Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 4 novembre 2008

Metti ACE nel bucato



Ogni volta che c'è una macchia, metti ACE nel bucato
Oppure, se ti chiami Carraro, rivolgiti a San Dulli(©) e poi al TAR
In entrambi i casi, il risultato è assicurato
Smacchia a fondo, senza ssstrapp

domenica 24 febbraio 2008

Legittima difesa


Luciano si e ci difendeva.
Dai Dondarini.

Dai Farina.
Dai Tagliavento.

Dai Collina.

Dai De Santis.

Dai Carraro.

Dagli Abete.

Dai Matarrese.

Era legittima difesa.

mercoledì 19 dicembre 2007

Petrucciopoli

Pierluigi Ronzani, il presidente della Camera di Conciliazione del Coni fino all'agosto scorso, il 7 novembre è stato interrogato dai pm Beatrice e Narducci, titolari dell'inchiesta su calciopoli: "La Camera di Conciliazione ha trattato anche le vicende relative alle società Lazio, Juve, Fiorentina e Milan e per quanto riguarda queste vicende non vi sono state pressioni o comunque indicazioni o suggerimenti quanto alle determinazioni che avrebbe voluto adottare l'organo da me presieduto". Ronzani ammette invece pressioni per aiutare Franco Carraro: "Io mi trovavo a Roma, in albergo, e si presentò da me il presidente Petrucci, il quale nell'ambito di un contesto più generale volle affrontare il discorso riguardante Carraro. Disse che riteneva che un organo del Coni, ovvero la Camera di conciliazione, non potesse giudicare circa la posizione di un membro della giunta Coni. Suggeriva pertanto di adottare una decisione di incompetenza poichè secondo il suo parere la posizione di Carraro doveva essere trattata innanzi al Tar Lazio. Replicai dicendo che non accettavo suggerimenti o indicazioni esterne, tanto più da una persona che ritenevo non avesse sufficiente preparazione giuridica. È vero che ad un certo punto volarono pure parole grosse, ma questo avvenne perchè Petrucci continuamente denigrava la mia persona e strumentalizzava la mia malattia sostenendo in giro che non ero più capace di poter presiedere la Camera di conciliazione. Quando adottammo la decisione deliberammo di annullare la diffida che era stata comminata dalla Caf a Carraro e dichiarammo la nostra incompetenza quanto alla pena pecuniaria".
Ronzani avanza anche dubbi su alcune decisioni del Tar Lazio: "Al termine della stagione 2005-'06, la Camera di conciliazione aveva confermato la retrocessione del Messina a causa dell'assenza dei requisiti della Noif. Analoga decisione avevamo adottato per la Torres. I nostri lodi furono impugnati innanzi al Tar del Lazio che diede ragione ai ricorrenti, che dunque evitarono la retrocessione. Rimasi perplesso perchè ritenevo che il nostro lavoro fosse stato giuridicamente ineccepibile, avendo riscontrato numerose irregolarità contabili. La nostra decisione venne ferocemente contestata dai tifosi del Messina e io stesso fui oggetto di gravi intimidazioni, anche con telefonate minatorie pervenute presso il mio studio a Roma"

lunedì 12 novembre 2007

C'era una volta? No, c'è ancora oggi.

C'era una volta un importante dirigente del calcio italiano.
Quel dirigente era molto importante,
Anzi, era il più importante dirigente del calcio italiano.
Era il presidente della F.I.G.C. (e di molte altre cose ancora).
Ebbene, quel dirigente molto importante si sentiva il padre padrone del calcio italiano.
Ed in effetti era proprio così.
Un bel giorno, il dirigente più importante del calcio italiano chiama un importante funzionario del settore arbitrale.
Quel funzionario del settore arbitrale era anche lui molto importante.
Era uno dei due designatori degli arbitri.
Ebbene, il dirigente più importante del calcio italiano e l'importante funzionario del settore arbitrale si parlano al telefono.
Ed il padre padrone del calcio italiano istruisce a dovere il funzionario del settore arbitrale: "Nel dubbio, contro la Juve".
C'era una volta?
No, c'è ancora oggi.
Sono cambiate (formalmente) le persone.
Il dirigente più importante del calcio italiano ha lasciato la poltrona al suo vice.
Ma continua ad essere il padre padrone del calcio italiano.
Il funzionario del settore arbitrale ha anche lui lasciato la poltrona.
Ed è stato sostituito da un ex arbitro, amante della buona cucina e dei ristoranti poco (anzi, per nulla) affollati.
Il padre padrone del calcio italiano ed il nuovo dirigente del settore arbitrale hanno i medesimi gusti culinari.
E sono entrambi fedeli alla regola di sempre. "Nel dubbio, contro la Juve".
C'era una volta?
No, c'è ancora oggi.