Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 20 ottobre 2010

Quattro milioni (e rotti) ... di calci in culo

Nei giorni scorsi, la Juventus ha pubblicato sul sito ufficiale, il progetto di bilancio al 30 giugno 2010, che sarà sottoposto all'approvazione dell'assemblea il prossimo 27 ottobre.

Tra le molte informazioni che si possono desumere dal bilancio, alcune delle quali saranno probabilmente oggetto di analisi nei prossimi giorni, mi ha sempre attratto in maniera quasi morbosa la tabella sui “compensi ai componenti degli organi di amministrazione e controllo e ai dirigenti con responsabilità strategiche” (si trova a pagina 87 del progetto di bilancio).

Da convinto sostenitore della meritocrazia, ritengo assolutamente normale che gli amministratori esecutivi di una società ben gestita siano remunerati in misura congrua. Ma deve valere anche il contrario. Se una società non è gestita bene, questo dovrebbe riflettersi sulla remunerazione dei dirigenti (e non solo su quella, anche sulla stabilità e prosecuzione dei loro incarichi…).

Leggendo la tabella di pagina 87 e, in particolare, gli emolumenti monstre riconosciuti ad alcuni componenti dell’organo di amministrazione, la Juventus sembrerebbe essere una società gestita alla perfezione. Lo stesso dicasi in base alle tabelle dei bilanci precedenti. Sappiamo invece tutti benissimo come sia stata amministrata la società bianconera in questi anni.

La triade (alla francese, con l’accento sulla “a” e la “e” finale muta) Jean, Claude et Blòn continua ad essere remunerata, nonostante i disastrosi risultati conseguiti, con cifre da capogiro. Jean, in qualità di semplice amministratore, ha maturato un emolumento di 12.000 euro. Decisamente meglio è andata a Claude, il direttore generale. La sua remunerazione è piuttosto articolata (e corposa): 10.000 euro di benefici non monetari, 463.000 euro di bonus e altri incentivi e 570.000 euro di altri compensi (come precisato in nota, trattasi di retribuzione da lavoro dipendente e indennità spese d’affitto), per un totale di 1.043.000 euro. All’amministratore delegato Blòn, infine, sono stati riconosciuti 583.000 euro di emolumento per la carica, 24.000 euro di benefici non monetari e 600.000 euro di bonus ed altri incentivi (valore maturato dell’Additional Compensation, che sarà erogato alla conclusione del piano di sviluppo a medio termine approvato dal Consiglio di Amministrazione del 14 marzo 2007, al lordo degli effetti dell’attualizzazione finanziaria), per un importo complessivo pari a 1.207.000 euro. La triade savoiarda, in sintesi, si è portata a casa ben 2.262.000 euro. Una parte di questa somma (600.000 di Additional Compensation), per la verità, dovrebbe essere corrisposta solo al termine del piano di sviluppo: il condizionale è d’obbligo, perché il Consiglio di Amministrazione potrebbe comunque anticipare la data di pagamento (come in effetti è successo per l’Additional Compensation maturato negli anni precedenti, vedi infra).

La ricca annata di Jean, Claude et Blòn non è sfuggita a Gianni Dragoni, giornalista de Il Sole 24 Ore che si occupa abitualmente dei bilanci delle società di calcio. In un trafiletto pubblicato sul Sole del 13 ottobre scorso (“Juve, annus horribilis ma non per i manager”, inserto Finanza & Mercati, pag. 45), Dragoni rileva che “l’ex direttore generale della Federtennis francese ha maturato nell’esercizio al 30 giugno 2010 compensi per 2,228 milioni di euro (Dragoni non considera nel totale i 34.000 euro di compensi non monetari – ndr), secondo quanto riportato nel progetto di bilancio bianconero. Un po’ meno dei 2,67 milioni lordi percepiti l’anno precedente, che rappresentano il record nel ‘pay watch’ personale di Blanc. Ma i risultati della Juventus nell’ultima stagione sono nettamente peggiorati. La squadra è arrivata settima in campionato, una delle peggiori posizioni nella sua storia, mentre i conti sono in perdita per 11 milioni”.

Dragoni, tuttavia, non evidenzia un’altra informazione significativa che si può ricavare da una lettura attenta del bilancio. Nella sezione dedicata alle “operazioni con parti correlate” vengono indicati debiti non finanziari verso gli amministratori per 2.642,9 migliaia di euro. Questa voce si riferisce principalmente al debito di 2.000.000 di euro verso l’Amministratore Delegato (Blòn) a fronte dell’Additional Compensation maturata nel corso del mandato. Tale importo, contabilizzato nei precedenti esercizi tra i debiti non correnti, è stato liquidato nel mese di luglio 2010, come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 10 maggio. In estrema sintesi, quindi, Blòn ha incassato a luglio i due milioni di euro che avrebbe invece dovuto ricevere solo al termine del piano di sviluppo (quale?).

Per Jean, Claude et Blòn, quindi, l’annus horribilis della Juventus si è rivelato, dal punto di vista delle casse personali, un annus magnificus: 3.662.000 euro di compensi ricevuti a vario titolo, cui si devono aggiungere i 600.000 euro di remunerazione differita, per un totale di 4.262.000 euro.

giovedì 15 aprile 2010

Il Cipe urbano


Chi è più forte del Cipe urbano?
Ferma i Bertini con una mano.

Con uno sguardo tra il dolce e sereno,
chiede Collina senza ritegno

Cento rubentini scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre al telefono in mezzo al baccano
chi è più grigliatore del Cipe urbano?

Piaccia o non piaccia

Piaccia o non piaccia, a Milano c'è il mare.
Piaccia o non piaccia, 4 x 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, 4 + 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, 4 : 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, 4 - 4 = 44.
Piaccia o non piaccia, Novi Ligure è in Liguria.
Piaccia o non piaccia, la Sardegna è una penisola.
Piaccia o non piaccia, l'Italia è un'isola.
Piaccia o non piaccia, Jean Claude Blòn è originario di Rozzano.
Piaccia o non piaccia, in Puglia si scia meglio che a Sestriere.
Piaccia o non piaccia, a Sestriere si va in barca a vela meglio che in Puglia.
Piaccia o non piaccia, John Elkann è uno juventino vero.

giovedì 8 aprile 2010

Johnny reo confesso


Con una lettera di poche righe (forse si era slogato un polso e non riusciva a scrivere) al Corriere, riccioli d'oro ha risposto alla tesi di Mario Sconcerti, secondo il quale "la Juve è stata... parte molto attiva nel formulare e accettare la propria condanna" nel 2006.

Riccioli d'oro, con l'innato carisma che traspare anche da poche righe scritte con mano malferma, reagisce con sconcerto alle accuse di Sconcerti: "Non posso accettare un tale stravolgimento dei fatti. Trovo le argomentazioni usate nell’articolo pubblicato ieri sul Corriere della Sera sorprendenti e preoccupanti. La Juventus non è stata «parte attiva nel formulare ed accettare la propria condanna». L'osservanza delle regole e il rispetto delle istituzioni sportive sono gli unici valori che hanno guidato ogni nostra decisione e comportamento".

Dopo QUATTRO lunghi anni, l'eredepercaso è finalmente reo confesso. L'amore per la Juventus, la tutela della società ed il rispetto per azionisti e tifosi non hanno ispirato le sue decisioni ed i suoi comportamenti, guidati esclusivamente dall'osservanza delle regole e dal rispetto delle istituzioni sportive. Ce n'eravamo accorti fin da subito, ma fa piacere che ora riccioli d'oro lo metta per iscritto.

mercoledì 7 aprile 2010

Johnnymenefotto


Sono John e me ne fotto
della squadra di mio nonno.
Della Juve mi son rotto,
faccio il tifo per quel tonno.

Tocca a te mio caro Luca,
c'è da vincere un appello.
Se Casoria non ci buca,
sarà tutto ancor più bello.

Col bilancio è andata male,
nonostante la denuncia.
Ma mi attendo un gran finale,
non mi piace chi rinuncia.

Quella banda di ladroni,
che regnava qui a Torino
Li ho cacciati a calcioni,
ora c'è quell'uno e trino.

Son già stati condannati,
non son certo cose nuove.
Con processi raffinati,
non ne servon poi di prove.

Quelle cose riprovevoli,
m'han lasciato insofferente.
L'ho già detto, son colpevoli,
non son stato indifferente.

Allo stadio io ci vengo
se lo dice il mio Gabetti.
Alla Juve non ci tengo,
vaffanculo agli scudetti.

Quel francese è molto sveglio,
va in vacanza quando vuole.
Or si sta davvero meglio,
non mi prudon più le suole.

Ci son troppi cagacazzo,
che mi tirano il golfino.
Io non sono mica pazzo,
e mi tengo il francesino.

Scrivo brevi letterine,
per mostrare gran sconcerto.
Ma la guerra non ha fine,
con Andrea ho un conto aperto.

Ma che palle gli avvocati,
di quel losco ferroviere.
Quattro anni son passati,
ma che cambi pur mestiere.

Or con tutto 'sto casino,
qualche cosa devo fare.
Una brioche al popolino,
che si deve pur sfamare.

Faccio finta di incazzarmi,
di pretendere giustizia.
Non lo fo' per rivoltarmi,
c'ho un attacco di furbizia.

Parità di trattamento,
gran tutela della storia.
Basta questo lisciamento
e che Dio v'abbia in gloria.

venerdì 2 aprile 2010

Prima pagina della Gazzetta



(Vignetta di pinobici -ju29ro.com)
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Qualcosa sarà sfuggito

Sei un commercialista e hai sbagliato la dichiarazione dei redditi di un cliente?
Che problema c'è? Lo chiami e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un avvocato e non hai tutelato adeguatamente un tuo cliente in un contratto?
Che problema c'è? Lo chiami e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un cameriere ed hai servito una pietanza contenente glutine ad un celiaco, nonostante che l'avventore ti avesse esplicitamente chiesto delucidazioni?
Che problema c'è? Vai al tavolo e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un meccanico e ti sei dimenticato di sistemare i freni alla Fiat Stilo del tuo cliente?
Che problema c'è? Vai a trovarlo in ospedale e gli dici: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."
Sei un medico e hai diagnosticato uno strappo muscolare ad un paziente che invece aveva un attacco di cuore?
Che problema c'è? Vai a trovarlo al cimitero e concludi la preghiera con: "E beh, pazienza. Qualcosa sarà sfuggito."

Piaccia o non piaccia

"Piaccia o non piaccia agli imputati, non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo...".

Così il PM Giuseppe Narducci aveva liquidato la tesi, sostenuta da alcuni avvocati ed imputati, secondo cui c'erano "sollecitazioni da parte di tutti nei confronti di tutti".
Piaccia o non piaccia al PM Narducci, sembra non sia proprio così vero che non ci sono mai telefonate "tra Bergamo o Pairetto con il Signor Moratti".
Presumibilmente (cit), sarà sfuggito qualcosa (ri-cit).

giovedì 1 aprile 2010

Non ne era capace. Forse


Mi è casualmente venuto in mente un passo della struggente, commovente, straziante, dilaniante lettera che Moratti ha scritto a Facchetti quando il Cipe (pace all'anima sua, salutami il Candido) ha prematuramente lasciato questa terra.

"Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace."

Non ne era capace. Forse.

mercoledì 31 marzo 2010

Celebriamo il triplete


Egregio Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale,

apprezziamo davvero molto che giovedì sera, dopo l'ennesima figuraccia stagionale, abbia finalmente trovato il coraggio di presentarsi di fronte alle telecamere, invece di nascondersi dietro al comodo paravento di altre persone.

D'altronde, il Suo triplice ruolo ed il Suo triplice e più che congruo compenso implicano anche doveri e responsabilità, non solo onori ed incassi...

Ci sembra tuttavia che dal coraggio si sia passati ad una vera e propria forma di incoscienza nel momento in cui, dopo la solita tiritera di banalità su come uscire dalla crisi, ha affermato che "la società è forte e la qualità della sua gestione permette di affrontare eventualmente anche" una mancata qualificazione alla Champions League dell'anno prossimo.

Nessun dubbio da parte nostra che il più importante asset della Nuova Juventus 2006 siano proprio le qualità professionali di persone come Lei, Secco, Fassone, Castagnini, Gattino, etc etc. A livello teorico, pertanto, potremmo anche concordare con Lei in merito alla qualità della gestione neo-juventina. Passando però dalla teoria alla pratica, quel che balza agli occhi è che questa innegabile qualità gestionale non ha purtroppo portato i risultati attesi. Eravamo partiti per fare il "triplete" come il Barcellona l'anno scorso (Campionato, Champions League, Coppa Italia), ci dobbiamo invece accontentare di un "triplete" in tono minore (Birra Moretti, vernissage di Villar Perosa, Trofeo TIM).

Comunque sia, non possiamo che essere più che fiduciosi in un pronto riscatto della Nuova Juventus nelle ultime otto partite di questa stagione. La squadra, infatti, ha sempre dimostrato di saper recepire i Suoi messaggi appassionati e stimolanti. E sarà così anche questa volta.

E confidiamo ovviamente in un grande "triplete" nella prossima stagione, quella della svolta. Trofeo Berlusconi, Peace Cup e Coppa del Nonno.

Non mancheremo comunque di partecipare alla prossima assemblea, per fare di persona i nostri più sinceri e vivi complimenti a Lei ed al Suo prodigioso staff per la qualità gestionale che avete trasmesso alla Nuova Juventus 2006 e per il "triplete" conquistato nella stagione 2009/2010.
E' un peccato, tuttavia, che così tanti mesi ci separino dall'assemblea, in programma nel lontano ottobre prossimo. E' sempre un piacere infatti ascoltare le Sue parole su quanto sia forte, dinamica, equilibrata, apprezzata la Nuova Juventus 2006. E ci spiace dover aspettare così tanto tempo.
Mai dire mai, comunque. Sappiamo tutti che nella vita di una società sono sempre possibili assemblee per così dire "straordinarie" (cioè ulteriori rispetto alla riunione annuale obbligatoria per l'approvazione del bilancio).
Chissà che non ci capiti di partecipare ad un'assemblea della Nuova Juventus 2006 già qualche mese prima del prossimo ottobre. Magari per la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione...

Distinti saluti.

Sempre più Blanc!


Il Presidente si chiama Blanc. L'Amministratore Delegato si chiama Blanc. Il Direttore Generale si chiama Blanc. Tutte informazioni note e risapute.
Ma potrebbe chiamarsi Blanc anche il prossimo allenatore. E non sarebbe una cattiva scelta, in effetti. Così passeremmo da tre a QUATTRO Blanc. Ed il numero QUATTRO ha sempre un significato particolare alla Ridentus.
In tutto questo tripudio di Blanc, perché non pensare anche ad una maglia tutta bianca, anzi Blanc(he)? Magari senza logo dello sponsor, che stona un po' e poi complica la vita, con tutti quegli squadristi rancorosi già pronti a fare il confronto tra lo sponsor di Blanc e quello di Giraudo.
Una squadra con Presidente Blanc, Amministratore Delegato Blanc, Direttore Generale Blanc, Allenatore Blanc non può che sfoggiare una candida e linda divisa bianca, anzi Blanc(he).
Se poi fosse assolutamente necessario avere uno sponsor sulla maglia, per una questione di immagine (del Presidente Blanc, dell'Amministratore Delegato Blanc e del Direttore Generale Blanc), penso che il Mont Blanc Hotel Village sarebbe più che felice di accordarsi con la Ridentus.
Sempre più Blanc!

La Gazzetta dell'Ignoranza

giovedì 11 marzo 2010

giovedì 4 marzo 2010

iBaguette


Dopo iSilvio, applicazione per iPhone dedicata al Presidente del Consiglio, anche Jean-Claude Blanc sbarca nel magico mondo del melafonino. Il nome dell'applicazione dedicata al presidente, nonché amministratore delegato, nonché direttore generale (paghi tre e prendi zero, in pratica) della Ridentus è tutto un programma: iBaguette.

Sul negozio digitale del cellulare della Apple è infatti apparsa il 27 febbraio scorso la prima app, non ufficiale, interamente dedicata al fenomeno che tutto il mondo invidia alla Ridentus. I fans del Trois-Cachet di Chambéry (Scarpini, tra questi) possono ora sfogliare in mobilità la biografia del tennista, scaricare la ricetta della tarte tatin di casa Blòn, giocare a FantaBidone (simulazione di un calciomercato gestito dal francese), gustarsi foto e video catturati durante partite di tennis, week-end lunghi, settimane bianche, etc etc. Il tutto alla modica cifra di ventisette centesimi.

Il passaparola tra i blog di settore ha subito fatto entrare iBaguette tra le 27 applicazioni a pagamento più scaricate per melafonino. Nella descrizione fornita su iTunes, gli sviluppatori ribadiscono la non ufficialità del programma e definiscono iBaguette "non un'applicazione sportiva, ma un Tributo al presidente (Jean) nonché amministratore delegato (Claude) nonché direttore generale (Blòn) della Ridentus, dedicato a tutte le persone che vogliono conoscere meglio la storia, le passioni ed i projetti del Triade".

A che tipo di pubblico si rivolga iBaguette lo spiegano bene i commenti lasciati dagli acquirenti del programma, che è stato promosso a pieni voti e valutato con QUATTRO stelline su 5. "Ora il mio iPhone è più simpatico e prezioso" scrive Morattisantosubito, ed è dello stesso parere Mouriniano secondo cui "ci voleva proprio una bella app dedicata al presidente nonché amministratore delegato nonché direttore generale della Juvinese".


Ho provato iBaguette sul mio iPhone ed è una iFigata. La iRicetta della iTartetatin spiegata da iBlòn con un iGrembiulone da iCucina è davvero una iChicca. Poi, con un iSponsor come le iMele dell'iTrentino, l'iTartetatin è proprio l'iDolce dell'iRidentus.

martedì 2 marzo 2010

Eredepercaso in missione


La scorsa settimana l'eredepercasoaforzadisaltelli ha incontrato Silvio Berlusconi e Gianni Letta.
Da solo. Senza tutori al seguito.
Ohibò, direte voi, com'è possibile?
L'eredepercasoaforzadisaltelli in missione, da solo, senza tutori?
E' possibile, è possibile.
Oramai l'eredepercasoaforzadisaltelli è cresciuto.
E' preparato.
Ha una risposta pronta per qualsiasi domanda, come potete vedere dalla ricostruzione dell'incontro tra l'eredepercasoaforzadisaltelli, il Presidente del Consiglio e Gianni Letta.

L. Buongiorno, Ingegnere. Si accomodi, il Presidente arriva subito.
E. Presidenti che arrivano noi sappiamo quelli che arrivano; e quella è quella cosa importante
L. Come? Dicevo, il Presidente del Consiglio sarà con noi tra pochi minuti. Sta sistemando il letto di Napoleone. Caffé?
E. Sul caffé abbiamo già detto tutto.
L. Ah, preferisce una tazza di té?
E. Té che beviamo noi sappiamo quelli che beviamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ingegnere, come lo vuole il té? Limone o latte? Zucchero o dolcificante?
E. Sul limone, il latte, lo zucchero ed il dolcificante abbiamo già detto tutto.
L. Non sapevo aveste deciso di diversificare così tanto i vostri investimenti. Comunque, ecco il Presidente.
B. Buongiorno Ingegnere, speravo venisse con la sua dolce consorte.
E. Su Consorte abbiamo già detto tutto
B. Ingegnere, mi consenta, sono io il re delle battute, non mi faccia concorrenza
E. Concorrenza che facciamo noi sappiamo quella che facciamo; e quella è quella cosa importante.
B. A proposito di concorrenza, ha visto che disastro la Toyota?
E. Sulla Toyota abbiamo già detto tutto.
B. Ah, non lo sapevo. Devo dire a Bonaiuti che le sue rassegne stampe fanno cagare.
E. Cagate che facciamo noi sappiamo quelle che facciamo; e quella è quella cosa importante.
L. Scusate se mi intrometto, ma non abbiamo molto tempo.
E. Tempo che abbiamo noi sappiamo quello che abbiamo; e quella è quella cosa importante.
B. Se dobbiamo fare a gara, allora non ci sono più le mezze stagioni.
E. Sulle QUATTRO stagioni abbiamo già detto tutto.
L. Come, vuole una pizza alle dieci del mattino?
E. Pizze che mangiamo noi sappiamo quelle che mangiamo; e quella è quella cosa importante.
B. La QUATTRO stagioni non mi fa impazzire, preferisco la napoletana.
E. Sulle napoletane ed anche le siciliane abbiamo già detto tutto.
B. Ingegnere, Lei è un buongustaio. Le donne del sud sono le migliori. Che ne pensa delle sarde?
E. Sarde che mangiamo noi sappiamo quelle che mangiamo; e quella è quella cosa importante
L. Scusate, possiamo quagliare?
E. Quaglie che mangiamo noi sappiamo quelle che mangiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ingegnere, mi permetto di rammentarle che dovremmo parlare di Termini Imerese. Nessun ripensamento sulla chiusura?
E Su Termini Imerese abbiamo già detto tutto.
L. Si, ma gli operai?
E. Operai che licenziamo noi sappiamo quelli che licenziamo; e quella è quella cosa importante.
L. Pensate di chiudere altri stabilimenti nel prossimo futuro?
E. Stabilimenti che terminiamo noi sappiamo quelli che terminiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ma l\'Alfa Romeo ad Arese?
E. Su Arese abbiamo già detto tutto
B. Come vanno le vendite auto?
E. Auto che vendiamo noi sappiamo quelle che vendiamo; e quella è quella cosa importante
B. Molto bene, immagino allora che non ci siano problemi se dirottiamo su altri settori i soldi che pensavamo di destinare agli incentivi auto
E. Sugli incentivi auto abbiamo già detto tutto
L. Non Le sembra un po\' azzardata la decisione di distribuire un dividendo agli azionisti FIAT?
E. Dividendi che distribuiamo noi sappiamo quelli che distribuiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Certo, certo. Ma tra Termini Imerese, Arese, cassa integrazione, etc etc, forse non è stata una gran mossa.
E. Sul dividendo abbiamo già detto tutto.
B. Va beh, passiamo ad altro. Come vanno le cose alla Juventus.
E. Scudetti che abbiamo vinto noi sappiamo quelli che abbiamo vinto; e quella è quella cosa importante
B. Anche noi. Comunque, Le avevo chiesto come vanno le cose ora alla Juventus. Che ne dice di Zaccheroni.
E. Su Zattteroni abbiamo già detto tutto.
L. Zatteroni, chi è Zatteroni? Va beh, quando sarà pronto il nuovo stadio?
E. Stadi che costruiamo noi sappiamo quelli che costruiamo; e quella è quella cosa importante
B. Certo, certo. Il Dottor Letta Le chiedeva del nuovo stadio. Come mai avete deciso di vendere le aree commerciali adiacenti?
E. Aree che vendiamo noi sappiamo quelle che vendiamo; e quella è quella cosa importante.
B. Meno male che lo sapete. Mi chiedevo però come mai avete rinunciato allo sviluppo immobiliare.
E. Sullo sviluppo immobiliare abbiamo già detto tutto.
L. Ha letto il libro di Moncalvo?
E. Libri che leggiamo noi sappiamo quelli che leggiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Si, lo immagino. Ma cosa mi dice della causa intentata da Sua mamma.
E. Mamme che abbiamo noi sappiamo quelle che abbiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Si, ma la causa? L\'eredità?
E. Sull\'eredità abbiamo già detto tutto.
B. Non ha paura che alla fine tra i due litiganti a godere sia l\'Agenzia delle Entrate?
E. Agenzie che entrano noi sappiamo quelle che entrano; e quella è quella cosa importante
L. Agenzie che entrano? Il Presidente si riferiva al fisco, Ingegnere.
E. Sul fisco abbiamo già detto tutto.
L. Presidente, si è fatto tardi. E\' appena arrivato Putin.
B. Lo faccia accomodare sul letto di Napoleone.
E. Su Napoleone abbiamo già detto tutto.
B. Arrivederci Ingegnere, è stato un piacere.
E. Piaceri che abbiamo noi sappiamo quelli che abbiamo; e quella è quella cosa importante.
L. Ingegnere, prego, l'uscita è di qua.
E. Sulle uscite e sulle entrate abbiamo già detto tutto.
L. Molto bene, Le auguro di passare una buona giornata qui a Roma.
E. Giornate che passiamo noi sappiamo quelle che passiamo; e quella è quella cosa importante.

giovedì 25 febbraio 2010

Progetti&Scudetti, Capanna&Susanna


Il tennista l'anno scorso,
dopo tanti infortuni,
fece un grande bel discorso,
con dei toni inopportuni.

Io so fare proprio tutto.
Me ne faccio grande vanto.
Metto il naso dappertutto.
E guadagno pure tanto.

Con quel tono un po' invadente
e l'accento alla Clouseau
si sentiva un gran vincente,
ma non è il Roland Garros.

Questa storia dei malanni
oramai dovrà finire.
Sono troppi questi danni,
or mi tocca intervenire.

Prendo in mano la questione
e mi metto ad indagare.
Tengo già la soluzione,
tutto faccio sistemare.

Il tennista savoiardo
guarda, pensa, studia, indaga.
E' ben colpa di Riccardo,
lo pensiono senza paga.

Mando via quel dottore,
residuato del passato.
E si torna con furore
tosto in cima al campionato.

Il tennista maledetto
col suo viso da saccente
Vinceremo lo scudetto,
ma Ranieri è ben perdente.

Caccio pure quel cantante,
molto meglio un esordiente.
Non mi serve una badante,
sono un grande dirigente.

E che dire di Capanna?
Non c'ha manco il patentino.
Mentre canto "oh Susanna"
prendo Neri e poi Gaudino.

Quel che dico poi lo faccio,
ora tutto quanto è a posto.
S'avvicina il gran colpaccio,
punteremo al primo posto.

Per finire il compitino,
mancan solo dei campioni.
Tutto gira a puntino,
son già pronti bei milioni.

Diego, Melo e il madrileno,
a Moratti siamo addosso.
Vado avanti come un treno,
e mi prendo pure Grosso.

Ecco fatto lo squadrone,
siam già pronti alla vittoria.
Mi guadagno il guiderdone,
me lo dico con gran boria.

A Pinzolo in piena estate
spunta pure l'ingegnere.
E' un fiorire di cazzate,
non è certo un bel vedere.

Caro Jean, che bel Projetto,
se la ride il damerino.
Caro Jaki l'hai ben detto,
ribadisce il francesino.

All'erede un po' per caso
la giornata va poi storta.
C'è un Nicola ficcanaso,
con domanda nella sporta.

Chiederem quei tricolori,
quelli oggetto del gran ratto?
Qui si torna agli albori,
come mai nessun ha fatto.

Sei secondi di mutismo,
uno sguardo imbarazzato.
Ci s'attende un bel sofismo,
ma l'erede è impanicato.

Cosa cazzo gli rispondo?
Non mi hanno preparato.
Questo colpo è ben profondo,
mica sono l'Avvocato.

Con quel viso molto finto,
la risposta non è a tono.
Gli scudetti che abbiam vinto
noi sappiamo quei che sono.

Ma torniamo un attimino,
dal tennista trionfante.
E lasciamo il principino,
al suo eloquio balbettante.

Le vittorie da ombrellone
son ben cose da sfigati.
Sono fatte di cartone,
lo san pure i neonati.

Pochi mesi son passati
il Projetto è nel pantano.
Gli avversari son scappati,
resterem con nulla in mano.

Ciao a Ciro e Maddaloni,
il distacco è da primato.
Poi arriva Zatteroni,
per salvare il campionato.

Alla fine della fiera,
giunta è l'ora delle somme.
Oramai s'è fatta sera,
a me girano le gomme.

Col francese ed il tennista
resteremo nella fogna.
Siete i primi della lista,
solo vostra è la vergogna.

mercoledì 17 febbraio 2010

Che fine ha fatto la Juve? Il libro di Ju29ro.com


Dopo che Giampiero Mughini l'aveva anticipato in TV era un segreto di Pulcinella, ma finalmente siamo lieti di dare l'annuncio ufficiale: ju29ro.com sbarca nelle librerie, sia in quelle fisiche che nelle virtuali.

"Che fine farà la Juve?" cominciammo a chiederci quasi quattro anni fa, durante l'estate del grande scandalo del calcio, allorché, increduli per le bordate senza possibilità di contraddittorio di giornali e in tv, ci rivolgemmo al web per condividere prima i dubbi, poi le certezze, e infine la rabbia non per Calciopoli o Moggiopoli, ma per Farsopoli, la grande farsa, l’eliminazione di un competitore del sistema per via giudiziaria.


Col passare dei mesi, col trascorrere degli anni, quella domanda iniziale ha iniziato a coniugarsi al passato. "Che fine ha fatto la Juve?".

Il libro è un diario di questi ultimi anni e i nostri lettori più affezionati potranno imbattersi in articoli conosciuti. Ma accanto ai nostri pezzi più significativi, troverete anche qualche inedito, sorta di “stato dell’arte” dopo tre anni di questa nostra esperienza di giornalisti d’inchiesta sui generis.


Il tutto, strutturato in sei parti. Nella prima raccontiamo Farsopoli attraverso le nostre scoperte, nella seconda indaghiamo tra gli scandali altrui, spesso taciuti, nella terza raccontiamo gli esiti sorprendenti dei processi ordinari seguiti a quelli sportivi, la quarta è per intero dedicata all’inside job.

Ma oltre all'inchiesta, abbiamo voluto riversare sulla carta anche il nostro rapporto sentimentale con la Vecchia Signora: la quinta parte ripercorre le nostre emozioni di tifosi durante questi anni, mentre l’ultima è riservata all’ironia, quando non al sarcasmo.

Giampiero Mughini ci ha concesso l'onore di una bellissima introduzione. Roberto Beccantini, pur non condividendo in pieno le nostre idee, quello di una altrettanto bella postfazione. Ringraziamo di cuore entrambi.

Il libro sarà disponibile dai primi di marzo nelle migliori librerie, ma può essere acquistato anche online. In questo caso, pagando con bollettino postale o bonifico bancario, il libro arriverà comodamente a casa vostra con posta prioritaria (spese di spedizione a carico dell'editore), sempre al costo di copertina di 15 €.


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lunedì 15 febbraio 2010

venerdì 12 febbraio 2010

Sono vicino alla squadra e all'allenatore (cit)


La Guardia di Finanza ha condotto l'anno scorso una verifica fiscale sulla Juventus, in relazione agli anni che vanno dal 2001/2002 al 2007/2008.

La verifica si è conclusa in data 23 luglio 2009, quando i finanzieri hanno consegnato alla società il cosiddetto "processo verbale di constatazione". Si tratta di un documento che deve essere obbligatoriamente predisposto dagli ispettori fiscali e in cui sono riassunte tutte le operazioni di verifica effettuate ed i relativi risultati.

Nel predetto processo verbale, come evidenziato nel bilancio della società al 30 giugno 2009 e nell'ultimo resoconto intermedio di gestione, i finanzieri hanno contestato alla Juventus diverse violazioni delle norme tributarie, per importi rilevanti. Ad avviso dei verificatori, in particolare, la società non avrebbe trattato correttamente, sotto il profilo fiscale, alcune operazioni effettuate sui cartellini dei giocatori e le provvigioni pagate agli agenti dei calciatori al momento della firma o del rinnovo del contratto. Secondo la Juventus, invece, tutto è stato fatto nel pieno rispetto delle regole tributarie applicabili e, pertanto, la società ha manifestato l'intenzione di difendersi nei modi e nei termini previsti dalla legge.

La verifica fiscale ha poi originato anche un'indagine penale. Come stabilito dalla normativa vigente, la Guardia di Finanza, ritenendo che le violazioni contestate possano rappresentare anche un reato fiscale, ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica di Torino. Ed è notizia di oggi, infatti, che l'attuale Presidente della Juventus, Jean-Claude Blanc, ed il suo predecessore, Giovanni Cobolli Gigli, sono indagati per presunti reati fiscali commessi in qualità di amministratori della società. L'inchiesta dei magistrati torinesi riguarda il trattamento ai fini dell'imposta sul valore aggiunto delle provvigioni corrisposte agli agenti dei calciatori. Gli anni oggetto di indagine sono il 2005, il 2006 ed il 2007 (le cui dichiarazioni IVA sono state presentate, rispettivamente, nel 2006, 2007 e 2008).

Con un comunicato pubblicato sul proprio sito Internet, la Juventus "ha preso atto delle indiscrezioni pubblicate da alcuni organi di stampa in relazione agli sviluppi di una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza nel corso del 2009 e della quale le comunicazioni sociali hanno dato ampia ed esaustiva informazione".

Nel comunicato, la società ha confermato "che il precedente Presidente Giovanni Cobolli Gigli e l’attuale, Jean-Claude Blanc, hanno effettivamente ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torino, nel corso del mese di gennaio 2010, un invito a presentarsi per illustrare la propria posizione in relazione alle ipotesi di violazioni fiscali in materia di IVA contestate per gli anni fiscali 2005, 2006 e 2007", precisando altresì che "i legali hanno ricevuto mandato di illustrare la posizione della società e dei suoi amministratori, che possono sin d’ora dichiarare di avere sempre osservato la legge e i regolamenti sportivi, attenendosi anche alle direttive della Federcalcio e della FIFA. In questi anni infatti, la Juventus ha stipulato regolari contratti con professionisti i cui compensi sono sempre stati pagati a fronte di attività svolte nell’interesse della Società. Inoltre, la Juventus sottolinea che non ha mai seguito prassi non corrette che, secondo gli organi di informazione che hanno diffuso l’indiscrezione, sarebbero invalse nel mondo del calcio".

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, il legale incaricato dalla società e dai suoi (ex ed attuali) amministratori sarebbe il solito Michele Briamonte dello Studio Grande Stevens, avvocato di fiducia della Juventus e noto per aver partecipato con il collega Cesare Zaccone alla difesa (si fa per dire) della società nel processo sportivo, culminato con la retrocessione in Serie B e la perdita di due scudetti conquistati con pieno merito sul campo. Briamonte avrebbe già contattato i magistrati per discutere della questione, concordando con loro i passi successivi. In particolare, l'avvocato torinese si sarebbe impegnato ad inviare agli inquirenti una memoria difensiva di Blanc e Cobolli Gigli.

Dal canto suo, la Società "ha tempestivamente segnalato - così prosegue il comunicato ufficiale - alla Lega Nazionale Professionisti le contestazioni che potenzialmente coinvolgono l’intero 'sistema calcio', anche per affrontare unitariamente casi analoghi. La Juventus ha ragione di credere che quanto sopra sarà dimostrato nelle opportune sedi, come si è già verificato in altre occasioni".

In attesa di seguire l'evolversi della vicenda, mi limito ad un sobrio commento. Sono vicino alla squadra ed all'allenatore (cit).

giovedì 11 febbraio 2010

Torneranno i tempi belli. Tocca a te, Andrea Agnelli


Nel bel mezzo dell'inverno
c'è un tennista preoccupato.
Sempre oggetto di gran scherno,
lui si sente denigrato.

Nonostante il conto in banca
c'è qualcosa che lo turba.
Al tennista sulla panca
non va giù chi lo disturba.

Si ritiene un incompreso,
non capisce certi cori.
I 'fanculo l'hanno offeso,
se la prendano coi mori...

Quel tennista irriverente,
col nasino pronunciato,
ha un visino sofferente.
E' da tempo incazzato.

Troppi insulti dalla gente,
"chi non salta è un francese".
"Vaffanculo Presidente",
e poi giù con altre offese.

Il tifoso è un fiume in piena,
non si ferma un solo istante.
Troppo grande la sua pena,
questo sfascio è desolante.

Sono tante le ragioni,
dei tifosi più incazzati.
Vi risparmio gli spiegoni,
bastan questi pochi dati.

Grande spreco di denari,
troppi errori sul mercato
Ora sono cazzi amari,
il Progetto è sputtanato.

Non c'è nulla che funzioni,
le vittorie son passate.
Qui ci girano i coglioni,
son tre anni di cazzate.

Giocatori pensionati,
con contratti di più anni.
E gli sponsor son scappati,
questi si che sono danni.

Eravamo un modello,
società all'avanguardia.
Ora siamo un bordello,
che vivacchia in retroguardia.

Il tennista è corrucciato
e si sente molto inquieto.
Qui c'è puzza di bruciato,
il suo volto non è lieto.

Basta calci nel sedere,
non si tocca il mio compenso.
Ora chiamo l'ingegnere
e gli dico quel che penso.


Il francese in tutta fretta,
col nasino in gran fermento,
tosto prende la cornetta,
per un nuovo appuntamento.

Caro Jean, che piacere,
siedi qui vicino a me.

E' cordiale l'ingegnere,
vuoi per caso un un po' di té?.

Tri-cachet allor si sfoga
con l'erede balbettante.
Gleilo dice con gran foga,
io non sono un dilettante.

Caro Yaki hai compreso
cosa dicono i tifosi?
Io mi sento ben offeso,
sono solo rancorosi.


Quest'andazzo è una vergogna,
te lo dico a tu per tu.
Non sopporto questa gogna,
allo stadio non vo più.


Non sopporto Penna Bianca,
lui è solo un subalterno.
Avrò anche soldi in banca,
ma la vita è un inferno.


E ti prego di sentire
cosa penso di Roberto.
Te lo devo proprio dire,
con te sono un libro aperto.


E' soltanto un ex campione,
bianconero tracotante.
C'ho la Coppa (di) Zaccone.
è il trofeo più importante.


Ho comprato dei campioni,
Melo, Diego e Cannavaro.
Ne ho sborsati di milioni,
pensa a Grosso e Molinaro.


Vinceremo il campionato,
metteremo un'altra stella.
Ai tifosi l'ho giurato,
questa storia è molto bella.


Ho concluso un bel contratto
con le mele del Trentino.
Me la godo come un matto,
col Fassone ed il Gattino.


Con un ghigno soddisfatto,
si rilassa il damerino.
Ma che affare è stato fatto,
Tri-cachet è uno e trino.

Sei francese, tosto e fiero.
Testa, palle e qualità.
Tu sei juventinovero,
ma con molta più onestà.


Stai tranquillo, stai sereno.
Il tuo posto non si tocca.
Stai andando come un treno,
guai a chi ci mette bocca.


Sembra proprio un gran finale,
per l'erede ed il nasone.
Ma le cose vanno male,
qui ci vuole un ribaltone.

Siamo quasi a quattro anni
di gestione alla carlona.
Sono troppi qui i danni,
che sia giunta l'ora buona?

Senza Yaki ed il tennista,
torneranno i tempi belli.
Qui ci vuole un apripista,
Tocca a te, Andrea Agnelli.