Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------

mercoledì 27 maggio 2009

E sono già cinque

(Il Dottore, con l'ultimo vero Presidente della Juventus)
-------------------------------------



Sono già passati cinque anni.
Da quel maledetto 27 maggio 2004.
Quando è morto Umberto Agnelli.
Ed è contemporaneamente iniziata la morte della Juventus.
Grazie, Dottore.
Grazie per aver affidato la sua amata Juventus ad Antonio Giraudo, Luciano Moggi, Roberto Bettega.
Grazie per averci fatto vivere, da tifosi juventini, dodici anni fantastici.
Grazie per i 7 scudetti.
Grazie per Roma.
Grazie per Tokyo.
Grazie per il 5 maggio.
Grazie per essere stato sempre vicino alla Juventus, ai suoi dirigenti ed ai suoi tifosi.
Nei tanti momenti belli.
Come nei pochi momenti brutti.
Grazie per aver trasformato la Juventus in una società modello, invidiata in tutto il mondo.
Grazie per aver benedetto la scelta di Capello, proprio pochi giorni prima di morire.
Grazie.
Ora quella Juventus non esiste più, grazie al pregevole lavoro di eredi e tutori.
Restano comunque i ricordi di un periodo meraviglioso.
E la speranza che venga presto presentato il conto a coloro che hanno distrutto la Juventus.

lunedì 25 maggio 2009

Ahi!


(Johnn si complimenta con Secco per l'operazione Knezevic)
------------------------------------
Johnn Elkann, l'altro giorno: "siamo vicini alla squadra e a Ferrara".
L'ultima volta che John si è dichiarato vicino alla squadra ed all'allenatore, siamo finiti in B.
Prepariamoci a sfidare i bovini ed il Gallipoli.

martedì 19 maggio 2009

La sfilata degli Onesti


Com'è tradizione, dopo ogni cartone conquistato in segreteria, gli Onesti hanno sfilato sull'autobus per le strade di Onestonia.
Lo so, lo so.
Squalifica dell'account per una settimana.
Mi toccherà postare a blog chiuso

Ok, è tutto giusto (non solo il prezzo)


Monsieur Blòn, di marmotta metalizzata vestito (con cravatta in pari tessuto, colore e metallo), ha spiegato la sua decisione (condivisa dal CDA, ci mancherebbe) di esonerare Ranieri.
«Abbiamo voluto dare la scossa giusta ai giocatori per cominciare un cammino diverso al momento giusto con l'uomo giusto»
Che dire?
Come si fa a criticare una persona che fa la cosa giusta, al momento giusto, con l'uomo giusto, al posto giusto?
Non si può.
E allora vado a mangiarmi un Danette.
E' il budino giusto, al momento giusto, per il mago giusto, al posto giusto.

Fuori il primo


Il destino di Ranieri era segnato da tempo.
Abbandonato dalla società, contestato dai tifosi, ripudiato da diversi senatori.
Era un camaleonte con la data di scadenza.
E che la scadenza fosse prossima, l'avevano fatto capire Già&Van al termine del CDA della scorsa settimana, con la loro consueta lucidità.
Non ci piace dire che alla fine faremo i conti, ma di sicuro tireremo le somme".
Lo squallido pareggio con l'Atalanta deve aver indotto la cirigenza ridens a tirare le somme, pur senza fare i conti, e a ritirare il camaleonte dallo scaffale del supermercato.
Molto originali le parole con cui Monsieur Blòn, sfoggiando il suo consueto vestito color marmotta metalizzata (e cravatta in tinta), ha giustificato l'esonero di Ranieri: "abbiamo fatto una scelta sensata, per dare una scossa alla squadra e mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità".
Che sia una scelta sensata o meno, lo vedremo (di scelte sensate non se ne sono viste tante a Torino dal maggio 2006 in avanti). E, comunque, mi sembra che il giudizio spetti ad altri, non certo a chi quella scelta ha fatto.
Dare una scossa alla squadra. Mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità.
Uno Zamparini qualunque, in pratica, ma molto più bravo a tennis.
A prescindere da tutto, con l'esonero di Ranieri è saltato il primo (ma solo in ordine di tempo) responsabile dello sfascio ridentino.
Ma di responsabili ce ne sono molti altri.
A quando i prossimi esoneri?

martedì 12 maggio 2009

Ridarella


Il CDA della Ridentus, convocato per questa mattina alle 10, non si è ancora conclusa.
Sembra che i lavori (si fa per dire) si stiano prolungando oltre misura a causa di continui attacchi di ridarella tra i consiglieri.

lunedì 11 maggio 2009

Presi Diego e Silva. Ufficiale


La Ridentus ha messo a segno due grandi colpi di mercato.
Diego, fantasista del Werder Brema.
E Silva, esterno del Valencia.
La Ridentus non ha ancora ufficializzato i due acquisti, perché in Fermo Ferraris rispettano rigorosamente i regolamenti e non sono dei fessi.
Ma ci sono tutti gli stampini sulle carte bollate (cit).
E poi, stampini e carte bollate a parte, i due giocatori si sono già affidati alle amorevoli cure del preparatore atletico della Ridentus, il Professor Capanna.
Con risultati inequivocabili.

CALCIO, VALENCIA: STAGIONE FINITA PER SILVA
David Silva, 23 anni, esterno del Valencia, ha riportato una lesione muscolare all'adduttore della gamba sinistra e dovrà rimanere fermo per 2-3 settimane. Stagione quindi finita per lui: salterà le ultime 3 giornate della Liga.

CALCIO, WERDER BEMA: STAGIONE FINITA PER DIEGO
Stagione finita per il fantasista del Werder Brema Diego. Il 24enne brasiliano ha riportato un infortunio muscolare nel match vinto ieri 2-0 contro l'Amburgo. Diego sarà costretto a fermarsi per 2-3 settimane e salterà le ultime 3 giornate della Bundesliga.

venerdì 8 maggio 2009

Alessio Tacchinardi ju29ro


Alessio Tacchinardi, colonna della Juventus (con cui ha vinto tutto) e scaricato dalla Ridentus, ha rilasciato un'intervista alla trasmissione "Soccer Time" (IES TV), attaccando pesantemente i ridens di Ridentonia (e Cannavaro) ed elogiando invece quella "banda di truffatori" che c'era prima.
Ecco in QUATTRO punti il tacchi-pensiero.

1. Cobolli e Blanc. La colpa è loro. Nel calcio di oggi non si inventa niente, hanno buttato milioni di euro in 3 anni comprando giocatori che non hanno lasciato il segno: Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen, De Ceglie, Grygera, Saliahmidzic e molti altri... A parte Sissoko e Amauri hanno buttato via un sacco di soldi. Quando prima di lasciare la Juve sono tornato dalla Spagna con il nuovo entourage in una settimana di ritiro nessuno mi ha mai chiesto e detto niente, ero visto come un figo della triade e mi hanno messo alla porta.

2. Cannavaro. Cannavaro è un altro sbaglio della dirigenza: 36 anni, uno che è scappato per non andare in B e adesso torna perchè gli fà comodo... Allora prendiamo anche Zambrotta, Emerson e Capello...

3. Alessio Secco. Secco è un bravo ragazzo, ma vederlo come Direttore Sportivo sinceramente... Le responsabilità di questa situazione è anche sua.

4. Quella "banda di truffatori" che c'era prima. Io ho avuto la fortuna di lavorare con una dirigenza competente (Moggi, Giraudo e Bettega; nota del Mago). Sarò sempre grato a Moggi, un grande conoscitore di calcio che non ha mai sbagliato un acquisto, l'ultimo un certo Ibra... Vederlo con la maglia dell'inter mi fà male, senza di lui i nerazzurri avrebbero 30 punti in meno

Alessio (tacchinardi, non Secco) juventino vero.
Alessio (Secco, non Tacchinardi), a fare le fotocopie.
Cirigenti a fare in culo.
STOP

lunedì 4 maggio 2009

Il saluto di BETTEGA agli juventini veri


(Bobby Gol, dove dovrebbe essere)

--------------------------------

Lo scorso week end sono stato al mare con alcuni amici. Mentre passeggio sulla spiaggia, mi trovo davanti Roberto Bettega. Sì, proprio lui. L’eroe delle mie domeniche quando ero bambino. L’anima bianconera della Juve più vincente che ci sia mai stata. Il simbolo, in pratica, della mia Juventus.

E’ impegnato a rincorrere i nipoti sulla spiaggia. Il cuore mi batte a mille all’ora, anche se ho già avuto l’onore di stringergli la mano e di scambiare qualche parola con lui grazie a degli amici comuni. Mi piacerebbe avvicinarlo, ma ho timore di disturbarlo.

Mentre rimugino sul da farsi, mi viene in mente un episodio di per sé insignificante, ma che conservo ben presente. E’ l’ultima giornata del campionato 2000/2001. Quello dello scudetto alla Roma. La Juve gioca in casa contro l’Atalanta e a una ventina di minuti dalla fine (con i residui sogni di raggiungere la Roma ormai svaniti), c’è un’invasione di campo. La partita viene sospesa. Roberto scende in campo e prende in mano il microfono. Chiede al pubblico di lasciare proseguire la partita e di tornare sugli spalti. Poche parole, concluse con un incitamento pieno di rabbia e orgoglio: “Dimostrate di essere dei tifosi veri, come lo sono io!”. La partita viene ripresa e finisce. Il momento più emozionante erano state quelle parole dette quasi a rivendicare un attaccamento alla maglia ineguagliabile, un amore disinteressato e viscerale, un orgoglio senza pari: “Dimostrate di essere dei tifosi veri, come lo sono io!”.

Alla fine comunque decido di non rompergli le scatole e di raggiungere i miei amici che nel frattempo avevano proseguito nella loro passeggiata. Mentre sto per girare i tacchi ed andarmene, il mio sguardo si incrocia con quello di Bettega. Istintivamente mi dirigo verso di lui e lo saluto, ricordandogli dei comuni amici che ci avevano presentato.

Quanta emozione! Io che mi sono sempre emozionato già a leggere una parola contenente la “j” di Juventus. Ed ora mi trovo davanti la Juventus in persona!

Gli accenno del mio impegno per restituire la Juve agli juventini, del Team Ju29ro, dei miei interventi all’assemblea, del mio blog e dei forum. E’ informatissimo, ben oltre le più rosee aspettative. Mi dice di essere molto riconoscente a quei tifosi che lo sostengono e di apprezzare l’impegno di tutti quelli che cercano di restituire la Juventus al ruolo cui è stata predestinata dalla Storia. Mi parla in particolare di come lo commuova l’affetto che gli viene dimostrato da tutti i tifosi juventini, anche attraverso i forum.

Prendiamo un caffè insieme. Non parliamo della stretta attualità bianconera, ma capisco tutta la sua amarezza, anzitutto di tifoso vero. Non spreca le parole, come non ha mai fatto. Ma quei pochi minuti sono sufficienti per farmi capire tutto l’affetto che ha nei confronti della nostra, della sua Juventus. Non si possono cancellare quaranta e più anni di vita in bianco e nero. Mi dice di non perdersi mai una partita della Juve e di essere sempre presente allo stadio di Torino.

Gli chiedo perché non torna alla Juventus. Non è tempo, mi risponde. Svicola il discorso, ma leggo negli occhi tutto l’amore per quel sogno chiamato Juventus e l’orgoglio per quei colori. Azzardo chiedendogli un’intervista per il nostro sito. Garbatamente rifiuta; alle parole ha sempre preferito i fatti e - mi dice - i tempi non sono maturi.

E’ il momento dei saluti. I nipoti lo richiamano all’ordine. Mi chiede – con la consueta cortesia - di portare i suoi saluti attraverso i forum a tutti i tifosi suoi e della Juventus. Non posso certo mancare a questa richiesta!

Lo ringrazio, grato per quei momenti che mi ha regalato oggi (e tutti gli altri del passato). Gli dico che tutti i tifosi veri lo rivogliono al posto che gli compete. Nella nostra Juventus, nella sua Juventus. Lui è un tifoso vero, uno juventino vero.

Non c’è dubbio, Roberto Bettega è uno ju29ro! E’ bello sapere che ama la Juve, è bello fargli sapere che noi ju29ri amiamo lui!

Scriverò a Jean Claude


Così non si può più andare avanti.
Scriverò a Jean Claude.
E' ora che si dia da fare.
Che dimostri di valere i due milioni abbondanti (molto abbondanti) di compenso annuo che si mette in tasca.
C'è un problema, però.
Non ho il suo indirizzo email diretto.
Ho provato a comporre in vario modo nome e cognome (e relative iniziali), ma tutte le email che ho mandato sono tornate indietro.
Ma non demordo.
Proverò ancora e prima o poi troverò il suo indirizzo email personale alla Ridentus.
L'indirizzo potrebbe essere uno di questi:
monsieur.blòn@ridentus.com
monsieurblòn@ridentus.com
il.tennista@ridentus.com
tennista@ridentus.com
iltennista@ridentus.com
iltennista.dichambery@ridentus.com
iltennisa.conilsorriso@ridentus.com
sontennista.emenevanto@ridentus.com
ildivora.baguettes@ridentus.com
divorabaguettes@ridentus.com
blinblonblan@ridentus.com

Ma è così difficile?

Cori contro Ranieri, Secco, Cobolli, Zebina, Camoranesi, Cannavaro, etc etc
Ma è così difficile fare un coro contro il maggior responsabile di questo sfascio?
John Jacob Philip Elkann

Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile

John Jacob Elkann va a cagar
John Jacob Elkann va a cagar
John Jacob Elkann va a cagar

Conigli!


Che conigli certi dirigenti che hanno abbandonato al proprio destino Ranieri.
Che conigli certi dirigenti che non hanno il coraggio di prendere le decisioni e si rifugiano dietro il paravento del CDA (che dovrà valutare se esonerare o meno Ranieri prima della fine della stagione).
Che conigli certi dirigenti che scappano senza dire una parola, lasciando Ranieri allo sbaraglio di fronte ai giornalisti. Troppo facile venire a pavoneggiarsi quando si vince. La faccia va messa soprattutto quando si perde.
Che conigli certi eredi indegni che non sentono il dovere morale di esporsi in prima persona a tutela della Juventus.
Che conigli certi eredi indegni che non si assumono le responsabilità delle scelte fatte in questi tre anni.
Che conigli certi eredi indegni che attaccano giocatori ed allenatore dal pulpito dell'assemblea Exor.
Che schifo questi conigli.

giovedì 30 aprile 2009

Un responsabile. C'è solo un responsabile


Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile


Ranieri è un allenatore mediocre e senza personalità. Verissimo.
Diversi giocatori non sono da Juve. Verissimo.
Alcuni giocatori pretendono di giocare sempre, anche quando non lo meritano. Verissimo.
Alcuni giocatori sono in fase calante/tramontante. Verissimo.
Alcuni giocatori non sembrano impegnarsi allo spasimo. Verissimo.
Secco è giovane, inesperto, chiacchierone ed un po' presuntuosetto. Ed ha in pratica solo due titoli di merito: l'esser figlio del Ragionier Secco ed il saper guidare una moto da cross. Verissimo.
Blanc non capisce nulla di calcio, non ha mai gestito una società in vita sua e non ha alcuna intenzione di lasciare la doppia carica (e, soprattutto, il doppio compenso) di amministratore delegato e direttore generale. Verissimo.
Fassone è un modesto impiegato, chiamato ad un compito troppo difficile per le sue limitate capacità. Verissimo.
Castagnini è amico di Baldini e non si capisce per quale motivo abbia preso il posto di Ceravolo. Verissimo.
Cobolli Gigli è .... semplicemente Cobolli Gigli. Verissimo.
Tutto molto bello, tutto molto vero.
Va benissimo criticare la dirigenza e Ranieri per i risultati (non) ottenuti.
Va benissimo fischiare i giocatori quando non lottano come dovrebbero.
Va benissimo.
Ma ad una condizione.
Che non si trascuri un punto fondamentale.
Dirigenza, Ranieri e giocatori hanno, chi più chi meno, delle colpe. Questo è indiscutibile.
Ma il vero responsabile dello scempio in corso da maggio 2006 è un altro.
Ha un nome ed un cognome.
John Jacob Philip Elkann, figlio di Alain Elkann e di Margherita Agnelli, nipote dell'Avvocato e suo poco degno erede.
E' John Jacob Philip Elkann a comandare, formalmente, nella famiglia.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi dichiarato, il 7 maggio 2006, vicino alla squadra e all'allenatore, scaricando di fatto la Triade.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver dichiarato che "ci sono stati comportamenti riprovevoli" e che la Juve ha voltato "pagina dopo un capitolo triste della nostra storia", contribuendo in maniera determinante alla costruzione di quel sentimento popolare che ha poi giustificato la retrocessione in Serie B con penalizzazione, il furto di due titoli, la distruzione di una squadra stellare e di una società all'avanguardia e che ancora oggi consente a gente come Giacomo Crosa (tanto per fare l'ultimo di tanti esempi) di denigrare in maniera indegna la Juventus ed i suoi tifosi.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver ribadito che "le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive", in modo da continuare ad alimentare la fiammella del sentimento popolare.
E' John Jacob Philip Elkann ad essersi inventato che "le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così", trascurando il fatto che Moggi e Giraudo non hanno mai chiesto una lira o un euro alla proprietà, mentre la Nuova Juventus 2006 FC ha potuto beneficiare di un aumento di capitale da 105 milioni di euro sostenendo poi spese (queste si, insostenibili) per bidoni del calibro di Andrade, Tiago ed Almiron (per non parlare di Poulsen).
E' John Jacob Philip Elkann ad aver scelto la cirigenza più ridentina che ci sia (che a sua volta ha scelto Ranieri che a sua volta ha contribuito a scegliere i bidoni che tutti sappiamo).
E' John Jacob Philip Elkann a brillare per assenza e disinteresse, una volta ottenuta la Serie B grazie anche a quel sentimento popolare da lui opportunamente titillato, quando si tratta di Juventus.
E' John Jacob Philip Elkann ad aver fatto capire (a chi non lo avesse ancora capito) che non c'è trippa per gatti (checché ne dicano certi gattini di mia conoscenza) quando alla recente assemblea Exor si è limitato ad attaccare, in maniera francamente un po' vigliacca, la componente più debole della Nuova Juventus (invitando allenatore e giocatori - ma non i suoi logorroici cirigenti - a chiacchierare di meno e a vincere di più) e a ribadire il suo manifesto a favore di un calcio eco-sostenibile (eco, nel senso di economia non nel senso di ecologia).
Quindi, contestiamo pure cirigenti, allenatore e (certi) giocatori.
Ma non dimentichiamoci che il pesce puzza dalla testa.
E che le responsabilità di John Jacob Philip Elkann fanno impallidire quelle di tennisti, pallavolisti, gemelli, bovini, cantanti, camaleonti, motociclisti, bidoni etc etc
E quindi contestiamo ancora più ferocemente l'unico responsabile di (ad oggi) tre anni di merda.
John Jacob Philip Elkann.

Un responsabile
C'è solo un responsabile
Un responsabile
C'è solo un responsabile

Jaki vuol dire ... JUVINESE o UDINENTUS


Articolo di dominiobianconero - ju29ro.com

13 Gennaio 2007. La Juventus, retrocessa in serie B, è impegnata a Mantova dove accuserà la sua prima sconfitta del campionato cadetto. In quello stesso istante John Elkann è segnalato a Milano, presso un noto negozio di abbigliamento sartoriale di Corso Magenta, impegnato a rinnovare il guardaroba.
E' tutto qui. Basterebbe, da solo, questo episodio per far capire ai tifosi bianconeri il distacco con cui l'erede designato dell'Avvocato segue i destini della Juventus.

Non si capisce quindi l'attesa che gli addetti ai lavori nutrivano per l'Assemblea della EXOR che si è tenuta ieri, presso il Centro Storico Fiat di Via Chiabrera.
Chi si aspettava editti e proclami sull'argomento Juventus è stato rispedito al mittente con la solita mezza intervista in cui, come da tradizione, l'argomento principale è il nulla.

Exor, per chi non lo sapesse, è la finanziaria che detiene circa il 60% della Juventus. Di fatto controlla l'intera governance della società, propone gli amministratori, e ne condiziona le strategie, sia finanziarie che mediatiche. Ma Exor controlla anche e soprattutto FIAT, che proprio in questi giorni sta perfezionando importanti accordi industriali oltreoceano. Era prevedibile, dunque, che la Juventus sarebbe stato un argomento marginale nel corso dell'incontro.

Di solito John Elkann si interessa della Juventus dopo una sconfitta, oppure durante i periodi negativi, come questo.
Immaginiamo il paggetto di corte che mentre gli porge la giacca gli sussurra: "Ingegnere, ieri la Juve ha perso, sarebbe il caso di mostrarsi interessato alla cosa. Magari una dichiarazione o un giretto a Vinovo.....". Ed ecco che parte la carovana, con il solito codazzo di fotografi e cantori, che immortalano il "delfino" mentre si intrattiene con Del Piero stringendo tra le mani un pallone. Roba da far impallidire i cerimoniali del Cremlino degli anni della guerra fredda.

In questo caso invece non è stata una singola sconfitta, ma un lungo periodo di crisi, che ha visto la squadra mollare su tutti i fronti e appassire con l'arrivo della primavera.
Ecco quindi che qualcuno oggi gli ha allungato il microfono, chiedendo della Juventus. Risposta secca: "I giocatori e l'allenatore invece di parlare pensino a vincere".

Invece di zittire i dirigenti, loquaci come zitelle acide negli ultimi mesi, il prode Elkann zittisce allenatori e giocatori. La cosa sconcertante è che in giro tutti si affannano a cercare i motivi della crisi della Juventus individuandoli di volta in volta dal Presidente Cobolli fino al magazziniere. Nessuno che abbia avuto il coraggio di dire la verità.

Il problema della Juventus si chiama John Elkann. E' lui che ha scelto questa dirigenza. Non da solo, beninteso. In collaborazione con il suo codazzo di consiglieri e swappisti. Il proverbio non sbaglia e recita che il pesce puzza dalla testa. La Juventus è, per lui, una specie di obbligo, non una passione. Abbia dunque il coraggio di farsi da parte.

Ecco quindi che tutti sono rimasti delusi. Tutti ma non noi. Noi non ci aspettiamo soluzioni, ma siamo in grado di proporle. Sappiamo che resteranno inascoltate, ma lasciateci avere la soddisfazione di aver capito l'andazzo con tre anni di anticipo. Da Juventus a Juvinese o Udinentus. Da grande a provinciale.

Adesso però il tempo stringe. Bisogna fare presto. La Juventus ha bisogno di interventi duri, d'urgenza. Innanzitutto sul CDA. Da rinnovare subito e integralmente. C'e' bisogno di qualcuno che pensi in bianco e nero, che parli meno e che lavori di più, soprattutto sul fronte sportivo. Almeno un consigliere deve essere espressione degli azionisti di minoranza.

Basta nominare sempre la serie B. La prima cosa da fare è una riunione in cui vietare a tutti i tesserati l'utilizzo della frase "NON DIMENTICHIAMOCI CHE DUE ANNI FA ERAVAMO IN B". Basta scuse. Basta alibi. A livello di marketing è un comportamento da dilettanti.

Cambiare subito lo staff tecnico, i preparatori, gli osservatori. Pretendere da tutti i giocatori il rispetto del tecnico. Basta girovagare in trasmissioni televisive mentre la squadra si gioca la stagione. Basta dichiarazioni a ruota libera. Multe, pesantissime, per chi parla e sorride troppo e si allena poco.

Querelare immediatamente i giornalisti che infestano il mondo dell'informazione riportando menzogne sul conto della Juventus. Parallelamente avviare un processo di recupero del concetto di "orgoglio" bianconero, quello calpestato maldestramente dai patteggiamenti di Zaccone e dalle strette di mano con i veri marci del calcio.

Basta trattative sui giornali. Ci stiamo ricoprendo di ridicolo. Basta annunciare campioni che non arrivano. Basta vendere a poco e comprare a tanto. Assumiamo un vero Direttore Generale che sappia fare il mercato. Basta promesse che non sanno mantenere. Basta dire che i soldi non ci sono. Non è vero. Semplicemente li stanno sprecando.

John Elkann dovrebbe chiedere conto ai suoi dirigenti della distruzione di valore causata da un calciomercato ridicolo. Giocatori scarsi, logori o peggio ancora rotti hanno prosciugato gran parte delle risorse provenienti dall'aumento di capitale. Invece si preoccupa di strigliare l'allenatore, che pure è il responsabile insieme allo staff medico di una serie fantozziana di infortuni , e i giocatori, che in verita' fanno quello che possono, essendo alcuni di loro oggettivamente mediocri.

Interventi urgenti, semplici, per ricominciare a chiamarla Juventus. Per evitare che diventi, definitivamente, Juvinese.

martedì 28 aprile 2009

Separati dalla nascita



Franco Bollo®

venerdì 24 aprile 2009

Guardiamo avanti


Guardiamo avanti. Questo è il messaggio che viene ripetuto sino alla nausea dai cirigenti ridentini.

Guardiamo avanti. Così disse Cobolli (o era Gigli?) qualche tempo fa ad Alba, in occasione della presentazione del libro di Er go’ de Turone, tra un pugno battuto sul tavolo ed una battuta di dubbio gusto sull’attività sessuale dell'autore del libro. “Lo juventino non pianga il passato, ma guardi con fierezza al futuro, per rispetto della storia della Juve, perché è lo stile Juve che lo impone”. Detto da uno (o l'altro? o due?) che - a proposito di storia della Juve - non sa(nno?) nemmeno cosa sia il 5 maggio, non è male...

Guardiamo avanti. Lo ha ripetuto anche Monsieur Blòn, poco prima della sfida con l'Onesteam, dalle pagine del sito ufficiale www.ridentus.it. “Errori? Quelli li fanno tutti, ma l’importante è muoversi e noi non stiamo fermi. Noi guardiamo avanti, non solo sul campo ma anche dal punto di vista societario". Queste le parole “avanguardiste” dell’amministratore delegato della Ridentus (un toro seduto, in pratica, ma molto meno mobile, vista la difficoltà con cui abbandona il proprio ufficio in sede, se non si tratta di partire per il weekend o le vacanze).

Guardiamo avanti. E’ il messaggio che lascia trapelare anche un altro dei miracolati di Farsopoli - Alessio Secco - con le dichiarazioni rilasciate alla presentazione della Peace Cup (che sia un messaggio subliminale? cari tifosi di Serie C, mettetevi l’animo in pace, eravamo in Serie B, ora godetevi la Ridentus in santa pace!): “Abbiamo una strategia precisa che si basa sulla certezza di possedere i soldi necessari per effettuare grandi acquisti nella prossima estate. Abbiamo buone ragioni per pensare che i nostri tifosi debbano aspettarsi una grandissima prossima stagione. Questa convinzione deriva da quanto di buono fatto negli ultimi due anni”. Sarebbe interessante chiedere all’ex addetto ai cartellini delle sostituzioni (decisamente più a suo agio come motociclista che come direttore sportivo) quali siano le buone ragioni da lui citate e cosa sia stato fatto di buono negli ultimi due anni. Tiago, Andrade, Almiron, Boumsong, Poulsen, Criscito, etc etc etc. Sero tituli dal 2006 (Coppa Zaccone a parte). Che siano queste le buone ragioni che inducono ad uno sfrenato ottimismo il nostro Alessio ? Che siano queste le cose buone fatte negli ultimi due anni? Qualcuno chiami il 118.

Guardiamo avanti. In effetti, è l’unica cosa che possa dire chi, al di là delle parole un po’ stonate di un cantante che sino a poco tempo fa (prima degli ultimi rovesci) straparlava di annata strepitosa, sa bene che la stagione è un totale fallimento e cerca quindi di anestetizzare la rabbia dei tifosi (quelli veri) promettendo mari e monti (leggasi, campioni e successi) per la stagione successiva.

Guardiamo avanti. E’ l’esortazione di chi, ben conoscendo gli squallidi retroscena di Farsopoli, cerca in tutti i modi di cancellare il ricordo di quella vicenda. Meno se ne parla e meglio è. Perché gli scheletri devono restare rinchiusi nell’armadio (parafrasando il “titulo” di un famoso film, nessuno apra quell’armadio).

Guardiamo avanti, allora. Diamo retta al nostro adorato Monsieur Blòn. E cosa si vede, guardando avanti? Si vede una squadra sempre più modesta. Si vedono dei mediocri mestieranti (gente alla Poulsen o alla Tiago, insomma) comprati, a caro prezzo, per sostituire gli ultimi fuoriclasse ereditati dalla precedente dirigenza. Si vedono magari dei capitani coraggiosi che, dopo aver preteso di scendere dalla nave al primo sintomo di tempesta, ora sono pronti a ritornare a bordo pur di mettere in saccoccia ancora qualche milioncino di euro e prepararsi ai mondiali.

Guardiamo avanti. Seguiamo il consiglio di Alessio Secco. E cosa si vede, guardando avanti? Si vedono altre annate strepitose. Come questa. Con gli altri che vincono. E noi a guardare, a distanza siderale. Si vede una tifoseria che si accontenta di conquistare un posto in Champions League. E che vive soprattutto in funzione delle due partite contro l’Onesteam perché vincere quelle partite (o pareggiarle giocando in dieci per parte del secondo tempo) è ormai motivo di grande soddisfazione.

Guardiamo avanti. Facciamo come dicono, all'unisono, i gemelli ridentini. E cosa si vede, guardando avanti? Si vede una società che non conta più nulla e continua a gestire ad minchiam i propri ricorsi (non presentandoli quando servono e presentandoli quando non servono). Si vede una cirigenza che viene sbeffeggiata quando fa la voce grossa e pretende le scuse dagli altri, per poi scodinzolare obbediente e deferente quando la voce grossa arriva da Milano. Si vedono un direttore generale ed un direttore sportivo che non sono in grado di proteggere l’allenatore (chiunque esso sia, un modesto cantante, un grintoso ex capitano dalle idee però un po’ confuse ultimamente, o un CT campione del mondo).

Sapete che vi dico? Non ho propria voglia di guardare avanti. Anche perché mi basta guardare il presente, per capire tante cose. Non serve guardare avanti.

giovedì 23 aprile 2009

Bandiera gialla (listata a lutto)


Finché vedrai straparlar quei tre banfoni(1)
Tu saprai che là si sbaglia
E la Juve perderà

Saprai che con quell'erede indegno
Noi si perde senza ritegno
Ed il tuo cuore s'incazzerà

(1) Testo modificato. Nella versione originale, non c'era "banfoni" ma un altra parola che finisce con "oni"

martedì 21 aprile 2009

Perdenti si diventa


Non ci vuole molto a diventare dei perdenti.
Basta avere una cirigenza ridentina.
Un mediocre come allenatore.
Ed una proprietà disinteressata.
Ed il gioco è fatto.
Un pareggio contro l'Inter, che lascia invariato l'abisso di dieci punti di distacco, diventa inevitabilmente qualcosa che i tifosi e certi giocatori (come Buffon) festeggiano con una gioia sfrenata.
Prendo a prestito le parole dello Specialone, che mi sembrano particolarmente appropriate.
«Prendo atto della sfrenata gioia della Juve per il pareggio, in un’annata che la vede distanziata di dieci punti. Parlavano di scudetto fino a qualche tempo fa. Adesso si sono rimpiccioliti sulla Coppa Italia».
In pratica, siamo diventati quel che era l'Inter sino a qualche tempo fa.
Dei perdenti che parlano parlano parlano, mentre altri portano a casa i trofei.
Complimenti.

Noccioline e banane la paga dell'infame


Noccioline e banane la paga dell' infame
Questo lo striscione esposto qualche anno fa dai tifosi nerassurdi a San Siro contro Zoro, giocatore del Messina (già insultato pesantemente nella partita d'andata, tanto che il giocatore voleva uscire dal campo).
Striscione accompagnato dai soliti uh uh uh di scherno e da cori di pari livello.
«In questo caso il razzismo non c' entra, è stata soltanto una manifestazione di stupidità da parte di un gruppo che pensa di essere stato ingiustamente danneggiato per quello che accadde nella gara di andata. Per questo motivo non temo assolutamente la squalifica del campo. Gli ultrà ce l' avevano con la persona»
Per Massimo Moratti "noccioline e banane la paga dell'infame" non è razzismo.
Mentre invece dare del "negro di merda" a Balottelli è becero razzismo.
La solita moralità d'accatto di un personaggio che merita tutto il mio disprezzo.

PS strano a dirsi, ma Gigi Simoni ha rilasciato una dichiarazione intelligente sul caso Balotelli.
"Nel corso della partita di sabato sera non ho sentito un solo coro razzista nei confronti di Muntari. Per questo non credo che i fischi a Balotelli riguardino il colore della pelle. Piuttosto bisogna soffermarsi sugli atteggiamenti di questo ragazzo che molte volte sono riprovevoli. Quando sbaglia un calciatore con i suoi comportamenti, di conseguenza sbagliano anche le altre persone. E Balotelli deve smetterla, una volta per tutte, di provocare tutte le persone che lo circondano, dagli avversari ai compagni, dagli allenatori ai tifosi. Sono assolutamente d'accordo con Moratti e sulle esternazioni riguardo il razzismo, che va condannato in ogni sua forma. Ma Balotelli è il primo a mancare di rispetto con mezzucci e provocazioni".

Minestre riscaldate


Sembra che i cirigenti ridentini stiano pensando di prendere un giovane di sicuro avvenire per la difesa.
Fabio Cannavaro, in scadenza di contratto con il Real Madrid.
Una minestra riscaldata, in pratica, che rischia di risultare insipida e con un retrogusto amarognolo ma che potrebbe invece anche risultare gradevole.
Iniziamo dai perché SI.
Perché conoscendo le capacità dei cirigenti ridentini, un Cannavaro a parametro zero (ma comunque a stipendio più che congruo) ci potrebbe risparmiare un novello Andrade a caro prezzo. Oppure una nuova lotta con i bovini per un Karneadic qualunque.
Perché è probabile che Cannavaro, nella stagione che porta al mondiale, abbia ancora voglia di allenarsi seriamente, per ben figurare in Sudafrica.
Perché comunque non è che ci siano tutti questi gran fenomeni di difensori in giro (e quei pochi veramente bravi non sono in vendita o, comunque, non sono alla portata delle risorse e dellle capacità ridentine).
Perché Cannavaro ha comunque un immagine vincente ed un grande appeal presso i pubblicitari.
E veniamo ora ai perché No.
Il comportamento di Cannavaro nell'estate del 2006 fu davvero INDEGNO.
Senza mostrare alcuna riconoscenza per quella società che lo aveva strappato dalla melma nerazzurra, facendolo ritornare giocatore di calcio e portandolo sul tetto del mondo, pretese sin dal primo momento di essere ceduto, minacciando anche di ricorrere all'articolo 17. Mi dicono che l'atteggiamento di Cannavaro all'epoca fu particolarmente arrogante e presuntuoso.
Dal punto di vista etico e morale, ragionando solo da tifoso, cercherei proprio di fare a meno di una personcina simile. E mi chiedo quale possa essere l'opinione della vecchia guardia sul ritorno di Cannavaro. Buffon si è espresso a favore. Ma gli altri? Ma forse la domanda da farsi è un'altra. La prossima stagione ci sarà ancora qualcuno della vecchia guardia?
E poi, il fantomatico Progetto non contemplava una Ridentus giovane ed italiana? Con Cannavaro l'italianità sarebbe salva, ma la gioventù...
Alla fine della fiera, soppesando i perché SI ed i perché NO, potrei anche essere a favore dell'operazione.
Quel che è certo, però, è che Cannavaro non avrà certo il mio tifo.
E' un professionista, con tendenze mercenarie.
Se giocherà bene, avrà fatto solo il proprio dovere. Nessun ringraziamento da parte mia.
Se giocherà male, si prenderà i meritati vaffanculo.
Ma forse questo dovrebbe valere per tanti altri. Non solo per Cannavaro.