Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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lunedì 3 marzo 2008

I Presidenti sulla Champions



Cobolli&Gigli in esclusiva a RaiSport: "andremo sicuramente in Champions. Non voglio neppure pensare al contrario. E' vero che sentiamo il fiato sul collo della Fiorentina. Al Milan auguro tanta gloria in Coppa".

Giusto lanciare un messaggio di ottimismo e fiducia.
Però. Esageruma nen (come disse Zaccone a chi gli chiedeva delucidazioni sulle possibilità della Juve di restare in Serie A) con i "sicuramente".
Perché a forza di non mettere la firma sul secondo posto ci stiamo avvicinando pericolosamente ai confini della Zona Champions.

A proposito di Champions.
Immagino che prima di augurare tanta gloriia al Milan i nostri solari e gemellari presidenti abbiano studiato bene il regolamento (magari assieme ai loro esperti colleghi del Comitato Sportivo).
E abbiano attentamente verificato che un Milan che si piazzi fuori dalla zona Champions in campionato e vinca la Coppa non implichi che la quarta classificata debba partecipare alla Coppa Uefa.

Sarebbe oltremodo spiacevole essere costretti a disdire tutte le prenotazioni per Roma 2009 a causa di un quiquoqua augural-regolamentare.

mercoledì 27 febbraio 2008

Pinoli e Stanzini


L'esimio collega Prof Trillo ha commentato da par suo le illuminate dichiarazioni di SpuTotti sulla Juve («cambiano gli uomini, ma la società è sempre la stessa; oggi ci troviamo a dover leggere che una società si lamenta degli arbitri con lettere agli organi preposti, quando solo qualche anno fa dirigenti della stessa squadra chiudevano nello stanzino il direttore di gara»), ricordando le allegre avventure di un Pinolo (puponesco) dentro uno Stanzino (pubico).


Per non essere da meno del collega, mi voglio occupare anche io di Pinoli e Stanzini.

Pinoli romani, ma non puponeschi.

Stanzini anali, non pubici.


In questi giorni mi sono chiesto come mai di punto in bianco i cirigenti, dopo mesi e mesi di letargo, si siano improvvisamente svegliati e si siano messi a protestare, con dichiarazioni e lettere solari, per i danni irreversibili (tangere pallorum, cui potest; cui non potest, tangere appropinquorum) causati dalle decisioni arbitrali.

Mi sono anche chiesto come mai LuckyLuke, l'amichetto della Vergine della Bicocca (che non è Afef) e dello scarparo marchigiano in salsa violacea, invece di continuare a stare in silenzio manovrando nell'ombra (e meritandosi i complimenti di Blatter), sia sceso prepotentemente in campo a sostegno delle proteste cirigenziali.


La risposta che mi sono dato è che cirigenti&co inizino a temere, vedendo le ripetute perle arbitrali e considerando quali sono i rivali per l'accesso in Champions (la Roma di Geronzi; il Milan di Berlusconi; la Fiorentina di Della Valle), che il Palazzo stia preparando qualche bello scherzetto alla solare società bianconera.
Tutta questa agitazione si spiega quindi in modo molto semplice.
Ci sono Pinoli che vanno e Pinoli che vengono.
Ci sono Stanzini (anali) visitati più e più volte e Stanzini (anali) che rischiano di essere visitati nel prossimo futuro.

Penso infatti che Cobolli&Gigli si siano finalmente resi conto di aver ricevuto tempo fa la visita (prolungata) del Pinolo di Vocalelli. A Cobolli&Gigli vorrei però far notare che quello di Vocalelli non è l'unico Pinolo che si è recato in visita da loro. Con tutto l'andirivieni che c'è stato da giugno 2006 in avanti, nel loro Stanzino (anale) si posteggia tranquillamente una Smart.
Per quanto riguarda LuckyLuke, penso stia semplicemente cercando di evitare che alla fine della fiera un Pinolo di rimbalzo si rinchiuda nel suo Stanzino (anale).

martedì 5 febbraio 2008

E dopo due giorni di tormenti...


(Un incazzato ed astuto presidente)


... la gran replica della Juventus nella persona dell'ex direttore generale di Benissimo Neonato.

«In un momento come questo sono più che mai convinto che il silenzio sia d'oro per persone con ruoli così importanti come il mio e quello di Moratti – ha spiegato il grande esperto di reflussi e colichette – Se mi si chiede di commentare la frase "banda di truffatori" allora dico che la Juventus lo scudetto del 2002 lo ha vinto sul campo e non capisco perché ingiuriare il tecnico di quella squadra, Marcello Lippi, che è anche il c.t. campione del mondo in carica, oltre a giocatori come Buffon, Del Piero, Ferrara, Birindelli o Pessotto che ne facevano parte».
Certo che due giorni di tormentate riflessioni (replico o non replico? e se replico, come faccio a non offendere il mio amico Infinito Moratti?), potevano produrre una reazione un po' più decisa. Ma le palle, uno, se non ce le ha, mica se le può attaccare...

E se non ci fossero state centinaia di email di ju29ri incazzati neri, non ci sarebbe stato neanche questo petto di reazione.
PS1 Tutti i 29 scudetti della Juve sono stati vinti sul campo, non solo quello del 2002

PS2 nel 2002 c'erano anche Birindelli, Nedved e Trezeguet. Chissà se Cobolli e Gigli lo sanno?

venerdì 4 gennaio 2008

27 + 36. 29 + 9

Oggi i gemelli compiono 27 + 36 anni.
Speriamo che sia l'ultimo compleanno da biade presidenziale (alla Juve, perché se vogliono andare a fare danni aliunde...)

Io invece, da Ju29ro, festeggio i 29 + 9

martedì 11 dicembre 2007

Conati di vomito (2)


L'ex direttore generale di Benissimo Neonato si è confessato al Corriere dello Sport.

Ecco alcune perle tratte dall'INTERvista pubblicata il 7 dicembre.


Si guardi alle spalle, presidente, e ripercorra i diciotto mesi di presidenza Juve. Cosa pensa?

«Penso che ce l'abbiamo fatta. A posteriori ab­biamo tutti analizzato che non era affatto sempli­ce accettare la B - e il direttore Vocalelli ricor­derà quanto ne abbiamo parlato anche con lui ­e risalire subito da quel campionato alla serie A. Abbiamo ricoagulato una squadra e mantenuto i nostri grandi campioni - quelli che io chiamo i grandi fedeli - innestando su questi altri gioca­tori importanti e i giovani, che saranno sempre più il nostro futuro».


Il popolo bianconero è molto esteso: avete ereditato anche questo grande patrimonio pren­dendo il timone societario della Juventus. Come avete visto cambiare la gente durante questo anno e mezzo? Quanti vi hanno seguito, quanti si sono rivelati critici o addirittura nostalgici?

«Quando con Blanc ereditai la Juve ci siamo subito resi conto che prendevamo in mano una struttura forte. Alcuni dipendenti non avevano neanche metabolizzato la B. Abbiamo superato tante difficoltà, non solo a livello sportivo, ci so­no state situazioni che ci hanno colpito molto an­che a livello umano. Il 29 giugno dell'anno scor­so sono diventato presidente e il primo luglio so­no sceso nel mezzo di una manifestazione spon­tanea di tifosi che finiva sotto la sede: erano de­cine di migliaia di persone che non avevano ca­pito cosa stesse accadendo. C'era una sete di colpevolismo forte nei nostri confronti. Anche il commissario straordinario Rossi aveva quasi espresso sentenze prima che cominciasse il pro­cesso sportivo. Abbiamo deciso di prendere la B, ricordo bene le molte telefonate, anche con il di­rettore Vocalelli: insomma abbiamo capito, an­che grazie a chi ci è stato vicino, che ogni tanto bisogna mandare giù un calice. Ci hanno tolto due scudetti. Eravamo titubanti noi, figuriamo­ci i tifosi: resta il fatto che per tutto il popolo ju­ventino, noi compresi, nel cuore gli scudetti so­no 29, legalmente sono due di meno».


Oggi che clima si respira tra i tifosi?

«Tutto quello che abbiamo da allora ce lo sia­mo meritato e i tifosi sono più concentrati sulla squadra. A Torino giro spesso, non sapete che piacere mi danno i giovani che sono solidali e mi dicono: andate avanti così. Tra quelli di mezza età c'è comprensione ma magari non sempre condivisione completa. Sono i vecchi juventini quelli più rancorosi: ti dicono di andare al Tar, al Tas e non so dove. Per me quello della B è un capitolo archiviato in 110 anni di gloria».


Ci parli di Ranieri.

«Siamo molto contenti. E siamo stati fortuna­ti a trovare uno così dopo Deschamps. Lui si de­finiva già in Inghilterra il pensatore: perché mo­dellava la sua squadra sulle caratteristiche del­le avversarie. Per esempio il tridente con la Ro­ma per noi fu una sorpresa: una graditissima sorpresa».


Lippi e la Juve potranno rincontrarsi?

«Non è un più un mistero che lo cercammo una volta perso Deschamps. Non era il momen­to giusto. Lippi è un grandissimo tecnico, ma è ormai chiaro che abbiamo preso strade diverse. Ranieri è nel nostro progetto e Ranieri vuol di­re tutto un suo staff qualificato».


Andiamo al campionato. Gli arbitri non sono stati teneri con la Juve...

«Sono successi fatti oggettivi. E io, che per carattere non sono un mite ma amo i rapporti sereni, dopo Napoli ho dovuto par­lare. L’ho fatto avendo trovato un presiden­te signore, De Laurentiis , che davanti a tut­ti mi ha dato la mano e si è scusato, quan­do lui di cosa doveva scusarsi? Non credo ad una volontà precisa. Credo che dovendo de­cidere velocemente negli arbitri sia passa­to l’involontario pregiudizio di decidere contro la Juve che in passato era stato spes­so agevolata. E poi io questo neanche so se è vero. Comunque andiamo avanti. Perché è giusto dire le cose, ma è inutile lamentar­si a lungo».


A proposito di Inter, ci dice cosa rappre­senta per lei oggi Ibrahimovic. Magari un rimpianto su cui un giorno provare a tor­nare?

«Ibrahimovic ho fatto di tutto per non farlo andare via e questo lo ricordo in ma­niera molto distinta. Ricordo una notte con me, Blanc, il ds Secco, il giocatore e il suo procuratore, abbiamo fatto tutto il possibi­le ma lui voleva andare via. Può esserci un rimpianto sportivo, ma il capitolo è chiu­so».


Nelle fortune nerazzurre Zlatan sembra molto decisivo. Avete provato, siete stati tentati dall'idea di darlo all'estero per non rivederlo da avversario in Italia?

«Non sono un tifoso dell'Inter, ma a ma­lincuore devo dire che Ibrahimovic gioca molto bene e per loro è davvero importan­te. Posso dire che la società nerazzurra è in assoluto quella che ci ha fatto l'offerta mi­gliore. E lo abbiamo dato a loro, perché avevamo capito che Ibra voleva andarse­ne, era molto determinato in questo senso».


Prima abbiamo affrontato il discorso de­gli arbitri. A capo della struttura arbitrale c'è Pierluigi Collina che per i tifosi juven­tini non evoca proprio dolci pensieri...

«Da tifoso juventino quando penso a Col­lina penso ad una giornata in cui pioveva talmente tanto che probabilmente non si sarebbe dovuto giocare. Da presidente di­co che era giusto mettere un professionista a capo di una classe arbitrale giovane: Col­lina merita fiducia e gli arbitri vanno la­sciati tranquilli».


Ogni tanto si insinua il dubbio che la fa­miglia Agnelli possa staccarsi dalle vicen­de della Juve. È verità o c’è un po’ di favo­la dentro questa ipotesi?

«Rispondo che nulla è impossibile, ma mi pare altamente improbabile. John Elkann è venuto di recente, abbiamo chiacchierato della Juve, partecipava con entusiasmo a discorsi e progetti. La Juve è un investi­mento importante per la famiglia Agnelli. Certo, deve funzionare: e questo dipende da Blanc e da me».


Passiamo al mercato. A giugno è lecito aspettarsi un grande colpo? Un Ronaldinho, tanto per individuare il target?

«I super campioni non sono esattamente i giocatori che cerca la Juve: quel che conta è inserirsi nel progetto. Noi rinforziamo la struttura della squadra facendo un discorso di ragnatela, di maglia. Non è detto che tutti i top player sappiano inserirsi».


Ma lei ricorda quando l'Avvocato chiamava e diceva...ho comprato Platini?

«Come no. Ma di Avvocato ce ne è stato uno, come c'è stato anche un solo Dottore. I tempi sono cambiati».

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L'esperto di biberon e tettarelle ha sentito la necessità di ribadire più volte che è tifoso della Juventus, che non è tifoso dell'Inter, che fa parte del popolo juventino...

Non vi ricorda qualcuno?

Ma si. Proprio lui.

Il papà di Oceano. Colui che si è presentato a Villar Perosa indossando una maglia della Juve.

E non vi ricorda qualcun altro?

Ma si. Proprio lui.

Lo zio di Oceano. Colui che si è tatuato il simbolo della Juve sul braccio (probabilmente le chiappe erano ancora un po' doloranti...).

Avete mai visto l'Avvocato o il Dottore comportarsi così?

No, eh? Chissà come mai?!


L'esperto di pappette e pannolini ci fa comunque capire come l'amaro calice (per noi, non certo per lui ed il suo gemello) sia stato un gentile regalo di persone a lui vicine...


L'esperto di carrozzine e passeggini riesce poi ad auto-contraddirsi nella medesima risposta. prima dichiara che "la Juve è un investi­mento importante per la famiglia Agnelli". Poi aggiunge che la Juve "deve funzionare: e questo dipende da Blanc e da" lui. Ma se la Juve fosse davvero un investimento importante per la famiglia Elkann (che non è la famiglia Agnelli) non sarebbe certo stata affidata a dei Birigent similii!


Ma l'esperto di reflussi e colichette raggiunge l'apoteosi quando si mette a discettare di mercato. Prima, ammette che "i super campioni non sono esattamente i giocatori che cerca la Juve". Già, la Juve dei Birigenti preferisce i super bidoni (a caro prezzo, se possibile). Poi, la dichiarazione illuminante: "noi rinforziamo la struttura della squadra facendo un discorso di ragnatela, di maglia". Ecco, ragnatela è la parola chiave. Perché con questi Birigenti la nostra sala dei trofei sarà pian piano invasa da ragnatele e polvere.

venerdì 12 ottobre 2007

I gemelli appena avvistati in centro a Milano

Forse stanno andando a trovare i loro cari amici di Via Solferino, media e commercial partner della Juve.
Comunque, non c'è da stupirsi che i gemelli siano avvistati a Milano.
Hanno tanti amici qui. Non solo i media e commercial partner. Anche le vergini immacolate di Via Durini.
E poi, a dirla proprio tutta, i gemelli abitano a Milano. E non vanno certo a Torino, nella palazzina occupata abusivamente, tutti i giorni della settimana.
Ma il loro disturbo per la trasferta è ben remunerato: 734.000€, come da bilancio Juve al 30 giugno 2007.

giovedì 26 luglio 2007

Una sentenza "Cobolli & Gigli" style

"La McLaren Mercedes era in possesso di informazioni confidenziali ed è pertanto in violazione dell'articolo 151/C del codice sportivo internazionale"

ma

"ci sono prove insufficienti che queste informazioni siano state usate in tale modo da interferire in modo scorretto con il campionato mondiale di F1. Pertanto non è prevista alcuna penalità".

Non vi ricorda qualcosa?

A me ricorda

"il ricorso era molto motivato"

ma
"non sarebbe mai stato accolto"
Divagazioni calcistiche a parte, sono solo felice che la Ferrari e Lucaluca Liberaebella se lo siano presi in quel posto.

martedì 17 luglio 2007

Sindrome di Cobolli & Gigli a Vibo Valentia

Il povero San Bruno non avrebbe mai immaginato che sarebbe finito in «quota Rutelli» né San Francesco da Paola in «quota Loiero ». Ma così è andata. E alla fine, fallito il miracolo di instillare in certi politici il senso del ridicolo, un compito superiore perfino alle loro forze, i due santi si sono ritrovati lottizzati: vigileranno sulla provincia di Vibo Valentia insieme. Uno come protettore, l'altro come patrono.

mercoledì 27 giugno 2007

Il piccolo Jean-Claude è cresciuto. Parola di papà Giovanni


Secondo Giovanni Cobolli & Gigli "Blanc è diventato grande, nel senso che ha imparato ed è quindi perfettamente in grado di portare avanti il lavoro con la sua struttura"

mercoledì 30 maggio 2007

Preoccupanti silenzi



Sono preoccupato. Per il secondo giorno consecutivo C&B non hanno parlato

venerdì 25 maggio 2007

Cobolli & Gigli avvistati in Via Montenapoleone


Cobolli & Gigli sono stati avvistati in Via Montenapoleone.

Dopo un caffé corretto vecchia da Cova, si sono separati.
Cobolli si è diretto verso via Turati. Gigli, invece, ha preso un taxi per Via Durini

venerdì 18 maggio 2007

La nuova Juve. Poche parole. Tanti fatti


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La giornata tipo di una società gestita "ad minchiam"


Ore 7.50: Cobolli: "Lo scudetto l'anno prossimo è un imperativo categorico"

Ore 8.00: Gigli: "Competitivi in 5 anni".

Ore 8.05: Sant'Albano: "3 anni per tornare quelli di una volta".

Ore 8.10: Buffon: "Resto alla Juve".

Ore 8.30: Martina: "Buffon non ha ancora deciso"

Ore 8.45: Lapo: "Moggi, Giraudo e Bettega mi ricordano Caino e Babele. Occhiali, occhiali. Sono belli i miei occhiali"

Ore 9.00: Secco: "Vicini a chiudere per Frings".

Ore 9.01: Il Werder annuncia il rinnovo di Frings.

Ore 9.15: Gigli: "Complimenti all'Inter".

Ore 9.30: Deschamps: "Non ho preclusioni verso Bojinov".

Ore 9.31: Bojinov non prende parte agli allenamenti perchè deve portare l'auto del tecnico all'autolavaggio.

Ore 9.45: Blanc: "Competitivi in 3 anni".

Ore 9.47: Lapo: "Senza Moggi e Giraudo finalmente vinceremo sul campo. Alex, vuoi un paio di occhiali?"

Ore 10.00: Tardelli rilascia un'intervista al vetriolo contro Secco.

Ore 10.30: Tardelli smentisce.

Ore 10.40: Gigli: "Noi siamo simpatici".

Ore 10.45: Cobolli: "Essere simpatici non mi interessa".

Ore 11.00: Sant'Albano: "Torneremo quelli di una volta in 4 anni".

Ore 11.20: Buffon: "Resto se si punta allo scudetto subito".

Ore 11.25: Gigli: "Lo scudetto è un sogno".

Ore 11.30: Cobolli: "Lo scudetto è un dovere morale".

Ore 11.35: Deschamps: "Lo scudetto è un'utopia".

Ore 11.40: Nedved: "Niente scudetto? Mi ritiro".

Ore 12.00: Legrottaglie: "Guzman mi ha indicato la retta via".

Ore 12.10: Trezeguet: "Voglio restare alla Juve".

Ore 12.15: Trezeguet rifiuta il rinnovo contrattuale.

Ore 12.25: Gigli: "Rinnovo i complimenti all'Inter".

Ore 13.00: Deschamps: "Ho parlato con Secco, nessun problema con la società, c'è la volontà di confermarmi".

Ore 13.05: Secco contatta telefonicamente Lippi per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.10: Secco contatta telefonicamente Prandelli per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.15: Secco contatta telefonicamente Rossi per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.20: Secco contatta telefonicamente Colantuono per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.25: Secco contatta telefonicamente Iachini per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.30: Secco contatta telefonicamente Guidolin per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.35: Secco contatta telefonicamente Mazzarri per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.40: Secco contatta telefonicamente Spalletti per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.45: Secco contatta telefonicamente De Canio per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.50: Secco contatta telefonicamente Ivo Iaconi per proporgli la panchina della Juve.

Ore 14.30: Secco: "Deschamps resta, mai contatto nessuno per sostituirlo".

Ore 14.45: Consegnato un fascicolo sulla Juve alla Procura di Napoli.

Ore 14.50: Borrelli annuncia l'apertura di un'inchiesta sulla Juve sulla base di intercettazioni telefoniche di Secco.

Ore 14.55: Secco si discolpa: "Io chiamavo la mamma".

Ore 15.00: Cobolli sulla nuova inchiesta: "Lotteremo in tutte le sedi per difendere la Juve"

Ore 15.01: Del Piero: "Io questa frase l'ho già sentita".

Ore 15.02: Nedved: "Pure io, basta, mi ritiro".

Ore 15.20: Buffon: "Resto se c'è un progetto serio".

Ore 15.30: Deschamps ribadisce: "Nessun problema con Bojinov".

Ore 15.31: Bojinov non partecipa all'allenamento pomeridano in quanto deve portare a passeggio il cane del tecnico di Bayonne.

Ore 15.40: Cobolli sul nuovo processo a danno della Juve: "Tranquilli, assumeremo il miglior avvocato possibile".

Ore 15.45: Zaccone nominato da Gigli difensore della Juve nel nuovo processo.

Ore 15.45: Blanc: "40 milioni per il mercato".

Ore 15.55: Sant'Albano: "I 105 milioni saranno investiti per rafforzare la squadra".

Ore 16.45: Secco: "Vicini a chiudere per Iaquinta".

Ore 16.46: Iaquinta al Milan.

Ore 17.00: Il procuratore di Deschamps: "Deschamps non gode della fiducia della società".

Ore 17.30: Cobolli torna a parlare del nuovo processo: "Disposti a tutto per la Juve, andremo anche al TAR se necessario".

Ore 17.35: Gigli: "Non andremo al TAR".

Ore 17.50: Gigli: "Questa stagione in B è un bagno di umiltà, redimeremo tutti i nostri peccati".

Ore 18.00: Legrottaglie: "Amen".

Ore 18.10: Buffon: "Resto alla Juve se avrò le motivazioni giuste".

Ore 18.20: Montali: "Ci penso io a motivare Buffon. Sono nel CDA per questo... O no?".

Ore 18.35: Secco: "Siamo ad un passo da Almiron".

Ore 18.36: Almiron al Manchester United.

Ore 19.10: Sant'Albano: "Competitivi sin da subito".

Ore 19.30: Secco: "Vicini a Mazuch".

Ore 19.31: Cobolli: "Mazuch? Non lo conosco".

Ore 19.32: Mazuch alla Fiorentina.

Ore 19.45: Buffon: "Resto alla Juve al 50%".

Ore 19.55: Sant'Albano: "Competitivi in 2/3 anni".

Ore 20.00: Tutti a cena, tranne Bojinov, costretto da DD a fare da cameriere.

Ore 20.45: Cobolli: "Niente di importante da dire, ma non facevo sentire la mia voce da più di un'ora".

Ore 21.00: Buffon: "Forse resto, forse me ne vado".

Ore 21.30: Secco: "E' fatta per Mavuba".

Ore 21.31: Mavuba rinnova con il Bordeaux.

Ore 21.45: Blanc: "Deschamps resta".

Ore 21.50: Cobolli: "Deschamps è confermato".

Ore 21.55 fino alle 23.00: Secco riprende il suo giro di telefonate.

Ore 22.45: Gigli: "Potevamo finire in C, abbiamo fatto il possibile".

Ore 22.50: Cobolli: "Nessun illecito, è stato un processo farsa".

Ore 23.05: Secco: "Deschamps confermatissimo, nessun dubbio al riguardo".

Ore 23.15: Secco: "Stiamo trattando Chivu".

Ore 23.16: Chivu: "Mai alla Juve".

Ore 23.20: Secco: "Vado a letto, meglio".

Ore 23.25: Cobolli: "Buonanotte a tutti".

Ore 23.30: Gigli: "Buonanotte a tutti e complimenti all'Inter".

Ore 23.35: Buffon: "'Notte, forse resto alla Juve pure l'anno prossimo".

Ore 23.48: Blanc: "Vado a letto, mi risveglierò tra 4 anni, quando saremo di nuovo competitivi".

Ore 23.59: Chiude la giornata Deschamps: "Buonanotte a tutti, tranne che a Bojinov".

martedì 8 maggio 2007

Dalla compattezza della Triade al kaos della Multiade


Piccolo bignami sulla Multiade

Blanc 1: «Per rifare una squadra forte come quella dello scorso anno serve un lavoro di almeno 5 anni».

Blanc 2: «L’obiettivo sarebbe un piazzamento nelle prime quattro, per partecipare alla Champions, ma non ci metterei la firma, perché penso che possiamo fare anche di meglio. Potremmo già lottare per lo scudetto con gli uomini e lo spirito giusto».

Blanc 3: «La mia Juventus sarà da scudetto. Tre grandi rinforzi, Buffon resta. Col cuore dico: possiamo farcela subito. Investiremo grandi cifre, più di 40 milioni di euro».

Secco 1: «Buffon rientra nei sogni non solo di Mancini. Premesso che la Juve non lo vende, i 40 milioni di euro potrebbero servire per una comproprietà...».

Secco 2: «Buffon? Avevo fatto in una intervista a Sky la premessa che è incedibile, poi il giornalista mi ha parlato di 40 milioni e io ho fatto la battuta che si poteva pensare di comprarne la metà per quella cifra. Da li si è detto che era sul mercato».

Cobolli (o Gigli) 1: «Vincere lo scudetto 2007-2008 è per noi un obbiettivo categorico».

Cobolli (o Gigli) 2: «L’anno prossimo puntiamo ad una stagione dignitosa con la conquista di un posto in Europa».

venerdì 4 maggio 2007

Cobolli (o Gigli): Buffon non andrà via per nessun motivo


"Galliani mi ha chiesto se proprio non voglio vendere Buffon - ha commentato a margine dell'assemblea di Lega - Io gli ho risposto che lui non andrà via per nessun motivo".

venerdì 6 aprile 2007

Fantarvista a Cobolli e Gigli - Il Mago di Ios

1. Quanti sono gli scudetti della Juventus?
C: Direi 29, ma devo sentire cosa ne pensa Gigli.
G: Non più di 27. Così finalmente Christian Rocca non mi scasserà più con le sue domande importune.

2. Un giudizio su Guido Rossi:
C: Guido chi? L’ultra interista che ha assegnato lo scudetto all’Inter? Ahhhiaa! Gigli, mi fai male!
G: Ha lavorato bene.

3. Ritenete che la Juventus abbia ricevuto una sanzione congrua?
C: La Juventus non ha commesso alcun illecito, dalle risultanze delle sentenze sportive non emerge una sola partita comprata o venduta. A mio avviso c’è solo un comportamento censurabile dal punto di vista dell’etica. Per cui la dura sentenza nei confronti della Juve è del tutto sproporzionata a quanto successo. Ed infatti noi abbiamo sempre puntato ad una Serie A con penalizzazione. Confermo quindi il pensiero che avevo espresso dopo il primo grado giudizio: “sono Incaz­zato, è inaudito, ci aspettavamo una sentenza più equilibrata”.
G: Serie A con penalizzazione? Ma non hai sentito Zaccone? La pena è congrua e la Juventus ha definitivamente girato la pagina della espiazione delle proprie colpe. Abbiamo ottenuto quanto chiesto dai nostri avvocati. Lo ha riconosciuto anche San Dulli. Ed è un successo di cui siamo giustamente orgogliosi. Ricordiamoci che Palazzi aveva chiesto l’assegnazione ad una serie inferiore alla B. A questo proposito, vorrei ringraziare ancora una volta Zaccone e Michele Briamonte (avvocato dello Studio Grande Stevens, che da dietro le quinte ha contribuito al risultato ottenuto).

4. Il ricorso al TAR, prima presentato e poi ritirato, continua a far discutere i tifosi. Un commento conclusivo sulla vicenda?
C: Il ricorso era molto motivato. E l’abbiamo presentato nell’interesse dei nostri straordinari tifosi, dei nostri azionisti, della società e naturalmente del campionato di calcio.
G: Non sarebbe mai stato accolto. Ed inoltre non volevamo creare altri problemi al calcio italiano. Ecco perché abbiamo deciso di ritirare il ricorso.

5. Quanto tempo ci vorrà per rivedere una Juve vincente?
C: Poco. Già il prossimo anno lo scudetto sarà un imperativo categorico.
G: Ma smettila di dire str… Per tornare (forse) competitivi ci vorranno almeno cinque anni. L’anno prossimo puntiamo ad una stagione dignitosa con la conquista di un posto in Europa.

6. Il 20 aprile si terrà l’assemblea degli azionisti. Cosa vi aspettate?
C: Mi auguro che sia più breve di quella di ottobre. Alla fine ero distrutto.
G: Voglio proprio vedere se si presenteranno di nuovo tutti quei rompiballe. E non mi riferisco ai disturbatori di professione ma a quei tifosi che hanno persino osato chiedere le mie dimissioni.

7. Cosa ne pensate delle difficoltà di Capello a Madrid?
C: Non sono dispiaciuto.
G: Non sono contento.

8. Tra tutte le trasferte di quest’anno, quale ricordate con maggior piacere?
C: Quella di Caltagirone. Non c’è dubbio.
G: Oltre a Caltagirone, ricordo con simpatia la trasferta con l’Albino Leffe. Che nessuno di noi due ha visto. Perché io sono andato allo stadio di Albino, Cobolli a quello di Leffe, ma la partita si giocava a Bergamo.

Magazine Bianconero
http://www.magazinebianconero.com/Sandulli.php
Pubblicato Venerdì 6 Aprile