Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 13 gennaio 2009

MaraMeo


Luca De Meo, quello che le vendite FIAT si impennano se la Juve perde, ha rassegnato le dimissioni. Spintanee?
Il primo Luca se n'è andato fuori dai coglioni.
Ora attendiamo il secondo...

giovedì 3 luglio 2008

Una squadretta pas mal


(Sfida la fortuna, viaggia con la Duna)

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Devo dire che alla Nuova Juventus 2006 FC SpA sono riusciti a mettere su una squadretta di cirigenti di tutto rispetto.

Franzo, Grande, Stevens, Cobolli, Gigli, Blanc, Secco, Fassone, Gattino, Ranieri e, ciliegina sulla torta, Renzo Castagnini (che fa vendere i Fiorini).

Povero Sensibile. Certamente non un'aquila, ma forse troppo di livello per far parte della cirigenza.

E Luca De Meo se la gode come un riccio.


PS Grazie a Franco Bollo per il suggerimento sulla Duna

mercoledì 12 dicembre 2007

domenica 2 dicembre 2007

I grandi scoop del Mago




In un precedente post, vi avevo promesso che avrei cercato di scoprire che regalo avesse ricevuto Leone El Kann da zia Patty.

E ogni promessa è debito (a patto di non essere un Birigente).

Dopo settimane di lavoro sotto-traccia, di contatti riservati, di indagini a tutto campo, posso mantenere la mia promessa, cari i miei squadristi sobillatori.

In fondo, la soluzione era piuttosto semplice.

Cosa poteva mai ricevere un Leone (seppur El Kann) da zia Patty?

Ma è chiaro.

Una fiammeggiante SEAT Leon!

Sembra però che questo regalo non sia stato per nulla apprezzato dai vertici del gruppo.

Le mie fonti sono infatti concordi nel segnalare la reazione sdegnata di Lucky Luke.

Una sera a cena, seduto allo stesso tavaroli con gli amichetti di sempre - tutta brava gente, dalla Vergine della Bicocca (che non è Afef) allo scarparo marchigiano - Lucky Luke ha commentato in modo molto crudo e sprezzante il leonino regalo di zia Patty: "trovo umiliante che un travestito così eminente e così attento alla Famiglia, regali macchine straniere. E' umiliante per chi lavora alla Fiat e per il nostro Paese. Vorrei vedere che auto regalano i travestiti francesi, tedeschi e inglesi".

venerdì 9 novembre 2007

Lucky Luke e la Vergine della Bicocca. Seduti allo stesso tavaroli


Panorama, 9 novembre 2007


Nel 2004, durante la corsa per la presidenza della Confindustria, Marco Tronchetti Provera schierò la sua security, guidata da Giuliano Tavaroli, a difesa dell'onorabilità del candidato favorito: Luca Cordero di Montezemolo.

Secondo quel che ha dichiarato ai magistrati Tavaroli, ci sarebbe stata una cordata ostile alla sua elezione pronta a rivangare vecchie vicende giudiziarie.

Che cosa fece la guardia scelta di Tronchetti Provera per proteggere Montezemolo?

Innanzitutto analizò le "criticità" di quella candidatura, attraverso due giornalisti, consulenti dell'azienda milanese.

Il nervo più sensibile risultò una vicenda del 1985, quando Montezemolo fu coinvolto in un'inchiesta sulle tangenti torinesi.

Per essere tranquillizzati sul peso di quelle accuse gli uomini della security contattarono due magistrati piemontesi: uno aveva indagato in passato su Montezemolo e l'altro era vicino a Tronchetti Provera.

Poi tutto andò per il meglio e Montezemolo fu eletto con un plebiscito.

Ma tre anni dopo, interpellato sull'affare Telecom, il presidente della Fiat ha restituito la cortesia: "Tronchetti Provera è un mio amico, è una persona perbene e mi sembra che in questa vicenda sia parte lesa".


Io do una protezione a te

Tu dai uno scudetto e due giocatori a me

martedì 28 agosto 2007

Talis pater, talis filius


Sono le 19 di venerdì sera. Matteo Montezemolo chiede via radio un posto per attraccare. Non c’è disponibilità, rispondono. Il posto fittato dalla famiglia Montezemolo è già occupato dall’Itama 60 del presidente, anche lui a Capri in questi giorni. Matteo insiste, vuole un altro posto. Non è possibile, dicono dalla banchina. È a questo punto che il giovane Montezemolo perde la pazienza e si accanisce contro gli ormeggiatori con offese di ogni genere. «Forse non avete capito, quel posto lo voglio e subito». Il rifiuto ha fatto saltare letteralmente i nervi al giovane imprenditore, che a soli trent’anni ricopre varie cariche di rilievo e siede nei Consigli di amministrazione di importanti società: infatti è membro del Cda delle società acquisite da Charme, tra cui Poltrona Frau e Cassina. Inoltre, dal gennaio 2002, Matteo ha assunto la carica di Amministratore delegato di Charme Investment, fondo di private equity europeo con dotazione di 150 milioni di euro che, promosso dalla famiglia Montezemolo, vede tra i soci fondatori Deutsche Bank, Unicredito, Monte dei Paschi di Siena, Diego Della Valle, Nerio Alessandri e la famiglia Seragnoli.L’inaspettata reazione di Montezemolo junior ha sorpreso il personale del porto turistico, che conoscono fin da bambino il figlio del presidente di Fiat, Ferrari e Confindustria. E proprio per evitare che l’episodio potesse minare il buon rapporto di sempre tra gli isolani e la famiglia Montezemolo, dopo una telefonata dello stesso presidente (ma al porto turistico smentiscono) il personale si è adoperato per far sì che il «Mediterraneo» entrasse in porto.

La soluzione è stata trovata dopo un paio d’ore: la barca è stata affiancata ad un’altra imbarcazione che già sostava sui pontili galleggianti. La querelle si è chiusa ieri, quando nella darsena del porto turistico si è liberato un posto dove è stato finalmente sistemato l’Itama amaranto del giovane Montezemolo.