Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 2 ottobre 2009

Federalismo penale


Il federalismo non c'è ancora.
Ma qualcosa si sta muovendo.
Ed infatti funziona già a pieno ritmo il federalismo penale.
Procura che vai, codice penale che trovi.
Alla Procura di Torino, ad esempio, utilizzano un codice penale particolare.
Un codice che consente di chiedere il rinvio a giudizio per falso in bilancio (e la condanna a diversi anni di prigione) per amministratore delegato e vice-presidente di una società, senza procedere anche nei confronti del presidente che ha firmato quegli stessi bilanci.
E dire che quel presidente non è certo un mentecatto incapace di intendere e volere.
Tutt'altro!

martedì 4 dicembre 2007

Abbiamo informato l'informazione

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Questa lettera è stata spedita via mail dallo Ju29ro Team ad oltre 120 indirizzi mail: a tutti i giornali, compresi quelli locali, e a singoli giornalisti tra i più noti (compresi i vice-direttori della Gazzetta, Mannoni, direttori di RaiSport, TG3, ecc).
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Gentilissimi Signori,

nei giorni passati si è potuto leggere su 2 articoli che il Super Procuratore Palazzi potrebbe deferire Inter e Milan per violazione dell’articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva.

In merito al gravissimo reato di falso in bilancio attribuito dalla Procura di Milano all’Inter, si fa rilevare che se avvenisse quanto previsto nei suddetti articoli si tratterebbe di uno scandalo che ci auguriamo non veda l’approvazione complice dei media, visto che “è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.” (Carta dei Doveri del Giornalista – Premessa).

Lamentiamo che a tutt’oggi il silenzio dei media, salvo qualche rara eccezione, sta avallando un campionato irregolare visto che, come scrive Moretti su Tuttosport del 21 giugno, “ci sono indagini che possono portare a deferimenti e processi sportivi che possono influenzare la classifica di A e B in piena stagione”.

Secondo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Nocerino, della Procura di Milano, l’Inter non avrebbe potuto iscriversi al campionato della stagione 2005-06, conclusa al terzo posto, senza ricorrere al falso in bilancio (con allegato parere della Covisoc). Nella motivazione il pm scrive, a proposito dell’Inter: "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l'Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006".

Vista la disattenzione di molti ci permettiamo di segnalarVi che nel Codice di Giustizia Sportiva esiste l’articolo 7 comma 3 che recita:

Art. 7
Violazioni in materia gestionale ed economica
3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i)

Questa, descritta dall’art. 7 comma 3, e non altra (art. 1), è la fattispecie di reato contestata dal pm milanese all’Inter e, per la precisione, non al Milan.
Tenetene conto e datene conto ai lettori/telespettatori quando tratterete il “caso” e se il Procuratore Palazzi dovesse decidere di procedere con deferimento, per l’Inter, diverso dalla violazione dell’Art. 7 comma 3.

La scorsa estate è stato assegnato all’Inter uno scudetto proprio per la stagione nella quale non aveva i requisiti per iscriversi, mentre questa estate non si è celebrato il proceso sportivo, pur avendo il Dr. Borrelli risposto all’Associazione GiulemanidallaJuve che “gli atti sono stati trasmessi alla Procura Federale in data 7 giugno 2007 con il corredo della documentazione fornita dalla Procura della Repubblica di Milano”.
Si poteva e doveva fare il processo sportivo prima dell’inizio del campionato per garantirne la regolarità.

“Il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista”: non tradite la Vostra Carta dandoci un’informazione lacunosa.

Sentiamo l’obbligo di renderVi noto che il presente messaggio sarà diffuso in internet su un pool di siti di tifosi e che future distorsioni della verità saranno segnalate con esposti al Vostro Ordine.

Grazie e cordiali saluti.


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Nota: Ricordiamo che la irregolarità dei bilanci, il famoso doping amministrativo, è stata ritenuta da molti osservatori il vero "cancro" del nostro sitema calcio, tant'è che nel 2003 il governo era dovuto intervenire col famoso provvedimento "salva-calcio" bocciato in sede europea.
Sul caso che riguarda l'Inter ricordiamo alcune dichiarazioni dei mesi scorsi:
Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc: “Per questo caso potrebbero essere presi provvedimenti gravi".
L’avvocato Mattia Grassani (diritto sportivo): “L’illecito amministrativo è un reato gravissimo. Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità c'è un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto".

giovedì 29 novembre 2007

Palombopoli


Questo il testo della mail che lo ju29ro team ha inviato a Palombo e che sarà parimenti inviata a tutti coloro che parleranno sempre e solo di Art. 1 in relazione alla plusvalenzopoli di Inter e Milan
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Egregio Signor Palombo,

apprendiamo che, secondo Lei, Inter e Milan in merito alla vicenda "Bilanciopoli" vanno entrambe incontro a un deferimento, da parte del Procuratore Palazzi, per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità.

Quindi, secondo Lei, le posizioni delle due società, espresse nella richiesta di rinvio a giudizio del pm Nocerino, sarebbero simili e passibili di articolo 1. Non Le risulta che la richiesta di rinvio a giudizio per Inter e Milan sia per "falso in bilancio" e che secondo l'ipotesi della procura milanese, solo l'Inter tra le due, non avrebbe potuto neppure iscriversi al campionato della stagione 2004-05, conclusa al terzo posto, senza ricorrere a questa pratica?


L'articolo 1 da Lei richiamato recita:

Doveri ed obblighi generali
1. Coloro che sono tenuti all'osservanza delle norme federali devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di procedimenti disciplinari in corso.
3. I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati, se convocati, sono tenuti a presentarsi dinanzi agli Organi di giustizia sportiva.
4. Ai soci di associazione sono equiparati, ai fini del presente Codice, i soci delle società sportive cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse.

Le chiediamo: in quale punto la condotta dell'Inter sarebbe ascrivibile a qualche fattispecie presente in quell'articolo?

Ci sembra "acrobatico" ed inesatto quanto Lei scrive, visto e considerato che esiste un articolo 7 sulle violazioni in materia gestionale ed economica, quale è un "falso in bilancio", ed il suo comma 3 che richiama pari pari quella fattispecie attribuita dal pm Nocerino all'Inter:

Art. 7
Comma 3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).

L'ex-Procuratore De Biase intervistato il 9/09/2006, prima della richiesta di rinvio a giudizio, dichiarò «Inter, se è tutto vero, è il reato della Juve».

Se lo segni: art 7 comma 3, che prevede sanzioni ben diverse dalla "multina" da Lei auspicata e "suggerita".

Perché non informare i lettori che l'articolo per cui dovrebbe essere deferita l'Inter è il 7 comma 3?

Le chiediamo, quindi, la rettifica dell'informazione inesatta da Lei fornita, come disposto nella "Premessa" della Carta dei Doveri del giornalista ("Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori").

Poi, un altro punto ci appare, curioso: la sua affermazione in merito al reato per cui sarebbe stata condannata la Juventus. Lei sostiene che la Juventus sarebbe stata condannata per violazione dell'articolo 1, che assumerebbe gravità pesantissima solo quando c'è di mezzo la Juventus.

Non l'hanno informata? la Juventus è stata condannata per violazione dell'art.6, per avere alterato la classifica senza avere alterato alcuna gara (?!). Se ancora non lo sapesse glielo comunichamo noi.

Nel caso in cui lo sapesse: come mai non avete divulgato il vero motivo per cui è stata condannata la Juventus?

Distinti Saluti

La Pravda prevede


(Nella foto, il Comunale di Torino infestato dalla Pravda Rosa)
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Articolo di "inunmondoche" per ju29ro.com
Sabato 24 novembre 2007, la Gazzetta dello Sport propone per i suoi lettori, a pagina 12, l’immancabile rubrica “Palazzo di vetro” di Ruggiero Palombo, in cui il giornalista riferisce talvolta fatti, più spesso indiscrezioni, sull’attività dei vari organi federali e, sovente, delle Procure della Repubblica. Senza tagli, lo riproponiamo:


Inter & Milan, comincia il derby delle plusvalenze

E' il Palazzi-day. Stefano Palazzi, il gran capo della Superprocura della Federcalcio radunerà oggi in un albergo romano tutti i suoi numerosi affiliati. Sorta di battesimo dell'anno giudiziario calcistico, questo raduno riveste particolare importanza: i fascicoli aperti sono tanti e nuovo materiale è in (probabile) arrivo da Napoli. Bisogna accelerare perchè si rischia l'ingorgo. Ecco perché, al di là degli odierni convenevoli e richiami a un'azione coesa e (possibilmente) rapida, Palazzi dovrebbe essere sul punto di prendere una decisione sulle plusvalenze fittizie e in particolare sul fascicolo Inter/Milan che giace sul suo tavolo dall'inizio dell'estate: le due società vanno incontro, insieme a qualche loro dirigente, a un bel deferimento per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità. Eviteranno dunque l'accusa di «illecito», ma anche la auspicata (da loro) archiviazione. Con Moggiopoli la violazione dell'articolo 1 è diventata pericolosa, perché le sanzioni vanno da un minimo (ammonizione e/o sanzione pecuniaria) a un massimo che la Juve e il suo ex direttore generale conoscono assai bene. Spetterà agli organi disciplinari stabilire che cosa fare: Inter e Milan rischiano una (improbabile) penalizzazione in classifica, ma tanto basta perché diventi imperativo un giudizio rapido. Il campionato non può permettersi sentenze primaverili capaci eventualmente di ribaltare una classifica.

Dovrebbe poi riprendere a grandinare sul mondo arbitrale. A cominciare dai Paparesta. Padre e figlio. Le dichiarazioni rilasciate dai due ai magistrati di Napoli, sul possesso delle schede telefoniche svizzere fornite loro da Moggi, sarebbero state valutate da Beatrice e Narducci come «inattendibili». E l'informativa di questa valutazione è stata inoltrata alla Procura federale, su precisa richiesta di Palazzi, per le determinazioni del caso. L'altra metà dei Palazzi del calcio, intesi non come Stefano, affila intanto le armi in vista di giovedì prossimo. Un Consiglio federale «tecnico» (ufficialmente si parlerà di bilancio preventivo 2008) farà da prologo strategico alla convocazione urbi et orbi voluta dalla ministro Melandri, che Abete il temporeggiatore ha invano tentato (giustamente) di dissuadere. Così la squattrinata serie B, anziché passare per la Lega, poi per la Federazione ed infine eventualmente per il Coni, approderà direttamente al Governo. Per dire cosa? Che vuole 130 milioni di euro l'anno anziché i 65/50 dei prossimi anni per i quali aveva firmato a suo tempo tanto di accordo con la A. Il semisfiduciato ma tenace Matarrese (sul quale aleggia l'ombra del redivivo Pancalli) media, puntando ai 110. Abete ritiene che reiterare i 95 di mutualità attuale possa e debba bastare. La A, che pagherà il conto, a scanso di equivoci sta pensando di disertare la riunione dal Ministro.

Anche noi, che ormai non ci sorprendiamo più delle inquietanti esclusive della Gazzetta, che anticipa con sconcertante precisione verdetti e punizioni della giustizia sportiva, abbiamo accusato il colpo. Passi che il Palombo dia in esclusiva per probabile, ma solo tra parentesi, l’arrivo di nuovo materiale dalla Procura di Napoli alla Superprocura federale, passi che il Palombo ci annunci per primo l’invio di un’informativa riguardante i Paparesta da Napoli ai Palazzi, ma che il Palombo annunci come imminenti decisioni giudiziarie che non stanno né in cielo né in terra riguardanti la squadra degli onesti e degli onesti ma non troppo, questo proprio non ci va giù. E ci spaventa, persino.

Scrive il Palombo: “le due società vanno incontro, insieme a qualche loro dirigente, a un bel deferimento per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità.

Noi non ci caschiamo. Ci chiediamo come sia possibile confondere un illecito amministrativo con la slealtà sportiva. Nel codice di giustizia sportiva* non c'è solo l'art.1 (slealtà sportiva) e l'art.6 (illecito sportivo). Questa semplificazione che la stampa schierata opera a uso e consumo del procuratore federale è scorretta e fuorviante. Si vuole mobilitare il fronte degli innocentisti, facendo credere che la giustizia sportiva riconosca solo due tipi di illecito, uno grave e uno meno grave. I giochetti di bilancio sarebbero naturalmente meno gravi, vuoi mettere? Lo dice il codice? No, lo dice la Gazzetta.

Il codice si sviluppa infatti in parecchi articoli, non in “grave” e “meno grave”.

Ad esempio l’articolo 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che riportiamo, dice così:

Art. 7
Violazioni in materia gestionale ed economica
1. La mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione, anche parziale, dei documenti richiesti dagli Organi di giustizia sportiva e dalla CO.VI.SO.C., ovvero il fornire mendace, reticente o parziale risposta ai quesiti posti dagli stessi Organi, costituisce illecito.
2. La società che commette i fatti di cui al comma 1 è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida, salva la più grave sanzione che possa essere irrogata per i fatti previsti dal presente articolo.
3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).
(…)
5. La società appartenente alla Lega Nazionale Professionisti o alla Lega Professionisti Serie C che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili od amministrativi, si avvale delle prestazioni di sportivi professionisti con cui non avrebbe potuto stipulare contratti sulla base delle disposizioni federali vigenti, è punita con la penalizzazione di uno o più punti in classifica (questo tanto per ricordare, nda).
(…)
7. I dirigenti, i soci di associazione e i collaboratori della gestione sportiva che partecipano agli illeciti di cui ai commi precedenti, sono soggetti alla sanzione della inibizione di durata non inferiore ad un anno.
(…)

E non è forse questa la fattispecie di reato contestata dai pm milanesi alle due squadre meneghine? Ossia “La mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione, anche parziale, dei documenti richiesti dagli Organi di giustizia sportiva e dalla CO.VI.SO.C., ovvero il fornire mendace, reticente o parziale risposta ai quesiti posti dagli stessi Organi, costituisce illecito”. L’ultima parola, per i più distratti, è illecito.

E cosa succede in caso di illecito in materia gestionale ed economica? Dipende. Comma 2 o comma 3.
Comma 2: La società che commette i fatti di cui al comma 1 è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida, salva la più grave sanzione che possa essere irrogata per i fatti previsti dal presente articolo.
Comma 3: La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).

E non è forse questa, descritta dal comma 3, la fattispecie di reato contestata dai pm milanesi all’Inter (e, per la precisione, non al Milan)?

Palombo, che riporta con puntualità disarmante qualsiasi battito d’ali, di farfalla o di falco, che provenga dalla Procura di Napoli, non avrebbe forse dovuto leggere con più attenzione gli atti della Procura di Milano?Noi ci chiediamo infatti come possa incanalare le imputazioni mosse ad Inter e Milan nel calderone dell’articolo 1, che parimenti riportiamo:

Art. 1
Doveri ed obblighi generali
1.Coloro che sono tenuti all'osservanza delle norme federali devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ognirapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
2.Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di procedimenti disciplinari in corso.
3.I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati, se convocati, sono tenuti a presentarsi dinanzi agli Organi di giustizia sportiva.
4.Ai soci di associazione sono equiparati, ai fini del presente Codice, i soci delle società sportive cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse.

Come si fa, Palombo? Come è possibile? Come è possibile scrivere, lo scrive lei, “che Inter e Milan rischiano una (improbabile) penalizzazione in classifica, ma tanto basta perché diventi imperativo un giudizio rapido.”? E me lo domando non soltanto proponendo il necessario completamento all’art.7 comma 3, ossia l’art.13, lettere f) g) h) i) che associa al reato la pena:

Art. 13
Sanzioni a carico delle società
1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:
(…)
f) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
g) retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria;
h) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
i) non assegnazione o revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale;

…ossia penalizzazione nel campionato in corso o nel prossimo, retrocessione, esclusione dal campionato e assegnazione a una serie inferiore, nemmeno necessariamente la B, revoca del titolo di Campione d’Italia, queste le possibilità.

Ma mi domando come, sempre tra parentesi, possa considerare improbabile una penalizzazione in classifica delle due squadre anche in base all’art.1 da lei citato, visto che è lei stesso a scrivere: “Con Moggiopoli la violazione dell'articolo 1 è diventata pericolosa, perché le sanzioni vanno da un minimo (ammonizione e/o sanzione pecuniaria) a un massimo che la Juve e il suo ex direttore generale conoscono assai bene”. E’ un’evidente contraddizione non crede? O è pericolosa, o è improbabile. Ma forse lei ne sa qualcuna in più di noi, e qualcuna in più del Diavolo, forse non più del Biscione, ecco…Infine mi chiedo per quale motivo invochi un giudizio rapido. Noi, da veri garantisti, auspichiamo che la difesa delle parti in causa possa produrre i propri atti nel tempo che gli è necessario, come purtroppo non è stato concesso alla Juve, ma soprattutto auspichiamo che il procedimento non si concluda in fretta e furia, con pene irrisorie, solo perché siamo a novembre e non si può condizionare il campionato in corso. La tempistica per mandare in B la Juve è stata anomala ma ben calcolata, nel periodo estivo.La tempistica per salvare l’Inter (anche il Milan che però rischia meno, vedi art.7 comma 2) sembrerebbe, viste le esitazioni del Palazzi, altrettanto anomala e calcolata, nel periodo del grande freddo, che tutto congela. (ndr: gli atti sono stati trasmessi alla Procura Federale il 7 giugno 2007 con il corredo della documentazione fornita dalla Procura della Repubblica di Milano)

Infine, ci concediamo un altro piccolo appunto. Non ci si crogioli in frasi fatte e titoli estivi, “Moggiopoli” e “art.1”, ci si riferisca alla vicenda con precisione.

Non ha motivo di chiamarsi Moggiopoli e la punizione, purtroppo, avvenne ex. art. 6 tramite sommatoria di art. 1. La si racconti questa cosa ai lettori, non si continui con l'approssimazione. Non si continui ad alimentare una vulgata imprecisa e scorretta, non si violenti la storia. Lo sappiamo tutti bene com’è andata.

Insomma, amici, l’articolo di Palombo, come dimostrato, è fuori da ogni realtà, e fuori da ogni conoscenza del codice sportivo. Non di meno, come già accaduto in passato, i fatti riferiti potrebbero essere veri. Ossia potrebbe essere vero che Palazzi abbia intenzione di deferire gli "onesti" e gli "onesti ma non troppo" in base all’articolo 1, in barba ad ogni logica.

Allora il cerchio si chiuderebbe.

* Ci riferiamo qui al vecchio codice di giustizia sportiva, perché in base a quello verranno giudicate Milan e Inter. Nella sostanza, riguardo alla fattispecie, nulla cambia con il nuovo codice che è anzi, in alcuni casi, più esauriente nell’individuare reati. All’art. 7 del vecchio codice corrisponde l’art. 8 del nuovo, e all’art. 13 l’art. 18, per chi se ne voglia sincerare.

Nota: un ringraziamento speciale a Cirdan che mi ha assistito nella stesura di questo articolo

venerdì 12 ottobre 2007

Birigenti, ma a caro prezzo.


Progetto di bilancio Juventus al 30 giugno 2007.
Compensi ad amministratori e sindaci.

Jean-Claude Blanc
1. Emolumenti da amministratore = 15.000
2. Emolumenti da amm. delegato = 476.000
3. Benefici non monetari da amm. del. = 18.000
4. Bonus da amm. delegato = 1.000.000 (sarà erogato al termine del piano di sviluppo)
5. Benefici non monetari da dir. generale = 3.000
6. Bonus da dir. generale = 375.000
7. Retribuzione da dir. generale = 508.000
Totale = 2.395.000

Tanto per dare un'idea, Luciano Moggi aveva maturato competenze (nel bilancio al 30 giugno 2005) per 2.419.000
Tanto per dare un'altra idea, Antonio Giraudo aveva maturato competenze (nel bilancio al 30 giugno 2005) per 2.120.000.

Giovanni Cobolli Gigli
1. Emolumenti da amministratore = 18.000
2. Emolumenti da presidente = 450.000
3. Benefici non monetari da presidente = 21.000
4. Bonus da presidente = 225.000
5. Altri compensi = 20.000
Totale = 734.000
Chissà come sarà contento Del Piero a leggere queste cifre...

venerdì 29 giugno 2007

Zaccone di nuovo in campo. Come sempre, a sostegno dell'accusa

Nel fascicolo dell’inchiesta per falso in bilancio della Juventus da alcuni mesi c’è anche la querela del club a firma del presidente Giovanni Cobolli Gigli. Per eventuali danni patrimoniali arrecati alla società. «Non abbiamo indicato alcun nome», spiega l’avvocato Cesare Zaccone. Né era necessario farne. Poi il legale chiarisce l’origine di quest’atto che spazza via molte chiacchiere in un sol colpo sulla pretesa continuità fra la vecchia e nuova gestione della Juventus: «Il procuratore aggiunto Bruno Tinti ci ha segnalato che possono emergere profili di infedeltà patrimoniale dalle indagini e chiesto che cosa intendevamo fare. La querela è stata la nostra risposta. Se a fine inchiesta di quei profili si avrà la conferma la società li perseguirà». È il possibile preludio a una costituzione di parte civile, qualora per la Triade la procura torinese chiedesse il rinvio a giudizio.

Bettega indagato per falso in bilancio, che tempismo...

Bettega è indagato nell'ambito dell'inchiesta sui (presunti, molto presunti) falsi in bilancio della Juventus.

Tre commenti:
i) storia vecchia (Moggi e Giraudo erano già indagati da tempo);
ii) che tempismo: scade il contratto del Bobby e zac arriva l'avviso di garanzia;
iii) chi era il presidente che aveva firmato quei bilanci? Come mai non è indagato pure lui?