Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 12 dicembre 2008

In attesa del Bilan



Erano tempi un po' diversi.
Meno solari e simpatici.
Si sparavano meno cazzate.
Non ci si occupava di tennis.
E neppure di pallavolo.
E neanche di pannolini, tettarelle, passeggini, carrozzine, bodini (non il portiere), creme di mais, colichette, etc etc
Si compravano meno bidoni.
Non c'era il codice etico.
Ma si vinceva di più (tranne, lo ammetto, la Coppa Zaccone).
Less is more.
Ma al contrario.
Meno cazzate, ma più vittorie.
Meno simpatia, ma più campioni.
Meno sport alternativi, ma più calcio.
Meno Elkann, ma più Agnelli.
Meno Cobolli, ma più Chiusano.
Meno Monsieur Blòn, ma più Giraudo.
Meno Secco, ma più Moggi.
Meno Fassone, ma più Gai.
Meno perdenti, ma più Bobby Gol.
Meno Castagnini, ma più Ceravolo.

LO DISSE ANCHE SENECA
LO RIPETE' PLATONE
CHI AMA LA NEW HOLLAND
E' SOLO UN GRAN COGLIONE

PS Io ero a San Guido quando la Juve distrusse per 6-1 il Bilan del Conte Eiacula (copyright Trillo). Con il mio amico K al cubo. Circondati da bilanisti, siamo rimasti semi-silenti al primo e secondo gol. Ma al terzo, quarto, quinto e sesto.... e vaffanculo

martedì 17 giugno 2008

Bufale


Qualche giorno fa era comparsa sull'ANSA la notizia di una punizione esemplare per Milan e Milan (colpirne due per educarne 100) in relazione a bilanciopoli.

Trattasi di bufala colossale.

La notizia non ha trovato riscontro su La Stampa. E neppure sul Corriere.

E se due giornali così autorevoli e dallo stile così tipicamente anglosassone non ne hanno fatto cenno, significa che non è (ancora) successo alcunchè.

In effetti, la notizia mi aveva francamente stupito.

La giustizia sportiva procede sempre per gradi, approfondendo bene le questioni in modo da tutelare al massimo i diritti degli imputati.

E' stato così all'epoca di Calciopoli.

E non poteva che essere così anche in relazione a Bilanciopoli.

Una sentenza a così pochi mesi di distanza dalle prime indagini del puntiglioso e preciso procuratore federale Palazzi avrebbe invece dato l'idea di una giustizia frettolosa ed incline ai due pesi ed alle due misure.

Per fortuna non è stato così.

E, sinceramente, io non avevo dubbio alcuno in merito.

martedì 6 maggio 2008

Certe cose non hanno prezzo




Per tutto il resto, c'è la vostra carta di credito preferita (nessuna pubblicità gratuita)

Quel fenomeno del tennista


Il nostro tennista divora-baguettes di Chambery è un vero fenomeno.

Ai primi di marzo ha fatto sapere che la Juve non era interessata a Flamini, telefonando addirittura ai dirigenti dell'Arsenal per rassicurarli in merito (clicca qui per leggere la dichiarazione del nostro motociclista, Alessio Secco).

Il 23 aprile, però, in occasione della presentazione dell'accordo con Sportfive alla Terrazza Martini di Milano, il nostro amministratore (purtroppo) delegato, una baguette nella mano destra ed una racchetta da tennis nella mano sinistra, ha confermato l'interesse della Juventus per Flamini, smentendo quanto detto e fatto poco più di un mese prima: «Per quanto riguarda Flamini a nostro vantaggio c'è anche il progetto sportivo. Noi facciamo la Champions e il Milan no».

Il 5 maggio 2008, neanche due settimane dopo le tronfie dichiarazioni di Blanc, il Milan, dopo aver battuto i perdenti nel derby ed aver raggiunto il quarto posto, ha annunciato ufficialmente l'ingaggio di Flamini.

mercoledì 27 febbraio 2008

Lucky Luke sul campionato


1. Sono contento per il mio amico Moratti

2. Buona la stagione della Fiorentina che forse non si aspettava di avere il Milan vicino e che se la giocherà per conquistare la Champions

3. La Roma è una squadra giovane e simpatica che mi piace molto. Anche una società capace

4. La Juve ha fatto un grande campionato se si pensa a dove era l'anno scorso.


Penso che qualsiasi commento sia assolutamente superfluo.

martedì 22 gennaio 2008

Non siamo all'altezza


Ranieri, dopo il deludente pareggio con la Samp: "Non siamo all'altezza delle grandi. Inter, Milan, Ro­ma e Fiorentina sono più forti".

Beh, complimenti.
Come mai non siamo all'altezza?

Come mai dopo aver acquistato giocatori per circa 50 milioni di euro non siamo all'altezza?

Forse, perché i giocatori acquistati non sono all'altezza (anzi, pane al pane e vino al vino: tendenzialmente, sono dei gran bidoni strapagati)

Forse, perché i Birigenti non sono all'altezza

Forse, perché la proprietà non è all'altezza

Forse, perché il nostro caro Mister Tinkerman non è all'altezza.

Ma c'è ancora una speranza.

Al Valencia e al Chelsea hanno iniziato a vincere dopo l'addio di Ranieri.

Cosa aspettiamo?

Ah, però qui c'è un problema in più.

Perché anche se andasse via Ranieri e venisse, che so, un Lippi o un Capello, con questi Birigenti e questa proprietà non ci sarebbero grandi miglioramenti (e, comunque, escluso che un Lippi ed un Capello si mescolino con certa gente...)

Ma anche su questo punto c'è una speranza.

Al Chelsea, è cambiata proprietà e dirigenza proprio sotto la gestione di Mister Tinkerman...

Orsù, datevi da fare.

Rimboccatevi le braghette, come dissero i gemelli ai giocatori (mentre loro tenevano le braghette ben calate e aiutavano, con opportuni movimenti, la spinta di chi ce lo stava mettendo in culo), e toglietevi dai coglioni.

martedì 15 gennaio 2008

Extraterrestri e bidoni


Claudio Ranieri: «Ci sono degli extraterrestri e Pato lo è per quello che ha fatto vedere a San Siro. Ha giocato come fosse un trentenne, con personalità, sbloccandosi dopo un primo tempo così così. Se n’era parlato tanto prima che giocasse, ora giustamente i titoli dei giornali sono stati tutti per lui: bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare».


Invece di elogiare gli extraterrestri altrui, non sarebbe meglio pensare ai bidoni propri?

Non sarebbe meglio chiedersi come sia stato possibile fare una simile raccolta di bidoni in poco tempo?

Non sarebbe meglio chiedersi perché sono stati buttati nel cesso milioni di euro per acquistare Boumsong, Tiago, Almiron, Andrade?
Non sarebbe meglio stare un po' più zitti invece di sparare fanfaronate sulla conquista dello scudetto?

martedì 18 dicembre 2007

Il sonetto del Mago

Chi si è difeso, vince coppe financo in Giappone
Chi ha gli El Kann, vince solo la Coppa Zaccone

lunedì 10 dicembre 2007

Il comico Tordelli alla DS


Mi dicono che alla DS di ieri ci fosse il solito comico, tal Tordelli (di nome e di fatto)

Mi dicono che Tordelli ed un altro comico (pure lui INTERcettista, tal Collovati) si siano messi a discettare amabilmente, con la Ferrari (non il catorcio rosso di Lucky Luke, la conduttrice) sul distacco dei rossoneri dalla vetta

Collovati: "Il Milan è a -18 dall'Inter" (in realtà è a -19, però non si può pretendere che un comico, per di più INTERcettista sia così preciso)

Ferrari: "al Milan mancano 2 partite (Atalanta e Reggina) e i punti potrebbero essere solo 12" (va beh, non fate i peluovisti; è vero, sarebbero 13 e non 12; ma non si può pretendere che una giornalista sportiva della Rai sia così precisa)

Tordelli: "Sì, ma potrebbero anche essere 24"


Quindi, per il comico Tordelli:

- se il Milan vince le due partite con Atalanta e Reggina va a meno 12 (in realtà, a meno 13) dagli INTERcettatori;

- ma se le perde, piomba a meno 24...


Non c'è da stupirsi che il comico Tordelli fosse stato nominato nel CdA della Juve, assieme all'ex direttore generale di Benissimo Neonato ed al tennista Rien ne va plus...

martedì 4 dicembre 2007

Abbiamo informato l'informazione

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Questa lettera è stata spedita via mail dallo Ju29ro Team ad oltre 120 indirizzi mail: a tutti i giornali, compresi quelli locali, e a singoli giornalisti tra i più noti (compresi i vice-direttori della Gazzetta, Mannoni, direttori di RaiSport, TG3, ecc).
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Gentilissimi Signori,

nei giorni passati si è potuto leggere su 2 articoli che il Super Procuratore Palazzi potrebbe deferire Inter e Milan per violazione dell’articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva.

In merito al gravissimo reato di falso in bilancio attribuito dalla Procura di Milano all’Inter, si fa rilevare che se avvenisse quanto previsto nei suddetti articoli si tratterebbe di uno scandalo che ci auguriamo non veda l’approvazione complice dei media, visto che “è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.” (Carta dei Doveri del Giornalista – Premessa).

Lamentiamo che a tutt’oggi il silenzio dei media, salvo qualche rara eccezione, sta avallando un campionato irregolare visto che, come scrive Moretti su Tuttosport del 21 giugno, “ci sono indagini che possono portare a deferimenti e processi sportivi che possono influenzare la classifica di A e B in piena stagione”.

Secondo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Nocerino, della Procura di Milano, l’Inter non avrebbe potuto iscriversi al campionato della stagione 2005-06, conclusa al terzo posto, senza ricorrere al falso in bilancio (con allegato parere della Covisoc). Nella motivazione il pm scrive, a proposito dell’Inter: "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l'Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006".

Vista la disattenzione di molti ci permettiamo di segnalarVi che nel Codice di Giustizia Sportiva esiste l’articolo 7 comma 3 che recita:

Art. 7
Violazioni in materia gestionale ed economica
3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i)

Questa, descritta dall’art. 7 comma 3, e non altra (art. 1), è la fattispecie di reato contestata dal pm milanese all’Inter e, per la precisione, non al Milan.
Tenetene conto e datene conto ai lettori/telespettatori quando tratterete il “caso” e se il Procuratore Palazzi dovesse decidere di procedere con deferimento, per l’Inter, diverso dalla violazione dell’Art. 7 comma 3.

La scorsa estate è stato assegnato all’Inter uno scudetto proprio per la stagione nella quale non aveva i requisiti per iscriversi, mentre questa estate non si è celebrato il proceso sportivo, pur avendo il Dr. Borrelli risposto all’Associazione GiulemanidallaJuve che “gli atti sono stati trasmessi alla Procura Federale in data 7 giugno 2007 con il corredo della documentazione fornita dalla Procura della Repubblica di Milano”.
Si poteva e doveva fare il processo sportivo prima dell’inizio del campionato per garantirne la regolarità.

“Il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista”: non tradite la Vostra Carta dandoci un’informazione lacunosa.

Sentiamo l’obbligo di renderVi noto che il presente messaggio sarà diffuso in internet su un pool di siti di tifosi e che future distorsioni della verità saranno segnalate con esposti al Vostro Ordine.

Grazie e cordiali saluti.


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Nota: Ricordiamo che la irregolarità dei bilanci, il famoso doping amministrativo, è stata ritenuta da molti osservatori il vero "cancro" del nostro sitema calcio, tant'è che nel 2003 il governo era dovuto intervenire col famoso provvedimento "salva-calcio" bocciato in sede europea.
Sul caso che riguarda l'Inter ricordiamo alcune dichiarazioni dei mesi scorsi:
Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc: “Per questo caso potrebbero essere presi provvedimenti gravi".
L’avvocato Mattia Grassani (diritto sportivo): “L’illecito amministrativo è un reato gravissimo. Dopo la corruzione di un arbitro, nella scala di gravità c'è un bilancio falso per iscriversi al campionato al quale non si ha diritto".

venerdì 30 novembre 2007

La scuola ambrosiana. Fatta la legge, trovato l'inganno


La scuola ambrosiana dimostra di essere come al solito all'avanguardia.

Fatta la legge, trovato l'inganno.

E' la più rinomata specialità ambrosiana.

Più ancora del panettone.

Più ancora dei bauscia.


La legge prevede che una società debba essere obbligatoriamente ricapitalizzata (o messa in liquidazione) in caso di perdite superiori al capitale sociale? La legge prevede che per iscriversi al campionato ed operare sul mercato ci debba essere un certo rapporto tra ricavi e debiti?

Trovato l'inganno. Plusvalenze gonfiate su scambi incrociati di giocatori, decreto spalma ammortamenti (caso esemplare di legge-inganno), cessioni di marchi.


La legge prevede limitazioni al numero di giocatori extracomunitari?

Trovato l'inganno. Riciclaggio di patenti e falsificazione di passaporti.


Ed ecco l'ultima trovata dei rossonerassurdi.
La legge prevede la chiusura del settore ospiti ed il divieto di vendere tagliandi "fuori Provincia"?

Trovato l'inganno. Basta mettere in vendita i biglietti 15 giorni prima dell'evento, anticipando così di fatto la riunione dell’Osservatorio del Viminale.



Sfatiamo un mito


(Bonarober per http://www.juworld.net/)
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E' ora di sfatare un mito.

Non è veroc he Palazzi dorme.

Non è vero i faldoni delle indagini più scottanti stanno marcendo negli scantenati del palazzo dove ronf.. ehm lavora Palazzi.

Non è assolutamente vero.

Trattasi di falsità. Di volgare mistificazione.

Nel palazzo dove lavora Palazzi le luci sono sempre accese.

Palazzi è attivissimo.

Si sta occupando dei casi più scottanti ed urgenti.

Come questo:


CALCIO, MILAN: DEFERITO AMBROSINI PER STRISCIONE ANTI-INTER.
Con una nota ufficiale la Figc ha deferito il centrocampista del Milan, Massimo Ambrosini, per lo striscione anti-Inter ("lo scudetto mettilo nel culo") esposto sul pullman scoperto a bordo del quale i giocatori del Milan stavano festeggiando la vittoria della Champions League il 24 maggio scorso.
Questo il comunicato della Figc: “Esaminata la relazione dell’ufficio indagini e gli atti di indagine espletati, il procuratore federale ha deferito alla commissione disciplinare nazionale il giocatore del Milan Massimo Ambrosini per avere, durante la sfilata organizzata in data 24/5/2007 dal Milan per i festeggiamenti per la vittoria della Champions League 2006/2007, a bordo di un autobus scoperto, esposto uno striscione dal contenuto offensivo nei confronti dell’Inter. Per responsabilità oggettiva è stato deferito anche il Milan”.

giovedì 29 novembre 2007

Il fiammifero


(Articolo a cura dello ju29ro Team)

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Noi li stiamo osservando.

No, noi non siamo hackers, non spulciamo i computer dei giornalisti coraggiosi e in buona fede. Noi leggiamo semplicemente i giornali e gli articoli di giornalisti incompetenti o smemorati.

No, noi non pediniamo arbitri e giocatori, non facciamo accertamenti patrimoniali.

Noi leggiamo gli atti pubblici della Procura di Milano e ci riflettiamo sopra.

Noi non siamo magistrati e nemmeno ci proclamiamo tali, noi non vogliamo sostituire la giustizia, non facciamo processi di piazza.

Noi leggiamo le interviste dei magistrati superstar, quelle dei “buoni contro cattivi”.

Noi siamo tifosi juventini, di quelli che non hanno creduto alle loro storie. Di quelli che hanno buoni argomenti per non crederci, anche se questi argomenti sono scarsamente pubblicizzati. Pochi giorni fa, commentavamo un incredibile articolo di Palombo, sui prossimi deferimenti in cui incorreranno Milan e Inter. Da lui, francamente, ce lo aspettavamo. Ma ora troviamo le stesse risibili argomentazioni, le stesse inquietanti indiscrezioni, lo stesso atteggiamento incomprensibilmente innocentista, anche altrove. E a questo punto tiriamo fuori la battuta del fiammifero: non ci freghi due volte.

Noi faremo di tutto perché questi argomenti, che sono facilmente smentibili da chiunque abbia, anche una sola volta, approcciato il codice sportivo, non diventino, come nell’estate 2006, una vulgata talmente potente da condizionare gli esiti della giustizia. Perché di questo abbiamo paura, questo più di ogni altra cosa temiamo.

Dopo avere smontato, parola per parola, le fuorvianti affermazioni dell'articolo di Palombo, non sono passati nemmeno tre giorni e ci ritroviamo a leggere le stesse identiche cose, la stessa impossibile confusione tra art.1 e art.7, lo stesso spirito innocentista, la stessa previsione di una semplice ammenda per le squadre meneghine, nelle parole di Fulvio Bianchi per Repubblica che scrive:

"Il superprocuratore Stefano Palazzi sta chiudendo la pratica e presto, sussurranno da via Po, potrebbe deferire per l'articolo 1 sia l'Inter che il Milan. L'ipotesi di reato: le famose plusvalenze. Il caso di Roma e Lazio è chiuso, per prescrizione. ......Milan e Inter rischiano una penalizzazione? Quella sarà l'accusa sostenuta da Palazzi, ma è quasi certo, visto che la materia è molto controversa, che si arrivi solo ad un'ammenda."

Noi non possiamo fare altro che dire ancora una volta: non occorre molto, basta leggere le carte dei Pm e il codice sportivo. C’è scritto tutto, lì. Che l’articolo in questione è il 7 (cui corrisponde l’8 nel nuovo codice) e che le pene sono descritte nell’articolo 13 (articolo 18 nel nuovo): penalizzazione, retrocessione, revoca degli scudetti. (Ancora una volta specifichiamo che questa è la fattispecie di reato che i pm milanesi ipotizzano per l’Inter e corrispondente all’articolo 7 comma 3, mentre per il Milan sarebbe applicabile l’articolo 7 comma 2 che non prevede le pene dell’art.13).


Il punto è che non ci ascolteranno. Conosciamo ormai la metodologia del processo di piazza. Bisogna guidare l’opinione pubblica. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo mobilitare la nostra di opinione pubblica, fatta di cittadini perbene, che chiede soltanto che venga applicato il codice, e non gli umori di un “comune sentire” facilmente pilotabile.


Con la stessa mancanza di serenità, ci approssimiamo all’udienza preliminare davanti al Gup di Napoli, che stabilirà (o meno) i rinvii a giudizio per gli imputati di Calciopoli. Uno dei due pm che hanno guidato l’inchiesta, Narducci, gode nell’ultimo periodo di un’eccessiva quanto spettacolare popolarità presso gli organi di stampa che, con cadenza regolare, riportano il suo pensiero sul processo, sul calcio, sugli uomini della Federazione. Narducci non è solo un magistrato. Ormai è anche un opinion leader ricercato per quanto concerne il calcio: si propone come legislatore, fustigatore, prezioso consigliere per il futuro di quel calcio che, nonostante la sua inchiesta, non è cambiato per nulla, secondo le sue parole. Da L’Espresso alla Gazzetta dello Sport, fino alla recente intervista al Tg3; il magistrato si è segnalato per una evidente esposizione mediatica. Si sta quindi creando, ad arte, un clima da buoni contro cattivi. Buoni e cattivi a prescindere dall’esito del processo. Buoni i pm che scavano nel marcio del calcio. Cattivi gli imputati nonostante non solo permanga la presunzione di innocenza ma anche in virtù delle sentenze della giustizia sportiva che pur condannandoli a pene incongrue li ha scagionati da quasi tutte le imputazioni. Poi capisci perché Narducci la giustizia sportiva la vorrebbe riformare…

Noi subodoriamo un’atmosfera da stadio. Da tifo incondizionato per i pm. Come neanche ai tempi di Tangentopoli. Un clima che, anche quando il processo si concludesse con un’assoluzione, perpetuerà la vulgata dei buoni contro i cattivi. I cattivi avranno vinto, ma rimarranno cattivi. Noi ci chiediamo come quelle penne argute e moraleggianti, che hanno speso molto inchiostro per condannare, ad esempio, i tentativi della Franzoni di difendersi con l’ausilio dei media, possano ora, con la stessa arguzia e moralità, non censurare lo stesso comportamento tenuto dall’altre parte in causa: il magistrato.

Ci si difende in aula. E si accusa in aula. Hai voglia poi a parlare di “spettacolarizzazione dei processi” come se la colpa fosse sempre di Bruno Vespa o Maurizio Costanzo…


Invitiamo quindi tutti gli amici juventini a contrastare la disinformazione generale, di cui abbiamo già sperimentato gli effetti, chiedendo spiegazioni a chi scrive inesattezze, diffondendo i nostri articoli. Nel caso dell’Inter si cerca di far rivivere quello che ha già funzionato bene una volta: lo "schema Recoba/passaportopoli" (per verificare leggere art.7 comma 5), ovvero deferimento "ammorbidito" da illecito a slealtà (art. 1) e punizioni blande, adducendo come giustificazione la mancanza di una sentenza della giustizia ordinaria. Quando questa arriverà, se sarà di condanna, come è stato ad Udine per il patteggiamento di Recoba ed Oriali, i processi sportivi non potranno tornare indietro. Come lo scorso anno, la Gazzetta apre le danze, detta la linea e gli altri, come in un gregge, sembra gli vadano dietro nel "preparare" la gente ad accettare il risultato che di volta in volta si vuole ottenere. Ieri di condanna "sbrigativa", oggi di perdono "con ammenda".

Nel caso del Processo di Napoli, cosa ve lo diciamo a fare, ritroviamo tutti gli umori, tutto il manicheismo, tutto il mediatico giustizialismo dell’estate 2006. Ricordate anche voi lo stupido giochino del fiammifero: non fatevi fregare due volte.

Palombopoli


Questo il testo della mail che lo ju29ro team ha inviato a Palombo e che sarà parimenti inviata a tutti coloro che parleranno sempre e solo di Art. 1 in relazione alla plusvalenzopoli di Inter e Milan
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Egregio Signor Palombo,

apprendiamo che, secondo Lei, Inter e Milan in merito alla vicenda "Bilanciopoli" vanno entrambe incontro a un deferimento, da parte del Procuratore Palazzi, per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità.

Quindi, secondo Lei, le posizioni delle due società, espresse nella richiesta di rinvio a giudizio del pm Nocerino, sarebbero simili e passibili di articolo 1. Non Le risulta che la richiesta di rinvio a giudizio per Inter e Milan sia per "falso in bilancio" e che secondo l'ipotesi della procura milanese, solo l'Inter tra le due, non avrebbe potuto neppure iscriversi al campionato della stagione 2004-05, conclusa al terzo posto, senza ricorrere a questa pratica?


L'articolo 1 da Lei richiamato recita:

Doveri ed obblighi generali
1. Coloro che sono tenuti all'osservanza delle norme federali devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di procedimenti disciplinari in corso.
3. I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati, se convocati, sono tenuti a presentarsi dinanzi agli Organi di giustizia sportiva.
4. Ai soci di associazione sono equiparati, ai fini del presente Codice, i soci delle società sportive cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse.

Le chiediamo: in quale punto la condotta dell'Inter sarebbe ascrivibile a qualche fattispecie presente in quell'articolo?

Ci sembra "acrobatico" ed inesatto quanto Lei scrive, visto e considerato che esiste un articolo 7 sulle violazioni in materia gestionale ed economica, quale è un "falso in bilancio", ed il suo comma 3 che richiama pari pari quella fattispecie attribuita dal pm Nocerino all'Inter:

Art. 7
Comma 3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).

L'ex-Procuratore De Biase intervistato il 9/09/2006, prima della richiesta di rinvio a giudizio, dichiarò «Inter, se è tutto vero, è il reato della Juve».

Se lo segni: art 7 comma 3, che prevede sanzioni ben diverse dalla "multina" da Lei auspicata e "suggerita".

Perché non informare i lettori che l'articolo per cui dovrebbe essere deferita l'Inter è il 7 comma 3?

Le chiediamo, quindi, la rettifica dell'informazione inesatta da Lei fornita, come disposto nella "Premessa" della Carta dei Doveri del giornalista ("Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori").

Poi, un altro punto ci appare, curioso: la sua affermazione in merito al reato per cui sarebbe stata condannata la Juventus. Lei sostiene che la Juventus sarebbe stata condannata per violazione dell'articolo 1, che assumerebbe gravità pesantissima solo quando c'è di mezzo la Juventus.

Non l'hanno informata? la Juventus è stata condannata per violazione dell'art.6, per avere alterato la classifica senza avere alterato alcuna gara (?!). Se ancora non lo sapesse glielo comunichamo noi.

Nel caso in cui lo sapesse: come mai non avete divulgato il vero motivo per cui è stata condannata la Juventus?

Distinti Saluti

La Pravda prevede


(Nella foto, il Comunale di Torino infestato dalla Pravda Rosa)
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Articolo di "inunmondoche" per ju29ro.com
Sabato 24 novembre 2007, la Gazzetta dello Sport propone per i suoi lettori, a pagina 12, l’immancabile rubrica “Palazzo di vetro” di Ruggiero Palombo, in cui il giornalista riferisce talvolta fatti, più spesso indiscrezioni, sull’attività dei vari organi federali e, sovente, delle Procure della Repubblica. Senza tagli, lo riproponiamo:


Inter & Milan, comincia il derby delle plusvalenze

E' il Palazzi-day. Stefano Palazzi, il gran capo della Superprocura della Federcalcio radunerà oggi in un albergo romano tutti i suoi numerosi affiliati. Sorta di battesimo dell'anno giudiziario calcistico, questo raduno riveste particolare importanza: i fascicoli aperti sono tanti e nuovo materiale è in (probabile) arrivo da Napoli. Bisogna accelerare perchè si rischia l'ingorgo. Ecco perché, al di là degli odierni convenevoli e richiami a un'azione coesa e (possibilmente) rapida, Palazzi dovrebbe essere sul punto di prendere una decisione sulle plusvalenze fittizie e in particolare sul fascicolo Inter/Milan che giace sul suo tavolo dall'inizio dell'estate: le due società vanno incontro, insieme a qualche loro dirigente, a un bel deferimento per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità. Eviteranno dunque l'accusa di «illecito», ma anche la auspicata (da loro) archiviazione. Con Moggiopoli la violazione dell'articolo 1 è diventata pericolosa, perché le sanzioni vanno da un minimo (ammonizione e/o sanzione pecuniaria) a un massimo che la Juve e il suo ex direttore generale conoscono assai bene. Spetterà agli organi disciplinari stabilire che cosa fare: Inter e Milan rischiano una (improbabile) penalizzazione in classifica, ma tanto basta perché diventi imperativo un giudizio rapido. Il campionato non può permettersi sentenze primaverili capaci eventualmente di ribaltare una classifica.

Dovrebbe poi riprendere a grandinare sul mondo arbitrale. A cominciare dai Paparesta. Padre e figlio. Le dichiarazioni rilasciate dai due ai magistrati di Napoli, sul possesso delle schede telefoniche svizzere fornite loro da Moggi, sarebbero state valutate da Beatrice e Narducci come «inattendibili». E l'informativa di questa valutazione è stata inoltrata alla Procura federale, su precisa richiesta di Palazzi, per le determinazioni del caso. L'altra metà dei Palazzi del calcio, intesi non come Stefano, affila intanto le armi in vista di giovedì prossimo. Un Consiglio federale «tecnico» (ufficialmente si parlerà di bilancio preventivo 2008) farà da prologo strategico alla convocazione urbi et orbi voluta dalla ministro Melandri, che Abete il temporeggiatore ha invano tentato (giustamente) di dissuadere. Così la squattrinata serie B, anziché passare per la Lega, poi per la Federazione ed infine eventualmente per il Coni, approderà direttamente al Governo. Per dire cosa? Che vuole 130 milioni di euro l'anno anziché i 65/50 dei prossimi anni per i quali aveva firmato a suo tempo tanto di accordo con la A. Il semisfiduciato ma tenace Matarrese (sul quale aleggia l'ombra del redivivo Pancalli) media, puntando ai 110. Abete ritiene che reiterare i 95 di mutualità attuale possa e debba bastare. La A, che pagherà il conto, a scanso di equivoci sta pensando di disertare la riunione dal Ministro.

Anche noi, che ormai non ci sorprendiamo più delle inquietanti esclusive della Gazzetta, che anticipa con sconcertante precisione verdetti e punizioni della giustizia sportiva, abbiamo accusato il colpo. Passi che il Palombo dia in esclusiva per probabile, ma solo tra parentesi, l’arrivo di nuovo materiale dalla Procura di Napoli alla Superprocura federale, passi che il Palombo ci annunci per primo l’invio di un’informativa riguardante i Paparesta da Napoli ai Palazzi, ma che il Palombo annunci come imminenti decisioni giudiziarie che non stanno né in cielo né in terra riguardanti la squadra degli onesti e degli onesti ma non troppo, questo proprio non ci va giù. E ci spaventa, persino.

Scrive il Palombo: “le due società vanno incontro, insieme a qualche loro dirigente, a un bel deferimento per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello relativo alla lealtà e probità.

Noi non ci caschiamo. Ci chiediamo come sia possibile confondere un illecito amministrativo con la slealtà sportiva. Nel codice di giustizia sportiva* non c'è solo l'art.1 (slealtà sportiva) e l'art.6 (illecito sportivo). Questa semplificazione che la stampa schierata opera a uso e consumo del procuratore federale è scorretta e fuorviante. Si vuole mobilitare il fronte degli innocentisti, facendo credere che la giustizia sportiva riconosca solo due tipi di illecito, uno grave e uno meno grave. I giochetti di bilancio sarebbero naturalmente meno gravi, vuoi mettere? Lo dice il codice? No, lo dice la Gazzetta.

Il codice si sviluppa infatti in parecchi articoli, non in “grave” e “meno grave”.

Ad esempio l’articolo 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che riportiamo, dice così:

Art. 7
Violazioni in materia gestionale ed economica
1. La mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione, anche parziale, dei documenti richiesti dagli Organi di giustizia sportiva e dalla CO.VI.SO.C., ovvero il fornire mendace, reticente o parziale risposta ai quesiti posti dagli stessi Organi, costituisce illecito.
2. La società che commette i fatti di cui al comma 1 è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida, salva la più grave sanzione che possa essere irrogata per i fatti previsti dal presente articolo.
3. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).
(…)
5. La società appartenente alla Lega Nazionale Professionisti o alla Lega Professionisti Serie C che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili od amministrativi, si avvale delle prestazioni di sportivi professionisti con cui non avrebbe potuto stipulare contratti sulla base delle disposizioni federali vigenti, è punita con la penalizzazione di uno o più punti in classifica (questo tanto per ricordare, nda).
(…)
7. I dirigenti, i soci di associazione e i collaboratori della gestione sportiva che partecipano agli illeciti di cui ai commi precedenti, sono soggetti alla sanzione della inibizione di durata non inferiore ad un anno.
(…)

E non è forse questa la fattispecie di reato contestata dai pm milanesi alle due squadre meneghine? Ossia “La mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione, anche parziale, dei documenti richiesti dagli Organi di giustizia sportiva e dalla CO.VI.SO.C., ovvero il fornire mendace, reticente o parziale risposta ai quesiti posti dagli stessi Organi, costituisce illecito”. L’ultima parola, per i più distratti, è illecito.

E cosa succede in caso di illecito in materia gestionale ed economica? Dipende. Comma 2 o comma 3.
Comma 2: La società che commette i fatti di cui al comma 1 è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida, salva la più grave sanzione che possa essere irrogata per i fatti previsti dal presente articolo.
Comma 3: La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione ad un campionato a cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni federali vigenti al momento del fatto, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 13, lettere f), g), h) e i).

E non è forse questa, descritta dal comma 3, la fattispecie di reato contestata dai pm milanesi all’Inter (e, per la precisione, non al Milan)?

Palombo, che riporta con puntualità disarmante qualsiasi battito d’ali, di farfalla o di falco, che provenga dalla Procura di Napoli, non avrebbe forse dovuto leggere con più attenzione gli atti della Procura di Milano?Noi ci chiediamo infatti come possa incanalare le imputazioni mosse ad Inter e Milan nel calderone dell’articolo 1, che parimenti riportiamo:

Art. 1
Doveri ed obblighi generali
1.Coloro che sono tenuti all'osservanza delle norme federali devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ognirapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
2.Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di dare comunque a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di procedimenti disciplinari in corso.
3.I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati, se convocati, sono tenuti a presentarsi dinanzi agli Organi di giustizia sportiva.
4.Ai soci di associazione sono equiparati, ai fini del presente Codice, i soci delle società sportive cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse.

Come si fa, Palombo? Come è possibile? Come è possibile scrivere, lo scrive lei, “che Inter e Milan rischiano una (improbabile) penalizzazione in classifica, ma tanto basta perché diventi imperativo un giudizio rapido.”? E me lo domando non soltanto proponendo il necessario completamento all’art.7 comma 3, ossia l’art.13, lettere f) g) h) i) che associa al reato la pena:

Art. 13
Sanzioni a carico delle società
1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:
(…)
f) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
g) retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria;
h) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
i) non assegnazione o revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale;

…ossia penalizzazione nel campionato in corso o nel prossimo, retrocessione, esclusione dal campionato e assegnazione a una serie inferiore, nemmeno necessariamente la B, revoca del titolo di Campione d’Italia, queste le possibilità.

Ma mi domando come, sempre tra parentesi, possa considerare improbabile una penalizzazione in classifica delle due squadre anche in base all’art.1 da lei citato, visto che è lei stesso a scrivere: “Con Moggiopoli la violazione dell'articolo 1 è diventata pericolosa, perché le sanzioni vanno da un minimo (ammonizione e/o sanzione pecuniaria) a un massimo che la Juve e il suo ex direttore generale conoscono assai bene”. E’ un’evidente contraddizione non crede? O è pericolosa, o è improbabile. Ma forse lei ne sa qualcuna in più di noi, e qualcuna in più del Diavolo, forse non più del Biscione, ecco…Infine mi chiedo per quale motivo invochi un giudizio rapido. Noi, da veri garantisti, auspichiamo che la difesa delle parti in causa possa produrre i propri atti nel tempo che gli è necessario, come purtroppo non è stato concesso alla Juve, ma soprattutto auspichiamo che il procedimento non si concluda in fretta e furia, con pene irrisorie, solo perché siamo a novembre e non si può condizionare il campionato in corso. La tempistica per mandare in B la Juve è stata anomala ma ben calcolata, nel periodo estivo.La tempistica per salvare l’Inter (anche il Milan che però rischia meno, vedi art.7 comma 2) sembrerebbe, viste le esitazioni del Palazzi, altrettanto anomala e calcolata, nel periodo del grande freddo, che tutto congela. (ndr: gli atti sono stati trasmessi alla Procura Federale il 7 giugno 2007 con il corredo della documentazione fornita dalla Procura della Repubblica di Milano)

Infine, ci concediamo un altro piccolo appunto. Non ci si crogioli in frasi fatte e titoli estivi, “Moggiopoli” e “art.1”, ci si riferisca alla vicenda con precisione.

Non ha motivo di chiamarsi Moggiopoli e la punizione, purtroppo, avvenne ex. art. 6 tramite sommatoria di art. 1. La si racconti questa cosa ai lettori, non si continui con l'approssimazione. Non si continui ad alimentare una vulgata imprecisa e scorretta, non si violenti la storia. Lo sappiamo tutti bene com’è andata.

Insomma, amici, l’articolo di Palombo, come dimostrato, è fuori da ogni realtà, e fuori da ogni conoscenza del codice sportivo. Non di meno, come già accaduto in passato, i fatti riferiti potrebbero essere veri. Ossia potrebbe essere vero che Palazzi abbia intenzione di deferire gli "onesti" e gli "onesti ma non troppo" in base all’articolo 1, in barba ad ogni logica.

Allora il cerchio si chiuderebbe.

* Ci riferiamo qui al vecchio codice di giustizia sportiva, perché in base a quello verranno giudicate Milan e Inter. Nella sostanza, riguardo alla fattispecie, nulla cambia con il nuovo codice che è anzi, in alcuni casi, più esauriente nell’individuare reati. All’art. 7 del vecchio codice corrisponde l’art. 8 del nuovo, e all’art. 13 l’art. 18, per chi se ne voglia sincerare.

Nota: un ringraziamento speciale a Cirdan che mi ha assistito nella stesura di questo articolo

martedì 9 ottobre 2007

Portieropoli rossonera

La Uefa ha aperto un procedimento disciplinare contro il Milan e il portiere Nelson Dida in seguito ai fatti verificatisi durante la gara dello scorso mercoledì di Champions League contro il Celtic Glasgow.
Lo annuncia la stessa Uefa in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale.
I due procedimenti sono stati aperti in base all’Articolo 5 paragrafo 1 del regolamento disciplinare (Principi di condotta), secondo il quale «le associazioni affiliate, i club e i loro giocatori, funzionari e tesserati, devono comportarsi secondo i principi di lealtà, integrità e sportività».
L’Organo di Controllo e Disciplina - si legge ancora sil sito dell’Uefa - si occuperà del caso l’11 ottobre. Venerdì scorso la Uefa aveva annunciato di aver aperto un procedimento disciplinare contro il Celtic per mancanza di organizzazione e condotta impropria dei propri tifosi durante la stessa gara (Articoli 6 e 11c del regolamento disciplinare). Anche questo caso sarà discusso l’11 ottobre.

martedì 2 ottobre 2007

Scudetto delle plusvalenze, così si “prescrive” la storia

(La visione di questa immagine è sconsigliata ai minori)
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Lunedì scorso circolò la notizia che il dottor Nocerino, un vero ma­gistrato, a coronamento di una vera indagine giudiziaria, aveva for­malmente accusato di falso in bilancio i dirigenti del Milan e del­l’Inter (l’illecito, grave, consiste nell’aver gonfiato i bilanci grazie a plusvalenze fasulle create attraverso compravendite di giocatori ipervalutati). Questa è una colpa grave per la giustizia ordinaria; non può non esserlo anche per la giustizia sportiva; e nel caso del­l’Inter significherebbe addirittura iscrizione irregolare al campio­nato. Una vera notizia da prima pagina per i giornali sportivi. Una notizia molto importante per i quotidiani e le televisioni.Il giorno dopo i giornali sportivi, tranne Tuttosport, relegavano la notizia nelle pagine interne (avendo cura di sottolineare le tesi a di­fesa degli inquisiti); gli altri giornali dedicavano all’argomento po­che righe. Le televisioni liquidavano il tutto in pochi secondi. Un an­no e mezzo fa, quando si trattava di Juventus, gli stessi giornali e le stesse televisioni sparavano in prima pagina e in prima serata le lo­ro sentenze, basate sulla diffusione illegale di intercettazioni telefo­niche. Questo diverso trattamento non si spiega con argomenti di ti­po professionale. Ma si spiega benissimo con il servilismo diffuso di molti giornalisti nei confronti del Palazzo del calcio. Qualcuno, poi, dedicava un paio di righe al fatto che la giustizia sportiva, da tem­po informata, non si era mossa perché in attesa delle conclusioni del­l&# e in prima serata le lo­ro sentenze, basate sulla diffusione illegale di intercettazioni telefo­niche. Questo diverso trattamento non si spiega con argomenti di ti­po professionale. Ma si spiega benissimo con il servilismo diffuso di molti giornalisti nei confronti del Palazzo del calcio. Qualcuno, poi, dedicava un paio di righe al fatto che la giustizia sportiva, da tem­po informata, non si era mossa perché in attesa delle conclusioni del­l’;indagine. Viene da chiedersi se questi giornalisti, oltre che servi del Palazzo, sono anche servi di Palazzi. La giustizia sportiva di cui par­lano è la stessa giustizia sportiva che si mosse freneticamente quan­do l’inchiesta napoletana sulla Juve era ancora a metà strada e che condannò la Juve senza bisogno di attenderne le conclusioni. E’ la stessa giustizia sportiva che non si mosse per niente quando l’in­chiesta riguardava passaporti falsi – in quel caso restò in attesa del­la fine dell’intero iter della giustizia ordinaria, e archiviò tutto per prescrizione.Tutte le società calcistiche, a questo punto, hanno il diritto e il do­vere (come già ha fatto Abete) di chiedere che Palazzi faccia ciò che deve fare. Cioè archiviare il tutto «perché è tutto prescritto», dicono gli avvocati di parte. «Perché non abbiamo ammazzato nessuno», di­ce Galliani, quello che si faceva combinare gli incontri clandestini con Collina. Ma anche nel caso di prescrizione (o la diavoleria legale che si inventeranno) le società di calcio, la Juventus innanzitutto, avran­no il dovere di chiedere che almeno venga revocato lo scudetto re­galato per onestà sportiva a una società che non viene mai penaliz­zata solo perché “prescritta” grazie ai ritardi processuali.


Paolo Bertinetti

Presidente Associazione Nazionale Amici della Juventus

martedì 25 settembre 2007

Anche se magari San Massimo la sfanga, l'Inter è nel fango


Nell'ambito dell'inchiesta sulle plusvalenze fittizie di Inter e Milan il pubblico ministero Nocerino ha richiesto il rinvio a giudizio di Ghelfi (attuale vice-presidente dell'Inter) e Gambaro (all'epoca dei fatti contestati, amministratore delegato dell'Inter). Medesima richiesta è stata formulata per Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan.
Il documento della Procura parla di «operazioni incrociate» tra le due squadre e per l’Inter aggiunge anche «la compravendita con la Lazio dei diritti relativi ai calciatori Corradi e Crespo (ipervalutati per un importo almeno pari a 6 milioni e 669mila euro)».
In particolare i dirigenti nerazzurri sono accusati di «alterazioni di bilancio» tali da comportare «l’esposizione di un maggior patrimonio netto pari a 32 milioni e 459 mila euro», inducendo così l’organo di vigilanza Covisoc «a chiedere un ripianamento patrimoniale inferiore a quello dovuto».
L’Inter inoltre non avrebbe rispettato i parametri richiesti per l’iscrizione al campionato 2005-2006, il torneo che la vide vincitrice dello scudetto assegnato a tavolino dopo la bufera di Calciopoli che travolse Milan e Juventus.

San Massimo da Appiano la sfanga grazie al "de cuius"

Nell'inchiesta sui falsi in bilanci di Inter e Milan, accusate di aver gonfiato le plusvalenze sulla compravendita dei calciatori, sembra che la posizione di San Massimo da Appiano stia per essere stralciata (cioè, archiviata).
San Massimo deve ringraziare santa prescrizione (per il bilancio 2003) e san "de cuius" per il bilancio 2004 (perchè all'epoca presidente della squadra era il defunto Giacinto Facchetti).
Nulla di nuovo sotto il sole (onesto, ça va sans dire) di Appiano Gentile.
Anche nel caso dei pedinamenti San Massimo aveva elegantemetne scaricato tutte le colpe sul morto. E l'archivista Palazzi aveva, con soma gioia, archiviato il procedimento.

martedì 26 giugno 2007