Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 25 marzo 2011

I circoli viziosi di Monsieur Blòn


Monsieur Blòn, uno degli amministratori (inspiegabilmente) delegati della Juventus, ha partecipato ad una tavola rotonda su "l'internazionalizzazione dello sport italiano: opportunità e prospettive", a margine della presentazione del corso di Sport Business Academy.
Il dirigente (si fa per dire) della società bianconera, con il suo eloquio alla Inspecteur Clouseau, ha parlato del nuovo stadio, in fase di realizzazione. "Il nuovo stadio apre nuove prospettive per il futuro, è un segnale forte. Vedremo a fine stagione come si piazzerà la Juve, ma col nuovo impianto si innescherà un circolo virtuoso per i ricavi, che porteranno nuovi investimenti. La decisione di costruire il nuovo stadio è stata presa cinque anni fa, dopo un evento grave per la società. Avremo la capacità di portare i giocatori nell’arena più moderna d’Europa a partire dal prossimo agosto".

Come al solito, le parole di Monsieur Blòn sono un cocktail di previsioni azzardate e di affermazioni quanto meno discutibili. Per non farla troppo lunga, ci limitiamo a QUATTRO brevi commenti.

1) Sino ad ora la gestione Elkann-Blòn ha innescato solo circoli viziosi (e gli innesti di Andrea Agnelli e di Marotta non hanno certo, almeno per il momento, invertito la tendenza). L'unico circolo virtuoso che si è visto in Corso Galfer in questi ultimi cinque anni riguarda le finanze personali di Monsieur Blòn. Bisogna essere molto ottimisti per immaginare un circolo virtuoso nel futuro prossimo della Juventus, a parità di capacità (si fa per dire anche qui) manageriali. Quel che è certo è che il nuovo stadio (ancora senza nome) farà aumentare i costi (per ammortamenti ed interessi sul finanziamento) e drenerà risorse finanziarie (per il servizio del debito). E' tutto da dimostrare, invece, che il (presunto) aumento di ricavi sia sufficiente ad assorbire questi effetti.

2) Ci sembra anche piuttosto azzardato affermare che il nuovo stadio sia l'arena più moderna d'Europa. C'è da chiedersi se Monsieur Blòn abbia mai alzato il suo prezioso lato B dalla sedia del suo ufficio in sede per fare un giro per gli stadi d'Europa. E, comunque, è facile immaginare la coda di grandi giocatori, vogliosi di venire a giocare il Birra Moretti nell'arena più moderna d'Europa in compagnia dei fenomeni parastatali che fanno parte della rosa bianconera.

3) Quel che Monsieur Blòn chiama "evento grave per la società" per noi è invece una farsa vergognosa che ha distrutto la Juventus, con il contributo decisivo delle proprietà (con annesso tutorame vario) e dello stesso Monsieur Blòn in qualità di amministratore (inspiegabilmente) delegato.

4) Monsieur Blòn sembra avere anche qualche problema di memoria, perché si scorda sempre di menzionare i meriti di Giraudo e della precedente gestione per quanto riguarda la realizzazione del nuovo stadio.

giovedì 17 febbraio 2011

Balocco rinnova (solo per colazione)


La Juventus ha comunicato sul proprio sito ufficiale che Balocco ha rinnovato la partnership in qualità di Official Sponsor. Il marchio Balocco comparirà anche per il 2011-2012 "sulla maglia da gioco della prima squadra per un terzo di tutte le partite, amichevoli incluse, disputate nell’arco dell’intera stagione. Inoltre, il marchio Balocco sarà sponsor di maglia del Settore Giovanile della società bianconera, per tutte le competizioni ufficiali e amichevoli".

Nel comunicato ufficiale, oltre ai soliti bla bla bla di Blòn, che lasciano il tempo che trovano, viene sottolineato il profilo fondamentale ed innovativo di questa rinnovata partnership. Il corrispettivo? No, di questo non si parla. Meglio stendere un pietoso velo. Viene invece precisato che "i prodotti Balocco quotidianamente riempiono le tavole della colazione dei campioni bianconeri".

Per il momento, i campioni bianconeri, razza un po' in via di estinzione, sono vincolati solo per colazione e restano liberi di riempire le loro tavole in altri momenti della giornata con prodotti di marche concorrenti. Se la rinnovata partnership darà i frutti sperati è molto probabile che bla bla bla Blòn e Alberto Balocco (amministratore delegato della omonima società dolciaria) concordino di estendere la fornitura anche per le tavole della merenda (standard e sinoira) e per quelle da poker frequentate dal Gordon Gekko del copri-piumone (sembra che qualcuno non abbia ben compreso la ragione di questa definizione; ci contatti in privato e gliela illustreremo).

giovedì 11 marzo 2010

giovedì 4 marzo 2010

iBaguette


Dopo iSilvio, applicazione per iPhone dedicata al Presidente del Consiglio, anche Jean-Claude Blanc sbarca nel magico mondo del melafonino. Il nome dell'applicazione dedicata al presidente, nonché amministratore delegato, nonché direttore generale (paghi tre e prendi zero, in pratica) della Ridentus è tutto un programma: iBaguette.

Sul negozio digitale del cellulare della Apple è infatti apparsa il 27 febbraio scorso la prima app, non ufficiale, interamente dedicata al fenomeno che tutto il mondo invidia alla Ridentus. I fans del Trois-Cachet di Chambéry (Scarpini, tra questi) possono ora sfogliare in mobilità la biografia del tennista, scaricare la ricetta della tarte tatin di casa Blòn, giocare a FantaBidone (simulazione di un calciomercato gestito dal francese), gustarsi foto e video catturati durante partite di tennis, week-end lunghi, settimane bianche, etc etc. Il tutto alla modica cifra di ventisette centesimi.

Il passaparola tra i blog di settore ha subito fatto entrare iBaguette tra le 27 applicazioni a pagamento più scaricate per melafonino. Nella descrizione fornita su iTunes, gli sviluppatori ribadiscono la non ufficialità del programma e definiscono iBaguette "non un'applicazione sportiva, ma un Tributo al presidente (Jean) nonché amministratore delegato (Claude) nonché direttore generale (Blòn) della Ridentus, dedicato a tutte le persone che vogliono conoscere meglio la storia, le passioni ed i projetti del Triade".

A che tipo di pubblico si rivolga iBaguette lo spiegano bene i commenti lasciati dagli acquirenti del programma, che è stato promosso a pieni voti e valutato con QUATTRO stelline su 5. "Ora il mio iPhone è più simpatico e prezioso" scrive Morattisantosubito, ed è dello stesso parere Mouriniano secondo cui "ci voleva proprio una bella app dedicata al presidente nonché amministratore delegato nonché direttore generale della Juvinese".


Ho provato iBaguette sul mio iPhone ed è una iFigata. La iRicetta della iTartetatin spiegata da iBlòn con un iGrembiulone da iCucina è davvero una iChicca. Poi, con un iSponsor come le iMele dell'iTrentino, l'iTartetatin è proprio l'iDolce dell'iRidentus.

mercoledì 3 febbraio 2010

Merci beaucoup




Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per le continue figure di merda (cit. da Chiellini). Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per avere battuto quasi tutti i record negativi nella storia della Juventus. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. In cosa consiste il vostro Projetto con l'accento sulla "o"? Nella retrocessione per meriti sportivi, dopo quella a tavolino conquistata con successo nel 2006?

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver gestito con la solita tempestività ed incisività la questione dell'allenatore. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver dimostrato di non avere nemmeno il coraggio e la dignità di esporsi in prima persona. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. Certo, forse è meglio il silenzio di questi ultimi mesi piuttosto che sentir blaterare di projetti con l'accento sulla "i", di uscire dalla crisi con il lavoro, di terze stelle da mettere sulla maglia alla conquista dello scudetto, etc etc. E' però pur vero che il suo triplice ruolo ed il suo triplice compenso implicano anche doveri e reponsabilità (lo stesso dicasi per colui che si illude di prendere il posto di Gianni ed Umberto Agnelli). Prenda esempio dal Suo dirimpettaio Cairo. Le figure di merda (sempre cit. da Chiellini) sono di pari livello, ma almeno lui ci mette la faccia ed i soldi (propri). Lei, né l'una, né gli altri. Chapeau!

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche a Marco Fassone per essere riuscito a portare sponsor di livello come le mele del Trentino. Altro che la Tamoil...

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche ad Alessio Secco per la collezione di bidoni tempestati di brillanti (visti i prezzi) che possiamo esporre in bacheca al posto dei trofei. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti anche a Renzo Castagnini. Mi chiedo se e quando la biade Secco&Castagnini vada in giro ad osservare potenziali bidoni da acquistare, posto che sono sempre allo stadio a vedere le partite della Juventus. Forse però è meglio così, visti i risultati di certe spedizioni a Firenze, Palermo, Brema, Empoli, Siviglia, Lione, La Coruna, etc etc

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) a Giuseppe Gattino per la brillante gestione della comunicazione. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti a Paolo Rossi di Juventus Channel, altro professionista che tutti ci invidiano (memorabile la sua concione in difesa della Nuova Juventus in uno dei tanti teatrini televisivi: "non è vero che la società non ha vinto niente dal 2006, perché il campionato di Serie B è stato STRADOMINATO!").

Merci beaucoup a tutti quanti per aver contribuito a trasformare la Juventus nella brutta (ma molto brutta) copia dell'Inter. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti ai componenti del consiglio di amministrazione (a partire dal Commissario Sant'Albano), ai medici sociali, agli addetti all'apertura delle raccomandate, ai consulenti legali e a tutti coloro che, senza volerlo, mi sono dimenticato di menzionare.

Da inguaribile ottimista, confido comunque ancora che prima o poi abbiate un rigurgito di orgoglio e di dignità e prendiate la prima decisione sensata da tre anni abbondanti a questa parte. Rassegnare le dimissioni e chiedere scusa ai tifosi ed agli azionisti.

giovedì 14 gennaio 2010

Adieu, Monsieur Trinité


Egregio Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale,

la Juventus della Triade era una società modello nel mondo, per organizzazione, cultura del lavoro e professionalità. Forse il solo Manchester United le era superiore in qualche aspetto.
Il buon esempio veniva dall'alto. Da un gruppo di dirigenti che non si risparmiavano, che dedicavano il proprio tempo alla Juventus con passione e competenza, che erano sempre presenti a fianco della squadra, che sapevano fare gruppo con i giocatori ed essere inflessibili con chi sgarrava.

La Ridentus di Monsieur Trinité è anch'essa una società modello nel mondo, per disorganizzazione, scarsa cultura del lavoro e pressapochismo.
Il cattivo esempio viene dall'alto. Da un gruppo di dirigenti (Monsieur Trinité e Secco in primis) che non si ammazzano certo dal lavoro, che si limitano ad un orario da impiegati statali (venerdì scorso Monsieur Trinité se ne usciva tranquillamente dalla sede alle 17.30 e ho l'impressione che questa sia la regola, non l'eccezione), che non rinunciano alle loro meritate vacanze (in pieno calciomercato, ad esempio, oppure durante la sosta natalizia, nonostante fosse più opportuno accompagnare la squadra a Gedda ed incontrare la ricca dirigenza saudita), che hanno comunque cose più importanti da fare che occuparsi di Juventus (il prode Secco si dedica, con grande successo peraltro, al motocross in periodo di calciomercato, ed è un frequentatore abituale della scuola sci di Sestriere, anche alla vigilia di partite delicate come Juventus-Catania di poco meno di un mese fa), che non sono mai presenti a fianco della squadra, che non sanno fare gruppo con i giocatori, che non sono in grado di far rispettare le regole e punire chi sgarra.

Con queste premesse, non c'è da stupirsi che la Ridentus sia diventata la brutta copia dell'Inter di Moratti, quella che, sino al 2006, prendeva solo solenni batoste e che invece Monsieur Trinité, con la valente collaborazione del suo staff e dell'azionista di maggioranza, è riuscito a trasformare in una società vincente, almeno in Italia.
Una società che brilla per pressapochismo, inadeguatezza e dilettantismo. Una società che non riesce neppure a diramare un elenco corretto di convocati per la partita di Coppa Italia o a tenere aggiornata la sezione biglietteria del sito, tanto per far due esempi recenti.
Uno spogliatoio spaccato, con giocatori che non si parlano, che litigano tra di loro, che si mettono le mani addosso (e le mettono addosso all'allenatore). Giocatori che sorridono dopo le sconfitte, dimostrando che a loro in fondo non importa (ma, d'altronde, se ridono i vertici e la proprietà, perché mai dovrebbero comportarsi diversamente i giocatori?).
Dichiarazioni trionfalistiche a priori da parte di dirigenti e atleti (vinceremo Champions e scudetto, non ci accontentiamo di meno, siamo la Ridentus, etc etc).
Questa era l'Inter di Moratti sino a qualche tempo fa. Questa è la Ridentus dal 2006. Chapeau.
Sono illuminanti le parole di Mughini su Libero di ieri: "S'è verificato quanto pronosticato dagli eroi al valor militare juventino che militano nel sito ju29ro team, e cioè che i cromosomi che allignavano una volta a Via Durini, dov'era la sede dell'Inter, si sono trasferiti in massa in Corso Galileo Ferraris a Torino. La Juve del 2010 è la copia anastatica dell'Inter del ventennio pre-Calciopoli. Una squadra e una società che stanno a metà strada tra il disastro e la farsa".

Gestire una società, di calcio per di più, è molto diverso dall'organizzare eventi senza concorrenza come le Olimpiadi invernali, il Roland Garros o la Parigi-Dakar. Non basta un master in business administration (ma, visti i risultati, sarebbe più appropriato parlare di master in business destruction). Servono competenza, esperienza, capacità di gestire persone particolari come i giocatori (giovani viziati, stracarichi di soldi, con troppo tempo libero). Serve la capacità e l'umiltà di sapersi circondare di collaboratori validi e preparati. Non serve invece a nulla, ed è anzi profondamente deleteria, la prosopopea di chi, pur essendo un parvenu del calcio, ha la presunzione di saper fare tutto.
Monsieur Trinité ha dimostrato in questi anni di non avere le competenze necessarie, di non avere esperienza, di non saper gestire una squadra ed uno spogliatoio, di non avere la capacità e l'umiltà di scegliere collaboratori adeguati. In (quasi) tutti i settori sono state scelte persone inadeguate al ruolo. Dalla gestione sportiva (Secco, oltre allo stesso Monsieur Trinité, nella sua veste di DG) al marketing (Fassone), dalla comunicazione (Gattino) allo scouting (Castagnini). In tutto questo sfascio, si salvano il solo dott. Bergero (peraltro ereditato dalla vecchia gestione, non certo una scoperta di Monsieur Trinité) e, ovviamente, Roberto Bettega. La recente nomina di Bobby Gol a vice-direttore generale - decisione chiaramente imposta dall'alto e subita da Monsieur Trinité - certifica il fallimento del famoso projettò in salsa francese (less is more, vincere di meno - anzi, nulla - spendendo molto di più).

E' comunque giusto dare a Cesare quel che è di Cesare (non Zaccone, a lui è già stato dato più che a sufficienza) e riconoscere che Monsieur Trinité ha una (sola) grande capacità. Quella di farsi attribuire un compenso totalmente sproporzionato rispetto alle proprie competenze. Partendo da una base di circa 2,6 milioni (compenso dell'anno scorso, quando Monsieur Trinité aveva solo due cariche), immagino che ora siano stati sfiorati, se non superati, i tre milioni (considerato che Cobolli&Gigli, in due, percepivano più di 700mila euro).

Il danno che Monsieur Trinité ha arrecato alla società, ai suoi azionisti ed ai suoi tifosi con la gestione dissennata di questi anni (e mi riferisco alla sola gestione ordinaria, perché attribuisco la responsabilità della gestione straordinaria - e cioè la sapiente retrocessione in Serie B - all'azionista di maggioranza ed ai suoi tutori) è incommensurabile. Le conseguenze si faranno sentire sempre di più negli anni a venire. Si è innestato infatti un circolo vizioso. Una squadra modesta ed infarcita di bidoni (acquistati, tra l'altro, a carissimo prezzo) e risultati sportivi disastrosi avranno un effetto deleterio sulla capacità di attrarre sponsor e partner commerciali remunerativi (sono proprio curioso di vedere come andrà a finire la ricerca del nuovo main sponsor...). Meno soldi quindi da investire in una squadra totalmente da rifondare dopo una serie di campagne acquisti condotte da dilettanti allo sbaraglio.
E sarà difficile, se non impossibile, invertire in futuro la tendenza e ricostruire (sia pur con una dirigenza rinnovata ed adeguata) una società organizzata e vincente.
Ora, ci sono solo macerie. E' come se fosse passato uno tsunami. Lo tsunami Jean-Claude...

Il responsabile di un simile disastro, invece di cercare come al solito di scaricare le proprie colpe su un comodo capro espiatorio (Ranieri, l'anno scorso; Ferrara, quest'anno; Bettega, in futuro?), dovrebbe avere la dignità di prendere la prima decisione sensata e ragionevole da tre anni (abbondanti) a questa parte. Rassegnare con effetto immediato le proprie dimissioni, rinunciare alla lauta indennità di fine mandato e chiedere scusa agli azionisti e ai tifosi juventini per il male loro arrecato.

Da Torino a Chambéry è tutta autostrada. Immagino che Lei la strada la conosca bene.
Carichi armi e bagagli sulla Sua macchina, ivi compreso il famoso projettò che non vale nemmeno la carta su cui (forse) è stato scritto, e se ne torni pure dai Suoi compatrioti ad organizzare eventi o ad aprire una rivendita di 'croque monsieur' (non azzardi nulla di più complesso, mi raccomando). Qui, non La rimpiangerà di certo nessuno (a parte Moratti).

Distinti saluti

martedì 28 luglio 2009

Mela, melinda, melo


E' ora di dire basta.
Basta con la disinformazione sulla Ridentus FC.
Basta con le prese in giro dei cirigenti.
Basta con quelli che il tennista non capisce nulla di calcio.
Basta con quelli che i gemelli un giorno dicono una cosa ed il giorno dopo esattamente l'opposto.
Basta con quelli che Secco è meglio che vada a fare il motociclista.
Basta con quelli che Castagnini fa vendere i Fiorini.
La Ridentus FC è strutturata come una società di calcio organizzata bene (cit).
La Ridentus FC è organizzata come una società seria, fatta di professionisti a tutti i livelli (ri-cit).
La Ridentus FC sta portando avanti un Progetto.
Ed il Progetto c'è proprio, poche balle.
Non si fanno le cose ad minchiam in Fermo Ferraris.
C'è un filo logico che collega le singole decisioni prese dai dirigenti ridentini.
Prendete ad esempio l'ultimo acquisto, Felipe Melo.
Non è un'operazione nata per caso.
I dirigenti hanno infatti tessuto la trama dell'operazione Melo fin dallo scorso ottobre. E hanno poi raccolto il frutto (anzi, tutta la pianta) della loro lungimiranza.
Ad ottobre dell'anno scorso, Monsieur Blòn con l'accento sulla B ha stipulato un nuovo contratto di partnership con la Regione Trentino, volto tra le altre cose a valorizzare e promuovere i prodotti tipici del territorio attraverso i campioni ridentini (gli Andrade, i Tiago, gli Almiron, i Poulsen, i Knezevic, etc etc).
I più tipici dei prodotti tipici del Trentino sono le mele Melinda della Val di Non.
Pochi giorni dopo la firma dell'accordo, Buffon, Zebina e Pessotto hanno partecipato al Salone del Gusto di Torino ad una specie di prova del cuoco, preparando piatti a base di mele, con l'aiuto di uno chef.
Con questi due colpi da maestro (la stipula del contratto per la valorizzazione delle mele Melinda ed l'invio al Salone del Gusto di professionisti specializzati nella sbucciatura delle mele ) Monsieu Blòn ha accumulato un patrimonio di conoscenze nel settore delle mele, che ha rappresentato un indubbio vantaggio competitivo sulla concorrenza.
Vantaggio competitivo che si è poi concretizzato pochi mesi dopo nell'acqusito di MELO, a condizioni decisamente vantaggiose.

martedì 19 maggio 2009

Ok, è tutto giusto (non solo il prezzo)


Monsieur Blòn, di marmotta metalizzata vestito (con cravatta in pari tessuto, colore e metallo), ha spiegato la sua decisione (condivisa dal CDA, ci mancherebbe) di esonerare Ranieri.
«Abbiamo voluto dare la scossa giusta ai giocatori per cominciare un cammino diverso al momento giusto con l'uomo giusto»
Che dire?
Come si fa a criticare una persona che fa la cosa giusta, al momento giusto, con l'uomo giusto, al posto giusto?
Non si può.
E allora vado a mangiarmi un Danette.
E' il budino giusto, al momento giusto, per il mago giusto, al posto giusto.

venerdì 24 aprile 2009

Guardiamo avanti


Guardiamo avanti. Questo è il messaggio che viene ripetuto sino alla nausea dai cirigenti ridentini.

Guardiamo avanti. Così disse Cobolli (o era Gigli?) qualche tempo fa ad Alba, in occasione della presentazione del libro di Er go’ de Turone, tra un pugno battuto sul tavolo ed una battuta di dubbio gusto sull’attività sessuale dell'autore del libro. “Lo juventino non pianga il passato, ma guardi con fierezza al futuro, per rispetto della storia della Juve, perché è lo stile Juve che lo impone”. Detto da uno (o l'altro? o due?) che - a proposito di storia della Juve - non sa(nno?) nemmeno cosa sia il 5 maggio, non è male...

Guardiamo avanti. Lo ha ripetuto anche Monsieur Blòn, poco prima della sfida con l'Onesteam, dalle pagine del sito ufficiale www.ridentus.it. “Errori? Quelli li fanno tutti, ma l’importante è muoversi e noi non stiamo fermi. Noi guardiamo avanti, non solo sul campo ma anche dal punto di vista societario". Queste le parole “avanguardiste” dell’amministratore delegato della Ridentus (un toro seduto, in pratica, ma molto meno mobile, vista la difficoltà con cui abbandona il proprio ufficio in sede, se non si tratta di partire per il weekend o le vacanze).

Guardiamo avanti. E’ il messaggio che lascia trapelare anche un altro dei miracolati di Farsopoli - Alessio Secco - con le dichiarazioni rilasciate alla presentazione della Peace Cup (che sia un messaggio subliminale? cari tifosi di Serie C, mettetevi l’animo in pace, eravamo in Serie B, ora godetevi la Ridentus in santa pace!): “Abbiamo una strategia precisa che si basa sulla certezza di possedere i soldi necessari per effettuare grandi acquisti nella prossima estate. Abbiamo buone ragioni per pensare che i nostri tifosi debbano aspettarsi una grandissima prossima stagione. Questa convinzione deriva da quanto di buono fatto negli ultimi due anni”. Sarebbe interessante chiedere all’ex addetto ai cartellini delle sostituzioni (decisamente più a suo agio come motociclista che come direttore sportivo) quali siano le buone ragioni da lui citate e cosa sia stato fatto di buono negli ultimi due anni. Tiago, Andrade, Almiron, Boumsong, Poulsen, Criscito, etc etc etc. Sero tituli dal 2006 (Coppa Zaccone a parte). Che siano queste le buone ragioni che inducono ad uno sfrenato ottimismo il nostro Alessio ? Che siano queste le cose buone fatte negli ultimi due anni? Qualcuno chiami il 118.

Guardiamo avanti. In effetti, è l’unica cosa che possa dire chi, al di là delle parole un po’ stonate di un cantante che sino a poco tempo fa (prima degli ultimi rovesci) straparlava di annata strepitosa, sa bene che la stagione è un totale fallimento e cerca quindi di anestetizzare la rabbia dei tifosi (quelli veri) promettendo mari e monti (leggasi, campioni e successi) per la stagione successiva.

Guardiamo avanti. E’ l’esortazione di chi, ben conoscendo gli squallidi retroscena di Farsopoli, cerca in tutti i modi di cancellare il ricordo di quella vicenda. Meno se ne parla e meglio è. Perché gli scheletri devono restare rinchiusi nell’armadio (parafrasando il “titulo” di un famoso film, nessuno apra quell’armadio).

Guardiamo avanti, allora. Diamo retta al nostro adorato Monsieur Blòn. E cosa si vede, guardando avanti? Si vede una squadra sempre più modesta. Si vedono dei mediocri mestieranti (gente alla Poulsen o alla Tiago, insomma) comprati, a caro prezzo, per sostituire gli ultimi fuoriclasse ereditati dalla precedente dirigenza. Si vedono magari dei capitani coraggiosi che, dopo aver preteso di scendere dalla nave al primo sintomo di tempesta, ora sono pronti a ritornare a bordo pur di mettere in saccoccia ancora qualche milioncino di euro e prepararsi ai mondiali.

Guardiamo avanti. Seguiamo il consiglio di Alessio Secco. E cosa si vede, guardando avanti? Si vedono altre annate strepitose. Come questa. Con gli altri che vincono. E noi a guardare, a distanza siderale. Si vede una tifoseria che si accontenta di conquistare un posto in Champions League. E che vive soprattutto in funzione delle due partite contro l’Onesteam perché vincere quelle partite (o pareggiarle giocando in dieci per parte del secondo tempo) è ormai motivo di grande soddisfazione.

Guardiamo avanti. Facciamo come dicono, all'unisono, i gemelli ridentini. E cosa si vede, guardando avanti? Si vede una società che non conta più nulla e continua a gestire ad minchiam i propri ricorsi (non presentandoli quando servono e presentandoli quando non servono). Si vede una cirigenza che viene sbeffeggiata quando fa la voce grossa e pretende le scuse dagli altri, per poi scodinzolare obbediente e deferente quando la voce grossa arriva da Milano. Si vedono un direttore generale ed un direttore sportivo che non sono in grado di proteggere l’allenatore (chiunque esso sia, un modesto cantante, un grintoso ex capitano dalle idee però un po’ confuse ultimamente, o un CT campione del mondo).

Sapete che vi dico? Non ho propria voglia di guardare avanti. Anche perché mi basta guardare il presente, per capire tante cose. Non serve guardare avanti.

mercoledì 15 aprile 2009

Una stagione strepitosa dopo l'altra

(La Triade ridentina: due a destra ridono, uno a sinistra pensa)
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Monsiur Blòn, amministratore delegato della Ridentus FC, ha confermato The Singer One anche per la prossima stagione.
«Ranieri è il nostro tecnico e, qualsiasi risultato otterremo quest’anno, lo sarà anche nella prossima stagione».
Molto bene.
Dopo la strepitosa stagione di quest'anno, ci attende una stagione ancora più strepitosa l'anno prossimo.

giovedì 9 aprile 2009

Un cadeau pour Monsieur Blòn


Oggi Monsieur Blòn compie gli anni.
46 sono le candeline che Cobolli e Gigli gli faranno trovare sulla torta di compleanno.
Che quadretto simpatico e commovente.
Cobolli, Gigli, Secco, Fassone, Castagnini, Capanna, Johnny B Good, Grande Stevens, Gabetti e Sant'Albano cantano in coro Joyeux Anniversaire Monsieuur Blòn mentre il nostro piccolo Jean Claude spegne le candeline.
Siamo tutti, giustamente, molto affezionati al nostro amministratore delegato e direttore generale.
E allora, facciamogli un bel regalo.
Mi sono venute in mente QUATTRO idee per un cadeau a Monsieur Blòn.
1. Una racchetta da tennis. Banale, forse, come dono. E' un po' come regalare una cravatta (o una cornice ad un matrimonio). Però, con la racchetta si va sul sicuro, il tennis è lo sport preferito da Blòn.
2. Una valigia, sufficientemente capiente da contenere la Coppa Zaccone, ed un biglietto di sola andata, in seconda classe, Torino-Chambery.
3. Una cassaforte capiente e sicura, per i suoi più che congrui compensi, bonus, premi ed incentivi.
4. Una fornitura di sacchi della spazzatura. I bidoni non servono, li ha già acquistati Blòn.
Se avete altre idee, cari amici, fatevi avanti.

giovedì 12 marzo 2009

Scoiattoli e tacchini di tutti i paesi, unitevi


E venite a leggere l'intervista a Gian Paolo Montali, online su ju29ro.com da domani.

Nato a Parma il 18 gennaio 1960, ha iniziato la sua lunga carriera di allenatore di PALLAVOLO conquistando tra il 1984 e il 1987 quattro titoli del campionato italiano Juniores.

Unico tecnico ad aver vinto cinque scudetti di campionati nazionali di PALLAVOLO in quattro città diverse (a Parma, Treviso, Roma e ad Atene con l’Olympiakos), il suo palmarès include anche una coppa dei campioni (nel 1995 con la Sisley Treviso), tre supercoppe europee, quattro coppe delle coppe, tre coppe Italia e due coppe di Grecia.

Ha vinto inoltre il titolo di campione del mondo di PALLAVOLO con la Maxicono Parma nel 1990, anno in cui ha realizzato il grande slam (5 titoli conquistati nella stessa stagione agonistica: coppa Italia, coppa delle coppe, super coppa Europea, campionato italiano e campionato del mondo per club).

Dal ’98 al 2000 è stato commissario tecnico della nazionale greca di PALLAVOLO; dal maggio del 2003, ricoprendo il medesimo ruolo nella nazionale italiana di PALLAVOLO , ha conquistato per due volte il titolo di campione Europeo (a Berlino nel 2003 e a Roma nel 2005), oltre che il secondo posto nella coppa del mondo di Tokyo del 2003 e la medaglia d’argento alle olimpiadi di Atene del 2004.

Parallelamente alla sua carriera di allenatore, ha maturato esperienze in qualità di docente universitario in “Coaching” e “Team Building” (a Milano presso la Bocconi SDA e la Cattolica e a Parma presso la locale Università) oltre che in veste di relatore in numerosi corsi di formazione e di consulenza aziendale. È Cavaliere Ufficiale della Repubblica per meriti sportivi.

Nel giugno del 2006, viene eletto, su designazione IFIL, Consigliere di Amministrazione nella New Holland FOOTBALL Club, carica che attualmente ancora ricopre.

E' membro del Comitato Sportivo della società, assieme ai Purtroppo Presidenti Giò&Van (che forse se ne van), all'AD e DG Blòn ed all'avvocato amministrativista specializzato in diritto ambientale Montanaro.

Ha scritto di recente un libro (Scoiattoli e tacchini), dove spiega che "è possibile insegnare a un tacchino a salire in cima a un albero, però per quel lavoro sarebbe meglio assumere uno scoiattolo".

Scoiattoli, tacchini, capponi, camaleonti, tartarughe (ninja e non), trichechi, prostitute (intellettuali e non), fagiani, pippistrelli, locuste, canguri, cammelli e dromedari, pimguini (da tastiera e non), lumache, rane, rospi e principesse, etc etc.

Qualunque cosa siate, ovunque voi siate, non perdetevi questa intervista.

Da domani, in esclusiva camaleontica galattica.
Sempre e solo su JU29RO.COM