Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 11 settembre 2009

Forza Maroni


Forza Maroni!
Ohibò, che c'entra Maroni?
Questo è un blog dove si parla di calcio.
In realtà, non è proprio così.
Si parla anche di pallavolo e tennis, ad esempio.
O di Formula Uno. Già che ci sono, ne approfitto per augurare a Fisichella di centrare ... Lucky Luke.
Comunque, torniamo a bomba.
Cosa c'entra Maroni?
Questo è un blog dove si parla di sport.
In realtà, non è proprio così.
Si parla anche di Farsopoli. Di tutori e tutorati. Di eredi per grazia ricevuta. Di Grandi e Piccoli Stevens. Di Exor ed Equity Swap. Di Fiat ed altre case automobilistiche (vi ricordate? Non fare il Thuram, viaggia in Touran. Alla larga dal Doblò, molto meglio un Berlingò. Sei squadrista ed incazzato? Alla larga dal Ducato, etc etc).
E va bene, si parla di sport, ma anche di altro.
Però, la politica dovrebbe restarne fuori.
E chi l'ha detto?
Farsopoli, non è forse anche una questione politica?
Ci siamo già dimenticati della danzatrice smemorata di Malindi?
Comunque, la politica con Maroni non c'entra proprio nulla.
Nel senso che tiro in ballo Maroni per parlare di calcio. E di Juventus.
Quindi, siamo in pieno "core business" del blog.
A questo punto, meglio fare una piccola premessa.
Piccola, lo prometto.
La premessa è che a me della nazionale non frega proprio nulla.
Già pre-farsopoli non avrei mai e poi mai scambiato uno scudo della Juventus con un mondiale.
Farsopoli, poi, mi ha portato a diventare ancora più estremista.
Della nazionale di un bananeto non me ne frega niente.
E allora meno giocatori juventini ci sono meglio sto (in questo momento, quindi, non sto benissimo).
La nazionale per me è solo una rottura.
Se si vince, sarà sempre merito di un Materazzi, di un De Rossi o di un Pirlo (a seconda del canale televisivo). E se invece si perde, sarà sempre colpa degli juventini.
C'è poi il rischio che i giocatori si infortunino o , comunque, che si stanchino a causa del maggior numero di partite giocate.
Fatta questa debita premessa, adesso posso tranquillamente motivare quel "forza Maroni" del titolo.
Forza Maroni, blocca il passaporto di Amauri.
Niente passaporto, niente nazionale.
E che nessuno di rivolga ad Oriali.

lunedì 13 ottobre 2008

Non potevi chiedere a Lele?


Lothar Matthaeus, oggi allenatore del Maccabi Netanya, è stato arrestato venerdì scorso all'aeroporto «Ben Gurion» di Tel Aviv perché non era in possesso del permesso di lavoro richiesto e il suo visto da turista era già scaduto.

E dire che bastava una telefonatina a Lele per avere i documenti in regola...

mercoledì 13 febbraio 2008

La nuova cupola


(Bonarober per www.juworld.net)

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di Paolo Bertinetti



Qualche giorno fa il giudice milanese, utilizzando un cavillo giudiziario, ha graziato l’Inter per il reato di falso in bilancio; ma avendo il giudice comunque riconosciuto che le plusvalenze c’erano, il superprocuratore Palazzi ha deferito l’Inter per slealtà sportiva. Nessun problema: sarà graziata anche per quello. Tuttavia il leale Moratti, per distogliere l’attenzione dal deferimento, ha sproloquiato a proposito di una banda di truffatori che avrebbe privato l’Inter dello scudetto del 5 maggio – quello della partita in cui il leale Materazzi implorava i giocatori della Lazio perché li lasciassero segnare.

In effetti un procedimento per slealtà sportiva contro una squadra a cui è stato regalato (questo sì in modo truffaldino) lo scudetto degli onesti, potrebbe suscitare qualche dubbio. Ma anche a questo proposito l’onesto Moratti non ha nulla da temere. Non mi pare che i giornalisti abbiano fatto notare la cosa: sono tutti impegnati a normalizzare, a spiegare che ciò che accadde nel 2006 non fu un’ignobile farsa, che al massimo ci fu qualche erroruccio e che non se ne deve parlare più. Infatti anche Cobolli Gigli, dopo avere ovviamente detto che lo scudetto del 5 maggio è stato vinto dalla Juve sul campo, si è ben guardato dal dire che anche gli scudetti del 2005 e del 2006 sono stati vinti dalla Juve perché era enormemente più forte dell’Inter.

Intanto l’elenco degli “errori arbitrali” a favore dell’Inter si allunga a dismisura. Dopo l’ennesimo clamoroso “errore”, quello di Catania, non risulta che qualche giornalista moralista abbia avanzato l’ipotesi di una cupola formata da Moratti, Collina e Farina. Eppure gli “errori” sono infinitamente più numerosi e più influenti di quelli che consentirono loro di immaginare una cupola Moggi, Pairetto, De Santis.

Ma adesso i moralisti si sono ricomposti. Dopo aver linciato la Juventus sono tornati garantisti (come quando bisognava proteggere l’Inter dei passaporti falsi), attenuano i toni facendo i gentlemen, proclamano che non bisogna turbare i tifosi e sono tutti paladini del fair play e del terzo tempo. E quindi, al massimo, criticano Farina perché non vi ha partecipato. In questo trionfo di ipocrisia, però, non si dimenticano mai, parlando compostamente del presente, di buttare lì una frase che subdolamente suggerisca al lettore che la Juve “rubava”. “Inter come la Juve” è la loro retorica domanda. Come dire: la Juve rubava, pensate che anche l’Inter rubi? E naturalmente la risposta che suggeriscono è no. Alla fine dei loro oggettivi discorsi resta solo la calunnia contro la Juventus.

martedì 5 febbraio 2008

Banda di truffatori a chi?


(di Renato La Monica - Magazine Bianconero)


Promemoria per il petroliere ecologista finanziato dallo Stato. Quindi dai cittadini italiani. Campionato 2001/02: Recoba gioca 9 mesi da comunitario grazie ad un passaporto falso. La giustizia sportiva squalifica Recoba e Oriali. L'inter se la cava con una multa ridicola. In sede penale Recoba ed Oriali patteggiano 6 mesi. Banda di truffatori a chi?
Il 22 Ottobre 2003, Kallon, giocatore africano dell'Inter, viene trovato positivo all’antidoping per norandrosterone e noretiocolanolone. L’attaccante viene squalificato per 8 mesi, poi scontati di 2. Banda di truffatori a chi?
L'Inter, oltre ad usufruire della legge salvacalcio, bocciata dall'Unione Europea, ha dichiarato una plusvalenza di 158 milioni a fine 2005 "vendendo" il marchio alla controllata Inter Brand Srl. Ovvero: Moratti, per ridurre le perdite, vende a se stesso. Nessuna sanzione da parte della Giustizia Sportiva. Banda di truffatori a chi?
Falso in bilancio e plusvalenze gonfiate. Secondo la Covisoc, senza questi artifici contabili, l'Inter non avrebbe potuto iscriversi al campionato 2004/05. Inter e Milan vengono salvate in sede penale dalla cosiddetta legge vergogna voluta da Berlusconi. Si attendono le decisioni della Giustizia Sportiva. Banda di truffatori a chi?
Aggiungiamo a queste prodezze i pedinamenti a Vieri, Mutu e all'arbitro De Santis, il caso Nucini, la telefonata a Cragnotti alla vigilia di Lazio-Inter del 2002 (se c'era tutto questo interesse per Nesta, come mai il difensore è stato poi ceduto al Milan?), le preghiere di Materazzi ai giocatori della Lazio ("Io vi ho fatto vincere uno scudetto"....) ed avremo un quadro più o meno completo della "specchiata onestà" del petroliere ecologista. L'uomo che combatteva così tanto il "sistema", ma che si sedeva sempre al fianco di Juve e Milan al momento di spartirsi la torta dei diritti tv.
L'uomo che combatteva così tanto il "sistema" Moggi ma che voleva portare all'Inter l'ex direttore generale della Juve, offrendogli un contratto miliardario.
L'uomo che, dopo Calciopoli, non ha avuto alcun scrupolo (grazie alla compiacenza dei "simpatici" dirigenti bianconeri) a saccheggiare una Juve allo sbando, portando via da Torino Ibrahimovic e Vieira.
L'uomo che ha avuto il coraggio di festeggiare a champagne uno scudetto vinto a tavolino, dopo che la "sua" Inter aveva concluso quel campionato al terzo posto, a distanza siderale dalla Juve.
Prima di accusare qualcuno, caro Moratti - per giunta senza avere in mano uno straccio di prova - apra il suo armadio. Mi raccomando, con cautela. Altrimenti potrebbe essere travolto dagli scheletri che ha saputo produrre in questi anni.

lunedì 5 novembre 2007

Non ci sono più gli onesti di una volta



Gli Onesti di Via Durini sono, ça va sans dire, onesti per definizione.
Come dite?
Ieri sera sulla panchina degli Onesti c'era un dirigente (tal Oriali Gabriele, detto Lele), condannato in sede penale per ricettazione e falsificazione di documenti?
Sono basito, sconvolto.
Non ci sono più le mezze stagioni.
La palla è rotonda.
Com'è possibile che gli Onesti non siano onesti?
Mah, chiederò lumi a Guido Rossi.
Mi dicono che sia un insigne giurista, autorevole ed imparziale.
Mi fido del suo giudizio

lunedì 18 giugno 2007

Franco Baldini? No grazie


Franco Baldini, il signor "scelta di vita" (per gli amici, "preferisco i soldi spagnoli") che l'anno scorso si rifiutò di prendere il posto di Luciano Moggi rispondendo picche all'offerta formulata nientepopodimenoche dal Commissario Sant'Albano e da John El Kazz, è anche noto per il suo coinvolgimento nella vicenda del passaporto di Recoba.



Franco Baldini infatti è stato condannato dalla Commissione Disciplinare. Nel seguito, un estratto della sentenza (il testo integrale è su http://www.lega-calcio.it/comun/0001/cu507).



Risulta altresì l’Oriali si interessò della questione Recoba assumendo concrete iniziative finalizzate al conseguimento della variazione di status del calciatore, prendendo contatto con il Baldini per conoscere "come facevano alla Roma per i passaporti" e chiedergli l’indicazione di qualcuno che potesse aiutare l’Internazionale a modificare lo "status" del Recoba. Avuto dal Baldini il nominativo del Krausz (da lui peraltro già conosciuto), l’Oriali si attivò per l’avvio della "pratica", seguendone poi lo svolgimento sino alla conclusione. Egli provvide infine a consegnare al Recoba, il 12 settembre 1999, il passaporto italiano che gli era stato appena fornito dal Krausz.



Fu l’Oriali a promuovere un incontro con Baldini, alla presenza del Ghelfi, nel corso del quale venne chiesto al Baldini di assumersi tutta la responsabilità dell’operazione, e di emettere fattura a proprio nome dei costi "dell’operazione Recoba".



Per quanto attiene al sig. Franco Baldini è pacifico in atti che questi venne interpellato dall’Oriali, il quale gli chiese se conoscesse una persona in grado di verificare l’esistenza delle condizioni necessarie per modificare lo status del Recoba da extracomunitario a comunitario. Il Baldini avrebbe indicato il Krausz (che l’Oriali già conosceva personalmente) ritenendolo adatto al compito sia perché questi in precedenza si era occupato di vicende analoghe, sia perché la moglie dello stesso collaborava con uno studio legale argentino.



Osserva la Commissione che dagli atti si evincono numerose e concordanti circostanze che conducono al convincimento che il Baldini ebbe nella vicenda un ruolo ben più rilevante ed efficiente di quello di semplice tramite. In particolare:


a) tra il Baldini ed il Krausz esisteva un rapporto di collaborazione, nel senso che il primo aveva offerto al secondo, in un momento di difficoltà economica, l’opportunità di collaborare con il suo studio, operando in Argentina ove dimorava avendo sposato un’argentina;


b) il Baldini, proprio in virtù del rapporto di collaborazione di cui sopra, doveva ben conoscere la natura delle pratiche svolte dal Krausz in Argentina, l’inconsistenza delle vantate conoscenze ed esperienze presso agenzie e consolati e della altrettanto vantata possibilità di intervento della moglie nella veste di collaboratrice di uno studio legale (il Krausz ha dichiarato di aver reperito l’indirizzo di una "agenzia seria" attraverso depliant distribuiti a scopo pubblicitario, di fronte ad un Consolato e mai ha fatto cenno ad una qualsivoglia partecipazione della propria moglie alla vicenda);


c) risulta dagli atti che il Baldini costituì un punto di riferimento costante per lo svolgimento della "pratica" trasmettendo al Krausz la documentazione relativa al Recoba, smistando le comunicazioni via fax tra Oriali e Krausz ed infine – circostanza questa alquanto sintomatica – comunicando ad Oriali, circa 45/60 giorni dopo il primo contatto, che la ricerca era stata positiva e che tutto era a posto affinchè ill Recoba divenisse comunitario – Al riguardo, le asserite difficoltà di contatto telefonico tra il Krausz ed Oriali non sono credibili poiché il Krausz riferisce di aver telefonato direttamente ad Oriali per tenerlo al corrente dell’andamento della pratica in varie occasioni, non ultima quella relativa alla richiesta del bonifico bancario. Se ne deduce logicamente che le notizie importanti, come indubbiamente era quella della "conclusione delle ricerche", dovevano passare attraverso il Baldini e che competeva a quest’ultimo comunicarle all’Oriali;


d) Oriali si rivolse a Baldini e non a Krausz per accertarsi che "tutto fosse regolare" e fu il Baldini a fornire le assicurazioni del caso;


e) nel maggio 2000 il Baldini fu convocato ad un colloquio con Oriali e Ghelfi, nel corso del quale gli venne chiesto di assumersi tutte le responsabilità del passaporto di Recoba e addirittura di fatturare a proprio nome le relative prestazioni. Tale tentativo di coinvolgimento del Baldini da parte dell’Internazionale non avrebbe evidentemente alcuna giustificazione logica, se egli si fosse limitato a "dirottare" Oriali verso Krausz. Nè appare credibile la versione difensiva circa le motivazioni di rispetto quasi reverenziale che avrebbero indotto il Baldini ad accettare comunque il colloquio con gli esponenti dell’Internazionale.


In base ai suddetti elementi, la Commissione ritiene che debba essere dichiarata la responsabilità del Baldini, risultando pienamente provati il diretto e consapevole coinvolgimento nella realizzazione dell’illecito e l’efficacia causale dell’attività posta in essere per il conseguimento del fine.



Nel caso di specie, valutate tutte le circostanze e le particolarità delle singole posizioni sopra esaminate, la Commissione ritiene che si debba tener conto, per quanto riguarda Oriali e Recoba, della particolare gravità e rilevanza economica della loro condotta illecita, che può trovare attenuazione, anche se non esclusione, per quanto riguarda il Recoba, in relazione alla sua giovane età. Per Baldini va tenuta presente la peculiarità della condotta posta in essere dallo stesso, finalizzata ad interessi societari a lui estranei.


Quanto alla Soc. Internazionale, si deve tener conto delle rilevanti utilità che alla stessa sono derivate per effetto dell’illecita condotta dei suoi tesserati.

Per tali motivi, la Commissione delibera di infliggere al calciatore Recoba Rivero Alvaro la sanzione della squalifica sino al 30 giugno 2002; al sig. Gabriele Oriali la sanzione dell’inibizione sino al 30 giugno 2002; al sig. Franco Baldini la sanzione dell’inibizione sino al 31 marzo 2002.