Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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giovedì 25 febbraio 2010

Progetti&Scudetti, Capanna&Susanna


Il tennista l'anno scorso,
dopo tanti infortuni,
fece un grande bel discorso,
con dei toni inopportuni.

Io so fare proprio tutto.
Me ne faccio grande vanto.
Metto il naso dappertutto.
E guadagno pure tanto.

Con quel tono un po' invadente
e l'accento alla Clouseau
si sentiva un gran vincente,
ma non è il Roland Garros.

Questa storia dei malanni
oramai dovrà finire.
Sono troppi questi danni,
or mi tocca intervenire.

Prendo in mano la questione
e mi metto ad indagare.
Tengo già la soluzione,
tutto faccio sistemare.

Il tennista savoiardo
guarda, pensa, studia, indaga.
E' ben colpa di Riccardo,
lo pensiono senza paga.

Mando via quel dottore,
residuato del passato.
E si torna con furore
tosto in cima al campionato.

Il tennista maledetto
col suo viso da saccente
Vinceremo lo scudetto,
ma Ranieri è ben perdente.

Caccio pure quel cantante,
molto meglio un esordiente.
Non mi serve una badante,
sono un grande dirigente.

E che dire di Capanna?
Non c'ha manco il patentino.
Mentre canto "oh Susanna"
prendo Neri e poi Gaudino.

Quel che dico poi lo faccio,
ora tutto quanto è a posto.
S'avvicina il gran colpaccio,
punteremo al primo posto.

Per finire il compitino,
mancan solo dei campioni.
Tutto gira a puntino,
son già pronti bei milioni.

Diego, Melo e il madrileno,
a Moratti siamo addosso.
Vado avanti come un treno,
e mi prendo pure Grosso.

Ecco fatto lo squadrone,
siam già pronti alla vittoria.
Mi guadagno il guiderdone,
me lo dico con gran boria.

A Pinzolo in piena estate
spunta pure l'ingegnere.
E' un fiorire di cazzate,
non è certo un bel vedere.

Caro Jean, che bel Projetto,
se la ride il damerino.
Caro Jaki l'hai ben detto,
ribadisce il francesino.

All'erede un po' per caso
la giornata va poi storta.
C'è un Nicola ficcanaso,
con domanda nella sporta.

Chiederem quei tricolori,
quelli oggetto del gran ratto?
Qui si torna agli albori,
come mai nessun ha fatto.

Sei secondi di mutismo,
uno sguardo imbarazzato.
Ci s'attende un bel sofismo,
ma l'erede è impanicato.

Cosa cazzo gli rispondo?
Non mi hanno preparato.
Questo colpo è ben profondo,
mica sono l'Avvocato.

Con quel viso molto finto,
la risposta non è a tono.
Gli scudetti che abbiam vinto
noi sappiamo quei che sono.

Ma torniamo un attimino,
dal tennista trionfante.
E lasciamo il principino,
al suo eloquio balbettante.

Le vittorie da ombrellone
son ben cose da sfigati.
Sono fatte di cartone,
lo san pure i neonati.

Pochi mesi son passati
il Projetto è nel pantano.
Gli avversari son scappati,
resterem con nulla in mano.

Ciao a Ciro e Maddaloni,
il distacco è da primato.
Poi arriva Zatteroni,
per salvare il campionato.

Alla fine della fiera,
giunta è l'ora delle somme.
Oramai s'è fatta sera,
a me girano le gomme.

Col francese ed il tennista
resteremo nella fogna.
Siete i primi della lista,
solo vostra è la vergogna.

mercoledì 17 febbraio 2010

Che fine ha fatto la Juve? Il libro di Ju29ro.com


Dopo che Giampiero Mughini l'aveva anticipato in TV era un segreto di Pulcinella, ma finalmente siamo lieti di dare l'annuncio ufficiale: ju29ro.com sbarca nelle librerie, sia in quelle fisiche che nelle virtuali.

"Che fine farà la Juve?" cominciammo a chiederci quasi quattro anni fa, durante l'estate del grande scandalo del calcio, allorché, increduli per le bordate senza possibilità di contraddittorio di giornali e in tv, ci rivolgemmo al web per condividere prima i dubbi, poi le certezze, e infine la rabbia non per Calciopoli o Moggiopoli, ma per Farsopoli, la grande farsa, l’eliminazione di un competitore del sistema per via giudiziaria.


Col passare dei mesi, col trascorrere degli anni, quella domanda iniziale ha iniziato a coniugarsi al passato. "Che fine ha fatto la Juve?".

Il libro è un diario di questi ultimi anni e i nostri lettori più affezionati potranno imbattersi in articoli conosciuti. Ma accanto ai nostri pezzi più significativi, troverete anche qualche inedito, sorta di “stato dell’arte” dopo tre anni di questa nostra esperienza di giornalisti d’inchiesta sui generis.


Il tutto, strutturato in sei parti. Nella prima raccontiamo Farsopoli attraverso le nostre scoperte, nella seconda indaghiamo tra gli scandali altrui, spesso taciuti, nella terza raccontiamo gli esiti sorprendenti dei processi ordinari seguiti a quelli sportivi, la quarta è per intero dedicata all’inside job.

Ma oltre all'inchiesta, abbiamo voluto riversare sulla carta anche il nostro rapporto sentimentale con la Vecchia Signora: la quinta parte ripercorre le nostre emozioni di tifosi durante questi anni, mentre l’ultima è riservata all’ironia, quando non al sarcasmo.

Giampiero Mughini ci ha concesso l'onore di una bellissima introduzione. Roberto Beccantini, pur non condividendo in pieno le nostre idee, quello di una altrettanto bella postfazione. Ringraziamo di cuore entrambi.

Il libro sarà disponibile dai primi di marzo nelle migliori librerie, ma può essere acquistato anche online. In questo caso, pagando con bollettino postale o bonifico bancario, il libro arriverà comodamente a casa vostra con posta prioritaria (spese di spedizione a carico dell'editore), sempre al costo di copertina di 15 €.


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Per ordinare il libro manda una mail con nome, cognome e indirizzo completo all'indirizzo:

Chefinehafattolajuve@gmail.com

Queste le coordinate per i pagamenti:

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Una volta effettuato il pagamento mandare mail di conferma a:


Riceverete il volume entro 3/4 giorni lavorativi.

lunedì 15 febbraio 2010

venerdì 12 febbraio 2010

Sono vicino alla squadra e all'allenatore (cit)


La Guardia di Finanza ha condotto l'anno scorso una verifica fiscale sulla Juventus, in relazione agli anni che vanno dal 2001/2002 al 2007/2008.

La verifica si è conclusa in data 23 luglio 2009, quando i finanzieri hanno consegnato alla società il cosiddetto "processo verbale di constatazione". Si tratta di un documento che deve essere obbligatoriamente predisposto dagli ispettori fiscali e in cui sono riassunte tutte le operazioni di verifica effettuate ed i relativi risultati.

Nel predetto processo verbale, come evidenziato nel bilancio della società al 30 giugno 2009 e nell'ultimo resoconto intermedio di gestione, i finanzieri hanno contestato alla Juventus diverse violazioni delle norme tributarie, per importi rilevanti. Ad avviso dei verificatori, in particolare, la società non avrebbe trattato correttamente, sotto il profilo fiscale, alcune operazioni effettuate sui cartellini dei giocatori e le provvigioni pagate agli agenti dei calciatori al momento della firma o del rinnovo del contratto. Secondo la Juventus, invece, tutto è stato fatto nel pieno rispetto delle regole tributarie applicabili e, pertanto, la società ha manifestato l'intenzione di difendersi nei modi e nei termini previsti dalla legge.

La verifica fiscale ha poi originato anche un'indagine penale. Come stabilito dalla normativa vigente, la Guardia di Finanza, ritenendo che le violazioni contestate possano rappresentare anche un reato fiscale, ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica di Torino. Ed è notizia di oggi, infatti, che l'attuale Presidente della Juventus, Jean-Claude Blanc, ed il suo predecessore, Giovanni Cobolli Gigli, sono indagati per presunti reati fiscali commessi in qualità di amministratori della società. L'inchiesta dei magistrati torinesi riguarda il trattamento ai fini dell'imposta sul valore aggiunto delle provvigioni corrisposte agli agenti dei calciatori. Gli anni oggetto di indagine sono il 2005, il 2006 ed il 2007 (le cui dichiarazioni IVA sono state presentate, rispettivamente, nel 2006, 2007 e 2008).

Con un comunicato pubblicato sul proprio sito Internet, la Juventus "ha preso atto delle indiscrezioni pubblicate da alcuni organi di stampa in relazione agli sviluppi di una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza nel corso del 2009 e della quale le comunicazioni sociali hanno dato ampia ed esaustiva informazione".

Nel comunicato, la società ha confermato "che il precedente Presidente Giovanni Cobolli Gigli e l’attuale, Jean-Claude Blanc, hanno effettivamente ricevuto dalla Procura della Repubblica di Torino, nel corso del mese di gennaio 2010, un invito a presentarsi per illustrare la propria posizione in relazione alle ipotesi di violazioni fiscali in materia di IVA contestate per gli anni fiscali 2005, 2006 e 2007", precisando altresì che "i legali hanno ricevuto mandato di illustrare la posizione della società e dei suoi amministratori, che possono sin d’ora dichiarare di avere sempre osservato la legge e i regolamenti sportivi, attenendosi anche alle direttive della Federcalcio e della FIFA. In questi anni infatti, la Juventus ha stipulato regolari contratti con professionisti i cui compensi sono sempre stati pagati a fronte di attività svolte nell’interesse della Società. Inoltre, la Juventus sottolinea che non ha mai seguito prassi non corrette che, secondo gli organi di informazione che hanno diffuso l’indiscrezione, sarebbero invalse nel mondo del calcio".

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, il legale incaricato dalla società e dai suoi (ex ed attuali) amministratori sarebbe il solito Michele Briamonte dello Studio Grande Stevens, avvocato di fiducia della Juventus e noto per aver partecipato con il collega Cesare Zaccone alla difesa (si fa per dire) della società nel processo sportivo, culminato con la retrocessione in Serie B e la perdita di due scudetti conquistati con pieno merito sul campo. Briamonte avrebbe già contattato i magistrati per discutere della questione, concordando con loro i passi successivi. In particolare, l'avvocato torinese si sarebbe impegnato ad inviare agli inquirenti una memoria difensiva di Blanc e Cobolli Gigli.

Dal canto suo, la Società "ha tempestivamente segnalato - così prosegue il comunicato ufficiale - alla Lega Nazionale Professionisti le contestazioni che potenzialmente coinvolgono l’intero 'sistema calcio', anche per affrontare unitariamente casi analoghi. La Juventus ha ragione di credere che quanto sopra sarà dimostrato nelle opportune sedi, come si è già verificato in altre occasioni".

In attesa di seguire l'evolversi della vicenda, mi limito ad un sobrio commento. Sono vicino alla squadra ed all'allenatore (cit).

giovedì 11 febbraio 2010

Torneranno i tempi belli. Tocca a te, Andrea Agnelli


Nel bel mezzo dell'inverno
c'è un tennista preoccupato.
Sempre oggetto di gran scherno,
lui si sente denigrato.

Nonostante il conto in banca
c'è qualcosa che lo turba.
Al tennista sulla panca
non va giù chi lo disturba.

Si ritiene un incompreso,
non capisce certi cori.
I 'fanculo l'hanno offeso,
se la prendano coi mori...

Quel tennista irriverente,
col nasino pronunciato,
ha un visino sofferente.
E' da tempo incazzato.

Troppi insulti dalla gente,
"chi non salta è un francese".
"Vaffanculo Presidente",
e poi giù con altre offese.

Il tifoso è un fiume in piena,
non si ferma un solo istante.
Troppo grande la sua pena,
questo sfascio è desolante.

Sono tante le ragioni,
dei tifosi più incazzati.
Vi risparmio gli spiegoni,
bastan questi pochi dati.

Grande spreco di denari,
troppi errori sul mercato
Ora sono cazzi amari,
il Progetto è sputtanato.

Non c'è nulla che funzioni,
le vittorie son passate.
Qui ci girano i coglioni,
son tre anni di cazzate.

Giocatori pensionati,
con contratti di più anni.
E gli sponsor son scappati,
questi si che sono danni.

Eravamo un modello,
società all'avanguardia.
Ora siamo un bordello,
che vivacchia in retroguardia.

Il tennista è corrucciato
e si sente molto inquieto.
Qui c'è puzza di bruciato,
il suo volto non è lieto.

Basta calci nel sedere,
non si tocca il mio compenso.
Ora chiamo l'ingegnere
e gli dico quel che penso.


Il francese in tutta fretta,
col nasino in gran fermento,
tosto prende la cornetta,
per un nuovo appuntamento.

Caro Jean, che piacere,
siedi qui vicino a me.

E' cordiale l'ingegnere,
vuoi per caso un un po' di té?.

Tri-cachet allor si sfoga
con l'erede balbettante.
Gleilo dice con gran foga,
io non sono un dilettante.

Caro Yaki hai compreso
cosa dicono i tifosi?
Io mi sento ben offeso,
sono solo rancorosi.


Quest'andazzo è una vergogna,
te lo dico a tu per tu.
Non sopporto questa gogna,
allo stadio non vo più.


Non sopporto Penna Bianca,
lui è solo un subalterno.
Avrò anche soldi in banca,
ma la vita è un inferno.


E ti prego di sentire
cosa penso di Roberto.
Te lo devo proprio dire,
con te sono un libro aperto.


E' soltanto un ex campione,
bianconero tracotante.
C'ho la Coppa (di) Zaccone.
è il trofeo più importante.


Ho comprato dei campioni,
Melo, Diego e Cannavaro.
Ne ho sborsati di milioni,
pensa a Grosso e Molinaro.


Vinceremo il campionato,
metteremo un'altra stella.
Ai tifosi l'ho giurato,
questa storia è molto bella.


Ho concluso un bel contratto
con le mele del Trentino.
Me la godo come un matto,
col Fassone ed il Gattino.


Con un ghigno soddisfatto,
si rilassa il damerino.
Ma che affare è stato fatto,
Tri-cachet è uno e trino.

Sei francese, tosto e fiero.
Testa, palle e qualità.
Tu sei juventinovero,
ma con molta più onestà.


Stai tranquillo, stai sereno.
Il tuo posto non si tocca.
Stai andando come un treno,
guai a chi ci mette bocca.


Sembra proprio un gran finale,
per l'erede ed il nasone.
Ma le cose vanno male,
qui ci vuole un ribaltone.

Siamo quasi a quattro anni
di gestione alla carlona.
Sono troppi qui i danni,
che sia giunta l'ora buona?

Senza Yaki ed il tennista,
torneranno i tempi belli.
Qui ci vuole un apripista,
Tocca a te, Andrea Agnelli.

venerdì 5 febbraio 2010

Tri-cachet alle grandi manovre


Monsieur Trinité con l'accento sulla "e" (Tri-cachet, per gli amici) è impegnatissimo in questi giorni.

A dirla tutta, è sempre molto impegnato. Lui non sta certo a pettinare le bambole. Lui lavora, produce, ottiene e pretende (i tri-cachet, appunto).

Comunque, in questi giorni è ancora più impegnato del solito.

Dopo aver risolto con tempestivité, rapidité et incisivité l'affaire allenatore, ingaggiando nientepopodimenoche Zaccheronì (con la "z" sibilata e l'accento sulla "i"), Tri-cachet si è buttato a capofitto in una nuova avventura.

La ricerca del new sponsor per rimpiazzare la new holland, la cui sponsorizzazione, in scadenza al termine di questa stagione, molto probabilmente (ed altrettanto inspiegabilmente) non sarà rinnovata.

L'attivismo di Tri-cachet sta dando buoni frutti in tempi rapidi. D'altronde, con lui presto e bene sempre avviene.

QUATTRO prestigiossime aziende hanno già presentato offerte più che congrue a Tri-cachet.

Due italiane e due francesi. Così, la parconciccio geografica è rispettata.

La Maison du Croque Monsieur, dinamica ed ambiziosa rivendita ambulante della gustosa specialità francese.

La Baguetterie de Chambéry, boutique di grande tradizione, frequentata dalla crème de la crème della cittadina savoiarda.

Il Pastificio Mosciarelli, già munifico sponsor della Longobarda di Oronzo Canà.

Pollo Ruspante, sponsor della Marchigiana all'epoca della trionfale cavalcata in Mitropa Cup (una Super Coppa Zaccone, in pratica).

Viste queste premesse, possiamo sbilanciarci.
Dopo le Pommes du Trentin, un altro grande sponsor affiancherà la Ridentus di Tri-cachet.

Less is more.

mercoledì 3 febbraio 2010

Merci beaucoup




Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per le continue figure di merda (cit. da Chiellini). Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per avere battuto quasi tutti i record negativi nella storia della Juventus. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. In cosa consiste il vostro Projetto con l'accento sulla "o"? Nella retrocessione per meriti sportivi, dopo quella a tavolino conquistata con successo nel 2006?

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver gestito con la solita tempestività ed incisività la questione dell'allenatore. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver dimostrato di non avere nemmeno il coraggio e la dignità di esporsi in prima persona. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. Certo, forse è meglio il silenzio di questi ultimi mesi piuttosto che sentir blaterare di projetti con l'accento sulla "i", di uscire dalla crisi con il lavoro, di terze stelle da mettere sulla maglia alla conquista dello scudetto, etc etc. E' però pur vero che il suo triplice ruolo ed il suo triplice compenso implicano anche doveri e reponsabilità (lo stesso dicasi per colui che si illude di prendere il posto di Gianni ed Umberto Agnelli). Prenda esempio dal Suo dirimpettaio Cairo. Le figure di merda (sempre cit. da Chiellini) sono di pari livello, ma almeno lui ci mette la faccia ed i soldi (propri). Lei, né l'una, né gli altri. Chapeau!

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche a Marco Fassone per essere riuscito a portare sponsor di livello come le mele del Trentino. Altro che la Tamoil...

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche ad Alessio Secco per la collezione di bidoni tempestati di brillanti (visti i prezzi) che possiamo esporre in bacheca al posto dei trofei. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti anche a Renzo Castagnini. Mi chiedo se e quando la biade Secco&Castagnini vada in giro ad osservare potenziali bidoni da acquistare, posto che sono sempre allo stadio a vedere le partite della Juventus. Forse però è meglio così, visti i risultati di certe spedizioni a Firenze, Palermo, Brema, Empoli, Siviglia, Lione, La Coruna, etc etc

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) a Giuseppe Gattino per la brillante gestione della comunicazione. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti a Paolo Rossi di Juventus Channel, altro professionista che tutti ci invidiano (memorabile la sua concione in difesa della Nuova Juventus in uno dei tanti teatrini televisivi: "non è vero che la società non ha vinto niente dal 2006, perché il campionato di Serie B è stato STRADOMINATO!").

Merci beaucoup a tutti quanti per aver contribuito a trasformare la Juventus nella brutta (ma molto brutta) copia dell'Inter. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti ai componenti del consiglio di amministrazione (a partire dal Commissario Sant'Albano), ai medici sociali, agli addetti all'apertura delle raccomandate, ai consulenti legali e a tutti coloro che, senza volerlo, mi sono dimenticato di menzionare.

Da inguaribile ottimista, confido comunque ancora che prima o poi abbiate un rigurgito di orgoglio e di dignità e prendiate la prima decisione sensata da tre anni abbondanti a questa parte. Rassegnare le dimissioni e chiedere scusa ai tifosi ed agli azionisti.

giovedì 28 gennaio 2010

La dignità, se uno non ce l'ha, non se la può dare


Mentre i responsabili di questo sfascio dimostrano di non avere neppure la dignità ed il coraggio di esporsi in prima persona in questo momento (nonostante i loro compensi milionari...), Ciro Ferrara è stato costretto a tenere un'umiliante conferenza stampa da allenatore esonerato de facto.
Le parole pronunciate da Ciro oggi pomeriggio a Vinovo dimostrano una dignità ed una signorilità del tutto sconosciute in certi lidi...
La Caporetto sportiva (e, a breve, anche economica) della Ridentus è sotto gli occhi di tutti e testimonia la capacità di coloro (devo fare i nomi? John Elkann, Jean Claude Blanc, et compagnie) che stanno gestendo la società da metà del 2006.
Ma il comportamento indegno tenuto nei confronti di Ciro Ferrara è qualcosa che va ben al di là di campagne acquisti sballate, bidoni acquistati a caro prezzo, buonuscite elargite a destra e a manca, o sponsor in fuga.
Questo comportamento denota una assoluta e vergognosa mancanza di rispetto per l'uomo Ciro. Nulla di nuovo sotto il sole ridente di Torino, comunque, visto che anche con Ranieri l'atteggiamento è stato molto simile.
D'altronde, è molto comodo avere un capro espiatorio su cui scaricare le proprie responsabilità. Ranieri l'anno scorso. Ferrara quest'anno. Bettega l'anno prossimo?
Dirigenti (si fa per dire) ed azionisti di riferimento non si stupiscano degli apprezzamenti che riceveranno allo stadio, e del disprezzo che la stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri (me compreso, ça va sans dire) dimostra nei loro confronti. Stanno solo raccogliendo quello che hanno seminato.
Sono comunque ottimista, e confido ancora che una mattina, guardandosi allo specchio, abbiano un soprassalto di orgoglio e di dignità. E decidano di dare finalmente le dimissioni, chiedendo scusa a tutti gli azionisti e tifosi bianconeri.

martedì 26 gennaio 2010

Ridentus, idea Rafa



Alla Ridentus si susseguono riunioni su riunioni per risolvere la spinosa questione dell'allenatore.
Ferrara è stato ormai sfiduciato, ma non è ancora stata presa alcuna decisione in merito al suo successore.
Jean, Claude et Blòn hanno però deciso di prendere di petto la situazione e sono partiti, accompagnati da Secco e da un notaio, per Majorca.
Il dinamico trio ha deciso che Rafa ... Nadal è l'uomo giusto per la Ridentus ed ha intenzione di proporre allo spagnolo un ricco contratto da allenatore/giocatore. Grande conoscitore di calcio, sano come Andrade: non c'è dubbio, con Rafa la Ridentus portrà aprire un nuovo ciclo vincente

lunedì 25 gennaio 2010

Da uno e trino a uno e quat(t)rino



Alla Ridentus regnano confusione ed incertezza.
Il destino di Ferrara sembra ormai segnato, ma non c'è ancora chiarezza su chi possa essere il suo erede.
Un caronte alla Trapattoni? Un uomo da progetto come Hiddink?
Mi permetto di dare un suggerimento.
Incarico di allenatore a Jean Claude Gauderique Blòn.
Da uno e trino a uno e quat(t)rino.
Molto meglio, ça va sans dire.

Si sente puzza di fogna...



Allenamento a ranghi ridotti per la Ridentus oggi a Vinovo a causa dei numerosi infortunati (l'ultimo in ordine di tempo è Marchisio, out per una ventina di giorni per un problema muscolare) e di una gastroenterite virale (per gli amici, cagotto) che ha colpito De Ceglie, Zebina, Amauri, Del Piero e Diego.

mercoledì 20 gennaio 2010

Marcia del 23 gennaio



In occasione del settimo anniversario della scomparsa dell'Avvocato Agnelli, sabato 23 gennaio a Torino si svolgerà una grande manifestazione del popolo Bianconero.

La tifoseria, finalmente unita, si ritroverà in piazzale Caio Mario a partire dalle 17,30 per marciare pacificamente verso lo stadio Olimpico, dove alle 20,45 è in programma l'incontro di campionato Juventus-Roma.

La marcia è aperta a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Juve: dai gruppi del tifo organizzato alle associazioni, ai club, ai semplici tifosi (da stadio, da tv o da web che siano), alle famiglie.

L'obiettivo della manifestazione è quello di dare un segnale forte alla proprietà e alla dirigenza: il popolo Juventino, quello che la Juve la ama, ha deciso di dire basta allo scempio cui ha dovuto assistere in questi anni. E di farlo in maniera unitaria, superando finalmente le divisioni tra le varie anime della tifoseria Bianconera, in nome della passione comune e dell'obiettivo comune.

Chi ha guidato (si fa per dire) ciò che resta della Juve negli ultimi anni ha potuto disporne, fino ad arrivare all'impresentabile situazione attuale, a proprio piacimento. Anche perché i pregiudizi, i distinguo, i rancori e le recriminazioni hanno quasi sempre portato la tifoseria a dividersi (spesso per futili questioni) in infinite fazioni, facendo mancare l'unità di intenti.

Ora, pur mantenendo ognuno la propria identità, si è scelto di collaborare per un obiettivo comune, per una passione comune, per un amore comune: il bene della nostra Juve!

Quella Juve che l'Avvocato tanto amava. Quella Juve che era per tutti esempio di organizzazione e competenza, di passione e professionalità... mentre la Juve di oggi sembra distinguersi solo per dilettantismo, disorganizzazione e inadeguatezza.

Il popolo Bianconero manifesterà pacificamente, ma con determinazione, per chiedere che si ritorni ad una Juve gestita con la giusta passione, e non come un semplice asset del gruppo, da trattare con distacco e indifferenza.

Questo è il comunicato con cui OrgoglioGobbo, gruppo promotore della manifestazione, l'ha presentata al mondo del web nei giorni scorsi.

E’ un momento particolare per i nostri colori, sembra assurdo ma è più difficile uscire da questa situazione che risalire in serie A dalla serie B.
Almeno lì avevamo un progetto, una speranza, un qualcosa che ci dava la possibilità di credere in un futuro migliore… Oggi no, andiamo avanti per tentativi guidati da personaggi che con il mondo del calcio non sono mai entrati in sintonia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti…
Un manager come Blanc può andare bene per rivitalizzare un centro commerciale, risollevare le sorti di una catena in franchising ma non è adatto a guidare una società come la Juventus che rappresenta la storia del calcio in Italia e nel mondo.
Una cosa è motivare degli addetti alla vendita, ben altra spiegare a campioni strapagati il valore di quella Maglia che amiamo.
E’ per questo che, lasciando da parte gli attuali risultati del campo, i Gobbi veri, senza distinzione di età e sesso, Ultras o gente di Club, Associazioni e semplici tifosi si ritroveranno prima della partita con la Roma, Sabato 23 Gennaio alle ore 17.30 presso Piazzale Caio Mario, lo stesso da dove partì la storica Adunata del 1° Luglio 2006, per ricordare l’Avvocato Gianni Agnelli nel 7° anniversario della Sua scomparsa, gridare piena fiducia a Roberto Bettega e ribadire che senza gli Uomini che hanno scritto la storia, non si va lontano.
L’Avvocato non avrebbe mai permesso a questi incapaci di combinare così tanti guai, non avrebbe mai esposto la Juve a queste figure barbine…
Nel passato, anche recente, troppi Gobbi sono stati allontanati perché anteponevano il cuore al portafogli ed oggi non abbiamo più quelle persone che rappresentano la memoria storica di un club.
Vogliamo che la nostra Juve sia guidata da chi l’ha amata, l’ha difesa e potrà continuare a farlo con il nostro appoggio. Ancora una volta sarà il Popolo Gobbo ad indicare la strada da seguire per uscire da questo pantano. Con il cuore, con l’anima, con il sangue a strisce bianconere che ci scorre nelle vene.
Condizione fondamentale: ognuno porti una o più candele perché sarà un momento molto suggestivo che ci unirà in un unico grande abbraccio.
Poi tutti insieme allo stadio.
I Gobbi veri si vedranno Sabato 23 Gennaio alle 17.30 in Piazzale Caio Mario.
La nostra Juve solo a chi ha dimostrato con i fatti di essere Gobbo!
orgogliogobbo.it


La manifestazione è promossa anche dai Drughi Bianconeri Curva Sud, che hanno aderito all'organizzazione dell'evento col seguente comunicato:

"IL 23 DI GENNAIO TUTTI I DRUGHI BIANCONERI SARANNO PRESENTI IN PIAZZA CAIO MARIO
NON FATEVELO NEANCHE DIRE, TUTTI DOBBIAMO ESSERE PRESENTI!
E' davvero importante esserci, siamo a un punto di non ritorno, un punto in cui tutti e dico tutti dobbiamo fare qualcosa per provare a far cambiare questa situazione in cui questi pseudo dirigenti ci hanno messo, dobbiamo tutti tirare fuori l'amore per i nostri colori e far capire a tutto il mondo che la JUVE SIAMO NOI E SOLO NOI SIAMO DEGNI DEI NOSTRI COLORI!"


Un plauso a chi, con tanta passione, sta organizzando la marcia.

martedì 19 gennaio 2010

Forza Bettega


Lo sfascio della Ridentus, dopo tre anni abbondanti di cura Elkann/Trinité, è sotto gli occhi di tutti. Ed ho il fondato sospetto che, se uno potesse vedere e valutare le cose dall'interno, ne verrebbe fuori un quadro ancora più drammatico.

Immagino lo sconforto che deve avere colto Bettega, quando si è reso conto con i propri occhi e con le proprie orecchie degli effetti devastanti dello tsunami John&Jean. Non c'è più organizzazione. Non c'è più cultura del lavoro. Non c'è più spirito di gruppo. Non c'è più applicazione inflessibile delle regole. Ci sono solo macerie, in tutti i settori. Dalla gestione sportiva alla comunicazione. Dal marketing al settore medico. Dallo scouting allo staff tecnico. Dai campi di Vinovo alle “primaverili” (cit).

Questa non è la Juventus. E non a caso, nei nostri articoli parliamo di Ridentus, New Holland FC, Juvinese (o Juvascoli), Newventus, etc.

La nomina di Bobby Gol a vice-direttore generale della Ridentus certifica, ufficialmente, il fallimento del projetto con l'accento sulla "o". Monsieur Trinité, seppur formalmente ancora Uno&Trino (visto che ha conservato tutte e tre le cariche - Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale - che l'eredepercasoaforzadisaltelli ed i suoi tutori gli hanno inopinatamente attribuito), nella sostanza ha subito un forte ridimensionamento, essendo stato costretto a cedere la responsabilità della gestione sportiva (che, per una società di calcio, rappresenta il core business).

La decisione di Bettega di correre al capezzale della Ridentus, accettando di collaborare con coloro che hanno affossato la Juventus, patteggiato il patteggiabile (ed anche il non patteggiabile), denunciato la Triade per infedeltà patrimoniale, etc etc, ha fatto storcere il naso a Luciano Moggi e a diversi tifosi, che accusano in pratica Penna Bianca di collaborazionismo con gli usurpatori.

Devo ammettere di aver sperato io stesso che Bettega opponesse uno sdegnato rifiuto all'offerta che, poco prima di Natale, Monsieur Trinité obtorto collo gli ha fatto. Il motivo è molto semplice. Johnny B Good e Trinité stanno seriamente pregiudicando il futuro della Juventus. Il loro projetto con l'accento sulla "o" è paragonabile ad un cancro, che deve essere debellato, privandolo dei nutrimenti necessari per la sua sopravvivenza e la sua crescita. Senza nutrimento, il cancro muore, soffocando nelle sue stesse scorie. Senza il nutrimento dei risultati sportivi, il projetto con l'accento sulla "o" è destinato prima o poi ad essere gettato nel cestino dei rifiuti. In quest’ottica, avrei sinceramente preferito che l’eredepercasoaforzadisaltelli e Trinité venissero abbandonati al loro destino di perdenti, in modo da lasciarli affogare nel mare dei loro errori. Una stagione disastrosa (questa, la quarta del nuovo corso ridentino) è un prezzo congruo da pagare, a mio modesto avviso, per accelerare al massimo il cestinamento del projetto con l'accento sulla "o". La mia preoccupazione era (ed è) duplice. Da un lato, che Bettega, con la sua indiscussa competenza calcistica, potesse rabberciare un po’ la baracca, rallentando il processo. Dall’altro, che Bettega potesse comunque diventare un utile parafulmine, un comodo capro espiatorio su cui scaricare in futuro le responsabilità di un eventuale (si fa per dire…) fallimento.

Detto questo, l'amore fa (purtroppo, in questo caso) compiere gesti irrazionali. E Bobby Gol, da innamorato perso della Juventus, ha ragionato con il cuore, accettando di collaborare con il nemico.

Da poche settimane, alcune cose sono sostanzialmente cambiate in Fermo Ferraris e a Vinovo, anche se ancora non si vedono risultati concreti (quanto meno, leggendo i tabellini delle partite). Le luci della sede restano accese sino a tarda sera (cosa che, dall’estate del 2006 in avanti, non era mai successa, se non in occasione di qualche CDA), perché c’è qualcuno con la cabeza bianca che, solitario, sta lavorando senza risparmiarsi per cercare di raddrizzare la situazione disastrosa che ha trovato. A Vinovo, la squadra e lo staff tecnico e medico hanno finalmente un dirigente esperto e carismatico che si occupi di loro. Un dirigente che cerca di stimolare l’orgoglio delle vecchie glorie (a partire dal capitano, che non ha ancora imparato cosa voglia dire essere il capitano…), di supportare un allenatore inesperto e fuori fase, di capire da staff medico e preparatori i motivi della catena senza fine di infortuni. Tutto cose che in questi anni non sono state fatte, per insipienza, inesperienza e disinteresse di Monsieur Trinité e del suo staff.

Bettega, comunque, non ha la bacchetta magica. Ed è pertanto assurdo attendersi risultati particolari, dopo un paio di settimane di lavoro. Tra l’altro, è anche possibile che i danni arrecati dal projetto con l'accento sulla "o" siano così diffusi e gravi da essere sostanzialmene irreparabili. Mi sembra quindi che alcune critiche rivolte in questi giorni a Bobby Gol sul web siano davvero ingenerose e pretestuose.

In conclusione, anche se avrei davvero preferito non vedere Bettega alla Ridentus, perché Elkann, Trinité e tutta quella allegra compagnia di ridenti non lo meritano, faccio comunque il tifo per lui. Con tutto il cuore. E mi auguro che fra non molto Bobby Gol si dedichi alle grandi pulizie di primavera. In sede e a Vinovo.

giovedì 14 gennaio 2010

Adieu, Monsieur Trinité


Egregio Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale,

la Juventus della Triade era una società modello nel mondo, per organizzazione, cultura del lavoro e professionalità. Forse il solo Manchester United le era superiore in qualche aspetto.
Il buon esempio veniva dall'alto. Da un gruppo di dirigenti che non si risparmiavano, che dedicavano il proprio tempo alla Juventus con passione e competenza, che erano sempre presenti a fianco della squadra, che sapevano fare gruppo con i giocatori ed essere inflessibili con chi sgarrava.

La Ridentus di Monsieur Trinité è anch'essa una società modello nel mondo, per disorganizzazione, scarsa cultura del lavoro e pressapochismo.
Il cattivo esempio viene dall'alto. Da un gruppo di dirigenti (Monsieur Trinité e Secco in primis) che non si ammazzano certo dal lavoro, che si limitano ad un orario da impiegati statali (venerdì scorso Monsieur Trinité se ne usciva tranquillamente dalla sede alle 17.30 e ho l'impressione che questa sia la regola, non l'eccezione), che non rinunciano alle loro meritate vacanze (in pieno calciomercato, ad esempio, oppure durante la sosta natalizia, nonostante fosse più opportuno accompagnare la squadra a Gedda ed incontrare la ricca dirigenza saudita), che hanno comunque cose più importanti da fare che occuparsi di Juventus (il prode Secco si dedica, con grande successo peraltro, al motocross in periodo di calciomercato, ed è un frequentatore abituale della scuola sci di Sestriere, anche alla vigilia di partite delicate come Juventus-Catania di poco meno di un mese fa), che non sono mai presenti a fianco della squadra, che non sanno fare gruppo con i giocatori, che non sono in grado di far rispettare le regole e punire chi sgarra.

Con queste premesse, non c'è da stupirsi che la Ridentus sia diventata la brutta copia dell'Inter di Moratti, quella che, sino al 2006, prendeva solo solenni batoste e che invece Monsieur Trinité, con la valente collaborazione del suo staff e dell'azionista di maggioranza, è riuscito a trasformare in una società vincente, almeno in Italia.
Una società che brilla per pressapochismo, inadeguatezza e dilettantismo. Una società che non riesce neppure a diramare un elenco corretto di convocati per la partita di Coppa Italia o a tenere aggiornata la sezione biglietteria del sito, tanto per far due esempi recenti.
Uno spogliatoio spaccato, con giocatori che non si parlano, che litigano tra di loro, che si mettono le mani addosso (e le mettono addosso all'allenatore). Giocatori che sorridono dopo le sconfitte, dimostrando che a loro in fondo non importa (ma, d'altronde, se ridono i vertici e la proprietà, perché mai dovrebbero comportarsi diversamente i giocatori?).
Dichiarazioni trionfalistiche a priori da parte di dirigenti e atleti (vinceremo Champions e scudetto, non ci accontentiamo di meno, siamo la Ridentus, etc etc).
Questa era l'Inter di Moratti sino a qualche tempo fa. Questa è la Ridentus dal 2006. Chapeau.
Sono illuminanti le parole di Mughini su Libero di ieri: "S'è verificato quanto pronosticato dagli eroi al valor militare juventino che militano nel sito ju29ro team, e cioè che i cromosomi che allignavano una volta a Via Durini, dov'era la sede dell'Inter, si sono trasferiti in massa in Corso Galileo Ferraris a Torino. La Juve del 2010 è la copia anastatica dell'Inter del ventennio pre-Calciopoli. Una squadra e una società che stanno a metà strada tra il disastro e la farsa".

Gestire una società, di calcio per di più, è molto diverso dall'organizzare eventi senza concorrenza come le Olimpiadi invernali, il Roland Garros o la Parigi-Dakar. Non basta un master in business administration (ma, visti i risultati, sarebbe più appropriato parlare di master in business destruction). Servono competenza, esperienza, capacità di gestire persone particolari come i giocatori (giovani viziati, stracarichi di soldi, con troppo tempo libero). Serve la capacità e l'umiltà di sapersi circondare di collaboratori validi e preparati. Non serve invece a nulla, ed è anzi profondamente deleteria, la prosopopea di chi, pur essendo un parvenu del calcio, ha la presunzione di saper fare tutto.
Monsieur Trinité ha dimostrato in questi anni di non avere le competenze necessarie, di non avere esperienza, di non saper gestire una squadra ed uno spogliatoio, di non avere la capacità e l'umiltà di scegliere collaboratori adeguati. In (quasi) tutti i settori sono state scelte persone inadeguate al ruolo. Dalla gestione sportiva (Secco, oltre allo stesso Monsieur Trinité, nella sua veste di DG) al marketing (Fassone), dalla comunicazione (Gattino) allo scouting (Castagnini). In tutto questo sfascio, si salvano il solo dott. Bergero (peraltro ereditato dalla vecchia gestione, non certo una scoperta di Monsieur Trinité) e, ovviamente, Roberto Bettega. La recente nomina di Bobby Gol a vice-direttore generale - decisione chiaramente imposta dall'alto e subita da Monsieur Trinité - certifica il fallimento del famoso projettò in salsa francese (less is more, vincere di meno - anzi, nulla - spendendo molto di più).

E' comunque giusto dare a Cesare quel che è di Cesare (non Zaccone, a lui è già stato dato più che a sufficienza) e riconoscere che Monsieur Trinité ha una (sola) grande capacità. Quella di farsi attribuire un compenso totalmente sproporzionato rispetto alle proprie competenze. Partendo da una base di circa 2,6 milioni (compenso dell'anno scorso, quando Monsieur Trinité aveva solo due cariche), immagino che ora siano stati sfiorati, se non superati, i tre milioni (considerato che Cobolli&Gigli, in due, percepivano più di 700mila euro).

Il danno che Monsieur Trinité ha arrecato alla società, ai suoi azionisti ed ai suoi tifosi con la gestione dissennata di questi anni (e mi riferisco alla sola gestione ordinaria, perché attribuisco la responsabilità della gestione straordinaria - e cioè la sapiente retrocessione in Serie B - all'azionista di maggioranza ed ai suoi tutori) è incommensurabile. Le conseguenze si faranno sentire sempre di più negli anni a venire. Si è innestato infatti un circolo vizioso. Una squadra modesta ed infarcita di bidoni (acquistati, tra l'altro, a carissimo prezzo) e risultati sportivi disastrosi avranno un effetto deleterio sulla capacità di attrarre sponsor e partner commerciali remunerativi (sono proprio curioso di vedere come andrà a finire la ricerca del nuovo main sponsor...). Meno soldi quindi da investire in una squadra totalmente da rifondare dopo una serie di campagne acquisti condotte da dilettanti allo sbaraglio.
E sarà difficile, se non impossibile, invertire in futuro la tendenza e ricostruire (sia pur con una dirigenza rinnovata ed adeguata) una società organizzata e vincente.
Ora, ci sono solo macerie. E' come se fosse passato uno tsunami. Lo tsunami Jean-Claude...

Il responsabile di un simile disastro, invece di cercare come al solito di scaricare le proprie colpe su un comodo capro espiatorio (Ranieri, l'anno scorso; Ferrara, quest'anno; Bettega, in futuro?), dovrebbe avere la dignità di prendere la prima decisione sensata e ragionevole da tre anni (abbondanti) a questa parte. Rassegnare con effetto immediato le proprie dimissioni, rinunciare alla lauta indennità di fine mandato e chiedere scusa agli azionisti e ai tifosi juventini per il male loro arrecato.

Da Torino a Chambéry è tutta autostrada. Immagino che Lei la strada la conosca bene.
Carichi armi e bagagli sulla Sua macchina, ivi compreso il famoso projettò che non vale nemmeno la carta su cui (forse) è stato scritto, e se ne torni pure dai Suoi compatrioti ad organizzare eventi o ad aprire una rivendita di 'croque monsieur' (non azzardi nulla di più complesso, mi raccomando). Qui, non La rimpiangerà di certo nessuno (a parte Moratti).

Distinti saluti

martedì 22 dicembre 2009

QUATTRO punti da chiarire


A mio parere, se mai Bettega sarà convocato da Monsieur Baguette deve mettere subito in chiaro QUATTRO PUNTI:
1. Sei un francese di merda, ci hai proprio rotto i coglioni. Veniamo con i bastoni, veniamo con i bastoni.
2. Salta la, salta la, salta la cadrega. O Jean Claude, salta la cadrega.
3. Chambery, Chambery, te ne torni, te ne torni, te ne torni a Chambery. TGV, TGV, te ne vai, te ne vai, te ne vai col TGV.
4. Mettilo, mettilo, mettilo nel culo, il projétto mettilo nel culo.

lunedì 21 dicembre 2009

Ridentus Gift


Ridentus Gift, il tuo regalo ridentino

Presso il Ticket Office di Galleria San Federico a Torino è in vendita il Ridentus Gift, il biglietto che ti consente di regalare alla tua squadra del cuore (o a quella dei tuoi amici) una comoda vittoria contro la Ridentus nel girone di ritorno.

Basta acquistare il biglietto (che in occasione delle festività verrà presentato nella speciale confezione natalizia a strisce nerazzurre), scegliere la partita che vuoi far vincere consultando il calendario presente all'interno, prenotare comunicando il numero tipografico riportato, ritirare il tagliando direttamente allo stadio il giorno della gara.

Passa a trovarci in Galleria San Federico, acquista o regala ai tuoi amici il Ridentus Gift. Per un grande Natale ridentino!

venerdì 18 dicembre 2009

venerdì 4 dicembre 2009

Calciopoli: indagini a senso unico su Moggi e Juventus



Prioreschi (legale di Moggi), in collegamento telefonico con Radio Radio il 4 dicembre 2009, spiega n termini comprensibili a tutti (anche ai John Elkann, ai Montezemolo, ai Grande Stevens, ai Gabetti, ai Blanc, ai Palombo, ai Verdelli, ai Moratti, etc etc) perché Farsopoli è una vergogna degna di una repubblica delle banane (di pessimo cartone, per giunta).

giovedì 3 dicembre 2009

Skyfo, sempre skyfo, fortissimamente skyfo


Ieri sera, Skyfosport24.
Servizi sulla sfida Ridentus FC - Internazionale Cartoni FC.
Introduzione ad un servizio. "Sono tantissimi i bei ricordi delle sfide del passato. Eccone uno nel prossimo servizio".
Servizio. Intervista a Pagliuca sul fallo di Iuliano a Ronaldo... Con il solito verminaio di puttanate. Uno scandalo, negato rigore solare su Ronaldo, subito dopo fischiato un rigore per la Juve su un fallo identico, c'erano sospetti già allora, poi si è capito bene come mai succedevano certe cose, etc etc etc.
Che Skyfo, come al solito.

mercoledì 2 dicembre 2009

Parole, parole, parole



Alla Ridentus si parla troppo. E spesso a sproposito.
Leggete cosa ne pensa Trillo su ju29ro.com