Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 13 novembre 2007

Caro Oceano ti scrivo

Caro Oceano ti scrivo
così ti informo un po'
e siccome sei appena nato
più volte io ti scriverò.

Da quando sei arrivato
non c'è nessuna novità,
la Juve vecchia è finita ormai
e quella nuova proprio non va.

Raggiunta Quota 90. Continuiamo così.

Questa mattina Vi avevo invitato a sostenere la Cazzetta nel sondaggio sul peggior quotidiano sportivo.
Ebbene, la Cazzetta ha raggiunto quota 90 (grazie a barzainter, il cui voto ha fatto scattare l'agognata soglia; e grazie a tutti coloro che hanno votato).
Continuiamo così.

Benissimo Neonato



No, vi sbagliate.
Non è come pensate.
Questo post non ha nulla a che vedere con Oceano.
Benissimo Neonato è una rivista che usciva una ventina di anni fa.
Guardate bene la seconda foto.
Sulla sinistra è riportato lo staff della rivista.
C'e' per caso qualcuno che conoscete?
PS Grazie a Lucaotto per la segnalazione. A mia volta, segnalo che Lucaotto è stato bannato dal forum j1897 per aver postato queste foto. Vergogna (j1897, non certo Lucaotto)

Sostieni la Cazzetta, vota il sondaggio


C'è un sondaggio in corso sul blog (in alto, sulla destra; appena sotto la dotta dissertazione su quanti siano per Johnny B Good gli scudi della Juve).

Qual è il peggior quotidiano sportivo italiano?

Questo il titolo del sondaggio.

Tre le possibili risposte (perché, a gran sorpresa, tre sono i quotidiani sportivi italiani):

1. Il nostro magnifico partner commerciale (quello che si trova, sempre meno, unto e bisunto, sul bancone dei gelati nei bar più infimi e purtridi delle città). la Cazzetta dello Sport

2. Tuttosport.

3. Corriere dello Sport.


Circa 100 persone hanno già votato il sondaggio.

E, incredibile a dirsi, il nostro partner commerciale è saldamente in testa, con l'89% dei voti.

Vota anche tu.

Aiutiamo la Cazzetta a raggiungere quota 90.


Riprendiamoci lo Stato


Massimo Gramellini



Quei teppisti non sono l’Italia, sospira il Presidente della Repubblica, osservando avvilito dal Qatar le immagini dell’assalto ultrà alla caserma di Roma. Non c’è dubbio. Ma allora qual è l’Italia che in queste ore dà così misero spettacolo di sé nei telegiornali di mezzo mondo? Quell’Italia siamo anche noi giornalisti, che invece di dare la notizia dell’assassinio di un ragazzo al casello autostradale, annunciamo che è stato ucciso un tifoso.


Senza minimamente considerare l’effetto che una simile frase potrà provocare nella crapa bacata dei violenti in procinto di andare alla partita: la frequentazione quotidiana con le dichiarazioni volatili dei politici ci ha indotti a dimenticare il potere devastante delle parole.


Quell’Italia sono certi poliziotti sotto pagati e male addestrati, mandati allo sbaraglio da superiori che poi cercano goffamente di proteggerli: non ci è toccato addirittura ascoltare che all’agente «era partito un colpo»? Quell’Italia è uno Stato di diritto dove il diritto è un consiglio, una traccia, uno stato d’animo: i protagonisti della rissa all’autogrill non sono stati nemmeno denunciati. E il ragazzo ammazzato, per il solo fatto di essere una vittima, è diventato già un santo, anche se dentro l’auto in cui è morto gli amici suoi non tenevano bandiere e fischietti, ma coltelli, biglie e sassi. Quell’Italia sono migliaia di teste vuote e i loro genitori ed educatori, tv compresa, che non hanno fatto nessuno sforzo per riempirle con qualche valore che non fosse quotato in Borsa. Quell’Italia è il Paese dove non si arriva mai al fondo di niente e tutto rimane in superficie, a cominciare dai nervi. La calma è dei forti e noi siamo deboli, isterici, fragili: quindi agitati. Le istituzioni non producono progetti ma gesti dimostrativi, sull’onda dell’emozione, possibilmente in tempo utile per sbarcare nei tg. L’ultimo è vietare le trasferte ai violenti, il classico cioccolatino duro fuori e morbido dentro, dato che sono già previste decine di deroghe ed eccezioni. E la contestazione dell’aggravante di terrorismo ai teppisti di Roma? Al processo sarà sicuramente derubricata, ma intanto dà l’illusione di uno Stato che sa il fatto suo, mentre non sa nemmeno sfogliare un calendario, per cui annuncia solennemente che domenica i campionati si fermeranno, quando l’unico campionato che conta, la serie A, era già fermo di suo per la partita della Nazionale.


Quell’Italia è un governo che reagisce (male) alle disgrazie, ma non sa mai prevenirle. Dopo l’omicidio del poliziotto di Catania ci dissero: «Metteremo subito gli steward negli stadi come a Londra». Sono dieci anni che ci dicono che risolveranno il cancro degli hooligans come a Londra. Da quando a Londra lo hanno risolto, appunto. Adesso, un cadavere dopo, e nemmeno in uno stadio, veniamo a sapere che gli steward stanno finalmente per arrivare. Il primo marzo. Vale a dire fra quattro mesi. Forse sarebbe più appropriato travestirli da pesci e spostarli al primo aprile.


Quell’Italia rimane soprattutto un Paese dove piccole minoranze organizzate sottraggono alla maggioranza il diritto di esercitare i propri diritti. Succede nella politica, nelle professioni. E negli stadi. Atalanta-Milan è stata sospesa perché dieci - non mille non cento, dieci - premiati soci della casta ultrà, roteando un tombino appena divelto, minacciavano di invadere il campo. A nulla è servito che decine di migliaia di spettatori muniti di regolare biglietto li contestassero al grido fin troppo tenero di «Scemi scemi». Quei dieci hanno fatto valere le loro regole. Le regole di chi esercita la sopraffazione con la violenza, coperto dall’ombrello di un’impunità che dirigenti e giocatori di calcio - mossi da un unico istinto: la paura - hanno contribuito in questi anni a consolidare, offrendo loro biglietti, magliette e cene gratis. E quale senso di sicurezza trasmette il capo della polizia, quando di fronte a un’orda che arriva a transennare le strade di un quartiere della capitale, spiega di aver ritirato i suoi uomini per evitare che diventassero un facile bersaglio?


Ha ragione il Presidente: quei teppisti non sono l’Italia. Ma neanche quell’Italia può continuare a essere l’Italia in cui vogliamo abitare. L’Italia che sa punire i poliziotti che sbagliano e premiare quelli che lo meritano, anche se non hanno raccomandazioni in paradiso. L’Italia che estirpa i violenti dagli stadi e dalle strade. E non protegge le caste, ma le persone. Perseguendo gli individui e non generiche categorie sociali: i tifosi, i romeni. L'Italia a viso aperto. Tollerante, giusta, decisa. Senza ferocia. Ma senza paura.

Volete fare un regalo ad Oceano? Ecco alcune idee


Come sappiamo, il primo regalo ricevuto dal piccolo Oceano è una prestigiosissima Fiat Marea, dono di papà Jaki e mamma Lavinia.


Lapin Lapetto, zio di Oceano, invece ha investito ben 7 € per acquistare su ebay un albo di Zagor, dedicato proprio al suo adorato nipotino.

Zia Patrizia, invece, non ha ancora deciso cosa regalare.


Mi permetto quindi di segnalare a zia Patty (e a tutti coloro che eventualmente volessero portare un dono a Villa Frescot) alcune idee regalo.

Una premessa però è assolutamente necessaria.

Papà John e mamma Lavinia hanno notoriamente il braccino corto.
E quindi hanno donato al loro piccolo una Fiat Marea, versione base.
Una Fiat in versione base è poco più di una scatoletta di latta, con 4 ruote ed un motore. E basta.

Ecco perché mi sono concentrato, nella selezione delle idee regalo per Oceano, su alcuni utili accessori e complementi per la sua nuova e fiammante Fiat Marea.


1. Libretto uso e manutenzione Fiat Marea (in vendita a soli 9.90 € su ebay).

2. Volante in pelle per Fiat Marea con comandi radio (38 € - ebay)

3. Sedile anteriore (lato passeggero) per Fiat Marea (24,99 € - ebay)

4. Volante originale per Fiat Marea, completo di coprivolante in vera pelle nera (mica pizza e fichi) (39 € - ebay)

5. Quattro pastiglie freno anteriore (18,90 € - ebay)

6. Compressore per climatizzatore Fiat Marea (250 € - ebay)

7. Kit portatutto in alluminio (49 € - ebay).

lunedì 12 novembre 2007

Oceano, un nome che fa acqua da tutte le parti


(Il secondo dono ricevuto dal piccolo El Kann)

Ross Brawn alla Honda. Chissà Lucky Luke...

La Honda conferma l’ingaggio dell’ex direttore tecnico della Ferrari Ross Brown. Brawn avrà il compito di progettare, produrre e costruire la monoposto della prossima stagione e lavorerà accanto a Nick Fry che continuerà ad essere direttore esecutivo del team.
«Sono molto eccitato all'idea di approdare alla Honda», ha detto Brawn, per 10 anni alla Ferrari, di cui è stato direttore tecnico. «Si tratta di un team importante in F1 e per aiutare la squadra a concretizzare le proprie ambizioni rappresenta una nuova sfida fantastica. Aspetto con impazienza di cominciare a lavorare accanto agli uomini di talento che già la Honda ha a disposizione». Brawn comincerà ufficialmente a lavorare con la Honda dal 26 novembre.
Questo il pensiero di Nick Fry: «Abbiamo portato a termine numerosi ingaggi nelle aree dell’aerodinamica, della progettazione, dell’ingegnerizzazione, del marketing e del team di gara. L’annuncio di oggi dell’arrivo di Ross Brawn nel nostro team è una conclusione molto soddisfacente del processo di aggiornamento e rivitalizzazione di un team forte e determinato. La sua esperienza nel vincere campionati in F1 sarà cruciale e puntiamo a riportare la Honda al vertice, sono felicissimo di lavorare insieme a lui per riuscirci».

A proposito di marea..

Johnelkaaaan Johnelkaaaan

Sale e scende la marea
E Johnelkann ha la diarrea
Poverino poveretto
Tutto il giorno al gabinetto
E Lavinia con piacere
gli pulisce il sedere....

Johnelkaaaan Johnelkaaaan

Lucky Luke, che gaffe

C'è un uomo che ieri ha trascorso una domenica agitata.
E' nato a Roma 57 anni fa, sposato con un figlio e oltre ad avere una statura massiccia e la barba bianca, ha anche un piccolo tic nervoso. Si chiama Roberto Santarelli e dal 20 settembre 2005 è direttore generale di Federmeccanica, la più importante tra le 18 federazioni di settore di Confindustria. Nei giorni scorsi è stato al centro di un piccolo incidente con Luca di Montezemolo che gli ha creato un grande imbarazzo, ma lo ha reso molto popolare. Nel corso dell'ultimo direttivo di Federmeccanica il presidente di Confindustria ha difeso con passione l'anticipo di 30 euro in busta paga deciso dalla Fiat, quell'elemosina che nei piani di Sergio Marpionne e Luchino dovrebbe servire per mandare a gambe all'aria i contratti con i sindacati. Secondo la ricostruzione fatta da "Il Giornale", mentre Luchino parlava Santarelli ha cominciato a scuotere il capo come per diniego. Il movimento ondulatorio è diventato sempre più intenso fino al punto che Luchino gli ha urlato in faccia: "sei vecchio, cercati un altro lavoro". La sorpresa dei presenti, primo fra tutti l'industriale Calearo, presidente di Federmeccanica, è stata enorme perchè dalla bocca dell'erede della Sacra Famiglia degli Agnelli, nessuno si aspettava una frase così volgare. Poi si è capito che a tradire Santarelli non era il disappunto per i 30 euro di elemosina, ma un tic nervoso che si porta dietro da anni.E Luchino gli ha telefonato per chiedergli scusa. Una gaffe memorabile.

E' nato Oceano


(Nella foto, il primo regalo ricevuto dal piccolo Oceano)
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Nella notte è nato Oceano El Kann.
Moltissimi auguri al piccolo.
Ne ha davvero bisogno.
Con la famiglia che si ritrova...

C'era una volta? No, c'è ancora oggi.

C'era una volta un importante dirigente del calcio italiano.
Quel dirigente era molto importante,
Anzi, era il più importante dirigente del calcio italiano.
Era il presidente della F.I.G.C. (e di molte altre cose ancora).
Ebbene, quel dirigente molto importante si sentiva il padre padrone del calcio italiano.
Ed in effetti era proprio così.
Un bel giorno, il dirigente più importante del calcio italiano chiama un importante funzionario del settore arbitrale.
Quel funzionario del settore arbitrale era anche lui molto importante.
Era uno dei due designatori degli arbitri.
Ebbene, il dirigente più importante del calcio italiano e l'importante funzionario del settore arbitrale si parlano al telefono.
Ed il padre padrone del calcio italiano istruisce a dovere il funzionario del settore arbitrale: "Nel dubbio, contro la Juve".
C'era una volta?
No, c'è ancora oggi.
Sono cambiate (formalmente) le persone.
Il dirigente più importante del calcio italiano ha lasciato la poltrona al suo vice.
Ma continua ad essere il padre padrone del calcio italiano.
Il funzionario del settore arbitrale ha anche lui lasciato la poltrona.
Ed è stato sostituito da un ex arbitro, amante della buona cucina e dei ristoranti poco (anzi, per nulla) affollati.
Il padre padrone del calcio italiano ed il nuovo dirigente del settore arbitrale hanno i medesimi gusti culinari.
E sono entrambi fedeli alla regola di sempre. "Nel dubbio, contro la Juve".
C'era una volta?
No, c'è ancora oggi.

domenica 11 novembre 2007

Dalla biografia di LuckyLuke. Quel carissimo cofanetto...


Lucky Luke lascia la Ferrari nel 1977 e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT ed in seguito amministratore delegato della Itedi, holding che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.

Nel 1982 diventa amministratore delegato della Cinzano International, società dell'Istituto Finanziario Industriale (IFI), ed è il responsabile dell'organizzazione della partecipazione all'America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra Challenge.

A proposito del passaggio alla Cinzano, Cesare Romiti dichiarerà al giornale La Repubblica nel 1985 "Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno all'Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l'altro alla Cinzano" e Montezemolo ammise "È vero, ho sbagliato, per favorire il contatto con Gianni Agnelli mi sono fatto dare ottanta milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi".


Mica male come tipino, che ne dite?

Stupisce che Lucky Luke sia stato perdonato da Gianni Agnelli

Certe cose non si possono perdonare.

O, meglio, si possono perdonare solo ad un figlio.

Perché ogni scarrafone è bello a papà suo (non solo a mammà).

Messa così, la cosa forse non stupisce più di tanto.

10.000 visite. 10.000 volte grazie. 10.000 volte "forza Juve"




Nella giornata di sabato abbiamo superato le 10.000 visite al blog.
Grazie a tutti.
Forza Juve.
Il Mago di Ios

Bufale. Patacche. Tarocchi

Le ultime notizie dalle procure e dai tribunali sono le seguenti: gli indossatori di scudetti altrui sono in un elenco ufficiale di società che avrebbero chiesto alla sicurezza Telecom di spiare propri tesserati, arbitri, dirigenti federali e di altre squadre. Indossatori e Telecom, in tribunale, giocano a rimpiattino (avete spiato voi, sì ma ce l'avete chiesto voi) nella vicenda Vieri. Mentre pare che Tavaroli, cioè il capo della sicurezza Telecom, avesse "protetto" Luca Cordero di Montezemolo da attacchi non meglio specificati di cordate industriali concorrenti. Ecco, in pochi atti giudiziari, spiegata la bufala di calciopoli.

venerdì 9 novembre 2007

E se s'incazza Alierta...

Gli spioni informatici di Pirelli-Telecom sono riusciti a violare anche i computer di Telefonica, il colosso spagnolo delle telecomunicazioni, e delle principali società di telefonia e Internet, come Telmex e la brasiliana Embratel, controllate dal magnate messicano Carlos Slim, considerato l'uomo più ricco del mondo.
È una scoperta giudiziaria di forte impatto economico. Proprio Telefonica, infatti, è il primo socio della cordata di azionisti, riuniti nella Telco con Mediobanca, Intesa, Generali e Benetton, che ha appena perfezionato l'acquisto del pacchetto di controllo di Telecom Italia. Marco Tronchetti Provera ha chiuso l'affare con Telefonica, primo azionista di Telco con il 42,3 per cento, dopo una delicatissima trattativa che aveva portato il manager della Pirelli a un passo dall'accordo con il concorrente messicano.
Questa e altre sorprese sono documentate negli atti che accompagnano l'ordinanza d'arresto eseguita lunedì 5 novembre contro tre presunti responsabili degli attacchi informatici che, tra il 2004 e il 2005, consentirono alla divisione sicurezza del gruppo italiano di stravincere la 'guerra di spie' contro la Kroll, la più grande agenzia investigativa del mondo, che lavorava per i soci-rivali di Telecom in Brasile. Ai magistrati interessano i segreti tuttora custoditi dai tre arrestati: Roberto Rangoni Preatoni, figlio del finanziere creatore di Sharm el-Sheik; Alfredo Melloni, cervello tecnico del Tiger team, cioè della squadra di hacker di Telecom; Angelo Jannone, ex tenente colonnello dei carabinieri, diventato capo della security del gruppo italiano in Brasile, l'unico che ha ottenuto i domiciliari.

Si ode un tintinnio di...


Una camomilla per Lucky Luke ...


A Milano si è svolto un consiglio straordinario di Federmeccanica, convocato in fretta e furia dal buon Calearo su ordine di Montezemolo per zittire le voci sempre più vaste di critica all'iniziativa FIAT dell'anticipo dei famigerati 30 euro.Al Consiglio ha presenziato anche Bombassei e, per teleconferenza, lo stesso Montezemolo. Questi dopo aver annoiato i presenti per 40 minuti sul "fare squadra" e sui mirabolanti successi (?) della sua presidenza, presentando come un grande risultato l'avvio della trattativa sulla riforma dei contratti (dopo quattro anni di inutili attese), inizio peraltro solo annunciato perchè Epifani di sedersi al tavolo continua a non aver voglia; ebbene, dopo questo noiosissimo comizietto, improvvisamente prende ad attaccare senza alcuna motivazione il povero direttore di Federmeccanica Santarelli, accusandolo di essere vecchio, sorpassato e "invitandolo" a cercarsi un nuovo lavoro. Nel mentre, Bombassei, con il pretesto di un aereo, fuggiva seguito dal suo portaborse, e Calearo, sbiancato, farfugliava qualcosa. Contrariamente alle attese di Montezemolo tutto il consiglio direttivo di Federmeccanica, con la sola eccezione dell'uomo Fiat Rebaudengo, si schierava compatto a difesa di Santarelli, rimproverando Calearo di non averlo immediatamente difeso e di non aver respinto con sufficiente vigore l'affondo di Luca-Luca.


E adesso chi proseguirà la difficilissima trattativa con i sindacati per il contratto dei metalmeccanici dopo lo sputtanamento di Santarelli?


Montezemolo ha perso la testa o c'è qualcosa d'altro? Di certo ora tutti i piccoli e medi imprenditori di Federmeccanica vedono come il fumo negli occhi sia Montezuma che Bombassei, suo malgrado presente alla scenata, ed anche Calearo è in crisi.




Lucky Luke sta sulle balle a tanti...


Non solo ai piccoli e medi imprenditori di Federmeccanica.




Lucky Luke e la Vergine della Bicocca. Seduti allo stesso tavaroli


Panorama, 9 novembre 2007


Nel 2004, durante la corsa per la presidenza della Confindustria, Marco Tronchetti Provera schierò la sua security, guidata da Giuliano Tavaroli, a difesa dell'onorabilità del candidato favorito: Luca Cordero di Montezemolo.

Secondo quel che ha dichiarato ai magistrati Tavaroli, ci sarebbe stata una cordata ostile alla sua elezione pronta a rivangare vecchie vicende giudiziarie.

Che cosa fece la guardia scelta di Tronchetti Provera per proteggere Montezemolo?

Innanzitutto analizò le "criticità" di quella candidatura, attraverso due giornalisti, consulenti dell'azienda milanese.

Il nervo più sensibile risultò una vicenda del 1985, quando Montezemolo fu coinvolto in un'inchiesta sulle tangenti torinesi.

Per essere tranquillizzati sul peso di quelle accuse gli uomini della security contattarono due magistrati piemontesi: uno aveva indagato in passato su Montezemolo e l'altro era vicino a Tronchetti Provera.

Poi tutto andò per il meglio e Montezemolo fu eletto con un plebiscito.

Ma tre anni dopo, interpellato sull'affare Telecom, il presidente della Fiat ha restituito la cortesia: "Tronchetti Provera è un mio amico, è una persona perbene e mi sembra che in questa vicenda sia parte lesa".


Io do una protezione a te

Tu dai uno scudetto e due giocatori a me

L'inchiesta Telecom inguaia gli "onesti": si salvi chi può...


Luciano Moggi - Libero, 9 novembre 2007


Adesso aspetto i "perbenisti" che non ci credevano o non volevanocrederci. L'Inter è sospettata di far parte delle "aziende spione"dell'inchiesta Telecom. Lo dice il Gip Giuseppe Gennari che ha iscritto il club di Moratti (vedi Panorama in edicola) in un elenco che comprende diverse altre aziende. La vicenda è quella arci-nota dei dossier illegali, costruiti dalla "sicurezza" del gruppo Telecom, scoperchiata dalle rivelazioni sul ruolo di Giuliano Tavaroli, di Emanuele Cipriani, dell'agenzia di quest'ultimo ("Polis d'Istinto"), vicenda che ha sconvolto il mondo delle telecomunicazioni, mettendo allo scoperto un vasto spionaggio industriale basato su intercettazioni, spiate, pedinamenti e quant'altro e che ha portato nei giorni scorsi ad altri tre arresti, segno che il pozzo è ancora molto profondo.

In questoquadro il Gip ha iscritto il nome dell'Inter, attribuendole verosimilmente sospetti sulle spiate e i pedinamenti ordinati per Vieri, Mutu, per l'ex arbitro De Santis, per la Figc, per il sottoscritto, per la Juve, ed altri. E' un sospetto che naturalmente dovrà essere comprovato e non sarò certo io, vittima di un becero processo mediatico, a disattendere la conclusione dell'inchiesta. Mi chiedo, però, se si possa parlare di sospetto quando, ad esempio, le spiate per Vieri sono acclarate e l'Inter e la Telecom se le stanno dando di santa ragione per capire a chi toccherà fronteggiare le salate richieste di risarcimento fatte dal calciatore: all'esecutore o molto più opportunamente al mandante?

Sembra passato molto tempo da quando le due aziende erano piùo meno "sorelle": ai vertici dell'Inter si incontravano gli stessi vertici della Telecom (Tronchetti Provera, Buora, per non parlare di Guido Rossi).