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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 9 dicembre 2008

La parola alla difesa ... di Moggi. Intervista a Matteo Melandri


Matteo Melandri è legale di Moggi, assieme al padre (di Matteo, non di Luciano) Marcello, nell'ambito del Processo GEA.
Lo Ju29ro Team, proseguendo nella propria attività indefessa di divulgatore di informazioni che i mass-media occultano (vero, Paoluccio Mieli?), ha intervistato l'avvocato Matteo Melandri in merito al Processo GEA, giunto oramai in prossimità della sentenza di primo grado (attesa per metà gennaio).



Un'associazione a delinquere formata da 3 persone. Due di loro sono padre e figlio. Il figlio è in rapporti di affari con il terzo, Zavaglia. Tra Moggi e Zavaglia, la connessione ipotizzata dai Pm risiede unicamente in un rimbrotto per non avere pagato delle cravatte. Non solo: Zavaglia, al telefono con Leonardi, spiega che con Moggi Luciano non si sente mai e ne critica la gestione delle risorse umane alla Juventus, e di Moggi Alessandro dice che vuole lasciare la GEA appena possibile. E' soltanto una nostra impressione o un'eventuale sentenza di condanna sarebbe un precedente giudiziario pericolosissimo per uno stato di diritto?
Diciamo che la costruzione accusatoria, è un po' più complessa di come l’avete rappresentata, è comunque vero che la disposizione del legislatore con riferimento alla fattispecie prevista dall'art. 416 c.p. è tutt’altra cosa rispetto a ciò che nel corso del dibattimento si è dimostrato essere la Gea World. Peraltro, non si comprende come imputati in questa "fantomatica" associazione possano essere soggetti che non fanno parte della Gea ed invece ne siano estromessi soggetti soci.

Una delle principali accuse mosse da sempre alla GEA è stata quella di aver creato un vero e proprio monopolio delle procure dei calciatori. A sentire in giro, sembra quasi che l'intero mercato dei calciatori professionisti fosse in gran parte in mano ai procuratori GEA. In quale percentuale?
Proprio oggi [4 dicembre, ndr] l’avv. Paolo Rodella, difensore di Alessandro Moggi, ha evidenziato al Tribunale questo dato, i giocatori professionisti in Italia sono quasi 3000 e la Gea dal 2001 al 2005 aveva la procura di 154 giocatori.

Potete leggere il testo completo dell'intervista sul sito dello Ju29ro Team (QUI)

venerdì 5 dicembre 2008

Processo GEA. Quello che i giornali non dicono


I mass-media ovviamente non ne parlano, ma il 2 e il 4 dicembre le difese di, rispettivamente, Luciano Moggi (avvocati Marcello e Matteo Melandri) e Franco Zavaglia (avvocati Prioreschi e Rodella, quest’ultimo anche legale di Alessandro Moggi), hanno confutato alla grandissima le accuse di Palamara, PM del processo GEA e presidente dall'Associazione nazionale Magistrati (povera Italia...).

Lo Ju29ro Team si trova, pertanto, costretto, come al solito, a colmare gli inquietanti vuoti lasciati da coloro che per "mestiere" dovrebbero dare spazio alle tesi contrapposte (vero Paoluccio Mieli?).

Vi invito pertanto a leggere l'articolo "Processo Gea: oltre la reticenza dei media" a cura di Mario Incandenza.
E' un articolo "in progress", nel senso che viene costantemente aggiornato man mano che ci sono novità dal processo GEA.
Il consiglio quindi è sempre lo stesso.
Stay tuned su www.ju29ro.com

Mieli, ma l'hai mai letto il Corriere?


(Una rara immagine di Mieli che legge il Corriere)
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Paolo Mieli, direttore del Corriere della Serva, ha risposto puntuto alle affermazioni di Berlusconi ("i direttori di giornali come La Stampa e il Corriere della Sera dovrebbero cambiare mestiere"), scrivendo un breve corsivo dal titolo "Il Mestiere di un Giornale".
Secondo Mieli, il "mestiere" del Corriere è quello di "informare dando spazio alle tesi contrapposte ma segnalando ogni volta, in modo trasparente, qual è la posizione del giornale su questo argomento" (forse un "quale sia" sarebbe stato meglio del "qual è" paolomielesco...).

Mi sorge il dubbio che Paolo Mieli non abbia mai letto il Corriere. O che lo abbia letto in modo un po' distratto.

Mi chiedo ad esempio che fine abbia fatto lo "spazio alle tesi contrapposte" nel processo GEA.
Magari Mieili non se ne è accorto, ma il suo giornale ha dato ampio spazio al rinvio a giudizio e poi alle richieste di condanna formulate dal PM Palamara, tacendo invece completamente sulle arringhe delle difese.
Nei giorni scorsi infatti hanno parlato sia gli avvocati di Luciano Moggi sia i difensori di Zavaglia.
Ma il Corriere di Mieli ha deciso che il proprio "mestiere" fosse quello di non dedicare neanche un misero rigo alle tesi degli imputati.

mercoledì 5 settembre 2007

La furbetta del quartierino


Nella foto, la ministra pallista (che sia parente del nostro tennista?) e furbetta, balla scatenata da Briatore a Malindi. La ministra pallista dichiarerà poi: "non ho mai soggiornato nella villa di Flavio Briatore a Malindi"
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Un autentico colpaccio è stato messo a segno del ministro per lo sport, Giovanna Melandri. L'operazione portata a termine dall'esponente Ds nel 2005, infatti, le ha permesso di aggiudicarsi un appartamento romano che si erge a un tiro di schioppo dalla centralissima piazza Farnese. E forse, nel perfezionamento dell'acquisto, non deve essere stata del tutto indifferente la precedente esperienza accumulata della Melandri al ministero dei beni culturali (a capo del dicastero dal 1998 al 2001, con i governi D'Alema e Amato). Eh sì, perché l'appartamento fa parte di un immobile che in base alla legge era sottoposto al vincolo artistico, e quindi soggetto al diritto di prelazione da parte dello stesso ministero dei beni culturali. Prelazione che non è mai stata esercitata in tutti gli atti di cessione dello stabile che si sono succeduti dal 2002 al 2005. Sta di fatto che proprio nel 2005 il ministro per lo sport, al fine di mettere le mani sulla lussuosa casa del centro, ha contratto un mutuo con Unicredit del valore di 550 mila euro, di durata trentennale e con un tasso annuo del 3,250%. Da notare che il tasso di interesse, sulla base dell'accordo, risulta maggiorato da uno spread dello 0,75% annuo. Una condizione, quest'ultima, piuttosto di favore rispetto a una media degli spread del periodo che per un cittadino comune si aggirava stabilmente al di sopra dell'1%. Curioso, tra le altre cose, osservare che la Melandri ha acquistato la casa da una società immobiliare, la Regola prima srl, che a sua volta aveva stipulato un mutuo plurimilionario con Unicredit banca d'impresa. Il contratto serviva per acquisire tutto l'immobile sottoposto al vincolo artistico da un'altra società immobiliare, la Bernini srl, all'epoca totalmente partecipata da Pirelli Re (rientrante nella galassia di Marco Tronchetti Provera). La Regola prima srl, in particolare, ha ottenuto l'erogazione di un prestito di 21,1 milioni di euro, da restituire in 15 anni a un tasso annuo del 4,200%.

venerdì 27 luglio 2007

Il falco Cobolli. La colomba Gigli

In Lega Calcio si è arrivati alla spaccatura fra grandi e medio-piccole: non facile per Matarrese ricucire. Anche perché in ballo ci sono i soldi dei diritti tv. Fra i "falchi" c'è sicuramente il n.1 della Juventus, Cobolli. Il club bianconero, insieme con il Milan e altre società, è pronto a ricorrere alla Corte Costituzione e anche alla Corte europea.
Le società medio-piccole e Giovannona nostra da Malindi possono dormire sonni tranquilli (almeno per quanto riguarda la Juventus). Perché un eventuale ricorso presentato da Cobolli (molto motivato) sarebbe comunque ritirato da Gigli (non sarebbe mai stato accolto).