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In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 8 maggio 2007

Juventus, il processo farsa


Juventus il processo farsa / Inchiesta verità su Calciopoli (Guerini e Associati, pagg. 144, 12,50 euro) di Mario Pasta e Mario Sironi.

Dal 3 maggio in edicola

Pasta, laureato in giurisprudenza, lavora per una azienda di credito. Sironi, laurea in economia, si occupa di finanza e private banking. I due autori si definiscono "non addetti ai lavori" ma semplicemente juventini. Il loro amore per la "vecchia signora" li ha spinti a scavare tra le carte del processo per capire perché la Juventus è stata retrocessa in serie B e privata di due scudetti dalla giustizia sportiva. Gli autori hanno lavorato "pressoché esclusivamente sui documenti ufficiali del processo alla Juventus" e sostengono che "la vicenda Juve passa attraverso tre momenti cruciali, dalla cultura del sospetto, al processo mediatico, al processo in aula". "Pasta e Sironi - scrivono Piero Ostellino e Christian Rocca nell'introduzione - si sono letti la sentenza sportiva che ha condannato la Juventus alla serie B e hanno scoperto che al Bar dello Sport non avrebbero saputo fare di meglio. Il risultato della loro lettura è clamoroso, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello giuridico e civile: la Juventus è stata condannata per non aver commesso il fatto, per non aver comprato né aggiustato né taroccato nessuna partita di campionato"."I giudici - scrivono ancora i due autorevoli giornalisti - hanno scritto che nel calcio italiano non c'era nessuna cupola, che il sistema Moggi era un'invenzione, che i sorteggi non erano truccati, che la balla delle ammonizioni mirate per favorire preventivamente la Juventus era, appunto, una balla. (...) Pasta e Sironi, leggendo la sentenza, hanno spiegato che l'illecito sportivo contestato alla Juventus non esisteva nei codici, ma che è stato creato ad hoc, trasformando geneticamente in illeciti sportivi tre comportamenti 'di per sé', come dice il dispositivo, non configuranti l'illecito". "La tesi colpevolista della sentenza - spiegano i due giornalisti nell'introduzione al libro - è questa: i rapporti stretti tra i dirigenti della Juventus e i designatori arbitrali hanno creato 'un'atmosfera inquinata, una insana temperie avvolgente il campionato di serie A' per cui sono state lese la terzietà, l'autonomia e l'indipendenza del settore arbitrale. (...) Il problema è che questo reato nel codice sportivo non esiste"."Nessuno conosce il contenuto, accertato in un processo che ha saltato a pie' pari il dibattimento, oltre che un grado di giudizio, e che è cominciato direttamente con la formulazione delle richieste da parte del procuratore, come neanche in Unione Sovietica". L'ultimo interrogativo venuto ai due giornalisti e agli autori del volume: perché la proprietà della Juventus non s'è difesa? "C'è il sospetto concreto che il ruolo della Juventus in Calciopoli sia stato più dalla parte delle guardie che tra i ladri, che la proprietà volesse disfarsi di due dirigenti troppo intraprendenti che lavoravano a diluire il peso specifico di parte della famiglia Agnelli".

Luna calante


Sconfitta da New Zealand, Luna Rossa (TIM) dice addio al primo posto.

Bene così

Bertini? Mai avute schede da Moggi


Quotidiano Nazionale - 6 maggio

Intervista di MARIO D’ASCOLI al legale di Bertini

«Bertini? Mai avute schede da Moggi»

Il legale dell’arbitro sospeso: «Impensabili 42 telefonate alla vigilia di Milan-Juve»


Avvocato, ci vuole chiarire, innanzitutto, la storia delle schede svizzere che è l’oggetto principale delle indagini?

«Secondo l’inchiesta in corso Bertini avrebbe usato schede svizzere per fare e ricevere telefonate a varie persone fra cui Luciano Moggi. Il che non risponde assolutamente a verità perché il mio assistito queste schede non le ha mai comprate, possedute e tanto meno gliele ha regalate il signor Moggi».

E allora perché è stata avanzata un’ipotesi del genere?

«Per deduzione, per intuizione non certo in base a prove concrete. Mi spiego. Si dice che nelle schede ci sono delle telefonate agganciate ad Arezzo. Ammesso e non concesso che ci siano davvero, prima di tutto bisogna dimostrarlo e non c’è un dato tecnico che lo chiarisca in maniera precisa. E poi perché quelle telefonate devono essere legate necessariamente al nome di Bertini?».

Come vengono fuori queste accuse?

«Già, è una domanda che mi pongo anch’io. Ci sarebbero telefonate agganciate ad Arezzo prima e dopo partite arbitrate da Bertini in cui c’erano di mezzo squadre come il Messina, il Siena e via dicendo, che secondo l’accusa sarebbero state protette da Moggi. Ebbene, spesso gli incontri di queste squadre, arbitrati da Bertini, si sono conclusi con una sconfitta. Allora io mi chiedo: come si fa ad accusare Bertini di malafede, anzi di reati gravi come l’associazione a delinquere?».

La partita in cui si fanno le accuse più pesanti all’arbitro aretino è Juve-Milan del 2004 (0-0, ndr)…

«Mi ascolti attentamente. Juve-Milan fu giocata il 18 dicembre del 2004, appunto, e secondo l’accusa fra Bertini e Moggi ci sarebbero state, alla vigilia della partita, quarantadue telefonate. Siccome le designazioni arbitrali si conoscono il venerdì all’ora di pranzo e siccome Juve-Milan si giocava di sabato, se fra Bertini e Moggi ci fossero state quarantadue telefonate avrebbero trascorso al telefono un giorno intero, quel giorno che intercorre dal venerdì al sabato. Non basta: per eventuali input, ovvero per dire a Bertini che doveva arbitrare a favore della Juve, credo che sarebbe bastata una telefonata o addirittura nessuna se i due soggetti appartenessero a un’associazione che aveva lo scopo, fra gli altri, di favorire la Juve come ipotizza l’accusa. A ciò si aggiunga che Bertini, al termine di quella partita, ottenne dall’organo arbitrale il massimo dei voti. L’anno dopo, peraltro, lo stesso Bertini arbitrò Milan-Juve, unica partita persa dalla squadra bianconera in quella stagione (3-1, ndr). E ci furono polemiche furibonde della dirigenza bianconera nei confronti del mio assistito. Mi pare che tutto questo dimostri l’estraneità di Bertini dalla vicenda in cui è stato chiamato pesantemente in causa».

Altri particolari da aggiungere?

«Quelle telefonate che si dice siano agganciate ad Arezzo risulterebbero sia quando Bertini non arbitrava la Juve sia quando non arbitrava alcuna partita. Ma c’è di più. Le accuse avrebbero un senso se le telefonate collegate ad Arezzo fossero avvenute in concomitanza di certe partite e fossero venuti fuori risultati favorevoli a squadre della cosiddetta orbita Moggi. Ebbene, noi siamo in grado di dimostrare che non è accaduto nulla di tutto questo».

Per cui lei e il suo assistito siete tranquilli…

«La speranza è che mi sia concesso di dimostrare che con questa storia delle schede svizzere Bertini non c’entra assolutamente nulla. Ho letto che Sandulli ed altri insigni giuristi sostengono che per questa inchiesta napoletana la Juve non si deve preoccupare. E siccome la Juve sarebbe al centro del sistema perché ci dobbiamo preoccupare noi?».

Dalla compattezza della Triade al kaos della Multiade


Piccolo bignami sulla Multiade

Blanc 1: «Per rifare una squadra forte come quella dello scorso anno serve un lavoro di almeno 5 anni».

Blanc 2: «L’obiettivo sarebbe un piazzamento nelle prime quattro, per partecipare alla Champions, ma non ci metterei la firma, perché penso che possiamo fare anche di meglio. Potremmo già lottare per lo scudetto con gli uomini e lo spirito giusto».

Blanc 3: «La mia Juventus sarà da scudetto. Tre grandi rinforzi, Buffon resta. Col cuore dico: possiamo farcela subito. Investiremo grandi cifre, più di 40 milioni di euro».

Secco 1: «Buffon rientra nei sogni non solo di Mancini. Premesso che la Juve non lo vende, i 40 milioni di euro potrebbero servire per una comproprietà...».

Secco 2: «Buffon? Avevo fatto in una intervista a Sky la premessa che è incedibile, poi il giornalista mi ha parlato di 40 milioni e io ho fatto la battuta che si poteva pensare di comprarne la metà per quella cifra. Da li si è detto che era sul mercato».

Cobolli (o Gigli) 1: «Vincere lo scudetto 2007-2008 è per noi un obbiettivo categorico».

Cobolli (o Gigli) 2: «L’anno prossimo puntiamo ad una stagione dignitosa con la conquista di un posto in Europa».

L'Utopia di Secco


"Sulle utopie ci sarebbe da fare una questione filosofica"

L'Utopia di Pavel


"Scudetto? Ha ragione Deschamps, in questo momento è un'utopia".

Siamo tutti in attesa dell'interpretazione autentica da parte di Cobolli (o Gigli)

lunedì 7 maggio 2007

Sogno o son desto?


Cobolli (o Gigli): "Utopia vuol dire sogno ed i sogni si possono avverare"

L'Utopia di Didi


Didier Deschamps: ""L'anno prossimo sarà molto complicato. Con la promozione si conclude un progetto e se ne inizia uno nuovo. Gli interrogativi sono molti ma ci sarà comunque una grandissima attesa e tante aspettative: anche io ho le mie ambizioni. Ma non dobbiamo perdere di vista la realtà: arriviamo dalla B e molto dipenderà anche dal mercato estivo. Bisogna essere obiettivi e credo che per ora lo scudetto sia un'utopia. Ci sono delle idee ma è ancora difficile sapere quanto ci rinforzeremo in estate: i traguardi della prossima stagione si fisseranno soltanto a mercato concluso, anche se credo che la società abbia già in mente i suoi obiettivi. La cosa importante sarà acquistare campioni che fanno la differenza e non soltanto giocatori per fare numero"

Esattamente un anno fa...


Il 7 maggio 2006, verso il termine di Juve-Palermo, John Elkann liquidava la Triade, dando il calcio d'inizio a Farsopoli.
Queste le parole del giovin ramPollo (o meglio, le parole dei suoi consiglieri Gabetti e Grande Stevens): "Siamo vicini alla squadra e all'allenatore. Tutta la vicenda non ci ha lasciato indifferenti, ma ci sono le sedi opportune per discuterne e per risolverla".

Come sappiamo, nelle sedi opportune il ramPollo ed i suoi consiglieri hanno risolto la vicenda sostituendo la Triade con l'attuale Multiade e affidando a Zaccone il mandato di ottenere la Serie B.

Ci sono copertine e copertine


Da http://barzainter.blogspot.com

Ecco la vera copertina di Sportweek


venerdì 4 maggio 2007

Io non ricompongo


Cobolli (o Gigli): “Ricomporre il rapporto con l’Inter” E’ uno dei temi del momento, la rivalità tra Juventus e Inter. E ora ha voluto dire la sua anche Giovanni Cobolli (o Gigli). Questa la dichiarazione del presidente bianconero raccolta a Milano prima della riunione della Lega Calcio: “L'Inter e la Juve sono naturalmente avversarie e le due tifoserie hanno rapporti relativamente aspri. Bisogna però cercare come società di comporre la cosa perché altrimenti l'anno prossimo, quando mi auguro di giocare in Serie A, gli stadi saranno particolarmente turbolenti e non daranno un grande spettacolo di calcio”.

Cobolli (o Gigli): Buffon non andrà via per nessun motivo


"Galliani mi ha chiesto se proprio non voglio vendere Buffon - ha commentato a margine dell'assemblea di Lega - Io gli ho risposto che lui non andrà via per nessun motivo".

Ikea, nuovo sponsor dell'Inter?


Ribaltone in Via Durini


La festa per lo scudetto non è più il 22 ma il 27 (forse)

La festa per lo scudetto non è più di sera ma di giorno

La festa per lo scudetto non è più un evento speciale, ma un'appendice di Perdenti-Bovini

La festa per lo scudetto non è più a pagamento, ma gratis per gli abbonati (compresa nel prezzo del biglietto di Perdenti-Bovini per gli altri)

Ma ci sarà mai questa festa per lo scudetto tanto atteso?

Non sarà che stanno per uscire...

Ma no, cosa vado a pensare. La spiegazione è molto più semplice. Moratti (santo subito, tanto è bello, buono, bravo, intelligente, onesto ed ecologista) si è reso conto di non poter speculare (anche) su questo scudetto di carone.

Certo però che se è vero che stanno per uscire...

PS Scusate per la foto disgustosa

giovedì 3 maggio 2007

Multatelo, non si offendono gli Onesti!


Alessandro del Piero: “Quello che spero è che si smetta di puntare sempre il dito contro di noi o di dire che questo è uno scudetto pulito. Ci sono argomenti che riguardano anche l’Inter e altre squadre, ma io non mi permetto di fare il moralista. Noi abbiamo pagato per le nostre colpe, mi sembra di cattivo gusto voler perseverare. C’è ancora tanta confusione su alcuni argomenti. Chi ha giudicato riguardo fideiussioni e passaporti ha avuto la mano più lieve rispetto a quanto successo dopo o in altri sport. Visto che io sono trevigiano, prendo esempio da cosa è successo alla Benetton nel basket. Fino a poco tempo fa si è sempre puntato al compromesso, ma la giustizia non è compromesso”

Ci avrei giurato! (2)


Cobolli (o Gigli): "Stimo Moratti. Lo conoscevo ancora prima che entrassi nel calcio e adesso ho avuto modo di rivederlo. E’ una persona per bene, uno sportivo vero come del resto Paolillo"
Gigli (o Cobolli) "Stimo Moratti e Mancini, sono d’accordo con quanto hanno detto. Basta con gli scontri verbali"
Finalmente una dichiarazione a presidenti unificati.
Il merito, beh, lo lascio giudicare a voi