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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 21 aprile 2009

Minestre riscaldate


Sembra che i cirigenti ridentini stiano pensando di prendere un giovane di sicuro avvenire per la difesa.
Fabio Cannavaro, in scadenza di contratto con il Real Madrid.
Una minestra riscaldata, in pratica, che rischia di risultare insipida e con un retrogusto amarognolo ma che potrebbe invece anche risultare gradevole.
Iniziamo dai perché SI.
Perché conoscendo le capacità dei cirigenti ridentini, un Cannavaro a parametro zero (ma comunque a stipendio più che congruo) ci potrebbe risparmiare un novello Andrade a caro prezzo. Oppure una nuova lotta con i bovini per un Karneadic qualunque.
Perché è probabile che Cannavaro, nella stagione che porta al mondiale, abbia ancora voglia di allenarsi seriamente, per ben figurare in Sudafrica.
Perché comunque non è che ci siano tutti questi gran fenomeni di difensori in giro (e quei pochi veramente bravi non sono in vendita o, comunque, non sono alla portata delle risorse e dellle capacità ridentine).
Perché Cannavaro ha comunque un immagine vincente ed un grande appeal presso i pubblicitari.
E veniamo ora ai perché No.
Il comportamento di Cannavaro nell'estate del 2006 fu davvero INDEGNO.
Senza mostrare alcuna riconoscenza per quella società che lo aveva strappato dalla melma nerazzurra, facendolo ritornare giocatore di calcio e portandolo sul tetto del mondo, pretese sin dal primo momento di essere ceduto, minacciando anche di ricorrere all'articolo 17. Mi dicono che l'atteggiamento di Cannavaro all'epoca fu particolarmente arrogante e presuntuoso.
Dal punto di vista etico e morale, ragionando solo da tifoso, cercherei proprio di fare a meno di una personcina simile. E mi chiedo quale possa essere l'opinione della vecchia guardia sul ritorno di Cannavaro. Buffon si è espresso a favore. Ma gli altri? Ma forse la domanda da farsi è un'altra. La prossima stagione ci sarà ancora qualcuno della vecchia guardia?
E poi, il fantomatico Progetto non contemplava una Ridentus giovane ed italiana? Con Cannavaro l'italianità sarebbe salva, ma la gioventù...
Alla fine della fiera, soppesando i perché SI ed i perché NO, potrei anche essere a favore dell'operazione.
Quel che è certo, però, è che Cannavaro non avrà certo il mio tifo.
E' un professionista, con tendenze mercenarie.
Se giocherà bene, avrà fatto solo il proprio dovere. Nessun ringraziamento da parte mia.
Se giocherà male, si prenderà i meritati vaffanculo.
Ma forse questo dovrebbe valere per tanti altri. Non solo per Cannavaro.

lunedì 1 dicembre 2008

La parola alla difesa.... di Moggi. Intervista a Paco D'Onofrio


Ecco uno stralcio dell'intervista (le prime QUATTRO domande), da leggere tutta d'un fiato...

1. Avvocato, due anni e passa per riconoscere un elementare principio di diritto come l'ingiudicabilità di un soggetto non più tesserato per la FIGC e quindi al di fuori dell'ordinamento sportivo. La sentenza d'appello per calciopoli-bis finalmente rende giustizia. Ma com'è stato possibile ignorare un'obiezione tanto semplice e motivata per tutto questo tempo?
Nel sistema della giustizia sportiva ci sono norme volutamente lacunose, nonostante le tante riforme annunciate come risolutive. Talvolta si registrano vere e proprie violazioni dei più elementari principi di rango costituzionale, come nel caso di Moggi: si voleva giudicare e condannare a prescindere dalla presenza dei presupposti per poter agire.

2. Calciopoli-bis: la prima sentenza, invece, quella della pena in continuità per Moggi. Ci può raccontare di "quel pomeriggio di un giorno da cani" in cui le difese degli imputati abbandonarono in massa l'aula. Cosa successe?
Dopo avere discusso in aula e dopo aver illustrato, nel disinteresse totale dei giudici (uno mentre argomentavo rideva e quando gli ho formulato l'invito a cessare quel comportamento mi ha risposto che rideva per altri motivi!), i miei argomenti difensivi, la Commissione Nazionale Disciplinare si è chiusa in camera di consiglio per 4 ore, lasciando noi avvocati per strada con 35° gradi senza sapere quando saremmo potuti rientrare, mentre tutti i rappresentanti della Procura Federale si accomodavano nei loro freschi uffici, dove sarebbero rimasti fino a un minuto prima (veggenti?) di tornare in aula. Tuttavia, durante quelle ore, un impiegato della Procura, violando la segretezza della camera di consiglio, è entrato con un foglio in mano e dopo qualche minuto ne è uscito senza. Al ritorno in aula ho chiesto al Presidente di spiegare il gravissimo episodio e mi è stato risposto che la domanda era irrituale e che non mi avrebbe fornito alcuna spiegazione. Era davvero troppo, poiché in gioco c'era la dignità professionale degli avvocati e quella personale dei deferiti. Ho abbandonato l'aula per protesta seguito da tutti gli altri colleghi e dai deferiti presenti. Hanno continuato l'udienza in una situazione paradossale.

3. La questione delle doppie cariche all'interno della giustizia sportiva e degli organi giurisdizionalmente preposti a revisionarne le sentenze, come Tar del Lazio e Consiglio di Stato. C'è un collegamento con il fatto che i ricorsi alle decisioni FIGC hanno una media di successi spaventosamente inferiore a qualsiasi altro ambito?
Voglio sperare che non sia così. Certo non capisco come mai si sia impedito ai giudici civili e penali di ricoprire cariche federali, mentre resti consentito a quelli amministrativi che poi saranno deputati a decidere sugli eventuali ricorsi amministrativi avverso le decisioni sportive alle quali hanno partecipato. Qual è la logica?

4. Quando è prevista la discussione del ricorso al Consiglio di Stato e quante possibilità ci sono, fatte queste premesse, che venga accolto? Quali saranno i futuri passi nel caso venga rigettato?
Stiamo in attesa della fissazione, ma nutriamo poche speranze. Stiamo valutando di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea.

L'INTERVISTA INTEGRALE CONTINUA QUI