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In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 19 maggio 2009

Fuori il primo


Il destino di Ranieri era segnato da tempo.
Abbandonato dalla società, contestato dai tifosi, ripudiato da diversi senatori.
Era un camaleonte con la data di scadenza.
E che la scadenza fosse prossima, l'avevano fatto capire Già&Van al termine del CDA della scorsa settimana, con la loro consueta lucidità.
Non ci piace dire che alla fine faremo i conti, ma di sicuro tireremo le somme".
Lo squallido pareggio con l'Atalanta deve aver indotto la cirigenza ridens a tirare le somme, pur senza fare i conti, e a ritirare il camaleonte dallo scaffale del supermercato.
Molto originali le parole con cui Monsieur Blòn, sfoggiando il suo consueto vestito color marmotta metalizzata (e cravatta in tinta), ha giustificato l'esonero di Ranieri: "abbiamo fatto una scelta sensata, per dare una scossa alla squadra e mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità".
Che sia una scelta sensata o meno, lo vedremo (di scelte sensate non se ne sono viste tante a Torino dal maggio 2006 in avanti). E, comunque, mi sembra che il giudizio spetti ad altri, non certo a chi quella scelta ha fatto.
Dare una scossa alla squadra. Mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità.
Uno Zamparini qualunque, in pratica, ma molto più bravo a tennis.
A prescindere da tutto, con l'esonero di Ranieri è saltato il primo (ma solo in ordine di tempo) responsabile dello sfascio ridentino.
Ma di responsabili ce ne sono molti altri.
A quando i prossimi esoneri?

domenica 28 dicembre 2008

Auguri e camaleonti

Un sincero e lunare (assolutamente non solare) augurio a tutti gli juventiniveri.
Un camaleonte (di quelli solidissimi; una mazza di ferro, in pratica, ma un po' più larga e spigolosa) in culo a tutti gli altri.
A cominciare dagli indegni (eredi, tutori, consiglieri ed amministratori) di Torino.
Non sto a fare un elenco completo di tutti gli altri destinatari dei miei camaleonti (tanto lo sapete già: nell'elenco ci sono gli onesti, gli intercettatori, i giornalisti, gli arbitri, i designatori, i pelati, i ristoratori, i dirigenti di lega e federazione, gli ex dirigenti di federazione, etc etc)
Comunque, gli indegni di Torino ci tenevo proprio a menzionarli.
A loro va un camaleonte particolare, nell'attesa che il loro riverito (ed in alcuni casi molto frequentato) culo si infiammi.

mercoledì 1 ottobre 2008

Un cantante non può allenare



Ieri sera il Cantante ha dato l'ennesima riprova di quanto fosse azzeccato il soprannome che gli era stato affibbiato all'epoca della sua esperienza inglese.

Mr Tinkerman. Cioè, il pasticcione.

Il Cantante Tinkerman è riuscito a schierare una formazione senza capo né coda.

Tre centrocampisti offensivi: Camoranesi, Nedved e Giovinco.

Due punte: Alex e Iaquinta.

Un solo incontrista, Sissoko.

Giovinco schierato a destra, mentre lui gioca a sinistra.

Camoranesi schierato in centro, mentre lui predilige la fascia.

A questo punto, ad minchiam per ad minchiam, perché non mettere Manninger (doveva soffrire il freddo poverino, non è uscito neanche una volta in tutta la partita) centrale di difesa?

Nel corso della partita, poi, il camaleonte miracolato, ha assunto il suo solito atteggiamento da maître à ronfer (clicca qui), dimostrando meno reattività di un bradipo con il nervo sciatico infiammato.

Ha ritardato all'inverosimile il cambio di Tom Tom di Nazareth (clicca qui per sapere chi è).

E così ci siamo presi la prima pappina.

Ha aspettato fino all'inizio del secondo tempo per riequilibrare la scombinata formazione iniziale, mettendo finalmente in campo Marchisio al posto di Camoranesi.

Infine, si è tenuto l'ultimo cambio per i minuti finali del match (al posto della Zona Cesarini ora abbiamo la Zona Camaleonte), sostituendo Iaquinta (e non l'irritante capitano di ieri sera) con Amauri.

Che il cantante fosse in una forma strepitosa lo si è capito anche dalle interviste post-partita, quando ha continuato ad elogiare questi dopolavoristi bielorussi, si è esibito in una perla degna del miglior cobolligigli ("sapevamo tutto dei nostri avversari, ma ci siamo fatti sorprendere"), ha collegato la mancata sostituzione del Tom Tom al secondo gol (mentre invece si trattava del primo), per poi chiudere in bellezza con un solare "meglio un punto di niente" (Catalano gli fa una pippa a questo...).

Cantante a parte, non è che gli altri fenomeni in bianconero abbiamo fatto di meglio.

E' previsto contrattualmente che il Capitano debba battere tutte le punizioni? E allora perché non fargli battere anche il rinvio da fondocampo al posto del portiere? Se non gli si sfasciano i muscoli, magari potrebbe segnare anche da li.

Sissoko è il miglior interprete dei due schemi ideati dal Camaleonte più solido che ci sia.

Il primo schema è il "palla avanti e pedalare". Praticamente, una fiondata ad minchiam verso la trequarti avversari, nella speranza che qualcuno la prenda di testa. A dirla tutta, questo è uno schema che era già stato lanciato da Marchesi qualche decennio fa. Ma il Cantante ha avuto il grande merito di riproporlo in modo ancor più solare.

Il secondo schema è il "porta palla e poi sfondare". Praticamente, un coast-to-coast palla al piede, fin quando resta solo il piede e la palla va aliunde.

Sarà l'effetto del Ramadan. Dindondan. Meno male che ci sono i gemelli (Dean e Dan, non Jo e Van)

Il più vispo di tutti però ieri sera era Damiano con l'accento sulla "o".

Tanto era addormentato il Cantante, tanto era frizzante e guizzante Damiano, quando faceva capolino da dietro il giaccone del Camaleonte Solido.

Il motociclista Secco comunque è contento.

E se è contento lui, perché dobbiamo essere incazzati noi?

Vi segnalo infine alcuni altri interessanti commenti sulla partita, a cura dello Ju29ro Team:

1. Bate-Juve 2-2, cronaca disperata del match (clicca qui)

2. A Minsk Juve brutta e senz'anima (clicca qui)

3. Blockbusters (clicca qui)

martedì 30 settembre 2008

Maître à ronfer


(Il cantante questa sera)

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Alcuni personaggi sono dei maître à penser (o si atteggiano a tali, come nel caso dello Special Pirla)

Altri, invece, sono più prosaicamente dei maître à ronfer.

E' il caso del Cantante.

Che in panchina ronfa come un camalente solidamente addormentato per quasi tutta la partita.

Per poi svegliarsi nei minuti finali, fare due sostituzioni ad minchiam e poi sparare cazzate conversando solarmente con i giornalisti nel dopo-partita.

A camaleonte, torna a ronfare va.

Che è meglio.