Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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lunedì 22 settembre 2008

Baci&Abbracci


(Bello, lindo e profumato, il mio amore ho poi baciato)

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No, non ho nessuna intenzione di fare pubblicità ad un marchio di abbigliamento.

I Baci&Abbracci del titolo sono reali, non di tessuto.

Sono i Baci&Abbracci che si sono scambiati due alfieri (ma più che altro sembravano due D'Annunzio) del calcio nuovo.

Quello liberato da quella famigerata banda di farabutti.

Il candido, ma non troppo viste certe frequentazioni, che scrive su quel giornale color carta igienica di terza scelta (che ti lascia il culo irritato come quello di Lapo dopo certe serate).

Ed il petroliere più bello, simpatico, onesto, sportivo ed ecologista che ci sia.

I due alfieri si sono dati appuntamento martedì della scorsa settimana, in un noto ristorante in Largo Treves a Milano, proprio a due passi dallo stabilimento dove si concepisce la carta igienica di cui sopra.

Alle ore 13.30, puntuale come un orologio svizzero, bello come il sole, tombolotto come non mai, il candido ma non troppo passeggiava davanti al ristorante, in fremente attesa. L'amore della sua vita era in leggero ritardo. Non avrebbe potuto sopportare, il candido ma non troppo, un due di picche da un due di picche.

Povero candido ma non troppo, faceva davvero pena.

Ma dopo pochi minuti, la faccia attapirata del candido ma non troppo si illumina d'immenso.

Arriva una limousine con autista. Dai tubi di scarico della limousine esce un delizioso profumo di lavanda (gastrica). Dalla portiera esce un delizioso presidente, bello ed elegante come sempre. Dalla bocca del presidente esce un delizioso profumo di soffritto.

I due sono faccia a faccia.

Il candido ma non troppo scodinzola, come un cane che abbia ritrovato il proprio padrone.

La scena è veramente commovente. I passanti hanno le lacrime agli occhi.

ll candido ma non troppo ed il presidente onesto e sportivo si stringono in uno struggente abbraccio, scambiandosi teneri bacetti sulla guancia.

E, tenendosi per mano, entrano nel ristorante.


PS Sembra che da questo romantico incontro sia nata una versione speciale della carta igienica, con domande del candido ma non troppo e risposte dell'onesto ma non troppo. Forse però è solo una leggenda metropolitana.

giovedì 3 luglio 2008

Riscrivere la storia. Da ignoranti.


(Non fare una cazzata, lascia perdere 'sta cagata)

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Il nostro pregiatissimo commercial partner color carta igienica di terza scelta (come i giocatori che vengono acquistati dai cirigenti della Nuova Juventus 2006 FC, per la gioia di Luca De Meo) offre, per la gioia di interisti e cobollizzati vari, una collana di dvd intitolata "campionato io ti amo".

Tra pochi giorni, dovrebbe uscire il DVD relativo al campionato 2005/2006 (vedi foto).

Secondo i genialoidi della Cazzata dello Sport:

- in quel campionato se la giocarono: Gattuso, Flachi, Suazo, Taddei, l'Inter, Abbiati, Tavano, Maldini, Figo, Kily Gonzales (addirittura!), Pazzini, Bonazzoli, Makinwa, la Roma, Julio Cesar;

- il capocannoniere è stato Lucarelli.

Se uno vuole riscrivere la storia, padronissimo.

Ma che allora che cazzo c'entra Abbiati?

Abbiati giocava nella Juventus, in quel campionato.

E per la Cazzata dello Sport, la Juventus non ha mai partecipato a quel campionato, essendo stata retrocessa (giustamente, c'erano quattro illeciti, ci mancherebbe...) al termine della stagione precedente.


Comunque, la vera classifica finale del campionato 2005/2006 è questa:

1. Juventus 91

2. Milan 88

3. Inter 76

4. Fiorentina 74

5. Roma 69

Il vero capocannonere del campionato 2005/2006 è stato Luca Toni.

mercoledì 6 febbraio 2008

La scemenza dell’anno, naturalmente by Pravda Rosa


La Pravda Rosa che si trova sui banconi dei gelati oggi scrive che senza gli incredibili errori arbitrali la Juventus sarebbe prima in classifica e gli indossatori di scudetti altrui secondi a pari con la Rometta. Solo chi non capisce niente di calcio, o chi fin qui ha sostenuto che negli anni scorsi c'era una banda di truffatori a guidare il campionato, può pensare una cosa del genere. Tra gli indossatori e la Juve attuale non c'è partita, anche perché gli indossatori hanno scippato alla Juve il miglior giocatore del mondo. Gli arbitri non c'entrano quasi mai. La Juve sarebbe prima in classifica senza Cobolli Gigli e Grande Stevens, altro che errori arbitrali.


Chistian Rocca

mercoledì 9 gennaio 2008

Tuttofoxy


Da oggi, tuttosport è diretto da un giornalista (???) proveniente nientepopodimenoche dal nostro commercial partner, tal Paolo De Paola (beh, complimenti ai genitori per la fantasia).

Adieu, tuttosport.

Fanculo, tuttofoxy.

giovedì 29 novembre 2007

Palombopoli


Questo il testo della mail che lo ju29ro team ha inviato a Palombo e che sarà parimenti inviata a tutti coloro che parleranno sempre e solo di Art. 1 in relazione alla plusvalenzopoli di Inter e Milan
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Egregio Signor Palombo,

apprendiamo che, secondo Lei, Inter e Milan in merito alla vicenda "Bilanciopoli" vanno entrambe incontro a un deferimento, da parte del Procuratore Palazzi, per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità.

Quindi, secondo Lei, le posizioni delle due società, espresse nella richiesta di rinvio a giudizio del pm Nocerino, sarebbero simili e passibili di articolo 1. Non Le risulta che la richiesta di rinvio a giudizio per Inter e Milan sia per "falso in bilancio" e che secondo l'ipotesi della procura milanese, solo l'Inter tra le due, non avrebbe potuto neppure iscriversi al campionato della stagione 2004-05, conclusa al terzo posto, senza ricorrere a questa pratica?


L'articolo 1 da Lei richiamato recita:

Doveri ed obblighi generali
1. Coloro che sono tenuti all'osservanza delle norme federali devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di procedimenti disciplinari in corso.
3. I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati, se convocati, sono tenuti a presentarsi dinanzi agli Organi di giustizia sportiva.
4. Ai soci di associazione sono equiparati, ai fini del presente Codice, i soci delle società sportive cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse.

Le chiediamo: in quale punto la condotta dell'Inter sarebbe ascrivibile a qualche fattispecie presente in quell'articolo?

Ci sembra "acrobatico" ed inesatto quanto Lei scrive, visto e considerato che esiste un articolo 7 sulle violazioni in materia gestionale ed economica, quale è un "falso in bilancio", ed il suo comma 3 che richiama pari pari quella fattispecie attribuita dal pm Nocerino all'Inter:

Art. 7
Comma 3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).

L'ex-Procuratore De Biase intervistato il 9/09/2006, prima della richiesta di rinvio a giudizio, dichiarò «Inter, se è tutto vero, è il reato della Juve».

Se lo segni: art 7 comma 3, che prevede sanzioni ben diverse dalla "multina" da Lei auspicata e "suggerita".

Perché non informare i lettori che l'articolo per cui dovrebbe essere deferita l'Inter è il 7 comma 3?

Le chiediamo, quindi, la rettifica dell'informazione inesatta da Lei fornita, come disposto nella "Premessa" della Carta dei Doveri del giornalista ("Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori").

Poi, un altro punto ci appare, curioso: la sua affermazione in merito al reato per cui sarebbe stata condannata la Juventus. Lei sostiene che la Juventus sarebbe stata condannata per violazione dell'articolo 1, che assumerebbe gravità pesantissima solo quando c'è di mezzo la Juventus.

Non l'hanno informata? la Juventus è stata condannata per violazione dell'art.6, per avere alterato la classifica senza avere alterato alcuna gara (?!). Se ancora non lo sapesse glielo comunichamo noi.

Nel caso in cui lo sapesse: come mai non avete divulgato il vero motivo per cui è stata condannata la Juventus?

Distinti Saluti

lunedì 26 novembre 2007

Colazione


Questa mattina mi sono alzato molto presto.

Sono uscito di casa.

Sono salito in moto (rigorosamente bianconera).

E mi sono diretto in periferia.

Alla ricerca di un bar.

Ma non di un bar qualunque.

Di un lurido bar di una squallida periferia.

No. Non sono impazzito.

Un attimo di pazienza e capirete.

Dovevo fare una verfiica.

Per avere una conferma.

Allora. Ho trovato un bar.

Sufficientemente lurido e putrido.

La periferia era sufficientemente squallida.

Sono sceso dalla moto.

L'ho legata con la catena (visto l'ambientino).

Sono entrato nel bar.

Un bel covo di brutti ceffi (sia al di qua che al di la del bancone).

Mi sono guardato intorno.

Ed eccolo.

L'immancabile bancone dei gelati.

E cosa ho trovato sopra il bancone dei gelati?

L'immancabile cazzetta dello sport.

Unta e bisunta.

A quel punto, ho girato i tacchi.

E me ne sono tornato a casa.


Ho avuto la conferma che cercavo.

La cazzetta dello sport si trova solo (sempre meno) sui banconi dei gelati nei più putridi bar delle più squallide periferie.


giovedì 22 novembre 2007

And the winner is


Si è concluso il sondaggio sul peggior quotidiano sportivo.

A grandissima sorpresa, ha vinto (ma cosa dico vinto, ha stravinto; ma cosa dico stravinto, non c'è stata proprio gara) il nostro splendido partner commerciale.

Si, si, si, proprio quel giornale di colore rosa che si trova (sempre meno), unto e bisunto, sui banconi dei gelati nei peggiori bar delle più scalcinate periferie. La Cazzata dello Sport.

Al nostro partner commerciale è andato ben l'89% delle preferenze (a conferma che quanto a lungimiranza i nostri Birigenti non li batte proprio nessuno).

martedì 13 novembre 2007

Raggiunta Quota 90. Continuiamo così.

Questa mattina Vi avevo invitato a sostenere la Cazzetta nel sondaggio sul peggior quotidiano sportivo.
Ebbene, la Cazzetta ha raggiunto quota 90 (grazie a barzainter, il cui voto ha fatto scattare l'agognata soglia; e grazie a tutti coloro che hanno votato).
Continuiamo così.

Sostieni la Cazzetta, vota il sondaggio


C'è un sondaggio in corso sul blog (in alto, sulla destra; appena sotto la dotta dissertazione su quanti siano per Johnny B Good gli scudi della Juve).

Qual è il peggior quotidiano sportivo italiano?

Questo il titolo del sondaggio.

Tre le possibili risposte (perché, a gran sorpresa, tre sono i quotidiani sportivi italiani):

1. Il nostro magnifico partner commerciale (quello che si trova, sempre meno, unto e bisunto, sul bancone dei gelati nei bar più infimi e purtridi delle città). la Cazzetta dello Sport

2. Tuttosport.

3. Corriere dello Sport.


Circa 100 persone hanno già votato il sondaggio.

E, incredibile a dirsi, il nostro partner commerciale è saldamente in testa, con l'89% dei voti.

Vota anche tu.

Aiutiamo la Cazzetta a raggiungere quota 90.


mercoledì 7 novembre 2007

Pavel risponde al nostro partner commerciale


(Bonarober per www.juworld.net)
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Dopo il contrasto di gioco con Figo, a seguito del quale il portoghese ha riportato la frattura del perone, Nedved è stato accusato di essere intervenuto sul centrocampista dell’Inter con violenza e con l’intenzione di ferirlo. Pavel è da sempre un giocatore di grande temperamento, ma allo stesso tempo di provata correttezza e ha quindi deciso di rispondere con una lettera alla Gazzetta dello Sport, il giornale che lo ha attaccato in modo più esplicito.
Juventus.com pubblica in anteprima il messaggio.

Caro Direttore,
Mi dispiace aver causato il grave infortunio di Luis Figo, mi sono scusato con lui direttamente com'è giusto e doveroso. Ma credo sia anche giusto che io mi difenda dai giudizi emozionali e, soprattutto, dal processo alle intenzioni che mi sembra abbiano dominato nelle cronache e nei commenti di alcuni giornali. Voglio difendermi, perché non mi riconosco nel ritratto che emerge, tra gli altri, dagli articoli della “Gazzetta dello Sport”. Non sono un giocatore violento, non gioco per far male agli avversari. Non solo non avevo alcuna intenzione di ferire Figo, ma non c'era nemmeno cattiveria, men che meno risentimento per l'Inter. Si è trattato di un eccesso di foga agonistica e di un intervento sbagliato. Però non sono entrato a piedi uniti, col ginocchio alto o col piede a martello. Si è trattato di un fallo di gioco: era evidente che Luis stava spostando il pallone sulla sua destra e io ho cercato di intercettarlo. Con il piede ho raggiunto il pallone (le immagini lo evidenziano) anche se per farlo ho colpito con lo stinco le gambe di Figo. Sono molto rammaricato delle conseguenze, ma vorrei anche si sottolineasse che non si tratta di gioco violento. Certo, so fare autocritica e capisco che la grinta, l'ardore agonistico, la determinazione nel rovesciare il risultato possono portarmi a esagerare, sia nelle proteste con l'arbitro sia negli interventi. Ma non sono il tipo di giocatore che colpisce l'avversario a gioco fermo, o con la volontà di fargli male. Mi sembra assurdo che solo si pensi a un accanimento contro l'Inter. Per me Inter-Juve è solo ed esclusivamente una magnifica sfida agonistica. Vorrei che per tutti fosse solo questo: una gara di calcio, resa emozionante e attraente dalla forza delle squadre e dalla storica rivalità sportiva tra le due società.Io so di essere un beniamino di molti sportivi e so anche di essere un esempio per tanti bambini. Tengo moltissimo al loro giudizio e mi dispiacerebbe molto se pensassero che sono un giocatore scorretto e violento. Per loro ho voluto scrivere questa lettera.
Un cordiale saluto,
Pavel Nedved

Finalmente una parvenza di reazione da Fermo Ferraris.
Non proprio il ruggito del leone.
Ma sempre meglio di niente.
Continuiamo a prenderlo in quel posto. Ma con un piccolo sbuffo di fastidio.
Pas mal.

martedì 6 novembre 2007

M.d.S.



Il nostro partner commerciale - la famigerata merdetta dello sporc - colpisce ancora.
La MdS sta letteralmente massacrando Nedved, reo di aver fatto la bua ad un portoghese che firma due contratti e poi scarica la colpa su Moggi.
Non c'è poi da stupirsi più di tanto.
La Mds è e rimane fedele al proprio nome ed alla propria mission (occhio: chi di mission ferisce, magari poi di Misson perisce!).
Stupisce invece che la MdS sia partner commerciale della Juve.
Stupisce che un banale contratto di scambio merce (così i gemelli hanno definito l'accordo con la MdS nell'assemblea di fine ottobre) sia stato annunciato pomposamente sul nostro sito web con un comunicato ufficiale da brividi.
Stupisce che in quel comunicato ufficiale la MdS sia stata definita "testata giornalistica sportiva più gloriosa d'Italia".
Anzi, tutto ciò non stupisce proprio per nulla.
L'emblema della nuova Juve è la Coppa Zaccone, ostentata con orgoglio dai Birigenti.
E quindi è perfettamente logico che i Birigenti scondinzolino di fronte a Candido & Co.
E visto che Candido & Co. scondinzolano di fronte a Moratti, per proprietà transitiva i Birigenti scondinzolano di fronte al petroliere più ambientalista che ci sia.
Ed il cerchio si chiude. Il teorema è provato.

lunedì 5 novembre 2007

Il petroliere ambientalista se la faceva sotto


(Bonarober per www.juworld.net)
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Peccato che il petroliere più ambientalista che ci sia non sia venuto ieri sera a prendersi la sua meritata razione di insulti.

Evidentemetne se la faceva sotto.

Ma non gli hanno detto che lo stadio è tappezzato di carta igienica rosa?

sabato 27 ottobre 2007

Assemblea - In Fermo Ferrarsi piace molto il partner che te lo nette nel c,,,




Il 14 marzo 2007, dopo una lunga e travagliata gestazione, è venuto alla luce il famoso piano di sviluppo a medio termine. Questo piano di sviluppo contempla, tra le altre cose, una nuova strategia commerciale che prevede l’identificazione di un gruppo ristretto e selezionato di partner nazionali e internazionali.
Questo circolo esclusivo e selezionato comprende tuttavia anche un partner dalla reputazione assolutamente discutibile: quel foglio rosa che si trova (per fortuna, sempre meno) sui banconi dei gelati dei bar.
Sul numero di luglio di Hurrà Juventus viene pubblicata un’intervista al Direttore della Gazzetta, l’intertriste Carlo Verdelli. Questo è il primo tassello della santa alleanza commerciale tra la Gazzetta e la Juventus. In quell’intervista Verdelli ha avuto la licenza di offendere i tifosi della Juventus definendoli “squadristi sobillatori”. Nessun dirigente della Juventus si è preso la briga di replicare al Dottor Verdelli, maestro di squadrismo dell’informazione. Non critico la scelta di intervistare il direttore della Gazzetta (anche se le domande del giornalista Simone Stenti sono state piuttosto all’acqua di rose). Ma ritengo inaccettabile, Signor Presidente, che Lei non abbia sentito il dovere di replicare alle indegne accuse di Verdelli. Fermo restando, comunque, che sono orgoglioso di essere stato definito “squadrista sobillatore” da Verdelli.
Quello che poteva sembrare un semplice incidente di percorso ha iniziato ad assumere una veste completamente diversa durante la prima partita di campionato, quando i tabelloni pubblicitari hanno ripetutamente mostrato il logo della Gazzetta dello Sport.
Pochi giorni dopo, navigando sul sito internet della società, ho in effetti trovato conferma ai miei sospetti. La sezione sponsor era stata aggiornata. La Gazzetta dello Sport faceva bella mostra di se tra i “commercial partner” della Juventus. Non mi sembra che quest’accordo sia mai stato portato a conoscenza degli azionisti con un comunicato ufficiale della società. E non se ne fa neppure cenno nel bilancio, tra i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio.
Ma la storia dei rapporti commerciali tra la Juventus ed il foglio rosa non è finita qui.
Con un comunicato stampa del 5 ottobre, infatti, avete annunciato “l’accordo di partnership con il Gruppo Editoriale RCS in virtù del quale il quotidiano la Gazzetta dello Sport sarà media partner della società bianconera per tutta la stagione in corso. La testata giornalistica sportiva più gloriosa d’Italia incontra la società calcistica più blasonata, per dar vita ad una partnership che accompagnerà la squadra negli eventi più importanti della stagione”. Sembrerebbe quindi che il foglio rosa sia commercial e media partner della Juventus. Ma anche di questo accordo non vi è alcun cenno nelle note al bilancio.
Un accordo commerciale tra una società di calcio ed un giornale che di calcio si occupa a tempo pieno e che quindi dovrebbe svolgere un ruolo di controllo è già di per se un obbrobrio a livello di principi. Comunque, mi sembra davvero incredibile che la Juventus abbia deciso di concludere accordi commerciali proprio con il giornale che più di tutti si è distinto nella campagna di killeraggio mediatico contro la Juventus e che ancora oggi non perde occasione per sparare a zero contro di noi. Un caso davvero singolare di partnership…
Comunque sia, quali sono i termini dei rapporti commerciali tra la Juventus e la Gazzetta dello Sport? Quali iniziative comuni pensate di porre in essere? Pensate davvero che i tifosi della Juventus abbiano intenzione di aderire ad iniziative commerciali della Juventus realizzate in partnership con la Gazzetta? Pensate davvero che ai tifosi faccia piacere trovare sul proprio seggiolino allo stadio una copia omaggio del foglio rosa? A me sinceramente da veramente fastidio essere costretto tutte le volte a prendere in mano quel giornale per buttarlo via. Quali sono i corrispettivi dovuti alla Juventus in base a questi accordi? Qual è, in estrema sintesi, il prezzo a cui è stata svenduta, per l’ennesima volta, la nostra dignità?

mercoledì 10 ottobre 2007

Partners




La Cazzetta dello Sport è commercial partner della Juventus. Ne avevamo già parlato sul blog.

La notizia non è mai stata ufficializzata. Ma nella sezione sponsor del sito web della Juventus, il logo della cazzetta è in bella evidenza.

Ma non basta.

La Cazzetta dello Sport è diventata anche media partner della Juventus.

Comunicato stampa del 5 ottobre (non pubblicato nella prima pagina del sito, ma nascosto nella sezione comunicati stampa): "La Juventus è lieta di annunciare l'accordo di partnership con il Gruppo Editoriale RCS in virtù del quale il quotidiano la Gazzetta dello Sport sarà media partner della società bianconera per tutta la stagione in corso. La testata giornalistica sportiva più gloriosa d'Italia incontra la società calcistica più blasonata, per dar vita ad una partnership che accompagnerà la squadra negli eventi più importanti della stagione".


Nella piena libertà dei figli di Dio, ciascuno di noi è libero di scegliere il partner che più gli aggrada.

Si vede che in Fermo Ferraris ed in Corso Matteotti piace molto il partner che te lo mette in quel posto...

PS Grazie al mio amico Franco Bollo per la segnalazione

martedì 28 agosto 2007

Il giornale rosa... dai banconi del bar a commercial partner della Juve

Il giornale rosa, quello che si trova, sempre meno, sui banconi dei gelati dei bar, è commercial partner della Juventus.

Lascio a voi i commenti.

lunedì 20 agosto 2007

La Gufata dello Sport


Da quando la Merdetta dello Sport ha dedicato la copertina di Sporcweek a Bellicapelli, i Pezzenti hanno perso tutto quello che potevano perdere.
Coppa Italia e Supercoppa (sempre con i giallozozzi)

giovedì 12 luglio 2007

Gli imparziali giornalisti della Foxy - Luigi Garlando

Luigi Garlando, milanese, 42 anni, lavora alla "Gazzetta dello Sport" dal '91. Come cronista ha seguito tra l'altro Olimpiadi, Mondiali di calcio e Tour de France. Come scrittore ha pubblicato libri per ragazzi, biografie sportive e un romanzo per parole e figurine, dal titolo "Cielo manca". In questo volume descrive i quasi 500 rigori assegnati alla squadra torinese, per poi analizzare i "freddi numeri" in un tentativo "scientifico" di dare una risposta ai dubbi di chi negli ultimi 75 anni si è sentito più o meno defraudato, ma anche ai tanti tifosi juventini che vogliono togliersi delle curiosità sulla loro squadra.




Ambrogio ha otto anni e osserva stupito suo nonno piangere. Proprio lui, il suo mito, l'uomo d'acciaio, quello che non ha mai versato una lacrima nemmeno quando si tranciò l'indice con la motosega. Perché - si chiede il ragazzino il nonno piange lacrime sincere alla notizia della morte di un signore che si chiama Giacinto Facchetti? E perché piangono anche le migliaia di persone assiepate davanti alla chiesa nel centro di Milano? Comincia da un recente spunto di cronaca il libro, il racconto della storia di una passione nel panorama calcistico italiano: l'amore per l'Inter. In occasione del campionato che dovrebbe consegnare lo scudetto all'Inter e con qualche mese di anticipo rispetto alle celebrazioni per i cento anni di attività sportiva (1908), Luigi Garlando, interista doc e corsivista della "Gazzetta dello Sport", dà vita alla storia fra un vecchio e un bambino per mettere in luce le ragioni di un amore. Il nonno, dopo quella di Facchetti, racconta altre storie di uomini di calcio che sono rimasti nel cuore del popolo nerazzurro per le loro vicende umane.

martedì 10 luglio 2007

Il candido Cannavò


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di MARCO GIANNATIEMPO
QUANDO Candido Cannavò succedette a Gino Palumbo come direttore responsabile della Gazzetta dello Sport, scranno occupato per 19 interminabili anni, Gianni Brera, in un insano impeto di razzismo all’italiana, alimentò il mito della razza “lumbarda” denunciando l’occupazione dei posti di potere da parte dei meridionali. Come quasi tutti i maestri, detestava il politicamente corretto, bandiva la banalità e brandiva la polemica. Da Gianni Brera, a più di quindici anni dalla sua morte, ereditiamo innumerevoli «breroidi», un patrimonio lessicale divenuto d’uso comune (Abatino, Bonimba, Rombo di Tuono, e poi centrocampista, cursore, goleador, melina, Padania, palla gol, rifinitura, e tanti altri), e l’insegnamento che il giornalismo, anche sportivo, non debba ricercare il già detto, il luogo comune, l’ovvio. Qualità in cui il Candido roseo, titolare delle colonne meno significative della stampa sportiva italiana, eccelle.


E VENIAMO al presente, 22 giugno 2007. Appena due giorni or sono, acquista un’aura di popolarità il caso plusvalenze. E arriva la notte a riprendersi la luce: di venerdì, i magheggi galliano-morattiani sono relegati in un commento ironico di Fabio Capello, nelle parole di Giancarlo Abete e, infine, nell’odierna rubrica del Candido. Tralasciando le scelte editoriali del giornale rosa, carro armato ai tempi di Calciopoli e ferraglia arrugginita dodici mesi più in là, addentriamoci nelle pieghe dell’articolo di Cannavò, intitolato «Plusvalenze: una storiaccia. Ma non facciamo confusioni».E i dubbi affiorano imperiosi. Una storiaccia, come fosse un qualsiasi fatto di cronaca accaduto ieri l’altro. Giusto per informazione – non un pregio dei nostri fogli sportivi, per la verità – dei maquillage di bilancio se ne occupano egregiamente da anni due cronisti semi-sconosciuti, Marco Liguori e Salvatore Napolitano, che nel 2004, non proprio la scorsa mattina, denunciarono nel loro libro-inchiesta “Il pallone nel burrone” anche gli scambi di calciatori tra Inter e Milan (e Roma, Parma, e così via) quale mezzo illecito per ripianare i conti. Libro che ogni giornalista italiano che si occupi di finanza o di calcio avrebbe il dovere morale di leggere, quantomeno prima di sproloquiare. E il Nostro, così sorpreso dalle inchieste milanesi su San Moratti da Bosco Chiesanuova, pare non averlo sfogliato.


NAUSEA. La prima parola che arriva sulla punta delle dita del Candido. Nausea «per i sistemi da suk nordafricano con cui la società campione d’Italia e quella campione d’Europa hanno gestito il caso Suazo, che riguarda non il novello Maradona, ma un simpatico calciatore da sette anni in Italia». Siamo certi, da queste colonne, che il «simpatico calciatore», 94 reti in 255 partite in Serie A con la maglia del Cagliari, ricercato da mezzo mondo tra cui, appunto, la squadra campione d’Europa e quella campione d’Italia, abbia gradito il cortese aggettivo. E che, sfogliando le pagine del primo quotidiano sportivo italiano, si sia sorpreso di quanta ignoranza sull’argomento calcio regni tra coloro che regolarmente se ne occupano.


E ANCORA. «L’idea che l’Inter non potesse rispettare i parametri per l’iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere. Moratti avrebbe provveduto in ogni caso. Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un’operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale ai quali è abituato». Non si può non esser lieti che la notizia di reato susciti ilarità nel Nostro. A una certa età, esercitare il riso non è operazione da destinare alla bocca degli stolti. Che la colpa dei taroccamenti sia di un esperto cervellone, tuttavia, lascia perplessi. E non perché Moratti sia un individualista che fa tutto da sé, ma perché di esperti cervelloni, nelle indagini del Pm di Milano, non vi è traccia. Come lascia supporre il Nostro, il buon Massimo non è altro che una vittima di qualche malintenzionato così affezionato ai risparmi del patron che si prodiga negli artifici contabili più disparati. Per concludere il ragionamento, non lascia adito a dubbi il fatto che Moratti avrebbe provveduto in ogni caso all’aumento di capitale. Tutto il popolo nerazzurro ricorda con le lacrime agli occhi gli acquisti milionari di campioni del calibro di (tenetevi forte) Adani, Angloma, Almeyda, Batistuta, Bergkamp, Bia, Bianchi, Bindi, Blanc, Branca, Brechet, Brocchi, Camara, Caio, Carbone, Carini, Cauet, Centofanti, Choutos, Cirillo, Cinetti, Coco, Colombo, Colonnese, Mirco Conte, Corradi, Cordaz, Davids, Dell’Anno, Di Napoli, Domoraud, Fadiga, Farinos, Favalli, Ferrante, Ferrari, Ferron, Festa, Fresi, Fontana, Frezzolini, Fontolan, Galante, Gamarra, Ganz, Georgatos, Gilberto, Gresko, Guglielminpietro, Hakan Sukur, Helveg, Ince, Jugovic, Kanu, Karagounis, Robbie Keane, Kily Gonzales, Lamouchi, Luciano, Macellari, Manicone, Mazzantini, Mezzano, Milanese, Morfeo, Moriero, Mutu, Okan, Orlandini, Orlando, Orlandoni, Pacheco, Panchev, Padalino, Paganin, Panucci, Pasquale, Paulo Sousa, Pedroni, Peralta, Pistone, Rambert, Recoba, Rivas, Sartor, Seno, Serena, Sergio Conceiçao, Sforza, Shalimov, Silvestre, Simic, Sorondo, Tarantino, Tramezzani, Vampeta, Van der meyde, Ventola, Vivas, West, Winter, Wome, Zanchetta, Ze Elias, Ze Maria.Continua il Nostro, sul passaporto falso di Recoba. «Ha pagato Recoba, ha pagato Oriali, ha sofferto – checché se ne dica – anche l’immagine dell’Inter». Ci tira su il morale, il Candido. E lascia un tarlo agli juventini, che avrebbero probabilmente sofferto volentieri se le pene fossero derubricate ad un mero “danno d’immagine”.


«DEPLORATI gli aspetti morali della vicenda… evitiamo la più disonesta delle mistificazioni: confondere il cancro di “Moggiopoli” con l’infezione delle plusvalenze. Nessuna cortina fumogena può nascondere il potere occulto che ha gestito il pallone, le designazioni arbitrali a comando, le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri, gli scandali del 1998 e del 2000, i Baldas, i Ceccarini, i De Santis, gli scudetti dirottati a comando». Qui il Candido supera sé stesso, demolendo il record di – chiamiamole così – inesattezze stabilito in precedenza. Punto primo: il cancro di Moggiopoli e l’infezione delle plusvalenze. Si rammenti al Nostro che in tutti i Paesi del mondo, Italia esclusa, il falso in bilancio è un reato, sovente punibile con la detenzione. Secondo punto: il potere occulto che ha gestito il pallone. Le metastasi: le designazioni arbitrali a comando (mai dimostrate da nessuna intercettazione telefonica di cui si è a conoscenza), le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri (ne riparliamo a processo concluso), gli scandali del 1998 e del 2000 (mai e dico mai sotto indagine da qualsivoglia magistratura ordinaria o sportiva di questo mondo), Baldas (il moviolista che faceva vincere le partite alla Juventus), gli scudetti dirottati al comando (s’usi il singolare: la giustizia sportiva ha preso in esame un solo campionato).

Candido Cannavò: un giornalista, un mito.

giovedì 21 giugno 2007

Christian Rocca sulla sabbia di RCS


(Bonarober per www.juworld.net)
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Palate di sabbia

Il Corriere della Sera, oggi, ha trovato ben due-giornalisti-due per scrivere la velina dettata dagli indossatori di onestà altrui, e peraltro nessuno dei due è Fabio Monti. A un certo punto i due scrivono addirittura che "in ogni caso è esclusa la revoca dello scudetto 2005-06". E' vero, sui giornali di regime e dei poteri forti la revoca è esclusa, con la lodevole eccezione di Repubblica, malgrado il codice sportivo dica esattamente il contrario e non solo per quello del 2005-06 rubato alla Juve, ma anche per quello aziendale di quest'anno. I potenti del calcio minimizzano e solidarizzano (e ci credo, si aprisse il capitolo bilanci falsi...), mentre l'ex MicroMega rosea di Carlo Verdelli fa scrivere all'ex vice Torquemada che è stato "sollevato un processo sommario" contro Moratti. La tesi di questi moralisti aziendali è questa: "fosse stato loro contestato qualcosa, si può ragionevolmente supporre che avrebbero ripianato mettendo mano al portafoglio". Certo, anche Moggi truccava il campionato, ma se glielo avessero contestato in tempo si può ragionevolmente supporre che avrebbe smesso. Come dire: chi è ricco può imbrogliare e comprare calciatori a volontà, falsificando il campionato. Guai però se lo facesse uno povero, in quel caso la mannaia rosea dei Verdelli boys sarebbe spietata.In tutto questo c'è il solito imbarazzante silenzio di Cobolli Gigli, temperato dalla grandezza di Fabio Capello.

21 giugno

www.ilfoglio.it/camillo