Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 2 dicembre 2009

Bandiera ridentina


Molto bello il New Website (che fa molto New Holland) del Capitano.
Nel Palmares ci sono 7 scudetti, compresi quindi quelli del 2004/2005 e 2005/2006.
Peccato che quando si tratta di fare pubblicità a pagamento, gli scudetti diventino cinque...
Per non farsi mancare nulla, c'è anche la Coppa Zaccone.
Alex Del Piero. Il Capitano. La Bandiera. Della Ridentus, però.
La Juventus è un'altra cosa.

venerdì 3 aprile 2009

Capitani coraggiosi


Specchio specchio delle mie brame, chi è il più juventino del reame?
Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
C'è il grande giocatore che decide come, quando, dove e con chi giocare.
E tra una partita e l'altra si diletta con la pubblicità. Senza scomporsi, peraltro, se nella pubblicità, mentre lui palleggia, un bimbo racconta che ha vinto 5 (7-2=5) scudetti.
Poi, c'è la grande bandiera del passato, che per spirito di rivalsa contro coloro che lo hanno sostituito (riportando la Juve a vincere tutto quel che c'era da vincere, dopo 9 anni di magra, di grandi flop a caro prezzo e di continue ricapitalizzazioni della società) non esita a spalare merda sui 12 anni della Triade (come un Cannavò qualunque), dicendo di non riconoscersi in quel periodo della storia juventina.
E, per non farci mancare nulla, c'è anche quel giocatore dalla capigliatura variabile (bandiera pure lui, ci mancherebbe) che, trullo trullo, si complimenta con la nuova dirigenza (per lui, cirigenza per me) juventina per aver restituito un’immagine alla Juve e per aver lavorato onestamente per riconquistare la A con Deschamps e una collocazione di nuovo importante con Ranieri.
Alla fine della fiera, caro il mio specchio, sembra quasi più juventino quel nostro ex giocatore che ad ogni occasione ripete che lui quei due scudetti li ha vinti sul campo e si incazza se qualcuno si permette di dubitarne ("e se non ci credi, ti porto a casa mia a vedere i due trofei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa"; questa l'ultima, e recente, sua dichiarazione in merito).

In attesa di risolvere questo dilemma, caro specchio, per non saper nè leggere né scrivere, inizio a far partire qualche meritatissimo vaffanculo. Direzione Torino (centro, Vinovo e collina: dovrei beccarli tutti). E direzione Puglia.

giovedì 13 novembre 2008

Palanca e osei



Era da un po' di tempo (un po', non troppo) che The Singer One non sparava cazzate.
E doveva quindi riportarsi in media. E poi dispensa-cazzate si nasce, non si diventa. E lui lo nacque. E dispensa.
Ecco l'ultima.
"Del Piero è più che un punto di riferimento. E va bene così. Io mi ricordo quando giocavo con Palanca... sapevo che prima o poi lui un gol poteva farlo, su punizione o da cal­cio d’angolo... Quindi pensavo in positivo. Accade lo stesso con Del Piero"
Mi dicono che Del Piero, particolarmente esaltato dal paragone con Palanca, abbia seccato l'uccellino della pubblicità.
Polenta e osei. Ecco cosa gli farà trovare Sonia stasera dopo la partita.