mercoledì 31 ottobre 2007
Chiusura o censura?
martedì 30 ottobre 2007
Vi prego, non ridete troppo...
Con questo spirito il marchio Italia Independent, di cui Lapo è presidente, ha deciso di affiancarsi alla squadra di Milano in qualità di Partner Ufficiale.
Per la Sparkling Volley Milano, fondata dall’imprenditore modenese Claudio Giovanardi il 4 giugno del 2006 - che ha riportato così la grande pallavolo nella metropoli lombarda dopo quattro anni di assenza - è una data fondamentale della sua seppur breve e vincente storia. La Sparkling, infatti, al suo primo anno in A2 ha subito conquistato il campionato (7 aprile) che è valso la promozione in A1 e la Coppa Italia (11 febbraio) e il 30 settembre scorso al Pala Lido ha fatto il proprio esordio nella massima serie.
E proprio l’arrivo alla presidenza di Lapo Elkann sarà foriero di nuovi entusiasmanti successi, come conferma il patron Claudio Giovanardi che in questi 16 mesi di vita della società ha sempre voluto aspettare ad assegnare la carica di presidente: “La data di oggi è il compimento di un dialogo iniziato più di un anno fa con la nascita della Sparkling, quando chiesi a Lapo di prendere parte alla nostra avventura. La Sparkling trova in lui un presidente giovane, carismatico e di grande leadership, proseguendo così in un percorso sportivo ed etico che ci auguriamo possa diventare il fiore all’occhiello dello sport milanese e non solo. Già nelle prossime settimane abbiamo intenzione di organizzare la presentazione dei nuovi progetti”.
Nella giornata di ieri è stato presentato il “Contratto Etico” che ha l’obiettivo di sostenere attività in ambito sociale: i giocatori della Sparkling hanno sottoscritto un accordo che li vede direttamente impegnati - due ore al mese - in progetti sociali in favore di disabili, anziani e minori a rischio.
Anche il Sole-24 Ore mette in risalto il paracadute di Birigenti e FIAT
Cara Juve, stai allegra. Se piangi dai fastidio
Piero Valesio
Tuttosport - 29 ottobre 2007
Sempre allegri bisogna stare che il troppo piangere fa male al re. Anche al ricco e al cardinale, se è per questo. Ma la domanda è: chi è il re? Chi è che si turba e viene colto da vampate di cattivo umore se qualcuno osa sostenere che i due rigori concessi da Bergonzi sabato sera al San Paolo sono stato un perfetto esempio di anticalcio e hanno completamente falsato l’esito del match? Ci deve essere, questo re. E deve essere in buoni rapporti con Massimo Mauro. Il quale è stato il più convinto, durante il dopopartita di Napoli-Juve andato in onda su Sky, nel ribattere alla furiose parole di sdegno pronunciate da quel noto polemista che risponde al cognome di Cobolli Gigli. Il presidente bianconero aveva osato lasciarsi andare ad affermazioni pesanti del tipo: speriamo che qualcuno nel Palazzo abbia visto cosa è successo in campo. Il commentatore di Sky non ha gradito: come osa il responsabile di un’azienda sportiva sottolineare che è stato danneggiato sul campo? Erano lacrimucce, non un vero pianto come nella canzone di Jannacci e Fo: ma Mauro si è inalberato lo stesso. Che sia forse perché la Juve non ha l’umile diritto di sottolineare, tra l’altro con un atteggiamento low profile, molto subalpino, che quello che era successo era al limite del comprensibile? Forse il re senza volto ma con corona aveva già iniziato a stranirsi? Fabio Caressa e Beppe Bergomi, in sede di telecronaca, avevano offerto una pregevolissima esibizione di serenità di commento («Serata nerissima dell’arbitro Bergonzi» ha detto il Caressa dopo il secondo rigore farlocco: complimenti) cercando, come si deve fare in questi casi, di sottolineare ciò che è giusto senza per questo indispettire le tifoserie dei vincitori. A maggior ragione l’inalberarsi di Mauro è parso fuori luogo.Tutto sommato ha stupito meno, poco dopo su Rai 2, che un altro ex giocatore abbia messo in scena una sua personalissima (e rispettabile, figuriamoci) visione della realtà sostenendo con una certa pervicacia che il secondo rigore, quello scaturito dal scambio di sguardi fra Buffon e Zalayeta, era in realtà un rigore che andava concesso. Qui l’ottimo Cobolli, con quel volto che pare sempre così estraneo ai livori e alle urla del grande (anzi: grosso) carrozzone calcistico, ha tirato fuori a sua volta la sua indole da palcoscenico ed ha risposto: «Sì, Mazzola». Una frase breve che è parsa degna, per efficacia, di certi assensi cinematografici di Totò o meglio, viste le origini, di Macario. «Sì, Mazzola» diceva Cobolli: e mai espressione fu più efficace. E chissà che a qualcun altro non sia venuto in mente cosa successe in tv molti molti anni fa quando un certo Iuliano Mark intervenne su un certo Ronaldo che, in quell’epoca ancestrale, gestiva a una maglia a strisce nerazzurre verticali: l’urlo di dolore di coloro i quali non portavano (allora) l’ermellino regale a causa del presunto torto subito occupò i media per settimane se non per mesi, coinvolgendo la vita sociale e politica italiana ai massimi livelli. Stavolta si ha come la sensazione che non succederà. Il che certamente sarà un bene visto che il low profile della dirigenza juventina certo non chiede che s’inneschino interminabili processi televisivi. Ma resta un dubbio: fra il presunto re della prima repubblica calcistica e il supposto re della seconda chi è il più potente?
E' partito il VERSAMENTO DAY
lunedì 29 ottobre 2007
Moratti non ha solo bidoni. Ha anche spazzatura per riempirli
Dopo aver riscosso i propri crediti, Collina paga i propri debiti
domenica 28 ottobre 2007
Non ci posso credere
sabato 27 ottobre 2007
Assemblea - Siamo su Scherzi a Parte
è da più di un anno ormai che mi sembra di vivere una puntata senza fine di Scherzi a parte.
Non mi ero particolarmente preoccupato all’epoca della pubblicazione delle prime intercettazioni sui giornali di famiglia (Gazzetta, La Stampa e Corriere) perché ero sicuro che la Triade avrebbe difeso la Juve e noi tifosi con la grinta e la passione di sempre. Ma era tutto uno scherzo e nel giro di pochi giorni Moggi, Giraudo e Bettega sono stati cacciati dalla Juventus.
Mi era stata comunque promessa la nomina di un nuovo consiglio, composto da persone preparate in ambito calcistico. Ma anche questo era uno scherzo e mi è stato rifilato un ex dirigente di grandi magazzini, un esperto di tennis e corse automobilistiche (che all’epoca parlava anche un italiano molto incerto), un allenatore di pallavolo.
Mi aspettavo, come da indicazioni dell’Ing. John Elkann, un grande juventino del passato come Presidente o quanto meno come amministratore. Ma anche questo era uno scherzo e mi è stato rifilato Marco Tardelli.
Mi aspettavo comunque che la società si difendesse “con la massima determinazione senza guardare in faccia nessuno”, come da dichiarazione bellicosa del Dott. Gabetti. Ma anche questo era uno scherzo ed il medesimo giorno, circa sette ore dopo, mi è stata rifilata la “pena congrua” dell’Avvocato Zaccone.
Mi aspettavo che la società difendesse le proprie ragioni di fronte al TAR, come mi era sembrato di capire leggendo il “molto motivato” ricorso presentato il 21 agosto “per la doverosa tutela dei propri azionisti, dei terzi portatori di interessi e dei propri tifosi”. Ma anche questo era uno scherzo e dieci giorni dopo mi è stato rifilato il ritiro del ricorso al TAR perché “non sarebbe mai stato accolto” e “non volevamo creare altri problemi al calcio italiano”.
Tralascio per brevità una serie infinita di altri scherzi (il ricorso al TAS mai presentato, la svendita dei calciatori a processi in corso, il rafforzamento di una delle rivali di sempre, la cessione inspiegabile di Mutu, l’acquisto di Boumsong) e vengo ai giorni nostri. Anzi, vale la pena dedicate qualche riflessione sullo scherzo Mutu. Perché è stato deciso di cedere un fuoriclasse del genere? Chi ha deciso di cedere Mutu? Perché è stato ceduto ad un prezzo francamente ridicolo?
Mi aspettavo che più della metà dell’aumento di capitale venisse investita nel calciomercato come da indicazioni dell’amministratore delegato. Ma anche questo era uno scherzo e mi sono ritrovato con una società che ha almeno 40 milioni di euro sui conti correnti e ha investito 53 milioni in nuovi acquisti realizzando tuttavia cessioni per circa 25 milioni.
Mi era stato promesso l’acquisto di tre campioni scelti tra i migliori giocatori d’Europa. Ma anche questo era uno scherzo e mi sono stati rifilati un oggetto misterioso (Tiago), un giocatore già rotto (Andrade) e un argentino dalla scarsa personalità (Almiron), per un investimento complessivo di 32 milioni di euro.
Mi era stato detto che pochi in Europa avrebbero fatto un mercato come il nostro. Ma anche questo era uno scherzo e l’investimento netto della Juventus (circa 28 milioni di euro) è inferiore, tanto per fare un esempio, alla cifra spesa dal Real Madrid per l’acquisto di un solo giocatore (il difensore Pepe).
Mi era stato promesso un importante rafforzamento della squadra. Ma anche questo era uno scherzo e mi ritrovo con una formazione titolare che è composta per 9 o 10 undicesimi da giocatori ereditati dalla precedente gestione.
Eppure questo era proprio l’anno in cui andava fatto uno sforzo in più, in modo da poter sfruttare adeguatamente lo spirito di rivalsa e la rabbia della vecchia guardia. Con qualche intervento in più sul mercato e con qualche scelta illogica in meno si poteva costruire una squadra decisamente più forte ed in grado davvero di competere per lo scudetto.
Perché questo è l’anno in cui la Juve deve (o meglio, avrebbe dovuto) vincere lo scudetto. Per far capire a tutti (anche all’Ing Elkann e ai suoi consiglieri) che noi, a differenza di altri, vinciamo senza rubare, vinciamo senza INTERcettare, vinciamo senza ricettare e falsificare documenti, vinciamo senza contabilità creativa su marchi e giocatori.
Il ritorno (d’immagine e non solo) sarebbe stato notevole a avrebbe certamente ripagato il maggior investimento iniziale.
Si pensi all’immagine della Juve neopromossa che vince al primo colpo; si pensi all’immagine della Juve, cacciata in Serie B con il marchio dell'infamia, che vince senza Moggi e Giraudo, dimostrando con i fatti che le sentenze di Calciopoli non sono state altro che una ignobile farsa.
Si pensi ai maggiori introiti da sponsorizzazioni, diritti televisivi, cachet per le amichevoli.
Si pensi al ritrovato appeal della società in sede di calciomercato.
Questo è un ragionamento tuttavia che avrebbe potuto fare solo un management preparato con alle spalle un azionista di riferimento con la passione di Gianni e Umberto Agnelli. Attualmente tuttavia mancano entrambi i requisiti. Manca un management preparato e, soprattutto, che ne capisca di calcio. Non si intravede neppure un briciolo di passione bianconera nell’Ing. John Elkann.
Comunque, non c’è da stupirsi della politica di basso cabotaggio e senza respiro strategico che avete adottato. Tra l’altro, avete scritto Voi stessi in bilancio “che in Juventus non ci sono dirigenti con responsabilità strategiche”.
Non c’è da stupirsi che abbiate utilizzato l'aumento di capitale per cancellare l’indebitamento, lasciando inutilizzati sui conti correnti ben 40 milioni di euro (cosa pensate di farne? pronti contro termine? conto arancio?).
Non c’è da stupirsi che abbiate finanziato la campagna acquisti di quest'anno con il cash flow derivante dalle liquidazioni dell’estate 2006.
Non c’è da stupirsi che abbiate ceduto diversi giocatori con un valore di carico residuo prossimo allo zero, realizzando quindi nel 2006/2007 e nel 2007/2008 plusvalenze per circa 55,8 milioni.
Non c’è da stupirsi che il presidente e l'amministratore delegato abbiano diritto, in caso di risoluzione anticipata del rapporto, ad un’indennità forfetaria di importo pari, rispettivamente, all’ultimo emolumento annuo e a 3 milioni di euro.
Non c’è da stupirsi che FIAT SPA abbia il diritto di recedere dal contratto di sponsorizzazione nel caso in cui si verificasse un cambio di controllo della società.
Non c’è da stupirsi. C’è solo da porsi una domanda molto semplice. Tra quanto tempo sarà formalizzata la cessione della Juventus? Mi auguro, ovviamente, il prima possibile.
Assemblea - Sono sempre 29, ma non per John Elkann
Apprezzo che nella sezione “Profilo Storico e Palmares” si dica esplicitamente che “la recente storia sportiva della Juventus è legata all’attività svolta durante la presidenza di Vittorio Caissotti di Chiusano … e Franzo Grande Stevens … e sotto la gestione di Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega” e che si ricordi come la squadra abbia conquistato in quel periodo 7 scudetti. Mi sembra un grosso passo avanti rispetto al precedente bilancio, dove la vecchia dirigenza veniva vergognosamente rimossa dalla storia della Juventus (ed il numero degli scudetti, altrettanto vergognosamente e anche un po’ inspiegabilmente, si riduceva a 6).
Mi chiedo tuttavia come mai il Palmares nel nostro sito internet riporti solo 27 scudetti.
Non era stato Lei Signor Presidente a correggere il giornalista Antonio Barillà, che nell’intervistarla lo scorso luglio si era lasciato scappare l’infelice espressione “27 scudetti”? Sono andato a rileggermi l’intervista e la Sua replica non lascia davvero spazio a diverse interpretazioni. “Ventinove, prego. Sul campo ne abbiamo vinti ventinove”.
Se “sul campo ne abbiamo vinti ventinove”, come mai sul sito ce ne sono solo ventisette?
Probabilmente ce ne sono solo 27 per non contraddire l’Ingegner John Elkann, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, sempre nel mese di luglio, ha attaccato pesantemente la vecchia gestione dichiarando che “le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c’erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni”.
Neanche Paolo Ziliani, Candido Cannavò o Massimo Moratti avrebbe saputo dire di meglio.
E allora è meglio che ci mettiamo il cuore in pace. Per il nostro azionista di riferimento, la Juve “umbertiana” era amministrata da dei loschi figuri che si sono macchiati di “comportamenti riprovevoli” e che rappresentano “un capitolo triste nella storia della Juventus” (per citare due altre “felici” espressioni dell’Ing Elkann). Per John Elkann gli scudetti certamente non sono 29. Forse sono 27. Molto più probabilmente sono 22. O forse, più semplicemente, all’Ing. Elkann non interessa minimamente il numero di scudetti conquistati dalla Juventus.
Nella medesima intervista al Corriere, l’Ingegner Elkann si è occupato anche di plusvalenze. Eravamo – è bene ricordarlo - nel bel mezzo della plusvalenzopoli di Inter e Milan. Mentre le due squadre ambrosiane erano nell’occhio del ciclone per la vicenda delle plusvalenze gonfiate sugli scambi incrociati di giocatori, John Elkann ha assestato un altro duro colpo alla Triade e alla Juventus. “Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così”. Bisognerebbe forse spiegare all’Ing. Elkann la differenza tra una “plusvalenza alla Zidane” ed una plusvalenza alla “Simone Brunelli” secondo il rito ambrosiano.
Mi sembra quindi assolutamente appropriato che la storia della Juventus riportata sul sito internet termini con queste parole: “il 27 maggio muore Umberto Agnelli. L'arrivo di Fabio Capello sulla panchina bianconera costituisce il capitolo finale dello straordinario binomio Umberto Agnelli - Juventus iniziato quando, a soli 22 anni, diventò il più giovane Presidente della storia della squadra bianconera”. Più precisamente, il 27 maggio 2004, con la morte del Dott. Umberto Agnelli, termina la storia di un grande amore. Quello tra la Juventus e la famiglia Agnelli.
Assemblea - Il bilancio dei Birigenti
In settembre 2006 avete rinegoziato i contratti con Sky Italia, con una riduzione dei corrispettivi complessivi per l’esercizio 2006/2007 da 94,5 a 80,2 milioni di euro, per tenere conto della situazione venutasi a creare con la retrocessione della Società in Serie B. Il bilancio non indica tuttavia se la rinegoziazione abbia interessato anche gli esercizi successivi. Con il ritorno in Serie A della Juventus, qual è l’importo dei corrispettivi dovuti da Sky dall’esercizio 2007/2008 in avanti?
Anche il contratto con Nike è stato rinegoziato, con una riduzione dei corrispettivi di circa 4,5 milioni per il 2006/2007 e di ulteriori 4,5 milioni circa ripartiti nei successivi otto anni di contratto. Se ho ben compreso, quindi, a partire dall’esercizio 2007/2008 la riduzione del corrispettivo annuale dovrebbe essere di poco più di 560.000€ (con un incremento quindi di circa 4.000.000 rispetto alla somma concordata per il 2006/2007). E’ così?
L’8 maggio 2007 avete firmato l’accordo definitivo di sponsorizzazione con il Gruppo FIAT, che prevede un corrispettivo complessivo fisso pari a 33 milioni ed un corrispettivo variabile determinato in funzione del raggiungimento di predeterminati risultati sportivi nelle competizioni nazionali e internazionali. Quali sono questi traguardi predeterminati ed i relativi bonus? L’eventuale raggiungimento della Zona Champions – che dopo un interessante dibattito sui concetti di sogno e di utopia – sembra sia l’obiettivo di quest’anno, farebbe scattare un corrispettivo variabile? Di che importo?
Assemblea - In Fermo Ferrarsi piace molto il partner che te lo nette nel c,,,

Questo circolo esclusivo e selezionato comprende tuttavia anche un partner dalla reputazione assolutamente discutibile: quel foglio rosa che si trova (per fortuna, sempre meno) sui banconi dei gelati dei bar.
Sul numero di luglio di Hurrà Juventus viene pubblicata un’intervista al Direttore della Gazzetta, l’intertriste Carlo Verdelli. Questo è il primo tassello della santa alleanza commerciale tra la Gazzetta e la Juventus. In quell’intervista Verdelli ha avuto la licenza di offendere i tifosi della Juventus definendoli “squadristi sobillatori”. Nessun dirigente della Juventus si è preso la briga di replicare al Dottor Verdelli, maestro di squadrismo dell’informazione. Non critico la scelta di intervistare il direttore della Gazzetta (anche se le domande del giornalista Simone Stenti sono state piuttosto all’acqua di rose). Ma ritengo inaccettabile, Signor Presidente, che Lei non abbia sentito il dovere di replicare alle indegne accuse di Verdelli. Fermo restando, comunque, che sono orgoglioso di essere stato definito “squadrista sobillatore” da Verdelli.
Quello che poteva sembrare un semplice incidente di percorso ha iniziato ad assumere una veste completamente diversa durante la prima partita di campionato, quando i tabelloni pubblicitari hanno ripetutamente mostrato il logo della Gazzetta dello Sport.
Pochi giorni dopo, navigando sul sito internet della società, ho in effetti trovato conferma ai miei sospetti. La sezione sponsor era stata aggiornata. La Gazzetta dello Sport faceva bella mostra di se tra i “commercial partner” della Juventus. Non mi sembra che quest’accordo sia mai stato portato a conoscenza degli azionisti con un comunicato ufficiale della società. E non se ne fa neppure cenno nel bilancio, tra i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio.
Ma la storia dei rapporti commerciali tra la Juventus ed il foglio rosa non è finita qui.
Con un comunicato stampa del 5 ottobre, infatti, avete annunciato “l’accordo di partnership con il Gruppo Editoriale RCS in virtù del quale il quotidiano la Gazzetta dello Sport sarà media partner della società bianconera per tutta la stagione in corso. La testata giornalistica sportiva più gloriosa d’Italia incontra la società calcistica più blasonata, per dar vita ad una partnership che accompagnerà la squadra negli eventi più importanti della stagione”. Sembrerebbe quindi che il foglio rosa sia commercial e media partner della Juventus. Ma anche di questo accordo non vi è alcun cenno nelle note al bilancio.
Un accordo commerciale tra una società di calcio ed un giornale che di calcio si occupa a tempo pieno e che quindi dovrebbe svolgere un ruolo di controllo è già di per se un obbrobrio a livello di principi. Comunque, mi sembra davvero incredibile che la Juventus abbia deciso di concludere accordi commerciali proprio con il giornale che più di tutti si è distinto nella campagna di killeraggio mediatico contro la Juventus e che ancora oggi non perde occasione per sparare a zero contro di noi. Un caso davvero singolare di partnership…
Comunque sia, quali sono i termini dei rapporti commerciali tra la Juventus e la Gazzetta dello Sport? Quali iniziative comuni pensate di porre in essere? Pensate davvero che i tifosi della Juventus abbiano intenzione di aderire ad iniziative commerciali della Juventus realizzate in partnership con la Gazzetta? Pensate davvero che ai tifosi faccia piacere trovare sul proprio seggiolino allo stadio una copia omaggio del foglio rosa? A me sinceramente da veramente fastidio essere costretto tutte le volte a prendere in mano quel giornale per buttarlo via. Quali sono i corrispettivi dovuti alla Juventus in base a questi accordi? Qual è, in estrema sintesi, il prezzo a cui è stata svenduta, per l’ennesima volta, la nostra dignità?
Assemblea - Bonus a chi?

(i) quali sono gli obiettivi cui sono legati i bonus?
(ii) il Presidente ha già conseguito il diritto al proprio bonus di 225.000 €?
(iii) il direttore generale ha già conseguito il diritto al proprio bonus di 350.000€?
(iv) il bonus di un milione di € riconosciuto all’amministratore delegato è già maturato e ne è solamente differita la corresponsione? oppure si tratta di un importo legato al raggiungimento di particolari obiettivi? si tratta inoltre di un importo “una tantum oppure in ciascun esercizio di permanenza in carica l’amministratore delegato potrebbe maturare il diritto a compensi variabile di natura ed importo analoghi?
Assemblea - Domanda per Don Bergero
Assemblea - Cobolli non vuol dire fiducia
La fiducia non si conquista tanto con il raggiungimento di uno stiracchiato quarto posto in campionato, quanto piuttosto difendendo giorno per giorno la Juventus ed i suoi tifosi dagli attacchi che continuano ad arrivare da più parti. Non l’avete fatto l’anno scorso all’epoca di Farsopoli. Continuate a non farlo quest’anno. Anzi, stipulate accordi commerciali con chi, più di ogni altro, ha contribuito ad infangare il nome della Juventus.
Ci sono invece diversi gruppi ed associazioni di tifosi ed azionisti che continuano a lottare in difesa di un sogno chiamato JUVENTUS.
Immagino, Signor Presidente, che Lei sia a conoscenza delle iniziative legali portate avanti dall’associazione GiùlemanidallaJuve, presieduta da Giuseppe Belviso. Le ricordo in particolare che il 22 maggio scorso, l'Avvocato Luc MISSON ha presentato, in nome e per conto dell'Associazione, ricorso innanzi alla Corte Europea sul Diritto alla Concorrenza al fine di ottenere l’annullamento delle decisioni assunte dalla FIGC a carico della Juventus.
Mi chiedo – e Le chiedo, Signor Presidente – se la Juventus SpA appoggi queste iniziative legali e se sia disposta a sostenere economicamente l’Associazione GiùlemanidallaJuve partecipando al Versamento Day che si svolgerà dal 29 ottobre al 5 novembre prossimi. Sul sito dell’Associazione ci sono tutte le informazioni necessarie.
Un altro gruppo di sostenitori bianconeri – denominato Ju29ro Team – ha lanciato la campagna “Questa FIGC non la finanzio”, invitando tutti i tifosi a manifestare il proprio civile dissenso contro una giustizia sportiva a due velocità rinunciando ad acquistare i prodotti delle aziende partner della FIGC.
Ecco, appoggiare e sostenere tutte queste iniziative potrebbe essere il modo più immediato per cercare di recuperare un minimo di fiducia da parte di tifosi ed azionisti.
Ho l’impressione, tuttavia, anche se spero davvero di sbagliarmi, che l’attivismo di certi tifosi sia visto come il fumo negli occhi dalle parti di Corso Galileo Ferraris e, soprattutto, dalle parti di Corso Matteotti.
Spero di non rimanere deluso, per l’ennesima volta, dalle Vostre risposte.
Una cosa, tuttavia, me la deve concedere, Signor Presidente.
Quando viene intervistato, non dica più che Moratti è “una gran brava persona”.
FORZA JUVE
giovedì 25 ottobre 2007
Monsieur de Jakalisse
mercoledì 24 ottobre 2007
Nerozzi, non così
martedì 23 ottobre 2007
Gli uomini della pioggia
Nel gergo degli studi legali americani, "l'uomo della pioggia" è l'avvocato che genera i profitti maggiori. E' il socio che porta i clienti più ricchi e i casi più remunerativi.
"L'uomo della pioggia" è il titolo di un romanzo di John Grisham. Il protagonista del romanzo è uno studente di legge che si trova contrapposto a una delle più potenti e corrotte compagnie di assicurazione, e che sogna appunto di diventare l'uomo della pioggia. Senza soldi, senza un vero lavoro e senza essere ancora abilitato ad esercitare la professione, Baylor si trova al centro di uno scontro con uno dei più abili avvocati americani e con gli interessi economici della potente compagnia.
Cobollo e Bianchetto sono gli uomini della pioggia de' noantri.
Nel romanzo di Grisham, alla fine Baylor riesce a vincere la causa.
Anche Cobollo e Biancehtto hanno vinto la loro causa.
Chi continua a perderci è la Juve. E milioni di tifosi.
Non immaginate neppure che cosa hanno fatto...
Commento di Bobo Vieri sulla vicenda dei pedinamenti nerazzurri
L'era della mortadella volge al termine?
Il Buono, il Brutto e il Pentito
Manipolazioni
venerdì 19 ottobre 2007
Perché il versamento day?
Aiutiamo Giulemanidallajuve - Versamento day
giovedì 18 ottobre 2007
Alex in Smart
mercoledì 17 ottobre 2007
Verrà il giorno...
Ma grazie al paracadute, il calcio in culo non sarà poi così doloroso.
Il Comitato Sportivo
Guardate chi fa capolino dietro a Cairo...

Il Libro del Direttore. Un calcio nel cuore
da quotidiano.net
Milano, 17 ottobre 2007. - «Un calcio nel cuore». È il titolo di un libro ma è anche il sentimento di Luciano Moggi, che ne è l'autore, dopo Calciopoli.
Moggi, nel libro, racconta la sua verità che non è quella raccontata «dai giornali» ma quella che emerge con il passare del tempo: «Più il tempo passa - scrive Moggi - e più cresce dentro di me la sensazione che tutto quello che è successo dal maggio 2006 in poi abbia prodotto soltanto una finta rivoluzione. Alla folla dei perbenisti, dei benpensanti e degli ingenui sono state date in pasto alcune teste, soprattutto la mia, hanno fatto credere di aver ripulito il calcio dai grandi corruttori per poter ricominciare in modo diverso. Ma non è così».
Nel libro e durante un'affollata conferenza stampa oggi a Milano, Moggi ha raccontato la sua versione e in particolare ha voluto ricordare che i processi «si fanno nelle aule dei tribunali e in quelle aule verranno anche quelli che si sono sostituiti ai tribunali».
L'ex direttore generale della Juventus ha voluto ricordare che «il calcio non è fatto solo di Moggi, ma di 42 squadre, che hanno presidenti e dirigenti», e poi ha aggiunto che i «processi sportivi non erano giusti». E ribadisce: «Noi siamo state le vittime. Nella mia attività ho sempre dato il meglio e i risultati sono lì a darmi ragione. Voglio solo ricordare che in testa alla classifica marcatori ci sono tre miei giocatori. E poi basta guardare la finale dei mondiali a Berlino per capire quanti giocatori miei c'erano in campo».
Moggi se la prende con il numero uno dello sport italiano, il presidente del Coni Gianni Petrucci, «che si permette di condizionare i processi. Può rimanere al suo posto?». A chi gli chiede se ha fatto degli errori, il Big Boss, risponde sereno: «Tutti fanno degli errori, ma se si riferisce all'art.6 (regolamento sportivo), no. Cosa non rifarei? cercherei di vincere meno, così risulterei più simpatico».
Ma ancora. A chi ipotizza un complotto juventino contro di lui, Moggi, torna nei panni del dirigente che risponde e non risponde: «Io non so se volevano rovinarmi. Al bar lo dicono tutti». Sull'incontro tra lui e il presidente del Milan Silvio Berlusconi, quando quest'ultimo era presidente del consiglio, Moggi dice: «Lui mi ha offerto il Milan».
Quello di oggi è un Moggi tutt'altro che rassegnato e per nulla vendicativo. Il suo libro, infatti si conclude così: «Io aspetto sereno e fiducioso. Anche se io non gioco più, ho l'impressione che la partita sia ancora tutta da giocare: aspetto solo il giorno di ritorno».
Vi segnalo il capitolo "i due rami della famiglia"
C'è tutta la spiegazione della genesi di Calciopoli.
C'è John Elkann che dichiara il 7 maggio (Juve - Palermo) "siamo vicini alla squadra e all'allenatore", scaricando e cancellando in un colpo solo la Triade.
C'è la difesa (si fa per dire) di Zaccone.
C'è la campagna stampa guidata dai giornali di famiglia (La Stampa, Corriere e Merdetta).
C'è la svendita dei giocatori a processi ancora in corso.
Il vento però sta cambiando.
Alla presentazione c'era anche Fango Rossi.
Dovevate vedere come scodinzolava dietro al Direttore, ricordando i 30 anni di amicizia.
Si sta evidentemente riposizionando.
Birigenti, ma con il paracadute
venerdì 12 ottobre 2007
Birigenti, ma a caro prezzo.
Compensi ad amministratori e sindaci.
Jean-Claude Blanc
1. Emolumenti da amministratore = 15.000
2. Emolumenti da amm. delegato = 476.000
3. Benefici non monetari da amm. del. = 18.000
4. Bonus da amm. delegato = 1.000.000 (sarà erogato al termine del piano di sviluppo)
5. Benefici non monetari da dir. generale = 3.000
6. Bonus da dir. generale = 375.000
7. Retribuzione da dir. generale = 508.000
Totale = 2.395.000
Tanto per dare un'idea, Luciano Moggi aveva maturato competenze (nel bilancio al 30 giugno 2005) per 2.419.000
Tanto per dare un'altra idea, Antonio Giraudo aveva maturato competenze (nel bilancio al 30 giugno 2005) per 2.120.000.
Giovanni Cobolli Gigli
1. Emolumenti da amministratore = 18.000
2. Emolumenti da presidente = 450.000
3. Benefici non monetari da presidente = 21.000
4. Bonus da presidente = 225.000
5. Altri compensi = 20.000
Totale = 734.000
I gemelli appena avvistati in centro a Milano
Un Leoncavallo anche a Torino
Anche Torino ha il suo Leoncavallo.
E' da più di un anno infatti che è in corso un'occupazione abusiva di una bella palazzina in Corso Galileo Ferraris 32 (zona Crocetta).
giovedì 11 ottobre 2007
Unicredit FC
Realsoccer sul boicottaggio
Il riferimento è ovviamente all'Inter, la squadra a cui è stato assegnato e che va fiera (in modo alquanto discutibile) del così detto "scudetto degli onesti" ma che negli ultimi tempi si è vista piombare sul capo una serie di accuse (dalle spiate a Vieri e agli arbitri, alle plusvalenze false con il Milan, fino al falso in bilancio) che a detta di molti avrebbero dovuto comportare un intervento altrettanto rapido della Giustizia sportiva, così solerte lo scorso anno a spedire in B la Juventus.
E' per questo che si susseguono le iniziative dei tifosi bianconeri sul web volte a far sentire la loro voce. L'ultima in ordine di tempo è quella che prevede un boicottaggio nei confronti della Figc e dei suoi sponsor. Ad organizzarla i supporter bianconeri di Ju29ro Team. Di seguito riportiamo il testo integrale del comunicato stampa.
Toh, il TAS!!
mercoledì 10 ottobre 2007
Questa FIGC non la finanzio

COMUNICATO STAMPA
Alle Agenzie Stampa
Ai quotidiani
e p.c.
Ministro dello Sport
On. Giovanna Melandri
Presidente FIGC
Dott. Giancarlo ABETE
Falsificare o alterare i bilanci è illecito penale ed al contempo illecito amministrativo gravissimo nel campo sportivo, soprattutto se tale azione consente di iscriversi ad un campionato senza averne i requisiti, circostanza che è stata ipotizzata dalla Procura di Milano, per come si è avuto modo di apprendere dai mezzi d'informazione.