Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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giovedì 25 febbraio 2010

Progetti&Scudetti, Capanna&Susanna


Il tennista l'anno scorso,
dopo tanti infortuni,
fece un grande bel discorso,
con dei toni inopportuni.

Io so fare proprio tutto.
Me ne faccio grande vanto.
Metto il naso dappertutto.
E guadagno pure tanto.

Con quel tono un po' invadente
e l'accento alla Clouseau
si sentiva un gran vincente,
ma non è il Roland Garros.

Questa storia dei malanni
oramai dovrà finire.
Sono troppi questi danni,
or mi tocca intervenire.

Prendo in mano la questione
e mi metto ad indagare.
Tengo già la soluzione,
tutto faccio sistemare.

Il tennista savoiardo
guarda, pensa, studia, indaga.
E' ben colpa di Riccardo,
lo pensiono senza paga.

Mando via quel dottore,
residuato del passato.
E si torna con furore
tosto in cima al campionato.

Il tennista maledetto
col suo viso da saccente
Vinceremo lo scudetto,
ma Ranieri è ben perdente.

Caccio pure quel cantante,
molto meglio un esordiente.
Non mi serve una badante,
sono un grande dirigente.

E che dire di Capanna?
Non c'ha manco il patentino.
Mentre canto "oh Susanna"
prendo Neri e poi Gaudino.

Quel che dico poi lo faccio,
ora tutto quanto è a posto.
S'avvicina il gran colpaccio,
punteremo al primo posto.

Per finire il compitino,
mancan solo dei campioni.
Tutto gira a puntino,
son già pronti bei milioni.

Diego, Melo e il madrileno,
a Moratti siamo addosso.
Vado avanti come un treno,
e mi prendo pure Grosso.

Ecco fatto lo squadrone,
siam già pronti alla vittoria.
Mi guadagno il guiderdone,
me lo dico con gran boria.

A Pinzolo in piena estate
spunta pure l'ingegnere.
E' un fiorire di cazzate,
non è certo un bel vedere.

Caro Jean, che bel Projetto,
se la ride il damerino.
Caro Jaki l'hai ben detto,
ribadisce il francesino.

All'erede un po' per caso
la giornata va poi storta.
C'è un Nicola ficcanaso,
con domanda nella sporta.

Chiederem quei tricolori,
quelli oggetto del gran ratto?
Qui si torna agli albori,
come mai nessun ha fatto.

Sei secondi di mutismo,
uno sguardo imbarazzato.
Ci s'attende un bel sofismo,
ma l'erede è impanicato.

Cosa cazzo gli rispondo?
Non mi hanno preparato.
Questo colpo è ben profondo,
mica sono l'Avvocato.

Con quel viso molto finto,
la risposta non è a tono.
Gli scudetti che abbiam vinto
noi sappiamo quei che sono.

Ma torniamo un attimino,
dal tennista trionfante.
E lasciamo il principino,
al suo eloquio balbettante.

Le vittorie da ombrellone
son ben cose da sfigati.
Sono fatte di cartone,
lo san pure i neonati.

Pochi mesi son passati
il Projetto è nel pantano.
Gli avversari son scappati,
resterem con nulla in mano.

Ciao a Ciro e Maddaloni,
il distacco è da primato.
Poi arriva Zatteroni,
per salvare il campionato.

Alla fine della fiera,
giunta è l'ora delle somme.
Oramai s'è fatta sera,
a me girano le gomme.

Col francese ed il tennista
resteremo nella fogna.
Siete i primi della lista,
solo vostra è la vergogna.

mercoledì 3 febbraio 2010

Merci beaucoup




Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per le continue figure di merda (cit. da Chiellini). Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per avere battuto quasi tutti i record negativi nella storia della Juventus. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. In cosa consiste il vostro Projetto con l'accento sulla "o"? Nella retrocessione per meriti sportivi, dopo quella a tavolino conquistata con successo nel 2006?

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver gestito con la solita tempestività ed incisività la questione dell'allenatore. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver dimostrato di non avere nemmeno il coraggio e la dignità di esporsi in prima persona. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. Certo, forse è meglio il silenzio di questi ultimi mesi piuttosto che sentir blaterare di projetti con l'accento sulla "i", di uscire dalla crisi con il lavoro, di terze stelle da mettere sulla maglia alla conquista dello scudetto, etc etc. E' però pur vero che il suo triplice ruolo ed il suo triplice compenso implicano anche doveri e reponsabilità (lo stesso dicasi per colui che si illude di prendere il posto di Gianni ed Umberto Agnelli). Prenda esempio dal Suo dirimpettaio Cairo. Le figure di merda (sempre cit. da Chiellini) sono di pari livello, ma almeno lui ci mette la faccia ed i soldi (propri). Lei, né l'una, né gli altri. Chapeau!

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche a Marco Fassone per essere riuscito a portare sponsor di livello come le mele del Trentino. Altro che la Tamoil...

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche ad Alessio Secco per la collezione di bidoni tempestati di brillanti (visti i prezzi) che possiamo esporre in bacheca al posto dei trofei. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti anche a Renzo Castagnini. Mi chiedo se e quando la biade Secco&Castagnini vada in giro ad osservare potenziali bidoni da acquistare, posto che sono sempre allo stadio a vedere le partite della Juventus. Forse però è meglio così, visti i risultati di certe spedizioni a Firenze, Palermo, Brema, Empoli, Siviglia, Lione, La Coruna, etc etc

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) a Giuseppe Gattino per la brillante gestione della comunicazione. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti a Paolo Rossi di Juventus Channel, altro professionista che tutti ci invidiano (memorabile la sua concione in difesa della Nuova Juventus in uno dei tanti teatrini televisivi: "non è vero che la società non ha vinto niente dal 2006, perché il campionato di Serie B è stato STRADOMINATO!").

Merci beaucoup a tutti quanti per aver contribuito a trasformare la Juventus nella brutta (ma molto brutta) copia dell'Inter. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti ai componenti del consiglio di amministrazione (a partire dal Commissario Sant'Albano), ai medici sociali, agli addetti all'apertura delle raccomandate, ai consulenti legali e a tutti coloro che, senza volerlo, mi sono dimenticato di menzionare.

Da inguaribile ottimista, confido comunque ancora che prima o poi abbiate un rigurgito di orgoglio e di dignità e prendiate la prima decisione sensata da tre anni abbondanti a questa parte. Rassegnare le dimissioni e chiedere scusa ai tifosi ed agli azionisti.

martedì 19 gennaio 2010

Forza Bettega


Lo sfascio della Ridentus, dopo tre anni abbondanti di cura Elkann/Trinité, è sotto gli occhi di tutti. Ed ho il fondato sospetto che, se uno potesse vedere e valutare le cose dall'interno, ne verrebbe fuori un quadro ancora più drammatico.

Immagino lo sconforto che deve avere colto Bettega, quando si è reso conto con i propri occhi e con le proprie orecchie degli effetti devastanti dello tsunami John&Jean. Non c'è più organizzazione. Non c'è più cultura del lavoro. Non c'è più spirito di gruppo. Non c'è più applicazione inflessibile delle regole. Ci sono solo macerie, in tutti i settori. Dalla gestione sportiva alla comunicazione. Dal marketing al settore medico. Dallo scouting allo staff tecnico. Dai campi di Vinovo alle “primaverili” (cit).

Questa non è la Juventus. E non a caso, nei nostri articoli parliamo di Ridentus, New Holland FC, Juvinese (o Juvascoli), Newventus, etc.

La nomina di Bobby Gol a vice-direttore generale della Ridentus certifica, ufficialmente, il fallimento del projetto con l'accento sulla "o". Monsieur Trinité, seppur formalmente ancora Uno&Trino (visto che ha conservato tutte e tre le cariche - Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale - che l'eredepercasoaforzadisaltelli ed i suoi tutori gli hanno inopinatamente attribuito), nella sostanza ha subito un forte ridimensionamento, essendo stato costretto a cedere la responsabilità della gestione sportiva (che, per una società di calcio, rappresenta il core business).

La decisione di Bettega di correre al capezzale della Ridentus, accettando di collaborare con coloro che hanno affossato la Juventus, patteggiato il patteggiabile (ed anche il non patteggiabile), denunciato la Triade per infedeltà patrimoniale, etc etc, ha fatto storcere il naso a Luciano Moggi e a diversi tifosi, che accusano in pratica Penna Bianca di collaborazionismo con gli usurpatori.

Devo ammettere di aver sperato io stesso che Bettega opponesse uno sdegnato rifiuto all'offerta che, poco prima di Natale, Monsieur Trinité obtorto collo gli ha fatto. Il motivo è molto semplice. Johnny B Good e Trinité stanno seriamente pregiudicando il futuro della Juventus. Il loro projetto con l'accento sulla "o" è paragonabile ad un cancro, che deve essere debellato, privandolo dei nutrimenti necessari per la sua sopravvivenza e la sua crescita. Senza nutrimento, il cancro muore, soffocando nelle sue stesse scorie. Senza il nutrimento dei risultati sportivi, il projetto con l'accento sulla "o" è destinato prima o poi ad essere gettato nel cestino dei rifiuti. In quest’ottica, avrei sinceramente preferito che l’eredepercasoaforzadisaltelli e Trinité venissero abbandonati al loro destino di perdenti, in modo da lasciarli affogare nel mare dei loro errori. Una stagione disastrosa (questa, la quarta del nuovo corso ridentino) è un prezzo congruo da pagare, a mio modesto avviso, per accelerare al massimo il cestinamento del projetto con l'accento sulla "o". La mia preoccupazione era (ed è) duplice. Da un lato, che Bettega, con la sua indiscussa competenza calcistica, potesse rabberciare un po’ la baracca, rallentando il processo. Dall’altro, che Bettega potesse comunque diventare un utile parafulmine, un comodo capro espiatorio su cui scaricare in futuro le responsabilità di un eventuale (si fa per dire…) fallimento.

Detto questo, l'amore fa (purtroppo, in questo caso) compiere gesti irrazionali. E Bobby Gol, da innamorato perso della Juventus, ha ragionato con il cuore, accettando di collaborare con il nemico.

Da poche settimane, alcune cose sono sostanzialmente cambiate in Fermo Ferraris e a Vinovo, anche se ancora non si vedono risultati concreti (quanto meno, leggendo i tabellini delle partite). Le luci della sede restano accese sino a tarda sera (cosa che, dall’estate del 2006 in avanti, non era mai successa, se non in occasione di qualche CDA), perché c’è qualcuno con la cabeza bianca che, solitario, sta lavorando senza risparmiarsi per cercare di raddrizzare la situazione disastrosa che ha trovato. A Vinovo, la squadra e lo staff tecnico e medico hanno finalmente un dirigente esperto e carismatico che si occupi di loro. Un dirigente che cerca di stimolare l’orgoglio delle vecchie glorie (a partire dal capitano, che non ha ancora imparato cosa voglia dire essere il capitano…), di supportare un allenatore inesperto e fuori fase, di capire da staff medico e preparatori i motivi della catena senza fine di infortuni. Tutto cose che in questi anni non sono state fatte, per insipienza, inesperienza e disinteresse di Monsieur Trinité e del suo staff.

Bettega, comunque, non ha la bacchetta magica. Ed è pertanto assurdo attendersi risultati particolari, dopo un paio di settimane di lavoro. Tra l’altro, è anche possibile che i danni arrecati dal projetto con l'accento sulla "o" siano così diffusi e gravi da essere sostanzialmene irreparabili. Mi sembra quindi che alcune critiche rivolte in questi giorni a Bobby Gol sul web siano davvero ingenerose e pretestuose.

In conclusione, anche se avrei davvero preferito non vedere Bettega alla Ridentus, perché Elkann, Trinité e tutta quella allegra compagnia di ridenti non lo meritano, faccio comunque il tifo per lui. Con tutto il cuore. E mi auguro che fra non molto Bobby Gol si dedichi alle grandi pulizie di primavera. In sede e a Vinovo.

giovedì 14 gennaio 2010

Adieu, Monsieur Trinité


Egregio Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale,

la Juventus della Triade era una società modello nel mondo, per organizzazione, cultura del lavoro e professionalità. Forse il solo Manchester United le era superiore in qualche aspetto.
Il buon esempio veniva dall'alto. Da un gruppo di dirigenti che non si risparmiavano, che dedicavano il proprio tempo alla Juventus con passione e competenza, che erano sempre presenti a fianco della squadra, che sapevano fare gruppo con i giocatori ed essere inflessibili con chi sgarrava.

La Ridentus di Monsieur Trinité è anch'essa una società modello nel mondo, per disorganizzazione, scarsa cultura del lavoro e pressapochismo.
Il cattivo esempio viene dall'alto. Da un gruppo di dirigenti (Monsieur Trinité e Secco in primis) che non si ammazzano certo dal lavoro, che si limitano ad un orario da impiegati statali (venerdì scorso Monsieur Trinité se ne usciva tranquillamente dalla sede alle 17.30 e ho l'impressione che questa sia la regola, non l'eccezione), che non rinunciano alle loro meritate vacanze (in pieno calciomercato, ad esempio, oppure durante la sosta natalizia, nonostante fosse più opportuno accompagnare la squadra a Gedda ed incontrare la ricca dirigenza saudita), che hanno comunque cose più importanti da fare che occuparsi di Juventus (il prode Secco si dedica, con grande successo peraltro, al motocross in periodo di calciomercato, ed è un frequentatore abituale della scuola sci di Sestriere, anche alla vigilia di partite delicate come Juventus-Catania di poco meno di un mese fa), che non sono mai presenti a fianco della squadra, che non sanno fare gruppo con i giocatori, che non sono in grado di far rispettare le regole e punire chi sgarra.

Con queste premesse, non c'è da stupirsi che la Ridentus sia diventata la brutta copia dell'Inter di Moratti, quella che, sino al 2006, prendeva solo solenni batoste e che invece Monsieur Trinité, con la valente collaborazione del suo staff e dell'azionista di maggioranza, è riuscito a trasformare in una società vincente, almeno in Italia.
Una società che brilla per pressapochismo, inadeguatezza e dilettantismo. Una società che non riesce neppure a diramare un elenco corretto di convocati per la partita di Coppa Italia o a tenere aggiornata la sezione biglietteria del sito, tanto per far due esempi recenti.
Uno spogliatoio spaccato, con giocatori che non si parlano, che litigano tra di loro, che si mettono le mani addosso (e le mettono addosso all'allenatore). Giocatori che sorridono dopo le sconfitte, dimostrando che a loro in fondo non importa (ma, d'altronde, se ridono i vertici e la proprietà, perché mai dovrebbero comportarsi diversamente i giocatori?).
Dichiarazioni trionfalistiche a priori da parte di dirigenti e atleti (vinceremo Champions e scudetto, non ci accontentiamo di meno, siamo la Ridentus, etc etc).
Questa era l'Inter di Moratti sino a qualche tempo fa. Questa è la Ridentus dal 2006. Chapeau.
Sono illuminanti le parole di Mughini su Libero di ieri: "S'è verificato quanto pronosticato dagli eroi al valor militare juventino che militano nel sito ju29ro team, e cioè che i cromosomi che allignavano una volta a Via Durini, dov'era la sede dell'Inter, si sono trasferiti in massa in Corso Galileo Ferraris a Torino. La Juve del 2010 è la copia anastatica dell'Inter del ventennio pre-Calciopoli. Una squadra e una società che stanno a metà strada tra il disastro e la farsa".

Gestire una società, di calcio per di più, è molto diverso dall'organizzare eventi senza concorrenza come le Olimpiadi invernali, il Roland Garros o la Parigi-Dakar. Non basta un master in business administration (ma, visti i risultati, sarebbe più appropriato parlare di master in business destruction). Servono competenza, esperienza, capacità di gestire persone particolari come i giocatori (giovani viziati, stracarichi di soldi, con troppo tempo libero). Serve la capacità e l'umiltà di sapersi circondare di collaboratori validi e preparati. Non serve invece a nulla, ed è anzi profondamente deleteria, la prosopopea di chi, pur essendo un parvenu del calcio, ha la presunzione di saper fare tutto.
Monsieur Trinité ha dimostrato in questi anni di non avere le competenze necessarie, di non avere esperienza, di non saper gestire una squadra ed uno spogliatoio, di non avere la capacità e l'umiltà di scegliere collaboratori adeguati. In (quasi) tutti i settori sono state scelte persone inadeguate al ruolo. Dalla gestione sportiva (Secco, oltre allo stesso Monsieur Trinité, nella sua veste di DG) al marketing (Fassone), dalla comunicazione (Gattino) allo scouting (Castagnini). In tutto questo sfascio, si salvano il solo dott. Bergero (peraltro ereditato dalla vecchia gestione, non certo una scoperta di Monsieur Trinité) e, ovviamente, Roberto Bettega. La recente nomina di Bobby Gol a vice-direttore generale - decisione chiaramente imposta dall'alto e subita da Monsieur Trinité - certifica il fallimento del famoso projettò in salsa francese (less is more, vincere di meno - anzi, nulla - spendendo molto di più).

E' comunque giusto dare a Cesare quel che è di Cesare (non Zaccone, a lui è già stato dato più che a sufficienza) e riconoscere che Monsieur Trinité ha una (sola) grande capacità. Quella di farsi attribuire un compenso totalmente sproporzionato rispetto alle proprie competenze. Partendo da una base di circa 2,6 milioni (compenso dell'anno scorso, quando Monsieur Trinité aveva solo due cariche), immagino che ora siano stati sfiorati, se non superati, i tre milioni (considerato che Cobolli&Gigli, in due, percepivano più di 700mila euro).

Il danno che Monsieur Trinité ha arrecato alla società, ai suoi azionisti ed ai suoi tifosi con la gestione dissennata di questi anni (e mi riferisco alla sola gestione ordinaria, perché attribuisco la responsabilità della gestione straordinaria - e cioè la sapiente retrocessione in Serie B - all'azionista di maggioranza ed ai suoi tutori) è incommensurabile. Le conseguenze si faranno sentire sempre di più negli anni a venire. Si è innestato infatti un circolo vizioso. Una squadra modesta ed infarcita di bidoni (acquistati, tra l'altro, a carissimo prezzo) e risultati sportivi disastrosi avranno un effetto deleterio sulla capacità di attrarre sponsor e partner commerciali remunerativi (sono proprio curioso di vedere come andrà a finire la ricerca del nuovo main sponsor...). Meno soldi quindi da investire in una squadra totalmente da rifondare dopo una serie di campagne acquisti condotte da dilettanti allo sbaraglio.
E sarà difficile, se non impossibile, invertire in futuro la tendenza e ricostruire (sia pur con una dirigenza rinnovata ed adeguata) una società organizzata e vincente.
Ora, ci sono solo macerie. E' come se fosse passato uno tsunami. Lo tsunami Jean-Claude...

Il responsabile di un simile disastro, invece di cercare come al solito di scaricare le proprie colpe su un comodo capro espiatorio (Ranieri, l'anno scorso; Ferrara, quest'anno; Bettega, in futuro?), dovrebbe avere la dignità di prendere la prima decisione sensata e ragionevole da tre anni (abbondanti) a questa parte. Rassegnare con effetto immediato le proprie dimissioni, rinunciare alla lauta indennità di fine mandato e chiedere scusa agli azionisti e ai tifosi juventini per il male loro arrecato.

Da Torino a Chambéry è tutta autostrada. Immagino che Lei la strada la conosca bene.
Carichi armi e bagagli sulla Sua macchina, ivi compreso il famoso projettò che non vale nemmeno la carta su cui (forse) è stato scritto, e se ne torni pure dai Suoi compatrioti ad organizzare eventi o ad aprire una rivendita di 'croque monsieur' (non azzardi nulla di più complesso, mi raccomando). Qui, non La rimpiangerà di certo nessuno (a parte Moratti).

Distinti saluti

venerdì 10 ottobre 2008

Noi abbiamo IL PROGETTO


I Cirigenti lo citano ogni tre parole.

ll mitico Progetto.

In questi giorni poi il Progetto va alla grande.

The Singer One non si tocca perché crediamo ciecamente in lui, parte integrante del Progetto.

Abbiamo un Progetto a lungo termine.

È stato scelto the Singer One per portare avanti un Progetto, questo Progetto va avanti

Non si sa bene cosa sia questo Progetto.

Non si sa bene a cosa serva.

Non si sa bene in cosa consista esattamente.

Però c'è.

E' la nostra garanzia per il futuro.

Tant'è che i gemelli Giò&Van, dopo aver allegramente brindato con i parlamentari dello Juve club di Montecitorio, hanno concluso in bellezza la serata, elogiando il Progetto con questa dichiarazione: "l'inter ha un mecenate, noi abbiamo un Progetto. Non so cosa capiterà se e quando il mecenate in questione si stancherà. So per certo che il Progetto Juve andrà avanti sempre ad alti livelli". Solo alti? Altissimi livelli, oserei dire

Mah.

Domani farò un salto alla Concessionaria Fiat Progetto.

Magari loro sanno qualcosa di questo Progetto.

Che puzza tanto di De Meo.


giovedì 20 marzo 2008

Un aiutino per il divora-baguettes


Il nostro Tennisa Pallista, avido divoratore di baguettes e camembert che trasforma miracolosamente in palle da raccontare a giocatori, tifosi ed azionisti, è nella "merde".

Il CDA gli ha dato il mandato di valutare la fattibilità del progetto stadio e ora Rien ne va plus deve cercare i soldi necessari.

Purtroppo, deve rispettare alcuni paletti (interni ed esterni).

Nessun aumento di capitale.

Nessun INTERvento da parte dell'azionista di maggioranza.

Propria incapacità assoluta nel cercare sponsor (e non solo in quello).

Il Tennista ha quindi bisogno di un aiutino.

Mi sono chiuso in riunione con me stesso (non essendo Cobolli Gigli non riesco purtroppo a fare un'auto riunione a due) ed ho partorito alcune idee innovative per la ricerca delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del nuovo stadio:

1. Stampare i soldi.

2. Produrre e vendere uno spettacolo comico con tutte le fenomenali battute di Cobolli, Gigli, Blanc e cirigentume vario.

3. Vendere in un apposito baracchino di fronte a Fermo Ferraris baguettes, camembert e palle (da tennis e non solo)

4. Fare un sale and lease back Moratti-style sul Presidente Gigli


Fate come me.

Chiudetevi in riunione con voi stessi.

Se al termine di questa riunione vi vengono altre idee geniali scrivete a ilmagodiios@gmail.com.

Caro Nerozzi ti scrivo


Caro Nerozzi,

mi sembra ormai evidente che Lei abbia una passione sfrenata per il divora-baguette di Chambery.

I primi sospetti mi erano venuti ad ottobre dell'anno scorso, leggendo il suo delizioso pezzo su Blanc il Negoziatore ("un garbato signore francese, Jean-Claude Blanc, atterrato sul pianeta calcio con la fama del neofita, cioè pollo, per i troppi furboni del pallone italico, e che nel giro di una stagione s'è affinato a solido negoziatore").

Con la questione stadio, la Sua passione per il Tennista Pallista è venuta definitivamente a galla. Non è più questione di sospetti. Oramai, con i due articoli due dedicati al suo pupillo il 19 marzo, ci sono solo certezze.
"Blanc trova i soldi. Promessa mantenuta".
"In meno di novanta giorni, invece, l'ad ha vinto la scommessa trovando quei mezzi finanziari, «innovativi» auspicò lui stesso, necessari per realizzare il progetto".

"L'ad bianconero Jean-Claude Blanc è riuscito a percorrere quelle «vie innovative» di cui aveva parlato nell'ultimo incontro con il comune".

Mi sembra però che il comunicato ufficiale dica qualcosa di diverso, limitandosi a precisare che l'operazione non sarà finanziata con un aumento di capitale e che a Rien ne va plus (da quando c'è lui non funziona più nulla) sia stato affidato il mandato di valutare la fattibilità dell'operazione anche (e quindi non solo) dal punto di vista amministrativo. Se siamo ancora al punto di dover valutare la fattibilità dell'operazione (ma in questi 21 mesi di abusiva occupazione di scrivanie altrui cosa avrà fatto Rien ne va plus? Rien du tout?) forse sarebbe meglio rinviare le fanfare trionfali e gli squilli di tromba al momento della (eventuale) approvazione defintivia del Progetto Stadio.

Può essere che Lei sia riuscito ad estorcere qualche pissi pissi bau bau più preciso dal suo pupillo su eventuali sponsor e naming rights.
Ma si fida?
Non Le sono bastate le palle a ripetizione (d'altronde è un tennista) uscite dalla bocca del francese con il naso modello Pinocchio?

Non era stato Rien ne va plus a dichiarare che la Juve avrebbe comprato tre campioni, scelti tra i primi 15 d'Europa? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. E chi sono questi tre fuoriclasse? Andrade/Tiago/Almiron? Nocerino/Molinaro/Criscito? Salihamidzic/Grygera/Iaquinta?

Non era stato Rien ne va plus a dichiarare che la Juve avrebbe speso più del Manchester? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. Peccato che le cifre dicano una cosa completamente diversa.

Non era stato Rien ne va plus a dichiarare che la Juventus avrebbe dedicato più della metà dell'aumento di capitale al mercato? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. Peccato che le cifre lo abbiano nuovamente smentito.

Non era stato Rien ne va plus a vantarsi (in assemblea, per di più) di aver rifondato il settore scouting (pronunciato alla francese, con l'accento sulla "ing")? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. E' stato talmente rifondato il settore scounting che il Gran Mogol delle nostre giovani marmotte che vanno in giro per l'Europa a scovare bidoni (Pasquale Sensibile) è stato licenziato in tronco.

Non era stato Rien ne va plus, ben spalleggiato da quei fenomeni dei gemelli presidenziali, a dichiarare urbi et orbi (assemblea degli azionisti compresa) che per la stagione 2007/2008 la Juventus avrebbe puntato alla qualificazione in Champions (ed i gemelli si erano addirittura spinti a fare un pensierino allo scudetto)? E' lui o non è lui? Cerrto che è lui. Bizzarro però che a Ranieri fosse stato nel frattempo chiesto di portare la squadra in Coppa Uefa (anche via intertoto?).

Infine, non Le sembra poco credibile come cacciatore di sponsor pro-stadio un amministratore (purtroppo) delegato che è riuscito a far scappare Tamoil a gambe levate, non è stato in grado di trovare uno straccio di main sponsor sul mercato, dovendo pertanto ricorrere alla soluzione interna rappresentata da Fiat New Holland, e può vantare come fiore all'occhiello la commercial partnership con la cazzetta dello sporc?

Cordiali saluti.

mercoledì 19 marzo 2008

Le zerbinate di Nerozzi


Dominiobianconero per Ju29ro


Massimiliano Nerozzi è un promettente giornalista de LA STAMPA. Tutti i giorni è impegnato nelle pagine sportive della “Busiarda” a scrivere di calcio in generale e della Juventus in particolare.
Ho imparato a conoscerlo col tempo e mi sono accorto che nutre una naturale e disinteressata passione per il tennista nasone che nell’estate del 2006 si è improvvisato Amministratore Delegato della piu’ importante societa’ italiana dopo aver per anni giocato al Monopoli organizzando soporifere manifestazioni sportive Oltralpe. Ma il calcio si sa e’ una altra cosa.
E Jean Claude Blanc lo ha capito presto, prestissimo, e tra uno smash e un lungolinea ha lentamente cominciato ad adeguarsi all’andazzo che prevede per ogni dirigente che si rispetto un giornalista biografo, che possa narrarne le gesta, esaltarne i successi (pochi) e mitigarne le incertezze (tante). Insomma una specie di menestrello che accompagni nel tempo la sua “reggenza” e che contribuisca a consolidarne l’immagine presso la “plebe” lettrice.

Fatta questa doverosa premessa è interessante lanciarsi nelle praterie della rete a cercare tutte le precedenti “Odi a Monsieur Blanc” confezionate dal Sig.Nerozzi. Basta razzolare bene negli archivi del sito della Busiarda per ottenere divertenti riscontri. Lascio al lettore l’amena lettura del pregresso.

Stamattina però è un giorno speciale. Gli organi di regime sparano a nove colonne che la Juventus ha deciso finalmente di fare lo stadio nuovo. Le campane suonano a festa. I bambini addirittura pretendono i palloncini dal papà e si torna a casa con le paste.

Già stanotte non ho dormito benissimo; ero impegnato a immaginare quali potessero essere i deliranti titoli di Tuttosport e ci ho quasi azzeccato. Ma il vero piatto forte era certo che lo avrei trovato nel articolo di Nerozzi su LA STAMPA. Infatti il responsabile del progetto stadio è Blanc e a rigor di logica oggi avrei trovato il solito pezzo di Nerozzi che esalta il tennista.

E invece mi sbagliavo. Infatti anziché trovare un pezzo ne ho trovati due.

Probabilmente l’occasione era talmente speciale che un solo pezzo non bastava.

Mi sono subito lanciato in una avida lettura alla ricerca della risposta a tutti quei dubbi che il comunicato ufficiale della società ieri mi aveva lasciato nella mente.

Ma Nerozzi con il titolo del primo articolo mi lanciava un rassicurante messaggio: “BLANC TROVA I SOLDI: PROMESSA MANTENUTA

Ho subito pensato di aver letto un comunicato sbagliato oppure di averlo letto troppo frettolosamente:

Torino, 18 marzo 2008 -- Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club
S.p.A., riunitosi oggi per l'approvazione della Relazione Semestrale al 31 dicembre 2007,
ha approvato, tra l'altro, il Progetto Stadio che prevede la realizzazione di un nuovo
impianto sull'area dove sorge attualmente lo stadio Delle Alpi, per un investimento
complessivo stimato in E 105 milioni.
Il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato all'Amministratore Delegato e Direttore
Generale Jean-Claude Blanc di compiere tutte le attività e gli atti necessari o opportuni al
fine di realizzare il Progetto che, in ogni caso, non prevede un aumento di capitale,
verificandone la fattibilità, in particolare dal punto di vista amministrativo, intrattenendo
tutti i rapporti necessari con le Autorità competenti. Il nuovo stadio potrebbe essere
pronto a partire dalla stagione sportiva 2011/2012.

Infatti nel comunicato della società non si parla in nessun modo di quali potranno essere le forme di finanziamento per l’opera. Fiducioso quindi mi metto a leggere.............
Oltre al titolo è bello il sottotitolo: “In 90 giorni ha convinto gli scettici”.
Be’ forse li ha convinti quasi tutti. A me non mi ha convinto e sono molto scettico.
Gli stessi segnali mi arrivano dalle parti del Mago di Ios e anche da altri squadristi sobillatori come fummo definiti con immenso onore dal direttore della cacca rosa, Verdelli.

Proseguendo nella lettura arriva il passo cruciale:

In meno di novanta giorni, invece, l’ad ha vinto la scommessa trovando quei mezzi finanziari, «innovativi» auspicò lui stesso, necessari per realizzare il progetto. Lì è girato il futuro, quando al posto dei business plan e dei ricavi promessi da studi e ricerche, pur serissime, s’è passati a qualcosa di più sostanzioso e tangibile. Accordi e ricavi a un passo, insomma. Per questo, ieri, i membri del cda sono parsi piuttosto convinti, appena finita l’esposizione del direttore commerciale, Marco Fassone, uno di quelli che più ha lavorato a stretto contatto con l’ad. Così, si è arrivati a un investimento complessivo di 105 milioni di euro, senza «aumento di capitale». E senza togliere denari a quel mercato che dovrà rinforzare la squadra. Condicio sine qua non.

Si carissimo Nerozzi. Non si fa l’aumento di capitale. Non si sottraggono risorse alla squadra. Ma allora sti soldi chi li mette? Dal titolo pensavo che finalmente ci dessi qualche informazione più dettagliata.....
Mezzi finanziari “innovativi”? Potrebbe essere più preciso?

Proseguo nella lettura......

Blanc, che ieri ha ricevuto anche la telefonata di John Elkann, ci ha sempre creduto, sostenuto pure dalla tendenza continentale che accoppia le maggiori società di calcio a stadi di proprietà, presenti e futuri: dalle società della Premier League all’Olympique Lione. Non si può più prescindere dalla solidità patrimoniale e dai ricavi garantiti da un impianto, spiegava una ricerca di Deloitte.


Ma quale ricerca di Deloitte, Nerozzi? Perché non diciamo la verità ai lettori e raccontiamo che era semplicemente il Progetto di Giraudo che prevedeva lo stadio di proprietà e solo grazie alla sua lungimiranza il sig. Blanc ha trovato tutto pronto per farsi bello con il lavoro degli altri?
D’altronde lo stesso Antonio Giraudo nella sua ultima intervista da AD nell’aprile del 2006 aveva manifestato il timore che qualcun altro avrebbe potuto godere dei frutti del suo lavoro.
Ecco il passo dell’intervista:

Dottor Giraudo, e se fossero altri dirigenti a concludere il suo progetto, o comunque a godere i frutti del lavoro già svolto?«L'interesse della Juventus e dei suoi tifosi viene prima di tutto. Certo, il nostro sogno non può che essere quello di vedere realizzate le cose che abbiamo progettato, e gestirle in prima persona. Mi spiacerebbe molto non proseguire la terza fase del programma».

Insomma caro Nerozzi, facciamo informazione completa. Diciamo ai lettori che se la Juventus avrà “probabilmente” un nuovo stadio lo si deve in gran parte alla precedente dirigenza.

Questa doverosa richiesta di precisazione, che mi aspetto venga fatta nei prossimi giorni, introduce la riflessione alla lettura del secondo pezzo che il mitico Nerozzi oggi ci offre e nel quale mi lancio voglioso alla ricerca delle risposte ai miei interrogativi che a questo punto incominciano a frullare sempre piu’ vorticosamente, raggiungendo velocità pari solo a quella delle mie gonadi verso la fine dell’agosto 2006.

Per fortuna mi viene in soccorso Montali che verso la fine del primo pezzo tranquillizza tutti dall’alto della sua esperienza di pallavolista. E si sa che nella pallavolo la rete è più in alto di quella del tennis!!

«I milioni di euro sulla carta, non vanno in campo - disse qualche tempo fa il consigliere bianconero Gian Paolo Montali, riferendosi ad alcuni paperoni del pallone - ma per poter competere, non bisogna sbagliare nessuna scelta». Meno che mai, una da 105 milioni di euro.

Grazie Giampaolo. Adesso grazie alla tua riflessione siamo tutti più tranquilli. E siamo certi che nessuna scelta sarà mai sbagliata. Amen.

Dopo le “tranquillizzanti” parole di Montali, rimangono però sempre gli interrogativi di prima. Magari le gonadi frullano un po’ meno velocemente ma comunque frullano.

Mi aspetto dunque che nel secondo pezzo di Nerozzi intitolato “La nuova casa Juve” possa finalmente soddisfare tutte le mie legittime curiosità......

Delle due case che s’era messa sul catalogo delle possibili sistemazioni immobiliari dopo il fallimento di Euro 2012, alla fine la Juve ha scelto di costruirsi la residenza deluxe: 40.000 posti a pochi metri dal prato, senza più pista d’atletica, rivestimento esterno in lamine d’alluminio bianche e nere, of course, per una fattura da 105 milioni di euro. Cancelli aperti in tempo per la stagione 2011/2012, è la previsione. Questo ha deciso il cda di ieri, riunitosi per l’approvazione della relazione semestrale (ricavi in aumento del 5,2%), ma allungatosi ore per la discussione, e l’approvazione, del progetto del nuovo impianto.


Questo già lo sapevo era il progetto di Giraudo.....


"Nessun ritocco minimale, se l’aggettivo può essere speso per interventi che pure avrebbero succhiato almeno venti milioni, ma un’abitazione praticamente nuova di zecca, «sull’area dove sorge attualmente lo stadio Delle Alpi». Contando i circa 25 milioni serviti per garantirsi i diritti di superficie dal comune, il conto totale s’impenna sui 130 milioni: cifra che nessun club, in Italia, ha mai stanziato per il proprio domicilio.


Anche questo già lo sapevo era sempre il progetto Giraudo........


"Per costruirlo, ha precisato a Borsa chiusa il club, non è previsto «un aumento di capitale». E nessuna risorsa verrà tolta alla squadra, ha fatto sapere l’Ifil, l’azionista di maggioranza. L’ad bianconero Jean-Claude Blanc è riuscito a percorrere quelle «vie innovative» di cui aveva parlato nell’ultimo incontro con il comune. Fra i mezzi di finanziamento, che tracciavano il confine tra una scelta e l’altra, è spuntata una grossa azienda di scommesse sportive e una multinazionale intenzionata a dare il proprio nome all’arena (naming right): da solo vale diversi milioni. Il prossimo passo, sarà quello di perfezionare gli accordi, con sponsor e istituzioni pubbliche. Per questo, il cda, «ha dato mandato all’ad di compiere tutte le attività e gli atti necessari o opportuni al fine di realizzare il progetto, verificandone la fattibilità, in particolare dal punto di vista amministrativo, intrattenendo tutti i rapporti necessari con le autorità competenti».


Il prossimo passo sara’ quello di perfezionare gli accordi?
Questo non lo sapevo! Allora il tennista NON HA ANCORA TROVATO UNA CIPPA DI SOLDI!!!!
In pratica gli hanno detto semplicemente che vogliamo fare lo stadio per cui caro Blanc mettiti in movimento per cercare i soldi e i permessi. Insomma siamo tornati al via senza passare dalla Banca, come a Monopoli!


Inutile a questo punto continuare a leggere il resto. La situazione è fin troppo chiara.
Qui i soldi ancora non sono stati trovati! E Blanc, il mago degli sponsor, deve muoversi.
Da quando è alla Juve io non mi ricordo di uno sponsor portato da Blanc.
Non lo è la NewHolland per ovvi motivi. Non lo è la Gazzetta perché si sa che è del padrone anch’essa.
Cosi come lo è La Stampa.

A questo punto chiudo il giornale e mi rassegno. Comincio a comprendere definitivamente che dietro a tutto questo fumo c’è poco arrosto. Come sempre negli ultimi mesi. D’altronde stiamo tutti ancora aspettando i tre campioni promessi dal tennista pallista che ci aveva rassicurato che avremmo speso come il Manchester.
Peccato che congedati i giornalisti, compreso il nostro Nerozzi, quel giorno nelle segrete stanze di Corso Galfer confermasse a Ranieri che il vero obiettivo della Juventus fosse la qualificazione alla Coppa Uefa.

Caro Massimiliano i nodi vengono al pettine, sempre. E al nostro Amministratore Delegato non basterà solo una buona stampa per sopravvivere. La Juventus e’ una cosa seria, non un campo da tennis.

giovedì 6 marzo 2008

Inchiodati alla poltrona


Claudio Ranieri l’anno prossimo resterà sulla panchina della Juventus anche in caso di mancata qualificazione alla Champions League: lo hanno annunciato il presidente e l’amministratore delegato bianconeri, Giovanni Cobolli Gigli e Jean Claude Blanc, escludendo l’ipotesi di un ritorno di Marcello Lippi. «Sì, abbiamo un progetto a medio-lungo termine con Ranieri e il suo staff e si va avanti così», ha risposto Blanc ai giornalisti che, a margine di una conferenza stampa a piazza Affari a Milano, gli chiedevano se il tecnico sarebbe stato confermato anche senza raggiungere l’obiettivo del quarto posto.


Forse non ci siamo capiti.

Se non si raggiunge il quarto posto, ve ne dovete andare.

Altro che confermare il cantante.

Certo che se fosse per me ... a calci in culo fin da ora (a prescindere dal quarto posto).