di sicuro abbiamo visto che la posta dei lettori ha uno spazio marginale (è stata pubblicata una sola volta in questi giorni) come, siamo certi, avranno meno spazio Associazioni come quella del Professor Bertinetti o "Giù le mani dalla Juve", lo prova questo articolo di Giuseppe Belviso sul sito dell'Associazione.

Sappiamo anche di tanti lettori che hanno sollecitato Tuttosport a trattare altri temi come i bilanci truccati dell'Inter. L'invito non può certamente essere accolto da chi ha sostituito Padovan che, forse, ha avuto il torto di trattare di tanto in tanto questo ed altri temi di vantaggi concessi a chi si è autonominato "onesto".

I nostri sospetti sul perchè si sostituisca il direttore di un quotidiano in costante crescita di vendite trovano conferma nella prima pagina di ieri. In un lunedì in cui persino i giornali non sportivi non possono esimersi dal fare un titolo sulla scandalosa conduzione della partita Inter-Parma, nel giorno in cui persino la casa-madre da cui proviene De Paola capisce che non si può negare l'evidenza, Tuttosport si mostra nella sua nuova filosofia: quella dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia.
Unico giornale a nascondere il problema all'interno. L'Inter in prima c'è ma non per i tanti troppi favori che riceve, solo favori e mai un torto, bensì per l'interessamento a Ronaldinho.
La scelta editoriale di De Paola, quella di trasformare Tuttosport in Struzzosport, è sfociata da ieri, sul web, in una protesta che ha coinvolto tutti i forum juventini al punto da essere tanto intasati da risultare difficilmente navigabili. Discussioni di tutti i tipi ed un unanime sentimento di repulsione per la nuova line editoriale, sfociato nell'invio di moltissime mail tanto al direttore quanto all'editore di Tuttosport.

Editore che, se non ricompensato in altro modo, come potrebbe essere la promessa di maggiori introiti pubblicitari, farà presto i conti con i risultati di vendita figli della sua scelta.

Molti sul web, davanti al silenzio della prima pagina odierna di Tuttosport, si chiedevano come avrebbe titolato e scritto Padovan.

Noi, che pure non ne abbiamo mai condiviso totalmente il pensiero, continuiamo ad avvalorare l'ipotesi che sia caduto vittima di chi vuole zittire le "voci scomode" ed inculcarci per via mediatica l'idea che questo sia davvero un calcio diverso e pulito. Impresa comunque improba visto quello che combinano gli arbitri in campo oppure Collina, Palazzi ed Abete nello svolgere i loro compiti di designazione, giustizia e controllo del calcio. Riportiamo, comunque, l'editoriale di Padovan del 10 dicembre 2007. Una denuncia superata da fatti ancora peggiori accaduti dopo quell'editoriale, che molti facilmente identificabili non avranno gradito.


L’ACCUSA VIENE DAI NUMERI

GIANCARLO PADOVAN - 10 dicembre 2007

In ritardo – lo ammetto – ma abbiamo capito tutto: lo scudetto sarà vinto dal­l’Inter perché, ove non bastasse la sua for­za fisica e tecnica, a spianare la strada ver­so il successo parziale, magari in gare dif­ficili e rognose come quelle della settima­na appena conclusa, provvedono i calci di rigore. Numeri non parole: un rigore con­tro la Lazio (mercoledì sera) molto dubbio (forse il fallo era addirittura da invertire); un altro (ieri pomeriggio), contro il Tori­no, del tutto inesistente (palla piena e net­ta di Comotto su Ibrahimovic). Conta po­co, anzi nulla, che l’Inter abbia dilagato. L’ha fatto dopo, non prima, ché anzi, sul­lo 0-0 e fino al rigore di Ibra, aveva ri­schiato di subire ( ah Ventola, Ventola), perfino su un cross sbagliato di Comotto (mai che un tiro storto si raddrizzi cam­min facendo!).Abbiamo capito tutto: la lobby dell’Inter è così estesa e ramificata che oggi non si di­scutono più le opinioni del suo allenatore, le si accettano e basta, senza nessuna ca­pacità critica. Anzi – quel che è peggio – senza alcuna volontà critica. Che Manci­ni scambi il razzismo per sfottò (e si tac­cia); che tratti il medico dell’Inter e la ca­tegoria dei medici sportivi come sprovve­duti, se non peggio (e si taccia); che se ne freghi ( letteralmente) della relativa ri­chiesta di deferimento (e si taccia), va be­ne tutto. Può essere sgradevole ma è com­prensibile. In fondo, nessuno di noi, pove­ri scribacchini, è in grado di dare lezioni di cultura lessicale, competenza sanitaria e rispetto delle norme regolamentari ad un allenatore che tanto ha studiato, esperito, conosciuto e verificato per esprimersi con tale saccenza e sicumera. Ma che costui sostenga la legittimità dei calci di rigore lucrati alla Lazio e al Torino in meno di quattro giorni, questo no, non si può per­mettere, né si può tacere. Al contrario, mi piacerebbe conoscere il pensiero di qualche collega, magari della scuola romana (la più controversa e con­fusa dopo Calciopoli, stretta com’è tra il bisogno di dire che il calcio è cambiato perché non c’è più Moggi e il dispetto per la constatazione che il potere ha trasferito altrove le sue attenzioni), di fronte alla ta­bellina dei rigori concessi e subìti, che pubblichiamo in prima pagina. Com'è possibile che l'Inter, la quale ha segnato 33 reti contro le 31 della Roma e le 30 del­la Juventus, abbia avuto cinque rigori a favore e solo uno a sfavore? E perché, se Juve e Roma frequentano le aree avversa­rie almeno quanto l'Inter, hanno un saldo negativo di meno 1 (la Roma) e di meno 2 (la Juve)? Strano che i più attenti com­pulsatori di cifre non abbiano rilevato questa anomalia. Altro dato significativo riguarda Lazio, Reggina, Udinese e Tori­no: non hanno mai beneficiato di calci di rigore. Peggio: il Toro ne ha avuti quattro contro, come il Genoa. Nessuno, però, se ne è visti fischiare sei come la Juve. E che dire del Milan? Strano che avendo realiz­zato solo venti reti - cioé non sviluppando una straordinaria fase offensiva - abbia ottenuto 5 rigori pro e 1 contro, proprio come l'Inter, guarda un po'; le combina­zioni. Abbiamo capito tutto. La Juve, in classifi­ca sempre lontana 8 punti dall'Inter, ha rosicchiato due punti alla Roma, fermata a Livorno. Tuttavia a De Rossi è stato annullato il gol, regolarissimo, del 2-1 giallo­rosso a poco più di dieci minuti dalla fine. Così la Roma adesso è già staccata di cin­que lunghezze dall'Inter. L'importante, ol­tre ai risultati, è ricordare come arrivano.


Sul medesimo argomento, vi consiglio di leggere:

martedì 13 novembre 2007

Raggiunta Quota 90. Continuiamo così.

Questa mattina Vi avevo invitato a sostenere la Cazzetta nel sondaggio sul peggior quotidiano sportivo.
Ebbene, la Cazzetta ha raggiunto quota 90 (grazie a barzainter, il cui voto ha fatto scattare l'agognata soglia; e grazie a tutti coloro che hanno votato).
Continuiamo così.