Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 27 novembre 2009

Se saltelli...


Forse non tutti sanno che il coro "se saltelli muore Pinco Pallinelli" non è nato con e per Balotelli.
E neppure con e per Lucarelli.
E' nato con e per gli Agnelli.
La versione originale, infatti, era "se saltelli muore un altro Agnelli".
E John saltò.

martedì 24 novembre 2009

Il cielo è azzurro sopra (quasi tutta) Torino


Perdonate la pessima citazione, ma oggi è un grandissimo giorno.
Il Tribunale di Torino ha assolto Giraudo, Moggi e Bettega dalle accuse di falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, ostacolo agli organi di controllo e truffa ai danni della FIGC.
L'assoluzione è con formula piena. Anzi, che dico piena? Pienissima.
IL FATTO NON SUSSISTE.
E' stata assolta anche la società Juventus, che invece aveva richiesto di patteggiare una sanzione di 70,000 euro per le eventuali violazioni amministrative ex legge sulla responsabilità delle persone giuridiche.
Il cielo è quindi azzurro sopra Torino.
Beh, non proprio su tutta Torino.
E' azzurro quasi ovunque.
Ma è nero plumbeo su Fermo Ferraris, Corso Matteotti, Via del Carmine.
La denuncia contro ignoti si è rivelata un flop. Anzi, una cagata pazzesca. Peggio della corazzata Potemkin.
La richiesta di patteggiamento è stata respinta. E la società Juventus è stata anch'essa assolta.
Che Caporetto per gli indegni occupatori di scrivanie altrui e per i loro numi tutelari.
Il comunicato ufficiale pubblicato sul sito che ride, a distanza di ore dalla notizia, rappresenta l'ennesima pagina vergognosa del regime ridentino che siamo costretti a subire da metà 2006.
La chiosa finale di quel comunicato ("la Ridentus precisa che non si è mai dissociata dall’attività difensiva comune a tutti gli imputati, ma si era limitata a definire con la Procura della Repubblica di Torino un congruo ammontare per le violazioni amministrative che fossero eventualmente state riconosciute a suo carico") rivela una coda di paglia lunga da Fermo Ferraris (Ridentonia) a Via Bigli (Onestonia).

Zeman, un testimone così e così

Il 20 novembre 2009 Zeman è stato chiamato a testimoniare al Processo di Napoli. Deposizione spesso caratterizzata da momenti di ilarità, sia per il carattere del tecnico boemo, che per lo spirito “napoletano” della maggior parte dei presenti in aula, soprattutto del Giudice Maria Teresa Casoria, che ha spesso rimproverato il teste per il suo “carente” tono di voce e, al termine della deposizione, lo ha congedato con un eloquente "va beh, può andare Zeman; si è comportato così così".

Su ju2ro.com trovate il resoconto dettagliato dell'intervento di Zeman.

Comunque, il processo di Napoli si sta sempre più rivelando una farsopolata degna di una repubblica delle banane. Più che ad un processo sembra di essere ad una trasmissione comica.
A testimonianza di questo, lo Ju29o Team vi presenta:Zemanlandia in tour a calciopoli


Eccezionali, in ogni caso, gli interventi di Zia Teresa

martedì 17 novembre 2009

Prime crepe anche per il teorema delle Sim svizzere

Martedì scorso (10 novembre) è iniziata a Napoli la discussione sul famoso teorema delle SIM svizzere, quello secondo cui Moggi avrebbe controllato gli arbitraggi del campionato 2004-05 tramite una fantomatica rete di telefonini dotati di SIM riservate, consegnati a designatori e arbitri di serie A.
A illustrarlo è stato convocato in aula il Maresciallo dei Carabinieri Di Laroni, membro del team di via In Selci di Roma che, agli ordini del Maggiore Auricchio, ha svolto l’indagine che ha portato, tramite la fuga di notizie (leggi: informative di indagine) del maggio 2006, al linciaggio mediatico della Juventus e alla sua retrocessione in serie B.

Nel seguente video/audio, l'avvocato Mauro Messeri, difensore dell'arbitro Bertini, interroga il Maresciallo Di Laroni.



La deposizione di Di Laroni ed il suo contro-interrogatorio da parte degli avvocati della difesa sono analizzati in dettaglio su www.ju29ro.com

Macchine che insabbiamo...

... sappiamo quelle che insabbiamo. E quella è quella cosa importante.
Figure di merda che facciamo sappiamo quelle che facciamo. E quella è quella cosa importante.



E, per finire, auguri che facciamo sappiamo quelli che facciamo. E quella è quella cosa importante.

giovedì 22 ottobre 2009

Verso l'assemblea


Nella lettera agli azionisti, inclusa nel progetto di bilancio al 30 giugno 2009 che l'assemblea è chiamata ad approvare il prossimo 27 ottobre, Cobolli e Blòn si compiacciono di come la Nuova Juventus 2006, nei tre anni del loro mandato, abbia "rispettato un’idea di calcio sostenibile che mette insieme competitività sportiva ed equilibrio economico".
Leggendo il testo, sembra che la Nuova Juventus 2006, dopo anni di spese folli e di gestione dissennata alla Moratti, abbia virato rotta a fine giugno 2006, imboccando la retta via del fair play finanziario.
Evidentemente, non è così. Il cambio di rotta c’è stato, ma nel 1994 quando, su felice intuizione di Umberto Agnelli, dopo nove anni di risultati sportivi insoddisfacenti (con la parziale eccezione del biennio di Dino Zoff) e di risultati economici pesantemente negativi, la Juventus fu affidata alle cure di Antonio Giraudo, Roberto Bettega e Luciano Moggi. In poco tempo, infatti, la società divenne un modello per il mondo del calcio dal punto di vista sportivo, economico ed organizzativo. Sono stati loro, non certo i dirigenti insediati nel 2006, ad introdurre e rispettare un concetto di calcio sostenibile, riportando in equilibrio i conti economici, raggiungendo risultati sportivi incredibili, e moltiplicando di conseguenza il valore della società.
Non a caso, l'UEFA, nel proprio magazine dedicato alla Champions, ha definito quella Juventus "rivoluzionaria in tutto e per tutto. Nelle scelte societarie, nei bilanci, nella mentalità e nel gioco. Un mix di innovazioni che ha fatto scuola in Italia, in Europa, nel mondo". E, in tutta sincerità, stupisce (anche se non più di tanto) e dispiace che questo riconoscimento non sia stato menzionato nel bilancio (così come non se ne è mai fatto cenno sul sito ufficiale).
Bisogna poi anche intendersi sul concetto di competitività sportiva. La gestione precedente aveva saputo coniugare equilibrio economico ed una competitività sportiva ai massimi livelli, vincendo l’impossibile (ad esclusione, lo ammettiamo, della Coppa Zaccone). La nuova gestione, invece, pur potendo ancora contare su una forte ossatura di squadra, nonostante le svendite dell’estate 2006, non ha conseguito alcun risultato sportivo degno di nota (seru tituli, ad eccezione sempre della famigerata Coppa Zaccone) e, cosa ancora più grave, non è stata in grado, nonostante investimenti per decine di milioni di euro, di rinforzare adeguatamente la prima squadra e di ridurre il gap dai collezionisti di cartoni.

mercoledì 14 ottobre 2009

La sciarpa nerassurda della Ridentus



Questo video è stato girato dal mio "collega" dominiobianconero di ju29ro.com in un Ridenstore dello Stadio Olimpico di Torino il 29 settembre, al termine di Ridentus-Bologna.
Ma di questa sciarpa si era già parlato - e scritto - la settimana precedente, dopo Ridentus-Livorno, grazie ad una foto scattata da un altro juventinovero (Trillo) in un diverso Ridenstore dello stadio.
La storia della sciarpa nerassurdo-ridentina è raccontata in questi tre articoli di ju29ro.com:
Un Trillo da Corso Agnelli / 2
La sciarpetta di John, Luca e Franzo
Sciarpette&Fagiani

La notizia relativa alla sciarpa color nerassurdo messa in vendita dal merchandising della Ridentus ha pian piano fatto il giro della rete. Se ne parla addirittura su Il Sole 24 Ore.

Ed alla fine della fiera, sembra che gli ultras bianconeri non l'abbiano presa proprio benissimo.

Chi è iscritto a Facebook, si faccia un giro su questi due gruppi e legga i commenti sulla sciarpa e sui cirigenti ridentini...
Juve Store: non si deve mettere in vendita questa sciarpa vergogosa
Juventini unitevi, diciamo no a questa vergogna

Voci di corridoio sostengono che vi sia ora grande agitazione tra gli uomini marketing della Ridentus (Fassone & Co.) ed i dirigenti di Ridentus Merchandising (società della Nike, che gestisce e sviluppa a livello nazionale ed internazionale l’attività di licensing e merchandising e di distribuzione di prodotti e servizi caratterizzati dal brand Ridentus).

Staremo a vedere....

Comunque vada a finire questa storia, una cosa è certa.
La Ridentus è una società gestita ad minchiam.

martedì 13 ottobre 2009

Quanto gode Gauderique!


Jean-Claude Roger Gauderique Blanc da Chambery (in arte, Monsieur Blòn) ride e gode dal 29 giugno 2006.
In quel (fausto per lui, infausto per noi) giorno, fu nominato amministratore delegato e direttore generale della Ridentus.
E grazie a questo accumulo di cariche ha iniziato ad accumulare una piccola fortuna personale.
Basta leggere i bilanci della Ridentus.
Guaderique ha concluso il primo triennio alla guida della Ridentus con il compenso record di 2,67 milioni lordi complessivi (cfr. progetto di bilancio al 30 giugno 2009). Questa somma è comprensiva di 1,2 milioni lordi, corrispondenti al «valore maturato dell'additional compensation, che - precisa una nota nel bilancio - sarà erogato al termine del piano di sviluppo a medio termine approvato dal consiglio di amministrazione del 14 marzo 2007, al lordo degli effetti dell'attualizzazione finanziaria ».
Ma anche nei due anni precedenti i compensi di Gauderique, sempre comprensivi dell'«additional compensation», sono stati più che congrui: 2,21 milioni e 2,374 milioni.

Scampato pericolo


Ieri sera i libici della Lafico hanno presentato la documentazione relativa al proprio candidato per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Ridentus: trattasi di tale Khaled Fareg Zentuti, che entrerà nel CDA, il prossimo 27 settembre (giorno dell'assemblea degli azionisti), in qualità di amministratore indipendente.
Scampato pericolo, quindi,
Nessun figlio di papà in CDA.
Nessun piccolo Stevens (basta già, e avanza ampiamente, quello grande come presidente onorario).
Nessuna (ex) favorita di corte.

lunedì 12 ottobre 2009

Solo sei?


In vista dell’Assemblea degli Azionisti Ridentus che si terrà il prossimo 27 ottobre, l’azionista EXOR ha depositato la seguente lista di candidati per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione:
1. Marzio Saà
2. Carlo Barel di Sant’Albano
3. Jean-Claude Blanc
4. Aldo Mazzia
5. Riccardo Montanaro
6. Camillo Venesio.
I nuovi vecchi consiglieri (ridevano tutti in consiglio già dal 29 giugno 2006) sono solo sei. Numero pari.
Che ci sia un settimo consigliere in arrivo? In rappresentanza della Lafico?

Nell'attesa, ridiamo


A momenti, dovrebbe essere comunicata ufficialmente la list Exor per il nuovo consiglio di amministrazione della Ridentus FC.
Sembra che l'intero CDA in uscita sia confermato - ad eccezione dei gemelli Giò&Van (in partenza per Morattopoli, binario 27) e di Montali (in partenza, non si sa per dove, con tacchini e scoiattoli al seguito) - senza nuovi ingressi.
D'altronde, squadra che vince (la Coppa Zaccone, con la prima squadra, e la Coppa Carnevale, con la primaverile) non si cambia.
Vedremo a breve se le indiscrezioni dell'ultima ora saranno confermate.
E sarà anche interessante vedere se vi sia o meno anche una lista presentata dalla Lafico.
Non vorrei che qualche nome, dato per certo giorni fa e ora apparentemente giubilato, rientrasse dalla finestra.
Nell'attesa, ridiamo un po' tutti assieme.

venerdì 9 ottobre 2009

Trinità


Nell'estate del 2006, ci hanno spiegato che, per evitare il riproporsi di vicende riprovevoli e per evitare di dover nuovamente chiedere scusa al calcio italiano, nessuno alla Nuova Juventus 2006 avrebbe avuto i poteri in passato attribuiti a quella banda di truffatori (ai cui valori è meglio non ispirarsi, essendo preferibile fare riferimento a quelli di Facchetti). John Elkann disse: "Mai più tanto potere ad un gruppo di lavoro".
Per questi motivi, i poteri della nuova biade presidenziale (i gemelli Giò&Van, ora in partenza dal binario 27, direzione Morattopoli) e del nuovo amministratore delegato nonché direttore generale (per gli amici, Monsieur Gaudérique Blòn) sono stati fortemente limitati, con la conseguente necessità di dover convocare il CDA per tutte le decisioni più importanti, ivi comprese quelle relative al calciomercato.
In questi ultimi giorni dell'estate 2009, invece, ci stanno spiegando che, in un'ottica di "progression", è meglio che a gestire tutta la baracca sia una persona sola.
Poteri che noi diamo sappiamo quelli che diamo. E quella è quella cosa importante.
La gestione collegiale della società è stata una delle (tante) palle al piede della Nuova Juventus 2006. Quindi, ben venga a mio avviso un modello di gestione più snello ed efficiente.
Resta tuttavia un problema di fondo. Come i tacchini non sono adatti a salire in cima agli alberi, così Gaudérique non è adatto a gestire una società di calcio come la Juventus.

Se volete leggere altri pareri juventiniveri su Blòn uno e trino, suggeriscovi questo articolo di www.ju29ro.com: Blanc, il trino

mercoledì 7 ottobre 2009

Carisma. Passione. Dinamismo



Quanto ce ne strafrega della Juve sappiamo noi quanto ce ne strafrega.
E quella è quella cosa importante.

martedì 6 ottobre 2009

Squadra che non vince si cambia un po'


Cambiamenti in vista alla Ridentus FC di Fermo Ferraris.
L'assemblea degli azionisti, convocata per il 27 ottobre, dovrà rinnovare le cariche sociali, oltre ad approvare il bilancio relativo all'esercizio chiuso il 30 giugno 2009.
Ecco il probabile nuovo organigramma della Ridentus.
Presidente: Monsieur Blòn
Amministratore Delegato: Monsieur Blòn
Direttore Generale: Monsieur Blòn
Responsabile manutenzione esterna: Monsieur Blòn
Custode notturno Fermo Ferraris: Monsieur Blòn
Custode notturno Vinovo: Monsieur Blòn
Responsabile Segreteria CDA: Monsieur Blòn
Coordinatore acquisti cancelleria: Monsieur Blòn
Supervisore logistica: Monsieur Blòn
Autista bus prima squadra: Monsieur Blòn
Autista bus primaverili: Monsieur Blòn
Responsabile rasatura prati Vinovo: Monsieur Blòn
Addetto unico alla lavanderia: Monsieur Blòn

venerdì 2 ottobre 2009

Federalismo penale


Il federalismo non c'è ancora.
Ma qualcosa si sta muovendo.
Ed infatti funziona già a pieno ritmo il federalismo penale.
Procura che vai, codice penale che trovi.
Alla Procura di Torino, ad esempio, utilizzano un codice penale particolare.
Un codice che consente di chiedere il rinvio a giudizio per falso in bilancio (e la condanna a diversi anni di prigione) per amministratore delegato e vice-presidente di una società, senza procedere anche nei confronti del presidente che ha firmato quegli stessi bilanci.
E dire che quel presidente non è certo un mentecatto incapace di intendere e volere.
Tutt'altro!

giovedì 1 ottobre 2009

Bidoni che abbiamo comprato


Bidoni che abbiamo comprato sappiamo quelli che abbiamo comprato.
E quella è quella cosa importante.


Dopo aver giocato un minuto all'incirca nel finale di Bayern-Juventus (mica pizza e fichi e neppure barbabietole e panna cotta; non il Bayern e neppure la Juve, il minuto o poco più giocato dalla lavatrice), in prossimità del fischio di chiusura il portoghese Tiago si è accasciato a terra dolorante alla coscia sinistra.
Gli esami hanno evidenziato un'area di edema post contusivo del muscolo bicipite femorale sinistro; i tempi di recupero sono attorno ai 20 giorni.

Intervista a Daniele Capezzone



Lo Ju29ro Team ha intervistato Daniele Capezzone, portavoce del PDL.
Azionariato popolare, stadi, diritti TV, calciopoli, crisi del calcio italiano, regole e trasparenza. Questi, alcuni dei temi che abbiamo affrontato con Capezzone.
L'intervista completa sarà pubblicata prossimamente su www.ju29ro.com.
Qui, una succosa anticipazione.

- Allo scoppio di Calciopoli, La ricordiamo tra i più critici delle posizioni innocentiste e arrivò perfino a invocare Zeman alla FIGC. Poi, legittimamente, ha cambiato idea. Perché?
Ricordate bene, ma solo a metà. E’ vero, ritenevo e ritengo che molte delle questioni poste da Zeman fossero fondate in termini generali: una per tutte, l’eccesso di farmaci nel nostro calcio. Invece, ritenevo e ritengo che contro Moggi (e Giraudo) si sia fatto qualcosa di simile all’operazione indegnamente condotta a suo tempo contro Craxi: aggredire qualcuno, e salvare tutti gli altri. Come se nel calcio italiano ci fosse stato un “lupo cattivo” in mezzo a tanti “Cappuccetto Rosso”. Per questo, non ho avuto la minima esitazione a difendere Moggi da un tentativo di linciaggio che ritengo inaccettabile. Farei la stessa cosa, oggi, per difendere Briatore, per fare un altro esempio sportivo.


- Molti opinionisti, Juventini e non, hanno attribuito grandi responsabilità alla proprietà della Juventus per quanto accaduto nell'estate del 2006. Secondo la quasi totalità di essi, c'è stata una difesa legale insufficiente. Esistono poi tre linee di pensiero: chi afferma che la proprietà della Juventus ha organizzato lo scandalo, chi dice che ha cavalcato lo scandalo, chi ancora sostiene che ha solo subito lo scandalo. Quale teoria Le sembra più realistica?
Io non sono mai stato affezionato ai complotti e alle “conspiracy theories”. Credo, molto semplicemente, che si sia scelto un profilo basso, per ragioni magari comprensibili, ma a mio avviso non condivisibili. Ora, la nuova dirigenza della Juve, che ha comunque molti meriti, potrebbe forse - essendo passati degli anni, ed essendo il clima meno avvelenato di allora - contribuire ad aprire una vera discussione su quello che accadde. Fu ingiusto colpire - di fatto -
solo la Juve e i suoi dirigenti di allora.

- Il trionfo di soli tre anni fa al mondiale di Germania avrebbe dovuto garantire un significativo sviluppo del nostro sistema calcio. Oggi sperimentiamo una crisi diffusa: crisi di nuovi talenti, di risultati in Europa da parte dei club, crisi di appeal televisivo del nostro campionato all'estero. Dalle ceneri di Calciopoli è nato un calcio peggiore?
Siamo indietro anche a prescindere da questo. Abbiamo quotazioni in borsa fragili, che sarebbero rese più solide se le società fossero proprietarie degli stadi e avessero un merchandising più consistente (in questo senso, la Juve è avanti rispetto agli altri su entrambi i fronti). E poi resto convinto che la vera svolta sarebbe quella dell’azionariato popolare, con i tifosi-azionisti chiamati ad eleggere i dirigenti sulla base di precisi programmi, come in Spagna.

domenica 27 settembre 2009

Chi di scudi (sottratti) ferisce, di scudo (negato) perisce!


(Una gran bella triade)
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"Scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto... E quella è quella cosa importante" (cit).

Oramai conosciamo benissimo la storia degli scudi che abbiamo vinto.
Sappiamo chi non li ha difesi.
Per calcolo ed interesse. Oppure per semplice incapacità (dubito).
Ma ci sono degli altri scudi da considerare.
Non si parla di calcio.
Ma di fisco.
E, quindi, di scudo fiscale.
Lo scudo fiscale consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione tributaria, facendo emergere attività detenute illegalmente all'estero (in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale).
A fronte del pagamento di una somma limitata, pari al 5% del valore delle attività estere riportate a galla, sono concessi diversi benefici ai contribuenti che aderiscono: preclusione di accertamenti tributari e contributivi, estinzione delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali, esclusione della
punibilità per alcuni reati espressamente previsti.
Tra i contribuenti interessati allo scudo fiscale potrebbero in teoria esserci anche gli eredi di Giovanni Agnelli.
Margherita, figlia ed erede di Gianni, ritenendo che una consistente quota del patrimonio di suo padre, localizzata all'estero, sia sfuggita alla divisione ereditaria del 2004, ha cominciato un'azione legale contro Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfried Maron "in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale dell'avvocato", al fine di ottenere "un chiaro e completo rendiconto di tutti i beni che compongono l'asse ereditario e sono oggetto di successione".
La possibile esistenza di un patrimonio estero mai dichiarato al fisco ha fatto drizzare le antenne all'amministrazione finanziaria italiana, che ha iniziato ad indagare sull'eredità Agnelli, come confermato da Attilio Befera (direttore dell'Agenzia delle Entrate) pochi giorni prima di ferragosto.
L'indagine dell'Agenzia sul "tesoro" degli Agnelli (rectius, di quel che rimane degli Agnelli) "è stata aperta in seguito alle notizie diffuse dagli stessi eredi sulla esistenza di beni all'estero", ha dichiarato Befera. "Le diatribe sull'eredità sono note da mesi, sono su tutti i giornali e l'Agenzia, sulla notizia di possibili beni all'estero non dichiarati al fisco, come fa sempre, ha anche in questo caso aperto l'indagine".
La questione è indubbiamente molto complessa, poiché si tratta di attività intestate a trust o fondazioni estere, seppur in ipotesi direttamente od indirettamente riconducibili all'Avvocato Agnelli. In aggiunta, la causa intentata da Margherita Agnelli pone in discussione anche la titolarità di una parte di quei beni.
Al di là degli aspetti puramente tecnici relativi al trattamento fiscale di questo presunto patrimonio estero (che dipende da molteplici fattori), il tema che mi interessa approfondire in questo articolo è la possibile applicazione dello scudo fiscale al caso in questione.
Dal punto di vista astrattamente teorico, il ricorso allo scudo fiscale potrebbe consentire agli eredi Agnelli (rectius, agli eredi fiscalmente residenti in Italia) di regolarizzare eventuali violazioni, con il pagamento di una somma irrisoria (se confrontata con le imposte ordinariamente applicabili, maggiorate di sanzioni ed interessi).
Lo scudo fiscale, tuttavia, non può essere utilizzato qualora, alla data di presentazione della dichiarazione riservata (con cui vengono dichiarate le attività estere che si intendono far riemergere), sia stata già avviata dall'amministrazione finanziaria apposita attività di controllo nei confronti dei contribuenti interessati.
Ed infatti, Befera, nel confermare l'avvio dell'indagine tributaria, ha anche precisato che gli eredi Agnelli non potranno comunque usufruire dello scudo fiscale perché il procedimento è già in corso.
L'Agenzia delle Entrate è poi ritornata sulla questione, seppur senza fare esplicito riferimento all'indagine sulla famiglia (ex) Agnelli, con un comunicato stampa del 22 settembre (http://www.agenziaentrate.gov.it).
"In merito alle notizie stampa secondo le quali, per effetto dell’emendamento oggi approvato in sede parlamentare, non potrebbero avvalersi dello scudo fiscale i contribuenti nei cui confronti sono stati avviati procedimenti tributari fino al 5 agosto 2009, mentre potrebbero ricorrere al rimpatrio o alla regolarizzazione i soggetti per i quali le attività ispettive sono iniziate successivamente alla suddetta data, si precisa che l’informazione sopra riportata è del tutto destituita di fondamento".
L'emendamento (al decreto correttivo del decreto anti-crisi, con cui è stato introdotto lo scudo fiscale) cui fa riferimento il comunicato dell'Agenzia, è stato approvato dalla Commissione Finanze e Bilancio del Senato ed apporta significative correzioni allo scudo fiscale, allargando in particolare la copertura penale offerta ai contribuenti.
Interpretando in maniera non corretta il testo della norma, così come modificata per effetto dell'emendamento parlamentare, alcuni mass-media (e, in particolare, il sito Dagospia) hanno attribuito alla "lobby del Lingottino" il merito delle modifiche normative. Tali modifiche, infatti, impedendo il ricorso allo scudo fiscale nell'ipotesi di procedimenti in corso alla data del 5 agosto, consentirebbero alla famiglia (ex) Agnelli di usufruire della sanatoria, poichè l'attività istruttoria nei loro confronti sarebbe iniziata (secondo Dagospia) solo l'8 agosto.
Ma così non è, come chiarito nel comunicato dell'Agenzia delle Entrate.
L'emendamento parlamentare, infatti, si riferisce ad altra questione e non modifica la norma che preclude il ricorso allo scudo qualora, alla data di presentazione della dichiarazione riservata, sia stata già avviata apposita attività di controllo. La dichiarazione riservata, come precisa l'Agenzia, "non poteva essere presentata prima del 15 settembre 2009 e, dunque, è questa, e non quella del 5 agosto 2009, come erroneamente riportato dalle notizie stampa, la prima data utile ai fini della valutazione della possibilità di beneficiare o meno degli effetti dello scudo". Quindi, "per i soggetti nei cui confronti alla data del 15 settembre 2009 risultavano già avviati atti istruttori, ovvero tali atti risultino avviati anche in data successiva ma comunque prima della presentazione della dichiarazione riservata, lo scudo era e resta inibito".
Prendendo a prestito le parole dell'Agenzia delle Entrate, per la famiglia (ex) Agnelli, lo scudo fiscale era e resta inibito.
Chi di scudi (sottratti) ferisce, di scudo (negato) perisce!

mercoledì 23 settembre 2009

I tribunali che piaccono a Marco Travaglio


A Marco Travaglio piaccioni i tribunali un po' così.
Perché se uno è colpevole, è colpevole. C'è poco da fare.
Lo si sa fin dal principio. A prescindere.
E allora non bisogna perdere tempo.
Bisogna condannare il colpevole a prescindere, senza tanti indugi.
Perché il popolo sovrano, abilmente indottrinato, è in trepidante attesa in Piazzale Loreto.
A Marco Travaglio piacciono i tribunali che non vanno tanto per il sottile.
Perché il tribunale deve semplicemente tradurre in termini (più o meno) giuridici una sentenza già stabilita ex ante.
I tribunali sportivi (si fa per dire) che hanno giudicato i colpevoli a prescindere di Farsopoli sono un ottimo esempio.
Condanne anticipate con largo anticipo sui giornali e dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Giudici scelti ad hoc dal Commissario Straordinario Guido Rossi.
Gradi di giudizio rivoluzionati e tagliati (sempre ad opera del Commissario Straordinario Guido Rossi).
Tempi rapidi. Pochi fronzoli. Difese messe all'angolo.
Ecco un esempio di giustizia rapida ed efficiente, secondo i canoni di Marco Travaglio e dei suoi laudatori.
Volete un altro esempio?
Il tribunale (si fa sempre molto per dire) che ha appena radiato Flavio Briatore, salvando la Renault e Nelsinho Piquet.
Non è neanche un tribunale, in realtà. E' il Consiglio mondiale della federazione che si riunisce sotto forma di collegio giudicante e condanna.
Che meraviglia, vero Marco Travaglio?
Alla larga da certi tribunali.
E da Marco Travaglio.