Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

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Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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mercoledì 24 gennaio 2007

La Juve ha finito la benzina (3) - Il Mago di Ios

La Juventus inizia il primo campionato di Serie B della sua storia. Sempre con il marchio Tamoil sulle maglie, ma senza lo scudetto. L’esordio non è dei più brillanti. Un pareggio a Rimini per 1-1, contro una squadra in inferiorità numerica dal 24’ del secondo tempo. Poi però i bianconeri cambiano registro. E tra settembre ed ottobre cancellano la penalizzazione di 17 punti (poi ridotta a nove in sede di arbitrato). Il 26 ottobre si svolge un’infuocata assemblea degli azionisti. Una maratona di quasi sette ore, durante la quale i nuovi vertici bianconeri (e l’Avvocato Zaccone) sono duramente contestati dagli azionisti-tifosi. In assemblea viene anche affrontato l’argomento Tamoil. Cobolli Gigli e Blanc si dimostrano ottimisti sulla possibilità di rinnovare l’accordo di sponsorizzazione. Le cose, però, andranno diversamente. Mentre la squadra continua il suo inseguimento alla testa della classifica, tutto tace sul fronte Tamoil. Finché, dopo oltre un mese di silenzi, il 7 dicembre Saif al Islam Gheddafi, figlio del colonnello libico, dichiara che dalla Juventus "è meglio ritirarsi il prima possibile" perché "non è un investimento strategico nè remunerativo". Gheddafi Jr si riferisce alla partecipazione Lafico nel capitale della Juventus. Ma questa dichiarazione non lascia presagire nulla di buono per il rinnovo della sponsorizzazione. Ed infatti il 22 dicembre la Juventus comunica che si sono conclusi senza successo i colloqui con Oilinvest. Le due società non hanno raggiunto un’intesa per la stipula di un nuovo contratto. Si conclude così definitivamente il rapporto di sponsorizzazione, anche se Juventus e Oilinvest concordano amichevolmente che fino al termine della stagione la Juventus conservi il marchio Tamoil sulla maglia. Non viene tuttavia resa nota la somma pagata da Tamoil per l’anno 2006/2007. Sulla conclusione anticipata del rapporto di sponsorizzazione hanno inciso diversi fattori. La circostanza che Oilinvest abbia deciso di mettere in vendita le attività europee del Gruppo Tamoil (anche se tempi e modi di questa vendita continuano ad essere avvolti da un alone di mistero). La rivoluzione juventina dello scorso giugno, quando sono stati allontanati i dirigenti storici (e vincenti) - Moggi e Giraudo - e Roberto Bettega è stato purtroppo relegato ad un ruolo di secondo piano. La pesante incertezza che grava sui piani futuri della nuova Juventus. Comunque sia, la Juventus è alla ricerca di un nuovo main sponsor. In una recente intervista a Tuttosport, l’amministratore delegato Jean-Claude Blanc ha tracciato l’identikit del nuovo partner: "Aziende italiane con bacino di utenza internazionale, o internazionali che puntano forte anche sul mercato italiano". La ricerca non si preannuncia facile. A meno che non sia vera l’indiscrezione di questi ultimi giorni sulla Fiat nuovo sponsor bianconero. Non lo ha negato Blanc nella sua intervista ("Fiat è e resta un importante gruppo internazionale, con visione sul futuro. E siccome nel mondo sportivo restano poche opportunità..."). Non lo ha negato neppure Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, che ha dato una risposta sibillina ai giornalisti che lo interrogavano sul tema ("per il momento non ho nulla da dire"). Il gruppo Fiat, tra l’altro, sembra molto impegnato sul fronte delle sponsorizzazioni sportive. L’Iveco, infatti, sponsorizzerà nei prossimi quattro anni la formazione neozelandese di rugby degli All Blacks. L’annuncio è stato dato a Montecarlo lo scorso 16 gennaio, in sede di presentazione della nuova strategia della società torinese, alla presenza di Marchionne e di una
La Juventus inizia il primo campionato di Serie B della sua storia. Sempre con il marchio Tamoil sulle maglie, ma senza lo scudetto. L’esordio non è dei più brillanti. Un pareggio a Rimini per 1-1, contro una squadra in inferiorità numerica dal 24’ del secondo tempo. Poi però i bianconeri cambiano registro. E tra settembre ed ottobre cancellano la penalizzazione di 17 punti (poi ridotta a nove in sede di arbitrato). Il 26 ottobre si svolge un’infuocata assemblea degli azionisti. Una maratona di quasi sette ore, durante la quale i nuovi vertici bianconeri (e l’Avvocato Zaccone) sono duramente contestati dagli azionisti-tifosi. In assemblea viene anche affrontato l’argomento Tamoil. Cobolli Gigli e Blanc si dimostrano ottimisti sulla possibilità di rinnovare l’accordo di sponsorizzazione. Le cose, però, andranno diversamente. Mentre la squadra continua il suo inseguimento alla testa della classifica, tutto tace sul fronte Tamoil. Finché, dopo oltre un mese di silenzi, il 7 dicembre Saif al Islam Gheddafi, figlio del colonnello libico, dichiara che dalla Juventus "è meglio ritirarsi il prima possibile" perché "non è un investimento strategico nè remunerativo". Gheddafi Jr si riferisce alla partecipazione Lafico nel capitale della Juventus. Ma questa dichiarazione non lascia presagire nulla di buono per il rinnovo della sponsorizzazione. Ed infatti il 22 dicembre la Juventus comunica che si sono conclusi senza successo i colloqui con Oilinvest. Le due società non hanno raggiunto un’intesa per la stipula di un nuovo contratto. Si conclude così definitivamente il rapporto di sponsorizzazione, anche se Juventus e Oilinvest concordano amichevolmente che fino al termine della stagione la Juventus conservi il marchio Tamoil sulla maglia. Non viene tuttavia resa nota la somma pagata da Tamoil per l’anno 2006/2007. Sulla conclusione anticipata del rapporto di sponsorizzazione hanno inciso diversi fattori. La circostanza che Oilinvest abbia deciso di mettere in vendita le attività europee del Gruppo Tamoil (anche se tempi e modi di questa vendita continuano ad essere avvolti da un alone di mistero). La rivoluzione juventina dello scorso giugno, quando sono stati allontanati i dirigenti storici (e vincenti) - Moggi e Giraudo - e Roberto Bettega è stato purtroppo relegato ad un ruolo di secondo piano. La pesante incertezza che grava sui piani futuri della nuova Juventus. Comunque sia, la Juventus è alla ricerca di un nuovo main sponsor. In una recente intervista a Tuttosport, l’amministratore delegato Jean-Claude Blanc ha tracciato l’identikit del nuovo partner: "Aziende italiane con bacino di utenza internazionale, o internazionali che puntano forte anche sul mercato italiano". La ricerca non si preannuncia facile. A meno che non sia vera l’indiscrezione di questi ultimi giorni sulla Fiat nuovo sponsor bianconero. Non lo ha negato Blanc nella sua intervista ("Fiat è e resta un importante gruppo internazionale, con visione sul futuro. E siccome nel mondo sportivo restano poche opportunità..."). Non lo ha negato neppure Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, che ha dato una risposta sibillina ai giornalisti che lo interrogavano sul tema ("per il momento non ho nulla da dire"). Il gruppo Fiat, tra l’altro, sembra molto impegnato sul fronte delle sponsorizzazioni sportive. L’Iveco, infatti, sponsorizzerà nei prossimi quattro anni la formazione neozelandese di rugby degli All Blacks. L’annuncio è stato dato a Montecarlo lo scorso 16 gennaio, in sede di presentazione della nuova strategia della società torinese, alla presenza di Marchionne e di una delegazione degli All Blacks. Si parla anche insistentemente di un accordo tra la Fiat e la Yamaha di Valentino Rossi. Tornando alla Juventus, l’ipotesi che la Fiat possa diventare il nuovo main sponsor della squadra è indubbiamente suggestiva. Se e quando sarà dato l’annuncio ufficiale, tuttavia, la nuova partnership dovrà essere giudicata sulla base dei dati concreti. Durata del contratto (medio/lungo termine oppure accordo-ponte di due anni, in attesa che la Juventus torni in Champions League?) e, soprattutto, importo della sponsorizzazione. Lasciando da parte suggestioni e romanticismi.

Pubblicato su MAGAZINE BIANCONERO nr. 5 del 24/1/07

mercoledì 17 gennaio 2007

La Juve ha finito la benzina (2) - Il Mago di Ios

Intanto la Juve di Capello, dopo aver vinto lo scudetto 2004/2005 battendo il Milan a San Siro nello scontro diretto decisivo (e nessun guidorossicesarerupertopierosandulli potrà mai cancellare dal mio cuore la rovesciata di Alex ed il gol di David), si appresta a dominare anche il campionato successivo. Con il logo del nuovo "jersey sponsor" Tamoil sulla maglia. Ed il tricolore sul petto, ça va sans dire. La Juventus sembra destinata ad un futuro sempre più vincente (in campo e fuori), con la possibilità concreta di diventare il primo club di calcio al mondo. "Vogliamo creare risorse permanenti che permettano alla Juventus non solo di finanziarsi al suo interno nel tempo, grazie al formidabile marchio commerciale che rappresenta, ma di avere una squadra sempre più forte e di livello mondiale", avrebbe dichiarato Antonio Giraudo in un’intervista rilasciata a Repubblica il 1° aprile 2006 (con il senno di poi, forse era meglio scegliere un’altra data…). Le cose andranno diversamente, purtroppo. Con una sequenza di eventi che ha dell’incredibile, infatti, lo scenario cambia radicalmente. Procediamo con ordine e torniamo indietro nel tempo, a fine 2005, quando la famiglia Gheddafi decide di mettere in vendita le attività europee del Gruppo Tamoil, affidando il mandato di advisor alla banca d’affari francese BNP Paribas. La lista dei possibili pretendenti è, almeno all’inizio, molto lunga. E comprende importanti operatori del settore (la spagnola, Repsol, la francese Total, l’anglo-olandese Royal Dutch Shell, l’Indian Oil Company, i russi della Gazprom e della Lukoil) ed alcuni fondi di private equity. Ma il dossier Tamoil viene studiato con interesse anche da alcuni operatori italiani. L’API della famiglia Brachetti. La Erg dei Garrone. E, udite udite, la Saras di Massimo Moratti. La possibilità che Moratti diventi il main sponsor della Juventus suscita, all’epoca, una certa ilarità. A Torino i dirigenti della Juve fanno sapere di essere tranquilli: "Gli accordi scritti non possono essere stracciati, e comunque, eventualmente, gli faremmo (a Moratti ndr) assaporare il gusto della vittoria". Una cosa è certa. L’oneroso contratto di sponsorizzazione con la Juventus non agevola la vendita di Tamoil. Purtroppo per i libici, gli accordi sono pienamente vincolanti e non possono essere stracciati. A condizione che la Juventus partecipi al campionato di Serie A. Già. Farsopoli capita a proposito. La Triade è costretta alle dimissioni e la Juventus viene retrocessa in Serie B. Il 6 settembre 2006, pochi giorni dopo il ritiro del ricorso al TAR deliberato dal consiglio di amministrazione (atto che sancisce in maniera definitiva la condanna della società alla retrocessione, posto che in sede di arbitrato si sarebbe poi discusso solo di una riduzione dei punti di penalizzazione), Oilinvest attiva la clausola di rescissione dandone comunicazione alla società. Contestualmente, la Juventus comunica che sono iniziati i colloqui per la stipula di un nuovo accordo e che pertanto la squadra conserva il logo Tamoil sulla maglia.

Pubblicato su MAGAZINE BIANCONERO nr. 4 del 17/1/07

mercoledì 10 gennaio 2007

La Juve ha finito la benzina (1) - Il Mago di Ios

In data 25 marzo 2005, la Juventus della Triade e di Romy Gai firma con
la società “libico-olandese” Oilinvest (Netherlands) B.V. un contratto di
sponsorizzazione ufficiale per tutte le competizioni della durata di cinque anni (a decorrere dal 1° luglio 2005 e fino al 30 giugno 2010). Oilinvest, società che fa capo alla Libyan Arab Foreign Investment Company della famiglia Gheddafi (LAFICO, secondo azionista Juventus dopo l’IFIL), controlla il Gruppo Tamoil, il cui marchio ancora oggi (e fino al termine della presente stagione) appare sulle maglie da gioco.
L’accordo del marzo 2005 consolida il precedente rapporto di sponsorizzazione ufficiale - limitato alle competizioni U.E.F.A., alla Coppa Italia e alla Supercoppa Italiana (mentre per il campionato, lo sponsor ufficiale, sino al termine della stagione 2004/2005, era Sky Sport) - estendendo la sponsorizzazione a tutte le competizioni.
In base all’accordo, per il periodo sino al 30 giugno 2010 Oilinvest avrebbe dovuto corrispondere per la sponsorizzazione un controvalore di €102 milioni. Oilinvest ha inoltre acquisito per €18 milioni il diritto di (i) prorogare il contratto per ulteriori cinque anni (e pertanto fino a tutto il 30 giugno 2015), per un corrispettivo complessivo di €130 milioni, e (ii) prorogare il contratto di ulteriori cinque anni (e pertanto fino al 30 giugno 2020), a condizioni da stabilire comparabili con quelle previste per il periodo 1 luglio 2010 –30 giugno 2015.
Antonio Giraudo, allora amministratore delegato della Juventus, commentando a caldo l’accordo aveva manifestato la propria “soddisfazione
per aver sottoscritto il più importante contratto di sponsorizzazione nel mondo del calcio”.
Poche settimane dopo la firma del contratto, Saadi Gheddafi (figlio del leader libico Muammar e famoso per la sua “brillante”carriera di calciatore nel campionato di Serie A), mette tuttavia in discussione l’accordo, a causa di presunte “opposizioni da parte di ambienti tradizionalisti all’interno del governo del paese nord africano”(così sul Financial Times del 26 aprile 2005).
Una dichiarazione che suscita all’epoca non poche perplessità se non altro in considerazione del ruolo “onnipotente”della famiglia Gheddafi in Libia. Con un comunicato stampa, la Juventus ribadisce immediatamente la piena validità del contratto stipulato con Oilinvest. “Siamo soddisfatti e sereni”–questa la replica di Giraudo –“dell’ccordo stipulato qualche settimana fa con la società olandese Oilinvest, controllante di Tamoil. La Juventus ha un rapporto forte e stabile da molti anni con Oilinvest e il contratto dello scorso marzo è pienamente vincolante”.
Il contratto viene comunque parzialmente rinegoziato nel mese di novembre 2005, con un esito piuttosto soddisfacente (almeno così si riteneva all’epoca) per la Juventus.
L’unica modifica di rilievo concessa ad Oilinvest è infatti una (apparentemente) innocua clausola di recesso anticipato, attivabile dallo sponsor in caso di mancata partecipazione della Juventus al campionato di Serie A ed in caso di condanna della società per gravi violazioni della normativa…

Pubblicato su MAGAZINE BIANCONERO nr. 3 del 10/1/07