Benvenuti!

In difesa di 113 anni di storia e di gloria.
In difesa di 29 scudetti.

Perché la Juventus non è stata difesa.
Non è stata difesa da John Elkann. Anzi...
Non è stata difesa da Gabetti. Anzi...
Non è stata difesa da Grande Stevens. Anzi...
Non è stata difesa da Montezemolo. Anzi...
Non è stata difesa dal presidente Gigli. Anzi...
Non è stata difesa da Cesare Zaccone. Anzi...

Per contribuire al blog, scrivete a ilmagodiios@gmail.com

Astenersi Moratti, Borrelli, Guido Rossi e simili
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venerdì 18 maggio 2007

La nuova Juve. Poche parole. Tanti fatti


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La giornata tipo di una società gestita "ad minchiam"


Ore 7.50: Cobolli: "Lo scudetto l'anno prossimo è un imperativo categorico"

Ore 8.00: Gigli: "Competitivi in 5 anni".

Ore 8.05: Sant'Albano: "3 anni per tornare quelli di una volta".

Ore 8.10: Buffon: "Resto alla Juve".

Ore 8.30: Martina: "Buffon non ha ancora deciso"

Ore 8.45: Lapo: "Moggi, Giraudo e Bettega mi ricordano Caino e Babele. Occhiali, occhiali. Sono belli i miei occhiali"

Ore 9.00: Secco: "Vicini a chiudere per Frings".

Ore 9.01: Il Werder annuncia il rinnovo di Frings.

Ore 9.15: Gigli: "Complimenti all'Inter".

Ore 9.30: Deschamps: "Non ho preclusioni verso Bojinov".

Ore 9.31: Bojinov non prende parte agli allenamenti perchè deve portare l'auto del tecnico all'autolavaggio.

Ore 9.45: Blanc: "Competitivi in 3 anni".

Ore 9.47: Lapo: "Senza Moggi e Giraudo finalmente vinceremo sul campo. Alex, vuoi un paio di occhiali?"

Ore 10.00: Tardelli rilascia un'intervista al vetriolo contro Secco.

Ore 10.30: Tardelli smentisce.

Ore 10.40: Gigli: "Noi siamo simpatici".

Ore 10.45: Cobolli: "Essere simpatici non mi interessa".

Ore 11.00: Sant'Albano: "Torneremo quelli di una volta in 4 anni".

Ore 11.20: Buffon: "Resto se si punta allo scudetto subito".

Ore 11.25: Gigli: "Lo scudetto è un sogno".

Ore 11.30: Cobolli: "Lo scudetto è un dovere morale".

Ore 11.35: Deschamps: "Lo scudetto è un'utopia".

Ore 11.40: Nedved: "Niente scudetto? Mi ritiro".

Ore 12.00: Legrottaglie: "Guzman mi ha indicato la retta via".

Ore 12.10: Trezeguet: "Voglio restare alla Juve".

Ore 12.15: Trezeguet rifiuta il rinnovo contrattuale.

Ore 12.25: Gigli: "Rinnovo i complimenti all'Inter".

Ore 13.00: Deschamps: "Ho parlato con Secco, nessun problema con la società, c'è la volontà di confermarmi".

Ore 13.05: Secco contatta telefonicamente Lippi per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.10: Secco contatta telefonicamente Prandelli per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.15: Secco contatta telefonicamente Rossi per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.20: Secco contatta telefonicamente Colantuono per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.25: Secco contatta telefonicamente Iachini per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.30: Secco contatta telefonicamente Guidolin per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.35: Secco contatta telefonicamente Mazzarri per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.40: Secco contatta telefonicamente Spalletti per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.45: Secco contatta telefonicamente De Canio per proporgli la panchina della Juve.

Ore 13.50: Secco contatta telefonicamente Ivo Iaconi per proporgli la panchina della Juve.

Ore 14.30: Secco: "Deschamps resta, mai contatto nessuno per sostituirlo".

Ore 14.45: Consegnato un fascicolo sulla Juve alla Procura di Napoli.

Ore 14.50: Borrelli annuncia l'apertura di un'inchiesta sulla Juve sulla base di intercettazioni telefoniche di Secco.

Ore 14.55: Secco si discolpa: "Io chiamavo la mamma".

Ore 15.00: Cobolli sulla nuova inchiesta: "Lotteremo in tutte le sedi per difendere la Juve"

Ore 15.01: Del Piero: "Io questa frase l'ho già sentita".

Ore 15.02: Nedved: "Pure io, basta, mi ritiro".

Ore 15.20: Buffon: "Resto se c'è un progetto serio".

Ore 15.30: Deschamps ribadisce: "Nessun problema con Bojinov".

Ore 15.31: Bojinov non partecipa all'allenamento pomeridano in quanto deve portare a passeggio il cane del tecnico di Bayonne.

Ore 15.40: Cobolli sul nuovo processo a danno della Juve: "Tranquilli, assumeremo il miglior avvocato possibile".

Ore 15.45: Zaccone nominato da Gigli difensore della Juve nel nuovo processo.

Ore 15.45: Blanc: "40 milioni per il mercato".

Ore 15.55: Sant'Albano: "I 105 milioni saranno investiti per rafforzare la squadra".

Ore 16.45: Secco: "Vicini a chiudere per Iaquinta".

Ore 16.46: Iaquinta al Milan.

Ore 17.00: Il procuratore di Deschamps: "Deschamps non gode della fiducia della società".

Ore 17.30: Cobolli torna a parlare del nuovo processo: "Disposti a tutto per la Juve, andremo anche al TAR se necessario".

Ore 17.35: Gigli: "Non andremo al TAR".

Ore 17.50: Gigli: "Questa stagione in B è un bagno di umiltà, redimeremo tutti i nostri peccati".

Ore 18.00: Legrottaglie: "Amen".

Ore 18.10: Buffon: "Resto alla Juve se avrò le motivazioni giuste".

Ore 18.20: Montali: "Ci penso io a motivare Buffon. Sono nel CDA per questo... O no?".

Ore 18.35: Secco: "Siamo ad un passo da Almiron".

Ore 18.36: Almiron al Manchester United.

Ore 19.10: Sant'Albano: "Competitivi sin da subito".

Ore 19.30: Secco: "Vicini a Mazuch".

Ore 19.31: Cobolli: "Mazuch? Non lo conosco".

Ore 19.32: Mazuch alla Fiorentina.

Ore 19.45: Buffon: "Resto alla Juve al 50%".

Ore 19.55: Sant'Albano: "Competitivi in 2/3 anni".

Ore 20.00: Tutti a cena, tranne Bojinov, costretto da DD a fare da cameriere.

Ore 20.45: Cobolli: "Niente di importante da dire, ma non facevo sentire la mia voce da più di un'ora".

Ore 21.00: Buffon: "Forse resto, forse me ne vado".

Ore 21.30: Secco: "E' fatta per Mavuba".

Ore 21.31: Mavuba rinnova con il Bordeaux.

Ore 21.45: Blanc: "Deschamps resta".

Ore 21.50: Cobolli: "Deschamps è confermato".

Ore 21.55 fino alle 23.00: Secco riprende il suo giro di telefonate.

Ore 22.45: Gigli: "Potevamo finire in C, abbiamo fatto il possibile".

Ore 22.50: Cobolli: "Nessun illecito, è stato un processo farsa".

Ore 23.05: Secco: "Deschamps confermatissimo, nessun dubbio al riguardo".

Ore 23.15: Secco: "Stiamo trattando Chivu".

Ore 23.16: Chivu: "Mai alla Juve".

Ore 23.20: Secco: "Vado a letto, meglio".

Ore 23.25: Cobolli: "Buonanotte a tutti".

Ore 23.30: Gigli: "Buonanotte a tutti e complimenti all'Inter".

Ore 23.35: Buffon: "'Notte, forse resto alla Juve pure l'anno prossimo".

Ore 23.48: Blanc: "Vado a letto, mi risveglierò tra 4 anni, quando saremo di nuovo competitivi".

Ore 23.59: Chiude la giornata Deschamps: "Buonanotte a tutti, tranne che a Bojinov".

giovedì 17 maggio 2007

Tafferugli allo stadio del tennis di Milano dopo Inter-Roma


Libera e Bella come il piangina Moratti


Luca Montezemolo è soddisfatto del rendimento della Ferrari e dei suoi piloti. Lo è molto meno dei meccanismi che hanno permesso ad Hamilton di sistemarsi in testa alla classifica di Formula 1, benché non abbia ancora vinto un Gran Premio. «In un campionato serio chi vince una gara sarebbe premiato molto più di quanto accade oggi, perciò Massa sarebbe in testa e sarebbero esaltate le prestazioni della Ferrari che ha vinto tre corse su quattro, oltre a ottenere le quattro pole position», ha polemizzato Montezemolo, ieri a Torino per la riunione dell’accomandita della famiglia Agnelli. «La differenza di due punti tra il primo e il secondo arrivato è troppo esigua», ha proseguito il presidente della Fiat.

Complimenti per i pargoli


LAPOteosi di un ramPOLLO


Lapo Elkann, dopo essere stato ascoltato a lungo dai magistrati per l’inchiesta dei fotoricatti, è stato raggiunto da Striscia la Notizia per la consegna del tapiro d’oro. Il ramPollo della famiglia Agnelli ha commentato: “Lele Mora l’ho conosciuto per ragioni professionali perché nel campo della gestione di artisti, soubrette, artisti, quando mi occupavo della promozione del marchio FIAT abbiamo avuto degli incontri“.
"Se ai magistrati milanesi ho fatto i nomi di Moggi e Giraudo? Riguardo a quella fatidica notte ci sono degli elementi non chiari, non vuol dire che faccio nomi e cognomi e addito persone e nel non essere chiari mi sono posto delle domande a me stesso e ad altre persone onde capire se la realtà è la vera realtà o se ce n’è un’altra. La giustizia fa il suo lavoro e bisogna dare tempo e spazio a chi di dovere e quindi ai giudici di fare il loro al meglio il loro lavoro e sembra lo stiino facendo“.
Sbagliando come spesso gli capita un congiuntivo, Lapo si corregge e fa notare a Staffelli che “stavo per fare un errore ma mi sono corretto, come ti ho detto l’ultima volta, ho fatto la scuola”. Elkann torna a parlare dello scandalo e dei ricatti: “Fabrizio Corona? Sulla mia vicenda l’ho chiamato per vedere onde capire cos’era la sua versione e soprattutto se la sua verità e quella di altre corrispondevano. A me importava capire la verità o in ogni caso la mia verità e determinate persone facevano parte di quel sistema in quei famosi giorni in cui ero nel coma. Non dico che ci siamo chiariti ma alla fine sono uscite fuori delle verità".

"Ritengo nella vita sia importante chiarirsi con gli amici e con i nemici - continua Lapo - lo definirei né un amico né un nemico. Io ricattato? Ero in coma, quindi non sono stato ricattato direttamente io ma altre persone a me vicine. Il ricatto non è stato fatto a Lapo in diretta ma alla FIAT e la FIAT non ha pagato ed è stato anche pubblicato l’ammontare del ricatto di 200.000 euro. Il ricatto come l’ha fatto a me lo ha fatto ad altri e dico che questo non fa parte del mestiere, è qualcosa di disonesto e di sporco. Io non sono convinto di ciò che è uscito e di quello che mi è stato detto e non dico che è Moggi, Giraudo, Corona, Mora… A me, Lapo, ci sono svariate cose non chiare. Ho commesso un errore, il primo errore che ho commesso e non ci voglio tornare su, ho fatto uso di cocaina che mi ha portato ad alterarmi, e suggerisco a quelli della mia età di non fare cazzate. La mistura? Io non l’ho mai consumata, non ho mai consumato eroina in vita mia, ho sbagliato a consumare cocaina, ho fatto un errore e me ne pento e non sto a negare l’errore commesso da me, però dico che molte cose non mi tornano.".
"Se dopo essermi svegliato dal coma ho pensato a chi avesse ordito una trappola? Ho avuto uno shock, non mi rendevo conto di dov’ero e risvegliandomi ho visto il mio vicino morto di overdose, tutto quello che era giornali, azienda, amori passavano in secondo piano, aveva la mia età. Mi sono detto che c......e sei e che fortuna che ho avuto e ho ringraziato il buon Dio. Patrizia dice che non l’ho ringraziata? Per me ci sono cose non chiare e non le ho ancora chiare oggi e non ho nessuna voglia di essere finto, falso, fasullo... Se le cose sono vere e la realtà è come dipinta o detta da lei la ringrazio se no non la ringrazio… La Juve senza Moggi e Giraudo? L’affronterò con maggior serenità e maggior felicità ci dà più tranquillità sapere che le vittorie e le battaglie le vinciamo sul campo”.

Fusione tra Juventus e LIDL?


Rumors di fusione tra i due colossi dell'hard discount

mercoledì 16 maggio 2007

Il cognato di Patrizia non ha nulla da dire?


Deliranti dichiarazioni di Lapo Elkann a Striscia la Notizia



"Senza Moggi e Giraudo sicuramente affronterò il campionato con maggior serenità e tranquillità. Perché dico sicuramente ci dà più tranquillità sapere che le vittorie e le battaglie le vinciamo sul campo".


Il Sig. Lapo Elkann è maggiorenne e vaccinato e quindi ha tutti i diritti di trascorrere le sue serate come meglio gli aggrada. Se ciò che lo soddisfa è una serata con diversi travestiti, cocaina ed altre droghe, faccia pure. Ben che gli vada, la nomina a presidente onorario del partito "la rosa (ed altro) in quel posto" non gliela leva nessuno. Mal che gli vada... beh ci è già andato molto vicino.


I fatti non saranno chiari, come dice il Sig. Lapo Elkann a Valerio Staffelli. Ma "il fatto" è chiarissimo.


A prescindere, mi attendo che il cognato di Patrizia, il pallido e tremolante John, prenda posizione sulle deliranti dichiarazioni dell'occhialuto fratellino.


Ed immagino che il tifoso Cobolli ed il presidente Gigli, che non disdegnano l'esternazione frequente e scomposta, stiano già preparando le dichiarazioni da rilasciare alla stampa. Con l'augurio che si tratti di dichiarazione a gemelli unificati.


Un fatto è certo (anzi, con Lapo, due fatti).

Via gli Elkann dalla Juve

INDEGNI




Imparate da Borlotti come si fa il calciomercato!

"La vecchia dirigenza per non far trapelare nessuna indiscrezione era abituata a prenotare una saletta privata, possibilmente appartata, quella nuova, invece, opera in un open space, dove si servono aperitivi e cappuccini. Sotto il bancone del bar si trovano tavolini bassi e comode poltrone imbottite. Alessio Secco non ha una postazione fissa, ma gira tra i tavoli"

http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quijuve/200705articoli/8197girata.asp

Juventus, il processo farsa

Introduzione di Piero Ostellino e Christian Rocca

...Pasta e Sironi si sono letti la sentenza sportiva che ha condannato la Juventus alla serie B e hanno scoperto che al Bar dello Sport non avrebbero saputo fare di meglio. Il risultato della loro lettura è clamoroso, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello giuridico e civile: la Juventus è stata condannata per non aver commesso il fatto, per non aver comprato né aggiustato né taroccato nessuna partita di campionato. Nemmeno una. I due autori sono juventini, ma i fatti no.

I giudici hanno scritto che nel calcio italiano non c'era nessuna cupola, che il sistema Moggi era un'invenzione, che i sorteggi non erano truccati, che la balla delle ammonizioni mirate per favorire preventivamente la Juventus era, appunta, una balla. Gli arbitri sono stati assolti tutti, tranne due, ma i due condannati non sono stati puniti per le partite della Juventus.

Insomma, il cosiddetto più grande scandalo sportivo di tutti i tempi, che ex post ha fatto vibrare di indignazione un militante civile come Candido Cannavò, semplicemente non c'era. Era una chiccherata da curva sud. La teoria della cospirazione moggiana elaborata nei centri studi della Gazzetta dello Sport e messa in atto da menti raffinate come Guido Rossi, Francesco Saverio Borrelli ed Elio Corno non ha retto alla prova dello stesso processo, chiamiamolo così, organizzato per operare più da plotone di esecuzione che da amministratore di giustizia. Pasta e Sironi, leggendo la sentenze, hanno spiegato che l'illecito sportivo contestato alla Juventus non esisteva nei codici, ma che è stato creato ad hoc, trasformando geneticamente in illeciti sportivi tre comportamenti "di per sé", come dice il dispositivo, non configuranti l'illecito. E siccome non stava in piedi nemmeno questa mostruosità giuridica del 3X1, i giudici hanno elaborato anche una formidabile interpretazione del codice sportivo definita, bontà loro, "concettualmente ammissibile". La Juve del diabolico Luciano Moggi - incupolato con il solo Antonio Giraudo e senza l'ausilio di arbitri e federazione - avrebbe ottenuto "vantaggi in classifica" diversi dagli unici vantaggi in classifica conosciuti in natura, cioè quelli ottenibili attraverso tentativi di alterare lo svolgimento delle partite...

Perché la proprietà della juventus non si è difesa da accuse che le stesse sentenze hanno dimostrato di essere prive di fondamento? E ancora, perché non ha fiatato quando le sono stati tolti due scudetti, compreso uno conquistato in un campionato non oggetto di inchiesta né della magistratura ordinaria né di quella sportiva?

Le risposte e i dubbi sono parecchi. Abbiamo visto tutti che la Juventus non s'è difesa. Abbiamo visto tutti la liquidazione degli uomini di Umberto Agnelli. Abbiamo visto tutti che la società ha chiesto di essere condannata malgrado non ci fosse "uno straccio" di prova, come aveva scritto la procura di Torino al momento della richiesta di archiviazione dell'inchiesta. Abbiamo visto tutti come è stata fatta cassa, smantellando la migliore squadra degli ultimi quindici anni. Abbiamo visto tutti la rinuncia al TAR e poi anche al TAS e poi a qualsiasi altra cosa potesse servire a ristabilire la verità sportiva, cioè che la Juventus quegli scudetti li aveva vinti regolarmente e meritatamente sul campo. Insomma c'è il sospetto concreto che il ruolo della Juventus in Calciopoli sia stato più dalla parte delle guardie che tra i ladri, che la proprietà volesse disfarsi di due dirigenti troppo intraprendenti che lavoravano a diluire il peso specifico di parte della famiglia Agnelli. Fino a prova contraria non è così, ovviamente. Ma il fatto che per gestire la vicenda Calciopoli sia stato scelto un avvocato d'affari come Guido Rossi, invece che un luminare di diritto sportivo, non fa che aumetnare l'inquietudine. Che Rossi sia stato membro del Consiglio di Amministrazione e consulente legale della squadra beneficiata dallo scandalo è un ulteriore elemento di riflessione, così come il suo ritorno al settore privato subito dopo il fuoco del plotone d'esecuzione. Che questo settore privato, poi, sia proprio la società coinvolta nello scandalo delle intercettazioni illegali e l'azienda con solidi legami azionari con la squadra di calcio beneficiatadalle sentenze di Calciopoli, non fa che segnalare un formidabile salto di qualità nella casistica italian dei conflitti di interessi. D'altra parte, se la proprietà di una società quotata in borsa avesse deciso di non difendersi, anzi di alimentare "il sentimento collettivo" della "gente comune", arrecando quindi irreparabili danni finanziari e sportivi agli azionisti, in un paese normale avrebbe commesso un reato finanziario...

Se volete leggere il resto, comprate il libro!!

http://www.internetbookshop.it/code/9788883359033/PASTA-MARIO-SIRONI-MARIO/JUVENTUS-PROCESSO-FARSA-INCHIESTA-VERITA-SU-CALCIOPOLI.html

martedì 15 maggio 2007

Ufficio Indagini & Insabbiamenti FIGC


Il dipartimento indagini dell'Ufficio Indagini & Insabbiamenti della FIGC ha prontamente sentito Maurizio Capobianco (ex dipendente della Juventus in causa con la società) in merito all'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica (non la compro).

Mentre il dipartimento indagini si trastulla con fatti (eventualmente, molto eventualmente) commessi a metà degli anni '90 (come da comunicato ufficiale), il dipartimento insabbiamenti dell'Ufficio Indagini & Insabbiamenti della FIGC continua a mettere crocette sul calendario. Lo scudetto della prescrizione nerazzurra è oramai a portata di mano.


E' stato sentito oggi dall'Ufficio Indagini della FIGC, che aveva già aperto un'inchiesta, l'ex dipendente della Juventus Maurizio Capobianco che in un'intervista apparsa nei giorni scorsi su Repubblica aveva rilasciato alcune dichiarazioni sui rapporti che a metà degli anni Novanta sarebbero intercorsi tra la società bianconera, un esponente della FIGC, uno della Covisoc e due arbitri italiani.
Invitato dall'Ufficio Indagini a riferire sui fatti di sua conoscenza per provarne la fondatezza, Capobianco (che non è tesserato della FIGC) ha accettato di collaborare e ha testimoniato sulle circostanze e sugli episodi oggetto delle dichiarazioni rilasciate alla stampa.

Le Bombe del Mago

Juve, acquistato Margheritoni

Rintracciato l'acquirente degli occhiali...


lunedì 14 maggio 2007

Italia Independent, venduto il primo paio di occhiali


Torino. Conferenza stampa di Lapo Elkann nella sede di Italia Independent, in Via Marocchetti (nella foto, il prestigioso palazzo dove ha sede la società di Lapo). "Il primo pirla ha abboccato, abbiamo venduto un paio di occhiali".

Giù le mani da Bobby Gol


Il delirio di Germani: "Crediamo che Secco e Bettega non siano capaci di fare una campagna acquisti quindi chiediamo a Blanc di allontanare questi due e di cambiare l'organigramma. Siamo pronti ad interrompere tutti i rapporti con la società e fare una manifestazione il 1 luglio, è vero la Juve è una società privata ma noi siamo 14 milioni di tifosi e 80 milioni di simpatizzanti"

E questa sarebbe una contestazione alla dirigenza? Appoggiare Blanc (l'amministratore delegato, mica pizza e fichi) e contestare Bettega e Secco?
Secco è un novellino, d'accordo. Ma non è certo colpa sua se gli è stato assegnato un compito superiore alle sue attuali capacità. Non sarebbe meglio contestare chi ha deciso di sostituire un volpone come Moggi con un pivellino come Secco?
E contestare Bobby Gol è semplicemente RIDICOLO. Bobby Gol è LA JUVE.
Questa contestazione conferma solo una cosa. Che oltre ad un presidente e ad un amministratore delegato da Serie B abbiamo anche una tifoseria da Serie B.

venerdì 11 maggio 2007

Preambolo di M. Zampini e A. Angelini

Interessante ed inquietante dichiarazione finale di De Santis

De Santis e le partite incriminate

Domanda di Bertinetti a De Santis

De Santis sulle disparità nelle intercettazioni

Calciopoli: il contenuto delle telefonate per De Santis

De Santis sulla zarina Fazi

Precisazione del Prof. Bertinetti

Domanda di Massimo Zampini a De Santis sulle telefonate

Il Prof. Bertinetti e De Santis su Calciopoli

Calciopoli: le verità di De Santis

Calciopoli: l'inizio visto dall'arbitro De Santis

Cronaca stop, novella express ... più che notizie, speteguless!


La Stampa: "Il calcio che conta ieri si è dato appuntamento a Barcellona. Nel G14, l’élite dei club europei, c’è anche la Juventus che, nonostante i recenti rovesci societari, ha mantenuto un posto fra le società di prestigio. A rappresentare la Juve c’era Roberto Bettega".


Tuttosport: "L'amministratore delegato juventino Jean-Claude Blanc ha vissuto ieri una giornata campale a Barcellona. nel ventre del Camp Nou. Motivo ufficiale del bliz nella capitale catalana era la programmata riunione del Consiglio di Amministrazione del G14".


giovedì 10 maggio 2007

Nondum matura est, nolo acerbam sumere


Minimo Moratti agli Internazionali di tennis: "Sentivo meno anch'io questa sfida. Capisco i ragazzi anche se perdere con un risultato così fa male".

Speriamo sappia che in Champions vanno solo le prime 4...


Jean-Claude Blanc: "La nostra competitività dipenderà molto dal mercato. Terremo i giovani, ma cercheremo grandi giocatori, in difesa centrale e a centrocampo. Dobbiamo passare allo stadio superiore. Dobbiamo realizzare un buon mercato e investire in modo intelligente su giocatori d’esperienza: puntiamo ai primi 4-5 posti".

Grande colpo dell'Inter per la prossima stagione


mercoledì 9 maggio 2007

Sono iniziati gli Internazionali d'Italia di tennis


Roma travolgente all’Olimpico. Nella finale d’andata di Coppa Italia, infatti, i giallorossi hanno battuto 6-2 i campioni d’Italia dell’Inter al termine di un match spettacolare che la Roma ha iniziato a ritmi forsennati. Già al 1’ padroni di casa in vantaggio con un destro vincente di Totti che batte Toldo, schierato titolare al posto di Julio Cesar da Mancini. Al 5’ il raddoppio, lo firma De Rossi che corregge in rete un destro al volo di Mexes. Passano 11 minuti e la Roma va ancora in gol: questa volta è Perrotta a battere Toldo su assist di Pizarro. Il cileno poi, al 20’, sbaglia un retropassaggio e consente a Crespo di presentarsi davanti a Doni: dribbling secco e palla in rete per il primo gol nerazzurro. Al 30’ la Roma si porta sul 4-1, il gol è di Mancini che mette dentro sfruttando un’incertezza di Toldo. Al 41’ Stankovic colpisce il palo, si va negli spogliatoi sul 4-1 per la Roma. Nella ripresa, al 9’, ancora giallorossi in gol, il 5-1 è di Panucci che corregge in rete di testa un corner di Pizarro. Due minuti più tardi l’Inter accorcia le distanze, segna ancora Crespo di testa su assist di Maicon. Le emozioni non finiscono, i gol neanche. Al 44’ Panucci segna la sua doppietta personale, ribadendo in rete la respinta di Toldo sulla punizione di Totti. Finisce 6-2 per la Roma, giovedì prossimo il ritorno a San Siro. All’Inter servirà il 4-0 per alzare al cielo la Coppa Italia.

Caro Alex - di Er gò de Turone


www.vecchiasignora.com
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Caro Alex, questa lettera la scrivo a te.

A te, che hai un anno più di me, e ami la Juve come me. Anche se per la Juve hai fatto qualcosina in più (a dire il vero, la Juve ti ha dato anche qualcosa in più rispetto a me).A te, simbolo di una squadra da leggenda, che da quel Viareggio vinto grazie a un tuo gol, ci hai fatto subito esclamare speranzosi: ecco il nuovo Baggio.
E invece no. Eri molto di più.

Le vittorie infinite, le sofferenze, infinite anch'esse. Le accuse infamanti, l'infortunio tremendo, l'invidia dei non juventini. Due gol sbagliati in una finale dell'Europeo (ti facevano fare il terzino, lo credo che non ti ricordavi come si segnasse..), e l'Italia non juventina che trova il suo alibi per odiarti.
E noi, allora, ad amarti ancora di più.

Del Piero e Baggio. Del Piero e Totti. Del Piero e Inzaghi. Dualismi, rivalità. E noi a tifare sempre per te. E tutti gli altri a tifarti sempre contro.In mezzo Tokyo, la rabbia urlata a Bari. Le tue lacrime, le nostre.Quel gol al Borussia, di tacco. Ma si può, caro Marcello, tenere Del Piero in panchina in finale di Champions?Del Piero che sta per tirare il rigore al mondiale. Noi terrorizzati. Meglio perdere con te che segni il rigore, che vincere con te che lo sbagli. E tu che non tradisci. Perchè in fondo, quando conta davvero, non tradisci proprio mai.Anche in B. Capocannoniere. Non hai tradito neanche stavolta.E io, io che non ho mai avuto idoli tra i calciatori, che compro il libro di tue foto e racconti. Perchè in fondo, tra me e te, tra te e tanti di noi, la differenza è stata un un bel pò di tecnica, e un oceano di abnegazione e grinta in più.
Il resto, e penso al poster di Platini, all'amore per La squadra, assolutamente identico.

Ora però non so da dove ripartire. Ci hanno mandato in B. Ma ci pensi? Noi, la Juve, in serie B. E ora che torniamo in A, da dove si riparte? Da un allenatore? Da un giocatore? Da un dirigente?

No, ora non si può. Allora io riparto dall'idea che ci ha permesso di vedere un fenomeno di 20 anni fare il gol del secolo all'ultimo minuto contro la Fiorentina.Quale Idea?L'idea di Lippi, appena arrivato, dopo una vita che non si vinceva."Non c'è Baggio che tenga, qui non ci sono intoccabili".E se un ragazzino è piu utile di lui, allora che Baggio, il grande Baggio si accomodi in panchina. Con tutto il rispetto, viene prima il gruppo, viene prima la Juve. Si vincerà solo così.
E così è stato, per 10 anni di trionfi che ancora ci danno i brividi, se solo ci ripensiamo.

La Juve del gruppo, la Juve senza intoccabili. Nè Baggio, nè Zidane.
Nè Del Piero, caro Alex. Anche se sembra assurdo.

Ed ecco il punto, ecco l'idea da cui riparto.

L'anno prossimo, magari senza campionissimi, vorrei solo che si ripartisse da lì. Dall'assenza di intoccabili.
La Juve non ne deve avere, non ne ha mai avuti. Neanche Del Piero, il più grande di tutti.

E alllora, magari con una squadra non fenomenale, magari con una società non ancora all'altezza, ma saprò che la Juve è ancora viva, e che se un ragazzino è più in forma degli eroi di tanti trionfi, B compresa, anche loro dovranno partire dalla panchina, e assistere felici all'esplosione di quel giovane.
Come 10 anni fa. Come 20 anni fa.

Allora patti chiari, caro mio idolo: Del Piero capitano, Del Piero unico vero juventino cui aggrapparsi, Del Piero tuttora calciatore fondamentale, straordinario. Questo rimane.
Ma niente intoccabili. Con Lippi o senza Lippi.

Sognando di vedere nascere un altro Del Piero. Certi che il vero Del Piero, dal campo, o anche dalla panchina, lo guarderà con occhi sognanti, rivivendo la sua favola.
Una delle più belle, forse la più entusiasmante, ma non la prima, e certamente neanche l'ultima.

Noi, intanto abbiamo incorniciato il tuo poster. Perchè quello, nelle nostre case, non lo toccherà davvero nessuno. Mai. Quello sì, l'unico intoccabile.

Mandiamo la Juve in B - Antonello Oggiano


In questo libro si smonta il processo di Calciopoli. Troverete informazioni che la maggior parte degli organi di stampa, attenti a non urtare la sensibilità del “palazzo”, ha tentato di far passare inosservate. Collusioni tra politica, mondo fi nanziario e calcio. È veramente possibile che un ex capostazione avesse più potere di chi foraggia tutto il sistema? Di chi ha in mano i diritti televisivi, di chi sponsorizza il campionato o di chi finanzia le squadre in difficoltà? Come mai la giustizia sportiva ha deciso in modo differente su casi analoghi (fideiussioni false, passaporti falsi, debiti, doping amministrativo ecc.), salvando le grandi squadre e punendo le piccole, provocandone talvolta il fallimento? Se credete che la Juve sia colpevole per assioma o che la vostra squadra sia immacolata per dogma, questo libro non fa per voi; se invece, qualunque sia la vostra fede calcistica, desiderate avvicinarvi alla verità, questo libro ve ne dà l’occasione.

Manuale di autodifesa del tifoso juventino - Emilio Cambiaghi


Perché la Juventus è stata mandata in serie B mentre le altre squadre se la sono cavata con sanzioni di modesta entità? Quali misteri nascondono le sentenze del processo più farsesco che la storia del calcio mondiale ricordi? In questo sistema governato dalla censura e dalla faziosità, la verità è costantemente taciuta. Questo libro si propone di ristabilirla, offrendo un’analisi quanto più possibile oggettiva dei fatti che hanno segnato la stagione più buia nella storia del pallone nostrano. Ma non c’è solo Calciopoli. Il manuale è anche una fonte dove reperire notizie e fare chiarezza su argomenti poco o solo parzialmente trattati. Come gli “scheletri nell’armadio” di Inter e Milan e il fenomeno del doping amministrativo, fulgido esempio di mala informazione all’italiana. Un libro scritto da e per gli juventini, ma fortemente consigliato a tutti. Per aprire gli occhi, per vedere la verità da un altro punto di vista.


Perché le accuse di De Santis a Inter e Milan sono ignorate?


L'arbitro De Santis ha fatto prima in televisione e poi alla radio delle dichiarazioni sconcertanti: le sue parole sono state messe in rete, a disposizione di tutti. De Santis dichiara di non avere mai parlato al telefono con Moggi, ma di avere parlato spesso con Meani ( vera « voce » del Milan) e spessissimo con Facchetti ( « Le sue richieste qualche volta sono andate anche oltre il lecito » ) . Protesta poi per essere stato « monitorato » dalla Telecom a partire dal 2002 e si chiede come mai siano uscite solo alcune delle sue telefonate e non altre. Anche Paolo Bergamo ha pubblicamente dichiarato che tutti gli telefonavano, compresi i dirigenti delle squadre non indagate ( quindi Inter e Roma), e che non capiva come mai risultas*sero solo alcune delle sue telefonate e non altre.Le dichiarazioni di De Santis, però, ben più dettagliate e “ accusatorie”, se corrispondessero al vero modificherebbero totalmente il quadro di Calciopoli; e configurerebbero il tentativo di illecito non da parte della Juventus ma semmai da parte di altre squadre.Se però non corrispondono al vero, allora sono di una gravità ancora maggiore, sono calunnie ignobili. Poiché esiste quella cosa che si chiama obbligatorietà dell’azione penale, è auspicabile che l’autorità giudiziaria proceda immediatamente nei suoi confronti. A maggior ragione che lo facciano anche le autorità sportive.Sconcertante, tuttavia, è anche il silenzio di quasi tutti i media. Un importante giornalista sportivo, a un tifoso che gli chiedeva perché non si fosse dato il dovuto risalto alle dichiarazioni di De Santis, ha risposto che comunque certe cose si dicono in tribunale, non alla Tv.C’è da augurarsi che infatti presto sia così. E tuttavia è anche vero che nessuna delle dichiarazioni con cui i media ci hanno informato su Calciopoli è stata fatta in tribunale; ciò non ha impedito che centinaia di pagine e ore di trasmissione siano state dedicate a quello che veniva detto, insinuato e trascritto illegalmente in ogni sede possibile. Dovere di cronaca. Deve trattarsi di un dovere a corrente alternata.La verità è un’altra. L’ha detta Moratti, commentando le dichiarazioni di Del Piero sulle “ irregolarità” interiste: « Abbiamo tutti voglia di voltare pagina » . Soprattutto l'Inter; ma anche quei giornali, quelle televisioni, quelle autorità sportive che per dodici mesi ci hanno riproposto la stessa versione di Calciopoli, campionato fasullo incluso, defenestrazione della Juventus dalla serie A inclusa, dimenticanze incluse. E che tutto vogliono tranne che sia fatta chiarezza non solo presso un Tar, ma in un vero Tribunale.

Prof. Paolo Bertinetti - Presidente Associazione Nazionale Amici della Juventus
www.juve2006.it

New Holland, New Sponsor. A quando il New Owner?


Jean Claude Blanc e Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, hanno firmato ieri al Lingotto il contratto definitivo dell’accordo di sponsorizzazione già presentato lo scorso 28 marzo. A partire dal 1 luglio 2007, Gruppo Fiat sarà “Official Sponsor” e New Holland - marchio che opera nel settore delle macchine agricole e delle macchine di movimento terra - comparirà sulle maglie bianconere.
Soddisfazione è stata espressa da entrambe le parti.
Marchionne: “Questo accordo definito oggi rientra nella strategia di valorizzazione e rafforzamento di tutti i marchi del Gruppo, che stiamo perseguendo anche attraverso sponsorizzazioni sportive di alto livello come quella della Juventus. Siamo certi che questo abbinamento darà alla New Holland un’ampia visibilità e ci permetterà di far conoscere a milioni di persone un marchio che è tra i leader mondiali per qualità e tecnologia”.
Blanc: “Fiat Group sarà un partner fondamentale con il quale costruire il prossimo futuro: il modo in cui il suo management ha saputo ridare slancio ai marchi del Gruppo è un esempio al quale vorremmo ispirare il nostro lavoro”.
Nell’occasione, è stato anche presentato il logo che, a partire dall’inizio della prossima stagione, comparirà sulle maglie bianconere: una forma stilizzata di foglia o di impronta di pneumatico accompagnata dalla scritta “New Holland” in colore blu scuro su fondo giallo, sotto cui verrà inserita la dicitura Fiat Group, in bianco su fondo blu scuro.
L’accordo ha una durata di tre anni e prevede un corrispettivo fisso di 33 milioni euro e uno variabile (i cosiddetti “performance bonus”) in base ai risultati, come già anticipato lo scorso 28 marzo nel Memorandum of Understanding firmato tra le parti.

martedì 8 maggio 2007

Il tifoso e il presidente


Nella foto, un tifoso perplesso
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Il tifoso Cobolli: «Vincere lo scudetto 2007-2008 è per noi un obbiettivo categorico».

Il presidente Gigli: «L’anno prossimo puntiamo ad una stagione dignitosa con la conquista di un posto in Europa».

Il presidente Gigli: «Praticamente pensare allo scudetto è un sogno, ma puntare a arrivare in zona Champions è l'obbiettivo successivo».

Il presidente Gigli


Il tifoso Cobolli


L'outing dei Gemelli


Corriere della Sera - 8 maggio

Intervista ai gemelli Cobolli e Gigli

"Giovanni Cobolli Gigli ogni tanto si sdoppia. Il vantaggio di avere due cognomi. Il tifoso Cobolli, il presidente della Juventus Gigili. Per entrambi, riunificati, alla fine di questa settimana potrebbe esserci la liberazione dalla Serie B..."

Domanda: "ai tifosi, però, questa rinuncia (si parla del TAR), scusi l'espressione, gliel'ha fatte girare"

Risposta: "anche al tifoso Cobolli gli girano, però il presidente Gigli deve prendere decisioni che puntano al futuro. Sognare mete irraggiungibili non è giusto"

Juventus, il processo farsa


Juventus il processo farsa / Inchiesta verità su Calciopoli (Guerini e Associati, pagg. 144, 12,50 euro) di Mario Pasta e Mario Sironi.

Dal 3 maggio in edicola

Pasta, laureato in giurisprudenza, lavora per una azienda di credito. Sironi, laurea in economia, si occupa di finanza e private banking. I due autori si definiscono "non addetti ai lavori" ma semplicemente juventini. Il loro amore per la "vecchia signora" li ha spinti a scavare tra le carte del processo per capire perché la Juventus è stata retrocessa in serie B e privata di due scudetti dalla giustizia sportiva. Gli autori hanno lavorato "pressoché esclusivamente sui documenti ufficiali del processo alla Juventus" e sostengono che "la vicenda Juve passa attraverso tre momenti cruciali, dalla cultura del sospetto, al processo mediatico, al processo in aula". "Pasta e Sironi - scrivono Piero Ostellino e Christian Rocca nell'introduzione - si sono letti la sentenza sportiva che ha condannato la Juventus alla serie B e hanno scoperto che al Bar dello Sport non avrebbero saputo fare di meglio. Il risultato della loro lettura è clamoroso, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello giuridico e civile: la Juventus è stata condannata per non aver commesso il fatto, per non aver comprato né aggiustato né taroccato nessuna partita di campionato"."I giudici - scrivono ancora i due autorevoli giornalisti - hanno scritto che nel calcio italiano non c'era nessuna cupola, che il sistema Moggi era un'invenzione, che i sorteggi non erano truccati, che la balla delle ammonizioni mirate per favorire preventivamente la Juventus era, appunto, una balla. (...) Pasta e Sironi, leggendo la sentenza, hanno spiegato che l'illecito sportivo contestato alla Juventus non esisteva nei codici, ma che è stato creato ad hoc, trasformando geneticamente in illeciti sportivi tre comportamenti 'di per sé', come dice il dispositivo, non configuranti l'illecito". "La tesi colpevolista della sentenza - spiegano i due giornalisti nell'introduzione al libro - è questa: i rapporti stretti tra i dirigenti della Juventus e i designatori arbitrali hanno creato 'un'atmosfera inquinata, una insana temperie avvolgente il campionato di serie A' per cui sono state lese la terzietà, l'autonomia e l'indipendenza del settore arbitrale. (...) Il problema è che questo reato nel codice sportivo non esiste"."Nessuno conosce il contenuto, accertato in un processo che ha saltato a pie' pari il dibattimento, oltre che un grado di giudizio, e che è cominciato direttamente con la formulazione delle richieste da parte del procuratore, come neanche in Unione Sovietica". L'ultimo interrogativo venuto ai due giornalisti e agli autori del volume: perché la proprietà della Juventus non s'è difesa? "C'è il sospetto concreto che il ruolo della Juventus in Calciopoli sia stato più dalla parte delle guardie che tra i ladri, che la proprietà volesse disfarsi di due dirigenti troppo intraprendenti che lavoravano a diluire il peso specifico di parte della famiglia Agnelli".

Luna calante


Sconfitta da New Zealand, Luna Rossa (TIM) dice addio al primo posto.

Bene così

Bertini? Mai avute schede da Moggi


Quotidiano Nazionale - 6 maggio

Intervista di MARIO D’ASCOLI al legale di Bertini

«Bertini? Mai avute schede da Moggi»

Il legale dell’arbitro sospeso: «Impensabili 42 telefonate alla vigilia di Milan-Juve»


Avvocato, ci vuole chiarire, innanzitutto, la storia delle schede svizzere che è l’oggetto principale delle indagini?

«Secondo l’inchiesta in corso Bertini avrebbe usato schede svizzere per fare e ricevere telefonate a varie persone fra cui Luciano Moggi. Il che non risponde assolutamente a verità perché il mio assistito queste schede non le ha mai comprate, possedute e tanto meno gliele ha regalate il signor Moggi».

E allora perché è stata avanzata un’ipotesi del genere?

«Per deduzione, per intuizione non certo in base a prove concrete. Mi spiego. Si dice che nelle schede ci sono delle telefonate agganciate ad Arezzo. Ammesso e non concesso che ci siano davvero, prima di tutto bisogna dimostrarlo e non c’è un dato tecnico che lo chiarisca in maniera precisa. E poi perché quelle telefonate devono essere legate necessariamente al nome di Bertini?».

Come vengono fuori queste accuse?

«Già, è una domanda che mi pongo anch’io. Ci sarebbero telefonate agganciate ad Arezzo prima e dopo partite arbitrate da Bertini in cui c’erano di mezzo squadre come il Messina, il Siena e via dicendo, che secondo l’accusa sarebbero state protette da Moggi. Ebbene, spesso gli incontri di queste squadre, arbitrati da Bertini, si sono conclusi con una sconfitta. Allora io mi chiedo: come si fa ad accusare Bertini di malafede, anzi di reati gravi come l’associazione a delinquere?».

La partita in cui si fanno le accuse più pesanti all’arbitro aretino è Juve-Milan del 2004 (0-0, ndr)…

«Mi ascolti attentamente. Juve-Milan fu giocata il 18 dicembre del 2004, appunto, e secondo l’accusa fra Bertini e Moggi ci sarebbero state, alla vigilia della partita, quarantadue telefonate. Siccome le designazioni arbitrali si conoscono il venerdì all’ora di pranzo e siccome Juve-Milan si giocava di sabato, se fra Bertini e Moggi ci fossero state quarantadue telefonate avrebbero trascorso al telefono un giorno intero, quel giorno che intercorre dal venerdì al sabato. Non basta: per eventuali input, ovvero per dire a Bertini che doveva arbitrare a favore della Juve, credo che sarebbe bastata una telefonata o addirittura nessuna se i due soggetti appartenessero a un’associazione che aveva lo scopo, fra gli altri, di favorire la Juve come ipotizza l’accusa. A ciò si aggiunga che Bertini, al termine di quella partita, ottenne dall’organo arbitrale il massimo dei voti. L’anno dopo, peraltro, lo stesso Bertini arbitrò Milan-Juve, unica partita persa dalla squadra bianconera in quella stagione (3-1, ndr). E ci furono polemiche furibonde della dirigenza bianconera nei confronti del mio assistito. Mi pare che tutto questo dimostri l’estraneità di Bertini dalla vicenda in cui è stato chiamato pesantemente in causa».

Altri particolari da aggiungere?

«Quelle telefonate che si dice siano agganciate ad Arezzo risulterebbero sia quando Bertini non arbitrava la Juve sia quando non arbitrava alcuna partita. Ma c’è di più. Le accuse avrebbero un senso se le telefonate collegate ad Arezzo fossero avvenute in concomitanza di certe partite e fossero venuti fuori risultati favorevoli a squadre della cosiddetta orbita Moggi. Ebbene, noi siamo in grado di dimostrare che non è accaduto nulla di tutto questo».

Per cui lei e il suo assistito siete tranquilli…

«La speranza è che mi sia concesso di dimostrare che con questa storia delle schede svizzere Bertini non c’entra assolutamente nulla. Ho letto che Sandulli ed altri insigni giuristi sostengono che per questa inchiesta napoletana la Juve non si deve preoccupare. E siccome la Juve sarebbe al centro del sistema perché ci dobbiamo preoccupare noi?».

Dalla compattezza della Triade al kaos della Multiade


Piccolo bignami sulla Multiade

Blanc 1: «Per rifare una squadra forte come quella dello scorso anno serve un lavoro di almeno 5 anni».

Blanc 2: «L’obiettivo sarebbe un piazzamento nelle prime quattro, per partecipare alla Champions, ma non ci metterei la firma, perché penso che possiamo fare anche di meglio. Potremmo già lottare per lo scudetto con gli uomini e lo spirito giusto».

Blanc 3: «La mia Juventus sarà da scudetto. Tre grandi rinforzi, Buffon resta. Col cuore dico: possiamo farcela subito. Investiremo grandi cifre, più di 40 milioni di euro».

Secco 1: «Buffon rientra nei sogni non solo di Mancini. Premesso che la Juve non lo vende, i 40 milioni di euro potrebbero servire per una comproprietà...».

Secco 2: «Buffon? Avevo fatto in una intervista a Sky la premessa che è incedibile, poi il giornalista mi ha parlato di 40 milioni e io ho fatto la battuta che si poteva pensare di comprarne la metà per quella cifra. Da li si è detto che era sul mercato».

Cobolli (o Gigli) 1: «Vincere lo scudetto 2007-2008 è per noi un obbiettivo categorico».

Cobolli (o Gigli) 2: «L’anno prossimo puntiamo ad una stagione dignitosa con la conquista di un posto in Europa».

L'Utopia di Secco


"Sulle utopie ci sarebbe da fare una questione filosofica"

L'Utopia di Pavel


"Scudetto? Ha ragione Deschamps, in questo momento è un'utopia".

Siamo tutti in attesa dell'interpretazione autentica da parte di Cobolli (o Gigli)

lunedì 7 maggio 2007

Sogno o son desto?


Cobolli (o Gigli): "Utopia vuol dire sogno ed i sogni si possono avverare"

L'Utopia di Didi


Didier Deschamps: ""L'anno prossimo sarà molto complicato. Con la promozione si conclude un progetto e se ne inizia uno nuovo. Gli interrogativi sono molti ma ci sarà comunque una grandissima attesa e tante aspettative: anche io ho le mie ambizioni. Ma non dobbiamo perdere di vista la realtà: arriviamo dalla B e molto dipenderà anche dal mercato estivo. Bisogna essere obiettivi e credo che per ora lo scudetto sia un'utopia. Ci sono delle idee ma è ancora difficile sapere quanto ci rinforzeremo in estate: i traguardi della prossima stagione si fisseranno soltanto a mercato concluso, anche se credo che la società abbia già in mente i suoi obiettivi. La cosa importante sarà acquistare campioni che fanno la differenza e non soltanto giocatori per fare numero"

Esattamente un anno fa...


Il 7 maggio 2006, verso il termine di Juve-Palermo, John Elkann liquidava la Triade, dando il calcio d'inizio a Farsopoli.
Queste le parole del giovin ramPollo (o meglio, le parole dei suoi consiglieri Gabetti e Grande Stevens): "Siamo vicini alla squadra e all'allenatore. Tutta la vicenda non ci ha lasciato indifferenti, ma ci sono le sedi opportune per discuterne e per risolverla".

Come sappiamo, nelle sedi opportune il ramPollo ed i suoi consiglieri hanno risolto la vicenda sostituendo la Triade con l'attuale Multiade e affidando a Zaccone il mandato di ottenere la Serie B.

Ci sono copertine e copertine


Da http://barzainter.blogspot.com

Ecco la vera copertina di Sportweek


venerdì 4 maggio 2007

Io non ricompongo


Cobolli (o Gigli): “Ricomporre il rapporto con l’Inter” E’ uno dei temi del momento, la rivalità tra Juventus e Inter. E ora ha voluto dire la sua anche Giovanni Cobolli (o Gigli). Questa la dichiarazione del presidente bianconero raccolta a Milano prima della riunione della Lega Calcio: “L'Inter e la Juve sono naturalmente avversarie e le due tifoserie hanno rapporti relativamente aspri. Bisogna però cercare come società di comporre la cosa perché altrimenti l'anno prossimo, quando mi auguro di giocare in Serie A, gli stadi saranno particolarmente turbolenti e non daranno un grande spettacolo di calcio”.

Cobolli (o Gigli): Buffon non andrà via per nessun motivo


"Galliani mi ha chiesto se proprio non voglio vendere Buffon - ha commentato a margine dell'assemblea di Lega - Io gli ho risposto che lui non andrà via per nessun motivo".

Ikea, nuovo sponsor dell'Inter?


Ribaltone in Via Durini


La festa per lo scudetto non è più il 22 ma il 27 (forse)

La festa per lo scudetto non è più di sera ma di giorno

La festa per lo scudetto non è più un evento speciale, ma un'appendice di Perdenti-Bovini

La festa per lo scudetto non è più a pagamento, ma gratis per gli abbonati (compresa nel prezzo del biglietto di Perdenti-Bovini per gli altri)

Ma ci sarà mai questa festa per lo scudetto tanto atteso?

Non sarà che stanno per uscire...

Ma no, cosa vado a pensare. La spiegazione è molto più semplice. Moratti (santo subito, tanto è bello, buono, bravo, intelligente, onesto ed ecologista) si è reso conto di non poter speculare (anche) su questo scudetto di carone.

Certo però che se è vero che stanno per uscire...

PS Scusate per la foto disgustosa

giovedì 3 maggio 2007

Multatelo, non si offendono gli Onesti!


Alessandro del Piero: “Quello che spero è che si smetta di puntare sempre il dito contro di noi o di dire che questo è uno scudetto pulito. Ci sono argomenti che riguardano anche l’Inter e altre squadre, ma io non mi permetto di fare il moralista. Noi abbiamo pagato per le nostre colpe, mi sembra di cattivo gusto voler perseverare. C’è ancora tanta confusione su alcuni argomenti. Chi ha giudicato riguardo fideiussioni e passaporti ha avuto la mano più lieve rispetto a quanto successo dopo o in altri sport. Visto che io sono trevigiano, prendo esempio da cosa è successo alla Benetton nel basket. Fino a poco tempo fa si è sempre puntato al compromesso, ma la giustizia non è compromesso”

Ci avrei giurato! (2)


Cobolli (o Gigli): "Stimo Moratti. Lo conoscevo ancora prima che entrassi nel calcio e adesso ho avuto modo di rivederlo. E’ una persona per bene, uno sportivo vero come del resto Paolillo"
Gigli (o Cobolli) "Stimo Moratti e Mancini, sono d’accordo con quanto hanno detto. Basta con gli scontri verbali"
Finalmente una dichiarazione a presidenti unificati.
Il merito, beh, lo lascio giudicare a voi

De Santis: la banda dei disonesti è ancora in giro


De Santis a Lunedì di Rigore


" volevo dire che sistematicamente avevo rapporti telefonici con Facchetti...perchè avevo un ottimo rapporto. Si parlava, si telefonava, mi chiedeva determinate cose.Forse in qualche occasione si è andato anche oltre quello che poteva essere illecito (o il lecito ndr) e voi mi direte sicuramente: "perchè nn l'hai denunciato?"Ma che cosa dovevo denunciare io, se era questo il clima in cui si andava a vivere da arbitri... perchè secondo me l'arbitro che dice: "a me non mi ha chiamato mai nessuno" secondo me dice una grossa falsità!E le dico un'altra cosa: io avevo rapporti telefonici settimanali anche con Meani. Dalle... dalle informative dei carabinieri non è uscita una telefonata. Ho sentito dire da qualcuno che Meani era l'addetto alle pulizie dello spogliatoio quasi... quasi un inserviente... una badante come dice Melli...Allora io mi faccio una riflessione: io non ho capito, per me era un sogno... io non andavo a SanSiro ad arbitrare le partite del Milan, dell'Inter... io andavo a strappare i biglietti.Perchè se questa è la realtà delle cose, io devo dire che forse sono caduto in un sogno, mi stavo raccontando una favola, ma questa favola non era così!Io sono stato anche chiamato dall'Ufficio Indagini... ho perso del tempo perchè il tempo secondo me che ho trascorso all'Ufficio indagini è stato soltanto tempo perso.Mi è stato chiesto dell'Inter dopo che è uscito il dossier Como e tutto il resto.Io fino ad oggi non ho mai detto una parola nè sui miei rapporti con Facchetti, nè quello che era il contenuto delle telefonate tra me e Facchetti perchè rispettavo la persona e rispettavo soprattutto una persona che oggi non c'è più.Però nel momento in cui per un anno sono stato in silenzio, con dignità ho accettato i 4 anni che ingiustamente mi sono stati comminati dall'ingiustizia sportiva... e ho sentito tutti dire "noi siamo onesti", "noi siamo...", "noi eravamo sprovveduti", "noi non avevamo capito niente"... allora dico, ma forse, allora, l'unico fregnone di questa storia, scusate il termine, ero io...perchè gli altri... forse non ho capito niente del contesto in cui ero...allora, se mi vengono a dire che ero un disonesto... ho sentito fare un'affermazione da una persona... dire: "no, non c'è più la banda dei disonesti"... forse la banda dei disonesti è stata quella che si è voluta far credere all'esterno... ma forse quella banda.. forse è ancora in giro, voglio dire...."


file audio


... e chi non si è difeso...


... ha appena giocato con il Frosinone.


Nella foto l'incazzato ma calabraghette Cobolli (o Gigli).

Chi si è difeso l'anno scorso...


... è in finale di Champions League...
Nella foto, l'Avv. Leandro Cantamessa, difensore del Milan

Nati per taroccare


Staffelli ha consegnato un tapiro a Gianni Riotta, direttore del Tg1, per aver taroccato alcune immagini nei servizi del telegiornale.

C'è da stupirsi? No.

Gianni Riotta è un intertriste. E quindi ha il tarocco nel DNA.

De Santis: dove sono le telefonate con Meani e Facchetti?


Vignetta di BonaRober (Fonte: Juventus1897.it)
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“Ho detto che dopo 10-12 anni di arbitraggio i rapporti con i dirigenti diventano schietti. Le telefonate, quando proprio la federazione aveva fatto in modo di migliorare rapporti con cene ecc, mi erano normali. Telefonate ce ne erano con tanti dirigenti come Meani, Facchetti e altri… Le telefonate con Facchetti? Era una persona splendida, come tanti altri dirigenti del calcio… una volta c’è stato un qualcosa… ma sarà un problema che affronteremo più avanti…

Come mai sono uscite solo alcune mie telefonate? Prima di me anche altri personaggi coinvolti hanno detto di aver avuto telefonate con altri, telefonate non emerse… Ma tutto il resto mi sembra sia stato sottovalutato. Io ho accennato alla telefonata tra Collina e Meani dove ci si organizzava per una cena… non dico che Collina non lo doveva fare perché siamo professionisti… Ma il perché di certe telefonate non venute fuori fanno dubitare, questi sono i dubbi che ha qualsiasi italiano quando è scoppiato lo scandalo Telecom. Io sono stato monitorato dal 2002 fino a non so quando. Non voglio entrare nel merito di chi ha commissionato questa indagine su di me, ma io sono stato monitorato dal 2002 dalla Telecom e sono finito su due dossier. Forse ai più questo è sfuggito... A me sorgono tanti interrogativi. Che poi il governo abbia fatto un decreto d’urgenza per distruggere le intercettazioni… io sono inorridito, io voglio sentire queste telefonate... io difesa ho il diritto di avere in mano le telefonate che possono scagionami da altre cose… Abbiamo anche visto che ci sono le possibilità tecnologiche per fare di tutto e di più... quindi dico stiamo attenti…l’intercettazione telefonica è un mezzo di ricerca della prova… non è la prova…

Lecce-Parma? Io mi sono battuto su questa partita incriminata, se facciamo un passo indietro venne detto in fase di processo dal procuratore federale che un bel giorno Della Valle vista la situazione verificatasi contro la Fiorentina attraverso Mazzini organizza questo pranzo carbonaro…si decide il tutto, vengo designato io e la Fiorentina sarebbe stata salva. E io sarei andato ad arbitrare per favorire i viola visto che prima della gara c’era stata la mia telefonata con Bergamo e poi quella con Mazzini…Io mi sono battuto, ho sempre detto che non c’è stato tutto questo. Se dovevo commettere un qualcosa a favore della Fiorentina per salvarla allora forse l’avrei fatto 4 domeniche prima.. quando sono stato l’arbitro di Fiorentina-Milan… avrei potuto aiutare i viola e la Juventus che poi avrebbe affrontato i rossoneri... potevo ammonire giocatori del Milan diffidati, come Nesta, Rui Costa e Seedorf, io tutto questo non l’ho fatto… e poi c’era un rigore per Pazzini che non ho dato, e che rivendendolo in tv forse ci stava… e invece sarei dovuto andare a fare Lecce-Parma 3-3, ci sono dichiarazioni di Zeman dove dice che l’arbitro non c’entra, che i giocatori avevano smesso di giocare, che forse c’era stato l’intervento di altri…


Io domani mattina avrò la disucissione al Tar per Lecce-Parma, perché l’arbitrato ha ribaltato tutto dicendo che l’incontro con Bergamo non era per aiutare la Fiorentina… ricordiamo che i viola oltre a dover vincere avevano bisogno di altri 5 risultati, non contava solo Lecce-Parma. Ad esempio c’era da espellere un giocatore del Parma dopo un quarto d’ora invece… L’arbitrato dice che i Della Valle non hanno fatto l’illecito, ma l’abbiamo fatto solo io, Bergamo e Mazzini. A Firenze conoscete tutti Mazzini, quando lui dice “un'opera d’arte”…occorre vedere cosa è un dialogo e cosa poi è veramente successo sul campo. Tutti conoscono i suoi toni scherzosi. Era sempre un vicepresidente federale. Un “capolavoro” per noi a Roma vuol dire aver fatto una partita perfetta.

Se sono stupito che Fiorentina-Milan non sia entrata nel processo? La risposta me la sono data e l’ho detta a Matrix. Prima di quella partita c’è una telefonata di Mazzini dove si dice che l’arbitro era amico. Poi la gara è andata come è andata. E’normale che se si vuole trovare un colpevole si trovano tutte le prove che lo portino verso la colpevolezza…Non interessava dire che il trend positivo dei viola si interrompe con Fiorentina-Milan… non si ricercava la verità, ma un colpevole… il calcio ha problemi, economici, ma non arbitrali e basta. E’ facile buttare la croce su di noi che dobbiamo solo obbedire…Si è messa nel calderone anche la partita Fiorentina-Bologna e poi è crollata.

Il perché di calciopoli e della sua origine? Abbiamo preparato la difesa. Qui di prove ce ne sono davvero poche. Io ho sempre lavorato per la giustizia perché sono agente di polizia penitenziaria. Solitamente le informative dei carabinieri sono quelle sulle quali i pm hanno dovuto lavorare. Siccome ho tanta fiducia nei pm di Napoli Beatrice e Narducci e sono convinto che alla fine arriveranno a raggiungere la verità… ma è normale che su quello che è successo mi resta difficile non pensare a qualcosa d’altro… non dico niente ma quando ci sarà il processo penale con giudici veri che vorranno raggiungere la verità, al contrario della giustizia sportiva, le cose cambieranno. Prima di metter il punto e di dire la parola fine occorre aspettare la giustizia ordinaria.

Io l’arbitro che ha pagato di più mentre altri miei colleghi continuano a imperversare? Mi dà fastidio che l'attuale presidente federale sia colui che ha firmato la mia revoca al campionato del mondo. Io quelli me li ero sudati e guadagnati. Il regolamento poteva permettermi di andare a fare un mondiale e poi di essere giudicato. C’è stata troppa fretta. Mi dà fastidio questo. Oggi devo sentire dei componenti nuovi che fanno i perbenisti… io non ho mai visto tanti errori arbitrali come in questa stagione… Dal punto di vista mediatico e della giustizia sportiva si è fatta la corsa per condannarmi…

Io con chi parlavo al telefono? Sì, parlavo con Milan, Inter… nel momento in cui due designatori vengono designati per rivestire il loro ruolo in una cena fatta con i presidenti di sette società che si spartiscono i nomi dei designatori, come si fa a dire che questi dirigenti quando hanno una lamentela non possono rivolgersi a queste persone? Se si fosse fatta una indagine a 360 gradi mettendo sotto controllo tutti i dirigenti di società e tutti gli arbitri si sarebbe visto che non c’era niente di strano…

Io avevo telefonate con Bergamo, non sono emerse invece telefonate con Pairetto… quando invece con lui mi sentivo tutti i giorni…. C’era la volontà di condannare, mi è dispiaciuto che società come Juventus Fiorentina non abbiano lasciato l’arbitrato facendo il ricorso al Tar. Allora lì si poteva vedere qualcosa di serio. La Fiorentina la Champions se l’era guadagnata in tutto e per tutto.."