Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
---------------------------------------------------------

mercoledì 10 gennaio 2007

La Juve ha finito la benzina (1) - Il Mago di Ios

In data 25 marzo 2005, la Juventus della Triade e di Romy Gai firma con
la società “libico-olandese” Oilinvest (Netherlands) B.V. un contratto di
sponsorizzazione ufficiale per tutte le competizioni della durata di cinque anni (a decorrere dal 1° luglio 2005 e fino al 30 giugno 2010). Oilinvest, società che fa capo alla Libyan Arab Foreign Investment Company della famiglia Gheddafi (LAFICO, secondo azionista Juventus dopo l’IFIL), controlla il Gruppo Tamoil, il cui marchio ancora oggi (e fino al termine della presente stagione) appare sulle maglie da gioco.
L’accordo del marzo 2005 consolida il precedente rapporto di sponsorizzazione ufficiale - limitato alle competizioni U.E.F.A., alla Coppa Italia e alla Supercoppa Italiana (mentre per il campionato, lo sponsor ufficiale, sino al termine della stagione 2004/2005, era Sky Sport) - estendendo la sponsorizzazione a tutte le competizioni.
In base all’accordo, per il periodo sino al 30 giugno 2010 Oilinvest avrebbe dovuto corrispondere per la sponsorizzazione un controvalore di €102 milioni. Oilinvest ha inoltre acquisito per €18 milioni il diritto di (i) prorogare il contratto per ulteriori cinque anni (e pertanto fino a tutto il 30 giugno 2015), per un corrispettivo complessivo di €130 milioni, e (ii) prorogare il contratto di ulteriori cinque anni (e pertanto fino al 30 giugno 2020), a condizioni da stabilire comparabili con quelle previste per il periodo 1 luglio 2010 –30 giugno 2015.
Antonio Giraudo, allora amministratore delegato della Juventus, commentando a caldo l’accordo aveva manifestato la propria “soddisfazione
per aver sottoscritto il più importante contratto di sponsorizzazione nel mondo del calcio”.
Poche settimane dopo la firma del contratto, Saadi Gheddafi (figlio del leader libico Muammar e famoso per la sua “brillante”carriera di calciatore nel campionato di Serie A), mette tuttavia in discussione l’accordo, a causa di presunte “opposizioni da parte di ambienti tradizionalisti all’interno del governo del paese nord africano”(così sul Financial Times del 26 aprile 2005).
Una dichiarazione che suscita all’epoca non poche perplessità se non altro in considerazione del ruolo “onnipotente”della famiglia Gheddafi in Libia. Con un comunicato stampa, la Juventus ribadisce immediatamente la piena validità del contratto stipulato con Oilinvest. “Siamo soddisfatti e sereni”–questa la replica di Giraudo –“dell’ccordo stipulato qualche settimana fa con la società olandese Oilinvest, controllante di Tamoil. La Juventus ha un rapporto forte e stabile da molti anni con Oilinvest e il contratto dello scorso marzo è pienamente vincolante”.
Il contratto viene comunque parzialmente rinegoziato nel mese di novembre 2005, con un esito piuttosto soddisfacente (almeno così si riteneva all’epoca) per la Juventus.
L’unica modifica di rilievo concessa ad Oilinvest è infatti una (apparentemente) innocua clausola di recesso anticipato, attivabile dallo sponsor in caso di mancata partecipazione della Juventus al campionato di Serie A ed in caso di condanna della società per gravi violazioni della normativa…

Pubblicato su MAGAZINE BIANCONERO nr. 3 del 10/1/07

Nessun commento: