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In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
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Perché la Juventus non è stata difesa.
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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 20 ottobre 2010

Quattro milioni (e rotti) ... di calci in culo

Nei giorni scorsi, la Juventus ha pubblicato sul sito ufficiale, il progetto di bilancio al 30 giugno 2010, che sarà sottoposto all'approvazione dell'assemblea il prossimo 27 ottobre.

Tra le molte informazioni che si possono desumere dal bilancio, alcune delle quali saranno probabilmente oggetto di analisi nei prossimi giorni, mi ha sempre attratto in maniera quasi morbosa la tabella sui “compensi ai componenti degli organi di amministrazione e controllo e ai dirigenti con responsabilità strategiche” (si trova a pagina 87 del progetto di bilancio).

Da convinto sostenitore della meritocrazia, ritengo assolutamente normale che gli amministratori esecutivi di una società ben gestita siano remunerati in misura congrua. Ma deve valere anche il contrario. Se una società non è gestita bene, questo dovrebbe riflettersi sulla remunerazione dei dirigenti (e non solo su quella, anche sulla stabilità e prosecuzione dei loro incarichi…).

Leggendo la tabella di pagina 87 e, in particolare, gli emolumenti monstre riconosciuti ad alcuni componenti dell’organo di amministrazione, la Juventus sembrerebbe essere una società gestita alla perfezione. Lo stesso dicasi in base alle tabelle dei bilanci precedenti. Sappiamo invece tutti benissimo come sia stata amministrata la società bianconera in questi anni.

La triade (alla francese, con l’accento sulla “a” e la “e” finale muta) Jean, Claude et Blòn continua ad essere remunerata, nonostante i disastrosi risultati conseguiti, con cifre da capogiro. Jean, in qualità di semplice amministratore, ha maturato un emolumento di 12.000 euro. Decisamente meglio è andata a Claude, il direttore generale. La sua remunerazione è piuttosto articolata (e corposa): 10.000 euro di benefici non monetari, 463.000 euro di bonus e altri incentivi e 570.000 euro di altri compensi (come precisato in nota, trattasi di retribuzione da lavoro dipendente e indennità spese d’affitto), per un totale di 1.043.000 euro. All’amministratore delegato Blòn, infine, sono stati riconosciuti 583.000 euro di emolumento per la carica, 24.000 euro di benefici non monetari e 600.000 euro di bonus ed altri incentivi (valore maturato dell’Additional Compensation, che sarà erogato alla conclusione del piano di sviluppo a medio termine approvato dal Consiglio di Amministrazione del 14 marzo 2007, al lordo degli effetti dell’attualizzazione finanziaria), per un importo complessivo pari a 1.207.000 euro. La triade savoiarda, in sintesi, si è portata a casa ben 2.262.000 euro. Una parte di questa somma (600.000 di Additional Compensation), per la verità, dovrebbe essere corrisposta solo al termine del piano di sviluppo: il condizionale è d’obbligo, perché il Consiglio di Amministrazione potrebbe comunque anticipare la data di pagamento (come in effetti è successo per l’Additional Compensation maturato negli anni precedenti, vedi infra).

La ricca annata di Jean, Claude et Blòn non è sfuggita a Gianni Dragoni, giornalista de Il Sole 24 Ore che si occupa abitualmente dei bilanci delle società di calcio. In un trafiletto pubblicato sul Sole del 13 ottobre scorso (“Juve, annus horribilis ma non per i manager”, inserto Finanza & Mercati, pag. 45), Dragoni rileva che “l’ex direttore generale della Federtennis francese ha maturato nell’esercizio al 30 giugno 2010 compensi per 2,228 milioni di euro (Dragoni non considera nel totale i 34.000 euro di compensi non monetari – ndr), secondo quanto riportato nel progetto di bilancio bianconero. Un po’ meno dei 2,67 milioni lordi percepiti l’anno precedente, che rappresentano il record nel ‘pay watch’ personale di Blanc. Ma i risultati della Juventus nell’ultima stagione sono nettamente peggiorati. La squadra è arrivata settima in campionato, una delle peggiori posizioni nella sua storia, mentre i conti sono in perdita per 11 milioni”.

Dragoni, tuttavia, non evidenzia un’altra informazione significativa che si può ricavare da una lettura attenta del bilancio. Nella sezione dedicata alle “operazioni con parti correlate” vengono indicati debiti non finanziari verso gli amministratori per 2.642,9 migliaia di euro. Questa voce si riferisce principalmente al debito di 2.000.000 di euro verso l’Amministratore Delegato (Blòn) a fronte dell’Additional Compensation maturata nel corso del mandato. Tale importo, contabilizzato nei precedenti esercizi tra i debiti non correnti, è stato liquidato nel mese di luglio 2010, come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 10 maggio. In estrema sintesi, quindi, Blòn ha incassato a luglio i due milioni di euro che avrebbe invece dovuto ricevere solo al termine del piano di sviluppo (quale?).

Per Jean, Claude et Blòn, quindi, l’annus horribilis della Juventus si è rivelato, dal punto di vista delle casse personali, un annus magnificus: 3.662.000 euro di compensi ricevuti a vario titolo, cui si devono aggiungere i 600.000 euro di remunerazione differita, per un totale di 4.262.000 euro.

martedì 13 ottobre 2009

Quanto gode Gauderique!


Jean-Claude Roger Gauderique Blanc da Chambery (in arte, Monsieur Blòn) ride e gode dal 29 giugno 2006.
In quel (fausto per lui, infausto per noi) giorno, fu nominato amministratore delegato e direttore generale della Ridentus.
E grazie a questo accumulo di cariche ha iniziato ad accumulare una piccola fortuna personale.
Basta leggere i bilanci della Ridentus.
Guaderique ha concluso il primo triennio alla guida della Ridentus con il compenso record di 2,67 milioni lordi complessivi (cfr. progetto di bilancio al 30 giugno 2009). Questa somma è comprensiva di 1,2 milioni lordi, corrispondenti al «valore maturato dell'additional compensation, che - precisa una nota nel bilancio - sarà erogato al termine del piano di sviluppo a medio termine approvato dal consiglio di amministrazione del 14 marzo 2007, al lordo degli effetti dell'attualizzazione finanziaria ».
Ma anche nei due anni precedenti i compensi di Gauderique, sempre comprensivi dell'«additional compensation», sono stati più che congrui: 2,21 milioni e 2,374 milioni.

martedì 30 ottobre 2007

Anche il Sole-24 Ore mette in risalto il paracadute di Birigenti e FIAT

Gianni Dragoni
Il Sole-24 Ore - 27 ottobre 2007
Paracadute d'oro per i nuovi vertici della Juventus dopo la triade. Soprattutto per l'amministratore delegato e d.g. Jean-Claude Blanc: il contratto prevede una buonuscita di tre milioni di euro lordi "in caso di risoluzione del rapporto de parte della società, senza giusta causa, ovvero in caso di dimissioni con giusta causa".
Al presidente Giovanni Cobolli Gigli spetterebbe "in caso di cessazione del rapporto senza giusta causa (...) un'indennità forfetaria pari all'ultimo emolumento annuo, attualmente di 450mila euro".
La novità emerge dal bilancio al 30 giugno 2007. E' stata sottolineata dai piccoli azionisti durante l'asssemblea, che ieri ha approvato il bilancio, dopo cinque ore di discussione.
Hanno chiesto se "il Tfr" sia previsto perché ci sono ipotesi di cessione del club, controllato dalla famiglia Agnelli attraverso l'Ifil (60,01%). "Non ci risulta nulla di tutto questo", ha risposto Cobolli.
Anche il contratto di sponsorizzazione triennale firmato dal gruppo FIAT, per 33milioni di euro complessivi più premi, prevede una clausola di risoluzione qualora cambiasse l'azionista di controllo della Juventus.
Il bilancio 2007 è in lieve perdita, 927.569 euro, nonostante 16,3 milioni di plusvalenze nette per le cessioni di luglio e agosto 2006. "La Serie B ci è costata circa 100 milioni di euro", ha detto Blanc. "75 milioni di minori ricavi da diritti tv e sponsor nella scorsa stagione. E la mancata partecipazione alla Champions ci costerà quest'anno 25 milioni di minori ricavi".
Il consiglio prevede che anche il bilancio al 30 giugno 2008 "chiuderà in perdita".
Ci sono preoccupazioni per la ripartizione dei diritti tv con la nuova legge Melandri. "Martedì ci sarà assemblea in Lega, ci auguriamo una proposta soddisfacente. Se ci fossero degli espropri punteremo i piedi", ha detto Cobolli.
Il presidente ha spiegato che i quattro maggiori club, quindi anche Milan, Roma e la rivale Inter (l'ha chiamata "l'altra squadra"), "hanno il 75% dei tifosi, ma rischiano di essere penalizzati dall'orientamento dei medio-piccoli. C'è un solo modo di non penalizzare i grandi dando di più alle piccole: riuscire con la vendita collettiva ad incassare 120 anziché i 100 di oggi".
A causa delle incertezze sui proventi, la Juve ha rimandato le decisioni sui lavori allo stadio Delle Alpi. "Prevediamo una decisione sullo stadio entro novembre", ha detto Blanc. Per aumentare i ricavi Blanc intende associare alla Juve "otto grandi sponsor in esclusiva, come si fa per le Olimpiadi". Hanno già aderito Bpi e Costa Crociere, ha detto.
Critiche dagli azionisti per l'accordo commerciale "Media partner" con la Gazzetta dello Sport, accusata di essere troppo severa con la Juve. "La Gazzetta non è un nostro sponsor", si è difeso Cobolli. "Ha fatto un contratto cambio pubblicità, cambio merce, riconosce uno spazio pubblicitario a fronte di una presenza del giornale nello stadio Olimpico. Questo è sempre stato fatto anche in passato, eccetto l'anno in Serie B".
Un'eccezione agli azionisti tifosi è stato l'intervento di Maria Luisa Anelli che si è definita "simpatizzante nerazzurra, giornalista". "Il passaggio in B della Juve è stato provvidenziale. Ha salvato i conti, le perdite sono state ridotte". E su Moratti: "in genere paga di tasca propria, noi invece paghiamo di tasca nostra".
Le azioni +1% a 1,218 euro) restano sotto il prezzo (1,3) dell'aumento di capitale di giugno.