Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 3 febbraio 2010

Merci beaucoup




Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per le continue figure di merda (cit. da Chiellini). Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per avere battuto quasi tutti i record negativi nella storia della Juventus. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. In cosa consiste il vostro Projetto con l'accento sulla "o"? Nella retrocessione per meriti sportivi, dopo quella a tavolino conquistata con successo nel 2006?

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver gestito con la solita tempestività ed incisività la questione dell'allenatore. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento.

Merci beaucoup, Signor Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, per aver dimostrato di non avere nemmeno il coraggio e la dignità di esporsi in prima persona. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti all'azionista di riferimento. Certo, forse è meglio il silenzio di questi ultimi mesi piuttosto che sentir blaterare di projetti con l'accento sulla "i", di uscire dalla crisi con il lavoro, di terze stelle da mettere sulla maglia alla conquista dello scudetto, etc etc. E' però pur vero che il suo triplice ruolo ed il suo triplice compenso implicano anche doveri e reponsabilità (lo stesso dicasi per colui che si illude di prendere il posto di Gianni ed Umberto Agnelli). Prenda esempio dal Suo dirimpettaio Cairo. Le figure di merda (sempre cit. da Chiellini) sono di pari livello, ma almeno lui ci mette la faccia ed i soldi (propri). Lei, né l'una, né gli altri. Chapeau!

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche a Marco Fassone per essere riuscito a portare sponsor di livello come le mele del Trentino. Altro che la Tamoil...

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) anche ad Alessio Secco per la collezione di bidoni tempestati di brillanti (visti i prezzi) che possiamo esporre in bacheca al posto dei trofei. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti anche a Renzo Castagnini. Mi chiedo se e quando la biade Secco&Castagnini vada in giro ad osservare potenziali bidoni da acquistare, posto che sono sempre allo stadio a vedere le partite della Juventus. Forse però è meglio così, visti i risultati di certe spedizioni a Firenze, Palermo, Brema, Empoli, Siviglia, Lione, La Coruna, etc etc

Merci beaucoup (sarebbe a dire, grazie tante) a Giuseppe Gattino per la brillante gestione della comunicazione. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti a Paolo Rossi di Juventus Channel, altro professionista che tutti ci invidiano (memorabile la sua concione in difesa della Nuova Juventus in uno dei tanti teatrini televisivi: "non è vero che la società non ha vinto niente dal 2006, perché il campionato di Serie B è stato STRADOMINATO!").

Merci beaucoup a tutti quanti per aver contribuito a trasformare la Juventus nella brutta (ma molto brutta) copia dell'Inter. Chiedo la cortesia di estendere i ringraziamenti ai componenti del consiglio di amministrazione (a partire dal Commissario Sant'Albano), ai medici sociali, agli addetti all'apertura delle raccomandate, ai consulenti legali e a tutti coloro che, senza volerlo, mi sono dimenticato di menzionare.

Da inguaribile ottimista, confido comunque ancora che prima o poi abbiate un rigurgito di orgoglio e di dignità e prendiate la prima decisione sensata da tre anni abbondanti a questa parte. Rassegnare le dimissioni e chiedere scusa ai tifosi ed agli azionisti.

giovedì 14 gennaio 2010

Adieu, Monsieur Trinité


Egregio Presidente nonché Amministratore Delegato nonché Direttore Generale,

la Juventus della Triade era una società modello nel mondo, per organizzazione, cultura del lavoro e professionalità. Forse il solo Manchester United le era superiore in qualche aspetto.
Il buon esempio veniva dall'alto. Da un gruppo di dirigenti che non si risparmiavano, che dedicavano il proprio tempo alla Juventus con passione e competenza, che erano sempre presenti a fianco della squadra, che sapevano fare gruppo con i giocatori ed essere inflessibili con chi sgarrava.

La Ridentus di Monsieur Trinité è anch'essa una società modello nel mondo, per disorganizzazione, scarsa cultura del lavoro e pressapochismo.
Il cattivo esempio viene dall'alto. Da un gruppo di dirigenti (Monsieur Trinité e Secco in primis) che non si ammazzano certo dal lavoro, che si limitano ad un orario da impiegati statali (venerdì scorso Monsieur Trinité se ne usciva tranquillamente dalla sede alle 17.30 e ho l'impressione che questa sia la regola, non l'eccezione), che non rinunciano alle loro meritate vacanze (in pieno calciomercato, ad esempio, oppure durante la sosta natalizia, nonostante fosse più opportuno accompagnare la squadra a Gedda ed incontrare la ricca dirigenza saudita), che hanno comunque cose più importanti da fare che occuparsi di Juventus (il prode Secco si dedica, con grande successo peraltro, al motocross in periodo di calciomercato, ed è un frequentatore abituale della scuola sci di Sestriere, anche alla vigilia di partite delicate come Juventus-Catania di poco meno di un mese fa), che non sono mai presenti a fianco della squadra, che non sanno fare gruppo con i giocatori, che non sono in grado di far rispettare le regole e punire chi sgarra.

Con queste premesse, non c'è da stupirsi che la Ridentus sia diventata la brutta copia dell'Inter di Moratti, quella che, sino al 2006, prendeva solo solenni batoste e che invece Monsieur Trinité, con la valente collaborazione del suo staff e dell'azionista di maggioranza, è riuscito a trasformare in una società vincente, almeno in Italia.
Una società che brilla per pressapochismo, inadeguatezza e dilettantismo. Una società che non riesce neppure a diramare un elenco corretto di convocati per la partita di Coppa Italia o a tenere aggiornata la sezione biglietteria del sito, tanto per far due esempi recenti.
Uno spogliatoio spaccato, con giocatori che non si parlano, che litigano tra di loro, che si mettono le mani addosso (e le mettono addosso all'allenatore). Giocatori che sorridono dopo le sconfitte, dimostrando che a loro in fondo non importa (ma, d'altronde, se ridono i vertici e la proprietà, perché mai dovrebbero comportarsi diversamente i giocatori?).
Dichiarazioni trionfalistiche a priori da parte di dirigenti e atleti (vinceremo Champions e scudetto, non ci accontentiamo di meno, siamo la Ridentus, etc etc).
Questa era l'Inter di Moratti sino a qualche tempo fa. Questa è la Ridentus dal 2006. Chapeau.
Sono illuminanti le parole di Mughini su Libero di ieri: "S'è verificato quanto pronosticato dagli eroi al valor militare juventino che militano nel sito ju29ro team, e cioè che i cromosomi che allignavano una volta a Via Durini, dov'era la sede dell'Inter, si sono trasferiti in massa in Corso Galileo Ferraris a Torino. La Juve del 2010 è la copia anastatica dell'Inter del ventennio pre-Calciopoli. Una squadra e una società che stanno a metà strada tra il disastro e la farsa".

Gestire una società, di calcio per di più, è molto diverso dall'organizzare eventi senza concorrenza come le Olimpiadi invernali, il Roland Garros o la Parigi-Dakar. Non basta un master in business administration (ma, visti i risultati, sarebbe più appropriato parlare di master in business destruction). Servono competenza, esperienza, capacità di gestire persone particolari come i giocatori (giovani viziati, stracarichi di soldi, con troppo tempo libero). Serve la capacità e l'umiltà di sapersi circondare di collaboratori validi e preparati. Non serve invece a nulla, ed è anzi profondamente deleteria, la prosopopea di chi, pur essendo un parvenu del calcio, ha la presunzione di saper fare tutto.
Monsieur Trinité ha dimostrato in questi anni di non avere le competenze necessarie, di non avere esperienza, di non saper gestire una squadra ed uno spogliatoio, di non avere la capacità e l'umiltà di scegliere collaboratori adeguati. In (quasi) tutti i settori sono state scelte persone inadeguate al ruolo. Dalla gestione sportiva (Secco, oltre allo stesso Monsieur Trinité, nella sua veste di DG) al marketing (Fassone), dalla comunicazione (Gattino) allo scouting (Castagnini). In tutto questo sfascio, si salvano il solo dott. Bergero (peraltro ereditato dalla vecchia gestione, non certo una scoperta di Monsieur Trinité) e, ovviamente, Roberto Bettega. La recente nomina di Bobby Gol a vice-direttore generale - decisione chiaramente imposta dall'alto e subita da Monsieur Trinité - certifica il fallimento del famoso projettò in salsa francese (less is more, vincere di meno - anzi, nulla - spendendo molto di più).

E' comunque giusto dare a Cesare quel che è di Cesare (non Zaccone, a lui è già stato dato più che a sufficienza) e riconoscere che Monsieur Trinité ha una (sola) grande capacità. Quella di farsi attribuire un compenso totalmente sproporzionato rispetto alle proprie competenze. Partendo da una base di circa 2,6 milioni (compenso dell'anno scorso, quando Monsieur Trinité aveva solo due cariche), immagino che ora siano stati sfiorati, se non superati, i tre milioni (considerato che Cobolli&Gigli, in due, percepivano più di 700mila euro).

Il danno che Monsieur Trinité ha arrecato alla società, ai suoi azionisti ed ai suoi tifosi con la gestione dissennata di questi anni (e mi riferisco alla sola gestione ordinaria, perché attribuisco la responsabilità della gestione straordinaria - e cioè la sapiente retrocessione in Serie B - all'azionista di maggioranza ed ai suoi tutori) è incommensurabile. Le conseguenze si faranno sentire sempre di più negli anni a venire. Si è innestato infatti un circolo vizioso. Una squadra modesta ed infarcita di bidoni (acquistati, tra l'altro, a carissimo prezzo) e risultati sportivi disastrosi avranno un effetto deleterio sulla capacità di attrarre sponsor e partner commerciali remunerativi (sono proprio curioso di vedere come andrà a finire la ricerca del nuovo main sponsor...). Meno soldi quindi da investire in una squadra totalmente da rifondare dopo una serie di campagne acquisti condotte da dilettanti allo sbaraglio.
E sarà difficile, se non impossibile, invertire in futuro la tendenza e ricostruire (sia pur con una dirigenza rinnovata ed adeguata) una società organizzata e vincente.
Ora, ci sono solo macerie. E' come se fosse passato uno tsunami. Lo tsunami Jean-Claude...

Il responsabile di un simile disastro, invece di cercare come al solito di scaricare le proprie colpe su un comodo capro espiatorio (Ranieri, l'anno scorso; Ferrara, quest'anno; Bettega, in futuro?), dovrebbe avere la dignità di prendere la prima decisione sensata e ragionevole da tre anni (abbondanti) a questa parte. Rassegnare con effetto immediato le proprie dimissioni, rinunciare alla lauta indennità di fine mandato e chiedere scusa agli azionisti e ai tifosi juventini per il male loro arrecato.

Da Torino a Chambéry è tutta autostrada. Immagino che Lei la strada la conosca bene.
Carichi armi e bagagli sulla Sua macchina, ivi compreso il famoso projettò che non vale nemmeno la carta su cui (forse) è stato scritto, e se ne torni pure dai Suoi compatrioti ad organizzare eventi o ad aprire una rivendita di 'croque monsieur' (non azzardi nulla di più complesso, mi raccomando). Qui, non La rimpiangerà di certo nessuno (a parte Moratti).

Distinti saluti

giovedì 3 luglio 2008

Una squadretta pas mal


(Sfida la fortuna, viaggia con la Duna)

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Devo dire che alla Nuova Juventus 2006 FC SpA sono riusciti a mettere su una squadretta di cirigenti di tutto rispetto.

Franzo, Grande, Stevens, Cobolli, Gigli, Blanc, Secco, Fassone, Gattino, Ranieri e, ciliegina sulla torta, Renzo Castagnini (che fa vendere i Fiorini).

Povero Sensibile. Certamente non un'aquila, ma forse troppo di livello per far parte della cirigenza.

E Luca De Meo se la gode come un riccio.


PS Grazie a Franco Bollo per il suggerimento sulla Duna

lunedì 9 luglio 2007

Sono verdelli amari


(Bonarober per www.juworld.net)
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Egregio Presidente,

Egregio Dott. Gattino,

Egregio Dott. Verdelli,


il 5 giugno ho saputo che mio figlio Giacomo sarebbe nato il giorno dopo, con un parto cesareo, in anticipo di circa tre settimane rispetto alla data prevista.Alle 23.00 del 5 giugno ho inviato un fax. E' stata l'ultima cosa che ho fatto in ufficio prima di correre a Torino da mia moglie (dopo aver chiuso in fretta e furia tutte le questioni più urgenti a Milano). Il fax, indirizzato alla mia banca. conteneva la disposizione di sottoscrizione dell'aumento di capitale della Juventus. Le mie 2000 azioni sono quindi diventate 3332.


Nei prossimi giorni rinoverò il mio abbonamento. Come faccio tutti gli anni fin dai tempi del Comunale. E come ho fatto anche l''anno scorso, al buio, senza sapere quale sarebbe stato il destino della mia amata Juventus.


Tutto questo, non certo per un sentimento di fiducia (che non ho, a maggior ragione dopo l'epurazione di Bobby Gol) verso il nuovo corso juventino. Ma solo per il mio amore sconfinato per la maglia ed i colori bianconeri.


Comunque sia, ritengo che la dirigenza e la proprietà della Juventus abbiano il dovere di rispettare e tutelare tutti quei tifosi che, come me, continuano a sostenere la Juve, con una passione che la vergogna di Farsopoli ha solo contribuito a rafforzare.


Purtroppo, così non è. Non c'è rispetto per i tifosi. Non c'è alcuna tutela nei loro confronti.


Lo dimostrano (e mi limito qui agli eventi più recenti) le dichiarazioni di John Elkann, rilasciate al suo dipendente Dario Di Vico L'Ing. Elkann, oltre a far capire di non avere la minima nozione di contabilità (e, in particolare, di non conoscere la differenza tra una plusvalenza alla Zidane ed una plusvalenza alla Brunelli), persevera nella sua opera di "demolizione" della "vecchia" Juve. Bisognerebbe allora essere coerenti fin in fondo e cancellare dal palmares della società sul sito tutti i trofei conquistati sotto il regno della Triade...


Lo dimostra la vergognosa intervista a tal Verdelli (che mi dicono essere il direttore intertriste di un giornaletto rosa che si trova, sempre meno, sui banconi dei gelati del bar) pubblicata sull'ultimo numero di Hurrà Juventus.


Leggere sul nostro giornale le accuse di squadrismo che l'intertriste Verdelli ha il becco di rivolgere a me e a tuttii tifosi della Juventus lascia davvero l'amaro in bocca. Non certo per le accuse in se, perché sono orgoglioso di essere definito squadrista e sobillatore da un intertriste. Ma è inaudito che sul nostro giornale sia stato dato spazio ad uno dei massimi rappresentanti della cricca del giornalismo squadrista anti-juventino (che comprende, oltre all'intertriste Verdelli, il Candido ma non troppo Cannavò, Palombo, Ziliani, Franco Rossi).


L'intertriste Verdelli, travisando come gli capita spesso la realtà, arriva a dichiarare che "lo stesso avvocato Chiappero si era rassegnato ad un destino atroce". Sarà anche vero (dopo aver visto le sentenze pubblicate con settimane di anticipo sulle prime pagine della Pravda Rosa, non dubito più delle capacità alla "Mago Otelma" dei suoi giornalisti). Ma quel che Verdelli non dice è che l'Avvocato Chiappero si è rassegnato ad un "destino atroce" (benché il termine mi sembri piuttosto inadeguato al contesto) dopo aver ascoltato, senza poter credere alle proprie orecchie, l'intervento dell'assistente di Palazzi (o forse era l'avvocato della Juve? non mi ricordo più molto bene, ma non importa, in fondo non c'è una gran differenza) sulla pena congrua.


Ed è francamente penoso che l'intertriste Verdelli si atteggi ora a massimo difensore della Juventus. D'accordo che i tifosi bianconeri sono un target da conquistare per il giornaletto rosa, ma cerchiamo di essere seri e coerenti. Troppo comodo spalare letame per mesi (e non mi riferisco solo a Farsopoli; ci ricordiamo tutti il vergognoso titolo della Pravda Rosa dopo Bologna-Juve: "Juve, così no!") per poi cercare di recuperare i tifosi con queste allucinanti dichiarazioni, Ma, di nuovo, è ancora più inaudito che Hurrà Juventus si presti a questo giochetto.


Comunque, questi squallidi giochetti non fanno altro che rafforzare il boicottaggio in atto dei tifosi bianconeri nei confronti degli organi della disinformazione in servizio permanente effettivo (Prava Rosa e Controjuve in primis). E sotto questo punto di vista, confesso che ho provato una grandissima soddisfazione quando ho scoperto che il mio intervento in assemblea è stato riportato sul libro verbali in versione integrale ("banner" sul boicottaggio inclusi).


Sono felice che l'intertriste Verdelli dorma come un bambino di tre anni. In effetti, eravamo tutti un po' preoccupati per il povero Verdelli. Ci chiedevamo se potesse dormire serenamente dopo aver trattato le vicende di Plusvalenzopoli con un accanimento ancora superiore a quello dimostrato all'epoca di Farsopoli (è, con tutta evidenza, infinitamente più efficace un trafilettino in dodicesima pagina rispetto ad un titolo a otto colonne in prima). La risposta di Verdelli ci tranquillizza davvero. Ed è il giusto riconoscimento per chi così tanto si è battutto per ripulire il calcio. Ed ora, grazie a Verdelli e ai suoi compagni, il calcio è davvero pulito. Non ci sono più i Galliani. Non ci sono più i Moratti, Non ci sono più i Matarrese, Non ci sono più i Collina. Non ci sono più i Della Valle...


In conclusione, tremo già al pensiero di cosa mi possa succedere al momento del rinnovo dell'abbonamento. Ben che vada, mi attendo in omaggio una foto autografata di San Massimo da Appiano Gentile. Oppure, un dvd del giornaletto rosa sui tavolini ed i comodini dell'Inter.


Orgoglioso di essere uno squadrista sobillatore