Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 7 aprile 2009

Ce la possiamo fare, non è cambiato quasi nulla


Il sagace Cobolli ed il pugnace Gigli nelle scorse settimane si sono rinchiusi nella loro stanza in Fermo Ferraris.
Porta chiusa a chiave.
Cartello "non rompete i coglioni" (i soggetti non sono proprio il massimo della finezza, lo sappiamo) appeso alla maniglia.
Svariate bottiglie di Nebbiolo a disposizione.
(Flebili) rumori di ingranaggi cerebrali in funzione.
Pile di libri di statistica ammucchiati sul tavolo.
Calendario della Serie A Tim appeso alla parete.
Linea rossa con il consulente Vocalelli in funzione.
Computer collegato al sito internet della Gazzetta.
Foto di Facchetti (ai cui valori il sagace ed il pugnace sempre si ispirano) sulla mensola della finestra, con tanto di lumini votivi ed inginocchiatoio per una congrua preghierina serale.
Il sagace ed il pugnace, con le maniche della camicia arrotolata (è la mise che prediligono quando il momento è teso, vedi ad esempio il giorno della B a meno 30), sanno che devono fare in fretta. E si dicono in continuazione: "presto e bene, con noi sempre avviene".
Il sagace ed il pugance hanno ricevuto un compito molto delicato dal CDA, riunito qualche giorno prima d'urgenza.
Determinare in maniera inoppugnabile la probabilità di vittoria in campionato per la Smileville FC.
E' un dato sensibile, che può risultare decisivo in queste ultime giornate della Serie A TIM.
Ed in effetti, giocatori, tecnici (si fa per dire) e preparatori (si fa per dire) sono tutti in febbrile attesa della percentuale.
Per giorni e giorni, rinchiusi nella stanza, il sagace ed il pugnace si sono dedicati
anima, corpo e cervello (va beh...) all'impresa, discutendo con tenacità di speranze e possibilità.
Il sagace la sa lunga. Ma il pugnace non molla.
Alla fine, alea iacta est. Fumata bianca. Rullo di tamburi. Squilli di tromba.
Il sagace ed il pugnace escono di corsa dalla stanza. Ma non comunicano ancora nulla.
Hanno un impegno. Devono correre ad Alba, alla presentazione di un libro. Potete trovare su ju29ro.com il resoconto della simpatica serata (link)
Al termine della simpatica serata, tra un bicchier di vino ed un caffé, finalmente la rivelazione.
Il sagace ed il pugnace sono concordi.
Trenta per cento è la probabilità di vittoria dello scudetto per la Smileville FC.
"Trenta per cento è un calcolo probabilistico. Facendo il conto delle partite e dando tre punti e così via. Crediamo che il 30%, al momento attuale, dovendo noi giocare in casa con il Chievo e l'Onestonia in casa dell'Udinese, al momento attuale il 30% sia la percentuale che noi giudichiamo più corretta. Poi, domenica prossima, non questa che viene, aggiorneremo questo 30%, che potrà diventare 29 o 37 a seconda dei risultati. Crediamo che sia giusto così".
Questa la dettagliata e scientifica spiegazione del ragionamento che ha portato il sagace ed il pugnace a determinare la percentuale nella misura del 30%.
Il sagace ed il pugnace fanno comunque correttamente notare come la percentuale sia un dato da aggiornare in continuazione, in funzione dei successivi risultati delle due squadre in lotta per lo scudetto. L'Onestonia FC di via Durini e la Smileville FC di Fermo Ferraris. E anticipano già la forchetta all'interno della quale si dovrebbe collocare la nuova percentuale, così come rideterminata sulla base dei risultati di Smileville-Chievo ed Udinese-Onestonia: 29%-37%.
Le due partite, seppur apparentemente favorevoli all'Onestonia, non hanno cambiato radicalmnete lo scenario. Ed in effetti, secondo l'accurato calcolo probabilistico eseguito dal sagace e dal pugnace, la percentuale di vittoria si è ridotta solo marginalmente: dal 30 al 29 per cento.
In conclusione, quindi, ce la possiamo ancora fare. Non è cambiato quasi nulla.

martedì 6 novembre 2007

Analisi sentimentale di una partita di calcio

di Er Go’ de Turone

Niente da fare, alla fine la sento anch’io, come se fosse una partita speciale. Sarà la voglia di rivincita, il desiderio di dimostrarci ancora vivi. La vivo anch’io come un’attesa diversa dalle altre. Forse, a pensarci bene, sarà anche per quei 3 dati che ho letto nel pomeriggio su un giornale (bianco, ovviamente). Le statistiche erano queste.
Ultimo scudetto conteso tra le 2: 2005, Juve sul campo, Inter a tavolino.
Ultima vittoria dell’Inter in quello stadio: 1983, 3-3 sul campo, 0-2 a tavolino.
Vittoria con maggior scarto: 9-1 Juve, Inter in campo con i primavera. Cosa c’entra quest’ultima? Beh, facile. Perchè l’Inter era scesa in campo con i giovani? Per protesta, perchè volevano la vittoria a tavolino, e invece era stata ordinata la ripetizione di una partita sospesa per invasione.
Allora si’, guardo quei dati e un po’ rido, un po’ comincia a salire la tensione.
Arrivo al pub, qui a Bruxelles, alle 20. Sono il primo. Il grande schermo è occupato dal football americano, da non crederci. Ma forse hanno ragione loro, Juve-Inter non ha motivo per essere una partita speciale: in Europa l’Inter non ha lasciato grandi ricordi negli ultimi 40 anni, e di signori anziani che possano ricordare Mazzola e Corso, nel pub ce ne sono proprio pochi.
Vado in una delle sale dove trasmetteranno la partita, ovviamente sono il primo. Pian piano arriva gente, con uno sguardo cerco di capire che tipi sono, per chi tiferanno. Più juventini, direi.
La vediamo con sky, quindi ho modo di vedere l’abbraccio dei tifosi al pullman bianconero, l’augurio della curva (Montero torna per Ibra!), i cori, i fischi. Sale, la tensione, sale.
Il pullman dell’Inter, bloccato dai tifosi juventini, è in ritardo, cosi dicono. La partita comincia in ritardo. Ecco qua, penso io. Vincono a tavolino.
La partita è equilibrata, il fuorigioco è utile ma pericoloso, ed ecco che ne fanno uno, che rischiano di farne un altro. Ma Ibra, troppo tifoso nerazzurro, si emoziona e si fa anticipare a porta vuota.
Secondo tempo, la Juve è calata, quasi assente. Loro rischiano di dilagare in contropiede.
Esce Cruz, uno lento, ma che segna ogni 2 occasioni.
Entra Suazo, uno velocissimo, ma che non segna neanche a porta vuota.
Meglio cosi.
Altra grande intuizione di Mancini. Fuori Figo, dentro Burdisso.
Bravo, l’uomo che vince sempre.
Da noi, invece, entra Camoranesi, unico fuoriclasse in campo tra tutte e due le squadre, fa 3 dribbling in un minuto, cambia la partita.
Palladino, che tanti juventini criticano e io davvero non capisco perchè, da tutta la partita salta Maicon senza problemi, lo frega un’altra volta e mette al centro, poi Iaquinta, Camoranesi…
Gol. Gol, si. Abbiamo segnato. Un anno e mezzo dopo, riecco quella scena.
Si abbracciano tutti.
E’ giusto cosi, visto che loro non hanno allenatore, mentre noi abbiamo meno qualità, ma una tonnellata di carattere in più.
Sono felice. mi spiace solo per Bergomi, lo sento un po’ giù e proprio non capisco perchè.
L’Inter è più forte, niente da dire. Non ha un briciolo del carattere della Juve capelliana, ma è forte. Prova a vincere nonostante il suo allenatore, il che è comunque lodevole.
Sono felice per un pareggio contro l’Inter, e qui chi ha il compito di rifare grande la nostra Juve si fermi magari a leggere queste due righe. Facciano il possibile, al più presto, per riportare le cose al proprio posto.
Perchè Juve-Inter ieri per noi era una partita speciale, mentre nei 100 anni precedenti speciale lo era stata solo per loro, perchè quella domenica affrontavano i più forti.
Perchè ieri, dopo un pareggio in casa, eravamo a festeggiare per un punto guadagnato.
Mentre da quando esiste il calcio, un pareggio in casa contro l’Inter vuol dire solo due punti persi.
Poche chiacchiere, allora, e al lavoro.
Sin da gennaio.
Per ora, accontentiamoci di Moratti e dei suoi arbitri "eccessivamente bravi", del "pareggio ingiusto" di Mancini, delle mani sulla testa di Cambiasso scandalizzato per una decisione arbitrale, ovviamente del tutto corretta.
E teniamoci Ranieri e Molinaro, che non saranno Lippi e Zambrotta, ma hanno fatto togliere un ammonizione a un avversario.
E ci hanno aiutato a ricordare, in una serata dove tutto sembrava essere invertito, che la Juve in fondo è sempre la Juve, e l’Inter è sempre l’Inter.
Al di là del risultato, e di quel punto guadagnato in una partita speciale, che dall’anno prossimo deve tornare ad essere solo due punti persi, in una partita normale.
Forza Juve. I love football.