Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 25 dicembre 2007

Auguri


Auguri a tutti gli ju29ri

Auguri a giùlemanidallajuve

Il delirio di Rien ne va plus


Rien ne va plus (nella foto, a fianco delle sue palle migliori), dopo la vittoria sul Siena, ha cazziato duramente Alessio Secco, reo di aver parlato al telefono con il diavolo Moggi.

«Non sono emerse prove di comportamenti illeciti nei confronti di Secco. Comunque vista la visibilità che ha nella sua pozione, ho dovuto ricordargli il suo dovere di proteggere la sua immagine e l’immagine della sua società anche nei rapporti personali. Gli abbiamo ricordato la sua posizione di direttore sportivo. Proteggere la sua immagine e quella della società è molto importante».

Prima della partita, Rien ne va plus aveva pranzato con il Commissario Sant'Albano e, tanto per dare un segnale agli amici milanesi, non era poi sceso in campo al fianco di Secco durante il riscaldamento della squadra.

Parlare con Moggi non si può.

Svendere giocatori ad un pregiudicato invece va benissimo.


Quel gran pezzo dell'Ubaldo


In un'intervista all'Ansa, il presidente della Fifa Joseph Blatter ha rivelato un particolare inedito su Calciopoli (inedito per chi legge solo la cazzata dello sport e simile carta straccia; nota de mago): "Credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare. Quando scoppiò Calciopoli nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo".

Penso che non servano particolari commenti.

Quel gran pezzo dell'Ubaldo tutto nudo e tutto caldo, grande amico della Vergine della Bicocca (che non è Afef) e protetto da Tavaroli per conquistare la poltrona di presidente di Confindustria, è ufficialmente il maggior responsabile della nostra retrocessione in Serie B (con contorno di scudetti revocati, liquidazione della squadra etc etc).

Era già chiaro a tutti. E' ovvio.

Ma il timbro ufficiale della FIFA su questa vergogna ha comunque un suo perché.

giovedì 20 dicembre 2007

Parlano proprio tutti. Cani e porci compresi

Albertini: "Un anno e mezzo fa è iniziato un lavoro ben preciso, chi ha sbagliato deve pagare e questa deve essere una regola per la vita. Della linea dura si era parlato anche un anno e mezzo fa, ho fiducia nei pm di Napoli, vediamo cosa succederà. Su 'calciopoli 2' le voci circolavano ma certe storie vanno lette in modo approfondito, bisogna capire quanto il calcio sia migliorato, di certo questo scandalo non migliora la nostra immagine all’estero. La vittoria del Mondiale non è bastata. Moratti chiede la revoca dello scudetto del 2002? Non credo che sia possibile, bisogna vedere il lavoro dei pm".
Ruggeri (presidente dell'Atalanta): "E' una vergogna! Le voci su Calciopoli che stesse continuando c'erano, ma nessuno poteva averne la certezza, se non certi personaggi inseriti. Mi aspetto che il presidente Abete prenda decisioni forti nei confronti di alcuni tesserati ed altri presenti in Lega che, come traspare dalle nuove intercettazioni, si permettono di chiamare gente squalificata".
Albertini lo conosciamo bene.
Per Ruggeri, deve evidentemente esserci un problema con quei colori...

La barzelletta del giorno

Non e' vero che lo scandalo calciopoli sia stata tutta ''una montatura'', così come sostenuto dal presidente del Milan, Silvio Berlusconi.
''Certo che esiste'', ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete. Per Abete, oggi a Milano per lo scambio degli auguri di Natale con i vertici della Lega Calcio, ''se ci sono delle sentenze e se delle societa' sono state penalizzate, e' naturale che ci siano state situazioni che hanno portato a dei processi sportivi''. Abete non e' d'accordo con Berlusconi soprattutto perche' dal suo punto di vista ''la giustizia sportiva va rispettata. Io - ha puntualizzato - mi riconosco nelle sentenze che vanno accettate e rispettate. Adesso aspettiamo la giustizia ordinaria''.

L'accattone


Infimo (prima era minimo, ora è sprofondato ancora più giù) moratti pretende lo scudetto 2002.

Si, proprio lo scudetto del 5 maggio 2002.

Proprio lo scudetto dell'anno in cui sono finiti terzi (non mi giunge nuova 'sta cosa...) per aver perso la partita decisiva con la Lazio, nonostante la pastetta con la squadra avversaria e tutta la curva laziale a proprio favore.

Proprio lo scudetto che infimo moratti ha cercato di vincere offrendo a Cragnotti (allora presidente della Lazio) il 4 maggio (il giorno prima della partita) una cifra spropositata per Nesta (dal 5 maggio pomeriggio, infimo moratti non si è più fatto sentire con Cragnotti).

Proprio lo scudetto che macellazzi sperava di conquistare implorando i giocatori della Lazio.

Ricapitolando:
1. sono arrivati terzi
2. hanno cercato di influenzare (diciamo così) la Lazio con la storia di Nesta
3. gran parte dei giocatori della Lazio era favorevole (diciamo così) ad una vittoria dei perdenti (vi ricordate le farfalle di Peruzzi?)
4. la curva laziale tifava per i perdenti
5. macellazzi implorava i giocatori della Lazio (quei pochi che si impegnavano) di lasciarlo vincere (povero ciccino...).

Non solo l'ufficio indagini non ha indagato un beato cazzo su 'sta partita.
Ma infimo moratti ora si permette addirittura, di fronte al solito stuolo di pennivendoli scodinzolanti e leccaculo, di chiedere lo scudetto.

Ma c'è ben di peggio.
A Torino (zona Fermo Ferraris e Catacombe Matteotti) di tutto questo se ne fottono.

Cip (Abete) e Ciop (Petrucci) si coprono a vicenda


Ieri sera, Abete, dopo aver incontrato Petrucci e altri alla riunione straordinaria al Coni, ha dichiarato che ''è stata un'occasione per rinnovare al presidente Petrucci tutta la stima e la solidarietà personale con l'amarezza che, all'interno di queste intercettazioni, sia stata chiamata in causa anche la sua persona".


Oggi, Petrucci ha difeso l'operato nel n.1 della Figc Abete con queste parole: "si potrebbe dire che lui era vicepresidente in quel periodo, ma se le carte non hanno dimostrato responsabilità, non vedo perché debba morire Sansone con tutti i filistei".

Caro Luciano, fatti frate

Le ultime intercettazioni telefoniche a Moggi - come le prime, del resto - sono molto utili per capire una cosa: che sono inutili e non dimostrano altro che in Italia si gettano nella pattumiera pacchi di soldi per origliare privatissime conversazioni penalmente irrilevanti. Siamo di fronte a un fenomeno da baraccone. Una schiera di persone pagate dallo Stato si occupa senza costrutto di legittimi affari altrui. Calciopoli, come ha detto Berlusconi, è stata una frescaccia. Ma ha attecchito grazie al tifo-letame di cui è lordo il mondo del pallone. Moggi è odiato dagli interisti perché era alla Juve che vinceva di brutto. Fosse stato all'Inter sarebbe odiato a sangue dagli juventini. Gran parte del popolo delle curve e delle gradinate non ragiona; e vede storto attraverso i colori sociali della squadra per la quale tiene. Non c'è speranza di ricondurre Calciopoli nel suo alveo, quello della buffonata. Gli arbitri sbagliano oggi quanto allora, ma nessuno grida più allo scandalo. Già. L'importante è continuare a colpire il capro espiatorio: Moggi non dovrebbe neppure telefonare a gente che conosce da anni e con la quale ha lavorato. Gli consigliamo di farsi frate, anzi suora. Solo così sarebbe lasciato in pace. Lo accusano anche di avere rapporti telefonici con Libero. Che scoperte del menga. Ovvio che parli col giornale di cui è collaboratore e che detti ai nostri redattori i suoi pezzi. Cosa dovrebbe fare, inviarci gli articoli mediante piccioni viaggiatori? È una storia sempre più paradossale. Inoltre lo accusano di dare delle dritte tecniche a chi gliele chiede. Per esempio all'Ascoli, al Torino. E chi glielo vieta? Stiamo precipitando nel ridicolo e non ce ne accorgiamo. Moggi non è stato condannato da alcun tribunale, è un cittadino innocente fino a prova contraria. Eppure nessuno se ne rende conto. Il Paese è pieno di garantisti a orologeria, però se c'è di mezzo Luciano la suoneria si inceppa, e si leva subito un coro: crocifiggetelo. Questo doppiopesismo è uno schifo che ci fa disonore. Chissà perché le intercettazioni e la loro pubblicazione vengono condannate senza riserve, sempre, tranne se riguardano l'ex direttore della Juventus. Non un politico, non un giornalista, non un frequentatore del bar sport hanno fiatato per difendere quest'uomo incensurato. Perché Moggi è in disgrazia e non è popolare tutelare i suoi diritti. Quando era in piedi tutti facevano a gara per leccargli le scarpe; ora che è caduto, dopo accuse mai provate, gli sputano addosso. Qualcuno dovrebbe vergognarsi.
Vittorio Feltri

Si risveglia il bradipella

Il bradipella è uno strano animale
E' un incrocio tra un bradipo ed una gazzella.
A seconda delle circostanze e soprattutto delle convenienze, si comporta da bradipo o da gazzella
Il più illustre esponente dei bradipelli è tal Palazzi Stefano di Roma.
E' un bradipo, lento e sonnolento, quando deve dedicarsi ai fascicoli relativi alla onesta e verginale squadra nerassurda.
Ma diventa seduta stante una gazzella quando c'è di mezzo la Juventus.
E' notizia di ieri che Palazzi ha smesso i panni da bradipo per indossare quelli da gazzella e chiedere a quei due gran pezzi di P.M. di Napoli copia delle nuove INTERcettazioni.
"La Procura federale ha formalizzato oggi all’Autorità giudiziaria di Napoli la richiesta di copia degli atti depositati nelle ultime ore e relativi all’inchiesta sul mondo del calcio: la richiesta è stata firmata dal procuratore federale Stefano Palazzi che in mattinata ha avuto un colloquio con i pubblici ministeri Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci.Esaminate le carte, il procuratore federale deciderà se aprire un procedimento autonomo relativo all’ulteriore deposito di atti di indagine o far confluire la nuova documentazione nel procedimento aperto a suo tempo dall’Ufficio indagini della FIGC dopo l’avvìo dell’inchiesta da parte dei magistrati napoletani.

Oramai siamo alla follia più totale


Moggi non può difendersi.

Moggi non può parlare.

Moggi non può vedere nessuno.

Cosa deve fare?

Forse suicidarsi?

Probabilmente è questo che tanta gente onesta e simpatica si aspetta.


Un natalizio e simpatico vaffanculo a tutti

mercoledì 19 dicembre 2007

INTERcettati d'Italia, fate così




Siamo tutti INTERcettati.

Oramai è chiaro.

Ma c'è un modo molto semplice per evitare le INTERcettazioni.

Scheda svizzera?

Noooooooooo

Scheda del Lichstenstein (o come cazzo si scrive, 'sto paese è peggio di Salicoso)?

Noooooooooo

Basta infilare nella conversazione alcune parole chiave.

Moratti. Mancini. Saras. Facchetti (a cui valori tutti qui ci ispiriamo).

Ed il software bloccherà immediatamente l'INTERcettazione in corso, cancellando ogni traccia.

Allarme rosso al CONI


Negli uffici del Coni è in corso un incontro sugli sviluppi di calciopoli tra il presidente del massimo ente sportivo, Gianni Petrucci, e quello della Figc, Giancarlo Abete. All'incontro partecipa anche il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi.

Comprare? No, meglio vendere


(Bonarober per http://www.juworld.net/)

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Comprare? No, meglio vendere

19 Dicembre 2007

Tuttosport



La Juventus dibatte se sia meglio investire nello stadio o nella squadra. No, grazie. La Juventus fa entrambe le cose, sennò è l’Udinese. Se la proprietà non può comprare campioni veri, allora è meglio che venda. E che venda a qualcuno che, come Gianni e Umberto Agnelli, non si accontenta di vivacchiare e di considerare un grande risultato il piazzamento attuale. Il terzo posto può sempre capitare, ovvio. Ma essere una squadra da terzo posto non è da Juve, semmai di chi poi si bea di poter indossare scudetti altrui.

Caro direttore, visto che ci sono, permettimi anche una chiosa al tuo editoriale di lunedì intitolato “La verità è in campo”. Tu scrivi che a fronte del pesante coinvolgimento nello scandalo del calcio, il Milan non avrebbe dovuto partecipare alla Champions che poi ha vinto e, di conseguenza, nemmeno al torneo mondiale di Tokyo. Come sai, non sono d’accordo. Anche le sentenze di condanna dicono che non c’è stata nessuna partita taroccata, nessun sorteggio truccato, nessun arbitro corrotto, con l’improbabile eccezione di un Lecce-Parma arbitrato da De Santis.Malgrado la tua convinzione sull’ingiusta partecipazione del Milan alle competizioni internazionali, riconosci che i rossoneri hanno esibito “qualità, capacità, intelligenza, continuità, coraggio” tali poi da meritarsi sul campo la vittoria. Non posso che essere d’accordo, è una squadra formidabile. Ma la tua riflessione mi porta a farti una domanda: credi che l’altra squadra coinvolta nello scandalo del calcio, senza peraltro avere a suo carico nemmeno una telefonata compromettente con i guardalinee, abbia mostrato la medesima “qualità, capacità, intelligenza, continuità, coraggio” nel difendersi dalla montagna di accuse non provate, anzi poi smentite dalle sentenze? La risposta è nella vittoria rossonera della Coppa dei Campioni e in quella juventina del campionato di B, ma non sottovaluterei nemmeno l’impresa che i Cobolli boys hanno agevolato agli indossatori di scudetti altrui, consentendogli di vincere tre scudetti in due soli anni grazie alla svendita del più devastante calciatore del mondo, Zlatan Ibrahimovic, a un prezzo quasi pari a quello di Almiron e Tiago.

La vittoria internazionale del Milan serve a non far dimenticare che cosa è successo in questi due anni. La società che, insieme alla Juventus, avrebbe condizionato i campionati ma che, a differenza della Juventus, è stata graziata dalla Federcalcio e dalla Uefa per il semplice fatto di essersi difesa, evidentemente non era così aiutata dagli arbitri se qualche mese dopo la condanna a ferimento ha fornito alla nazionale, ancora una volta con la Juventus, l’ossatura della squadra che ha vinto i mondiali. Non manipolava le bandierine se, poi, ha vinto tre coppe internazionali in sei mesi e un Pallone d’Oro.

La Juventus di Claudio Ranieri, nel suo irriguardoso piccolo, sta facendo altrettanto bene, malgrado sia inferiore alle prime e inguardabile senza i giocatori della precedente gestione, a cominciare da Zinedine Zanetti. Per carità di patria, evito di affrontare il tema della cessione di Antonio Nocerino, bloccata in autostrada da Luciano Moggi (sempre sia lodato).

Aggiungo però una cosa: il Tar. L’establishment italiano ormai è abituato a regolare i conti interni con decisioni esecutive da far rabbrividire anche uno studente al primo anno di giurisprudenza. Poi però arriva il Tar e spesso, dalla Rai alla Guardia di Finanza, ristabilisce un minimo di stato di diritto. Sarebbe successo così anche nel calcio, come avevano lasciato intuire fior di giuristi. Tanto che quando, in un impeto di coraggio durato una mezz’oretta, la Juventus ha minacciato di ricorrere al Tar, c’è stata la mobilitazione del Palazzo che poi ha portato alla riduzione della pena. Eppure la Juventus ha ritirato il ricorso e rinunciato anche all’ultima possibilità di difesa.

Il risultato di questa scelleratezza è il Milan sul tetto del mondo e la Juve del campionato cadetto. “La verità è in campo”, dice l’editoriale di lunedì. Ne sono arciconvinto. Ma in questo caso la verità è anche in Corso Galileo Ferraris 32.

Christian Rocca

Domandina al garante per la protezione dei dati personali


Ho una domandina (ina ina) da fare al garante per la protezione dei dati personali.

Questo Garante, che sono sicuro frequenti abitualmente i blog e i forum, non dovrebbe magari occuparsi di cose più serie?
Ad esempio, sul sito http://www.repubblica.it/ sono stati pubblicati i verbali delle nuove INTERcettazioni disposte da quei due gran pezzi di P.M. che rispondono ai nomi di Beatrice e Narducci.

Ebbene questi verbali contengono numerosi dati sensibili.

Il numero di cellulare di Moggi, ad esempio.

Oppure il codice del citofono della casa di Moggi a Torino.

O anche l'indirizzo della casa di Moggi al mare.

Ed ancora, il numero di cellulare di Punghellini (con relativo codice IMEI E IMSI).

Per non farsi mancare nulla, il domicilio di Mazzei, Gambelli e Penta.

Ed infine, il numero di cellulare di Abete.


Repubblica ha poi pubblicato una nuova versione dei verbali, ripulendoli probabilmente da alcuni dati sensibili.

Ma io ho la versione originale.

Per cui, caro Garante, se ti servono questi originali, fammi un fischio. Oppure, lascia un commento a questo post.

La barzelletta del giorno


(Il cervello di San Massimo da Appiano)



Moratti a Borelli (verbale pubblicato oggi sui giornali)

«Non ho mai dato alcun mandato a Tavaroli per redigere un dossier sull'arbitro De Santis né ho mai visto alcun documento in merito. Ho appreso solo dalla lettura dei giornali dell'esistenza del dossier Ladroni e mi sento di escludere che un simile mandato possa essere stato dato da Facchetti».


Moratti a Beccantini (La Stampa - 22/9/2006), in risposta all'osservazione "eppure faceste pedinare l'arbitro De Santis".

«È ormai un episodio di dominio pubblico. Le rispondo come risposi a Claudio Sabelli Fioretti: un tizio si offrì di farlo. Era in contatto con persone del ministero presso il quale aveva lavorato De Santis. Potevano offrirci delle informazioni. Risultato: zero su tutta la linea. E comunque, c'è un'inchiesta in corso. Meglio attendere gli esiti».

Moratti a Claudio Sabelli Fioretti (Magazine del Corriere della Sera - 31 agosto 2006), in risposta alla domanda "metteste sotto sorveglianza l'arbitro De Santis?"

«Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla».

Petrucciopoli

Pierluigi Ronzani, il presidente della Camera di Conciliazione del Coni fino all'agosto scorso, il 7 novembre è stato interrogato dai pm Beatrice e Narducci, titolari dell'inchiesta su calciopoli: "La Camera di Conciliazione ha trattato anche le vicende relative alle società Lazio, Juve, Fiorentina e Milan e per quanto riguarda queste vicende non vi sono state pressioni o comunque indicazioni o suggerimenti quanto alle determinazioni che avrebbe voluto adottare l'organo da me presieduto". Ronzani ammette invece pressioni per aiutare Franco Carraro: "Io mi trovavo a Roma, in albergo, e si presentò da me il presidente Petrucci, il quale nell'ambito di un contesto più generale volle affrontare il discorso riguardante Carraro. Disse che riteneva che un organo del Coni, ovvero la Camera di conciliazione, non potesse giudicare circa la posizione di un membro della giunta Coni. Suggeriva pertanto di adottare una decisione di incompetenza poichè secondo il suo parere la posizione di Carraro doveva essere trattata innanzi al Tar Lazio. Replicai dicendo che non accettavo suggerimenti o indicazioni esterne, tanto più da una persona che ritenevo non avesse sufficiente preparazione giuridica. È vero che ad un certo punto volarono pure parole grosse, ma questo avvenne perchè Petrucci continuamente denigrava la mia persona e strumentalizzava la mia malattia sostenendo in giro che non ero più capace di poter presiedere la Camera di conciliazione. Quando adottammo la decisione deliberammo di annullare la diffida che era stata comminata dalla Caf a Carraro e dichiarammo la nostra incompetenza quanto alla pena pecuniaria".
Ronzani avanza anche dubbi su alcune decisioni del Tar Lazio: "Al termine della stagione 2005-'06, la Camera di conciliazione aveva confermato la retrocessione del Messina a causa dell'assenza dei requisiti della Noif. Analoga decisione avevamo adottato per la Torres. I nostri lodi furono impugnati innanzi al Tar del Lazio che diede ragione ai ricorrenti, che dunque evitarono la retrocessione. Rimasi perplesso perchè ritenevo che il nostro lavoro fosse stato giuridicamente ineccepibile, avendo riscontrato numerose irregolarità contabili. La nostra decisione venne ferocemente contestata dai tifosi del Messina e io stesso fui oggetto di gravi intimidazioni, anche con telefonate minatorie pervenute presso il mio studio a Roma"

Restituiamo la Coppa Zaccone

Sono indignato. Schifato. Disgustato. Deluso. Incazzato.
Non è possibile che la nuova, pulita e simpatica Juventus continui ad intrallazzare con Luciano Moggi.
Non è possibile che la nuova, pulita e simpatica Juventus subisca ancora la nefasta influenza di Luciano Moggi a tal punto da bloccare il trasferimento di Nocerino alla Fiorentina.

Dobbiamo riaprire la pagina dell'espiazione delle nostre colpe.

Restituiamo la Coppa Zaccone.

Pago io il DHL

Mittente: I Birigenti
Indirizzo Mittente: Palazzina occupata abusivamente di Fermo Ferraris
Destinatario: San Massimo da Appiano
Indirizzo destinatario: Via Durini - Ufficio patenti e passaporti

martedì 18 dicembre 2007

Luciano Moggi, Ju29ro


Le telefonate con Alessio Secco.

È Moggi a chiamare. Alle 19 e 38 del 10 aprile.

Moggi: "Stà a sentire... adesso tè devi fà 'na cosa".

Secco: "Sì".

M.: "Devi dire che sembrano assurde tutte le critiche rivolte a Deschamps. Siamo primi in classifica e abbiamo avuto diecimila infortuni".

S.: "Certo".

M.: "L'allenatore ha fatto bene. L'allenatore resta con noi. L'allenatore praticamente ha la fiducia dei giocatori. Fallo... Fallo questo perché...".

S.: "Certo".

M.: "Vogliono crearci dei problemi".

S.: "Ok. Ok. Va bene".

M.: "Mi fai questo qui che è la cosa più importante".

S.: "Va bene. Va bene".

Luciano si sente proprio bianconero dentro. Lo si capisce da come si esprime: siamo primi, abbiamo avuto diecimila infortuni, l'allenatore resta con noi, vogliono crearci dei problemi.

Dry invece sembra un bambinello che va a catechismo.

Intelligenza


Gabetti è in riunione con John El Kann.

Ad un certo punto della riunione, Gabetti spiega a John El Kann quanto sia importante circondarsi di persone intelligenti.

John El Kann chiede a Gabetti come faccia a giudicare se una persona sia intelligente o meno.

"Lo capisco facendo la domanda giusta", risponde Gabetti. E aggiunge: "te lo dimostro".

Gabetti prende il telefono e chiama Marpionne.

"Rispondi a questa domanda: tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino; questo bambino non è né tuo fratello né tua sorella. Chi è?"

Immediata la risposta: "sono io!".

Gabetti attacca la cornetta e dice: "hai capito John?".

"Sicuro. Grazie. Farò anche io così".

Al rientro nel proprio ufficio, John decide di mettere alla prova Rien ne va plus.

Lo chiama e gli dice: "ascolta, Rien, puoi rispondere a una domanda?"

"Mais oui, cosa vuoi sapere?"

"Tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino. Ma questo bambino non è né tuo fratello né tua sorella. Chi è?"

Rien ne va plus ci pensa un po', poi imbarzzato dice: "oh parbleu, ci devo riflettere; ti chiamo più tardi".

Rien ne va plus convoca subito una riunione urgente del comitato sportivo in Fermo Ferraris.

Ma nessuno riesce a trovare la risposta giusta.

Rien ne va plus propone allora al comitato di sentire il parere di un grande amico, San Massimo da Appiano. Ma anche San Massimo da Appiano non riesce a risolvere l'arcano.

Allora, Rien ne va plus chiama al telefono un altro grande amico, il Candido della Foxy. Gli spiega la situazione e pone la domanda: "Tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino. Ma questo bambino non è né tuo fratello né tua sorella. Chi è?"

Immediata la risposta del Candido della Foxy: "Sono io!".

Sollevato, Rien ne va plus chiama subito John.

"Ho la risposta alla tua domanda! So chi è il bambino.! E' il Candido della Foxy".

E John, disgustato: "Cretino, è Marpionne".

Il sonetto del Mago

Chi si è difeso, vince coppe financo in Giappone
Chi ha gli El Kann, vince solo la Coppa Zaccone