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In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
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Perché la Juventus non è stata difesa.
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Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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martedì 9 dicembre 2008

La parola alla difesa ... di Moggi. Intervista a Matteo Melandri


Matteo Melandri è legale di Moggi, assieme al padre (di Matteo, non di Luciano) Marcello, nell'ambito del Processo GEA.
Lo Ju29ro Team, proseguendo nella propria attività indefessa di divulgatore di informazioni che i mass-media occultano (vero, Paoluccio Mieli?), ha intervistato l'avvocato Matteo Melandri in merito al Processo GEA, giunto oramai in prossimità della sentenza di primo grado (attesa per metà gennaio).



Un'associazione a delinquere formata da 3 persone. Due di loro sono padre e figlio. Il figlio è in rapporti di affari con il terzo, Zavaglia. Tra Moggi e Zavaglia, la connessione ipotizzata dai Pm risiede unicamente in un rimbrotto per non avere pagato delle cravatte. Non solo: Zavaglia, al telefono con Leonardi, spiega che con Moggi Luciano non si sente mai e ne critica la gestione delle risorse umane alla Juventus, e di Moggi Alessandro dice che vuole lasciare la GEA appena possibile. E' soltanto una nostra impressione o un'eventuale sentenza di condanna sarebbe un precedente giudiziario pericolosissimo per uno stato di diritto?
Diciamo che la costruzione accusatoria, è un po' più complessa di come l’avete rappresentata, è comunque vero che la disposizione del legislatore con riferimento alla fattispecie prevista dall'art. 416 c.p. è tutt’altra cosa rispetto a ciò che nel corso del dibattimento si è dimostrato essere la Gea World. Peraltro, non si comprende come imputati in questa "fantomatica" associazione possano essere soggetti che non fanno parte della Gea ed invece ne siano estromessi soggetti soci.

Una delle principali accuse mosse da sempre alla GEA è stata quella di aver creato un vero e proprio monopolio delle procure dei calciatori. A sentire in giro, sembra quasi che l'intero mercato dei calciatori professionisti fosse in gran parte in mano ai procuratori GEA. In quale percentuale?
Proprio oggi [4 dicembre, ndr] l’avv. Paolo Rodella, difensore di Alessandro Moggi, ha evidenziato al Tribunale questo dato, i giocatori professionisti in Italia sono quasi 3000 e la Gea dal 2001 al 2005 aveva la procura di 154 giocatori.

Potete leggere il testo completo dell'intervista sul sito dello Ju29ro Team (QUI)

giovedì 11 ottobre 2007

Unicredit FC

Gianluca Paolucci per “La Stampa”

Il prossimo 31 ottobre l’interista Alessandro Profumo avrà qualche problema a decidere per chi tifare nel derby dell’Olimpico tra Roma e Lazio. Le due squadre che si trovano di fronte, separate dal tifo più acceso, hanno infatti in comune i solidi legami con il gruppo bancario Unicredit. Ma sorprendentemente, solo una parte di questi legami sono stati «acquisiti» dal gruppo per effetto della fusione con Capitalia. Se infatti all’epoca del Capitalia football club va fatta risalire la partecipazione del 49% nella Compagnia Italpetroli dei Sensi, il legame con la Lazio di Claudio Lotito è un frutto «autonomo» di piazza Cordusio. Proprio grazie alle fidejussioni rilasciate da Unicredit Banca d’Impresa per 14,9 milioni alla Lazio Events di Lotito, la SS Lazio si è potuta iscrivere allo scorso campionato. Se ne trova traccia proprio nel bilancio della Lazio Events, che controlla il 61,3% dei biancocelesti, dove è anche precisato che le fiduejussioni sono in favore della Figc - Lega nazionale professionisti. Eredità della vecchia Capitalia è invece la partecipazione di Banca di Roma in Italpetroli. Risale al 2004 e rientra in un piano di risanamento del gruppo Sensi messo in piedi da via Minghetti, grazie al quale i Sensi hanno potuto tenere in piedi l’insieme delle loro attività. Risanamento che ha dato frutti visibili proprio con l’esercizio chiuso il 31 dicembre 2006, quando la Italpetroli ha potuto mettere in cassa in utile di 1,6 milioni di euro dopo anni di profondo rosso. Forse per un conflitto d’interessi calcistici, alla prima assemblea di Italpetroli successiva all’acquisizione di Capitalia da parte di Unicredit non c’era nessun rappresentante di Banca di Roma. Così ad approvare il bilancio e rinnovare per tre anni il cda hanno dovuto provvedere - lo scorso 3 agosto, dopo un rinvio per la mancanza della relazione del revisore - i soli Sensi, ai quali fa capo il restante 51% della società. Resta da vedere se dopo l’arrivo di Cesare Geronzi, per anni «dominus» del calcio romano, nella poltrona più alta della milanesissima Mediobanca, l’interista Profumo si farà vedere nella tribuna d’onore dell’Olimpico. Mancano solo poche settimane.